La “terza bomba”

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Dal “Dottor Stranamore” di Stanley Kubrick

Il tabù dell’impiego di armi nucleari è svanito senza che ce ne accorgessimo.

La tecnologia ha permesso di miniaturizzare le potenze e l’esplosione di una terza bomba, dopo quella di Hiroshima e Nagasaki, sarebbe molto diversa.

 

Quando tra il 1944 e il 1945 nei laboratori di Los Alamos si lavorava alla prima bomba atomica il progetto Manhattan era coperto da un eccezionale livello di segretezza, la stessa ubicazione dei laboratori nel Nuovo Messico era stata studiata per permettere di sfuggire il più possibile ad occhi indiscreti. Al contrario l’impiego effettivo in Guerra con la scelta di obiettivi come Hiroshima e Nagasaki ebbe tragicamente la massima visibilità, il Giappone doveva sapere della nuova arma e delle sue reali potenzialità, ma certamente era importante che lo sapesse anche L’Unione Sovietica. Oggi dal punto di vista della ricerca le cose non sono cambiate molto, non è facile sapere quali siano gli attuali sviluppi delle tecnologie nucleari in campo bellico, un cambiamento drastico sembra esserci invece sulla pubblicizzazione degli impieghi di armi all’uranio sui campi di battaglia.

Oltre alla fabbricazione delle bombe all’epoca del progetto Manhattan si iniziarono da subito a studiare altri modi per impiegare le nuove tecnologie, ad esempio l’utilizzo di uranio come mezzo per “avvelenare” una parte di territorio era stato già ipotizzato in un memorandum del 30 ottobre 1943 di Conant, Compton, e Urey al Generale L. R. Groves, responsabile de programma nucleare USA, e declassificato nel giugno 1974:

Groves_memo_30oct43_p1

 

Una disseminazione del territorio nemico con polvere di uranio è stata poi di fatto realizzata nel 1991 quando nel corso della prima guerra del golfo furono impiegati per la prima volta i proiettili all’uranio impoverito (U238) che per via delle sue caratteristiche possiede un’elevata capacità di perforare i mezzi corazzati. Un proiettile all’uranio impoverito da 30 mm ne contiene circa 300 grammi e poiché un aereo come l’A10 può esplodere raffiche di 50 colpi in mezzo secondo, può disseminare ad ogni raffica 15 Kg di uranio sul terreno. Per via delle pressioni elevatissime a cui i proiettili di uranio vengono sottoposti durante l’impatto, questo viene però liberato in un’esplosione della materia compressa che si vaporizza in una nube di particelle microscopiche che vanno a contaminare in modo diffuso e pervasivo l’ambiente in accordo a quanto descritto negli studi sugli effetti delle altissime pressioni dal Nobel per la fisica del 1946 Percy W. Bridgman. Un impiego massiccio di questo tipo di munizionamento si è avuto anche davanti alle coste italiane nel corso delle azioni sulla Libia dove nel 2011 tonnellate di polvere di uranio, potenzialmente trasportabile dal vento i luoghi molto lontani, sono state prodotte.

Nonostante le rassicurazioni che si tratti di uranio non radioattivo i rilevamenti sul campo e soprattutto gli effetti tra i reduci e tra la popolazione hanno dimostrato il contrario e le patologie di tipo canceroso sono aumentate in modo rilevante nelle zone interessate. Ma questo tipo di contaminazione potrebbe servire anche a nascondere la radioattività prodotta dall’impiego di altre armi come ad esempio piccole bombe “tattiche” della potenza di pochi kiloton.

“La terza bomba” era il titolo di un servizio giornalistico di Rainews24 dell’ottobre 2008 nel quale i giornalista Maurizio Torrealta ha raccolto una serie di informazioni sia riguardo gli effetti della radioattività in zone di guerra dove è stato impiegato l’uranio impoverito, ma anche riguardo un presunto impiego di una testata di 5 kiloton nel corso proprio della prima guerra del golfo. Un servizio che vale la pena guardare per intero e che mostra, raro caso di giornalismo, anche immagini davvero crude riguardo gli effetti dell’uranio impoverito sulle popolazioni civili dell’Irak:

L’informazione su questa presunta esplosione è giunta a Rainews24 da un veterano, Jim Brown, il quale ha denunciato che l’impiego di tale arma  sarebbe avvenuto il giorno 27 febbraio 1991 a Bassora, appena prima della resa dell’Irak, vicino al confine con l’Iran. Non avendo altre possibilità per verificare l’informazione Torrealta effettuò un’indagine sulla inevitabile onda sismica che un evento di questo tipo avrebbe dovuto lasciare nelle stazioni di rilevamento di vari paesi. La ricerca portò all’individuazione di un evento sismico del grado 4.2 della scala Richter nel giorno indicato, il 27 febbraio 1991 nella zona di Bassora. Se l’esplosione fosse stata quella di una delle più grandi bombe a disposizione dell’esercito USA si sarebbe registrato un grado 3.0, molto inferiore al 4.2 se si tiene conto del fatto che la scala Richter è logaritmica. Dal servizio di Rainews24:

Abbiamo trovato che l’unico evento sismico avvenuto durante i 43 giorni di Desert Storm è stato un evento di magnitudo : 4.2 scala Richther ed è stato registrato proprio nella zona descritta da Jim Brown tra la città di Basra e il confine con l’Iran . E’ catalogato con il numero 342793 è avvenuto il 27 di Febbraio del 1991 , proprio l’ultimo giorno del conflitto, alle ore 13:39. Il fenomeno è stato registrato da 9 centri sismici, 2 in Iran, 4 in Nepal , uno in Canada ,uno in Svezia ed uno in Norvegia , questi due ultimi hanno anche misurato l’intensità dell esplosione di circa Magnitudo 4,2. La sua profondità viene collocata nel primo livello superficiale che fa da 0 a 33 km,

Ulteriori informazioni possono essere fornite dall’analisi delle onde sismiche registrate dalle stazioni nei diversi Paesi ma data la vastità del lavoro chiediamo agli organismi internazionali che svolgono il monitoraggio antinucleare ed ai centri sismici nazionali coinvolti , di aiutarci nella raccolta di elementi certi e dirimenti per capire se sia trattato di una esplosione o di un terremoto.

Nonostante l’invito rivolto da Rainews24, a chiunque ne fosse in grado, di fornire ulteriori elementi di verifica su tale possibilità, e la segnalazione di una richiesta da parte del governo iraniano di chiarimenti, sembra che nessuno abbia più indagato su quella denuncia.

Adesso sembrerebbe che la storia si ripeta, ancora una volta secondo le dichiarazioni di un’associazione di veterani dell’esercito USA, sarebbe stato fatto uso di un’arma nucleare tattica, stavolta il teatro di guerra sarebbe lo Yemen dove l’aviazione Saudita è impegnata in una intensa operazione di contrasto nei confronti della fazione sciita protagonista della guerra civile in quel paese. Secondo quanto riferito da Veterans Today l’analisi del video dalla quale risulterebbe l’impiego di una bomba al neutrone proverrebbe da una fonte competente trattandosi di un ex ispettore IAEA, Jeffrey Smith, sul quale però non è possibile trovare molto.

I video disponibili mostrano certamente un’esplosione di grandi dimensioni che potrebbe però essere anche dovuta a super bombe convenzionali quali la BLU 82 e la MOAB, ma come spiega l’esperto di Veterans Today si tratta di armi non trasportabili dai mezzi a disposizione dell’aviazione saudita e, soprattutto, a differenza di queste nei video si verifica un fatto significativo, uno scintillamento sull’immagine catturata dagli obiettivi elettronici che, secondo l’esperto, sarebbe dovuto all’effetto prodotto dall’impatto dei neutroni sulla parte sensibile della fotocamera. Qui di seguito il filmato più nitido che è stato diffuso:

 

Dalla dinamica della doppia esplosione si potrebbe trattare di un’arma “bunker buster ad azione combinata consistente in un esplosivo tradizionale che apre un tratto di strada nel terreno seguito subito dopo da una carica di tipo non convenzionale che andrebbe ad agire con maggiore efficacia su un punto già scavato per una profondità di diversi metri.

Un evento di questo tipo aprirebbe una serie di domande a cui sarebbe difficilissimo dare una risposta, a partire da quella sulla provenienza di una tecnologia avanzata e che certamente non sarebbe di provenienza saudita. E che l’Arabia Sudita stesse cercando di procacciarsi armi nucleari era già noto da un paio di anni, cosa testimoniata da un servizio della BBC.

In conclusione quello che si può affermare è che esattamente come ai tempi del progetto Manhattan che portò alla prima bomba testata nel deserto del New Mexico e poi meno di un mese dopo su Hiroshima, anche oggi la segretezza sull’argomento è massima e quindi le uniche possibili informazioni possono provenire dalle eventuali tracce lasciate dalle nuove armi sui campi di battaglia.

