La facilità di falsificare l’informazione: il caso Varoufakis

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L’immagine incriminata del ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis

Doppio falso del video di Varoufakis? Quando la verità viene alterata.

La sfida dell’informazione nel tempo della manipolazione.

 

Il 16 Marzo scorso la notizia di un video del 2013 in cui il neo ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis aveva fatto il gesto del dito medio all’indirizzo della Germania aveva avuto l’effetto di influire negativamente sulle già difficili relazioni tra Grecia e Germania. Repubblica titolava al riguardo “Il ‘dito medio’ di Varoufakis alla Germania rischia di far saltare la trattativa Berlino-Atene“:

Nella clip Varoufakis – camicia nera con collo sbottonato e microfono in mano – ricorda alla platea la proposta che aveva fatto nel 2010 per salvare Atene dalla crisi: “La mia idea era che si dovesse semplicemente annunciare il default all’interno dell’are euro come ha fatto l’Argentina – spiega – mostrando il dito medio ai tedeschi e dicendogli: “Bene… ora il problema ve lo risolvete voi”

Il ministro greco ha da subito sostenuto la tesi secondo la quale il video sarebbe stato un falso, a dargli ragione qualche giorno dopo si è fatto avanti Jan Boehmermann, conduttore della trasmissione satirica “Neo Magazine Royal”, affermando di aver manipolato il video originale con l’inserimento del particolare del dito medio alzato come riportato ad es. sul Corriere della Sera “Dibattito sul dito medio di Varoufakis «Vero o falso?» “:

Vero o truccato? La Germania si appassiona al dibattito sul dito medio di Yanis Varoufakis. A confessare pubblicamente di aver truccato il video è stato il presentatore del talkshow satirico della tv tedesca Zdf Neo Magazine Royale, con tanto di scuse al diretto interessato: «Non lo faremo più». Il presentatore, Jon Böhmermann, ha postato un video in cui spiega come con il suo team siano riusciti a procurarsi le immagini ( risalenti a un discorso di Varoufakis a Zagabria, nel 2013) e a manipolarle. Il video era stato trasmesso da un altro presentatore, Guenther Jauch, della ARD, durante un’intervista, domenica sera, allo stesso Varoufakis che rispondeva alle domande da Atene. Dopo la visione del filmato il ministro aveva immediatamente preso le distanze e denunciato che si trattava di un falso.

Ed ecco il video in cui Jan Boehmermann spiega come ha prodotto il falso:

Ma la storia non finisce qui, con un doppio colpo di scena la TV tedesca ZDF dichiara che non c’è stata alcuna manipolazione e che il vero falso è dunque la notizia secondo cui  il video originale sarebbe stato senza dito medio alzato, al riguardo la Stampa titola “Varoufakis e il dito medio alla Germania, il conduttore tv ammette: “Video falso”. Ma è uno scherzo“:

Prima Jan Boehmermann, conduttore della trasmissione satirica “Neo Magazine Royal”, ha annunciato, in un “making of”, un finto documentario estremamente ben fatto, di aver manipolato il video in cui Yanis Varoufakis fa il dito medio alla Germania. Il video era da giorni al centro di polemiche, sondaggi, commenti politici (era intervenuto persino il capogruppo della Cdu Kauder, con toni indignatissimi). Da quando, cioè era stato mostrato giorni fa in uno dei più popolari talk televisivi, condotto da Guenther Jauch, e ripreso con condanna roboante dalla Bild. Il tabloid aveva pubblicato il fermo immagine su due pagine titolandolo “il bugiardo”.

Ma nella tarda mattinata di oggi – dopo che alla notizia del video falsificato avevano abboccato tutti e l’hashtag #varoufake era diventato virale – il comico e l’emittente tv Zdf hanno svelato che si è trattato di un “fake del fake”, di una ricostruzione falsa.

 

Qual è la verità? L’insolita vicenda del video di Varoufakis ha il merito di porre in modo particolarmente evidente la possibilità che le notizie possano essere manipolate per trasmettere false informazioni, nel caso specifico si aggiunge la sconcertante sensazione di non poter giungere ad una conclusione sull’accaduto, si tenderà quindi a far prevalere le simpatie o antipatie personali.

