Zika: storia di un’epidemia artificiale

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oxitec

Zika, il nome di un’epidemia balzata all’attenzione dei media.

Una storia piena di errori e opportunismi, speculazioni, strumentalizzazioni di lobby e giochi politici. E disinformazione.

 

 

E’ da qualche tempo che l’epidemia brasiliana del virus zika è al centro dell’attenzione della stampa. Quello che si è capito è che si tratta di un virus trasmesso tramite una zanzara, la Aedes aegypti, e che può causare la microcefalia nel caso in cui colpisca donne in gravidanza:

microcefalia

Il timore è che si possa generare una pandemia dalle gravi conseguenze sui nascituri anche perché non esiste al momento un vaccino efficace contro la malattia. Per gli adulti il rischio invece è modesto.

Questi gli elementi di base della vicenda, ma ad approfondire si trova una realtà diversa da quella proposta dai grandi mezzi d’informazione, uno specchio di come vanno realmente le cose.

La prima cosa che scopriamo e che è stata ampiamente taciuta, è che all’origine della diffusione anomala di zanzare Aedes aegypti, sta un’infelice operazione portata avanti dalla società Oxitec specializzata nel controllo delle popolazioni di insetti con metodi innovativi. Nel caso specifico l’Oxitec ha operato con l’intenzione di ridurre il numero di zanzare Aedes aegypti che sono vettori anche della febbre Dengue, a tal fine la società nel 2015 ha liberato nell’ambiente interessato un elevato numero di zanzare maschio modificate geneticamente per dare larve destinate a morire prima di diventare a loro volta zanzare, come testimoniato da un loro comunicato: Oxitec mosquito works to control Aedes aegypti in dengue hotspot. Quello che la Oxitec non ha però considerato adeguatamente, sebbene ne fosse pienamente a conoscenza, è che la sterilità programmata di queste zanzare modificate è annullata dalla presenza dell’antibiotico tetraciclina, come testimonia un documento della stessa Oxitec: Eliminating tetracycline contamination.

ridl

Il documento in cui si parla del  rischio dell’utilizzo della zanzara geneticamente modificata in aree con presenza di tetraciclina è stato inizialmente classificato come riservato (non è chiaro per quali vie sia stato infine pubblicato ndr), si può quindi ipotizzare che le autorità brasiliane possano essere state tenute all’oscuro del pericolo che le zanzare liberate potessero risultare non solo inefficaci ma potenzialmente infestanti.

Ecco quindi che la liberazione di zanzare Aedes aegypti geneticamente modificate in un ambiente ricco di tetraciclina si è trasformata in una dannosa operazione di ripopolamento di zanzare sul territorio interessato.

Che alla Oxitec non sapessero che proprio il Brasile, secondo i dati di un rapporto del TRADE AND AGRICULTURE DIRECTORATE COMMITTEE FOR AGRICULTURE,  figura al terzo posto nella classifica mondiale dei paesi che fanno maggior uso di antibiotici (tra cui la tetraciclina) negli allevamenti sarebbe oltre il limite del credibile.

Una volta liberate le zanzare in un ambiente inadatto, esse hanno veicolato il virus Zika dando origine al focolaio di epidemia nella regione sud americana. A questo punto inizia un nuovo capitolo di questa incredibile vicenda. Sebbene si tratti di un virus conosciuto da 70 anni e considerato ampiamente innocuo, qualcuno ad un certo punto ha proposto una correlazione tra la presenza del virus Zika e la segnalazione di casi di microcefalia. In realtà si tratta di una trentina di casi sospetti sulle migliaia di nati nell’area interessata, una correlazione troppo debole per giungere a delle conclusioni. Come affermato dall’OMS, e confermato in un’intevista a TEMPI del prof. Carlo Federico Perno, docente di Virologia all’università di Roma Tor Vergata, per fare affermazioni del genere servirebbe una casistica “enormemente più ampia”. All’errore della diffusione di zanzare del genere Aedes nella regione sudamericana, si aggiunge quindi un immotivato allarmismo sulle conseguenze della malattia sulle gravidanze.

A questo punto, come se la fiera degli errori non fosse già nutrita, arriva a fare la sua parte l’ONU che per mezzo dell’Alto Commissariato per i diritti umani non si lascia sfuggire l’occasione di raccomandare aborto e contraccezione, come riferito su Repubblica il 5 febbraio: Zika, l’appello dell’Onu: “I paesi più colpiti autorizzino contraccezione e aborto”. L’ONU a quanto pare ha un’unica ricetta per tutti problemi dei paesi in via di sviluppo, che i loro probemi siano la fame o le malattie, la medicina è sempre la stessa: preservativi e aborto. Nel nome dei “diritti” umani, s’intende.

Contemporaneamente gli USA, sulla scia dell’allarme incautamente suscitato, suggerivano ai loro atleti di non partecipare alle prossime olimpiadi che si terranno in Brasile, come riportato su tutte le testate, tra cui il Sole 24ore:

L’incubo Zika sulle Olimpiadi. Gli atleti statunitensi preoccupati per l’emergenza scatenata dal virus – trasmesso dalla zanzara Aedes aegypty e potenziale rischio per le donne incinte – potranno decidere di non partecipare alle Olimpiadi 2016 in Brasile.

