1° Mendel Day – Registrazione e commento

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Commento di Leonetto all’intervento di U. Fasol su Gregor Mendel al Mendel Day di Verona.

 

Registrazione audio dell’intervento di Umberto Fasol e dell’introduzione di F. Fratus ed E. Pennetta a Radio GlobeOne.

 

 

Dopo che è stato illustrato un po’ il background culturale degli scienziati ricordati in  questo Mendel  Day, è il professor U.Fasol  a prendere la parola per  parlare del monaco  scienziato che ha dato il nome all’intera iniziativa: “Gregor”  Johann Mendel (1822-1884) considerato il precursore della moderna genetica. Prima di iniziare, Fasol ci tiene a spiegare che il giorno 20 Febbraio non è stato scelto a caso, infatti, Mendel  l’8 Febbraio  e l’8 Marzo 1865 espose i lavori di 7 anni di esperimenti con più di 25000 piante di piselli ,l’importanza dei quali però nessuno in quel momento comprese .Ed il 20 febbraio è una data  intermedia fra queste due ed inoltre 20+8=28 è il giorno in cui ricorre il 60° anno di quando,  28 febbraio 1953, Francis Crick e James Watson convocarono all’Eagle pub di Cambridge i giornalisti ed un gruppo di amici, cui annunciarono di “aver scoperto il segreto della vita” nella doppia elica del DNA.

Evento quest’ultimo da cui trae spunto per un altro dei suoi ottimi articoli (felicemente ospitato nella sezione “la Tavola Alta” di CS) il prof.G.Masiero, articolo che invito caldamente a leggere:

http://www.enzopennetta.it/2013/02/luso-ideologico-della-biologia/

Si passa quindi ad introdurre la figura di Mendel, i suoi lavori ed i motivi della sua importanza come scienziato. Nel 1851 a Mendel venne concessa  la possibilità di iscriversi all’Università Imperiale di Vienna, occasione non da poco per nulla che il monaco sfruttò pienamente diventando  in breve tempo assistente presso l’istituto di fisica, ruolo solitamente riservato agli studenti migliori e più capaci. Due anni dopo M. conbbe  Andreas von Ettingshausen e Franz Unger, l’influenza dei quali  si rivelò fondamentale per le scoperte di Mendel. Il primo gli illustrò la teoria combinatoria, il secondo le tecniche più avanzate di impollinazione artificiale. Uno dei grandi meriti che vanno a Mendel e che viene  ben ricordato in questo Mendel-Day è il fatto che il Ceco sia stato il primo ad applicare lo strumento matematico,la statistica,il calcolo combinatorio allo studio della biologia,nello specifico dell’ereditarietà.

Per comprendere bene lo spirito e le idee di partenza con cui Mendel iniziò e condusse i suoi studi ed i suoi esperimenti ,Fasol fa riflettere sul fatto di come per il cristianesimo esista un Progetto ed una Razionalità al principio di tutte le cose,che esitano delle Leggi. Questo comporta che  andando ad interrogare la natura lo scienziato cristiano ricercava quella razionalità ricercava quelle Leggi, se invece si ritenesse fosse tutto casuale non ci sarebbe nulla,dice Fasol,da cercare,ed è pertanto capibile perché la scienza moderna abbia trovato i natali all’interno di una cultura cristiana. L’uomo può comprendere la natura perché ha lo stesso intelletto di Chi l’ha creta e la natura funziona con delle leggi perché Chi l’ha creata è Qualcuno che procede in questo modo. E’ in quest’ottica che si costruisce la convinzione di Mendel sul fatto che le forze della natura agiscono secondo una segreta armonia che è compito dell’uomo scoprire per il bene dell’uomo stesso e la gloria del Creatore. Lo stesso A.Einstein scrisse che:

La cosa più stupefacente è che il mondo sia comprensibile

Come accennato uno dei grandi meriti di Mendel  fù quello di aver introdotto la matematica,quindi statistica,calcolo combinatorio etc..nella biologia ma anche quello di aver operato secondo il metodo scientifico arrivando a conclusioni che potrebbero dirsi profetiche che,si sbilancia Fasol, forse oggi potrebbero garantire l’assegnazione di un Nobel..

Il concetto base concepito dal monaco fu infatti veramente molto innovativo: Mendel dedusse che l’ereditarietà fosse un fenomeno dovuto ad agenti specifici contenuti nei genitori, al contrario di quanto creduto fino a quel tempo.  Darwin riteneva ,ipotizzava, che da tutto il corpo di un organismo partissero sostanze che si mescolassero con cellule dell’altro organismo  durante la fecondazione,la qual cosa era legata anche ad un meccanismo di uso e disuso che avrebbe permesso la trasmissibilità di caratteri acquisiti. Mendel,come anche Darwin,non conosceva i cromosomi,non conosceva la meiosi,non conosceva il DNA. Mendel, dopo sette anni di selezione, identificò sette “linee pure“,ossia  sette varietà di pisello che differivano per caratteri estremamente visibili (forma del seme: liscio o rugoso; colore del seme: giallo o verde; forma del baccello: rigonfio o grinzoso; colore del baccello: giallo o verde; posizione dei fiori: lungo il fusto o in cima; colore dei fiori: bianco o rosa; lunghezza dei fusti: alti o bassi).

http://www.flickr.com/photos/90303254@N02/8519800034/in/photostream/lightbox/

 Proprio le caratteristiche di tale pianta (http://it.wikipedia.org/wiki/Pisum_sativum )si prestavano particolarmente allo studio, unitamente a un semplice sistema riproduttivo, grazie al quale il monaco poteva impollinare a piacimento i suoi vegetali. Operò con un vastissimo numero di esemplari perché sapeva che le leggi della probabilità si manifestano sui grandi numeri.

Mendel intuì che quello che determina l’aspetto fosse  una ‘pallina’,una particella, che doveva essere presente nelle cellule sessuali. Quindi che esistessero dei  caratteri determinanti ereditari. E che esistessero “particelle” dominanti e recessive. Certo,non si può ancora parlare di genetica, ed è improprio pensare a Mendel come padre di questa branchia della scienza,come detto sopra è veramente però,niente da meno, qualcosa infatti di profetico come sottolinea Fasol.

Quindi il lavoro di teorizzazione di Mendel è qualcosa di ‘profetico.

