Tema di maturità: Scientificast e Pikaia si credono il Minculpop

42

Un articolo pubblicato su Scientificast e ripreso su Pikaia commenta negativamente il titolo del tema di maturità.

 

“E’ pseudoscienza” dicono, loro che della pseudoscienza ne hanno fatto una bandiera.

 

 Il sito Scientificast aveva fatto un suo intervento ripreso su Pikaia poco più di un mese fa, ce ne eravamo occupati su CS con l’articolo Siti di “vulgata” scientifica, adesso, della stessa autrice, su Pikaia è stato ripreso l’articolo intitolato Maturità e pseudoscienza, in cui si critica fortemente la traccia scelta dal Ministero dell’Istruzione (MIUR).

E allora andiamo a leggerla questa traccia:

.

Per prima cosa facciamo notare che il tema in questione riguarda la tipologia “D”, cioè quella di “ordine generale“. Il tema scientifico infatti era presente nella tipologia “B” (saggio breve o articolo di giornale) con la seguente traccia (solo le prime righe):

.

Chiarito il fatto che la traccia in questione non veniva comunque presentata come argomento prettamente scientifico, adesso andiamo a vedere cosa viene contestato dai due siti:

Chiariamo subito che l’intento dell’autore appare, sul piano etico, assolutamente lodevole e condivisibile. Si tratta di un richiamo alla solidarietà sociale, alla cooperazione tra individui, alla pace. Niente da eccepire in merito, come è logico.

Il problema non è nel messaggio, ma nelle argomentazioni pseudoscientifiche addotte per veicolarlo. Innanzitutto l’autore presenta il processo evolutivo come finalistico, guidato da un progetto etico e basato su “accordi” tra organismi. La cellula nucleata non è l’esito dell’evoluzione, ma sarebbe stata “creata”. È, inoltre, evidente l’uso tendenzioso del termine scientifico “coevoluzione”, che viene snaturato e piegato in chiave finalistica e filosofica.

Assegnare una traccia simile vuol dire attribuire al sapere scientifico un significato ideologico e legittimare, così, la distinzione tra una scienza “buona” (dalla quale si ritiene di poter trarre una morale) e una “cattiva” (che prescinde dalle questioni etiche).

 .

Premesso che quanto affermato da Capra è lodevole sul piano etico, quello che viene rimproverato è in definitiva il reato di lesa maestà nei confronti della teoria neodarwiniana espressa nelle’ultima riga e mezzo: “Di fatto, dalla creazione delle prime cellule nucleate, l’evoluzione ha proceduto attraverso accordi di cooperazione e di coevoluzione sempre più intricati“.

Nel punto in cui Capra parla di “accordi” l’autrice vede affacciarsi la terribile minaccia del finalismo, o peggio ancora del creazionismo, adombrato da quell’uso di quella frase “dalla creazione delle prime cellule” che non ha evidentemente nessun intento creazionista ma contiene la pericolosissima parola “creazione”.

Un altro punto criticato è quello in cui si parla di “accordi di cooperazione” con cui avrebbe proceduto l’evoluzione, senza rendersi conto che la parola “accordi” non può certamente essere presa in senso letterale (ce li vedete dei microrganismi a prendere accordi?) ma intende un’evoluzione non dovuta alla selezione naturale.

E forse è questo il vero problema: aver mostrato la possibilità di un’evoluzione non darwiniana.

Senza tener conto del fatto che ad aver ipotizzato questo tipo di evoluzione non è stato F. Capra, ma la stimatissima (anche da Pikaia) e compianta Lynn Margulis, che nel 1967 propose la teoria dell’endosimbiosi che viene così definita su Wikipedia:

L’ipotesi è che alcuni organismi biologici furono ingeriti da altri organismi e poiché ne  trassero un vantaggio evoluzionistico di sopravvivenza reciproco, svilupparono una relazione simbiotica permanente che nelle generazioni è divenuta indissolubile e imprescindibile

.

Ma al di là di una terminologia non nell’ortodossia darwinista il brano di Capra ha qualcos’altro che ha dato tanto fastidio agli autori di Scientificast e Pikaia? Sembra proprio di sì, e lo possiamo ricavare dalle considerazioni finali dell’articolo della Longo:

Assegnare una traccia simile vuol dire attribuire al sapere scientifico un significato ideologico e legittimare, così, la distinzione tra una scienza “buona” (dalla quale si ritiene di poter trarre una morale) e una “cattiva” (che prescinde dalle questioni etiche).

[…]

Discorsi come quello di Capra lasciano, invece, intendere che il fine del sapere sia quello di ricordarci che cosa sia giusto fare. E che in funzione di tale scopo sia anche lecito piegare il dato scientifico all’ideologia.

.

