Global warming ed evoluzionismo: storie parallele

33

 

Cosa unisce due tematiche tanto diverse tra loro?

Non l’oggetto dello studio, ma la politicizzazione della scienza e la repressione/ridicolizzazione del dissenso.

 

Ecco allora che l’inverno più freddo degli ultimi 27 anni potrebbe raffreddare anche gli scienziati politicizzati

 

 

“È allerta neve e ghiaccio in tutto il centro-nord, con l’arrivo oggi di una perturbazione che porterà temperature polari e nevicate anche in pianura: condizioni di maltempo che dureranno fino a metà febbraio. A Torino, dove è previsto – 16, pronti mille spalatori delle squadre anti-ghiaccio. Si parla della settimana più fredda degli ultimi 27 anni: da oggi le temperature dovrebbero scendere di colpo: -15 in pianura e fino a -30 sulle Alpi. In particolare, – 10 a Milano e – 7 a Genova. “

Così inizia un articolo intitolato “Inizia il periodo più freddo degli ultimi 27 anni. Ondata di gelo e neve fino a metà febbraio”  apparso sul Sole 24ORE del 31 gennaio scorso.

Pur nella consapevolezza che singoli eventi climatici non implicano necessariamente considerazioni a livello generale, non possiamo fare  a meno di pensare che ogni volta che il clima dà segnali in controtendenza rispetto alle aspettative dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), qualcosa nel consenso generale venga incrinato.

Negli stessi giorni un’interessante iniziativa veniva resa nota attraverso le pagine del Wall Street Journal che solo pochi giorni prima, il 27 gennaio, aveva pubblicato un articolo intitolato “No Need to Panic About Global Warming“, si tratta in realtà dell’appello presentato da 16 firme di livello mondiale che chiedono l’abbassamento dell’allarmismo sul tema del riscaldamento globale:

“A candidate for public office in any contemporary democracy may have to consider what, if anything, to do about “global warming.” Candidates should understand that the oft-repeated claim that nearly all scientists demand that something dramatic be done to stop global warming is not true. In fact, a large and growing number of distinguished scientists and engineers do not agree that drastic actions on global warming are needed.”

L’appello chiede dunque che i futuri candidati a cariche pubbliche vengano informati del fatto che gli allarmi con i quali si chiedono insistentemente drastici interventi per fermare il Global warming, non sono fondati.

Concordo con la diffidenza con la quale su Climate Monitor è stata accolta l’iniziativa, infatti la ragione nelle controversie scientifiche non si ottiene a colpi di dichiarazioni autorevoli, ma è altrettanto vero che il confronto, agli occhi dell’opinione pubblica, si svolge anche sul piano del consenso. Questa realtà del resto è stata recentemente confermata dalle dichiarazioni di Mario Tozzi proprio in riferimento alla richiesta da me formulata di confrontarsi sul Global Warming col Col. Guido Guidi (CS-Per Mario Tozzi: “negazionisti” a chi?).

Ma cosa collega la vicenda del Global Warming con l’evoluzionismo darwiniano?

Si tratta di due questioni che vedono la politicizzazione della scienza interferire con il normale confronto sul dato strettamente sperimentale, nel caso dei cambiamenti climatici la diretta ricaduta politica è evidenziata proprio dall’incipit della lettera dei 16 al Wall Street Journal, nel caso dell’evoluzionismo darwiniano il collegamento è più velato, e per tale motivo, ancor più insidioso.

Ma i contestatori del Global Warming Antropico hanno almeno la consolazione di poter contare sulla grande visibilità degli eventi che richiamano l’attenzione sulle loro ragioni, i contestatori dell’evoluzionismo neodarwiniano devono faticare molto di più per cercare di mostrare che i meccanismi della Sintesi Moderna non spiegano l’evoluzione.

 

Ma aspettiamo, prima o poi una “gelata” arriverà anche sul neodarwinismo.

 

 

Share.

About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

33 commenti

  1. Scusi, prof. Pennetta, se allargo un attimo lo sguardo anche ad un altro tormentone che ci ha stressato per anni: che fine ha fatto il “buco dell’ozono”? Non ne sento più parlare da anni.

    • A quanto pare il buco dell’ozono si sta chiudendo, come già riportava questa notizia del 2010:
      http://www.repubblica.it/ambiente/2010/01/26/news/buco_ozono_si_chiude-2077242/

      Anche se personalmente (ma non ho mai approfondito la questione più di tanto) non capisco perché mai i CFC che hanno una densità maggiore dell’aria debbano finire nella stratosfera.