Ipotizzò e concluse inoltre che queste “particelle” si trasmettessero  in maniere indipendente l’una dall’altra e dal sesso, ossia l’ereditarietà segue le stesse regole anche invertendo i caratteri del maschio con quelli della femmina.E il monaco non compì i suoi esperimenti a tabula rasa,ma,come detto, con un’ipotesi in mente,compì l’  esperimento provando a falsificare un assunto. E fu rigoroso,tagliò le antere (http://it.wikipedia.org/wiki/Antera ) ,infatti il pisum sativum è ermafrodita, cioè porta in se sia le antere sia le ovarie,caratteristica fondamentale per l’autofecondazione. Quindi per impedirla,Mendel prima che le antere arrivassero a maturazione, tagliava gli stami e fecondava le ovarie utilizzando un pennello con il quale spostava il polline da un fiore all’ altro. C’è tutto il rigore e tutta la procedura scientifica moderna,certo, l’ibridazione delle piante era cosa già fatti da agricoltori,ortocultori,arboricoltori,ma nessuno si era preoccupare di contare,catalogare, applicare calcoli statistici e combinatori ,come detto l’introduzione della matematica fù una grossa novità, fondamentale e avanguardista. Quindi in conclusione Mendel arrivò alla formulazione di tre leggi:

 

  • La legge di invarianza della prima generazione filiale ,che ci dice che se io incrocio due linee pure, otterrò una F1 che somiglierà ad una delle due linee pure parentali.

http://www.flickr.com/photos/90303254@N02/8520047074/in/photostream/

  • La legge di segregazione,che  ci dice che forme alternative di uno stesso gene segregano in cellule differenti.

http://www.flickr.com/photos/90303254@N02/8520047010/in/photostream

  • La legge dell’ assortimento indipendente,che  ci dice che alleli di coppie geniche differenti segregano in maniera indipendente l’uno dall’altro.

http://www.flickr.com/photos/90303254@N02/8520046902/in/photostream

http://www.flickr.com/photos/90303254@N02/8520047150/in/photostream

 

Quindi, molti tratti sono determinati da coppie di fattori, in molti casi, uno di questi fattori è “recessivo” per l’altra, che è definito il fattore “dominante”. Un organismo eredita un fattore dal suo genitore materno e uno dal padre paterno,fattori che segregano indipendentemente l’uno dall’altro durante la formazione dei gameti. Una volta “riunito” con la fecondazione, il nuovo organismo ha due fattori che rimangono distinti.

A livello molecolare quindi la dominanza è una condizione per cui un carattere o si esprime in maggior quantità oppure ha una serie di fattoiri ambientali che fanno si che il suo prodotto si manifesti nel fenotipo.

Come detto quando Mendel presentò le sue scoperte non ottenne molto consenso,ma restò fiducioso dell’importanza di quanto avesse scoperto e volle,con umiltà cercare però di comprendere se i suoi risultati fossero circoscritti alle piante,ai piselli,alò pisum sativum o se avessero invece una valenza generale.

Contattò uno dei più importanti botanici, Karl Wilhelm von Nägeli per interrogarlo e sottoporgli la questione. Questi affidò a Mendel un’esperimento per comprendere la cosa.Lo consigliò di   ripetere i suoi esperimenti con una pianta da fiore del genere  Heiracium, pianta però asessuata,quindi condizione tale per cui le leggi di Mendel non trovano applicazione.

E così lo scienziato questa volta  non ottenne risultati positivi,questo però non lo distolse dal ritenere comunque importanti le sue scoperte. La conferma arrivò quando però il monaco era già passato a miglior vita, nei primi del ‘900, a 16 anni dopo la morte di Mendel, quando 3 scienziati, l’olandese Hugo de Vries, il tedesco Carl Correns e l’austriaco Erich Tschermak  trovarono indipendentemente  le prime conferme alle teorie di  Mendel. Bisogna fare quindi un passo indietro per poi farne uno in avanti. Come accennato Darwin credeva in un “mix” di eredità, miscelazione di caratteri ereditati ed   acquisiti (pangenesi). L’eredità per mescolanza avrebbe potuto offrire ciò su cui la selezione naturale avrebbe potuto agire ,questo portò Darwin a rendere qualcosa anche da Lamarck.

L’approccio darwiniano fu non tanto quello di proporre meccanismi, esperimenti criteri di falsificabilità o curarsi di corroborare quello che doveva essere il punto fondamentale per una teoria sull’origine delle specie ,non di valutare se alcuni tratti fossero legati al sesso o se fossero posseduti anche se non espressi etc etc..ma fu invece quello di congetturare come avrebbe potuto lavorare l’ereditarietà in funzione della selezione naturale. Se Mendel aveva già,benché non se fossero ancora accorti demolito il darwinismo, fu  A.Weissman  che nel 1880 con i suoi esperimenti sui topi e le code dimostrò la non scientificità dell’ipotesi Darwiniana della pangenesi,certo Darwin come su gran parte del suo lavoro ne aveva espresso dubbi,ma non si era curato di concretizzare  minimamente questi dubbi..Non è quindi un caso se Darwin incontrò critiche e resistenza di naturalisti dell’epoca fra cui,lo ricordo ancora una volta Adam Sedgwick, matematico, geologo, zoologo e maestro di Darwin  che scrisse a Darwin:

 

“[…]Voi avete disertato dal sano metodo induttivo… le vostre principali conclusioni non possono essere né provate né confutate[…]Gli unici argomenti che si pretende di addurre, come elementi di prova per la selezione naturale, sono le varietà animali prodotte dagli allevatori per mezzo degli incroci in base ad un proggetto umano..”

 

Sia chiaro,non fa piacere gettare ombre sulla memoria di qualcuno, né si vuole demonizzare o ridicolizzare nessuno(come magri viene invece fatto in altre conferenze-incontri: http://www.enzopennetta.it/?s=Mautino&x=0&y=0), ma nel momento in cui vengono organizzate delle celebrazioni per ‘mitizzare’ la figura dello scienziato inglese, è doveroso e corretto  riportare le cose alla realtà.Mostrare quale fosse realmente il livello di scienziato di quello che fù un  uomo con i suoi pregi e le sue debolezze. Niente di più, niente di meno,nessun mito e nessuna spettacolarità.

Né l’origine da un unico antenato, né l’origine dei nuovi caratteri sono idee originali di Darwin (http://www.enzopennetta.it/2012/02/darwin_veramente_grande/ ) così come la selezione naturale e così come la lotta per la sopravvivenza del più adatto.

Su un aricolo di LINX leggiamo che:

E i fringuelli? Diciamo la verità: riguardo a questi uccelli, Darwin aveva fatto una confusione apocalittica. Non solo non li aveva riconosciuti come appartenenti a un’unica famiglia, originata da un progenitore comune, ma non era stato in grado di classificarli in assoluto. In effetti, pensava di avere a che fare con famiglie di uccelli molto diverse tra loro….  Tornato a Londra Darwin si accorse subito di aver commesso due errori madornali, cioè di non aver raccolto tutte le specie e soprattutto di non aver separato le specie delle diverse isole. Per fortuna, in entrambi i casi gli venne in soccorso il capitano del Beagle Robert FitzRoy, che lo aiutò a completare il quadro della distribuzione dei fringuelli sulle diverse isole. Tutti gli uccelli raccolti vennero infine consegnati al famoso ornitologo londinese John Gould, che li classificò in 13 specie appartenenti tutte alla stessa famiglia. Solo da quel momento scattò l’interesse di Darwin per i fringuelli.