Un altro caso molto interessante di falso giornalistico era stato il video diffuso nel Novembre del 2014 in cui si vedeva un bambino siriano sfidare i cecchini filogovernativi per salvare la sorella, la notizia seppur con una certa cautela si era comunque diffusa come testimonia l’agenzia ADN Kronos l’11 Novembre : “In un video “l’eroico bambino siriano” che sfida i cecchini per salvare una coetanea“. Successivamente, il 15 dello stesso mese, l’autore, il regista Lars Klevberg, ha svelato che il filmato era stato girato non in Siria ma a Malta su un set impiegato tra l’altro per le riprese di Troy e Il gladiatore:

Siamo nell’epoca della manipolazione dell’informazione, ma è anche un’epoca in cui si combattono conflitti non convenzionali, e che la prima vittima della guerra sia la verità lo diceva già Eschilo nel V secolo a.C. e sbagliamo noi a dimenticarcene. L’informazione sulle questioni di interesse nazionale e geopolitico sono soggette a forti pressioni e oggi come duemilacinquecento anni fa non è cambiato molto, se non i mezzi a disposizione.

L’unica possibilità per cercare di giungere alla verità è effettuare un’analisi dell’informazione che permetta di cogliere e valutare gli elementi sospetti e contraddittori, un esercizio di critica senza il quale si rischia di prendere per buono tutto quello che viene proposto accogliendo in modo ingenuo e un po’ ottuso la distorsione della realtà, ma è anche un esercizio che va fatto con competenza e cautela per non correre il rischio opposto di distorcere a propria volta la realtà con superflui e fuorvianti “complottismi”.

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

12 commenti

  1. Scusate di nuovo l’ot, ma m’e’ successo di nuovo. Enzo, potresti riaprire i commenti sul post di htagliato? Non avendo potuto durante il weekend, stavo rispondendo ora a te e Leonetto. Ma, tra quando ho cominciato a scrivere (lo ammetto, c’ho messo un’oretta per sistemare i riferimenti e rivedere alcune frasi) e quando ho premuto “post comment”, sono stati chiusi i commenti. Bizzarro, dato che si parlava di una chiusura automatica dopo una settimana, ma l’articolo e’ del 18 marzo e oggi e’ il 23 marzo (in NZ).

  2. In effetti a volte i commenti vengono chiusi con una certa fretta, anche quando ci sarebbe ancora molto da dire.

  3. La decisione di accorciare il tempo per i commenti è stata presa in considerazione del fatto che l’innescarsi di interminabili repliche porta quasi sempre ad andare fuori tema e si risolve in un dialogo che non porta un effettivo chiarimento ai lettori.
    Personalmente avevo anche proposto di lasciare solo tre giorni ai commenti ritenendolo un tempo più che sufficiente a dire qualcosa sul post relativo, altri hanno invece optato per un tempo più lungo e così ho portato a 5 i giorni utili, ammetto solo di non aver comunicato la cosa esplicitamente.
    Date le circostanze ho ripristinato i 7 giorni per dare modo di aggiungere i commenti che erano rimasti fuori, poi torneremo ai 5.