Francamente sorprende questa preoccupazione per le atlete USA in quanto in genere le donne incinte non partecipano a competizioni agonistiche. L’unica possibilità è che essendo le olimpiadi diventate sempre più luogo di prestazioni erotiche non inferiori a quelle sportive, il timore sia che le atlete USA possano rimanere incinte proprio nel corso dei giochi.

L’apoteosi delle strumentalizzazioni non sarebbe stata però completa senza l’immancabile collegamento con il Global Warming, infatti ecco che arriva puntuale la dichiarazione di Daniel Brooks, un biologo alla University of Nebraska-Lincoln riportata sul Guardian.

“Avremmo dovuto aspettarcelo. Ogni volta che il pianeta ha affrontato un grande cambiamento climatico, causato o non dall’uomo, le specie si sono spostate e i loro patogeni sono venuti in contatto con specie senza resistenza.”

I cambiamenti climatici hanno però degli effetti ben strani, come riportato sul sito dei CDC (Centers for Disease Dontrol and prevention), fino al 2015 il virus Zika era localizzato solo in Africa, Asia e alcune isole del Pacifico, affermare adesso che sia giunto in Brasile solo perché ha fatto un po’ più caldo richiede una dose notevole di immaginazione, come può infatti un fattore climatico aver fatto attraversare degli oceani ad una zanzara infetta? Semmai l’attenzione avrebbe dovuto essere puntata sui viaggi aerei e la realtà degli spostamenti veloci, al riguardo qualcuno punta l’attenzione sui campionati mondiali di calcio del 2014.

Potenza di una zanzara, la Aedes aegypti con le sue minuscole dimensioni è riuscita a smuovere una campagna ONU per l’aborto, a far ventilare un boicottaggio alle olimpiadi del Brasile e a portare acqua al mulino dei catastrofisti climatici. Un bel risultato, non c’è che dire.

Chissà se il proprietario del virus Zika potrà essere chiamato a rispondere di tutti i danni provocati dalla sua microscopica proprietà.

E qui si aggiunge un altro oscuro aspetto della vicenda Zika: il virus ha un proprietario. Si tratta di un virus distribuito dalla ATCC, una società di proprietà dei Rockefeller, che lo commercializza per poche centinaia di Dollari:

Zika - Screenshot-580

Come è visibile nella dicitura in alto si tratta di un organismo coperto da marchio commerciale (TM), appartenente alla società ATCC. Qualcuno dovrebbe eventualmente verificare se anziché delle improbabili responsabilità del riscaldamento globale, non esistano delle responsabilità della ATCC nella vendita del virus.

Riguardo la commercializzazione dei virus, ricordiamo che nel 2014 era scoppiato uno scandalo riguardo alle società che ne effettuano la vendita, ne aveva parlato ampiamente l’Espresso in un articolo intitolato “Il business segreto della vendita dei virus che coinvolge aziende e trafficanti“, all’epoca un’inchiesta dei NAS di Roma aveva portato alla luce un sospetto traffico di virus finalizzato alla speculazione sulle epidemie:

Al centro c’è un groviglio di interessi dai confini molto confusi tra le aziende che producono medicinali e le istituzioni pubbliche che dovrebbero sperimentarle e certificarle. Con un sospetto, messo nero su bianco dagli investigatori dell’Arma: emerge un business delle epidemie che segue una cinica strategia commerciale. Amplifica il pericolo di diffusione e i rischi per l’uomo, spingendo le autorità sanitarie ad adottare provvedimenti d’urgenza. Che si trasformano in un affare da centinaia di milioni di euro per le industrie, sia per proteggere la popolazione che per difendere gli allevamenti di bestiame. In un caso, ipotizzano perfino che la diffusione del virus tra il pollame del Nord Italia sia stata direttamente legata alle attività illecite di alcuni manager.

Non possiamo dire che i pesanti sospetti sollevati a suo tempo dai NAS siano necessariamente riferibili anche alla vicenda del virus Zika, ma indubbiamente qualche riflessione va fatta.

Ricapitolando abbiamo:

A- una società biotech che diffonde, nonostante la potenziale pericolosità del prodotto, la zanzara geneticamente modificata Aedes aegypti;

B- una società che commercializza il virus Zika, veicolato dalla Aedes aegypti, che apparirà in Brasile;

C- un medico che scatena un allarmismo con un’affrettata conclusione sulla correlazione tra infezione da virus Zika e microcefalia, su questo allarmismo si scatena la corsa al vaccino;

Gli effetti indotti da questa epidemia artificiale sono:

1- la pesante presa di posizione dell’ONU sul varo di una legislazione più permissiva in tema di aborto;

2- la presa di posizione USA nei confronti delle olimpiadi in Brasile;

3- per ultimo, un’ulteriore conferma della pericolosità del Global Warming.