Darwin creò infatti al più delle congetture  di livello più filosofico che scientifico che concretizzò,son fatti,solo quando, letto T.Malthus e raccolte notizie dai naturalisti dell’epoca e dal nonno,specialmente da A.Wallace (http://antidarwin.wordpress.com/2012/01/11/selezione-naturale-unidea-presa-in-prestito-da-darwin/ ), assemblò il tutto in un’unica teoria ….

Fra  quali anche Blyth che già considerò il reale effetto della selezione naturale ,seppur con qualche lacuna e che inquadrò anche il concetto di specie,scrisse:

“… Ogni specie è essenzialmente distinta e separata da ogni altre specie; altrimenti non sarebbe una specie ma una varietà.Le specie più simili, pertanto, sono solo affini reciprocamente in conseguenza della la somiglianza della loro organizzazione generale.. ”

 

Ci fu certo una cosa per cui Darwin, smentito in molte altre sue convinzioni-affermazioni:

(http://www.enzopennetta.it/2012/04/e-confermato-sulle-espressioni-facciali-darwin-aveva-torto/) ,
creò qualcosa senza precedenti, fornì quella che si prestò perfettamente per essere la essere la più geniale delle ideologie: quella camuffata da scienza.

Tornando al dopo-Mendel Fasol parla di uno dei più grandi critici all’opera di Mendel,nonché il “padre” della Sintesi Moderna(appunto compromesso fra il darwinismo e le leggi di Mendel che venne formulata negli anni ’40): Sir Ronald Aylmer Fisher (http://en.wikipedia.org/wiki/R._A._Fisher ) Fisher affermò che i dati riportati dal frate fossero troppo vicini alle aspettative. Risultati troppo perfetti,uno degli esempi più eclatanti sembrava essere  6 esperimenti mendeliano volti a confermare un rapporto di 2:1 di eterozigoti (Aa) di omozigoti (AA) tra le piante F2 presentano la caratteristica dominante.Fisher attraverso i suoi calcoli mostrò che si dovesse valutare un margine d’errore  e che dal 1.99:1 2:1 di Mendel si dovesse scendere a un 1.7:1,cosa che getterà le basi per costruire l’ipotesi del meccanismo di caso e necessità. Recentemente E. Novitski (http://www.genetics.org/content/166/3/1139.full ), ribattè le affermazioni di Fisher mostrando che intanto Mendel citava un errore del 2% (11 su 556) dei semi di germinare e di sopravvivere e che sarebbe stato impossibile per il monaco estendere la coltivazione a molte migliaia di piantine. In particolare ha contestato la conclusione di Fisher nel caso di questi sei esperimenti, tenendo conto della bassa probabilità di non perdere nessuna delle  6000 piantine e sottolineando come Mendel avrebbe senza dubbio correttamente classificato come eterozigoti quelle piante F2 che producono serie di 9 o meno di  figli di caratteri dominanti e recessivi, mentre quelli tutto dominanti, meno di 10, potrebbe essere stata scartata a causa di una maggiore incertezza per quanto riguarda il loro genotipo. Il calcolo esatto del rapporto previsto di quelli classificati come eterozigoti e quelli classificati come omozigoti, basato sul tasso di fallimento può essere calcolato attraverso formule di distribuzione binomiale per cui ,con un tasso di fallimento del 2% di Mendel , il rapporto è 2.068:1 ,non è statisticamente diverso da rapporti visti nei dati di Mendel ed è molto più vicino al rapporto che Mendel osservata rispetto al rapporto che Fisher proposto. Così, mentre si può ancora dire che molti dei risultati di Mendel sono sorprendentemente vicino alla previsione teorica, Novitski ha reso l’argomento plausibile che Mendel  può essere stato troppo impropriamente criticato.

Ad ogni modo,come detto Mendel non aveva conoscenze che oggi si hanno come quella dei geni,della meiosi e del DNA,e ci sono casi,non solo come quella dell’Heiracium,dove le leggi mendeliane non possono essere applicate.Ma questo è normale  è chiaro che possano esistere dei campi, delle regioni di applicazione. Fasol cita la co-dominanza, gli alleli, la poligenia, malattie multifattoriali etc etc..

Porta anche l’esempio di una famiglia inglese: http://www.flickr.com/photos/90303254@N02/8519800034/in/photostream/lightbox/

 

Dove si può osservare che i geni  che controllano la produzione di  melanina (quindi poi colore della pelle) sono una batteria di geni,un numero maggiore di 2, ed i figli ereditano  un cocktail diversificato di tali geni,diversamente,poca in uno ,tanta in un altro ,intermedio  in un terzo etc..

I figli ereditano dai genitori geni ed apparato per esprimerli. E anche fattori ambientali ed esterni determineranno l’espressione o meno di qualche tratto.

 

Dopo la parte scientifica Fasol propone al pubblico alcuni spunti per delle considerazioni e riflessioni.

Ora, chi avrà avuto modo di leggere Fasol sia con libri, articoli sia chi avrà avuto modo già di ascoltarlo in qualche suo intervento(e sul web  ne sono disponibili diversi) avrà certamente potuto notare come ,oltre al suo punto di vista cristiano cattolico,emerga un pensiero molto vicino a quello del prof. Roberto De Mattei ed a quello di M.Behe. Si premette subito questa cosa per chiarezza e perché non c’è nulla da occultare.Come detto non è certo un segreto e neanche è una colpa o motivo di alcuna critica fine a se stessa. Ovviamente Fasol,in onestà valuta i fatti e fornisce  e spiega le cose sotto il punto di vista scientifico poi va in aggiunta a fare considerazioni e ad invitare a riflessioni.

E questo non è un modo sbagliato,disonesto o scorretto di porsi così come non viene fatta in tal modo cattiva divulgazione, cattiva scienza, cattiva filosofia o altro.

Per fare un parallelismo, si ha invece una forte impressione che la  tesi filosofica “circa l’assenza di finalità nell’evoluzione, e sui suoi rapporti con le evidenze scientifiche”, che il prof.Pievani esprime in due dei suoi libri,”La vita inaspettata” e: ”Creazione senza Dio” venga proposta ben più ,non riferendosi neanche  a Pievani,proprio a livello generale in articoli,incontri etc..più di come sarebbe corretto venisse fatto.

Il prof. Masiero nell’articolo sopracitato ha già espresso dubbi sulla validità di tale ragionamento filosofico (http://www.enzopennetta.it/2013/02/luso-ideologico-della-biologia/#comment-11690 ) e in diverse occasioni su CS si è potuto affrontare l’argomento (http://www.enzopennetta.it/2013/01/gentile-pennetta-lintervento-del-prof-pievani-su-cs/#comment-10741 ).