      Da notare anche che nell’articolo si punta alla connessione tra buco dell’ozono e global warming.
      Ma il problema non erano gli ultravioletti e il cancro della pelle?
      Ma di questo nell’articolo non c’è traccia.
      Non vi ricorda il lavoro di revisore del passato che faceva Winston, il protagonista di 1984?

      • “Non vi ricorda il lavoro di revisore del passato che faceva Winston, il protagonista di 1984?”

        Anche TROPPO
        Ho sempre considerato “1984” TROPPO “assurdo”… voglio dire: chi sarebbe stato il babbeo cosi’ babbeo da cadere in questa trappola?
        Lo avevo visto come sola critica al comunismo ed ai regimi dell’Est…
        Ho sopravvalutato la “civilta’” occidentale…

      • shostakovich on

        Anche se personalmente (ma non ho mai approfondito la questione più di tanto) non capisco perché mai i CFC che hanno una densità maggiore dell’aria debbano finire nella stratosfera.
        Il valore della densità è funzione di temperatura e pressione, ci sono CFC che a 20° C hanno densità inferiore all’aria. L’atmosfera è un sistema dinamico – flussi vorticosi in primis – e le forze in gioco sono ben più importanti che il peso molecolare (perché i CFC sono in forma gassosa, non in gocce o cristalli, sono molecole isolate, la densità per volume non ci interessa granché).

          • shostakovich on

            Comunque, è sintomatico che lei non ci abbia pensato, pur essendo laureato in biologia e farmacia, quelle non sono nozione esoteriche.
            Eppure il suo piglio retorico contro neodarwinismo e riscaldamento globale è fin troppo sussiegoso.

          • Caro musicista, invece dal suo tono ho capito subito che lei è qui non col fine di collaborare alla ricerca della verità, ma con quello di attacare il sottoscritto.

            Ho specificato di non aver mai approfondito la questione mi pare, o no?

            Lei invece critica pretestuosamente le mie affermazioni critiche verso l’AGW e il darwinismo, ma poi non dice dove sarebbero errate.

            Qui si accettano solo contestazioni sugli argomenti, non attacchi ad personam.

          • Quindi prendo atto che finora non ne ha trovate.

            P.S.
            Sig. shostakovich, prendo atto anche del fatto che, nonostante il nome che si è scelto, lei non è un musicista.
            Che ne direbbe, tanto per cominciare, di metterci la faccia (quella vera) nel senso di firmarsi con nome e cognome?
            Facile criticare nascosti dall’anonimato!

          • shostakovich on

            Sta di fatto che un plurilaureato che si domandi “come mai i CFC raggiungono la stratosfera” per capire i princìpi generali del fenomeno, non è che non ha approfondito, semplicemente gli mancano le basi.

            Cosa le fa credere che non le abbia trovate? Ci hanno già pensato altri blogger. Preferisco concentrarmi sulle sue prossime uscite, trovo il suo blog una discreta palestra per esercitarsi nella demistificazione della retorica pseudoscientifica ed eterodiretta.

            Mi chiede un nome perché la critico? E a chi la incensa può ben restare nell’anonimato? Oppure richiede a ciascuno di presentare regolari dati anagrafici?

            In ogni caso, l’anonimato non facilita alcunché, perché mi limiterò alle affermazioni. Magari con un blog dedicato, perché no. Da tempo desideravo misurarmi con certa pubblicistica.

            Saluti

      • l’errore che sembra non inviare il messaggio poi invece lo ha inviato ma appare con un certo ritardo così ne arrivan 2,o più?
        capitato anche a me.
        Deve essere anche inerente all’attesa di moderazione cui si riferisce Riccardo,ho notato che con i link è più probabie che succeda,cioè se si posta qualche link

  2. Secondo studi fatti da questo signore e da un suo team:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Stephen_McIntyre
    pare che il 1934 sia l’anno più rovente del ‘900 e che la top-five sia comunque tutta concentrata negli anni antecedenti alla II guerra mondiale…
    E mi pare la NASA abbia confermato quanto detto dal canadese..(ripresi da un canadese,chissà come gli rode…)
    Per la teoria neo-darwiniana la strumentalizzazione è assai più elevata tuttavia,e,bene o male seppur con qualche ‘inciampo’(Mendel per esempio,fra l’altro Darwin studiò prendendo come campione dei piccioni, non così prolifici e che oviamente non si autofecondano arrivando a una conclusione sulle razze che probabilmente non gli dispiaceva affatto;Mendel invece i piselli (gran numero di semi e possibilità di autofecondazione)scoprendo una ‘regola’ semplice, ma importantissima)è sopravvissuta come certezza indiscutibile(vabbeh lo è anche ora però credo sia chiaro ciò che intendo..)fino agli anni ’60-’70 dopo la scoperta del DNA etc..
    Non si sa come finirà la questione col neo-darwinismo..parafrasando Piattelli-Palmarini si potrebbe dire che esso è come una grande cesta,dove tutto viene passato come inerente all’evoluzione neo-darwiniana e buttato dentro, tutto ciò che è compatibile,è legato attravewrso una implicazione logica con qualcosa del neo-darwinismo viene buttato dentro ,e così la cesta è piena e la teoria è confermata in ogni sua parte,questo è ciò che exotericamente viene mostrato..
    Non si sa se scenderà il gelo sul neo-darwinismo,una cosa però verrebbe da pensare ,ossia che succeda o meno non sarà per cause scientifiche…

