L’incubo distopico del Mondo Nuovo di Huxley sta diventando una realtà geopolitica.

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La visione distopica terrificante descritta dallo scrittore di fantascienza Aldous Huxley non è una descrizione degli stati totalitari del 20 ° secolo, ma un riflesso strisciante della realtà di oggi, dice il giornalista russo Konstantin Syomin.

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La scorsa settimana, visitando una fiera della tecnologia di Hannover, come parte del suo viaggio in Germania, il presidente Barack Obama e il cancelliere Angela Merkel ha provato gli occhiali “realtà virtuale”. La reazione del presidente alla nuova tecnologia è stata riassunta in un commento: “si tratta di un mondo nuovo!”

“E ‘difficile trovare un’analogia più appropriato”, ha detto Syomin, ricordando il romanzo Aldous Huxley omonimo pubblicato tra la prima e la seconda guerra mondiale.

“Huxley ha descritto un futuro in cui il mondo è stato eseguito da un governo globale. In questo mondo l’unica religione è il consumo, le macchine fanno la maggior parte del lavoro, e la gente, ordinati per caste e dalla posizione sociale, rimangono in uno stato di eterna euforia, grazie alla propaganda e droghe allucinogene “.

“A suo tempo”, il giornalista ha ricordato, “gli scritti di Huxley, proprio come quelli di George Orwell, un altro famoso guerriero contro le utopie, sono stati ampiamente utilizzati nella guerra di propaganda contro l’Unione Sovietica. E ‘stato l’URSS, si è detto, che sognava di un governo mondiale, l’unificazione dell’umanità, e la costruzione di cielo sulla terra. la visione sovietica è stata marchiata come ridicola, e paragonata sia sd Arcipelago Gulag, che ad un ‘Animal Farm’. ”
Ma è oggi, Syomin nota, “25 anni dopo la distruzione della ‘fattoria degli animali’ sovietica, sta diventando sempre più difficile non pensare che le profezie di Orwell e le storie narcotiche di Huxley” stiano in realtà diventando lentamente una descrizione del nostro tempo.

Durante il suo viaggio in Germania, nel suo ‘discorso ai cittadini europei’, Obama ha fatto una osservazione, dicendo che “abbiamo la fortuna di vivere nella più pacifica, più prospera, più progressiva era della storia umana. Questo potrebbe sorprendere i giovani che stanno guardando la TV o i telefoni, “il presidente ha osservato. “Sembra che solo le cattive notizie arrivino attraverso essi tutti i giorni. Ma considerate che sono trascorsi decenni dall’ultima guerra tra grandi potenze.”

La semplice verità, Obama ha osservato, è che “se dovessi scegliere un momento nel tempo per nascere, tra tutti i tempi della storia umana, e senza sapere in anticipo di che nazionalità saresti stato o di genere o quale il vostro status economico potrebbe essere, voi avreste scelto oggi … “

https://www.whitehouse.gov/the-press-office/2016/04/25/remarks-president-obama-address-people-europe

Il discorso del presidente, Syomin ha osservato, non era senza una logica propria. “Se Obama convince l’Europa a firmare il transatlantico scambio e di partenariato per gli investimenti (TTIP ndt), allora il ‘Brave New World’ potrà mantenere e rafforzare la sua posizione economica in mezzo a una crisi globale.”

Tuttavia, “sarebbe interessante sapere quale momento nel tempo i 250.000 cittadini della Siria, che non sono vissuti abbastanza per vedere questo mondo nuovo, avrebbero scelto di nascere, o i 650.000 cittadini dell’Iraq, o i 140.000 cittadini della Jugoslavia, o  i 30.000 libici. In che anno avrebbero voluto trovarsi gli abitanti di Donbass, Odessa, Mariupol, Kharkov, Kiev “, o gran parte del resto della ex Unione Sovietica”?

Inoltre Syomin ha ricordato, nel corso dell’ultimo quarto di secolo, “gli interventi democratici’ sono costati la vita a quasi 10.000 americani e hanno causato oltre 50.000 feriti. Questo è più di tutte le perdite del Pentagono dal 1975, dopo la conclusione del guerra del Vietnam. Cioè, a ben vedere, il mondo durante la guerra fredda era molto più vicino alla pace di quanto non sia oggi.”

Alla fine del mese scorso, ha detto su Handelsblatt, quotidiano della Germania, il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, che “non c’è ancora un ordine duraturo per sostituire quello vecchio -. Il mondo è ancora alla ricerca di un nuovo ordine e la continua lotta per l’influenza e il dominio non è condotta in un’atmosfera accademica tranquilla, ma può anche essere violenta”.

E in questo ‘Brave New World’, Syomin dice, “un cancelliere tedesco stupefatto nei suoi occhiali di realtà virtuale viene spinto sempre più verso est. [Nell’ultima settimana] è stato riferito che la Luftwaffe avrebbe ottenuto una base aerea in Turchia, dove un intero stormo di aerei da combattimento Tornado si sarebbe stabilito. La presenza della Bundeswehr, al confine con la Russia è anch’essa destinata a diventare imponente e permanente “.

