Darwin “santo subito”…

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“La sacra causa di Darwin. Lotta alla schiavitù e difesa dell’evoluzione”

 

 

Nella prefazione del libro di Desmond e James Moore, Telmo Pievani e Giulio Giorello compiono il passo che in fondo tutti ci aspettavamo: la santificazione di Darwin.

 

 

Ebbene sì, in fondo ce l’aspettavamo un po’ tutti, dopo le celebrazioni in pompa magna delle due ricorrenze del bicentenario della nascita e del centocinquantesimo della pubblicazione dellOrigine delle specie, dopo l’infittirsi dei “Darwin day”, mancava solo la richiesta di santificazione dello scienziato inglese.

Ed ecco che puntualmente essa è arrivata. I postulatori della causa di santificazione sono i Mons. Giulio Giorello e Telmo Pievani, che presentano la causa istruita dai teologi Adrian Desmond (Dipartimento di Biologia dell’University College di Londra), James Moore (Professore di Storia della scienza alla Open University).

L’annuncio dell’istruzione della causa di canonizzazione è stato dato dall’organo ufficiale della Chiesa Darwiniana Italiana, il sito Pikaia con l’articolo “La sacra causa di Darwin“, e dal sito personale dell’Ecc. Reverendissima Daniele Formenti che annuncia l’ “ottima notizia“.

Giorello e Pievani intitolano non a caso la loro richiesta di canonizzazioneLa Parte degli Angeli“.

Nelle prime righe vediamo subito comparire un parallelismo tra Charles di Shrewsbury e Paolo di Tarso, entrambi hanno infatti iniziato il loro percorso verso la santità con una “folgorazione”:

Nei Taccuini giovanili di Charles Darwin ci sono passi che sembrano quasi delle folgorazioni, come questo (Taccuino B, pagina 169 dell’originale): “L’uomo, allo stato selvaggio, potrebbe essere chiamato specie, in quello domestico, razza. – Se tutti gli uomini fossero estinti, le scimmie farebbero [la parte degli]uomini. – Gli uomini [quella degli]angeli –”. Comunque, il pregiudizio comune negli anni Trenta dell’Ottocento (quando queste righe furono scritte) era che le due parti fossero totalmente separate: per così dire, una sorta di apartheid del vivente.

 Quale sublime teologia… Charles di Shrewsbury vedeva la seguente proporzione:

 Uomo:scimmia = Angelo:Uomo

Un’aritmetica teologica che insinua l’idea che gli Angeli possano essere una specie scomparsa, un’idea che precede di un secolo quella di Zecharia Sitchin, che avrebbe proposto la “teoria dell’antico astronauta” come spiegazione dell’origine della civiltà, nella quale si afferma che la essa si sarebbe sviluppata dal contatto di civiltà extraterrestri con le antiche popolazioni quali Sumeri, Egizi e civiltà precolombiane. L’idea del resto fu feconda perché in seguito si è arrivati a sostenere con personaggi come Francis Crick  e Fred Hoyle che la stessa vita sulla Terra sarebbe giunta dallo spazio.

Ma il merito più grande di Charles di Shrewsbury, sarebbe stato non quello di aver innalzato l’uomo ad essere spirituale, ma di averlo abbassato a livello animale:

il pregiudizio comune negli anni Trenta dell’Ottocento (quando queste righe furono scritte) era che le due parti fossero totalmente separate: per così dire, una sorta di apartheid del vivente.”

Ma grazie a Darwin oggi questa “apartheid” non esiste più, l’uomo è sceso al livello di animale, un risultato di cui andare fieri.

Ma la vera causa di santificazione verte sul fatto che Darwin avrebbe svolto la sua opera non per gloria personale, non per la ricerca scientifica, ma per una nobile causa: combattere il razzismo.

E lo provano i suoi taccuini:

“Gli animali – quelli che abbiamo reso nostri schiavi – non ci piace considerarli nostri eguali. I padroni di schiavi non vorrebbero forse attribuire l’uomo negro a un altro genere?”.