Ma i risultati sono sconfortanti, come dichiarato dall’ex ministro per le politiche comunitarie Gianni Mattioli che svolse il suo incarico nel 2000-2001, le direttive NATO non consentono questo tipo di indagine, come riferito nel servizio di Rainews 24:

E’ nel gennaio del 2001 che chiede di incontrarmi il Ministro della sanità iracheno Mubarak, nel corso dell’incontro Mubarak mi presenta gli elementi per una situazione davvero grave per zone che erano state bombardate con proiettili all uranio impoverito, la richiesta da parte del ministro Mubarak è che l’Italia collabori ad una ricerca epidemiologica per mettere in evidenza la dimensione della problematica, la individuazione delle zone ma anche possibilità in qualche modo di innescare salvaguardia.

Io venni a sapere che c’era una precisa obiezione, un vero e proprio divieto da parte dell’Amministrazione atlantica, del Patto Atlantico

Se neanche sugli effetti cancerogeni dell’uranio impoverito è consentita un’indagine epidemiologica, a maggiori ragione non è possibile aspettarsi indagini su aspetti ancor più sensibili da un punto di vista politico e militare. E allora non resta che affidarsi allo stesso appello che fece la redazione di Rainews24 in occasione dell’inchiesta sulla “terza bomba” di Bassora:

“Invitiamo i nostri colleghi giornalisti di tutto il mondo e le organizzazioni internazionali preposte al monitoraggio dell’attività nucleare nel pianeta a collaborare nella verifica di queste notizie.”

Secondoo video (aggiunto l’8 giugno)

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

39 commenti

  1. Questa scala lo confermerebbe:
    http://www.english.ucla.edu/all-faculty/335-kelly-kiloton-index-of-earthquake-moment-magnitudes

    Strano pero’, perche’ si disse all’epoca, che George Bush (padre) rifiuto’ la richiesta dell’Esercito di adoperare una bomba atomica in alta atmosfera per paralizzare con il suo impulso elettromagnetico, le comunicazioni irachene, perche’ non voleva fornire un precedente in epoca moderna, riguardo all’uso delle atomiche.
    Quello che mi da’ da pensare, e’ che questo “backout elettronico” non si sia verificato in questa occasione…
    Ma poi a che scopo utilizzzarla l’ultimo giorno di guerra, quando la battaglia principale era con i carri armati?

    • Ciao Piero, ovviamente non possiamo che muoverci sul campo delle speculazioni, l’unico dato certo è proprio il rilevamento sismografico.
      Il blackout elettronico non si sarebbe verificato per via del fatto che l’esplosione non avvenne nell’alta atmosfera, il motivo della scelta di impiegare l’arma viene individuato nel servizio di Rainews nel seguente modo:
      .
      “Se fosse fondata la denuncia del veterano Jim Brown, quale potrebbe essere stato l’evento che ha convinto l’amministrazione americana ad usare una mini atomica proprio l’ultimo giorno di guerra?
      possiamo solo fare un’ipotesi: 2 giorni prima della ipotetica decisione di sganciare una bomba atomica, il 25 febbraio , un missile scud lanciato dagli iracheni riuscì a colpire la base americana di Dhahran in Arabia Saudita uccidendo 28 militari americani e ferendone 99. Questo provocò un forte reazione americana : nella notte tra il 26 ed il 27 di febbraio fu distrutta una intera colonna di macchine di fuggitivi appena oltre il confine del kuwait. potrebbe non essere stata l’unica azione di ritorsione si tratta di un’ipotesi azzardata ma la politica dell’ amministrazione americana nel 91 è stata volutamente ambigua”

      .
      Per quel che ne sappiamo la distruzione del convoglio al confine del Kuwait e l’esplosione di Bassora potrebbero essere stati gli elementi che hanno indotto l’Irak a cessare il lancio degli Scud e ad arrendersi. Questo somiglierebbe molto proprio a quello che accadde nella II Guerra Mondiale quando le due bombe spinsero un Giappone ormai sconfitto ad accelerare la resa.
      .
      A questo punto aggiungerei che, allo stesso modo, le due bombe furono una dimostrazione di potenza rivolta ad altri, l’URSS, anche nel ’91 il messaggio avrebbe potuto essere che la NATO post Guerra fredda non aveva più il tabù del nucleare.

