Telmo Pievani: chi muove delle obiezioni alla teoria di Darwin è un “matto”

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L’articolo con l’intervista al prof. Telmo Pievani pubblicata sul sito “Lo Sgamato“.

Qualcuno potrebbe pensare che esista una “fissazione” nei confronti del responsabile del sito Pikaia, ma le cose sono esattamente all’opposto.

 

Sono i sostenitori del neodarwinismo ad essere fissati con chi si oppone.

 

Ma, si badi bene, non parlano mai delle obiezioni, solo degli obiettori.

 

 

Eccoci di nuovo a parlare del Darwin Day e di tutto ciò che è ruotato intorno al Natale di Darwin. Questa volta lo spunto viene fornito da un’intervista dal titolo Happy birthday Mr Darwin! che il prof. T. Pievani ha rilasciato al sito Lo Sgamato.

Saltando la parte in cui si parla di Wallace andiamo direttamente al punto in cui l’intervistatore pone un’interessante domanda sul ruolo del “caso”:

Darwin parla di mutazioni “casuali”. Ma che cosa si deve intendere per “caso”? Qual è, fra le tante, la giusta accezione che dobbiamo attribuirgli?

Per Darwin una mutazione è “casuale” in due sensi: perché spontanea e senza cause individuabili analiticamente (come ancora oggi diciamo, nell’accezione epistemologica di caso inteso come “provvisoria ignoranza delle cause” di un fenomeno); e perché indipendente dagli effetti che avrà sui portatori in un dato ambiente (le mutazioni non sono cioè dettate né istruite dall’ambiente, ma contingenti rispetto agli effetti in termini di sopravvivenza e di riproduzione che avranno sui loro portatori). Ecco perché Darwin, benché abbia aderito a principi lamarckiani in materia di eredità, ci ha lasciato una spiegazione che permetterà poi di confutare l’ereditarietà dei caratteri acquisiti.

 

Già dopo questa risposta l’intervistatore avrebbe dovuto iniziare ad avere dei dubbi, avrebbe dovuto cominciare  a sentirsi preso per i fondelli e dirsi: “Ma come, il prof. mi sta dicendo che le mutazioni per Darwin sono casuali perché avvengono per caso, poi dice che invece casuale significa semplicemente che non sapeva perché avvenissero. Poi mi dice anche che Darwin però era lamarckiano (per cui i nuovi caratteri erano frutto dell’uso e del disuso e dell’ereditarietà dei caratteri acquisiti), ma al tempo stesso Darwin ci lasciò una spiegazione per confutare l’ereditarietà dei caratteri acquisiti. Ma che mi sta prendendo in giro?“.

E invece no, chi ci sta prendendo in giro è proprio Darwin, che nella sua teoria ci ha messo tutto e il contrario di tutto, l’unica cosa certa è la malthusiana selezione naturale.

Più avanti poi l’intervista si sposta sul tema del “negazionismo”:

Nonostante sia stato dimostrato che quella darwiniana è a tutti gli effetti una validissima teoria scientifica, c’è ancora qualcuno, e non sono pochi, che la negano. Non si critica tanto l’evoluzione come fatto, quanto piuttosto l’“ideologia” darwiniana e l’importanza che essa dà al caso. E’ come se ci fosse una permanente resistenza nell’accettare, dopo quasi due secoli, la teoria di Darwin. Perché?

Perché l’ignoranza e la mala fede sono dure a morire. E perché la nostra mente è predisposta a fraintendere spiegazioni contro-intuitive come quella evoluzionistica. Sostenere che la teoria darwiniana sarebbe diventata un’ideologia è una totale imbecillità. Chi lo sostiene non conosce minimamente la letteratura di riferimento, scientifica e storiografica. L’evoluzione è un fatto e il programma di ricerca che lo spiega è a tutt’oggi ancora neodarwiniano, con tutte le revisioni, i dibattiti e gli aggiornamenti che un pensiero antidogmatico come la scienza prevede sempre. Così come è una sciocchezza asserire che il darwinismo si sarebbe prestato, di per sé, a giustificare infamie come il razzismo e l’eugenetica nazista.

L’intervistatore (che comincia a starmi veramente simpatico) afferma in buona fede che la teoria neodarwiniana sia “validissima”  perché dimostrata (avrà come tutti noi studiato su quei testi pieni di Biston betularia, di embrioni di Haeckel, di evoluzioni del cavallo ecc…), ma poi dimostra di avere le idee chiare quando pone la distinzione tra “evoluzione” come fatto  e “darwinismo”. A quel punto l’intervistato inizia a rivelare un certo nervosismo, gli argomenti utilizzati sono “ignoranza“, “mala fede“, “imbecillità“, sembra di stare su uno di quei blog che molti conoscono. E poi… infine dice che “l’evoluzione è un fatto”, cosa già premessa dall’intervistatore e riguardo alle implicazioni sul razzismo e sull’eugenetica afferma che si tratti di una “sciocchezza”, con buona pace di quanto documentato anche da S. J. Gould ne “I Pilastri del Tempo”, libro che dichiaratamente al prof. non piace.

