Menzogne di Stato…

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Il Generale Fabio Mini

Perché un blog che si occupa di scienza dovrebbe affrontare le menzogne di Stato?

 

Il sottotitolo del libro “Inchiesta sul darwinismo” recita:”Scienza e potere dall’imperialismo britannico alle politiche ONU”, se si vogliono capire le strumentalizzazioni della scienza non si può restare nello stretto ambito della scienza stessa.

 

E allora un libro che parla di guerre coloniali nel XXI secolo trova spazio anche in un blog di scienza.

 

Quello scritto dal Generale Fabio Mini è uno di quei libri che se fosse stato pubblicato in un mondo che potremmo definire solo un po’ “normale”, farebbe cadere i governi e causerebbe scandali internazionali, ma il punto è proprio questo, il mondo non è quello che la maggior parte delle persone immagina. Un assaggio di questo, Fabio Mini lo propone in un video di presentazione del libro:

 

La guerra, anche e soprattutto quelle che ipocritamente chiamiamo “guerre umanitarie” sono il proseguimento del colonialismo in un’epoca che non tollera più di chiamare le cose col proprio nome, quell’imperialismo che il darwinismo sociale doveva teorizzare e che quello scientifico avrebbe dovuto giustificare, ha finto di scomparire per ripresentarsi sotto le vesti della missione di pace, come il lupo che si veste d’agnello.

Che l’unico darwinismo scientificamente verificato e che quindi possa vantare una corroborazione, fosse quello messo alla prova sui campi di battaglia, era già stato segnalato su CS – L’unico darwinismo provato scientificamente è quello sui campi di battaglia?, adesso, a quattro mesi da quell’articolo, arriva la drammatica autorevolissima conferma di quanto la guerra umanitaria, e la stessa lotta al terrorismo, non siano quello che si vorrebbe far credere:

Il massimo organismo e la maggior fonte di diritto internazionale, l’ONU, è dedicato alla pace, ma chi lo dirige è il consiglio di sicurezza, che è guidato dai vincitori della Seconda guerra mondiale e che da allora decide solo sui conflitti, dando largo spazio agli interventi militari per “ingerenza umanitaria”, altro termine politicamente corretto che ha sostituito quelli più chiari e consoni di “aggressione” e “guerra coloniale”.

Parole dure  pronunciate da un Generale della NATO, accuse che il giorno dopo essere state formulate avrebbero dovuto provocare un terremoto politico in Italia e ben oltre i nostri confini ma che sono state relegate in un articoletto sulla sezione culturale del Corriere della Sera, avete letto bene, non nella sezione dedicata alla politica, una recensione insomma, alla stregua di un libro di Moccia sulle infatuazioni adolescenziali: L’ ipocrisia della guerra spacciata per pace.

Ma il libro di Mini non è solo una denuncia del neocolonialismo combattuto con gli F-16 e le bombe al fosforo, il Generale denuncia anche il colonialismo dai guanti bianchi, quello delle istituzioni economiche e finanziarie che strangolano interi popoli:

…meno nota era la realtà di agenzie e imprese che traevano profitto dalle sventure umane facendo credere di porvi rimedio.

[…] Era la realtà del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, emersa in tutte le crisi economiche europee e asiatiche… con la scusa di aiutare i governi ad uscire dalla crisi,  garbati funzionari di tali organismi, senza alcuna responsabilità, e quindi senza scrupoli, fanno esercizio di potere politico a premessa di speculazioni finanziarie ed economiche, imponendo veri e propri cambi di governo e di assetti democratici…

Un meccanismo sperimentato sui paesi poveri ma che adesso troviamo applicato anche in casa nostra.

Il titolo del libro, ricordiamo, è “Perché siamo così ipocriti sulla guerra?”, edito da Chiarelettere.

Sono particolarmente grato al Generale Mini per questo suo coraggioso libro, 84 pagine,  7 €.

Come spesso accade i libri più importanti sono brevi: questo è particolarmente importante,  da leggere e da far leggere.

 

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

4 commenti

  1. Matteo Dellanoce on

    Possiamo dire che dietro a tutto questo ci sono sempre gli americani obamiani?
    Matteo Dellanoce

    • Mah… non credo siano solo gli americani, ne’ solo Obama, Nobel per la pace, non dimentichiamolo…
      Questo dovrebbe dare la misura di quanto sia politicizzato ormai tale “premio”, di quanto politicamente corretti e menzogneri i giornalisti “democratici”…
      Quello che fa Bush e’ una schifezza immonda, se le stesse cose le fa Jesus Christ-Obama allota tutto e’ finalizzato alla pace tra i popoli e al volemose bene
      Certo, resta da spiegare il Nobel a Madre Teresa di Calcutta…
      Non e’ che Saddam Hussein e Usama bin Laden siano molto meglio di costoro eh!
      Andrebbe anche specificato anche che, se Francia e Germania (sobillata dalla Francia) non l’avessero menata per le lunghe, imponendo che il consiglio di Sicurezza si riunisse per indire una riunione per specificare i punti da trattare in una successiva riunione che stabilisse i partecipanti ad un’ulteriore riunione per fare una riunione per stabilire … allora la guerra in Iraq sarebbe durata molto meno.
      Perche’ c’e’ poco da dire, come dice Panella (Carlo), i gas e le armi chimiche gliel’abbiamo vendute “noi” a Saddam, per la precisione aziende olandesi e del Belgio, insieme a francesi…
      e non dimentichiamo l’influenza iraniana nella regione, con rifornimenti e kamikaze addestrati in iran.
      E le nostre truppe che quando vedono un camion iraniano in Libano si devono voltare dall’altra parte…

      • Obama, il Nobel per la pace ha proseguito la politica di Bush il guerrafondaio, solo che se le stesse cose le fa lui diventano “politically correct”.

        Ma questo non deve sorprendere, la politica USA non è decisa dai presidenti i quali sembrano avere solo la funzione di salvare una parvenza di democrazia, essi non sono che esecutori di quanto viene deciso nelle sedi del potere reale come il Council on Foreign Relations.
        http://it.wikipedia.org/wiki/Council_on_Foreign_Relations

  2. Se il “non prevalebunt” non fosse stato pronunciato da una fonte più che credibile ci sarebbe di che disperarsi.

    In quanto al generale, beh tanto di cappello sig. generale! acquisterò certamente il libro.