      • Quindi una specie di “ritorsione” unita ad una “mano pesante”?
        Siamo nel campo del verosimile, non c’e’ dubbio…
        Tuttavia ritengo che avrebbero fatto piu’ danni con un bombardamento old-style a suon di B-52.
        Inoltre, una esplosione nucleare a terra avrebbe effetti ben diversi da un bombardamento con esplosivi convenzionali.
        E ce ne sarebbero ancora le tracce.
        Infine, un satellite russo avrebbe ben potuto fotografare il blast dell’esplosione…
        Non dimentichiamo che RaiNews e’ il posto piu’ imbarcato di vetero-comunisti, dopo Rai3, quindi… 😀
        mah… non so che dire… E’ senz’altro un’ipotesi plausibile nel campo di migliaia di possibili ipotesi, ma non saprei dire di piu’,,,

        P.S-OT.: ma perche’ i “lanci” di twitter si vedono solo sulla versione mobile e non quella per web “normale”?

        • L’abbiamo premesso che stiamo facendo un esercizio di congetture e su questo campo proseguo. La scelta di una mini nuke avrebbe avuto senso nell’ottica di una prova della possibilità di impiegarle senza che altri potessero denunciare pubblicamente il fatto, cosa che avrebbe in tal caso dato esito positivo.
          Riguardo ai satelliti russi stiamo parlando di un periodo immediatamente post caduta del comunismo e così come la Russia dell’epoca non disse nulla sull’intera operazione Desert Storm allo stesso modo si sarebbero fatti gli affari loro.
          .
          Su Rainews posso solo considerare che sono gli stessi giornalisti che hanno fatto scoppiare lo scandalo del fosforo bianco a Falluja, per quel che posso dire si tratta degli ultimi veri giornalisti d’inchiesta che siano esistiti in questo paese e non solo…
          .
          OT non so che dire su tutti i pc che mi capita di usare non ho riscontrato il problema che mi segnali.

          • Non capisco perche’ “altri” non potessero dedunciare pubblicamente il fatto…
            E perche’ poi, i successori di questi “altri”, non potessero ritirare fuori le prove.
            Riguardo ai satelliti russi sfatiamo il mito pero’ che era tutto a catafascio. I corpi di élite (e tra questi vi erano i reparti missilistici e i sistemi satellitari) ricevevano il grosso dei finanziamenti ed erano in piena efficienza.

            Mi scusi, ma per me ha un po la “bocca buona” quando si tratta di definire il c.d. “giornalismo d’inchiesta”. Le avrei dato ragione se una redazione essenzialmente anti-americana ed anti-occidentale come quella di RaiNews avesse anche parlato della fine della giornalista Graziella De Palo ad opera degli “amici” palestinesi, del doppio gioco che sempre hanno fatto i pakistani nei confronti degli americani e degli occidentali, della pantomima dei soprusi in Libia, della situazione di Cuba sotto il grande Castro, del popolo vietnamita dopo la “liberazione” DAGLI americani, di come si vive sotto Hamas (senza fare una lettera di lecchinaggio per nascondere al popolo italiano la fine di quei soldati israeliani) ecc ecc…

            P.S-OT.: forse e’ un problema di Ad-Block ??

          • Proseguo a congetturare… 🙂
            Non ho detto che i russi non potessero sapere cosa stava succedendo ma che non avevano interesse a cerare un caso politico contro la NATO.
            Sul giornalismo d’inchiesta posso aggiungere che anche se esistessero gruppi con vedute politiche diverse e facessero inchieste ben condotte sui rispettivi “avversari” alla fine si coprirebbe tutto il campo e mio parere andrebbe bene lo stesso.
            Rainews non avrà fatto le inchieste che indichi ma su quelle che ha fatto nessuno ha mai potuto contestare che ci fossero inesattezze.
            .
            PSOT… non penso che si tratti di AD block, o almeno quello di Google, anche io lo uso e non riscontro problemi. Ma con altri siti succede la stessa cosa o solo con questo?

          • Non ho detto che i russi non potessero sapere cosa stava succedendo ma che non avevano interesse a cerare un caso politico contro la NATO.

            Se questo PUO’ essere vero con Gorbaciov nel 1991 che mendicava gli aiuti dell’FMI (vi ricorda qualcosa questo scenario?), non era gia’ piu’ vero durante la guerra contro la Serbia, quando i russi fecero il “dispetto” di segnalare l’ F-117 ai serbi… Men che meno adesso…