Ma la cosa più spiacevole viene affermata verso la fine dell’intervista, in un punto in cui si sente affiorare il pensiero di R. Dawkins:

Ma vedo che ormai la tesi del darwinismo come ideologia è sostenuta soltanto da qualche frangia di estremisti, dai fondamentalisti religiosi e da qualche poveraccio isolato in cerca di visibilità sul web. Per me ogni forma di negazionismo è immorale e diseducativa, e non va minimamente tollerata. Se uno nega l’esistenza dell’Impero Romano, giustamente lo prendiamo per matto. Se uno nega l’evoluzione dovremmo stare a sentirlo e magari farlo entrare a scuola: e perché mai?

Libertà di insegnamento non significa libertà di diffondere la menzogna e la stupidità.

Ecco che infine, purtroppo, il prof. finisce in un repertorio degno della orwelliana Fattoria degli animali, senza ovviamente cercare di fare il benché minimo riferimento alle motivazioni delle critiche al neodarwinismo, si attaccano le persone con termini al limite della configurazione di reato come “estremisti“, “fondamentalisti“, “negazionisti“, nel migliore dei casi egli parla invece di “poveracci” (mi sa che in mezzo ci sta anche il sottoscritto).

Non ancora soddisfatto, il prof. dà del malato di mente a chi contesta il darwinismo, e con una proposta degna del migliore totalitarismo nega il diritto di insegnare a chi non si uniforma al pensiero unico neodarwiniano. In poche parole, se il prof. Pievani un domani diventasse ministro dell’Istruzione vieterebbe a me di esercitare l’insegnamento nonostante abbia tutti i titoli.

Come dicevo, questo si chiama “totalitarismo”.

Sarebbe interessante se i redattori del sito “Lo Sgamato” volessero concedere un diritto di replica alle affermazioni del prof. Pievani.

Ma non tutto quello che è stato dichiarato mi trova in disaccordo, la frase finale la condivido al 100%: “Libertà di insegnamento non significa libertà di diffondere la menzogna e la stupidità.”

Ecco perché la teoria neodarwiniana non dovrebbe essere presentata nel modo apologetico che il prof. vorrebbe.



 

 

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

33 commenti

  1. 1) chiederei a Pievani se ha il coraggio intellettuale di pubblicare sul suo sito quello che ha scritto Michael Ruse:

    Why I Am Not Celebrating “Darwin Day”
    “The reason why I am drawing back from Darwin Day is that it has become (and indeed was always intended) as a celebration of humanism and lack of religious belief, supposedly brought on by Darwin’s theory. It’s not so much about the science as about the religion…”.

    http://chronicle.com/blogs/brainstorm/why-i-am-not-celebrating-darwin-day/43962

    2) chiederei a Pievani se è d’accordo con l’uso che Dawkins e compagni fanno del darwinismo per negare l’esistenza di Dio ed attaccare le religioni.

    3) chiederei al sito che ha intervistato Pievani perchè non gli ha domandato della sua partecipazione a convegni dell’UAAR nota associazione per niente ideologizzata.

  2. Il professor Pievani è un fanatico darwiniano della peggior specie e con il suo atteggiamento non farà che esacerbare gli animi dei suoi oppositori.

  3. “se il prof. Pievani un domani diventasse ministro dell’Istruzione…”

    …quel giorno farò le valige (povera Italia)!

    avete notato che la sua voce su wikipedia è stata di recente aggiornata con nuove informazioni sul darwin day?!

    http://it.wikipedia.org/wiki/Telmo_Pievani

    chi ha curato le modifiche altri non è che Sergio D’Afflitto, vice coordinatore del circolo uaar di roma

    http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Blackcat
    http://www.facebook.com/italian.atheist

    lo stesso dell’articolo sul caso del crocifisso nell’istituto di abano terme sul sito dell’uaar

    http://www.uaar.it/uaar/documenti/112.html

    non vedo davvero come possa anche solo sperare di insabbiare il rapporto tra il suo sito e le ideologie dell’uaar quando i primi a supportarlo nella sua propaganda ed a seguirlo come cagnolini sono proprio loro

    dettagli a parte c’è andato giù pesante con gli insulti, poco alla volta si sta mostrando per la persona che è realmente, sono davvero sconcertato

  4. domenico non avevo notato la fonte, questa foto sarebbe da incorniciare!