In particolare Fasol si trova a contestare la visione neodarwiniana(quantomeno appartente a tale “galassia”) per cui  il genoma

“[…]non sarebbe altro che un sistema molecolare di codificazione efficiente si, ma ridondante,pieno di sequenze egoiste e autoreferenziali,”chiaramente” frutto di tentativi ed errori, di rimaneggiamenti e riorganizzazioni, di un’esplorazione stocastica, senza alcuna corrispondenza lineare fra le dimensioni del codice e le complessità degli organismi che ne derivano. Pessimo come software che come progetto intelligente.”

Un’intervento scuramente apprezzabile quello del prof.Fasol che invito ad ascoltare ed invito anche a notare come per fortuna il Mendel day (non che si pensasse diversamente) sia stato libero da goliardate come  questa (http://www.youtube.com/watch?v=6ITJID9dw4E ).

Il pubblico in sala ha mostrato a Fasol l’apprezzamento con un lungo applauso.

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La trasmissione con Fratus e Pennetta è disponibile al seguente link

https://www.dropbox.com/s/0f1bcid6exxq17j/Introduzione_Fratus_Pennetta.mp3

 

L’intervento di Umberto Fasol è disponibile al seguente link:

https://www.dropbox.com/s/64h3c7yab2xoxyj/IMendelDay_Mendel_UFasol.mp3

 

Le puntate su Radio Globe One sono disponibili al seguente link:

http://www.enzopennetta.it/radio-globe-one-archivio-con-tutte-le-puntate-audio-e-recensioni/

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36 commenti

  1. Michele Forastiere on

    A proposito di Mendel Day e Darwin Day… credo sia interessante dare un’occhiata a questo post del sito UAAR:
    http://www.uaar.it/news/2013/03/03/perche-evoluzione-ha-creato-dio-e-non-viceversa-con-g-vallortigara/

    In particolare, sono da leggere le osservazioni di un commentatore:
    http://www.uaar.it/news/2013/03/03/perche-evoluzione-ha-creato-dio-e-non-viceversa-con-g-vallortigara/#comment-689057

    ma anche l’imbarazzante risposta di un altro:
    http://www.uaar.it/news/2013/03/03/perche-evoluzione-ha-creato-dio-e-non-viceversa-con-g-vallortigara/#comment-689121 .

    Per il resto, veramente “no comment”.

    • Bene.C’è un video.Stessa città,Darwin Day da un lato Mendel day dall’altro.
      L’argomento fede(per ora da Fasol,nei prossimi giorni a breve anche quello di Enzo chè pè quello più corposo sul tema centrale dell’iniziativa credo) come è stato trattato da una parte e come dall’altra?
      E’ stato fatto un indottrinamento da un lato?Se si quale?
      E stata fatta buona scienza in qualcuno dei duie?Se si quale?

      P.S.
      Il commento a cui fa riferimento Michele per chi non lo vedesse comparire col suo browser è quello di giordano bruno a cui risponde Stefano.

      • Che poi cosa sarebbe quell’intervento?
        E’ brutta scienza e brutta filosofia..brutta anche logica
        C’è proprio creare una cortina di fumo per far sembrare che quello che si sta dicendo sia logico.
        La cosa delle credenze sul topino morto è demenziale.
        Demenziale anche il discorso sui vestiti di un serial killer,di Elvis etc..
        Qualcuno gli faccia sapere che c’è chi vorrebbe possedere oggeti di Crowley o di Manson come chi quelli di Elvis,Di Marylin o altro..
        Se non sa da è dovuto questo forse farebbe bene a studiare un po’ di cose..
        Il discorso sulla cognizione sociale è poi una lettura neodarwinista di una branca della filosofia e della psicologia.
        Tira in ballo anche in buona sostanza “il pensiero magico di Piaget”.
        Se si va nel concreto..cosa ha dimostrato?Tolto tutto il contorno..cosa resta?
        Io vedo rimanere un piatto vuoto,al limite capire la formulazione di alcune considerazioni,ipotesi ma per nulla riconduvcibili a quelle che si vorrebbe.
        Mi sembra che ci sia comunque un sensazionalismo al pari fdi quello dell’articolo sugli alienei nel naso..
        Mi pare nemmeno si spieghi uno dei punti centrali come si colleghi(in teoria si l’ha diciamo spiegato)nel senso di dipendenza logica l’effetto della cognizione sociale con Dio.

        Vorrei allora proporre il ragioamento del neuroscienziato che trapela da una sua intervista rilasciata al CICAP:
        http://nuke.cicap-taa.org/Articoli/IGV/tabid/494/Default.aspx

        E’ ovviamente intercambiabile a quello di Pievani.
        Le obiezioni mosse a quello di Pievani in articoli e commenti recenti valgono esattamente per quello di GV.
        E’ precisamente ciò che emerge da “La vita inaspettata” e da “creazione senza Dio” citati in questo commento all’intervento di Fasol.

        P.S.
        Cos’è la patologia in senso buono?

        • “Se si va nel concreto..cosa ha dimostrato?Tolto tutto il contorno..cosa resta?”

          Niente in entrambi i casi.

          Direi che ci starebbe anche un articolo ad hoc… ma quanto lavoro ci danno questi qui!

  2. La scienza (l’uomo che indaga) prima o poi arriverà a risolvere gli arcani che ci tormentano: l’evoluzione come fatto (ancora in corso) sarà spiegata per filo e per segno, in barba a darwin, darwinisti, sintesi moderna, neodarwinisti e antidarwinisti che alla fine, inevitabilmente, troveranno un punto d’intesa.

    Quel che rimarrà per sempre in sospeso è l’anacronismo tra il voler credere a un’entità creatrice (eterna) che ha dato il via (?) al tutto e accettare che i meccanismi del tutto siano indagabili scientificamente (mettendo da parte l’entità creatrice, relegandola nel campo della metafisica). Come a voler dire con una metafora: “quel bambino l’ha portato una cicogna, c’è scritto nel libro delle fiabe, ma voglio capire, indagare scientificamente da dove viene”.

    Basta pensare e valutare con distacco il testo dell’abiura di Galileo. Non contiene in sé tutta la contraddizione che ho voluto evidenziare?