  4. Grande articolo Enzo, veramente tocchi un problema scottante al cartoccio (nel senso che sara’ si’ scottante ma e’ ben nascosto, il che e’ paradossale se non fosse estremamente funzionale).
    Come dici tu, il tutto serve per poi far vincere le opinioni personali, e siamo punto a capo senza informazione.
    Io sintetizzerei con un bel “aridatece il re nudo”. Cioe’: sappiamo bene quanto in Italia, patria dei re nudi, sia difficile che qualcuno si alzi ed additi il re nudo. Ma ora siamo ben oltre. Ora il bimbo, anche se si alza ed addita il re nudo, non sortira’ piu’ l’effetto originale (da cui aridatece il re nudo). E il motivo e’ il rumore di fondo, la suddivisione in specifici rivoli ideologici (cui la quasi totalita degli italiani sottomette la propria testa, ormai il libero intellettuale e’ praticamente scomparso). Se mi alzassi ad additare il re nudo, c’e’ chi scriverebbe “ha detto che e’ nudo o che non e’ nudo?”o altri “ma parlava del re o parlava del reggente”, altri ancora potrebbero dire “ah ma in quella nazione in fondo al mondo, un mio amico conosce un re nudo, quindi siamo legittimati a cambiare opinione sulla gravita’ del re nudo, anzi freghiamocene del re nudo, parliamo invece di problemi del tutto accessori, cosi’ non cambieremo nulla ma io ci faccio una figurona da intellettuale dei tempi moderni”. Il parallelo con il caso Varoufakis, dove si parla di sto dito ma non si parla della facilita’ di plagio, spero sia evidente.
    O qualsiasi altra fesseria, spero che si capisca cosa intendo: il re nudo se ne va in giro FREGANDOSENE. Questa e’ la novita’. Resa possibile dalla prostituzione degli intellettuali. Resa invisibile (la loro prostituzione) da una collusione culturale (anche tra estremi opposti, vedi la creazione dal NULLA di Salvini, mediante teknika vecchia degli anni ’70, io personalmente stento a crederci che ci stanno propinando ancora Destra contro Sinistra, brodaglia riscaldata).
    Non ce li abbiamo i pensatori per contrastare questa peste mentale degli intellettuali. Semplicemente non ce li abbiamo. L’intellettualoidismo di Sinistra e’ diventato il regno del nuovo bigottismo ipocrita (son cambiate le vacche sacre ma il bigottismo e’ bigottismo), questo succede da decenni. E PERCHE’ NON SUSCITA NULLA? Non lo so, non mi frega, a che serve trovare i perche’ quando basta constatare che cosi’ e’! Trovare i perche’ anzi non fa altro che fomentare la deviazione della constatazione che il re nudo non funziona piu’.
    Oppure potrei essere sintetico e dire che ringrazio i comunistelli che hanno inventato il gioco di spostare la discussione dagli argomenti alle parole, comportamento secondo loro cosi’ moderno, in realta’ puerile. Ma e’ uno dei motivi per cui non si riesce piu’ a progredire.
    Ora butto la mia solita bomba: nella Cosmologia, nonostante da decenni i dati stiano devastando le “attuali” teorie, ogni volta se ne parla come fossimo ancora negli anni ’60, in pieno boom intellettuale. Non accetto di discutere sul SE i dati stanno smentendo tutto. I dati STANNO smentendo tutto. Quello di cui non si ha MAI coraggio di parlare e’: MA COMEACCIDENTACCIO si fa ad avere una faccia cosi’ tosta da far finta che decenni di smentite non siano esistiti? Eppure e’ quanto succede: i dati urlano che il re e’ nudo, ma il re se ne frega.
    QUESTO e’ il problema.
    Ed e’ tanto ladro chi ruba quanto chi regge il sacco, per me.
    Ora forse e’ piu’ chiaro capire come possa succedere tutto questo. PROSTITUZIONE MENTALE.

    • Ciao Fabio, sono io che devo dire “grande articolo” riguardo questo tuo intervento!
      Purtroppo sembra che il massimo che una grande maggioranza di persone riesca ad esprimere sia solo una forma di tifoseria politica, qualcosa tipo derby cittadino per cui l’arbitro avvantaggia sempre e solo gli avversari e qualunque idiozia la mia squadra compia è giustificata perché la “fede” calcistica non si discute.
      Sentire ancora parlare di dualismo destra-sinistra fa venire lo sconforto, eppure basta vedere titoli dei giornali di oggi sulle elezioni in Francia e Spagna per trovare proprio questo tipo di dinamica.
      La prostituzione mentale di cui parli credo che non sia neanche sempre del tutto consapevole, quando ci si forma in un sistema dell’informazione prostituito quella diventa la normalità.
      Informare correttamente e analizzare i contenuti diventa a questo punto un’impresa dedicata un’elite che ha ancora il gusto dell’esercizio della critica, ma sono certo che dalle singole realtà che fanno questo tipo operazione qualche risultato prima o poi arriverà, e allora si potrà tornare a dire che il re è nudo senza che questa frase venga assorbita nell’indifferenza.