L’argomento darwiniano contro il razzismo è dunque in realtà una tossina che si insinua nella concezione antropologica proponendo un’uguaglianza che non è uguaglianza tra gli uomini ma uguaglianza tra animali.

E gli animali, come insegna Darwin, sono caratterizzati dal fatto di essere in lotta tra loro:

 

Gli uomini sono dunque tutti uguali, tutti ugualmente animali, e in quanto tali in lotta tra loro per la conservazione delle razze favorite.

Ma riprendiamo la frase di Darwin con cui si apre l’intervento di Giorello/Pievani:

“L’uomo, allo stato selvaggio, potrebbe essere chiamato specie, in quello domestico, razza.

L’uomo dunque è comunque classificato in “razze” (strano modo di combattere il “razzismo”), e le razze sono in lotta tra loro per la sopravvivenza della più adatta.

E infatti nei tempi a seguire le idee di Darwin furono ampiamente utilizzate per giustificare la superiorità razziale nazista, per discriminare gli immigranti italiani, ebrei, irlandesi a  Coney Island, per sterilizzare i disabili ecc…

Ma adesso sappiamo che quelli che impiegarono le idee darwiniane in questo senso si sono sbagliati, Darwin intendeva l’esatto contrario (quando si dice l’eterogenesi dei fini!) la notizia confortante ce la comunicano Desmond, Moore, Giorello e Pievani.

Che sollievo…

Ma un ultimo dubbio ci assale: per essere santi bisogna aver compiuto almeno un miracolo. 

Ma siamo subito tranquillizzati: di miracoli Darwin ne ha fatti di veramente notevoli.

Primo fra tutti far credere che la sua teoria spiegasse l’evoluzione.

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

24 commenti

  1. buon giorno a tutti e complimenti prof per le migliorie apportate al sito e l’ottimo lavoro di sempre, mi scuso inoltre per le mie “assenze” (non giustificate 😀 ) ma come sarà stato chiaro da subito ho avuto qualche problema personale e per questo ho dovuto accantonare la causa

    riguardo il libro di Desmond e Moore vorrei segnalare questo articolo di Evolution News davvero molto interessante

    nel capitolo 6 scrivono infatti che il buo Darwin finì per abbracciare la concorrenza razziale e persino il genocidio come processi naturali che generano progresso evolutivo

    riporto di seguito alcune frasi tratte dall’originale Darwin’s Sacred Cause:

    Darwin was turning the contingencies of colonial history into a law of natural history. An implicit ranking–with the white man accorded the ‘best’ intellect–ensured the colonist won when cultures clashed. (pagina 149)

    Imperialist expansion was becoming the very motor of human progress. It is interesting, given the family’s emotional anti-slavery views, that Darwin’s biologizing of genocide should appear to be so dispassionate. (pagina 150)

    Natural selection was now predicated on the weaker being extinguished. Individuals, races even, had to perish for progress to occur. Thus it was, that ‘Wherever the European has trod, death seems to pursue the aboriginal’. Europeans were the agents of Evolution. Prichard’s warning about aboriginal slaughter was intended to alert the nation, but Darwin was already naturalizing the cause and rationalizing the outcome. (pagina 151)

    concordo con Pikaia nel consigliare la lettura del libro, del resto questo genere di ammissioni da parte dei difensori di Darwin non si vedono mica tutti i giorni!

    • Ciao Adriano,
      è veramente un piacere ritrovarti qui!
      Mi spiace per i problemi di cui parli,comunque il fatto che adesso tu abbia trovato il tempo di intervenire mi fa pensare che vada meglio.

      Se fossi arrivato prima avresti potuto dire la tua nel dibattito sugli esperimenti di Lenski… ma forse ti è andata meglio così 😉

      Grazie per le segnalazioni che mi sembrano non solo importanti,ma direi imperdibili.