    • “[…]il voler”cos’è volonta di potenza niezchiana?
      “credere a un’entità creatrice (eterna) che ha dato il via (?) al tutto e accettare che i meccanismi del tutto siano indagabili scientificamente (mettendo da parte l’entità creatrice, relegandola nel campo della metafisica)”

      Quando avrai studiato un po’ di teologia,filosofia,scienza,letto qualche testo della fede forse comprenderai come non esista alcun anacronismo di cui parli..forse anche di italiano ..sai cosa significa anacronismo?
      Brutalmente rappresenta un paradosso temporale in cui qualcosa appare in un momento temporale in cui non dovrebbe stare.
      Se un egiziano ha un rolex al polso dentro al sarcfago è un fatto anacronistico.
      Questo in sè rappresenta un fatto anacronistico:
      http://www.enzopennetta.it/2012/03/le-scienze-unidea-sbagliata-sulle-origini-delluomo/
      Così come su New Scientist del 14/03/98 si dice che
      l’Homo Erectus praticasse l’arte marinaresca 700000 anni fà.
      Come fa poi ad essere anacronistico l’idea di Un Creatore e un universo ordinato da leggi alla ricerca di tali leggi.
      Come è stato mostrato con il primo intervento di Mendel Day e in riferimento al libro di Enzo ed Agnoli,è proprio da quell’dea che si sono trovate certe leggi ed è da quel pensiero che è nato il metodo scientifico..
      Che sia anacronistico invece l’esistenza di Un Creatore alle leggi dell’Universo questa è una baggianata,proprio in termini logici.

      La metafora finale è demenziale e ad ogni modo è assolutamente discgiunta per senso logico da quello che,tuo personale pensiero,carico di due opinioni e speranze, che fa anche un po’ Casaleggio ,hai espresso precedentemente.
      Quanto a Galileo lasciamo proprio perdere,credo che dovresti docuemntarti un poco meglio su tutta la vicenda per dirne qualcosa..

      • Ah..fra l’altro o hanno ragione i darwinisti o hanno ragione gli antidarwinisti..tertium non datur.
        Fra i quali esisteranno diverse interpretazioni circa quella che è la storia naturale,ma non dovrebbero esistere circa la scienza galileiana,come invece esiste.
        Mi pare strano dopo tutto quanto ancora dover insistere su questo,facile,concetto.

    • Michele Forastiere on

      @Paolo
      L’affermazione “La scienza (l’uomo che indaga) prima o poi arriverà a risolvere gli arcani che ci tormentano” mi pare coincidere con la congettura che nell’articolo sull’effetto Ramanujan (http://www.enzopennetta.it/2013/02/effetto-ramanujan-lesigenza-di-un-nuovo-approccio-al-problema-dellevoluzione-umana/) abbiamo definito SN (“La tecno-scienza riuscirà col tempo a comprendere tutta la realtà naturale, senza ricorso alla metafisica”).
      Credo che potrebbe trovare utile la lettura dell’articolo nella sua interezza, perché vi sono delle cose molto interessanti da dire proprio riguardo a quella congettura.

      • Per me l’approccio scientifico è sempre garanzia, anche se magari alla lunga, di buon risultato; quando ci si arriva, a un risultato, un calcio nel sedere a tutto quello che c’era precedentemente, così è sempre stato.

        Tu distingi la buona scienza (di chi la pensa come te) dalla cattiva scienza (di chi non la pensa come te)? O magari in fondo la pensi come me, anche se non pare, e la scienza è la stessa per te e per me.
        Non così per la fede che per me non esiste. Mi consigli qualche libro di fede, come se si potesse carpirla (e capirla) in un libro: ho letto tutta Teresa d’Avila e anche santa Teresina, e pure la salita al Monte Carmelo con la sua notte oscura, per non parlare della Filotea e dei Fioretti di S. Francesco, anche se alla fine m’è piaciuto più di tutti lo spirito dell’esicasmo, magnificamente interpretato dai racconti del pellegrino russo (lo conosci?). Nel vangelo mi riconosco in tutti i brani dove c’è la misericordia, mentre dell’antico testamento mi sfuggono i passaggi del Dio vendicatore sempre irato, così come le stragi di innocenti di cui è colmo.

        Sull’anacronismo tra scienza e fede, te lo taglio giù col coltello: ti pare logico pensare oggi la scienza in termini galileiani e credere al tempo stesso in dogmi come quello dell’immacolata concezione oppure quello la perpetua verginità di Maria perché te lo impone la tua fede? Se per te non è anacronistico, se non devi farti violenza, tanto di cappello e auguri.

        • Giorgio Masiero on

          Lei forse non se ne rende conto, Paolo, ma tutte, dico tutte, le affermazioni che Lei ha fatto in questi commenti sono filosofiche e metafisiche. Nessuna di esse è scientifica. Perché allora, Le chiedo, Lei esprime così tanto dispregio per la filosofia e la metafisica, se continua a ricorrervi? perché non si esprime soltanto per affermazioni scientifiche?!

        • per comprendere la religione cristiana affermo tranquillamente che la Bibbia sia sufficiente.Se vuoi per la fede cattolica puoi leggewre Tommaso d’Aquino,il catechismo della chiesa cattolica nonchè diverse encicliche,fra le quali potrei dire “Fides et Ratio” di Giovanni Paolo II(Karol Józef Wojtyła)…
          Dubito sensibilmente che tu Paolo conosca ed abbia letto,a modo(non superficialmente) ma nemmeno superficialmente sia l’antico che il nuovo testamento.
          Questo solo perchè lo dimostri dai commenti che continui imperterrito a scrivere.
          Mi associo al gentile e chiaro commento che ti ha dato in risposta il prof.Masiero.
          E dico questo,mi sembra che il 99,9 % di quanto scrivi sia figlio di luoghi comuni,cose assorbite in vari ambienti,ma ahimè in maniera acritica.
          Tutte le tue considerazioni sono considerazioni di filosofia spicciola piuttosto che filosofiche e metafisiche come suggerisce Masiero.
          Se ti sfugge la divisione fra storia naturale e scienza galileiana ci sono diverse cose che dovresti riguardarti.
          Oppure porta motivazioni che dicano perchè non sia possibile fare quel distinguo.Motivazioni che vuol dire ragionamenti logici,argomentati etc..
          Se lo farai ti si potrà rispondere mostrando dove sei in errore.
          Ti rifaccio presente che l’ateismo (quindi non il pensiero degli ignostici,agnostici ,scettici ed indifferenti)è un credo,come si ricordava anche qua:
          http://www.enzopennetta.it/2013/02/scuola-scienza-e-pseudoscienza-radio-globe-one/
          Nel prossimo intervento che verrà pubblicato del Imendel Day ,del prof.Pennetta,ci sarà modo di avere mezzi di riflessione per questo punto ,scienza e fede.
          La scelta del campo (quello della fede atea,cristiana,islamica,new age o della non fede agnostica etc..)non dipende in alcun modo dalla scienza o da prove scientifiche. E non influisce assolutamente sulla qualità del lavoro scientifico. Gli scienziati creazionisti non sono per nulla inferiori nella qualità del lavoro di ricerca, professionale e didattico, rispetto agli scienziati atei. Svolgono, o hanno svolto il loro lavoro con benefici per i loro colleghi, datori di lavoro, studenti e pubblico, nella massima correttezza e rispetto delle idee altrui. Questo anche solo Mendel lo dimostra,addirittura le sue scoperte derivano da un modo cristiano di concepire il Creato.
          E addirittura la scienza è figlia del cristianesimo:
          http://www.enzopennetta.it/2012/10/la-scienza-figlia-del-cristianesimo/
          http://www.enzopennetta.it/2013/01/spallanzani-e-mendel-due-grandi-scienziati-non-amati-dagli-scientisti-approfondimento/

          Uno può raccontarsi quello che vuole.
          Neanche Gould ebbe però problemi a riconoscere questa cosa,così come galilei ed altri validi scienziati cristiani,cattolici,religiosi e non…
          Il non comprendere questo concetto vuol dire o avere superficiale conoscenza di argomnenti alla base o essere avvolti in un certo indottrinamento-visine acritica di diverse cose.