Ecco qual è il grande torto del brano sottoposto agli studenti, quello di mostrare non solo che la competizione di tipo darwinista è negativa per le società di ogni tipo (e quindi forse non è il motore dell’evoluzione?), ma ancor più quello di insinuare il sospetto che una teoria che riguardi l’origine dell’uomo (come quella neo-darwiniana) non può non avere ricadute e implicazioni ideologiche e sociali.

E un ultima considerazione merita la chiusa dell’articolo:

Resta la curiosità di sapere quale sia stata la reazione degli studenti di fronte a questa traccia. Personalmente ho grande fiducia nella loro capacità critica, mentre ne nutro un po’ di meno nei confronti di coloro che, invece di guidarli verso il consolidamento delle loro conoscenze scientifiche, sembrano piuttosto volerli indurre a una visione magico-mistica della realtà.

.

Ecco una dichiarazione da manifesto del riduzionismo materialista (alla faccia della scienza che non deve essere un’ideologia), l’autrice conclude infatti il suo articolo affermando che diffida degli insegnanti che vogliono indurre verso una visione di tipo mistico della realtà, dimenticando che il tema non era nell’area scientifica ma in quella di ordine generale.

Così dopo aver speso tante energie nel voler dimostrare che non si deve “attribuire al sapere scientifico un significato ideologico “, si va a dimostrare l’esatto contrario, che la scienza viene impiegata ai fini di un’ideologia riduzionista-materialista.

E detto chiaramente, noi diffidiamo di coloro che vogliono indurre gli studenti verso una visione riduzionista-materialista della realtà.

.

.

.

.

Share.

About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

42 commenti

  1. Accipicchia! Poi i fanatici sarebbero i creazionisti…arrivare addirittura a criticare un titolo d’esame come questo in cui non vi è nessun richiamo alle idee creazioniste mi da proprio l’idea di qualcuno che si sente minacciato da ogni parte e che appena avverte il minimo rumore corre subito ai ripari ed alza la difensiva. Poi sia mai che scienza e filosofia possano cooperare eh! Se una concezione di tale tipo di una scienza onnipotente e che da sola può tutto non è una posizione fideistica ed ideologica allora cos’è?

    • Hai ragione, al minimo sospetto di “creazionismo” viene strumentalmente alzato un polverone e quindi a maggior ragione è necessario ribattere ogni volta mostrando la pretestuosità di certi atteggiamenti.

  2. Questa e’ davvero bella…. perche’ mai in un tema di ordine generale non si potrebbe trattare di finalismo? Forse non si ha piu’ il diritto di fare filosofia? oppure, piu’ semplicemente, si e’ persa la capacita’ di distinguere chiaramente tra ambito scientifico e filosofico?
    Riguardo i rapporti tra biologia e teleologia mi sembra interessante la seguente riflessione del filosofo tedesco A. Spaermann: “I biologi hanno cercato a lungo di farne a meno, ma non ce l’hanno fatta. Così hanno introdotto un altro concetto, la teleonomia, un surrogato della teleologia, con cui si indicano processi che si svolgono come se avessero un fine, ma che in realtà obbediscono solo a una causalità meccanica. Per il biologo la teleologia, ha scritto John B.S. Haldane, “è come un’amante, non può vivere senza di lei, ma non vuole essere visto in pubblico con lei”».
    Molto interessante mi sembra anche il resto dell’ articolo da cui ho citato questa riflessione: http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/intervista-filosofo-spaemann-su-scopi-dell%27agire-umano.aspx

    • Non conoscevo la frase di Haldane, mi sembra emblematica dell’ipocrisia che muove molti comportamenti.
      L’articolo di Avvenire mi era sfuggito, c’è un passaggio che mi sembra importantissimo:
      “La fede in Dio non è il presupposto della conoscenza di processi teleologici – che può avvenire con mezzi di ragione naturali – semmai è la sua conseguenza. Quando si ha paura di questa conseguenza, cioè di Dio, ci si rifugia spesso in soluzioni fantastiche e irragionevoli”

      Sarebbe dunque il rifiuto preconcetto di Dio a fare negare la possibilità di un Universo teleologico.
      Si tratta in entrambi i casi di partire da dei postulati: chi accetta la teleologia e chi la teleonomia.
      Ma sempre di postulati si tratta.

      • Un filosofo del medioevo spesso malinteso, ed ora considerato oramai del tutto superato, distingueva perfettamente la fede dalla ragione, ma considerava la ragione anche come preambula fidei. Chissa che non avesse i suoi buoni motivi per farlo…..

  3. Massimo (neodarwinista) on

    Sono d’accordo, avrei capito se fosse stato il tema di tipologia scientifica, ma in quello di carattere generale non è obbligatorio il rigore scientifico. Lo studente può argomentare in modo più libero: può spiegare le ragioni scientifiche per cui non condivide il pensiero di Capra ma può benissimo sostenere altre concezioni, finalismo incluso.