    Description
    English: The Italian philosopher Telmo Pievani in Rome at the 2012 Darwin Day organised by UAAR

    e pensare che persino nel suo corso di base all’evoluzione, parlando dell’approdo in italia del Darwin Day, non fa menzione degli sforzi dell’uaar, a cui va in realtà il “merito”

    http://formazione.elearning.unimib.it/public/evoluzione/Corso%20copertina/Introduzione%20generale.html

    Pikaia “il portale dell’omissione” ..questo dovrebbe essere il nuovo motto di pikaia

  5. Prof. Poveraccio (pardon, prof. Pennetta), devo dire che mi sento un po’ rassicurato. Dopo aver visto la puntata di “Storie Italiane” con Pievani, mi sembrava di aver capito che il noto epistemologo fosse una persona equilibrata, anche se molto determinata. In un certo senso, se davvero ha usato certi termini e certi paragoni, si può più facilmente far rientrare nella categoria dei “neodarwinisti chiassosi”.

    La frase: “perché la nostra mente è predisposta a fraintendere spiegazioni contro-intuitive come quella evoluzionistica” è assolutamente emblematica del livello di discussione che queste persone pretendono di avere con i propri interlocutori. Ovvero, nessun dialogo: . Si allinea perfettamente al link di Corbellini che le postai qualche giorno fa, e in generale alla linea adottata da Dennett e dal memetista Dawkins, per i quali conoscere i meccanismi cerebrali che portano alla formazione di un’opinione darebbe informazioni anche sulla loro qualità e correttezza. Ma solo per me questo tentativo è un po’ presuntuoso (e pretestuoso)?

    Ora, poiché credo che lo stesso cervello sia l’organo pensante anche dei medesimi signori, mi perdoneranno se io fatico a considerarli “antropologicamente superiori” (come direbbe Israel), soprattutto se ai loro occhi il darwinismo è EVIDENTE ma subito dopo è classificato come CONTROINTUITIVO.

    • Anche a me il prof. Pievani aveva fatto un’impressione tutto sommato positiva nell’intervista da Augias, quello di quest’ultima mi sembra invece un’altra persona.

      Confermo al riguardo quello che qualcuno ha già fatto notare in un precedente post, mi sembra di ravvisare un certo nervosismo che porta a reazioni scomposte (come quella di rimuovere i riferimenti all’UAAR anziché argomentare il perché di certe scelte).

      In definitiva potrei pensare che si tratta di una persona che non è abituata ad avere qualcuno che la contrasti con argomenti qualificati e che quindi non sappia gestire il confronto.

      Ma questo significa che siamo sulla strada giusta.

      • Per qualche motivo, nel mio commento sopra è stata cancellata una frase che avevo racchiuso tra i simboli “minore” e “maggiore”, che dovevano essere interpretati come “aperte” e “chiuse virgolette”. Si sarebbe collocata dopo le parole “ovvero, nessun dialogo” e diceva approssimativamente (dando voce a quelle persone) “NOI abbiamo ragione, a priori, perché le vostre considerazioni sono il frutto di una condizione cerebrale erronea per motivi biologici, perciò ineradicabile, persino patologica.”.

  6. Alessandro Giuliani on

    In realtà l’odio e l’astio son dei pessimi consiglieri e annebbiano la mente, per questo questi signori non notano le evidenti contraddzioni in cui incorrono (tipo evidente/controintuitivo oppure mutazioni casuali / approccio lamarckiano per Darwin..).
    Piuttosto noi non dovremmo rischiare di cadere nello stesso gioco, per cui io lascerei un pò cuocere questi signori nel loro brodo senza troppi puntini sugli i, non ci stupiamo che Pievani parli con lo striscione dell’UAAR in bella mostra, in sè non c’è nulla di male, e loro potrebbero rinfacciarmi di andare a parlare alle Università Pontificie o di collaborare con il campus Biomedico, è chiaro che NON E’ LA STESSA COSA (non è che lì ci vado per fare della teologia o della catechesi ma solo per parlare del mio lavoro) ma ai loro occhi questa distinzione non è comprensibile.
    Piuttosto, sul versante scienza seria vi faccio notare questo bellissimo articolo sui prioni e l’evoluzione:

    http://www.ilsussidiario.net/News/Scienze/2012/2/20/EVOLUZIONE-Scommesse-sull-eredita-piu-che-i-geni-contano-i-prioni/245350/

    che rimette in gioco alla grande il Lamarckismo…ma vedrete che, visto che l’articolo originale sta scritto su un giornale molto prestigioso, i vari ideologi neodarwiniani italiani non batteranno ciglio se non magari per dire che ‘se lo sentivano’…

    • Alessandro, quello che secondo me è stato sbagliato nel gestire la faccenda UAAR è il fatto di non aver spiegato ma nascosto.
      Se qualcuno facesse un’obiezione del genere a me, specificherei che il convegno è ospitato o organizzato da un determinato ente religioso, ma che in nessun caso qualcuno sentirà affermare da me che la scienza dimostri o neghi l’esistenza di Dio.

      Sarebbe bastato che il prof. Pievani avesse fatto una comunicazione del genere su Pikaia, e adesso staremmo probabilmente a parlare d’altro.

      Come sempre di grande interesse gli studi che segnali, comunque anticipo il fatto che i meccanismi lamarckiani confermano la teoria neodarwiniana (è stato già detto!) che, come sappiamo, non ha un criterio di falsificabilità.