      E per quanto possa apparire strano effettivamente, per motivi opposti, hai proprio ragione, stavolta diamo lo stesso consiglio di Pikaia!

      • il piacere è mio professore, nonostante le differenze di pensiero, ed è giusto che ci siano, i frequentatori ed i redattori di CS sono tutte persone squisite, Leonetto in particolare si è dimostrato anche molto paziente (mi rendo conto di essere un po’ supponente delle volte 🙄 ) …spero di avere l’occasione di riprendere il discorso, magari anche in privato, con più calma e senza le distrazioni di troll

        il dibattito con southstar non sono riuscito a seguirlo fin da principio ma ho fatto in tempo a farvi partecipare un collega (baffo), anche se si è un po’ intimidito e non ha scritto molto 🙂

        riguardo il libro ho il vago sentore che nella traduzione italiana potrebbero non essere presenti le parti scottanti come quelle sopra citate, del resto non sarebbe la prima volta che le opere su Darwin o di Darwin finiscono per essere ripulite lungo le varie ristampe …bisognerebbe acquistarlo per togliersi il dubbio e dopo regalarlo per Natale al Pievani con un bel segnalibro sul capitolo 6 o nel caso peggiore, visto questo caldo persistente, lo si potrebbe riciclare come ammazza-zanzare

        • Adriano,
          sono convinto che una presenza come la tua aiuti a tenere lontani i troll, penso che un raddoppio di marcatura con te e Leonetto sia difficile da sostenere per chiunque! 😉

          Riguardo al libro, un eventuale “ritocco” sarebbe davvero clamoroso… stiamo a vedere.

  2. Si possono dare diverse definizioni di stupido,una fornita dall’Oxford Dictionary è:

    “dazed and unable to think clearly”
    “stordito ed incapace di pensare con nitidezza”

    Ora:
    http://www.enzopennetta.it/2011/12/lettera-sul-razzismo-al-vicedirettore-del-la-stampa-massimo-gramellini/
    http://www.enzopennetta.it/2012/03/il-fatto-quotidiano-darwin-e-lo-scimpanze-un-ripasso-per-i-razzisti/
    http://www.enzopennetta.it/2011/11/apoteosi-evoluzionista/
    http://www.enzopennetta.it/2011/11/darwinismo-e-razzismo1-chi-conosce-ota-benga/
    http://www.enzopennetta.it/2012/10/radio-globe-one-recensione-20-10-inchiesta-sul-darwinismo-un-anno-dopo/

    Affermare ciò che affermano questi adepti della chiesa di Dawkins è stupido,e parafrasando Pievani mi verrebbe da dire però “in ogni accezione del termine”,seppur mi limito alla definizione di cui sopra.
    Questo infatti è un limpido esempio dell’offuscamento mentale del paradigma.
    E’ bene infatti ricordare un altro termine utile alla bisogna:
    Indottrinamento
    “Educazione ideologica condotta in modo metodico, così da determinare una persuasione profonda e un’adesione acritica”

    Certo poi che ognuno ha le sue “folgorazioni”,Archimede si dice l’abbia vuta nella vasca,Paolo l’ha avuta sulla via di Damasco(che poi folgorazione non credo sia appropriato),la leggenda vuole che Newton l’abbia avuta con la mela,il chimico Kekulè ebbe la folgorazione per la struttura del benzene in un sogno..Darwin leggendo Malthus…Malthus..che ispiri idee volte a combattere il razzismo..beh anche questo è stupido.

    Da pastore Dawkins avrebbe teoricamente dovuto vedere gli uomini tutti uguali,da naturalista è finito col distinguerli in razze..mm..no questo modo di combattere il razzismo è stupido.

    Darwin ha saputo dire un po’ tutto ed il contrario di tutto,ma il suo pensiero alla fine risulta molto chiaro e l’abbiamo espresso più volte e lasciando pspazio ai documenti storici Enzo nel suo libro lo mostra chiaramente,comunque è utile rivedere anche quei link sopra..oltre a quello proposto da Adriano..