La scorsa settimana, il governo tedesco ha annunciato l’intenzione di inviare truppe tedesche in Europa orientale come parte di una missione NATO di unità a rotazione stabilite negli Stati baltici, Polonia e Romania. Allo stesso tempo, il Pentagono ha schierato una coppia di F-22 jet da combattimento a sud-est della Romania, mentre le attrezzature degli USA vengono ridispiegate dal Medio Oriente, ridipinte e riallestite per le operazioni nel teatro europeo. Questo mese, la Lituania e l’Estonia hanno annunciato importanti esercitazioni che coinvolgono migliaia di truppe NATO vicino ai loro confini con la Russia.

“E tutto questo,” Syomin ha avvertito, “si svolge sullo sfondo di sempre più frequenti intercettazioni aria e altri contatti ‘accidentali’ con i nostri partner stranieri in aria e in mare. E gli Stati Uniti stanno avendo comportamenti con lo stesso tipo di avventatezza nel Mar cinese meridionale, che sembra ancora una volta di essersi trovato troppo vicino alla coste americane. Per la seconda volta consecutiva il ministro della difesa degli Stati Uniti è atterrato a bordo di una portaerei per inviare un messaggio disciplinare ai leader ‘ostinati’ a Pechino “.
L’iniziativa degli Stati Uniti, il segretario alla Difesa Carter ha detto ai giornalisti, è “solo un pezzo di una rete più ampia di sicurezza di cui gli Stati Uniti fanno parte. E questa è la chiave per mantenere la pace e la stabilità qui. E per il futuro, che è ciò che vogliamo per tutti, anche per la Cina. “

Pechino ha risposto osservando che la ” ‘libertà di navigazione’ è diventato un pretesto per gli Stati Uniti di immischiarsi nelle dispute sul Mar Cinese Meridionale”, e ha avvertito che le “operazioni degli Stati Uniti stanno promuovendo la militarizzazione e mettono in pericolo la stabilità”. Il portavoce del ministero della Difesa il colonnello Wu Qian ha sottolineato che “non importa quanto spesso le navi degli Stati Uniti giungano nel Mar Cinese Meridionale, questo non cambierà il fatto che le isole sono territorio inerente della Cina”. Inoltre, ha detto, che “non scuoteranno la volontà dell’Esercito di Liberazione del Popolo di salvaguardare risolutamente la sovranità e la sicurezza della Cina”.

La logica del Brave New World, Syomin avverte, è che “i conflitti sono inevitabili. ‘L’albero della libertà deve essere annaffiato di tanto in tanto con il sangue dei patrioti e dei tiranni.’ I costruttori del mondo nuovo usano queste parole di Thomas Jefferson come il loro mantra. “

La domanda che suggerisce, “è se il Baobab di oggi ha avuto abbastanza sangue, o forse può essere sufficiente il sangue dei folli?”

Da: Sputnik News: Huxley’s Brave New World Nightmare is Becoming a Geopolitical Reality

 

http://sputniknews.com/analysis/20160503/1039019324/brave-new-world-geopolitical-reality.html

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63 commenti

  1. Giuseppe Cipriani on

    Prendo lo spunto per affermare che per me, in Italia, davvero l’epoca più prospera è questa che dal secondo dopoguerra stiamo vivendo… C’è qualcuno qui che sceglierebbe un’altra epoca trascorsa sulla nostra penisola?

    • se si tratta di un pour parler potrebbe anche essere ma l’articolo mi pare evidenzi il pericolo di tale miopia che tralascia il resto del mondo.
      Inoltre penso che ogni uomo sia fatto per il suo tempo ed ogni tempo per il suo uomo, come diceva Newman.

    • muggeridge on

      Concordo con Cipriani, anche se il meglio per questo Paese è passato (ed è coinciso a livello politico con il dominio DC). Sì, tornerei volentieri ai ’50-’60 del secolo scorso.
      Quanto ai siriani e ai libici forse potrebbero scegliere qualche periodo “sonnacchioso” sotto l’impero ottomano, però va detto che la Libia di Gheddafi era lo stato africano con il maggior benessere….

      • Stessa domanda che ho rivolto al Cipriani: in base a quale criterio ?
        Forse giudicando dal fatto che andrò in pensione a 70 anni (se non la toglieranno prima) a 200 €/mese, dopo una vita a pagare contributi ?
        Con il criterio che una massa di esodati (alla quale per sua fortuna il Cipriani non appartiene), è stata legalmente defraudata dei suoi diritti ?
        Almeno gli restituissero i contributi versati nell’arco della loro vita lavorativa (con i dovuti interessi); Non solo tali soldi gli consentirebbero di vivere dignitosamente, ma comunque gli apparterrebbero di diritto.
        I tempi delle ‘vacche grasse’ sono finiti definitivamente con l’euro (se non prima), e non torneranno più.

    • ti fa una pippa a te il Guicciardini, GiCì 🙂 …sei , da provocatore o meno, da teatro o meno, il perfetto immortale suddito italiano del suo storico detto:
      franza o spagna basta che se magna

      p.s.
      aggiornato a oggi, se ritornasse quel Francesco:
      Usa o Nato basta che mi danno un tozzo di pane e faccio il servo ….che i ladroni mi prendano pure tutto, tanto un carta di credito o uno smartphones, non lo tolgono più a nessuno, e mica ce li avevo prima!

      p.p.s.
      Almeno settantanni o poco più , GiCì, ti avrebbero lasciato bolsamente puledrino, invece ingabbiato dentro quest’unica maschera, perché?