    • http://www.ilsussidiario.net/News/Scienze/2012/2/20/EVOLUZIONE-Scommesse-sull-eredita-piu-che-i-geni-contano-i-prioni/245350/

      che rimette in gioco alla grande il Lamarckismo…ma vedrete che, visto che l’articolo originale sta scritto su un giornale molto prestigioso, i vari ideologi neodarwiniani italiani non batteranno ciglio se non magari per dire che ‘se lo sentivano’…

      Si beh il neo-lamarkismo è sempre stato li in sordina..
      come il neo-darwinismo è a livello al momento puramente ipotetico con la differenza che comunque è teoria scientifica alla fine il neo-lamarkismo,e anche se, di fatto, in caso di qualche successo del neo-lamarkismo, il neodarwinismo ,come ha sottolineato anche Palmarini,lo ingloberebbe come mostra anche la prima risposta del Pievani.E’ un tunnel tutto entra e tutto esce a piacimento,impossibile contestualizzarlo e esprimerlo correttamente in forma di teoria scientifica,sarò imbecille ma non vedo come sia possibile farlo..

    • Michele Forastiere on

      Tendo a concordare con Alessandro: persone più sagge di me dicono, in questi casi, che “il polpo si deve cuocere nell’acqua sua”. D’altra parte, dà sinceramente fastidio riconoscersi in una definizione offensiva – seppure espressa in maniera indiretta. Per conto mio, non ho ancora capito bene se faccio parte degli estremisti (sebbene non sia ben chiaro di quale forma di estremismo si parli), dei fondamentalisti religiosi o dei poveracci isolati… sono tuttavia fortemente attratto dall’ultima definizione, vista la sua assonanza con i “poveri” evangelici… 🙂
      Ad ogni modo, ho notato un’impressionante assonanza tra la condivisibilissima affermazione del prof. Pievani (“Se uno nega l’esistenza dell’Impero Romano , giustamente lo prendiamo per matto”) e l’altrettanto condivisibile osservazione del prof. Galleni (“A questo punto è bene ricordare come l’evoluzione sia il risultato di una ricerca di tipo storico ormai altrettanto provata quanto è provata l’esistenza dell’impero romano .” riportata sul sito dell’UCCR (http://www.uccronline.it/2012/02/20/darwin-day-2012-lo-zoologo-galleni-nessun-conflitto-per-i-cattolici/).
      Galleni, tuttavia, continua osservando – secondo me molto saggiamente – che “Ovviamente un conto è il fatto o l’evento storico descritto con quasi assoluta certezza, un conto sono le teorie proposte per spiegarlo. Il darwinismo è quindi cosa diversa dall’evoluzione “. Che ne dite? Arruoliamo anche il prof. Galleni tra i “poveracci isolati”? 😉

      • Ciao Michele,
        è molto interessante questa coincidenza che hai notato, mi viene da pensare che entrambi abbiano forse fatto riferimento ad un esempio precedente di qualche altro autore.

        Detto questo il fatto che sia stato usato lo stesso esempio dell’Impero Romano rende ancora più chiara la differenza di ragionamento tra i due:

        -Galleni l’utilizza per sottolineare la distinzione tra fatto dell’evoluzione e spiegazione di quel fatto.

        -Pievani fa invece coincidere il fatto con la sua spiegazione.

        Ora, chi negasse l’esistenza dell’Impero Romano si porrebbe certamente fuori del dibattito sullo stesso (ma nel caso dell’evoluzione Galleni ha ribadito che noi non la neghiamo) contestiamo però la spiegazione che ne viene data proprio perchè non è coerente con i “reperti archeologici” né con le nostre esperienze attuali, cosa del tutto lecita.
        Potrei allora dire che, restando nel paragone, mi rifiuto ad es. di credere che il Foro Romano sia stato costruito lanciando sassi a caso.
        E per questo sarei considerato un matto?

        In conclusione direi che il fatto di avere utilizzato lo stesso esempio ha permesso di evidenziare meglio dove gli argomenti del prof. Pievani sono errati.

        (Commento postato anche su UCCR)