          Comunque ripeto se hai motivazioni a supporto di quanto dici portale.
          Fare discorsi così fini a sè stessi è invece inutile,è fin troppa gentilezza,a mio avviso,se ti viene concesso di farne in continuo,recentemente hai ache dato vita ad un OT.Se avessi portato tue argomentazioni avresti magari anche potuto dar luogo a discussioni di un qualche interesse ed utilità.

  3. Amici, questo è davvero il mio ultimo intervento su CS.

    Prendo atto che tutti coloro che non sono in linea con i vostri “dettami” vengono sistematicamente sminuiti e screditati, soprattutto se atei, ma a quanto pare anche chi, pur credente, ha un po’ di vis polemica.
    Mi si “accusa” di essere filosofo/metafisico, poco logico, poco scientifico, e anche ridicolo perché ho evidenziato che in fondo mi interessano poco le beghe tra evoluzionisti (tra l’altro ristrette al campo dei superspecialisti) e mi basta sapere che alla lunga la scienza ne verrà fuori. Se essere sicuri che ciò avverrà significa fare filosofia e metafisica, essere poco logici, poco scientifici e ridicoli mi sta bene, non mi cruccio.
    Lo ammetto, a un’analisi superficiale vi credevo i soliti creazionisti ammantati di pseudoscienza, poi ho capito avete fatto un passo in avanti e che siete evoluzionisti (anche se evoluzionisti soprattutto antidarwiniani, nel senso che è prioritario per voi sconfiggere tale teoria e poi, forse, trovare le valide alternative alla stessa). Solo alla fine, però, ho compreso che per voi il cosiddetto disegno intelligente, il finalismo del creato, è l’unica spiegazione del tutto. Bene, non sarebbe male, io penso, chiarirlo fin dal principio, magari là dove campeggia il motto sulla verità, per collocarvi subito in modo chiaro.

    Ciao

    • Giorgio Masiero on

      Se questo non e’ un darsela a gambe, poco ci manca…
      Io Le ho chiesto, semplicemente, perche’ un cultore della scienza e un disistimatore della metafisica come Lei, non abbia mai posto un problema scientifico e invece parli quasi sempre di metafisica. Non mi ha risposto? Restero’ con la mia curiosita’.
      Per il resto, non penso che nessuno dei lettori potra’ lamentarsi di perdere un interlocutore scientifico, pro o contro le varie teorie in lizza.

    • Paolo, lei ovviamente può scegliere o meno di intervenire su queste pagine, ma proprio rigetto quanto da lei affermato:

      “Solo alla fine, però, ho compreso che per voi il cosiddetto disegno intelligente, il finalismo del creato, è l’unica spiegazione del tutto.”

      Teniamo ben distinta la scienza come studio dei “come” dal finalismo, dai “perché”, che appartengono alla filosofia, se non ha compreso questo mi dispiace ma sono state impiegate inutilmente pagine di discussione.

    • stò cò frati e zappo l'orto on

      Dopo centinaia di commenti da me letti mancava solo Lei.

      La ringrazio a nome dei “curiosi”come me,alla ricerca “assurda”
      della verità.

      Ed in effetti il Suo livello filosofico-metafisico-scientifico è certamente inavvicinabile.

      Grazie comunque per come ha marchiato i lettori del sito.

  4. campedelli angelo on

    questa sera (8 marzo), presso la sala Lucchi (zona stadio), ci sarà il terzo ed ultimo incontro culturale (sul “Bosone di Higgs” con il prof. Lamberti) per la commemorazione della nascita di Charles Darwin.
    questi incontri scientifici annuali, organizzati in tutta Italia dall’UAAR (Unione Atei Agnostici Razionalisti), non vogliono essere l’affermazione che “la scienza è atea e promuove l’ateismo” (come sottolineato da uno dei relatori al neo contrapposto “Mendel-Day”), ma semplicemente la volontà di ricordare uno scienziato, e la sua teoria evoluzionista, che a distanza di ben 154 anni (prima edizione de “L’origine delle specie”: 1859) è ancora trattato con ostracismo da parte del mondo cattolico (istituzionale e non).
    distinti saluti, Campedelli Angelo (direttivo circolo UAAR di Verona).

    • Gentile Sig. Campedelli,
      converrà con me che prendere spunto da una singola frase pronunciata in 2 ore e mezza di conferenze e farne il sunto di un evento rischia di essere un po’ limitante.

      Che la teoria di Darwin sia strumentalizzata e condotta ben oltre il suo campo d’azione per veicolare messaggi che negano aspetti trascendenti dell’esistenza è un dato di fatto, non una nostra invenzione.
      Per avere una conferma basta andare ad esempio a leggere cosa riporta il prof. Formenti su suo sito:

      “o è ora disponibile il video del Darwin Day organizzato dal circolo Uaar di Verona lo scorso 20 febbraio. Giorgio Vallortigara è intervenuto sul tema “Perché l’evoluzione ha creato dio (e non viceversa)”.
      o è ora disponibile il video del Darwin Day organizzato dal circolo Uaar di Torino lo scorso 13 febbraio. Edoardo Boncinelli ha presentato il suo libro “La Scienza non ha bisogno di Dio”.”

      Si tratta di un copia incolla che come vede evidenzia l’insistenza sulla negazione di Dio. Quando nei vostri titoli scompariranno riferimenti di questo tipo potremo cominciare a parlare di celebrazioni di uno scienziato.

      Se poi ritiene che la nostra contestazione della teoria neo-darwiniana sia un “ostracismo” la invito ad intervenire con argomentazioni tecniche e a smontare (se ci riesce) le nostre obiezioni.

      Grazie per l’intervento.