      • ‘tanto un carta di credito o uno smartphones non lo tolgono più a nessuno’….
        Quando sul terminale del POS ti arriva ‘Transazione rifiutata’ la cc puoi utilizzarla al max. per compiere effrazioni…..
        Quando, causa crisi, non sai come concordare il pranzo con la cena, alla fine credo interessi poco l’ultimo modello di IPHONE.

        • peccato, Davide, che ti sei limitato a un aspetto, guarda caso quello che citi, che infatti è (sembra) il piu debole sugli altri, tutti che hai escluso, domandati perchè?

          Non credo che facendo interventi riduttivi, si possa cogliere la distopia , macro e più contingente, su cui invita il pezzo del nostro Enzo.

          Non devo ricordarti io, Davide, visto, peraltro, che precisi ogni volta, quando o come sei piu avanti ad esempio, un esempio a caso 🙂 , insomma più avanti del nostro GiCì, che, ad esempio:
          1 sulle carte di credito, i veri affari delle banche multinazionali, si stanno giocando, fosse solo per volumi, proprio su chi è in crisi da sempre , vedi stati colonizzati per dovere di nascita, in africa;
          2 sui modelli dei mitici cellulari, ti invito a non usare la tecnica che hai adottato; per giunta anche in questo settore i profitti maggiori non vengono fatti sull’ultimo mdello per i mercati dei pochi o di lusso; ma in primis, non siamo nel post sui paradossi gender e quanto richiamavo , nella mia esagerazione, si riferiva ad altri scenari e argomentazioni sulle quali , se vuoi , puoi e devi attenerti.
          ciao
          🙂

          • Relativamente al discorso carte di credito ti rimando all’ottimo articolo di Blondet pubblicato tre giorni fa; di mio non posso che aggiungere che un aspetto sì secondario, ma avente comunque una sua importanza, che ho avuto modo di sperimentare personalmente; cioè la perdita della percezione di quanto realmente spendi.
            Cellulari: cosa ti ricordi del lontanissimo Ottobre 1985 ?
            Personalmente due cose:
            1-) In quel periodo ero completamente ‘cotto’ per una mia compagna di banco di seconda superiore.
            2-) Sequestro della nave da crociera ‘Achille Lauro’ da parte di un commando palestinese che ebbe il suo epilogo nella crisi di Sigonella.
            Si narra che durante quei concitatissimi momenti, l’allora Presidente del Consiglio On. Craxi usasse delle semplici cabine telefoniche, scelte apparentemente ‘a caso’ con destinazione altre cabine telefoniche.
            Per quale ragione dubito sia una semplice leggenda metropolitana?
            Per il semplice fatto che è ragionevole supporre che il suo radiotelefono, come tutti gli altri telefoni istituzionali fosse ‘sotto controllo’, da un GF Orwelliano chiamato CIA, che questo GF ne conoscesse i codici utilizzati o che comunque fosse in grado di decrittarli in tempi piu che ragionevoli.
            Grazie a questo semplice stratagemma Craxi bagnò il naso agli agenti CIA.
            Ora non solo i cellulari hanno fatto sparire le cabine telefoniche, ma intercettarli è facilissimo, almeno per certe organizzazioni.
            En passant, non credo affatto che i tecnici dell’FBI non siano stati in grado di forzare autonomamente l’IPHONE 6 lo scorso inverno; a mio avviso dovevano solo trovare un accordo ‘legale’ con Cupertino.
            Nessuno di noi è presidente del consiglio, e difficilmente (almeno è cio che penso) avrà ambizione a divenirlo in futuro; ma ad esempio uno di questo blog (HTAGLIATO) è laureato in fisica e magari avrebbe interesse a proteggere il segreto di una sua importantissima scoperta (spionaggio industriale); le conversazioni di un gruppo locale pro life potrebbero essere facilmente ascoltate per eventuali incriminazioni (fortunatamente affermare che l’aborto non è altro che un omicidio è ancora consentito, ma visto i tempi che corrono credo sia lecito domandarsi fino a quando lo sarà?)….
            Insomma anche cellulari e carte di credito, ottimi strumenti di controllo delle masse; ecco perché le elites dominanti né favoriscono il più possibile la loro diffusione.

    • Si perchè tutti sono amatori della pace,ma non furono i grandi ideali di pace a mantenere la pace,furono il numero delle armi che portavano alla pace eterna conservate in magazzino.

      Mi viene da dire “sono amanti della pace” con “ho 7000 testatate nucleari” in magazzino.

      Fu cosi che in realtà parlavano si di pace,ma invero “nessuno si fidava di nessuno”,ciascuno era pacifico perchè ciascuno era terrorizzato dal proprio vicino.

      Se poi facciamo un bilancio dei pacificatori del 900 non so se i pacificatori degli altri secoli li raggiungevano,incluso le incursioni tra i selvaggi,che appunto non usufruivano della stessa qualità del prodotto in mgazzino,anche perchè giustamente bisogna venderli qualcosa di meno pericoloso,altrimenti potrebbero anche loro fare ispirati discorsi di pace.

      Ma se credessero loro per primi alla pace,che farsene dei servizi segreti in una nazione?