        • “Evoluzione e Darwinismo non sono sinonimi.”
          Se devo trovare qualcosa da citare su UCCr circa tale cosa io citerei :
          http://www.uccronline.it/2011/04/01/il-cognitivista-piattelli-palmarini-%C2%ABlevoluzione-non-e-piu-darwinismo%C2%BB/
          Ad ogni modo,dire che l’evoluzione sia qualcosa di provato quanto l’impero romano è una fesseria grande come una casa..
          Intanto nel bene o nel male non si può essere ,al livello attuale almeno,in condizione tale da considerare la cosa in ambito storico,quantomeno in quella misura,poi volenti o nolenti,che lo si accetti o meno bisogna mettersi in testa che con evoluzione si intende una trasformazione,progressiva ed ininterrotta con aumento di complessità(vedasi definizioni varie http://www.enzopennetta.it/wordpress/2011/10/avvertimenti_ideologia/)
          Ciò non toglie che sia un ipotesi valida per la storia naturale,che può quindi prevedere una teoria scientifica che la spieghi,cosa che non fa il neo darwinismo.
          Ma l’impero romano è veramente su un altro piano.Accostarli non è solo sciocco,è veramente brutto sia da storici che da uomini di scienza.
          Che un credente adotti una visione che preveda o meno un’evoluzione saranno cavoli suoi e potrà avere ragione o no,ma non c’entra nulla con la scientificità della cosa e col negare il neo-darwinismo,non infognamoci sempre nella stessa pozza fangosa..
          Galleni fa quindi un esempio a sproposito per sottolineare una cosa giusta,Pievani fa il medesimo esempio per sottolineare una cosa sbagliata…

          Questo invece è un esempio più interessante,più appropriato:

          “Potrei allora dire che, restando nel paragone, mi rifiuto ad es. di credere che il Foro Romano sia stato costruito lanciando sassi a caso.
          E per questo sarei considerato un matto?”

          Quindi questo :”il darwinismo(fra l’altro il neo..ma anche l’originale) è quindi cosa diversa dall’evoluzione” si può senz’altro dire,è corretto.
          L’evoluzione rappresenta l’ipotesi di partenza su cui costruire una teoria,se si postulasse che non c’è stata evoluzione si farebbe una teoria su altro,ma visto che si parla di teoria evolutiva,è lapalissiano partire ipotizzando un’evoluzione..
          Tutto li,è semplice…
          E’ come se l’evoluzione fosse una cartella e la tde una sottocartella,è solo che a quanto pare contiene solo link a file mancanti…
          Se il neo-darwinismo poi fosse l’unico modo per spiegare l’evoluzione ,stando ai fatti,l’evoluzione non ci sarebbe mai stata…

          Alessandro ha certamente ragione,è tutto corretto,ed è giusto lasciare “cuocere nel loro brodo”.Mica si è infattoi dato dell’imbecille del cretino(come fece Odifreddi per esempio) o altri infelici epiteti a nessuno,anche perchè come ho detto non ha alcun valore sentire certe parole da chi non ne conosce neanche il significato,mentre le offese generiche direi che danneggiano più chi le leancia in questo caso..
          Quindi è solo un mostrare le cose come stanno,non un rispondere al fuoco con il fuoco,far solo vedere che quella che è nel barattolo non è forse crema al cioccolato ma forse c’è l’etichetta con su scritto”Piero Manzoni”…

          • A tal pro volevo sottolineare che non mi riferisco al concetto ‘evoluzione’ più generale(che poi dovrebbe essere il solo condiviso da tutti,quindi alla successione di diversi esseri viventi in diverse epoche storiche,cosa che a qualcuno sembrerà paradossale ma in un qual modo è sostenuta anche dai creazionisti del kansas che vorrebbero insegnare teo-scienza nell’ora di scienza..quindi praticamente da tutti)quando parlo dell’accostamento con l’impero romano,ma mi riferisco al termine evoluzione che ormai è quello che è diventato il significato riconosciuto un po’ ovunque.
            Quindi una trasformazione di un qualcosa di meno complesso a altro più complesso nel corso di un certo intervallo temporale.
            Questo concetto parte sin dall’ambito videoludico, o dei cartoni animati, in cui si vede un qualcosa di livello più basso che man mano che acquisisce esperienza muta in una nuova forma più potente di livello superiore,fino ad altri campi.
            E qui fintanto che si va ,per esempio, a vedere da dove salta fuori chessò un chihuahua,si sta cioè in ambito microevolutivo non c’è nessun problema il concetto va un po’ scremato e contestualizzato,ma ci siamo,prendiamo la treccani:
            “Il processo di cambiamento adattivo per il quale tutte le specie viventi – e solo queste – mutano di generazione in generazione per adattarsi all’ambiente in continua trasformazione.”
            E quindi ragionando in termini microevolutivi(fra l’altro comunque in accordo anche con la definizione di successione delle varie specie originale)non si ha problemi anche con questa definizione.
            Ma se spostiamo questo concetto di evoluzione ,che non è quello generale che dovrebbe essere,ma uno più particolare,su larga scala ecco che di fatto abbiamo una sorta di neo-darwinismo,ed ecco che allora evoluzione=neo-darwinismo.
            Ed è pressocchè per questo che c’è confusione e tante persone faticano a comprendere certe cose che vengono dette..

            Il fatto è ,come ho già avuto modo di dire,ed è una cosa che veramente io trovo spiacevole,che certe parole hanno assunto alcuni significati che discostano un po’ o totalmente dal lo significato primo o generale(come avviene per esempio anche per “specie” e “varietà”)che possono indurre in errore,in fraintendimenti o a far sembrare certe cose per altre.
            Per questo è bene e importante fare charezza sui termini.