            Sul giornalismo d’inchiesta posso aggiungere che anche se esistessero gruppi con vedute politiche diverse e facessero inchieste ben condotte sui rispettivi “avversari” alla fine si coprirebbe tutto il campo e mio parere andrebbe bene lo stesso.
            Allora cominciamo ad utilizzare i termini esatti. Quello che chiama lei non e’ “giornalismo d’inchiesta” ma “giornalismo fazioso, ideologico e militante”.
            Il fatto pero’ e’ che, dalla parte di quelli ddi RaiNews, per esempio e’ VIETATO fare inchieste, che vengono delegittimate, a volte anche violentemente (vedi Pansa) a tutti i livelli in cui si sono incistati gli esponenti di quella precisa parte politica.
            Ancora oggi non si puo’ dire nulla sull’Oro di Dongo, su chi uccise realmente Mussolini (ancora dopo 70 anni fa paura quell’uomo?), sui rapporti tra PCI e BR, con tutta l’eversione, sui finanziamenti illeciti percepiti (vedi Archivio Mitrokin), ecc ecc…
            E nulla mi assicura che, seppur non dicendo inesattezze, il giornalismo militante e fazioso di RaiNews, mi dica TUTTA la verita’… Vedi per esempio Terzani.
            Per fare un esempio riportato piu’ volte su queste stesse pagine, neppure sotto tortura quelli di RaiNews ci direbbero del complotto finanziario per destituire Berlusconi per inserire uno che pagasse, a spese degli italiani, i debiti delle banche tedesche e francesi. Direbbero semplicemente che Obama non ha mai ordinato di fare fuori il Berlusca. Il che e’ vero. Ma non e’ TUTTA la verita’.
            Non so se mi spiego…

            PSOT. non lo so seguo solo questo blog che riporta pure twitter.

          • Per me concluderei dicendo che preferisco valutare l’attività di qualcuno per quello che ha fatto più che per quello che avrebbe potuto fare, che ci siano moltissime altre questioni sulle quali nessuno ha fatto inchieste giornalistiche vere è un dato di fatto sul quale non possiamo che concordare, ma non pretendo che facciano tutto quelli di Rainews24! 🙂

    • Questo mi riporta all’idea della linea di faglia che corre dallo Yemen agli stati baltici. I motivi di preoccupazione non mancano.

  2. Sciocchezze. Nel video si vede molto probabilmente un deposito di munizioni che salta in aria. I puntini luminosi della “scintillazione dovuta ai neutroni” guarda caso si allungano quando la camera si muove bruscamente e si vedono solo quando l’immagine è a fuoco… sono semplicemente frammenti incendiati di qualche genere.

    • Buongiorno Camillo, abbiamo detto che non possiamo avere certezze ma iniziare un commento con “sciocchezze” non mi sembra il massimo.
      Certamente alcuni punti luminosi possono essere dei frammenti ma guardando su altre immagini appare uno scintillamento alquanto insolito:

      Vedi video originale:
      https://youtu.be/WymvU_c8hbE

      • prof., puo’ indicare con una freccia (anche fatta con Paint) quale sarebbe questo scintillamento anomalo?
        Io non noto niente di particolare.
        Solo particelle che sono piu’ luminose dalla parte dove devono essere piu’ luminiose, cioe’ verso il centro dell’esplosione.

      • Il video “originale” mi sembra alquanto “impreciso”…
        “bombardamento protonico”?????
        Basterebbe coprirsi con i fogli di alluminio da cucina…
        “maggiore esplosione convenzionale”???
        basterebbe vedere la MOAB…
        mah…

      • Scusi l’inizio brusco ma è veramente una sciocchezza quella che le hanno rivenduto… nell’immagine che ha appena allegato, per esempio, non nota che i puntini sono solo intorno alla palla di fuoco? Non ce n’è nessuno sovrapposto alle sbarre di ferro alla destra del campo o alle case, quindi non possono essere generati nella telecamera.

        • Piero e Camillo, i vostri interventi sono utili in quanto consentono un confronto sulle diverse possibilità che fornisce elementi di valutazione sul fatto in esame.
          Ho aggiunto nell’articolo il secondo video segnalato sopra, ha caratteristiche migliori del primo per quanto concerne lo scintillamento che appare per pochi secondi e in manera più nitida nel contorno dell’esplosione e può essere comunque valutato in modo migliore.
          .
          Per stabilire la “normalità” del fenomeno sarebbe utile se qualcuno potesse segnalare un altro video di esplosioni in zona di guerra che riproducano lo stesso scintillamento.

          • Prof, quando ha un po’ di tempo, veda se riesce a trovare il video ripreso dall’elicottero del disastro di Chernobyl. Io ho trovato solo a bassa risoluzione che non fa vedere gli “scintillamenti”.
            L’operatore e’ MORTO pochi mesi dopo.
            E quella non era certo una bomba, per di piu’ a neutroni.