      • …e che farsene, Dan (lo scrivo giusto quel tanto per seguire le tue di poco fa), di dare la più grande lezione al mondo “nuovo”, nuovo nuovo, in quanto finalmente liberato da tutti i cattivoni precedenti, prendenolo a mazzate atomiche su atomiche in Giappone?
        *
        che farsene di inventarsi altre lezioni, quando ne basta una sola!
        ormai -in questo mondo nuovo nuovo, in fin dei conti un NEO_NATO di poco più di 70 anni rispetto agli eoni cosmici e qualche migliaio del sapiens – per una lezione dimostrativa per educarne 100 punendone solo uno, per minacciarti indirettamente qualsiasi altro player (russo, o cinese, o altro dello stesso schacchiere), senza neanche dover proferir parola, basta tic tac, bum! semplicmente, dicendolo col primo gay dello spazio: enola enola, attenti tutti voi, fate la fine di questi qua, ovunque voi siate! o vi arrendete al nuovo mondo, o altrimenti è pronto un altro ben funghetto pure per voi, tutto per voi…voi, voi voi, i buoni noi!….altro che l’avanspettacolo del ciccione show nordcoreano!
        insomma Dan, queste paci atomiche son robe per spie, per stomaci forti , nonché per quelli che rovinano il buon umore agli altri, ovvero sia quelli che, credendo di vivere nel migliore dei mondi( o delle epoche storiche) possibili, si godono sì la vita , loro, mica noi, finendo, sempre noi, per quelli che non saprebbero godersela (ovviamente agli occhi, non i nostri, della loro consecutio illogica)

        • Almeno qualche decennio fa era “ragion di stato” fra un pò sarà “ragion di mercato” quando finalmente i mercati si libereranno completamente dello stato medievale,è certo e non ci sono dubbi,cesseranno le guerre e i greci vivranno in pace,solo che non li hanno atomizzati come ai giapponesi,no, hanno usato la tecnica più nota ai medievali,assedio della fortezza per fame,d’altronde se l’atomica non permette le guerre,il campo del mercato si,magari cambiano i modi,non so, i morti.

          Saluti

          • Dan, hai scritto precisamente in tre righe , tutto ciò che non basta una vita di lettura della Storia , a volte, ad afferrare . Ti preciso solo una cosa, ovviamente di mia opinione. Siamo già da un pezzo al dio e agli dei mercato /mercati, ma anche questo è uno strumento come le banche e tutti gli altri eserciti (mediatici compresi). Quindi, a meno che intendiamo come primo mercato, da cui far discendere tutti gli altri, quello delle lotte, conflitti e accordi, dei sovra-poteri , non è corretto, a mio avviso, parlare di ragion di mercato, ma di ragion di Cupole.
            ciao
            🙂

    • Alessandro Giuliani on

      Il tredicesimo secolo sicuramente, ancora niente pestilenze, un’attesa di vita vicina a quella di oggi, morte per malattie infettive (degenza breve vs lunghe sofferenze), sostanziale assenza di miseria, arte al top, filosofia al top, natura meravigliosa, guerre praticamente assenti (piccole scaramucce tra i pochi ricconi che si potevano permettere un cavallo), ovviamente in Italia centrale (Umbria o Marche preferibilmente i toscani mi sono decisamente meno simpatici..)

      • Giuseppe Cipriani on

        Ai tempi di San Francesco “sostanziale assenza di miseria”? Forse nelle fiction alla mulino bianco. E filosofia al top, dipende da quanti ne conti per il campione.

      • Oramai siamo da tempo avviati sulla strada del declino sia economico che di conquiste politiche (liberta individuale, diritti civili, quelli veri intendo, etc.) e sociali.
        La mia convinzione è che si sia superato il punto di non ritorno da oramai troppo tempo.

  2. Non so cosa sceglierei, in effetti ritengo che ognuno è figlio della propria epoca e che il rapporto fra la persona e la struttura socio-economica, politica e culturale non cambi tanto, in ogni epoca ognuno di noi acquisisce gli strumenti adatti a vivere al meglio nel contesto in cui si trova.
    Giudicare con la testa di oggi periodi passati è altrettanto assurdo che pretendere di giudicare i tempi odierni con la testa del passato.
    Detto questo è probabile che sceglierei l’ora proprio perchè “sono attrezzato” meglio per vivere in questa epoca piuttosto che in un’altra, non certo perchè questa epoca sia migliore di altre.
    Se non avessi timore di non avere il giusto bagaglio per vivere in un’altra epoca, probabilmente sceglierei un periodo di crescita e di tensione ideale, un’epoca “costruttiva” piuttosto che questa epoca di dissoluzione priva di impeti ideali se non l’egoismo relativista, epoca “distruttiva” ma il dubbio rimane e rimarrà insoluto data l’assurdità della cosa.
    In quanto alla realtà virtuale è certamente un mezzo assai più flessibile di manipolazione generale rispetto alla realtà (fra l’altro ritengo la definizione “realtà virtuale” un ossimoro ma tant’è) ed è per questo che piace tanto al potere. Siamo passati dalle favole per i bambini alle favole per adulti.