            Questo per spiegare quanto detto su,non vorrei essere stato frainteso.

  7. “se il prof. Pievani un domani diventasse ministro dell’Istruzione…”
    …quel giorno farò le valige (povera Italia)!

    Vabbeh dopo un tunnel di 750 km per far viaggiare i neutrini dall’abruzzo a Ginevra costato 45 ml di euro credo non ci siano grandi aspettative per un ministro dell’istruzione..
    Fra l’altro sarebbe stato un buon tunnel per spostare somme in Svizzara..a quella velocità…

    “avete notato che la sua voce su wikipedia è stata di recente aggiornata con nuove informazioni sul darwin day?!”

    Quali?leggo che è scritto ora anche che è coordinatore scientifico del Darwin Day di Milano.

    “la foto intera da cui è stata ritagliata la foto pubblicata nella pagina di Pievani su Wikipedia

    http://commons.wikimedia.org/wiki/File:2012-02-14_UAAR_Darwin_Day_Pievani_02.jpg

    Caspita..alla faccia…non c’erano altre foto?

    “English: The Italian philosopher Telmo Pievani in Rome at the 2012 Darwin Day organised by UAAR”

    per lo meno scrivono ‘philosopher’,il che è già qualcosa…

    “Anche a me il prof. Pievani aveva fatto un’impressione tutto sommato positiva nell’intervista da Augias, quello di quest’ultima mi sembra invece un’altra persona.”

    Vabbeh logicamente a seconda del contesto si comporta come ‘etichetta’ prevede,non è ne il primo ne l’ultimo,è un comportanto sicuramente discutibile..quello si..

    “Per Darwin una mutazione è “casuale” in due sensi: perché spontanea e senza cause individuabili analiticamente (come ancora oggi diciamo, nell’accezione epistemologica di caso inteso come “provvisoria ignoranza delle cause” di un fenomeno); e perché indipendente dagli effetti che avrà sui portatori in un dato ambiente (le mutazioni non sono cioè dettate né istruite dall’ambiente, ma contingenti rispetto agli effetti in termini di sopravvivenza e di riproduzione che avranno sui loro portatori). Ecco perché Darwin, benché abbia aderito a principi lamarckiani in materia di eredità, ci ha lasciato una spiegazione che permetterà poi di confutare l’ereditarietà dei caratteri acquisiti.”

    Eh??Cos’è Antani supercazzola?

    “Nonostante sia stato dimostrato che quella darwiniana è a tutti gli effetti una validissima teoria scientifica,”

    Ah si?da chi?come?quando?

    “Sostenere che la teoria darwiniana sarebbe diventata un’ideologia è una totale imbecillità. Chi lo sostiene non conosce minimamente la letteratura di riferimento, scientifica e storiografica.”

    Perchè si constata esattamente l’opposto?ossia che uno non se ne distaccata finchè non approfondisce?boh…

    “Per me ogni forma di negazionismo è immorale e diseducativa, e non va minimamente tollerata.”

    HEIL FUHRER!

    “Confermo al riguardo quello che qualcuno ha già fatto notare in un precedente post, mi sembra di ravvisare un certo nervosismo che porta a reazioni scomposte (come quella di rimuovere i riferimenti all’UAAR anziché argomentare il perché di certe scelte).”

    “Alessandro, quello che secondo me è stato sbagliato nel gestire la faccenda UAAR è il fatto di non aver spiegato ma nascosto.”

    Lo dissi(http://www.enzopennetta.it/wordpress/2012/02/scandaloso-pikaia-nasconde-i-suoi-legami-con-luaar/) e lo sottoscrivo.

    Sicuramente c’è timore,c’è tensione,c’è ‘paura’ di eventuali dibattiti..quando uno è sotto tensione è probabile scivoli..e Pievani scivola in queste cose..

    negazionista,creazionista,fanatico,poveraccio,imbecille,che peso possono avere tutte queste cose da chi non ne conosce il significato ne è a conoscenza di come stiano le cose?
    nessuna…

    Vabbeh,non mi aspetto di meglio da Pievani quindi non sono minimamente scioccato ne altro,sembra inoltre ,e ciò mi pare buono,venire accostato,come giusto,più alla filosofia e allontanato dalla scienza…

    • Si..lo so..appunto che dicevo la foto sempra scelta ad hoc da un repertorio preciso..per il legame UAAR e Dawin Day si era parlato sin da subito:
      http://www.enzopennetta.it/wordpress/2012/02/pikaia-uaar-connection/
      Sicuramente questa ‘scaletta di modifiche’ va confermando la cosa e sottolineandola,ma era comunque abbastanza chiara penso.
      Ribadisco quindi che ciò che va notato è invece l’atteggiamento di Pikaia,nonchè del dott.Dietelmo in riferimento alla cosa…
      Ad ogni modo ,al di la della strumentalizzazione, che è poi la cosa contestabile e detestabile,non fa tanto scalpore il fatto che un movimento ateista propenda per una visione ateista delle cose…
      Il neo-darwinismo ,nel bene o nel male,che piaccia o meno,qualora fosse risultato veritiero avrebbe dato forza all’ateismo,e scansato Dio dalla scena(era proposta cmunque una spiegazione darwinofila però…),fino alla scoperta di Watson e Crick,pur anche con Mendel,il neo-darwinismo resisteva e l’ateismo si poneva ad un gradino più in alto..poi dagi anni 60-70 in poi ha cominciato a crollare sempre più ed ora siamo al punto in cui siamo.
      Chi vuol vedere come stanno le cose può vederlo chi non vuole vedere non vede..pèerò allora,chi è il vero negazionista?

