Riscaldamento Globale: il “politicamente scorretto” ma “scientificamente corretto” Guido Guidi

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Il 16 giugno scorso veniva pubblicato sul Corriere della Sera un articolo di Gianni Caprara dal titolo:

Sole molto calmo. Ci aspetta l’era glaciale?

Ma, come riferito nell’articolo, secondo Frank Hill, direttore del National Solar Observatory, il Riscaldamento Globale non verrebbe messo in crisi da questa “era glaciale” che, a dispetto del suo nome, di glaciale avrebbe ben poco (e allora perché chiamarla così e non semplicemente “rallentamento”?). L’era glaciale consisterebbe infatti in un raffreddamento di soli 0,3 gradi come viene infatti spiegato nell’articolo:

“Tuttavia è stato calcolato che, anche se l’astro continuasse così debolmente fino al 2100, ciò abbasserebbe il trend dell’aumento della temperatura della Terra soltanto di 0,3 gradi centigradi. L’effetto serra – dicono gli esperti – continuando con gli attuali ritmi porterebbe un aumento della temperatura per il 2100 variabile tra 2 e 4,5 gradi centigradi. Anche se si limitasse ai 2 gradi , quindi, una lunga riduzione dell’attività solare fino alla fine del secolo abbasserebbe la salita del termometro soltanto fino a 1,7 gradi centigradi. Il riscaldamento, dunque, continuerebbe anche se più moderatamente.”

Corriere della Sera 16 giugno 2011

 

Il giorno prima, il 15 giugno 2011, sul sito Climate Monitor, il meteorologo Guido Guidi dava una diversa lettura della notizia, una lettura che si potrebbe definire “politicamente scorretta” che, non solo restituisce il vero significato alle parole, ma che individua l’opportunità di avere una prova scientifica della teoria del riscaldamento globale antropico (AGW) o una sua smentita:

“Mettiamola così. Nella malaugurata ipotesi che costoro avessero ragione, vorrà dire che la Terra, stufa marcia di stare a sentire tutte le nostre diatribe climatiche, ha deciso di fornirci l’esperimento più reale che si potesse immaginare. Se il Sole va in quiete e il global warming prosegue (nei fatti però, non nei fogli excel dei gestori di dataset di temperatura), vuol dire che ci abbiamo messo lo zampino, o meglio, zampone. Se così non sarà, catastrofisti tutti a casa, gli scenari climatici li buttiamo nel cestino e ci dedichiamo tutti diligentemente all’adattamento, cosa che comunque converrebbe fare già ora.”

Climate Monitor, 15 giugno 2011

E allora, mentre aspettiamo di verificare come stanno veramente le cose, conviene seguire il consiglio di dedicarsi ai provvedimenti da prendere per adattarsi alle necessità che il clima impone.

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

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