  3. Articolo abbastanza sconclusionato. Poi ho letto che si trattava di Sputnik, e mi è stato tutto chiaro…

    • facciamo a capirci…quindi ? le tue argomentazioni? quali sono? non mi dire che ne hai solo una, nevvero? avrai mica solo quella di uno sputazzo? pardon di uno Sputnik

        • E rende un pessimo servizio sia a lui, insultando pesantemente in questo la sua intelligenza, sia a noi non permettendoci di vedere eventuali falle nell’articolo che pensa di avere individuato.

          • I miei interventi sono circostanziati e approfonditi quando lo ritengo necessario, così come non mi metto a scrivere una prosopopea per confutare la tesi del moto perpetuo. Per il resto, quelli che arruolano Huxley per dimostrare le proprie tesi su presunte derive distopiche in atto, mi ricordano i credenti che fanno di tutto per attribuire ad Einstein una qualsivoglia confessione religiosa, giusto per fare un esempio. E comunque professore, non giochi sporco, in più di una occasione ho argomentato, quando c’era qualcosa da argomentare, ovviamente…

          • @GIUSEPPE: se la sua ‘critica’ la definisce circostanziata, approfondita e argomentata….
            Veda lei

  4. Un pollo in gabbia che mangia tutti i giorni ingrassa decisamente e se si ammala lo curano pure ma sempre pollo in gabbia rimane.
    Insomma, una prosperità pagata a caro prezzo la nostra.
    Perche’ invece non sperare che possa esistere un mondo prospero e non distopico?
    Credo che l’articolo volesse far riflettere su questo.

    • Giuseppe Cipriani on

      Davvero ti senti pollo in gabbia tu?
      Senza alcuna libertà, dunque.
      Se non quella di guardare il mondo oltre le sbarre.
      Fare coccodé,
      e mutare il piumaggio una volta all’anno.
      Ti sembra verosimile?

      • Già molti anni fa “I Gufi” cantavano:

        “Abbiam la libertà di esporre i panni al vento nell’ore consentite dal regolamento. Abbiam la libertà di attraversare i viali fruendo delle strisce pedonali. D’appenderci sui tram al mancorrente, di scendere e salire ripetutamente. Di far firmare il padre o chi ne fa le veci ed innalzare al cielo laudi e preci.
        D’emettere cambiali, condurre cani sciolti, di tutelar minori capovolti. Di battere primati, di catturare vermi, di far votare suore, frati e infermi.”

        Per altro da allora alcune ce le hanno tolte (non c’è più il padre ma ci sono genitore 1 e 2 ed i cani non possono stare sciolti nei parchi).

        Al mondo ci sono più di 6 miliardi di polli. Dato che è difficile controllarli tutti, qualcuno scappa e qualcuno si accorge di essere in gabbia. Tutti gli altri becchettano felici e criticano chi si lamenta del loro bellissimo mondo.

        • Giuseppe Cipriani on

          Io a certa gente farei provare una dittatura di quelle toste (sceglietene voi una che volete). In Italia son più di 70 anni che siamo in democrazia e ancora ci si lamenta. Tirate fuori le palle non per lamentarvi ma per farvi valere e rendervi utili quotidianamente sul fronte della vita…

          • Ti sfugge proprio il concetto di dittatura “dolce” che è proprio quella di cui parlava Huxley.
            Non è meno dittatura, solo che alla frusta preferisce lo zuccherino. Certo ai sensi è più gradita, ma proprio per questo è più difficile da scorgere.
            Le dittature toste lo erano solo per i dissidenti, per chi era d’accordo erano un mondo meraviglioso, proprio come pare a te questo.

          • https://it.m.wikipedia.org/wiki/Anarco-capitalismo

            Non dire cosi che poi le profezie si avverano,pero non e’ una dittatura in effetti,e semplicemente uno scontro tra bande come avvenivano tra i nobili.

            Tolgo lo stato quindi tolgo la violenza degli stati pensano questi esimei stupratori dell’intelleto umano.

            Poniamo un fatto ovvio banale perfino per l’uomo primitivo che viveva in tribu:tutte le guerre si fanno per utile economico,ci si scontra fra tribu perche una delle fazioni vuole un utile profitto sull’altra,adesso che mi spieghino questi plutocratici uomini sii ragionevoli quanto dementi,perche se togli lo stato,e rendi anarchica l’economia,allora hai tolto la violenza,ben sapendo che pure le nazioni fanno guerra per l’economia?Se quindi si fanno guerre per l’economia,in che senso l’economia togliera la guerre senza lo stato?

            O non si fanno guerre per l’economia e allora gli alieni esistono e sono terrestri o si fanno le guerre per l’economia allora l’unico modo per non avere guerre e che i plutocratici dementi dicano meno cazzate.

          • Giuseppe Cipriani on

            Diciamo, Enzo, che per voi dissenzienti mai contenti, è molto meglio trovarvi allora a fronteggiare una dittatura “dolce”. Solo zuccherini e non purghe.

          • Noto che ai fautori del “basta non fare niente di male e nessuno ti fara’ niente” per quel determinato periodo storico tacciono…

          • @CIPRIANI: A mio avviso, gentile Sig. Cipriani, lei è rimasto fermo a qualche decennio or sono, quando per fare le guerre ed i golpe erano indispensabili, sempre e comunque, generali, soldati ed i carri armati.
            Buona giornata.