    “Ma adesso sappiamo che quelli che impiegarono le idee darwiniane in questo senso si sono sbagliati, Darwin intendeva l’esatto contrario”

    Eh già..ma il darwinismo sociale e l’archetipo del razzismo scientifico si introdussero dall’Illuminismo fino a Darwin,lui ne diede supporto scientifico.E’ con l’avvento dell’illuminismo che nasce il razzismo nella sua vera veste, quella scientifica e razionale,anche se fino a Darwin è più “filosofico”.(ma che revisionismo hanno fatto in epoca Illuminsta?Sondando fra la gente Dio solo sa quante cose sono pensate essere di origini chissà quanto antiche mentre sono solo sorte in epoca Illuminista..)
    Il razzismo e lo schiavismo era considerato dagli Illuministi come un processo salutare, che acquisiva un ruolo civilizzatore,infatti la tratta avrebbe allontanato dal “Continente Nero” dei pagani primitivi e ignoranti per inserirli in un Occidente progredito… i principi di libertà, fratellanza ed uguaglianza proclamati dai filosofi illuministi e sanciti nel sangue della Rivoluzione francese riguardassero solo la razza bianca occidentale..
    In che modo avrebbe quindi mosso contro queste cose..non mi sembra sia stato il suo un “Epic Fail”,ovvero non è che ci ha provato producendo un risultato totalmente opposto,non ci ha provato affatto.
    Ci furono infatti tentativoi,anche in epoca proprio Illuminista.Un esempio:
    http://fr.wikipedia.org/wiki/Société_des_amis_des_Noirs
    Dalla cui poi rimase il termine dispregiativo:”Amico dei neri”
    George Mosse nel suo libro “Il razzismo in Europa: dalle origini all’olocausto” afferma appunto che i natali del razzismo moderno sono le filosofie e le scienze dell’Europa del XVII secolo, quando il pensiero illuminista iniziò ad affermarsi e a condizionare la cultura e i costumi dell’epoca.
    Insomma anche vedere in Darwin un LaFayette o un Francesco d’Assisi è stupido..

    P.S.
    Bentornato ad Adriano e grazie per il link
    P.P.S
    nell’episodio linkato da Piero,oltre al fossile di angelo c’è:
    http://24.media.tumblr.com/tumblr_m59zyfSmud1rw41szo1_1280.png
    ossia la spiegazione “evoluzionistica” di Lisa,un uomo primitivo morso alle braccia da due pesci e caduto nella fanghiglia morto e poi fossilizzatosi 😀
    P.P.P.S.
    “a 15-16 anni scoprii Darwin: non un maestro, un santo protettore“.»
    Giorgio Celli- Il Messaggero(28/11/2005)

  3. stò cò frati e zappo l'orto on

    Prof. !Ma chi ha realizzato quel “santino”,è un vero capolavoro.E’ perfetto!(una moderna icona).