      Distinti saluti
      ep

  5. campedelli angelo on

    gentile signor Pennetta.
    si da il caso che Mendel NON sia nato in febbraio, ergo…. il vostro è puro ostracismo!
    evidentemente non è bastato, al vostro mondo cattolico, l’enorme flop (primavera 2012 alla Gran Guardia di Verona) con il convegno sull’antievoluzionismo: 60 persone presenti, tra le quali 5 atei, in una sala che ne tiene seicento!!!!!!! e con tanto di patrocinio del comune!!!!!!!!
    saluti.

    • Jacques de Molay on

      Campedelli abbia pazienza, ma se fossi in lei eviterei di metterla sul piano delle “iniziative fallimentari”: voi dell’uaar in questo senso avete ben pochi rivali.

    • Gentile sig. Campedelli,
      l’argomento della data è presto sistemato, si da il caso che la data di nascita sia il 22 luglio e quella di morte il 6 gennaio (decisamente improponibili), si è scelto allora di fare riferimento alle due date della presentazione pubblica della sua scoperta, e cioè l’8 febbraio e l’8 marzo.
      Dove sta l’ostracismo?

      Apprendo poi che lei era presente alla Gran Guardia e probabilmente è anche la persona che alla fine mi ha posto delle domande. Al riguardo va detto che erano presenti più di 60 persone, forse un centinaio e che certamente la sala era sovradimensionata per il tipo di organizzazione e per l’orario prescelto, ma non si può assolutamente dire che sia stato un flop.
      Nel mio articolo sul Mendel Day ho pubblicato una foto della sala, perché non mostra il pubblico dell’evento UAAR così ci facciamo un’idea?

  6. campedelli angelo on

    dimenticavo:
    vada a guardarsi tutti i titoli dei nostri Darwin-Day, e si accorgerà che solo pochissimi hanno avuto a che fare con il VOSTRO dio e con la VOSTRA fede!!!
    ripeto: i Darwin-Day hanno lo scopo di ricordare il da voi tanto odiato Darwin!!

    • E quei pochissimi sono di troppo, se fosse veramente la celebrazione della scienza e dello scienziato Darwin in nessuna occasione si dovrebbe parlare di religione.
      E che ne dice poi del disegno parodia della creazione di Adamo della Cappella Sistina che campeggia come simbolo dei Darwin Day?

      Non nascondetevi dietro un dito, sapete benissimo, come sanno tutti, che i Darwin Day sono uno strumento di propaganda dell’ateismo, riconoscetelo e poi cominciamo a parlare tra persone serie.

      Rendetevi conto che il più grande torto a Darwin lo fate voi strumentalizzandolo per un fine che lui stesso in vita non volle mai perseguire.

      • Giuseppe Cipriani on

        Qui, prof. Pennetta, mi pare che la diatriba rischi di trasformarsi in uno scontro tra… religioni. Quelli dell’Uaar sono militanti, anche se non tutti e anche tra di loro si trova qualche bella mente aperta.
        Personalmente trovo inutile aderire a un’unione atea, per me non ha senso ghettizzarsi a quel modo. Ma non trovo nulla di strano che qualche titolo dei Darwin day, organizzato/patrocinato (?) da loro, sia provocatorio, e penso che molto probabilmente i contenuti saranno stati più scientifici di quel che può immaginarsi limitandosi a giudicare solo le parole del titolo. Così come il buon senso spinge a dire che il primo Mendel day ha avuto un suo scopo ben preciso (orgoglio credente?), non nascondiamocelo. A me ronza ancora nell’orecchio quell’infelice frase che mi hanno riportato: “lo scienziato credente ha una marcia in più”… Lei si sente di sottoscriverla pienamente?

        • Cipriani cipriani batte ancora nel solito punto…
          le è stato già risposto su tutto.
          Qui è spiegato,e si può anche ascoltare il perchè del Mendel day:
          http://www.enzopennetta.it/2013/03/1-mendel-day-intervento-pennetta/#comments

          come detto
          http://www.enzopennetta.it/2013/03/1-mendel-day-intervento-pennetta/#comment-11881
          ,e glielo disse anche il prof.Masiero
          http://www.enzopennetta.it/2013/02/avvenire-il-mendel-day-per-una-scienza-senza-ideologia/#comment-11565
          http://www.enzopennetta.it/2013/02/avvenire-il-mendel-day-per-una-scienza-senza-ideologia/#comment-11571

          Ci sono veramente due modi di porsi e di fare informazione.
          Uno è da biasimare e sfocia innegabilmente nel fornire visioni acritiche e strumentalizzanti di fatti,teorie etc..

          Poi se uno non lo vuol vedere va bene,però non si pretenda che tutti si tappino occhi ed orecchie.

          L’intervento di Verona non viene giudicato dal titolo ma è visibile ed ascoltabile.
          E così altri.
          E quel che si vede è inequivocabile.
          E poi certi titoli son chiarissimi.

          Evitiamo di dire cose che non stanno nè in cielo nè in terra.
          la strumentalizzazione della teoria neodarwiniana è evidente,così come il far passare un credo per una realtà razionale.
          Una buona informazione,e ricondurre a verità tutta una serie di balle che vengono fornite ed inculcate non può che giovare alla scienza.

          • Giuseppe Cipriani on

            Lei mie sono opinioni, ragazzo; opinioni con pari dignità delle tue.
            E le ho espresse, semplicemente e solo espresse come opinioni mie.
            Se non ti piacciono, pazienza, non voglio cambiare le tue e nemmeno quelle degli altri.
            E magari qualche volta prova a scendere dal piedistallo del troppo sapiente, qui non si tratta di fare scienza ma di esercitare la più elementare forma di rispetto, se non con tutti almeno con chi ha toni rispettosi. Grazie

        • Un opinione è un’opinione.E uno,me compreso,non ha problemi a rispettarle.
          Il problema è quando si fanno passare per opinioni quello che opinione non è.
          Inoltre è ovvio e giusto che se uno fa una o più affermazioni su una data cosa, e si rivelano non corrispondenti al vero ,che venga mostrata l’inattendibilità o le lacune o l’errore di tali affermazioni,se c’è.
          Tutto li,nessun piedisatallo …niente di tutto ciò..non facciamo discorsi così,sempre a giocare la carta della vittima,del poveretto che vuole onestamente e pacatamente esprimere un suo parere pacato e di gran valore…suvvia.

        • Caro Cipriani, non si tratta di uno scontro tra religioni in quanto non mi passa per la testa di dimostrare che gli atei sono in errore, e lo sa perché? Perché come abbiamo detto innumerevoli volte so benissimo che non è possibile dimostrare l’esistenza o meno di un Creatore. Punto.

          E allora lo scontro è tra chi propugna una religione (quella dell’ateismo) tirando impropriamente dalla sua parte la scienza e chi invece vuole ristabilire la verità mostrando la strumentalizzazione che viene fatta della scienza e che viene fatta a danno della scienza vera.