  8. Vorrei far notare ai vari utenti che si sono succeduti nella giornata, soprattutto al dott. Giuliani, che non c’è alcun odio nelle mie parole. Vi posso giurare che desiderare il male per gli altri è qualcosa che in tutti i modi voglio evitare.

    Però, quando si dice di lasciar cuocere queste persone nel loro brodo, per quanto anch’io sia d’accordo, io provo a pensare più attentamente alle conseguenze di ciò e comincio a preoccuparmi.
    Mi spiego meglio: questa recente tendenza, da parte dei paladini dell’ateismo, a classificare la religione come autosuggestione particolarmente sofisticata non è nuova, ma, picchiando duro sul materialismo estremo, stanno cercando di mostrare ai loro adepti le “prove scientifiche” (!) delle loro opinioni. Psicologi, biologi, neuroscienziati compiacenti parlano di meccanismi neuronali, enzimatici, chimici, comportamentali (chiaramente, tutti derivati dall’onnipresente pressione di selezione) alla base dell’idea religiosa che, pur non dimostrando un accidente, possono fare molto presa su chi agogna argomentazioni forti.
    Ora, se lasciamo fare queste persone restando del tutto passivi, senza neanche provare ad accennare al fatto che TUTTO ciò che pensiamo deriva dagli stessi meccanismi, “scienza” e “ragione” compresi, e che anche conoscendo le condizioni meccaniche che originano i pensieri non possiamo assolutamente stabilire la veridicità o meno dell’oggetto pensato in base a questi (cose che mi sembrano scontate ma evidentemente non lo sono), corriamo il rischio di lasciar coltivare un piccolo ma agguerrito esercito di oppositori, educato secondo precetti simili a quelli dei soldati che combattevano fino a qualche decennio fa: odiare il nemico, considerare l’avversario brutto e stupido, ritenersi superiori per natura. Tutte cose che effettivamente mi preoccuperebbero alquanto, se queste persone ottenessero maggior potere e influenza.

    • “corriamo il rischio di lasciar coltivare un piccolo ma agguerrito esercito di oppositori, educato secondo precetti simili a quelli dei soldati che combattevano fino a qualche decennio fa: odiare il nemico, considerare l’avversario brutto e stupido, ritenersi superiori per natura. Tutte cose che effettivamente mi preoccuperebbero alquanto, se queste persone ottenessero maggior potere e influenza.”

      Dubbio lecito..

    • Caro Daphnos, posso parlare solo a titolo personale ma ti assicuro che io non ho ravvisato certamente odio nelle tue parole, e credo che anche per gli altri sia così.

      Se ti riferisci al commento di Alessandro, quello a cui si riferiva erano le parole del prof. Pievani non a quelle del tuo intervento.

      Che poi ci possano essere differenti punti di vista mi sembra normale e anzi auspicabile. Io ad esempio, non so se si era capito, la vedo più come te, e mi spiego meglio.

      La tattica di “far cuocere nel proprio brodo” va bene finché il rapporto si gioca a due, ad es. uno ce l’ha con me e io faccio finta di niente.
      Le cose sono diverse se quello l’interlocutore ha una grande influenza su altri e il mio silenzio potrebbe passare come un “silenzio assenso” che quindi finirebbe per confondere quelli che una volta si definivano i “semplici”.

      Se così non la pensassi non avrei neanche avviato questa iniziativa di CS.

      Spero di aver fatto chiarezza, un caro saluto.
      ep

      • Alessandro Giuliani on

        Confermo quanto detto da Enzo, parlavo di Pievani.
        Il punto del ‘brodo’ è solamente tattico, insomma se io credessi che non valesse la pena di rispondere a queste affermazioni arroganti dei neodarwinisti ‘filosofi dell’ateismo’ neanche leggerei o scriveri su questo sito o su quello dell’UCCR, o su BeneComune ecc. ecc.
        Insomma se mi impegno vuol dire che credo sia importante ‘fermare il veleno’ soprattutto perchè questo veleno colpisce i giovani in maggior misura di noi ‘vecchi’. Qundi è super extra mega importante ribattere colpo su colpo però, però io lo farei con uan tattica meno dettagliata (la singola foto, la singola dichiarazione) e più di largo respiro (la pubblicazione scientifica, il convegno, i risultati scientifici).
        Ma di nuovo, è questione di opportunità non di contenuto…

        • Sì, sono d’accordo. Ma vedi, quando ha scritto della contraddizione evidente/controintuitivo da me citata, poi ha aggiunto “noi non dovremmo cercare di cadere nello stesso gioco”, pensavo che continuasse a riferirsi a qualcosa detto da me, ma evidentemente mi sbagliavo. Buona serata a tutti.