Allo stato attuale non sembra che i veri responsabili dell’epidemia e del procurato allarme debbano preoccuparsi di essere sottoposti ad un’indagine giudiziaria. Al contrario le madri delle zone colpite e i loro figli pagano un pesantissimo prezzo, e così l’economia del Brasile e la corretta informazione.

Una storia istruttiva su come vadano le cose al mondo. Una storia che non leggeremo sui grandi media.

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali.
Nel 2016 ha pubblicato “L’Ultimo uomo”

  • Nino dalla Sicilia

    Che dire, come ha scritto lei professore la zanzara è un insetto, piccolo nel formato, grande nel contenuto, per di più mediatico.
    Leggi abortive, atlete col pancione (forse), zanzare che fan viaggi Transatlantiche e spaccio di Virus.
    Che dire l’ONU e i suoi moti di conquista sono sempre più originali.

    • L’ONU ci mette un attimo a decretare la morte per migliaia di bambini, mica ha bisogno di verifiche e controlli.
      Come dicevo tanto la ricetta è preconfezionata, tutti i paesi emergenti rendano l’aborto il più semplice possibile.
      Trovo indovinatissimo il termine “conquista”, sono evoluti i modi ma sempre di questo si tratta.

  • Federico

    Grazie per questo articolo!

    naturalmente sui media introducono gli argomenti direttamente con allarmismi e sirene urlanti..
    La cura per loro è subito l’aborto!
    Il colmo è che il servizio dopo parlano dei cani randagi, delle foche, dei conigli e della cucina vegana.

    • I media sono sempre più il megafono di chi ha le leve economiche, ma questo non deve sorprenderci, la vera sorpresa sarebbe il contrario.
      Come disse qualcuno “Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia; il resto è propaganda”.

  • alessandro giuliani

    Enzo un articolo inquietante che merita di essere diffuso a tappeto.
    Una domanda ‘come si fa a brevettare un virus ?’ E a quale scopo palese ? (Quello nascosto lo capisco)

    • Flavio

      Pensi che negli Usa hanno provato a brevettare il riso basmati, quindi loro ci provano…

    • Grazie Alessandro, effettivamente come commercio non deve rendere un gran ché, solo 599 $ a spedizione, e non credo che ci sia una richiesta quotidiana di Zika virus.
      Io aggiungo la domanda sul perché in caso di diffusione di un virus coperto da TM la società produttrice non può essere perseguita quantomeno per incauta vendita?

      • Flavio

        Sebbene quell’azienda abbia depositato il brevetto negli USA, un virus non può ovviamente godere di queste tutele commerciali. Praticamente rivendicano la proprietà non sul virus, ma sulla ricerca e il suo sfruttamento economico in quanto loro sono stati i primi ad isolarlo. Quel prezzo di 599$ quindi forse non copre nemmeno i costi di produzione, ma chi lo volesse acquistare (ad es. una casa farmaceutica italiana per preparare un vaccino) immagino dovrà accettare un accordo per dividere futuri utili sulla vendita del vaccino. The business is business.
        Quindi per rispondere alla sua domanda: a quell’azienda non si possono chiedere danni di alcun tipo perchè non vi è prova che sia stata lei a diffondere il virus.

        • A quell’azienda non si possono chiedere danni perché sui contratti di vendita viene espressamente esclusa questa ipotesi.
          Sul fatto che non si possa risalire ad un dato ceppo ci sarebbe da discutere.
          Che alla ATCC siano poi riconosciute delle percentuali si eventuali sviluppi andrebbe anch’essa verificata come ipotesi.
          Certo che se non si può dimostrare che un’epidemia viene dai loro ceppi, allo stesso modo non si può dimostrare che un determinato ritrovato sia stato ottenuto con ceppi di quella provenienza.

      • Marco

        Prof. Pennetta, scusi so che non c’entra una mazza con l’argomento, ma nn sapevo dove scriverglielo visto che i commenti della discussione in questione sono chiusi. Le segnalo se non lo conoscesse ancora questo sito che dice di aver debunkato il documentario “il paradosso norvegese” sulla teoria gender. E fanno riferimento anche al suo articolo che lo riassumeva. E ce ne sono altri collegati. Può darci un occhiata ed eventualmente rispondere qualora non lo avesse fatto? Grazie

        https://antisessismo.wordpress.com/2014/10/13/gender-o-semplicemente-scienza-debunking-del-neurosessismo-di-connellan/

        Preciso che non sono pro gender, le chiedo solo perchè questi signori devono essere demoliti ogni qualora provano ad affacciare la testa.

        Grazie.

        • Buonasera Marco e grazie per la segnalazione.
          Ho solo dato una rapida occhiata, ma a giudicare da un’affermazione c’è da restare molto perplessi:
          “Non tutti gli individui sono nettamente classificabili come “maschi” o “femmine”, anche su basi strettamente biologiche. Ad esempio, i cromosomi che determinano il sesso (X e Y) possono esistere in combinazioni atipiche (come nella sindrome di Klinefelter [XXY]). “
          .
          Chi scrive bestialità del genere non è molto attendibile.
          Confonde uno stato patologico con la normalità. Roba da bocciatura istantanea.