  4. Michele Forastiere on

    A proposito di nuovi santini per l’evo moderno, devo dire che ho trovato illuminante la recensione del libro di Desmond e Moore apparsa su “Le Scienze” di questo mese. Ve ne propongo un brano particolarmente significativo (in cui ho evidenziato la parte che mi ha più colpito):
    “Gli individui inferiori dal punto di vista socio-culturale, ma forti e vigorosi (più animaleschi rispetto agli europei pallidi e un po’ macilenti, ma armati di crocefisso e di armi da fuoco ), potevano essere sfruttati, considerati senza diritti. Una crudeltà che già all’inizio dell’Ottocento era oggetto di attenzione pubblica, almeno nell’Inghilterra in cui cresceva il giovane Darwin . La sua famiglia era impegnata da anni in campagne abolizioniste, in cui il Regno Unito era molto più avanzato delle sue ex colonie americane, e lo studente di medicina (con poco frutto) Charles prendeva addirittura lezioni di tassidermia da un «moro».
    L’idea evoluzionista ancora di là da nascere nella sua mente, da subito l’unità del genere umano appare per Darwin un fatto certo, oltre che degno di attenzione sociale, quanto meno per esprimere compassione per le condizioni disumane in cui gli schiavi erano tenuti ovunque.”
    Senza nulla togliere alla bontà dei sentimenti del giovane Darwin (che, sinceramente, gli fanno onore come uomo) mi sembra evidente che l’intenzione di chi pubblicizza il libro sia proprio quella di santificare una certa visione della scienza e dell’evoluzione – di cui Darwin è, per l’appunto, solo una comoda icona.
    Insomma, dalla lettura di questa recensione emergerebbe che:
    – i cristiani, deboli e vili, sono portatori di un’ideologia ipocrita, serva del potere e utile solo all’oppressione dei popoli;
    – il Libero Pensiero, supportato dalla Scienza, è la sola modalità dell’intelletto umano in grado di sostenere la verità che gli esseri umani sono fratelli.
    Poiché non è il caso di rinfocolare polemiche annose, mi limito a osservare soltanto questo: il movimento abolizionista della schiavitù nasce ben prima dell’inizio dell’Ottocento, e si sviluppa principalmente nell’alveo del cristianesimo. Basta ricordare la famosa bolla pontificia di Paolo III (http://it.wikipedia.org/wiki/Veritas_Ipsa) …

    • Giorgio Masiero on

      E ancor prima, Michele, nell’Europa post-romana, fu la teologia razionale del cristianesimo, ovvero la fede nella ragione e nell’uguaglianza degli uomini, ad infondere i concetti di fratellanza e libertà, estirpando prima dell’anno 1000 la schiavitù di derivazione romana da tutto il continente.

  5. più animaleschi rispetto agli europei pallidi e un po’ macilenti

    O_O

    mangiabanane no?già che c’erano…

    Ad ogni modo come ho ricordato sopra il vero concetto di razzismo e schiavismo con supporto scientifico-ideologico si sviluppò in tutto il suo slendore(orrore) in epoca illuminista e successiva,dove tuttavia ci furono sprazzi di vera ragione come nel caso della Société des amis des Noirs…e mettere i cristiani e il cristianesimo quasi come fonte della schivitù è semplicemente stupido,quantomeno secondo la definizione che riporto sopra..
    Dobbiamo sicuramente incominciare a renderci conto che l’idea che noi associamo al termine schiavitù, non corrisponde a ciò che essa era e significava realmente in un passato remoto; tale idea si rifà per lo più alla schiavitù del “Nuovo Mondo” che viene definita unica nel suo genere,per esempio:
    “L’immagine attuale occidentale della
    schiavitù è stata costruita, tirata fuori alla rinfusa dalle rappresentazioni di questa
    esperienza nella letteratura abolizionista del XIX secolo, e poi romanzi, libri di
    testo, e film … Da un incrocio culturale globale e storico, tuttavia, la schiavitù del Nuovo Mondo è stata un insieme unico di caratteristiche … In breve, la maggior
    parte delle varietà di schiavitù non hanno evidenziato i tre elementi che sono stati dominanti nella schiavitù del Nuovo Mondo: gli schiavi come merce e proprietà ; il loro uso esclusivamente come forza lavoro; la loro mancanza di libertà … “”

    Encyclopedia of Cultural Anthropology (4 vols), David Levinson and Melvin Ember (eds), HenryHolt:1996

    “La libertà nell’antico Vicino Oriente era un relativo, non assoluto stato, come
    l’ambiguità del termine per “schiavo” in tutte le lingue della regione illustra. “Schiavo” poteva essere utilizzato per fare riferimento a un sottoposto nella
    scala sociale. Infatti i sudditi di un re venivano chiamati i suoi “schiavi”, anche se erano cittadini liberi. Il re stesso, se un vassallo, era lo “schiavo” del suo
    imperatore; re, imperatori e simili erano “schiavi” degli dei . Anche un individuo socialmente inferiore, rivolgendosi ad uno socialmente superiore, si riferiva a se
    stesso per educazione come “il vostro schiavo”. C’erano, tra l’altro, una miriade di condizioni servili che non venivano considerate come di schiavitù: il figlio, la figlia, la moglie, il servo della gleba , o il pegno umano ”

    A History of Ancient Near Eastern Law (2 vols). Raymond Westbrook (ed). Brill:2003.