      • Il pollo in gabbia non sa di essere in gabbia. Conosce solo la gabbia.
        Vedendo certi fenomeni del mondo in cui viviamo penso che ci sono molti polli in gabbia. Se essere un pollo in gabbia è una scelta personale nulla da eccepire. Non sono sicuro che lo sia per molti. La libertà per poterla esercitare deve avere delle opzioni.
        Ma se vivi in un mondo che ti bombarda distopicamente per convincerti che la neve è nera va da se che questa libertà seppure esistente è molto limitata.
        Ci sono molti modi di indirizzare le persone e non tutti sono coercitivi. Chomsky insegna.

        • Giuseppe Cipriani on

          Mi par di intendere che tu saresti uno dei polli che dalla gabbia sono usciti… Se è così, allora ne deduco che non v’era costrizione alcuna.
          Se invece anche tu sei in gabbia, e ti consideri uno che sa di esserlo, mi chiedo cosa ci fai ancora dietro le sbarre… Non mi dirai che dall’alto della tua profonda consapevolezza non hai trovato ancora l’antidoto a sta dittatura “dolce” (come la definisce il prof. Pennetta) e non sai uscirne?
          Io sarò Gondrano ma quelli come te son davvero dei… polli.

          • Beh, se ti guardo intorno ti rendi conto che non tutti hanno il tuo grado di cultura e l’intelligenza per non essere schiacciati da ideologie e distopie varie.
            Ritieniti fortunato ma non prenderti gioco dei molti che questa fortuna non c’e’ l’hanno e subiscono sulla propria pelle tali ideologie.
            Vedo molte vide rovinate intorno a me e non mi sento di dire: colpa loro. Il sistema in cui viviamo fa egregiamente la sua parte. Forse questo è il prezzo da pagare per essere liberi? Forse, ma questa libertà mi sembra ci stia rendendo un tantino cinici se non riusciamo neanche a rendercene conto.

          • Giuseppe Cipriani on

            I miei anticorpi sono alla portata di tutti… Vita tranquilla, senso del dovere (come Gondrano!), pochissimi vizi, attenzione e ascolto dei miei compagni di vita, cerca della mediazione sempre… Forse è per questo che faccio fatica a digerire gli eccessivi lamenti di molti giovani che convengono anche qui su CS che reputano passivamente di essere polli in gabbia (e la metafora vale per qualsiasi altra stucchevole lamentazione).

          • Ci sono i deboli ed i forti. Credo che la forza vada usata per smascherare come fa Enzo ciò che distrugge i deboli altrimenti e fine a se stessa. Credo CS sia semplicemente un luogo di discussione su cui si riflette sulla realtà in tal senso.

          • Giuseppe Cipriani on

            … ma un po’ troppo a senso unico, a mio parere…
            .
            Qui, ritengo, si rinfocolano anche paure… Lo spirito critico non passa sempre e solo dalla decostruzione, perché in tal caso si resta alla lunga non solo senza casa ma anche senza fondamenta.
            Prendo un esempio dalla parte dei credenti: da agnostico ho detestato e poi capito lo spirito che animava don Giussani, e ho capito che il male di vivere (e metteteci dentro anche la società malata di tanti piccoli e grandi mali) si combatte a partire da noi stessi, le lamentazioni ramolliscono e rimbambiscono se non sono sorrette da altro. Qui, delle volte, ho l’impressione che si voglia dare il senso che tutto ciò che è sbagliato sia fuori di noi, negli altri (questi altri appellateli come volete). Ma gli altri siamo tutti noi, come recitava una canzone di Tozzi mi pare. E se è vero come è vero che nessun uomo è un’isola, allora rimbocchiamoci le maniche ma senza la presunzione c i essere coloro esentati da ogni magagna, quelli suo piedistallo della verità è solo nostra.
            Non voglio far predicozzi e li sto facendo purtroppo, ma sento l’argomento e quel che mi preoccupa non sono i trasgender, o il mondo nuovo profetizzato per domani mattina, ma i giovani che si buttano via nella lamentazione quotidiana in un paese che vanta 70 anni di vera democrazia… Fine, per oggi, e spero che almeno qualcuno sappia cogliere il buono che volevo dire. Buonanotte a tutti.

          • Patria della Libertà è l’America,l’America è la libertà,dovevamo per forza seguire i cowboy nei loro deliri mediorientali di libertà,ben sapendo che le conseguenze delle destabilizzazioni,dei rancori generati delle guerre, si sarebbe riversati in Europa,e ben sapendo pure che questo significava per l’Europa avere delle conseguenze economiche negative:dai terrorismi e ondate di disperati che dobbiamo affrontare per aver ascoltato i cowboy della libertà,ponendoci pure in situazioni inutili.

            E vero siamo stati dei polli,potevamo farne a meno di ascoltare ogni santa volta Ronald Mc Donald e i cowboy del rodeo,e di tanto in tanto seguire la filosofia svizzera un pò italianizzata,ma vai a quel paese tu e il medioriente,sono neutrale alle tue scempiaggini da rodeo.