  • Jaco

    Qui dalle nostre parti, il popolo semplice ed ingenuo direbbe a proposito di Zika, dei potenziali danni ai feti e delle raccomandazioni OMS: ” La toppa è peggio del buco”. Ma vi pare ragionevole che per salvare 30 bimbi in pancia da un virus che forse dà microcefalea si auspica l’uccisione certa di 100-200 mila bambini in pancia con l’aborto??? Io no so. Ma non ci vogliono mica 15 lauree per capre che in caso di buona fede, l’OMS ha detto una boiata pazzesca, altrimenti OMS & Co si confermano i portavoce del neo-Maltusianesimo.

    • Ciao Jaco, in questo caso addirittura la voglia di aborti dell’ONU l’ha portato ad andare contro il parere, questa volta cauto, dell’OMS!
      Ma su questo niente, manco un servizio a tarda serata delle Iene.

      • Jaco

        Ops, mi scuso prof. per il refuso. Con OMS intendevo dire ONU. Per il resto confermo tutto. Buona serata

        • Grazie della precisazione, buona serata anche a te.

  • Flavio

    A partire del 2015 si sono registrate nascite di bambini microcefali con un aumento che alcune fonti stimano, al lordo dei casi sospetti, fino al 13.000%. La correlazione con il virus Zika non è sicura, ma c’è chi ha imputato la colpa al vaccino Tdap (Difterite-Tetano-Pertosse) il quale però è utilizzato da tempo in tutto il mondo senza che si sia rilevata una maggiore incidenza di casi di microcefalia. Altra importante osservazione va fatta sulle epidemie precedenti, partite dall’Africa e poi arrivate in Sudamerica attraverso il Pacifico, quindi anche l’idea dell’introduzione deliberata del virus non regge. Anche il fattore d’incidenza tra la tetraciclina e la sterilità programmata riportato in quest’articolo è diverso da quello rilevato da studi ben più approfonditi. Poi c’è il problema della trasmissione genica e dell’aumento della virulenza del virus che andrebbe affrontato con maggiore attenzione ed infine non tornano nemmeno i conti sulla correlazione tra il rilascio degli insetti modificati e la zona da dove è cominciata a diffondersi l’epidemia.
    A questo punto sarebbe importante ricordare che la scienza medica non è una scienza esatta, ma dopo aver ricordato che il complottismo fa sicuramente più danni, quindi bisogna fare molta attenzione a tirare conclusioni prima di aver considerato tutte le possibilità e studiato la situazione a fondo.
    Per chi volesse approfondire:
    http://blogs.discovermagazine.com/science-sushi/2016/01/31/genetically-modified-mosquitoes-didnt-start-zika-ourbreak/#.VsLbVh8xjQp

    • Caro Flavio, in questa vita incerta una delle poche certezze è che tu farai degli interventi contro il contenuto dell’articolo del giorno, qualunque esso sia.
      Sono tentato di fare un articolo sulle macchie solari per vedere se commenti dicendo che il termine “macchie” è sottilmente insinuante e che bisogna vedere che non si tratti di una leggenda mesa in giro da qualche sito complottista…
      .
      Tu da vero realista più del Re vai contro il giudizio dell’OMS e mostri una certa sicurezza nel mostrare una correlazione tra il virus e la microcefalia.
      Parli poi di una possible correlazione con un vaccino (della serie se non ce la mettono gli altri ce la metto io…).
      Le altre epidemie arrivate dall’Africa chi le nega? Se hai letto l’articolo parlo di possibile importazione durante i mondiali di calcio. Ma se permetto quell’indagine dei NAS merita di non finire nel dimenticatoio, con tutte le implicazioni.
      Gli studi più approfonditi sulla tetraciclina di cui parli quali sono? Ce li riassumi per favore?
      Io ho prodotto documenti, non ho ripreso commenti da altri.
      Il fatto grave è che essendo note le conseguenze dell’esposizione alla tetraciclina, sono state tenute riservate e comunque la zanzara modificata non avrebbe dovuto essere liberata in quelle zone. O no?
      In definitiva, nella foga di contraddire per partito preso tutto quello che vien qui scritto, non ti viene in mente di dire quello che l’articolo intendeva mostrare, cioè che:
      – la OXITEC si è evidentemente comportata in modo scorretto e che le società operative sui GM vanno sottoposte a controlli severi sul loro operato;
      -l’ONU ha assunto un comportamento criminale;
      – i catastrofisti del clima hanno perso un’occasione per tacere;
      – le società che vendono virus devono essere sottoposte ad una severissima vigilanza.
      .
      No, tu pensi a denunciare i pericoli del complottismo…