  9. Ciao a tutti,

    sono il ragazzo che ha intervistato Telmo Pievani e ha scritto l’articolo che state commentando e criticando. Naturalmente io non sono d’accordo con le vostre opinioni, ma sono convinto che il dialogo sia sempre una bella cosa (a meno che non si tratti di un dialogo fra sordi). Non mi piacciono gli eristi e non ho intenzione di litigare. Piuttosto mi piacerebbe offrire al prof. Pennetta il “diritto di replica” sul nostro sito LoSgamato.it.
    L’intervista al prof. Pievani è avvenuta tramite mail: io ho spedito le domande tutte in una volta e lui mi ha gentilmente risposto con una velocità impressionante, quindi non credo che quello che traspare nelle sue risposte sia nervosismo, ma piuttosto una certa frettolosità.
    Nei prossimi giorni sarò a Madrid e purtroppo non avrò nessun computer a disposizione. Settimana prossima però sarò di ritorno e, dopo essermi informato a riguardo, tenterò di mettermi in contatto con Enzo Pennetta per un articolo con intervista da pubblicare su LoSgamato.it, sempre se lui vorrà.

    • Buonasera Ivan e benvenuto.
      Come ho già avuto modo di dire nell’articolo ho apprezzato il modo in cui hai svolto l’intervista e le critiche sia mie che dei frequentatori del blog, come si può constatare, si riferiscono solo ai contenuti delle risposte del prof. Pievani.

      Ciò premesso, non posso che essere d’accordo sul fatto che, proprio a maggior ragione quando non si hanno le stesse opinioni, sia interessante il confronto.
      Un confronto reale, non “eristico”, non ho voglia di perdere tempo con i giochi dialettici, e infatti se avrai voglia di vedere i miei articoli troverai che gli interventi sono il più possibile sintetici e chiari.

      Lontana da me è anche la voglia di litigare, non mi diverte e non serve a niente, posso concedermi, questo sì, qualche spunto polemico, ma questo a volte è il sale del confronto, l’importante è non esagerare.

      Fatte queste premesse, posso dire che mi ha fatto piacere leggere il tuo intervento e ti ringrazio per la generosa proposta di ospitare sul vostro sito, LoSgamato.it, una “replica” all’intervento del prof. Pievani.

      Quando sarai di ritorno dal viaggio potrai farmi avere le domande all’indirizzo e-mail che trovi nei “contatti”, cercherò di essere anch’io il più rapido possibile.

      Un cordiale saluto
      ep

    • “sono il ragazzo che ha intervistato Telmo Pievani e ha scritto l’articolo che state commentando e criticando. Naturalmente io non sono d’accordo con le vostre opinioni”

      Il ‘naturalmente’ è piuttosto brutto,per il resto si ‘criticano’ e commentano le risposte del dott.Pievani,e di conseguenza tutto ciò che scatursce da questo nei vari commenti degli utenti,non certo il suo articolo,al più io ho trovato errata l’espressione “Nonostante sia stato dimostrato che quella darwiniana è a tutti gli effetti una validissima teoria scientifica”(il naturalmente credo derivi in virtù del suo pensiero che è espresso da questa frase),tutto li,per il resto tutta l’attenzione è sugli scritti del dott.Pievani.

      Grazie molte per la possibilità di replica.gentilissimo.

  10. se posso vorrei esprimere il mio giudizio, caro Ivan Malara, lei è stato molto leale ad offrire la possibilità di replica al prof pennetta (citato indirettamente nell’intervista a pievani, lui come un po’ tutti noi voci fuori dal coro) e di questo gliene do atto, ma converrà con me sul fatto che comunque lei è responsabile di ciò che pubblica ed una bella censura ci sarebbe anche stata …spontaneità nello rispondere o meno, il prof pievani in questo botta e risposta ha usato terminologie abbastanza offensive, delle quali non eravamo abituati, è legittimo dunque intuire una certa alterazione del suo ego che lo pone per il tipo di approccio allo stesso livello di certi evoluzionisti da lui stesso criticati per il proprio modus operandi ispirato dalla loro condizione di atei

    chiusa parentesi aspetto con ansia la controintervista

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  12. alessandro giuliani on

    Enzo, ti ha poi chiamato Ivan Malara ? Se non lo ha ancora fatto perchè non lo chiami tu e con la scusa gli fai avere il link al bell’intervento di mariano su UCCR ?

  13. Pingback: Replica a Telmo Pievani – Intervista a Enzo Pennetta | Lo Sgamato