          Riguardo alla frase a cui lei si riferisce rispondo anche se abitualmente preferisco rispondere sulle mie affermazioni e non su quelle altrui.

          Rispondo così: ritengo che lo studio della natura con un metodo che presuppone una logica nella realtà sia più proficuo di uno che presuppone il ‘non senso’.
          E a sostegno ed esplicazione di quanto affermo potrebbe essere utile questo articolo di qualche tempo fa:
          http://www.enzopennetta.it/2011/11/craig-venter-dubbi-sui-meccanismi-darwiniani/

          Se questo si può definire “avere una marcia in più”, allora la risposta è sì.

          E se poi uno scienziato non credente è sicuro di trovare una logica in quello che studia forse si sta ponendo come uno scienziato credente.
          E lo è, perché se non si aspettasse di trovare una logica in quello che studia non potrebbe nemmeno esserci la scienza.

          • Giuseppe Cipriani on

            Caro professore, le sono grato della risposta.

            Il mio commento sulle guerre di religione era solo riferito al fatto che la contrapposizione era sui titoli di pochissimi Darwin day come fossero l’essenzialità del tutto. Capisco il suo punto di vista, ma lo ritengo un po’ troppo di parte, come mi conferma l’altra sua risposta.
            So che non è stato lei a pronunciare quell’infelice frase (né la pronuncerebbe mai in un contesto simile), altrimenti non le avrei chiesto se si sente di sottoscriverla pienamente.
            Non sono d’accordo sul fatto che il “non senso” (contrapposto alla “logica nella realtà”) sia discriminante al punto, quando si parla di scienza vera, da poter attribuire una “marcia in meno” (ribaltiamola per rendere meglio il concetto) a qualcuno che si impegna nel campo della ricerca. Ma anche qui siamo nell’ambito dell’indimostrabile e, come dicevo tempo fa, sono convinto che un Mendel non credente sarebbe stato lo stesso il precursore che è stato nel campo della genetica.

          • “Ma anche qui siamo nell’ambito dell’indimostrabile e, come dicevo tempo fa, sono convinto che un Mendel non credente sarebbe stato lo stesso il precursore che è stato nel campo della genetica.”

            Come dici,giustamente,vai nell’indimostrabile sostenendo questa(come molte altre) convinzione su Mendel.
            Convinzioni che già rappresentano atti di fede perchè le fondi sul nulla,quasi fossi un sensitivo,un Caseleggio o quant’altro..
            Così come sei liberissimo di pensare che un certo modo di pensare non sia discrimentante per un certo sapere scientifico,tant’è però che la storia ci mostra proprio il contrario.
            Ci mostra che è proprio un certo modo di pensare che ha portato la scienza moderna.Questa è storia.
            Poi uno è liberissimo di fare 1000 ed una congettura sul fatto che se un nonno avesse avuto le ruote sarebbe stato un carretto.Finchè non l’argomenta,non mostra in qualche modo la cosa è un’impressione fondata su convinzioni personali viziate da molti fattori ,in primis quello culturale e da tutti quei cliches di cui qua:
            http://www.enzopennetta.it/2013/03/1-mendel-day-intervento-pennetta/

            Se poi fra gli interventi,gli incontri dei vari Darwin days(su iquali comunque è noto il motivo della nascita)ne esistono di positivo,nel senso che viene fatta buona scienza,perchè non vengono condannati ed ammoniti quegli altri che non la fanno?

            Cerchaimo un po’ di entrare el merito.Sono state dette varie cose sul Darwin day in generale come storia,come iniziativa e nel particolare.E le cose dette sono state argomentate.
            Non mi pare sia stato mostrato in alcun modo che tali cose dette fossero infondate,fallaci errate,nessuna controargomentazione.

            La frase,che com’è fra l’altro non c’è,è pronunciata da Gargantini,l’intervento che ancora non compare come ascolatabile e del quale non c’è ancora commento.ma questo solo per il fatto che è cronologicamente l’ultimo.
            Gargantini parla dell’errore di vedere mendel o chi per lui come “scienziato anche se cristiano”.
            Gargantini inizia una frase con un condizionale:
            Se è davvero così,se esiste uno Spirito che non solo ha scritto le leggi dell’universo e che ha creato l’uomo a sua immagine,allora colui che ha questa fede ha un grosso vantaggio perchè affronta la realtà con l’ottimismo,con la fiducia che Dio non ci ha messo davanti la realtà,a problemi,interrogativi,indizi scientifici per poi non avvicinarci alla verità. Quindi l’essere credente aiuta la scienza,non solo non è di ostacolo,lo scienziato cristiano ha più sprint,nel senso che è più motivato, convinto che ci sia qualcosa di buono in ciò che studia e quindi che vale la pena di cercarlo di capirlo,e che quel Creatore Buono non farà mancare i suoi suggerimenti.”

            Questo è un pensiero di Gargantini con cui avvia lla conclusioned del suo intervento e del Mendel Day.
            Se proprio lo si vuole analizzare lo si analizzi per intero.

  7. Giuseppe Cipriani on

    Sarà OT ma non influente… Un credente DEVE (ma probabilmente, se scienziato o mente razionale, farà fatica, molta fatica) riconoscere che c’è stata una caduta iniziale e che le conseguenze di quella caduta sono trasmissibili a tutte le persone del genere umano perché sono uscite dalla medesima coppia iniziale (monogenismo).
    Scriveva Pio XII nell’enciclica Humani generis: “I figli della Chiesa non godono affatto della medesima libertà a proposito dell’altra ipotesi, cioè del cosiddetto poligenismo, perché i cristiani non possono seguire quella teoria i cui assertori opinano che dopo Adamo sono esistiti su questa terra veri uomini che non hanno avuto origine per generazione naturale da lui come progenitore di tutti, oppure che Adamo è simbolo di una moltitudine di progenitori. Questo perché non si scorge nessuna possibilità di conciliare quest’ipotesi non quanto insegnano le fonti della verità rivelata e gli atti del magistero della Chiesa sul peccato originale, che deriva da un peccato veramente commesso da Adamo personalmente e che si trova come proprio in tutti, a cui è trasmesso per generazione (cf Rm 5, 12-19)” (Pio XII, Humani generis AAS 42 (1950) 576).

  8. Giuseppe Cipriani Se si riferisce agli angeli che mutarano la loro condizione e si materializzarono “questi uomini” come dice il racconto biblico si materializzarono nell’evento catastrofico indicato come il Diluvio..

  9. Nel dare il benvenuto al sig. Pinco, colgo l’occasione per ricordare a tutti coloro che sono intervenuti sinora che comunque questo è un sito di scienza e che le discussioni possono solo occasionalmente toccare argomenti OT come la religione.
    Vi chiedo quindi di concludere quanto prima questa discussione.