      • Flavio

        Eheh, caro Enzo, c’è anche da dire che lei a volte le occasioni le offre su un piatto d’argento… Una voce critica comunque non può che far bene, soprattutto quando la claque è tanto acritica…
        Riguardo la questione del giorno, io non mostro nè poca nè tanta sicurezza nel mostrare una correlazione tra il virus e la microcefalia, perchè ho scritto espressamente: la correlazione con il virus Zika non è sicura.
        Lo studio sulla tetraciclina è questo:
        http://journals.plos.org/plosntds/article?id=10.1371/journal.pntd.0003999
        C’è poi da aggiungere che quel documento interno dell’Oxitex è riservato come è riservato qualsiasi altro documento interno di ogni istituto di ricerca e nel link che le ho fornito capirà perchè quei dati non sono per nulla risolutivi.
        L’epidemia ha seguito un percorso preciso dall’Africa e attraverso alcune isole del Pacifico ha raggiunto prima il Cile e poi il Brasile, questo è dimostrato da dati epidemiologici certi. Che sia invece stato introdotto in maniera deliberata, o se vuole anche accidentale, è un’accusa grave e tutta da dimostrare.
        .
        Sulla sua conclusione concordo sull’importanza di vigilare molto bene sull’operato delle case farmaceutiche e su chiunque produca organismi transgenici, perchè ci son ben pochi stinchi di santo da quelle parti. Però ribadisco il concetto che il complottismo può causare danni anche peggiori di una scienza non esatta come può essere la medicina, soprattutto perchè in questo caso si parla di salute delle persone.

        • Flavio innanzitutto non va bene definire gli altri interventi “claque acritica”.
          .
          Secondo, nel fatto che non sia stabilita un connessione certa di causa ed effetto tra zika e microcefalia sostieni quello che ho già detto io ma come se mi stessi contraddicendo e pescando in errore.
          .
          Lo studio sulla tetraciclina di PLOS non dice cose diverse da quelle dello studio interno di OXITEC, però anche in questo caso parli come se mi contraddicesse. Resta il fatto che essendoci altri metodi per combattere Aedes, ad esempio con maschi sterili, quello reso inutile dalla tetraciclina non doveva essere impiegato nel terzo paese al mondo contaminato da quell’antibiotico. Punto.
          .
          Poi dici che l’epidemia ha seguito un percorso dall’Africa in maniera naturale, ma anche io ho detto la stessa cosa parlando dei viaggi aerei nei mondiali.
          .
          In conclusione, confermi quello che ho già scritto io ma come se avessi detto il contrario. Questo come lo spieghi?
          Resta il fatto che quello che si voleva portare all’attenzione sono i punti che ho elencato sopra e che sembri condividere.
          Allora, qual è il problema?
          Dimostrare che sei più bravo degli altri?
          Dimostrare che io mi sbaglio?
          Datti una risposta.

          • Vincent, in questi ultimi giorni come hai notato c’è stata l’esclusione di due visitatori i quali non hanno fatto cose particolarmente clamorose rispetto a quello che si legge in giro si Internet ma che hanno portato nei commenti toni e considerazioni che generavano tensione e costringevano ad estenuanti risposte su domande che giravano sempre in tondo.
            E’ certamente un modo più raffinato di trollare e concordo che almeno in alcuni casi si possa trattare di un disturbo non del tutto spontaneo e occasionale.
            Ma la nostra forza è anche quella di ribattere mostrando questi casi quando si presentano e prendendo le dovute decisioni quando è il momento.
            Sono Giobbe fino ad un certo punto.
            Grazie per il sostegno.

          • Gino Gimelli

            Quale è il limite fra un troll “raffinato” e una persona che fa domande legittime? Se lo deve chiedere onestamente, altrimenti perderà l’unica occasione di convincere qualcuno che viene qui non già convinto, ma alla ricerca di risposte. I supporters della pagina, quelli già sono convinti.

          • Buona sera Sig. Gemelli, la risposta è velocissima ed è una domanda: le risulta che io abbia escluso qualcuno per le domande che faceva?

          • Piero

            Vincent, in questi ultimi giorni come hai notato c’è stata l’esclusione di due visitatori i quali non hanno fatto cose particolarmente clamorose rispetto a quello che si legge in giro si Internet ma che hanno portato nei commenti toni e considerazioni che generavano tensione e costringevano ad estenuanti risposte su domande che giravano sempre in tondo.

            Gia’, la qualita’ del trolling e’ scaduta di parecchio, voto 3+ . Non sono manco capaci di usare utenze diverse e non farsi sgamare…
            Almeno prima c’era il trolling di Mimmo che alla fine era persino simpatico…
            E’ per questo che ho perso interesse a commentare, leggo solo gli articoli…

          • Piero

            Non ci sono piu’ i troll di una volta… 😉

  • Giovanni Allevi ha scritto http://www.enzopennetta.it/2016/02/i-pontefici-del-nulla/#comment-47787
    “Vi leggo sempre. Siete il meglio”.
    .
    Mi scusi ma…… Lei è QUEL Giovanni Allevi? 😉

    • Già, domanda interessante!

      • GIOVANNI ALLEVI

        No, sono uno degli hacker sofisticatissimi che trolla questa pagina. E voi siete due pirla.

        • Bè, qui di pirla c’è solo lei, caro vigliacchetto anonimo.
          Così pirla che ritiene di definirsi “sofisticatissimo” quando è così scadente che è riuscito a concludere nulla pur dedicando buona parte dei suoi tristi fine settimana a tentare di indovinare le password!
          .
          Le dò un consiglio, si faccia una vita. Davvero c’è molto di più e di meglio che passare il tempo a fare pratiche da fascioinformatico.