      • Massimo (neodarwinista) on

        Evento raro, in ogni caso riporto la risposta di Anna Rita Longo ad un commento negativo al suo articolo:
        “Certamente l’approccio multidisciplinare è sempre gradito, nel rispetto, però, delle varie discipline. Da umanista che ama la scienza credo che la traccia assegnata non rendesse giustizia ai due ambiti del sapere. Un caro saluto.”

  4. Io colgo l’occasione per riportare lo sguardo un po’ più in alto,anche partendo dall’analisi delle proposte ma proprio valutando tutto l’assetto generale.
    Basta maturità,basta esami finali per le scuoli superiori.
    E’ una sciocchezza,inutile e dispendiosa.
    Invece sarebbe da dare più peso a debiti e ‘riparazione’ a Settembre e un solo esame finale sulla/e materie specifiche solo ed esclusivamente a chi si diploma in istituti professionali vedi da Geometra,Cuoco,Ragioniere,Odontotecnico,Perito che dopo debba o non debba svolgere anche un esame di stato per ingresso ad un ordine..
    Per gli altri è una pratica assurda priva di qualsivoglia significato.Altrimenti spiegatemelo,ma siate convincenti e molto..perchè veramente non lo trovo..
    Se uno studente arriva alla maturità senza una sufficienza in ciò che ha studiato vuol dire che i professori non han fatto un buon lavoro o che lui non era adatto o entrambe le cose..basta con queste cose di facciata.
    Specialmente adesso che si vuole fare fare test di ammissione all’unversità durante l’anno scolastico dell’ultimo anno..
    Se uno dopo 5 anni di superiori(che fra l’altro qualcuno vorrebbe ridurre riformando l’intero percorso scolastico pre-universitario)non riesce a leggere e comprendere una serie di articoletti e a scriverci sopra un discorso con idee proprie in modo sufficiente e comprensibile in italiano o non sa spendere qualche parola su un argomento di ordine generale anche spappardellando banalità e clichès a non finire non è da non dargli la maturità ma da togliergli la nazionalità..o retrocederlo alle scuole medie o elementari..e da andare a fare le pulci ai professori che l’han ritenuto valido..

    Poi perchè come tema di ordine generale si riporta una frase del ’97 di argomento sociologico che andrebbe bene per un istituto pedagogico e si pretende di renderla valida affinchè vi possano argomentare parimenti uno studente di liceo classico,scientifico,artistico,o di un istituto prerofessionale.E’ un argomento mastodontico e assolutamente inappropriato e non credo ricada anche a buon diritto nella dicitura di tema di ordine generale.
    Per tutte altre vie ma sono d’accordo con Pikaia

    • Caro Leonetto, capita qualche volta che abbiamo vedute diverse, e anche questo fa bene al sito e all’arricchimento del dibattito.

      Io sono dell’idea che l’esame di maturità abbia ancora una funzione, lo dico da insegnante e genitore. Non si tratta solo di certificare in modo notarile le conoscenze alla fine di un ciclo, si tratta di momento di crescita del quale non siamo in grado di cogliere tutte le sfumature ma che sappiamo resterà nella nostra memoria come una tappa fondamentale, un momento in cui qualcosa nella vita cambia.

      Le ansie, le responsabilità davanti ad una commissione di sconosciuti, la sicurezza che cresce in te quando superi una prova che comunque parla di te e non solo di quello che sai o non sai. In realtà non dovrebbe neanche più chiamarsi esame di maturità ma esame di stato, ma continuiamo a chiamarlo di maturità perché sappiamo che non è solo un test sulle conoscenze.
      Non togliete alle prossime generazioni questo momento importante.
      Riguardo alle tracce di quest’anno posso concordare che l’impressione è che siano state pensate da chi gli studenti non li vede neanche col cannocchiale. Cosa volete che ne sappiano di Magris (ne sa forse qualcosa la maggior part degli insegnanti?), cosa volete che ne sappiano del programma sulle neuroscienze di Obama (non sono mica tutti dei seguaci sfegatati della stampa specializzata), forse il tema su Capra alla fine era quello su cui si poteva scrivere di più anche senza approfondimenti specifici.

      Al ministero (solo in quello dell’Istruzione?) c’è gente scollata dalla realtà, e questo è il dato secondo me più significativo e preoccupante dell’intera questione.

      • Come si evince dal mio commento precedente quoto senza dubbio:
        “Al ministero (solo in quello dell’Istruzione?) c’è gente scollata dalla realtà, e questo è il dato secondo me più significativo e preoccupante dell’intera questione.”
        Tracce buttate la senza nessun criterio apparente..