      • Almeno per me il risultato e’ che mi passano i dubbi di essere pazzo e questo lo trovo gia’ utile, personalmente!
        Mmmm circa la prostituzione mentale consapevole o no, non saprei: io non divido tra consapevolezza o no, siamo adulti e responsabili. Ma questo non mi porta lontano dalla tua posizione perche’ tanto, consapevoli o meno, stiamo parlando di persone inadatte, incapaci. E rimane il problema: non abbiamo una classe di intellettuali liberi, poi se e’ dovuto a scelta consapevole o meno, non cambia la situazione disperata.
        Ecco perche’ faccio sempre l’esempio della lavatrice, che quando gira a destra non e’ che lo fa perche’ reazionaria ne’ quando gira a sinistra lo fa perche’ rivoluzionaria. E’ sempre e comunque asservita. Parallelamente, non mi e’ necessario dire che ora abbiamo meno intellettuali perche’ si sono venduti (consapevolmente o meno). NON CE LI ABBIAMO MAI AVUTI. E si vede. E’ sempre stato solo un gioco di tifoseria.
        E non mi reputo pessimista, ma realista!
        Col tempo, con gli anni, le cose forse cambiano. Ma cosa sara’ a cambiare, le persone (veramente) o semplicemente il programma della lavatrice, cioe’ nulla? Ecco perche’ ritengo l’intera classe intellettuale incapace, da decenni (minimo): non e’ neanche abbastanza affidabile da dirimere questo mio dubbio.
        C’e’ una vaga speranza che puo’ venire dalla cultura bottom-up del caos (nel senso proprio, non nel senso della confusione), dalle generazioni che nascono avendo a disposizione della info che, per quanto pilotata, non sara’ mai tutta controllata. Sperando che appunto il caos generi consapevolezza come nelle reti neurali, per cosi’ dire. E’ possibile.

  5. Il dito medio del ministro greco, falso o vero che sia è puro gossip, politicamente ininfluente!

      • Io guardo il dito, perché il resto dell’articolo è un’ovvietà, la falsificazione delle notizie non è certo stata inventata ieri per affossare la Grecia, ma si pratica da quando esiste il giornalismo.
        Di questi tempi c’è anche tanta ingiusta propaganda anti-tedesca, ma quella a quanto pare va bene a(quasi) tutti, quando i nostri politici(e i politici grechi) fanno scaricabarile sulla Germania, nessuno batte ciglio!

        • Infatti ho messo anche il falso video sulla Siria.
          Riguardo la Germania sono dell’idea che le banche esposte con investimenti a rischio in Grecia, essendo tedesche e francesi (perché le banche italiane non sono state coinvolte?), abbia imposto sacrifici alla Grecia per salvare gli interessi dei suoi speculatori, quindi che siano proprio ingiuste le critiche alla Germania non mi trova d’accordo.

          • “L’unica possibilità per cercare di giungere alla verità è effettuare un’analisi dell’informazione …”

            Oppure anche una selezione, oltre all’analisi… voglio dire scartare il “rumore” di sottofondo, inutile ai fini della comprensione dei fatti.
            Secondo me sia il dito medio del ministro greco, che il video del bambino-eroe, sono “rumore”; nel senso che posso incuriosire o suscitare emozioni, ma non sono necessari alla comprensione della realtà, e quindi che siano veri o falsi, chi vuole concentrarsi su un evento per cercare di comprenderlo il meglio possibile, dovrebbe escludere questo “rumore”.

            Quanto alla Grecia, lei dice che le banche tedesche avrebbero “imposto sacrifici”….ma imposto come? con la minaccia di un ordigno nucleare? con i caccia bombardieri? con una missione militare di terra? NO
            Hanno semplicemente rifiutato di concedere altro credito gratis!
            Chiamare questo “imporre sacrifici” è pura NEOLINGUA, a casa mia si chiama rifiutare di pagare per gli altri, rifiutare di elargire regali, che è un bel po’ diverso dal minacciare.

            Per fare un esempio terra terra, mettiamo che una persona va a mangiare tutte le settimane al ristorante di un amico, e ogni volta fa mettere tutto nel conto, promettendo di pagare a fine mese. Ma passano i mesi, e non paga mai…un bel giorno l’amico ristoratore si stufa di offrire cene gratis, e lo sbatte fuori dal ristorante, gli dice che non gli darà più nemmeno un bicchiere d’acqua, fino a quando non pagherà almeno una parte di tutti i conti precedenti. E’ un’imposizione di sacrifici? o semplicemente un pretendere il dovuto?

          • Le banche tedesche hanno imposto i sacrifici tramite il Governo tedesco e le decisioni della BCE, la minaccia era quella solita, l’arma dello spread.
            Si tratta di banche che hanno elargito prestiti a condizioni invitanti senza che dietro ci fosse un progetto di sviluppo da finanziare (per questo le nostre banche non lo hanno fatto) ma solo per impiegare le grandi riserve di liquidità.
            Poi gli interessi sono schizzati in alto rendendo ancor più difficile il rimborso ed è scattata la corsa agi acquisti in saldo delle aziende greche.
            Questo modo di fare è quello che in piccolo distingue gli “strozzini”.