  • Carissimi, come sapete non usiamo spazi di articoli aperti per continuare dispute su articoli chiusi.
    Quindi direi che qui la teologia non c’entra molto… 😉

    • Prendo atto che il mio invito del 17 ore 00,27 non è stato capito: non è consentito proseguire discussioni di post chiusi.
      .
      Sono costretto, con rammarico per la fatica e il tempo spesi, a rimuovere tutti gli interventi in OT.

      • È giusto così. Enzo, purtroppo sia io che Flavio ci siamo fatti prendere dal “caldo” del dibattito. Hai fatto bene a cancellare.

        • Vincent, ero sicuro che avresti convenuto con me sull’argomento. Grazie.

          • Si, purtroppo io per primo, come ho scritto, mi sono lasciato “trascinare” prolungando l’off topic troppo, nonostante l’avviso, insieme a Flavio. Per questo ho detto che hai fatto bene. 🙂

  • Gualberto Cappi

    Salve Pennetta, seguo il suo blog da tempo e con interesse. Mi trovo a San Paolo, dove da 20 anni in qua passo diversi mesi all’anno. Il bombardamento mediatico da queste parti circa il viruz Zika é pressocché continuo, avendo superato quello che di norma in questo periodo si dedica al Dengue; mentre di quest’ultimo é da poco disponibile un test molto rapido per detectarne l’infezione, disponibile presso tutti i posti di salute del sistema sanitario nazionale (SUS), abbastanza disseminati nel paese, per quanto riguarda il Zika si dice che sarebbe necessario tanto il “test rapido” che il vaccino (dando per scontata la pericolositá del virus).
    Tuttavia proprio la rinomata fondazione Fio Cruz di Rio de Janeiro l’altro ieri, nel ricordare che non risulta ancora scientificamente provata la correlazione tra microcefalia e Zika, ha riportato i seguenti dati, relativi al nordest del paese (la regione piú colpita dai casi di infezione): solo il 10% delle donne gravide della regione nordest ha contratto il virus, di queste solo il 5% presenta casi di microcefalia dei feti, ossia lo 0,5% del totale delle donne gravide della regione. Il messaggio era, mi pare, volto a calmare le acque (anche in vista delle Olimpiadi, penso io), ridimensionando un fenomeno che stava assumendo toni apocalittici, ma, allo stesso tempo finisce, consciamente o meno, non saprei, per fornire un dato di correlazione (il 5% di casi di microcefalia é un numero di molto maggiore rispetto a quello che si avrebbe avuto senza Zika).

    • Buonasera Sig. Cappi,
      il suo intervento è davvero molto interessante.
      Con notizie di prima mano possiamo aggiornare così la situazione:
      -L’allarme è mediaticamente fortissimo.
      -La percentuale di donne incinte colpite è del 10% delle quali però solo il 5% presenta casi di microcefalia dei feti.
      .
      Concordo con le sue riflessioni quando dice che si tratta di un numero molto maggiore del normale e che quindi qualcosa è successo.
      A questo punto ne ne aggiungo una mia: secondo i postulati di Koch sulle correlazioni causa effetto tra patogeni e malattie, un virus o la malattia la dà o non la dà.
      Punto 3 dei postulati:
      “ogni volta che una coltura pura del microrganismo viene inoculata in un ospite sano (ma suscettibile alla malattia), si riproduce la malattia”
      Dire quindi che il virus zika è responsabile della microcefalia e poi dire che questa viene riscontrata solo nel 5% delle donne infette è quindi un controsenso.
      .
      In conclusione si dovrebbe indagare su qualche altro fattore ambientale presente nelle stesse zone e che viene a contatto con le stesse donne che sono esposte al virus zika.
      Al riguardo il commento di Nikkolo mi sembra molto interessante.

  • Nikkolo

    E intanto la stampa batte la notizia:
    Tuttavia si fa avanti un’ipotesi diversa. Lo scorso fine settimana il Governatore dello Stato brasiliano di Rio Grande do Sul ha sospeso l’uso del larvicida Piriproffisen, usato per trattare l’acqua per combattere la diffusione della zanzare portatrice del virus Zika. La misura è stata presa dopo che i medici dell’organizzazione argentina Physicians in the Crop-Sprayed Towns e la Brazilian Collective Health Association, hanno ipotizzato che il larvicida, non li virus Zika, potrebbe essere collegato alla microcefalia.

    Il Piriprossifen è prodotto dalla Sumitomo Chemical, società giapponese che collabora con Monsanto in paesi come Argentina e Brasile. La Sumitomo Chemical si è difesa affermando in una nota che “non vi è alcuna base scientifica per questa affermazione” e che il prodotto ha ricevuto approvazione dall’Organizzazione mondiale della sanità

    • Nikkolo, grazie per il tuo intervento.
      Interventi come il tuo e quello qui sopra del Sig. Cappi sono il genere che vorrei sempre trovare su CS.
      Uniti avete prodotto una ipotesi del tutto nuova e da approfondire, un’ipotesi che renderebbe ancor più “artificiale” l’epidemia, l’allarme e tutto ciò che si sta muovendo intorno ad essa.