        Ma quoterei anche quanto scrivi sull’esame di maturità…se non fosse un qualcosa questo che ormai vedo come utopico o utopistico che dirsi voglia, oltre che obsoleto.Come quello che ormai relego fra i clichès:
        ” resterà nella nostra memoria come una tappa fondamentale, un momento in cui qualcosa nella vita cambia.”
        Io ne ho addirittura ricordi frammentari.Ne ho molti più dell’intero percorso che ha portato a quel momento,percorso che ha dato basi,esperienze,momenti di crescita di maturità.
        Ecco io vedo un’insopportabile svilimento del percorso nella sua completezza..ed i risultati si vedono..si guardino la stragran maggioranza di quelli sotto i 20 anni ci son cose che fanno impallidire,è un tripudio dell’immaturità e dell’ignoranza oltre che in alcuni casi della maleducazione…
        A parte la commissione che in tempi recenti è altalenata fra l’esterna,l’interna e la mista..non dovrebbe dare nulla allo studente né dimostrare nulla di questo.
        Se uno studente viene promosso di anno in anno dalla I elementare bisogna riconoscere che i docenti l’abbiano valutato correttamente e che quindi abbia acquisito sufficientemente ciò che gli era richiesto,o con debiti che provvederà a saldare o ripeterà l’anno.
        Qui si c’è richiesta di maturità,si forma una persona e i voti,le interrogazioni acquisiscono un valore..non quel trascinarsi in qualche modo cercando di ‘raccattare’ punti che sembra di essere ad un supermercato per prendersi il diploma.
        Io vedo questo in una stragran maggioranza e penso di conseguenza che si è spinto sul pedale sbagliato.
        Non vedo per nulla nell’esame di maturità una preparazione a colloqui,a concorsi pubblici e privati o a esami universitari o alla tesi di laurea perché sono tutt’altra cosa..
        Parlando di esami allora un modello nippo-americano mi sembra molto migliore,solo il sistema di esami finali eh non tutto l'”ambaradan” di test etc..Non ci trovo proprio senso a vederlo solo all’ultimo anno con quelle modalità…solo sulle materie dell’ultimo anno,inserito in quel sistema bizzarro di punti..
        Canzoni,film,libri per un momento che solo dopo che l’ha fatto lo studente comprende quando sia stato assurdamente ingigantito,stereotipato e caricato di clichès..

        Poi io sono ignorante in materia eh,non sono un docente né sono ancora genitore,magari cambierò idea,ma al momento gli farei dedicare il tempo speso per prepararsi alle prove e per sostenerle in altro modo,che sia prepararsi a test di ammissione o concorsi,lavorare o godersi l’estate..

        Come ho detto ci vogliono veramente delle forti argomentazioni per farmi cambiare idea su questa cosa..
        Sia chiaro sono perfettamente d’accordo con te,nel senso comprendo che certi valori,certe emozioni etc..se tutto andasse in modo opportuno sarebbero importanti..ma mi chiedo se abbia senso in questo momento perseverare con certi meccanismi che sono in evidente degenerazione

        • E vabbè… anche quando sembrava che fossimo su posizioni diverse invece siamo più d’accordo di quanto potesse sembrare!

          PS ma il modello americano noooo! 🙂

          • “ma il modello americano noooo!”

            Ribadisco solo (e rimarco ‘solo’) in riferimento a un qualcosa in chiusura ai vari anni(o semestri,o quadrimestri)non in toto,non in toto.
            Come in altre cose mi sembra che si prenda tutto il peggio dal made in USA.

  5. In termodinamica e’ stato innventato l’esempio ” diavoletto di
    Maxwell” per far capire un concetto altrimenti difficile.
    Se dico che le possibili proteine sono infinite, si capisce ma
    in modo superficiale. Si puo trovare un esmpio chiarificatore
    cercando su google MULTIVERSO SUPERDENSO, UMILIATI DAL CASO.
    Gradirei sentire il parere di MASSIMO ( neodarwinista ), dopo
    avere letto quanto sopra.