  3. Inoltre, è ridicolo pensare che l’uso di un’arma atomica possa essere nascosto; specialmente con la diffusione di uranio 238, la cui radioattività (non molto alta, probabilmente la normale tossicità chimica è maggiore) è facilmente distinguibile da quella dei frammenti di fissione che un’arma atomica produrrebbe. Nel caso di una esplosione a contatto col suolo avremmo centinaia di persone morte in pochi giorni di avvelenamento da raggi sotto il pennacchio di fallout: anche nel caso di un air burst, che lascia poca o nulla contaminazione al suolo, il mondo è pieno di rilevatori di radiazioni estremamente sensibili che osserverebbero le tracce di radionuclidi disperse su tutto il pianeta.

    • Certamente.
      L’aveo anche specificato in uno dei miei commenti:
      “Inoltre, una esplosione nucleare a terra avrebbe effetti ben diversi da un bombardamento con esplosivi convenzionali.
      E ce ne sarebbero ancora le tracce.
      Infine, un satellite russo avrebbe ben potuto fotografare il blast dell’esplosione…”

      Inoltre una mini-nuke, anche se mini, si sarebbe pappato l’operatore e tutto quello che gli sta intorno in un attimo…
      Non avevo visto prima il video perche’ ero col cell.

    • Aggiungo solamente che riguardo il tipo di radioattività rilevabile bisogna tenere conto delle dichiarazioni dell’ex minstro Mattioli sopra riportate.

  4. ri-OT:
    prof., sarbbe bello un articolo sulla sparat… dichiarazione di Jovanotti (non ovviamente quella di lavorare gratis, quell’altra, quella segret..ehm privata)
    😀

    • Prof., sembra abbastanza evidente che i video sono “preparati”.
      Nel primo video l’operatore “suicida” SA GIA’ dove dovra’ svolgersi l’esplosione, preannunciata da un pennacchio di fumo. Quale bomba atomica al neutrone farebbe questo? E’ un deposito di munizioni che e’ o andato a fuoco oppure fatto brillare appositamente.
      Senza contare la completa inutilita’ tattica di bombardare con una atomica un posto del genere. E senza contare la completa assenza di effetti nelle abitazioni vicine.
      Il secondo video mostra un’esplosione tutta “storta”. Questo vuol dire che la forza del vento e’ superiore alla sovra-pressione causata alla bomba. E questo nelle bombe atomiche non succede. Inoltre, se fosse al neutrone, sarebbero TUTTI MORTI nel raggio di 5 km.
      Non so poi se in definitiva, la questione degli “scintillamenti” sia di una qualche utilita’ o no. Non so infatti come un obiettivo elettronico reagirebbe se fosse attraversato da neutroni.
      So invece che su pellicola, sulla quale erano stati registrati i filmati originali di Chernobyl, si nota il loro effetto.
      Al limite, ma ripeto sono nel campo delle congetture, ci sarebbe solo un effetto nebbia, in quanto e’ quello che succede quando si vuole per es., filmare una scarica elettrica ad alto potenziale con una telecamera elettronica, in quanto la circuiteria di controllo smette di funzionare.

    • In realta’ era un post acchiappa-troll, e a quanto vedo la trappola e’ scattata benissimo.
      😀

      • Certo come no… Un trappolone incredibile… Esistono siti per sortire trappole, e si chiamano siti di bufale, come Lercio.

        Quindi si’, da capo a piedi questo sito potrebbe essere una edizione scientificheggiante di Lercio per cui il mio post non dovrebbe sortire sopresa.

        Tuttavia la maggior parte lo prende seriamente, anche i tuoi commenti mi pare. E d’altronde quando un sito che si presenta serio colleziona uno scivolone dopo l’altro la reputazione dovrebbe andare sottoterra…

        Ma a quanto pare meglio giustificare se una fonte traborda cazzate se ogni tanto riceviamo conferme che si adattano alla nostra visione del mondo alla stessa fonte.

        • @Luigi,
          gli argomenti tabù non esistono, se vuoi leggere le notizie per il popolo pecora comprati Repubblica e il Corriere, mettiteli sotto il braccio e vai a brucare l’erba.

      • Urca lo specchio riflesso e il “popolo pecora”, proprio una trappola per troll caro Piero. 😉
        .
        Proprio il peggior stile complottistico. Le notizie non sono per il “popolo pecora” e di “controinformazione”, come piacerebbe a chi piace fare dell’autodefinita “controcultura” (che poi in realta’ e’ spazzatura).
        .
        Io sono uno di quei giornalisti professionisti che fa le notizie per le pecore Enzo. E a me gli anni di esperienza hanno insegnato che le notizie si dividono in documentate, in plausibili, e in stronzate.