  • Flavio

    (riprendo qui perchè l’immancabile Vincent Vega con i suoi deliranti OT è riuscito come al suo solito a distogliere l’attenzione dall’argomento trattato)
    .
    Veramente Enzo io non confermo quanto lei ha scritto ma semmai contraddico, a parte ovviamente le sue personali considerazioni politiche, per intero il suo articolo, a cominciare dal fatto che non si tratta di una epidemia artificiale come riportato dal titolo. Se vuole tralasciamo la questione del tragitto che ha percorso il virus dall’Africa al Brasile, però è chiaro che se lei scrive di una società che commercializza il virus Zika, veicolato dalla Aedes aegypti, che apparirà in Brasile, como conclusione e non come preambolo, chiunque capisce che sta supponendo delle responsabilità ben precise.
    Vediamo ora quali sono i principali punti che confutano la sua tesi:
    1) non so dove ha preso i 30 casi “sospetti” di microcefalia, perchè fonti del Ministero di Salute contabilizzano 4000 casi sospetti e più di 400 sicuramente accertati nell’arco di pochi mesi, quando in tutto il Brasile non si sono mai registrati più di 150 casi l’anno.
    2) i due studi non dicono, come crede lei, le stesse cose ma giungono a conclusioni diametralmente opposte: quello interno dell’Oxitec, con zanzare letteralmente imbottite di antibiotico, ha dato come risultato un 15% di sopravvivenza della prole (quindi non sufficiente per frenare l’espansione) contro il 5% (sufficiente per frenare l’espansione) dello studio, ben più esaustivo e completo, pubblicato da Plos, non lontano quindi dal 3% riscontrato negli insetti testati in laboratorio che non sono entrati in contatto con l’antibiotico.
    3) gli insetti modificati sono stati rilasciati in luoghi e tempi non compatibili con l’apparizione dei focolai dell’epidemia (650 Km dal punto di rilascio più vicino)
    .
    Lei parla di errori, speculazioni, strumentalizzazioni, disinformazione… Beh, devo dire, e mi dispiace farlo, che oggi la disinformazione è contenuta tutta nel suo articolo, che ricalca infatti i principali argomenti delle tesi complottiste che Christie Wilcox ha smontato punto per punto nell’articolo che ho segnalato.

    • Flavio,
      prendo atto che lei non sa capire l’italiano, credo che si tratti del fenomeno dell’analfabetismo di ritorno.
      “Artificiale” vuole dire “Fatto, ottenuto con arte, in contrapp. a ciò che è per natura” (Treccani), il che non è proprio sinonimo di “doloso”.
      E quindi quello che si voleva mostrare è che nell’epidemia sono coinvolte una serie di manipolazioni sulle quali sarebbe opportuno focalizzare l’attenzione.
      -Ribadisco quindi che il comportamento della OXITEC è stato scorretto a prescindere dalla quantificazione delle conseguenze del’introduzione di zanzare sensibili alla tetraciclina.
      -Ribadisco che il commercio di virus patogeni dovrebbe essere sottoposto a controlli severi, anche in virtù dello scandalo di un paio di anni fa portato alla luce da NAS (un noto covo di complottisti).
      -L’epidemia è artificiale anche nel senso che è stata manipolata per portare avanti delle politiche ONU sempre più sfacciatamente abortiste.
      – E’ artificiale perché manipolata dal governo USA per minacciare un boicottaggio verso il Brasile.
      -E’ artificiale quando viene usata come conferma dei rischi del Global Warming.
      .
      Ciò spiegato (solo per lei ce ne è stato bisogno), devo constatare che:
      1- lei scambia la trentina di casi in cui si sospetta una reale correlazione con il virus, con i casi totali sospetti di microcefalia, dato forniti dal prof. Federico Perno, docente di Virologia all’università di Roma Tor Vergata (nel dubbio e prima di parlare a vanvera poteva guardasi il link apposito).
      2- i due studi sostengono che una percentuale del 3% in un caso e del 5% nell’altro sono sufficienti al conseguimento del risultato. Il 15% viene attribuito dalla OXITEC al brodo di coltura usato che essendo fatto con alimenti per gatti conteneva pollo trattato con tetraciclina. E quindi? Resta o no il fatto che tu quelle zanzare in un ambiente inquinato?
      3- la non corrispondenza del luogo è l’unico elemento utile di tutto l’intervento, ma non è così determinante, la diffusione dell’epidemia non coincide con il suo punto di inizio, e rischiare di aumentare i vettori è un fattore di diffusione.
      .
      In conclusione la disinformazione è nella sua lettura, non nei dati che ho riportato.
      Continuo a notare un voler a tutti i costi fare le pulci a tutto quello che scrivo e a sorvolare ampiamente laddove si dice anche d’accordo.
      Non trovo una parola, che non sia stata sollecitata, di consenso sulla condotta scorretta della OXITEC, su quella gravissima dell’ONU, sulla strumentalizzazione di USA e allarmisti climatici, non una parola di preoccupazione sul commercio facile di virus patogeni. Niente.
      Ritengo che peggio dei complottisti ci sono solo gli anticomplottisti di professione, quelli che “tutto va bene e chi dice il contrario è un complottista”.
      .
      Detto questo, tutte le risposte che ho dato erano già ricavabili dagli interventi precedenti o da una corretta lettura dell’articolo.
      Francamente mi sono stufato di perdere tempo così.
      Flavio, vada a farsi una vacanza anche lei.