    • Della questione in quei termini ne parlò J.Monod in un capitolo de “Il caso e la necessità”.
      Ora,il succo è che si va a valutare il rendimento di una trasformazione termodinamica in buona sostanza come termini di ciclo di carnot equivalente(http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_di_Carnot).
      Il diavoletto di Maxwell è un paradosso utopico,il diavoletto per sapere se chiudere o aprire deve avere l’informazione sulla velocità della molecola che arriva, e questa informazione(Heisenberg), ha un suo prezzo.Tuttavia
      gli organismi viventi, hanno un’ efficienza termodinamica assurdamente molto piu’ alta di quella di un ciclo di carnot alle stesse temperature…ilche potrebbe apparire esso stesso paradossale.
      Il fisico Boria in una delle ultime trasmissoni di Radioglobe(probabilmente sarà la prossima ad uscire con l’approfondimento)ha parlato del suo libro e della vita come forza ‘anti-entropica’ per dirla brutalmente.
      Il II principio smette di valere oppure enzimi proteine & Co sono “diavoletti di Maxwell con un’efficienza fuori del normale?
      E se così da cosa deriva questa efficienza?Come l’hanno ottenuta?Il neodarwinismo può spiegarlo..?
      In verità la ‘violazione’ si può vedere che è una violazione locale,ovvero per produrre questa apparende violazione c’è un dispendio energetico non trascurabile..l’entropia dell’Universo aumenta comunque,il disordine aumenta.Per dirla in modo elementare e fare un esempio con noi stessi … il sole da la luce alle piantine che crescono,poi o le mangiamo o le mangiano animali che mangiamo,i processi di digestione danno energia termica ai muscoli che spendiamo come energia cinetica.
      Il neodarwinismo sull’origine della vita,e sulla formazione delle specie in buona sostanza vede l’eccezione non la regola che rimangono sempre l’estinzione,la degenerazione etc..
      Eppure Masiero,come anche Sanford per esempio, ha mostrato che anche a livello statistico però queste eccezioni son tutt’altro che plausibili..
      Quindi in conclusione relativamente a ciò il neodarwinismo cosa dice..brutalmente che gli esseri viventi,la vita sulla Terra per quanto complessa e per quanto sconosciuta possa essere la sua origine , rispetta il II principio come tutte le altre ‘strutture’ biologiche e non, perché per formare molecole così “efficienti” occorre comunque una certa quantità di energia che deve essere fornita al sistema,che provenga dal sole (direttamente o indirettamente)o da altro ma deve essere introdotta.
      E quindoi anche per la loro formazione , per quanto improbabili allo stato spontaneo,Masiero l’ha mostrato benissimo e con precisione si utilizza altro cosicchél’entropia dell’universo comunque aumenti.

      Insomma diavoletto a parte il mistero dell’origine della vita resta tale e anche supponendo variabili ed energie sconosciute le cose non cambiano.Resta completamente irrisolta e il neodarwinismo non può spiegarla.
      Così come non spiega anche nient’altro del resto.

      P.S.
      Ad ogni modo qui questa discussione è O.T.
      qui
      http://www.enzopennetta.it/2013/06/evoluzione-confrontiamoci-davvero/
      magari sarebbe stata più appropriata
      Meglio ancora qua:
      http://www.enzopennetta.it/2013/06/non-chiamatelo-darwinismo/#comment-16124
      anche se più vecchio.

  6. Conosco un bel po’ do termodinamica, mail mio scritto non
    si riferiva a quello.
    Chiedo a Leonetto di cercare su google
    MULTIVERSO SUPERDENSO UMILIATI DAL CASO, questo per continuare
    lo scambio di opinioni su basi comuni

  7. Avevo gia’ inviato questo breve, ma secondo me sostanzioso
    intervento,in un altro blog del Dott. Pennetta. Lo ripropongo per evidenziare che, per formare una proteina non basta mettere
    in ordine un certo numero di amminoacidi.Serve molto di piu’.
    Il DNA e’ una sequenza opportunamente ordinata di due miliardi di
    basi. Corrisponde a circa 20000 grossi romanzi. Viene letta dai ribosomi ( non certo intelligenti ) che leggono triplette. CAPISCONO ( ? ) quale amminoacido produrre, nella giusta quantita’ al momento giusto e nel posto giusto. Chi legge,se conosce un biologo, gli chieda se e’ in grado di inventare e produrre una nuova proteina, con specifiche proprieta’, e che non interagisca negativamente con le altre 30000 del corpo umano.
    NESSUNO AL MONDO E’ IN GRADO DI FARLO .
    Non ritengo utile continuare il discorso della probabilita di
    nascita spontanea della vita. E’ stato detto molto, e molto si-
    gnificativo. L’atteggiamento degli evoluzionisti e’ del tutto negativo, spesso derisorio. Si basano sul concetto che dobbiamo
    ragionare in termini scientifici. E’ accettanile solo cio’ che
    si puo’ verificare mediante esperimento.Tutto il resto non ha va-
    lore. Attribuisco grande valore a questo: Se succede un fatto che
    rivela intelligenza, penso che possa esserci una intelligenza.
    Se questo fatto e’ poco probabile,mi sembra una conferma. Se e’
    pochissimo probabile, e rivela grandissima intelligenza, lo penso con buona tranquillita’. I benemeriti ( lo dico con pro- fonda convinzione ) biologi, che fanno ricerca per capire il mon-
    do e guarire le malattie, procedono con grandi difficolta’. Se
    sapessero inventare una proteina che guarisce l’ Halzeimer,rice-
    verebbero un meritatissimo premio nobel.La vita continua perche’
    infiniti problemi sono stati ottimamente risolti.
    Ricambio i saluti del Dott. Pennetta, e Lo ringrazio per quello
    che fa.