            Stavamo cosi in pace pure con il medi oriente senza le idiozie del cowboy che secondo i più andavano a “esportare democrazie a dittatori esportati in precedenza”,adesso abbiamo un netto miglioramento in una serie di problemi che poi si deve gestire l’Europa, problemi che adesso affronteranno gli europei mica i cowboy,e i cowboy che polli non sono sanno che noi li abbiamo,loro sono a qualche km di distanza in più per fregarsene proprio e avvantaggiarsene pure.

          • @CIPRIANI: ha dimenticato di menzionare, tra i suoi anticorpi, le fette di salame, spesse almeno 10 cm., con cui si fodera gli occhi 🙂

        • Credo sia questa la forza delle moderne dittature: riuscire ad indirizzare il consenso attraverso mezzi non coercitivi e il meno possibile cruenti.
          Come disse O’Brien a Winston, mentre erano nella stanza 101, la repressione brutale del dissenso, fatta da tutti i regimi totalitari del passato, non causava altro che, nel medio lungo periodo, ad un rafforzamento delle opposizioni a causa della simpatia che un ‘martire’ causa tra chi inizialmente non è per nulla ostile al regime dominante.
          Esattamente come i tre regimi totalitari orwelliani, anche il sistema globale dittatoriale attuale (che personalmente giudico decisamente peggiore del nazismo hitleriano e del comunismo sovietico) reprime il dissenso nello stesso identico modo: certamente siamo ancora lontanissimi alla ‘vaporizzazione’ dei dissidenti come in Oceania (ma il tweet del Prof. di 2/3 giorni fa relativamente ad una certa ‘rieducazione’ è molto inquetante, se non altro per il termine stesso) ma già da oggi il sostenere che la neve sia bianca può essere motivo di licenziamento.
          Notare che si ‘perde il lavoro’; non ti preleverà certo nessun
          agente dell’NKVD allo scopo di internarti in un gulag
          siberiano, vieni semplicemente licenziato ma il tuo fondamentale diritto di parola ed opinione è salvo…. solo come farai a vivere se hai perso il lavoro ?
          Sinceramente preferisco di gran lunga il comunismo sovietico: regime brutale, sanguinario ed assassino è vero, ma infinitamente meno subdolo ed ipocrita di quello odierno.

  5. Andate a vedere un po’ chi e’ stato il primo a vincere il “Premio Carlo Magno”…

    • In ottima compagnia con Javier Solana (il macellaio della Serbia), Henry Kissinger,Tony Blair e Bill Clinton.
      Magari avrai anche preso visione chi ha vinto quest’anno…
      Immagino che adesso molti mimsalteranno addosso, ammesso e non conceso che il Prof. Pennetta non mi banni…. ma comunque ci provo lo stesso.

      • il mio commento era teso proprio a far notare questo…
        Se la Chiesa 2.0 si riduce a fare da cappellano al Nuovo ORdine Mondiale stiamo messi proprio male…
        Vorra’ dire che ne bannera’ due anziche’ uno…
        E ci ritroveremo a ballare l’Hully Gully… 😀

  6. @ Giuseppe Cipriani

    Ecco, ti dimostro quant’è bella questa democrazia con le parole di Barack Obama, il noto esportatore di democrazia: «America should write the rules. America should call the shots. Other countries should play by the rules that America and our partners set, and not the other way around». In pratica, come disse Bill Hicks: «You are free to do as we tell you!».
    http://www.globalresearch.ca/america-should-write-the-rules-america-should-call-the-shots-says-obama-invokes-china-threat-in-defense-of-tpp-trade-deal/5523213

    • Giuseppe Cipriani on

      Dunque, a causa di queste parole, ti senti anche tu un pollo in gabbia privato delle più elementari libertà? Io no.

      • Non so se si rende conto che ce le stanno togliendo poco a poco…..
        Esempio crede che tra qualche anno avremo ancora la libertà di non mangiare carne agli ormoni e/o OGM ?
        Alla fine si chiama diritto alla salute, diritto di non dover diventare obesi e trovarsi un tumore a 50 anni.
        Sulla carta si; con le regole del TTIP voglio vedere poi nella pratica….

  7. @CIPRIANI: lei che ritiene vivere nel miglior dei mondi possibili, dove i diritti e le libertà sono garantiti a tutti e dove una persona è libera di praticare la propria fede; si legga questo rapporto
    http://www.ilfoglio.it/articoli/2013/07/11/cosi-nelleuropa-dei-diritti-le-leggi-ingabbiano-la-fede-in-dio___1-v-95708-rubriche_c312.htm
    Ed indovina dove ?
    Non in stati teocratici, come la Repubblica Islamica Iraniana, l’Arabia Saudita, lo Stato Pontificio durante il MedioEvo (periodo caratterizzato tra l’altro da una forte espansione economica, artistica e culturale), non nella Spagna dell’Inquisizione, ma nell’Europa di tre anni fa; tra l’altro la situazione ora è decisamente peggiorata.
    A certo, quasi mai si rischia il carcere ad essere cristiani, questo è vero; semplicemente si perde il lavoro, cioè la propria autosufficienza economica, e spesso e volentieri trascinati in interminabili (almeno quanto costose) battaglie legali.
    Decisamente più subdolo ed ipocrita (ma altrettanto efficace nel non creare martiri) di un agente delle SS che ti sveglia alle due di notte per internarti a Dachau.

    • Giuseppe Cipriani on

      Le è bastata solo un po’ di scuola, di indottrinamento, ed è diventato un ateo devoto di quelli tosti… Fará carriera, insista.

