Maiale da parte di padre o di madre? Approfondimento di Leonetto.

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maiale

 La teoria di un genetista dell’Università della Georgia sostiene che deriviamo dalla scimmia incrociata col maiale.

 

Se ne è parlato su Radio Globe One

 

Nella puntata si parte parlando della “bizzarra” notizia, che ha generato non poca ilarità nonché ‘sonore’ contestazioni ,dell’ipotesi di Eugene McCarthy genetista che ha fatto diversi studi sull’ibridazione. Dopo aver  rispolverato un qualcosa che si credeva un mito sepolto, ossia l’ipotesi di un incrocio fra un mammifero ed un uccello dietro l’origine dell’ornitorinco, McCarthy ha fatto parlare di sé ipotizzando una genesi particolare per il genere umano. L’unione di un maschio di maiale selvatico e una scimmia. Se la ligre è un incrocio tra un leone maschio e una tigre femmina, così questo incrocio è stato chiamato “pimp” (pig male+chimp female), in italiano, in forma estesa, per renderlo più “dolce”, mascimpanzè.

Pennetta su CS si è occupato della notizia sottolineandone alcuni interessanti risvolti.Invece dell’ilarità, dello scherno generale Pennetta preferisce far notare alcune cose, che ribadisce in trasmissione, prima fra le quali il fatto che l’ipotesi di McCarthy potrebbe dirsi più scientifica della (o meglio scientifica a differenza de.. ) sintesi estesa. Infatti permette di poter fare verifica sperimentale, fosse anche con prove di fecondazione in vitro. Quello che fa anche notare Pennetta è che la proposta si basi sull’applicazione di alcune delle più canoniche tecniche evoluzioniste. Quelle tecniche che basandosi su somiglianze strutturali vanno a dare consistenza a ricostruzioni che sono del tutto ipotetiche in realtà, ma soprattutto viziate dal paradigma neodarwiniano. E che spesso, come nel caso del celacanto o del microraptor  poi si ha riprova di quanto siano fallaci. Quindi ciò su cui Pennetta vuol far riflettere è che se gli evoluzionisti neodarwinisti fossero coesi nel rifiutare la discendenza suina aprioristicamente di conseguenza sarebbero costretti a rigettare ugualmente le loro congetture sull’origine dell’uomo o a dichiarare che in un caso certi criteri sono validi e in un altro quegli stessi criteri non lo sono. Ma questo significherebbe ammettere che si tratta di criteri che non hanno validità scientifica. Non è quindi un caso se alcuni neodarwinisti preferiscono glissare sulla faccenda, mentre per supportare la sciocchezza del pollosauro non hanno aspettato 5 secondi. McCarthy, pur non avendo prove alla mano, ma solo quegli elementi su cui sviluppa la sua congettura, ha una certa esperienza in termini di ibridazione e ha espresso chiaramente il suo pensiero sul fatto che sull’ibridazione ad oggi non sappiamo molto e ci sono delle possibilità che inioriamo. Sull’accoppiamento “contingenze” possono aver offerto occasione per l’unione e poi la scimmia avrebbe accudito il ‘novello Tarzan’ nel suo gruppo… Si comprende che la cosa possa suscitare un po’ di ilarità,ma ciò su cui Pennetta invita a riflettere non è banale, così come il fatto che McCarthy abbia intitolato il suo sito “Macroevolution” mostrando quindi, almeno implicitamente, dove sia il problema del paradigma neodarwiniano e che vi sia una cesura netta fra i prodotti di tutti i processi microevolutivi (quindi di ibridazioni, speciazioni, formazione di chimere, mutazioni intra-specie (robertsonian fusion, tandem fusion etc..), trasposizioni, adattamenti all’ambiente propri di certe specie (metaprogrammazione, borrowed information), endogenizzazione, simbiosi, processi Innovazione – Amplificazione – Divergenza, processi di Potenziamento – Attualizzazione – Perfezionamento etc.. ) e la comparsa nella biosfera  di nuovi taxa, nuove funzioni, nuovi organi (quindi  il verificarsi di eventi macroevolutivi). Inoltre il lavoro di McCarthy sull’ibridazione (non nel caso del maiale, ma altri più generali) potrebbe anche mostrare che alcune specie (come lupi e volpi) potrebbero sì avere un antenato a comune, ma da quale sarebbero collegati per soli processi microevolutivi, essendo quindi di fatto un’unica specie. Un altro fatto suggestivo, su cui  il Dott. McCarthy insiste è la predisposizione di “tessuti” del maiale in caso di interventi chirurgici sull’uomo (valvole cardiache, pelle etc..) rispetto a quelli di altri non idonei di specie che tassonomicamente sarebbero da ritenersi assai più prossime all’uomo del maiale…