  8. Prof.Busti non vedo nulla di nuovo significamente rispetto a quanto ha detto già in questo suo commento..
    In buona sostanza,se vogliamo,è riconducibile alle discussioni che coinvolgono la complessità irriducibile.
    E quindi tutto quanto ne deriva..
    Brutalmente cosa dicono?Sotto stimoli e fattori iniziali una ‘combo’ di duplicazione, perdita di funzione, più differenti mutazioni di perdita di funzione in grado di convertire un singolo passo in un percorso in due tappe a cascata porta ad un nuovo stato di complessità irriducibile ottenuta tramite passi iniziali ed intermedi neutrali( né vantaggioso né svantaggioso) in relazione a mutazioni che possono verificarsi più frequentemente…
    Ossia una parte,un tratto si forma si inserisce e poi diventa necessario,diventa..(ovviamente sempre sotto ai fattori suddetti quali anche deriva genetica etc..)
    Alla fine del processo la rimozione del tratto avrà esiti nefasti prima della fine sarà sostenibile dall’organismo..
    Il neodarwinismo,alcuni esponenti,non limitano la possibilità che la comparsa ed il fatto che diventi necessaria possano avvenire anche inun’unica grande tappa..
    In tal modo i neodarwinisti sostengono come il numero di modi per aggiungere una parte ad una struttura biologic sia virtualmente illimitata, come lo è il numero di modi ,diversi, con cui possa cambiare un sistema in modo che una parte diventi funzionalmente essenziale…divenendo così non-sense valutare solo la complessità finale con le sue essenzialità,irriducibilità etc..Così i neodarwinisti muovono un modello a complessità ad incastro-bricolage di alto livello su lunga scala temporale…
    Comunque la si vuol mettere sono sempre necessarie quelle formazioni di nuova informazione che il neodarwinismo non sa e non può spiegare che rendono completamente non-corroborata l’ipotesi neodarwiniana.

  9. Ai neodarwinisti che leggono questo sito. Produrre una specifica
    proteina costituita da 200 amminoacidi, dato il numero immenso di
    proteine possibili e diverse, secondo me e’ praticamente impossibile.
    Chiedo comunque, dato che per produrle servono i ribosomi, cosa
    pensate di questi ribosomi? Sono un mucchietto ( certamente non
    intelligente ) di proteine. Leggono triplette di basi, che non
    descrivono cosa produrre, ma sono solo dei simboli di cosa viene
    richiesto. Capiscono e ordinano rispettando tempi e quantita’.
    Cosme avviene?
    Temo che gli scritti dei creazionisti vengano trascurati dai neo-
    darwinisti. Mi permetto di chiedere cosa pensate dei miei giudizi
    su Leonardo da Vinci, e sulla riflessione su una mosca.

    • Massimo (neodarwinista) on

      E’ questo che intendo quando affermo che teoria dell’evoluzione e teoria della nascita della vita richiedono spiegazioni distinte. Innanzitutto, non ci sono prove sufficienti a sostegno dell’abiogenesi, a parte il fatto che l’universo primordiale non poteva contenere la vita, quindi in un certo momento deve pur essere nata. Non vi è chiarezza sui meccanismi: chi vuole credere ad una creazione della prima cellula non sta negando l’evidenza come chi vuole credere alla creazione diretta delle specie che osserviamo oggi.
      In ogni caso, di ipotesi e scenari possibili per la nascita della vita (ribosomi compresi) ce ne sono parecchi, quindi non è qualcosa di provato ma neanche del tutto inspiegabile.
      La creazione casuale di un ribosoma o di altre proteine utili alla vita è da scartare, si suppone che le proteine complesse siano nate in fase già assai avanzata. Qui un video che propone una serie di ipotesi in una spiegazione coerente, chimicamente possibile, ma di certo non completamente confermata in laboratorio: https://www.youtube.com/watch?v=f-bWvO3elLA
      Può cercare la seconda parte sull’origine del codice genetico, già il fatto che questa sia una seconda parte mostra che cellula-codice-proteine sono una complessità non necessariamente irriducibile.