      • Lo sa che mi delude profondamente?
        Non mi aspettavo affatto una replica così becera e sciocca come quella appena postata; non mi illudevo certo di levarle le fette di salame con cui sono foderati i suoi occhi, intendiamoci; ma qualcosa di minmamente più intelligente non ci voleva poi molto ad elaborarlo.
        Devo dedurre che lei non né è affatto in grado di farlo.
        Del resto cos’altro mi sarei dovuto attendere da una persona che straccia i libri di non suo gradimento e addirittura se ne vanta pubblicamente ?

  8. Diciamo che questa immagina del pollo in gabbia è proprio sbagliata.
    Il pollo in gabbia come dice Nikkolo è l’immagine di quello che non si lamenta, di quello che tutto sommato dice che è molto meglio la gabbia che non la campagna, come si stava una volta, dove non ci sono comfort e si è in pericolo esposti al primo predatore che arriva.
    Il pollo dice “W la gabbia” o “quale gabbia?”.
    .
    Noi che denunciamo la dittatura dolce, dolce come le droghe che diffonde, non siamo polli né in gabbia né fuori, siamo come “ladri” che vogliono rubare sudditi a questa ideologia nascosta, ladri che vogliono aprire le gabbie, ma se poi i polli non vogliono uscire è una loro scelta.
    Quando poi la dittatura con qualche pretesto ci impedirà di aprire le gabbie i polli resteranno polli e noi resteremo “ladri”, o incarcerati o alla macchia.
    Ladri di polli se vogliamo, siamo faine, volpi, lupi, cani randagi… ma polli mai.

    • Giuseppe Cipriani on

      Il tuo limite, Enzo, limite tuo e di quelli che la pensano come te e si sentono i puri che lottano contro tutto ciò che è storto, è che hai deciso a priori i ruoli di ciascuno. Tu e quelli che la pensano come te vivete in una fiction, la sceneggiatura ve la siete fatta voi e vi siete convinti di essere sempre e comunque dalla parte giusta… Non accettate mezze misure, vi sentite i migliori, non in gabbia come coloro che biasimate per la loro stoltezza. Siete sorta di ladri, affermi, che vogliono risvegliare coscienze, liberare i veri polli…
      Su questo ci sarebbe davvero da discutere, cioè su chi sia il vero pollo.
      Per la par condicio affermo che a turno siamo tutti polli qualche volta, senz’altro lo siamo quando la gabbia è rappresentata dalle nostre ideologie di fondo, dai nostri pregiudizi, dalla nostra poca onestà intellettuale, dallo scarso spirito critico che ci fa sostenere di essere coloro che la raccontano giusta, nel caso vostro sembrerebbe addirittura sempre. Ma non è così, sono sicuro che noi tutti, io e tu, gli altri che ci leggono e seguono CS siamo un po’ pecore e un po’ lupi… Nella mia vita ho imparato a diffidare da chi si professa guru e da chi grida al lupo al lupo… Se tu sei invece convinto che quello che ho scritto nelle righe appena lette sia tutto una cazzata di un pollo iin gabbia mi spiace ma me ne farò una ragione.

      • “Tu e quelli che la pensano come te vivete in una fiction, la sceneggiatura ve la siete fatta voi e vi siete convinti di essere sempre e comunque dalla parte giusta… “
        Un’affermazione che può essere applicata anche te mi sembra.
        Ma è in realtà un non-argomento, hai mai conosciuto gente che argomenta convinta di essere nel torto? Che bizzarria sarebbe mai questa?
        .
        Nel mio intervento ho solo ripreso il TUO paragone coi polli e ho solo mostrato come fosse una tua interpretazione alla quale ho contrapposto la mia.
        La tua risposta qui sopra mi ha mostrato che la frase che ho riportato in neretto si addice bene al tuo agire.

        • Giuseppe Cipriani on

          Sul concetto di polli mi sono adeguato all’intervento di un utente che prende per oro colato le tue paure del mondo nuovo prossimo venturo… Quella frase in neretto, sono il primo ad ammetterlo, riguarda noi tutti. Se non ti sembra argomentare seriamente quel che ho scritto sopra quando ho affermato i limiti di giudizio di noi tutti, beh allora, Enzo, senza volerlo, tuo malgrado, mi dai ragione… Perché di ragioni, come al solito, senti solo le tue.

          • Giuseppe, ma quale scoperta sarebbe che tutti noi abbiamo dei limiti di giudizio?
            La differenza sta nell’esprimersi sapendo di essere entro i limiti o fuori dai limiti.
            Quello che io vado sostenendo a mio parere è nell’ambito di un giudizio possibile, la differenza è che a te questo mondo nuovo piace a me no.
            Abbiamo una visione antropologica diversa, per cui quello che per me è “gabbia” per te è “casa” e viceversa.
            Dal recinto uscirà chi già sente che non è casa, io e chi la pensa allo stesso modo, gli offre un supporto alle sue intuizioni.
            Ma ripeto, alla fine ciascuno sceglierà da che parte stare, io ho scelto e non vedo per quale motivo dovrei essere dubbioso. No, non ho dubbi al riguardo.
            (E mi sembra che sul versante opposto non ne abbia neanche tu).