    • Il neodarwiismo come con un ottimo paragone afferma P. Palmarini è veramente una cesta in cui ci si può infilare di tutto, tanto non esiste un criterio di falsificabilità.

      Come già detto è una teoria che appartiene allo stesso genere di cui fa parte la psicanalisi: non falsificabile, quindi non scientifica.

      Ma sono fiducioso che qualcosa accada, che per una nemesi, avvenga un crollo imprevedibile, di quelli descritti dalla teoria delle catastrofi di Renè Thom, che l’evoluzionismo non ha voluto utilizzare.

      • Che toni lusinghieri nei suoi confronti, prof. Un universo a una dimensione…

        Mi colpisce questa frase:
        “non ci sono basi scientifiche che giustifichino azioni drastiche per «decarbonizzare» il mondo. Se a convincercene non bastasse il gelo record di questi giorni…”

        Qualche tempo fa la attaccava riguardo alla mancanza delle forme di transizione: “come se ogni specie non ne fosse una…”

        Ma c’è una vaga idea in questo mondo di ciò che si definisce “criterio di falsificabilità”?

        • Ma questi non sanno proprio a cosa attaccarsi!

          C’è uno che prova a fare le pulci ad una mia frase:

          Pennetta sottotitola
          “Ecco allora che l’inverno più freddo degli ultimi 27 anni potrebbe raffreddare anche gli scienziati politicizzati”
          citando:
          “Si parla della settimana più fredda degli ultimi 27 anni”
          3 mesi=1 settimana, con buona pace del “Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero.” in bella mostra sul suo blog.

          Non potrebbe esserci la settimana più freddo all’interno dell’inverno più freddo? Quale logica lo vieta?

          E poi astronomicamente l’inverno non è ancora finito quindi non si può ancora dire se sarà o meno stato il più freddo, era chiaro dunque il significato della frase.
          Ma se uno vuole solo giocare a fare le pulci… allora giochino pure.

  3. Salve Sig. Pennetta,
    mi puo spiegare come mai un’ondata di freddo su una piccola porzione del mondo dovrebbe andare contro le conoscenze scientifiche sull’argomento?
    Puo trovare cortesemente delle fonti ufficiali (riviste scientifiche, rapporti ecc..) che affermano che in periodo di GW non vi saranno ondate di freddo? O che dimostrino che tale ondata sia globale e non locale?
    Altrimenti stiamo solo parlando di “gossip climatico”, giusto per dare una visione sulla materia, che di scientifico ha ben poco, di pregiudizio molto di piu.
    Saluti

    ps: perchè una lettera di scienziati, la maggior parte dei quali senza alcuna competenza in materia dovrebbe avere una qualche rilevanza? Noto che alcuni di questi scienziati hanno espressamente affermato non solo di non occuparsi dell’argomento (si intende con lavori di studio e ricerca), ma di non conoscerlo affatto. Shaviv, uno dei firmatari, ammise di aver creduto al GW per tanti anni, dimostrazione del fatto che non è assolutamente un esperto della materia. E potrei continuare…

    • Buongiorno Rob,
      se rilegge con attenzione il mio articolo vedrà che non ho affatto detto quanto da lei contestato:

      “Concordo con la diffidenza con la quale su Climate Monitor è stata accolta l’iniziativa, infatti la ragione nelle controversie scientifiche non si ottiene a colpi di dichiarazioni autorevoli, ma è altrettanto vero che il confronto, agli occhi dell’opinione pubblica, si svolge anche sul piano del consenso. Questa realtà del resto è stata recentemente confermata dalle dichiarazioni di Mario Tozzi proprio in riferimento alla richiesta da me formulata di confrontarsi sul Global Warming col Col. Guido Guidi (CS-Per Mario Tozzi: “negazionisti” a chi?).”