  • Flavio

    Enzo, il prof. Federico Perno sminuisce la portata dei casi di microcefalia ed infatti si dimentica di dire che in Brasile c’è stato un aumento drammatico. Se consideriamo anche solo un’incidenza dello 0,5% (come riportato di “prima mano” da Gualperto Cappi) supporrebbe comunque un aumento di 100 volte dei casi normalmente riscontrati, sarebbe come dire che dai 500 bambini down che nascono ogni anno in Italia passassimo di colpo a 50.000. E poi magari arriva un virologo intervistato da Tempi a dirci che non c’è da preoccuparsi…
    Già che sono andato a vedermi le dichiarazioni del prof. Perno, ho notato che anche in un altro momento dimostra poca onestà, perchè interpellato sulla politica Onu risponde: “Pensare di fare abortire tutte le donne incinte nelle zone tropicali … è folle”. Eh si, sarebbe assolutamente folle, peccato però che nessuno degli organismi officiali (Onu, Oms, Unfpa) abbia detto cose simili, perchè quello che hanno fatto è stato chiedere agli stati colpiti di garantire alle donne il diritto all’interruzione di gravidanza. Come vede sono due concetti un po’ diversi, un bel po’ diversi direi.
    Passiamo ora al punto che dimostra come la sua tesi ricalchi la classica versione complottista che gira in rete. Lei scrive:
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    La prima cosa che scopriamo e che è stata ampiamente taciuta, è che all’origine della diffusione anomala di zanzare Aedes aegypti, sta un’infelice operazione portata avanti dalla società Oxitec […]
    Ecco quindi che la liberazione di zanzare Aedes aegypti geneticamente modificate in un ambiente ricco di tetraciclina si è trasformata in una dannosa operazione di ripopolamento di zanzare sul territorio interessato.

    .
    Lo studio Plos, smentisce categoricamente questa tesi ed infatti la stessa Oxitec non ha avuto problemi a riconoscere la paternità di quello studio interno a cui si è rifatto lei. Peccato però che non fosse affidabile, appunto per l’eccessiva quantità di tetraciclina somministrata alle zanzare. Quindi o si smentisce lo studio Plos o si smentiscono i suoi dati.
    A questo punto c’è poco da aggiungere, posso lasciare il giudizio a qualche medico o biologo che volesse leggere l’articolo di Pennetta: Zika: storia di un’epidemia artificiale e poi quello della Wicox: No, GM mosquitoes didn’t start the Zika outbreak e poi ci facesse sapere se trattano tesi opposte e quale delle due tesi è da ritienersi valida.

    • Flavio, vedo che mi ritrovo ancora a perdere tempo.
      Replico per l’ultima volta.
      -Il prof. Perno non sminuisce un bel niente, è lei che si ostina a non capire quello che il prof. ha detto: lui parla dei casi di correlazione sospetti, non dei casi totali di microcefalia. Per cui tutto quello che lei scrive dopo è inutile.
      – Poi adesso lei va a cercare la polemica a tutti i costi anche con le dichiarazioni di Perno riportando un pezzo di frase quando invece l’intero mostra un altro significato:
      “Pensare di fare abortire tutte le donne incinte nelle zone tropicali, che solo potenzialmente potrebbero aver contratto il virus e che, anche in tal caso, solo potenzialmente potrebbero dar vita a un figlio affetto da microcefalia, una malattia dalla gravità variabile, è folle e fuori da ogni ragione scientifica. “
      – Sulle responsabilità della OXITEC abbiamo discusso alla nausea, al di là della percentuale di colpa (tutta da verificare se vogliamo) nella diffusione della malattia il loro comportamento è stato irresponsabile, un caso di danno per mancanza di correttezza professionale (ma chi cavolo ha parato mai di complotto? Ah già… è stato Flavio.)
      – Sappiamo al momento le reali concentrazioni di tetraciclina nell’ambiente in questione? Sembra di no, ma sappiamo però che NON si doveva usare quell’Aedes aegypti modificato in quei luoghi contaminati con tetraciclina. Ma nonostante questo sia lapalissiano lei sembra il difensore d’ufficio della OXITEC e difende la società spostando l’attenzione sui capro espiatorio dei complottisti cattivi.
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      I medici e biologi che volessero leggere l’articolo troverebbero molte cose che lei volutamente ignora al fine di forzare lo stesso in chiave complottista.
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      Adesso quindi mi sono davvero stufato e la congedo obbligatoriamente. Un po’ di riposo non potrà che giovarle.