        Non ci vuole un reporter di guerra a capire che gli effetti di una bomba atomica su una videocamera non sono certo degli sbrilluccichii localizzati. E anche se ci volesse un cameraman, se non si dispone di un cameraman che da un commento ragionato si fa come si dovrebbe fare di tutte le cose che non si conoscono: si sta zitti, non si diffonde la propria ignoranza.
        .
        E questa, come taaaante altre, e’ una stronzata. E non si puo’ basare una cultura, neanche quella “contro” sulle stronzate, fondata su supposizioni che trovano radice nella propria ignoranza.
        Ed e’ sul fornire sempre informazioni affidabili che si dovrebbe basare l’affidabilita’ di una fonte informativa, che una volta persa non si dovrebbe riacquistare. Questo e’ quello che ci insegnano nei corsi di giornalismo, quando ci viene voglia di riprendere un lampione con un filtro ND e una calza a rete e pubblicarlo come UFO, per fare click.
        .
        Invece mi chiedo come gente che evidentemente stupida non e’ si possa tappare gli occhi e le orecchie quando una fonte informativa si autosputtana cosi’ diffondendo bufale micidiali su cose di dominio comune, per poi riprendere a commentare al rantolo seguente sul darwinismo ed essere presa sul serio.

        • Ti diro’, io continuo a guardare quando posso RN24 pur sapendo che quando si avventurano a parlare di certi temi spesso finiscono per dire scempiaggini del calibro di quelle riportate qui. (E ci ho messo un po’ a capirlo, all’inizio mi fidavo di piu’).

          Il complottismo e’ in parte (solo in parte!) una malattia professionale di chi si occupa di certe cose… bisognerebbe saperlo riconoscere e contrastarlo, pero’, cosa che qui di certo non succede.

        • @Luigi
          “Io sono uno di quei giornalisti professionisti che fa le notizie per le pecore Enzo”
          .
          Quindi sei uno di quelli che semina stronzate in giro e vieni pure a fare la morale qui?
          Sei anche in malafede perché non hai letto l’articolo o peggio ancora non l’hai capito, non hai fatto una sola osservazione tecnica che sia una, hai solo sputato fango, che evidentemente è ciò di cui ti nutri, e non hai visto che tutti i miei interventi sono stati dubitativi nell’informare e non nascondere un fatto che comunque va analizzato.
          E non te ne frega un cazzo della gente che muore per l’uranio impoverito o sotto le bombe saudite nello Yemen, sono i giornalisti come te la vergogna della categoria.

          • Ma come si permette di insultare cosi’ una persona che non conosce?
            Ma cosa ne sa di come lavora?

          • “Quindi sei uno di quelli che semina stronzate in giro e vieni pure a fare la morale qui?
            E non te ne frega un cazzo della gente che muore per l’uranio impoverito o sotto le bombe saudite nello Yemen, sono i giornalisti come te la vergogna della categoria.”

            Ah pero’, begli epiteti da rivolgersi a uno sconosciuto che ha ammesso di fare il giornalista.
            Quindi per lei il ruolo dei giornalisti e’ “seminanare stronzate”? Questo la dice lunga sul tenore del sito, che a questo punto non ha nulla a che vedere coi fatti.

            Riguardo alle ulteriori offese personali potrei anche aver fatto e fare servizi in zone guerra e quindi “fregarmene” ben di piu’ di quelli che scrivono dal caldo della casa e di una routine tranquilla. Ovviamente non circostanziero’ ulteriormente le mie generalita’ da queste parti, ho gia’ detto fin troppo a gente coi nervi troppo caldi.

            La storia mi sta(va) a cuore perche’ le bufale, sminuiscono gia’ in se stesse il mio lavoro di reporter affidabile. Figuriamoci gli insulti vari…
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            Riguardo ai commenti tecnici li trovo inutili, la storia e’ una bufala da cosi’ da lontano e gli e’ gia’ stata data fin troppa importanza. In generale, consiglio professionale, prendere le informazioni da un sito di complottisti dell’11 settembre, non dimostra una grande dimestichezza con le fonti primarie. E tecnicamente e’ cosi’ semplice sapere gli effetti di un EMP su una telecamera digitale, o gli effetti della sovraesposizione dei pixel date dalla frammentazione incandescente dell’esplosivo, che la ricostruzione dell’evento e’ presto fatta. E’ intervenuto pure camillo con fin troppa solerzia a precisare l’impossibilita’ dal punto di vista nucleare… che si vuole, che il cameraman faccia outing?
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            D’altronde poi, non era “una trappola per troll”? Mi sembra che il troll piu’ grande, che parta dallo scrivere una bufala e arrivi in due post alle offese personali, sia Pennetta qua.