      Come vede in realtà la risposta era già stata data.

      • certo e infatti quella in ps in era una mia riflessione sul modo di operare di alcuni giornali o blog…ma ero piu interessato a delle sue risposte riguardo le mie domande.
        Questo perchè noto una certa superficialità del suo articolo sull’argomento, cosa che non ci si aspetta da un uomo di scienza che scrive su un blog con l’obiettivo fornire una critica scientifica.
        Io non sono un esperto (dove per esperto intendo uno scienziato che dedica la sua ricerca al tema specifico), ma il mio percorso di studio e professionale mi ha portato ad avere una conoscenza (certo limitata se paragonata ai veri esperti) dell’argomento tale da non poter notare un’impostazione poco scientifica dell’articolo.
        Chiaramente sono disposto a chiarire meglio i motivi di questa mia critica, se lei ne è interessato.
        Saluti

        • Rob, l’articolo chiaramente non era l’esposizione di argomenti sull’AGW, ma una dichiarata riflessione su cosa orienti o meno l’opinione pubblica su certi argomenti, infatti ho parlato di “gelata” e non di “confutazione”.

          Nello specifico delle argomentazioni scientifiche rimando sempre alle argomentazioni del bravissimo Guido Guidi su Climate Monitor.

          Una curiosità, ha scritto sul blog di Mario Tozzi su National Geographic per fare le stesse contestazioni?
          Come ho detto è stato lui il primo a parlare di “maggioranza degli scienziati”, non io.

          Dopo che avrà sollecitato anche il simpatico conduttore televisivo me lo faccia sapere e ne riparliamo.

          ep

          • Guardi le ripeto che io critico il fatto di usare un’ondata di freddo per fare una critica non solo sulla presunta politicizzazione della scienza, ma anche sulle conoscenza stesse. Il fatto di mettere in risalto le temperature e parlare di controtendenza rispetto alle aspettative dell’IPCC evidenzai un approccio non corretto sulla questione, al di la di tutto.
            Per quanto riguarda il discorso riguardante l’orientamento e la percezione dell’opinione pubblica e la maggioranza degli scienziati, uno studio (Doran et al,2009) ha mostrato come il 97% degli esperti veri sul tema sono d’accordo sul ritenere l’uomo responsabile per la gran parte dell’attuale riscaldamento, mentre solo poco piu della metà dell’opinione pubblica ne era convinta…
            Questo la dice lunga su cosa realmente orienti l’opinione pubblica su argomenti scientifici, se la scienza vera o la politica; ma in un senso del tutto opposto da quello che lei vuol mostrare con il suo articolo.
            Sono convinto che Guidi come meteorologo sia assolutamente competente, ma il fatto di creare un blog sul tema climatico non ne fa necessariamente un esperto del tema. E infatti esperto non è…

  4. Rob,
    le rispondo anche se non ha ancora lasciato un intervento in cui fa le stesse critiche sul blog di Tozzi.

    Se avesse letto quanto riportato da Guido Guidi e da ripreso, saprebbe che quel 97% (ma come adesso le percentuali sono diventate importanti! Ha già cambiato idea…) è frutto di un banale artificio contabile, troverà istruttivo leggere questo:

    http://www.enzopennetta.it/wordpress/2012/01/tozzi-di-fanta-scienzai-nuovi-profeti-di-sventure/

    Una domanda: lei è professionalmente più competente di Guido Guidi?
    (Se anziché fare attacchi ad personam, avesse contestato delle affermazioni non glielo avrei domandato).

    • Attacchi a persona? Non esageriamo Enzo.
      Io le ho solo detto che Guidi, da lei stesso tirato in causa sia chiaro, non è un esperto del tema ( ho anche aggiunto che nel suo campo, la meteorologia, sicuramente è molto competente) e le ho dato una definizione di esperto. Ovvero un ricercatore che studia, ricerca e quindi pubblica sul campo specifico. A me personalmente non risulta che Guidi abbia una linea di ricerca e delle pubblicazioni sul tema climatico.
      Detto questo, a parte la sua allusione sulle percentuali che non ho colto, mi piacerebbe capire in che modo questa stragrande maggioranza di scienziati avrebbe cambiato idea, dato che dall’articolo di CM che ho trovato questo non è spiegato.
      Parlando e leggendo gli articoli prodotti da diversi miei colleghi che lavorano sul clima nelle varie Università italiane e centri di ricerca, questo cambio di idea non si evince per nulla.

  5. Pingback: Critica Scientifica – di Enzo Pennetta » Blog Archive » Neodarwinismo/Global Warming: la fabbrica del consenso