      Tutt’altro discorso per l’evoluzione delle specie, in cui la spiegazione parte da una cellula, una struttura di grande complessità. Immaginiamo che questa cellula primordiale procariote si riproduca 5 volte al giorno. E immaginiamo che passi un miliardo di anni, ovvero quasi duemila miliardi di generazioni. Gli individui presenti all’ultima generazione sarebbero 2 elevato a duemila miliardi, cioè all’incirca 10^600.000.000.000, un numero incredibilmente grande, cioè 10 seguito da 600 miliardi di zeri. Scrivendo zeri stretti un millimetro, questo numero richiederebbe una striscia di carta che abbraccia la Terra e la luna. A confronto, le possibili configurazioni di amminoacidi sono nulla.
      Questa non è una dimostrazione, è solo un contro esempio di calcolo probabilistico che c’entra poco con i meccanismi evolutivi ma che va nella direzione opposta a quelli sulla probabilità della formazione di una proteina.
      In questa prima approssimazione ci sono tante generalizzazioni, ma c’è un fatto che è assolutamente fantasioso: la sopravvivenza e riproduzione di tutti gli individui. Se davvero fosse andata così, non oso calcolare quante Terre per contenerli tutti. Poiché la Terra è una, la competizione è inevitabile, e comporta la selezione dei più adegui. Ed ecco che in questa ramificazione ideale che porta a 10^600.000.000.000 possibili rami finali, vengono tracciate le strade privilegiate, in un cammino che visto dalla fine appare come finalistico.

  10. Alessandro Giuliani on

    Se proprio se la dovevano prendere con la pseudoscienza allora era meglio prendersela con il tema sul progetto ‘Brain’ che nasce dalla pseudoscienza e ne produrrà a tonnellate, il vecchio inganno di Gall e della frenologia elevato all’ennesima potenza.. e sui media generalisti già appaiono mappe del cervello, trapianti di testa….

    • Mi trovo in pieno con questa tua considerazione, è importante evidenziare che sia percepita come pseudoscienza la traccia sulla frase di Capra mentre invece le pretese neo frenologiche (e infine neo lombrosiane)passino come vera scienza.

      Almeno la rifessione di Capra era condivisibile e poteva portare a qualcosa di utile.

  11. Guidato dai riferimenti, ho visitato molti siti creazione-evoluzione.
    Con PERSONALE soddisfazione, ho trovato molti sostanziosi interventi
    a favore del creazionismo ( non mi interessa chiamarlo ID ).
    Con ulteriore soddisfazione, ho avuto conferma dell’aumento nel mondo
    di scienziati creazionisti. Penso addirittura che siano molti di piu’,
    perche’ e’ notoria l’intolleranza di alcuni ( molti ?) evoluzionisti.
    Abbiamo espresso sostanziosi ragionamenti a favore dell’esistenza di
    Dio. La ripetitiva risposta e’ ” tutto questo sara’ spiegato dalla
    scienza”, ma MOLTE risposte sono ancora sperate.
    Pensiamo che se Dio c’e’, potrebbe anche rivelarsi. Mi sembra che,
    rispettando la nostra liberta’ di credere o non credere, Suoi inter-
    venti ce ne siano stati. Penso all’esperienza di Alexis Carrel, me-
    dico premio nobel, scettico, testimone di una guarigione strepitosa.
    Sotto i suoi occhi, una pancia marcia’ e’ diminuita di volume e rifor-
    mata sana. Non si tratta di ragionamento riguardante l’entropia, ma
    di scomparsa di massa e sua trasormazione.
    Gli esempi potrebbero essere molti. Solita risposta: ” la scienza
    spieghera’ “,e questo MI sconsiglia ogni ulteriore discorso.
    Nel mondo ci sono molte anime nobili, sia fra evoluzonisti che fra
    credenti. Quelle meno nobili, non credenti, contribuiscono al male
    del mondo. Non capisco l’astio e la stizza di certi evoluzionisti.
    Una dottoressa del Cicap parla con disprezzo di ” un certo Zichichi,
    di cui non ho una foto, ma pubblico quella di Crozza,mentre lo imita”
    Ritengo inutile ogni commento, perche’ quella frase e’ una carezza
    ai piedi del dotto Zichichi, alla signora….
    Ricordo AISO un ottimo sito creazionista.
    Ringrazio il dott. Pennetta per l’ospitalita’.

    • Caro RB, come abbiamo avuto modo di dire la nostra scelta è quella di tenere distinti gli aspetti della scienza sperimentale dalle considerazioni di tipo filosofico.

      Sono infatti dell’idea che ogni sovrapposizione dei due magisteri sia in favore solo di chi vorrebbe evitare un confronto serio sia nell’uno che nell’altro campo, e sono convinto che uno scienziato ateo e uno credente DEVONO giungere alle stesse conclusioni scientifiche.

      Sul modo di agire del CICAP sono pienamente d’accordo con lei, ma se ci pensiamo bene si tratta proprio di quei comportamenti di cui parlavo sopra, sono quelli che facendo di fatto confusione tra i magisteri fanno il gioco dei materialisti militanti e non della ricerca della verità.