          • @Camillo
            rileggiti bene lo scambio di interventi e vedrai che chi ha iniziato ad insultare è stato Luigi, quindi vedo che anche tu sei qui per trollare.

          • “potrei anche aver fatto e fare servizi in zone guerra e quindi “fregarmene” ben di piu’ di quelli che scrivono dal caldo della casa e di una routine tranquilla”
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            Per quel che possiamo sapere con certezza tu potresti anche essere un ragazzino che scrive dalla sua cameretta tranquilla e si diverte ad assumere un’identità falsa, sai succede spesso sul web, come vedi qui non si bevono tutte le affermazioni senza riscontri.
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            “Ovviamente non circostanziero’ ulteriormente le mie generalita’ da queste parti, ho gia’ detto fin troppo a gente coi nervi troppo caldi”
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            E perché non dovresti dire il tuo nome vero? Quanto mistero ingiustificato, e chi sei Enrico Mentana?
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            “Riguardo ai commenti tecnici li trovo inutili, la storia e’ una bufala da cosi’ da lontano e gli e’ gia’ stata data fin troppa importanza. In generale, consiglio professionale, prendere le informazioni da un sito di complottisti dell’11 settembre, non dimostra una grande dimestichezza con le fonti primarie. E tecnicamente e’ cosi’ semplice sapere gli effetti di un EMP su una telecamera digitale, o gli effetti della sovraesposizione dei pixel date dalla frammentazione incandescente dell’esplosivo, che la ricostruzione dell’evento e’ presto fatta. E’ intervenuto pure camillo con fin troppa solerzia a precisare l’impossibilita’ dal punto di vista nucleare… che si vuole, che il cameraman faccia outing?”
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            Tutte le tue conoscenze presunte sulle telecamere digitali continuano ad essere vaghe affermazioni, ti rendi conto che hai solo sparato nomi tecnici sparsi senza dire nulla?
            Ammetti che non sai dire niente di tecnico sull’effetto riscontrato. A proposito, avresti quindi anche esperienza dell’effetto delle particelle subnucleari sulle telecamere?
            E dove hai lavorato, sei stato a filmare nel reattore di Fukushima?
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            Che fosse una trappola per troll era un’affermazione di Piero per punzecchiarti, se non l’hai capito e l’hai preso sul serio come giornalista hai ben poco senso critico.

          • “come vedi qui non si bevono tutte le affermazioni senza riscontri”
            Gia’, si e’ sempre pronti a dubitare delle informazioni che contrastano coi propri pregiudizi e sempre pronti ad accogliere quelli che confermano. Quindi se Luigi dice di essere un giornalista, possiamo dubitarlo. Se su internet un sito che accoglie capolavori di giornalismo come “9/11 was ‘mother of all false flag attacks’” allora riportiamo questa spazzatura.
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            Poi per il resto, che altro dovrei analizzare, dopo Camillo che sembra si’ essere esperto di radiazioni, e dopo essere un giornalista, quindi “uno di quelli che semina stronzate in giro” cosa dovrei “vieni pure a fare la morale qui?”.
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            Buon divertimento, ma gradirei davvero, per curiosita’ professionale, avere una risposta dall’utenza normale, da quelli che sono tanto brillanti e parlano sempre di cose che io non capisco come filosofia e matematica, su come mai dopo gli exploit sovrastranti questo sito sia ancora nella vostra barra dei preferiti e goda ancora di un barlume di affidabilita’.

          • @Luigi,
            vedo che preferisci fare la vittima piuttosto che dire chi sei, non che la cosa sia importante in assoluto, il fatto è che millanti conoscenze che poi nei fatti non mostri trincerandoti dietro discorsi generici con qualche termine tecnico messo lì tanto per colpire.
            Poi affermi che si prendano per buone cose che fin dal principio sono state dichiarate come da discutere per capirne di più, non ti sei inoltre soffermato un solo istante sulle cose gravissime riguardanti l’uranio impoverito e hai accuratamente evitato di esprimere giudizi sul servizio di Rainews che costituisce oltre metà delle argomentazioni dell’articolo.
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            Citi poi Camillo come se avesse parlato Carlo Rubbia, guarda che neanche lui ha potuto dimostrare nulla, se non di farti da supporto nell’indignazione pelosa per le mie riposte a tono alle tue provocazioni (guarda chi ha cominciato a parlare di “stronzate”).
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            Infine termini con un appello all’utenza per invitare a darmi addosso, et voilà… il tuo ruolo di troll è ormai chiaro e quindi ti saluto augurandoti buon trollaggio sui altri lidi.