Infine McCarthy spiega anche che non c’è ragione per supporre che i geni derivati ​​da suini negli umani moderni sarebbero sequenzialmente simili a quelli di suini. Quindi diciamo come ipotesi potrebbe avere la sua scientificità. Non vuol dire che gli si dia il minimo credito, ma ci sono spunti di riflessione e i neodarwinisti dovrebbero fare molta ma molta attenzione a dargli subito contro come ha fatto Myers. In radio si scherza su cosa  comporterebbe, in caso di corroborazione, la cosa in campo alimentare… come si potrebbe mangiare il maiale? Come usarlo in campo medico? E così si finisce col dirottare la discussione su un altro articolo di Pennetta del 3 dicembre 2013 sulla sperimentazione animale e le contraddizioni degli evoluzionisti. Ossia Pennetta ragiona sul fatto che non si può condannare lo specismo e poi legittimarlo, o uno o l’altro. Il concetto ‘antispecista’ che viene fatto supportae dal darwinismo, trova radici nella new-age. Infatti  questo concetto è consequenziale al concetto del “Siamo Tutti Uno” che è proprio un cardine di quella filosofia. Le radici moderne di questo pensiero vanno ricercate in P.Singer, gli slogan animalisti,vegani odierni ricalcano fedelmente il pensiero del filosofo (anche se il termine specismo deve la sua nascita ad uno psicologo inglese,fra edonismo ed utilitarismo, il che già di per sé comporta inevitabilmente (vuoi anche solo per l’inevitabile soggettività sui giudizi) che si arrivi a contraddizioni. Basta sottolineare il pensiero di Singer per cui :

“Nè un neonato nè un pesce sono persone, uccidere questi esseri non è moralmente così negativo come uccidere una persona” (Singer, Ripensare alla vita, Il Saggiatore 1996, pag. 20)”

Per iniziare a comprendere quali siano poi tutte le tematiche coinvolte, fino anche all’eugenetica. Ed il darwinismo è stato (ed è in buona parte ancora oggi) lo strumento perfetto per dare forza a determinate ideologie e filosofie e credo. Come si spiega quindi in radio, le bizzarre teorie di Desmond e Moore vanno rigettate per quanto già osservato e per diversi altri fatti che gli muovono insindacabilmente contro.

La puntata completa è ascoltabile all’indirizzo:

https://www.dropbox.com/s/m4lzzfqoz77oz3j/7dicembre2013.mp3

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5 commenti

  1. stò cò frati e zappo l'orto on

    Che c’è di nuovo?
    Di nuovo c’è il presunto accoppiamento maiale-scimmia(!).
    Ma bisogna anche tenere di conto che già nel medioevo il maiale era usato nelle lezioni di anatomia,per la somiglianza alla carne umana.E per le loro pratiche sperimentali gli studenti lo utilizzavono per la forma,la pelle e la struttura degli organi interni,molto simili a quelli umani.ps.ricordiamoci anche del cuore di maiale per possibili trapianti(ad esseri umani).

    • Sì stò,come ho sottolineato:

      “il Dott. McCarthy insiste è la predisposizione di “tessuti” del maiale in caso di interventi chirurgici sull’uomo (valvole cardiache, pelle etc..) rispetto a quelli di altri non idonei di specie che tassonomicamente sarebbero da ritenersi assai più prossime all’uomo del maiale…”

      Si insiste anche su quelle somiglianze.
      Il punto è notare come gli stessi argomenti usati in altri casi in cui vanno a rappresentare “certezze” quì rappresentano invece qualcosa che si possa deridere.

      Ossia,come ha spiegato Enzo:
      “Ma se noi siamo coerenti nel rifiutare la discendenza suina, gli evoluzionisti neodarwiniani se dovessero rifiutare questa ipotesi sarebbero costretti a rigettare anche le loro congetture sull’origine dell’uomo o a dichiarare che in un caso certi criteri sono validi e in un altro quegli stessi criteri non lo sono. Ma questo significherebbe ammettere che si tratta di criteri che non hanno validità scientifica.”

      In più ci sono le considerazioni importanti sulla macro-evoluzione e su l’importanza che le ibridazioni potrebbero comunque avere,nonché un’ammissione del fatto che la critica al darwinismo sia consistente.

  2. Razzisti omofobi, non si dice “maiale da parte di padre o madre”, ma “maiale da parte di genitore 1 o genitore 2”.
    E sono sicuro che qualcuno, di fronte a un articolo così, riuscirebbe persino a inventarsi un’accusa di antisemitismo.

    (mode ironia on)

    • Restando comunque sull’ironico,però,visto che i generi sono 2,se fosse arrivata una contestazione “seria” di quel tipo, non avrebbe dovuto invitare a scrivere genitore 1 e genitore 2, ma bensì usare maiale-scrofa per una specie e femmina-maschio di scimmia per l’altra,per separare il concetto di maternità-paternità da quello del concepimento.
      Sul razzismo e l’antisemitismo invece non ci arrivo…:D