  12. Il problema non è nel messaggio, ma nelle argomentazioni pseudoscientifiche addotte per veicolarlo. Innanzitutto l’autore presenta il processo evolutivo come finalistico, guidato da un progetto etico e basato su “accordi” tra organismi. La cellula nucleata non è l’esito dell’evoluzione, ma sarebbe stata “creata”. È, inoltre, evidente l’uso tendenzioso del termine scientifico “coevoluzione”, che viene snaturato e piegato in chiave finalistica e filosofica. Assegnare una traccia simile vuol dire attribuire al sapere scientifico un significato ideologico e legittimare, così, la distinzione tra una scienza “buona” (dalla quale si ritiene di poter trarre una morale) e una “cattiva” (che prescinde dalle questioni etiche).

    • Faccio presente ancora una volta che il tema non era nella categoria “scienza”, Fritzjof Capra è comunque stato un autore molto letto (che se ne condivida o no il pensiero) e dare una riflessione sul suo pensiero poteva essere uno spunto interessante.

      Riguardo al significato ideologico attribuito al sapere scientifico i veri pericoli non mi sembra che vengano dal tema di maturità, come potrà constatare leggendo quanto viene scritto su Pikaia (se ne parla nell’articolo di oggi su CS).
      Perché non scrive un intervento su questo argomento sul sito Pikaia biasimando l’uso ideologico dell’evoluzione?

  13. Dicono che le mutazioni nei microbi, dove le genera-
    zioni sono molto rapide, sono conferma dell’evoluzio-
    nismo. A me sembra vero il contrario. Non mutano per
    estinguersi, ma nella complessita’ che li caratteriz-
    za e’ scritto come mutare per conservarsi. Si tratta
    di evoluzione intelligente, non casuale.
    Dicono : caso necessita’ selezione spiegano l’evolu-
    zione. Si trascura di dire NECESSITA’ IMPELLENTE.
    Se il caso non si da’ una mossa, tutte le favorevoli
    trasformazioni precedenti vengono distrutte, e l’evo-
    luzione e’ interrotta.
    Dicono: il collo della giraffa si e’ allungato, per
    consentirle di mangiare cibi in alto. Da sempre gli
    animali vanno in cerca di cibo,e lo trovano dove c’e’
    Percorrono anche grandissime distanze, e c’e Chi ci
    ha gia’ pensato. La complessita’ non e’ riferibile al
    singolo essere vivente, ma richiede una complessita’
    dell’ambiente circostante, o comunque accessibile.
    Deve trovare quanto gli serve per sopravvivere. Que-
    ste esigenze riguardano tutti gli esseri circostanti.
    Darwin ha osservato tanti becchi diversi in uccelli
    simili, intuendo cosi’ che c’e’ evoluzione.
    C’era solo nel loro DNA la capacita’ di adattarsi a
    situazioni locali diverse.Non hanno digiunato mille
    anni in attesa di un nuovo becco.
    Giocando con il DNA esistente, inseriscono geni per
    produrre un occhio,pero’ l’occhio si forma vicino al
    lato b. Questo e’ una conferma della complessita’ ir-
    riducibile: Sono necessarie infinite istruzioni com-
    plesse, per formare le cose giuste, al tempo giusto,
    e al posto giusto.

  14. P.S. a quanto detto sopra
    Una affermazione forte dei darwinisti e’questa:
    Il DNA e’ uguale per tutti gli esseri viventi,
    quindi derivano tutti da un antenato comune.
    Credo che ci siano buoni motivi anche per soste-
    nere il contrario. Se tuttti mangiamo insalata,
    e’ necessario avere necessita’ comuni.
    Saluti

  15. Due giorni fa ho ascoltato la registrazione di unn conferenza
    condotta dai prof Pennetta e Fratus. Parlavano del libro scritto
    da Flores D’arcais e Mancuso. Mi ha colpito l’affermazione di
    Flores: la scienza ha spiegato tutto, tranne quello che successe
    nel primo attimo delluniverso. Ammetto che mi e’ dispiaciuto sen-
    tire una affermazione cosi’ superficiale, e sapere che un libro
    pubblicato come imortante, verra’ letto da molti giovani.
    Ho scritto di getto quanto sopra, ammetto che sono affermazioni
    troppo stringate. Andrebbero approfondite. Parlarne in blocco e’
    poco significativo. Se vuole, gradirei discuterle una ad una.
    Pensa che il DNA comune abbia come unica spiegazione la discen.
    denza da un unico antenato, cellula o cos’altro?

  16. Vi ringrazio per quello che fate, usando le vostre notevoli
    competenze. Per me basta cosi’. Se volete, potete togliere i miei
    interventi. Cordiali saluti a tutti.

    • Caro prof. Busti,
      sono io a dire grazie a lei come a tutti coloro che con i loro interventi forniscono spunti di approfondimento e per chiarire le rispettive posizioni, che siano in linea o meno con le nostre non importa, quello che conta è la chiarezza e la disponibilità al confronto.
      Quando vuole siamo qui.