    “In tutti i periodi dell’antichità, Egiziani, Mesopotamici, Ittiti, Persiani, e di altri governanti Orientali portavano via grandi masse di prigionieri dalle loro battaglie
    vittoriose. Ma solo una parte insignificante di loro venivano trasformati in schiavi; tutti gli altri venivano collocati sul territorio come servitù di palazzi e
    templi …. La questione si pone, perché le masse di prigionieri di guerra non venivano ridotti in schiavitù?. La schiavitù era la forma ottimale di dipendenza, e
    molto spesso non vi era carenza di prigionieri catturati in guerra. Oltre a ciò, non vi erano norme legali o etiche che prevenissero che questi detenuti venissero
    trasformati in schiavi. Ma questo accadeva in una percentuale trascurabile di casi, mentre la stragrande maggioranza veniva collocata in luoghi appositamente previsti
    per loro, pagavano le tasse reali, svolgevano gli obblighi, compreso il servizio militare […]Le nazioni assoggettate dagli israeliti venivano considerate schiave. Esse tuttavia
    non erano schiave nel senso proprio del termine, sebbene erano obbligate a pagare le imposte reali e a eseguire lavori pubblici””.

    Anchor Bible Dictionary, David Noel Freedman (main ed.), DoubleDay:1992

    In epoca antica nella cultura giudaica la maggior parte della schiavitù avveniva attraverso l’auto vendita o
    la vendita familiare, era come volontaria (almeno tanto volontaria quanto lapovertà consente), Levitico 25, in cui i verbi sono di ‘acquisizione’ e non di’presa forzata’ o ‘conquista’ ecc. Chi aveva un debito per onorarlo poteva decidere di dare se stesso fino a debito onorato come servo(schiavo) al debitore,quindi servirlo gratis,finchè non avesse onorato il debito,oppure provveduto in qualche modo a riparare un torto commesso..

    Gli schiavi del Nuovo Mondo o dell’Africa vivevano in radicale separazione dai loro proprietari e non partecipavano ai molti ‘vantaggi’ delle ricchezze dei proprietario cosa che nell’antichità non avveniva,ed erano spesso maltrattati per gli standard moderni, e le punizioni erano estreme.
    Ma basta leggere Esodo 21,21 limita acchè il trattamento dello schiavo non fosse più severo di ciò che la comunità degli anziani potesse fare con un normale cittadino libero.
    Secondo il Deuteronomio poi , uno schiavo fuggitivo non deve essere restituito al suo padrone. Egli deve essere protetto se lo desidera o gli deve essere permesso di andare via libero, e lui non ne deve approfittare (Deuteronomio 23:16-17). Questa disposizione è molto diversa dalle leggi della schiavitù nelle nazioni circostanti e si spiega come dovuta alla storia di schiavitù propria di Israele..

    Ma le differenze sono tantissime in epoca antica preromanica,romanica e medioevale.Il moderno concetto di schiavitù e razza proviene esattamente e precisamente da un periodo preciso e Darwin gli fa da degno sfondo e supporto.
    La schiavitù e la gerarchia a razze sono figlie dell’ideologia illuminista e positivista e trovano forza e supporto con Darwin ed Huxley.

    Negarlo è stupido.

  6. stò cò frati e zappo l'orto on

    Si ma fuori da questo blog chi conosce la Bolla Pontificia di Paolo III ?

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