Sindrome di “Samarcanda”: creare il virus che si teme

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La notizia della creazione di un virus ottenuto dall’unione dell’H1N1 (quello dell’epidemia detta “suina” del 2009) e dell’H5N1 (aviaria) era già circolata nel novembre del 2011.

Adesso è ufficiale: il virus esiste.

 

E’ stato voluto per studiarne la possibile evoluzione, e così adesso abbiamo quello che temevamo.

 

Sembra un po’ quello che accadeva nella canzone “Samarcanda”, in cui il protagonista pensando di fuggire alla morte finiva per correrle incontro.

 

 

Sul Corriere della Sera del 3 maggio nell’articolo “Virus letale in laboratorio, nuova polemica” è stata pubblicata la notizia della realizzazione in laboratorio di un nuovo virus che ha la capacità patogene del pericoloso H5N1 (virus dell’aviaria) e la capacità di contagio dell’H1N1 (virus dell’influenza cosddetta “suina” del 2009):

Creato in laboratorio un virus influenzale «chimera» potenzialmente pandemico, in grado di trasmettersi attraverso le classiche goccioline che si diffondono con un colpo di tosse o uno starnuto. La sua trasmissibilità è stata testata su furetti. Secondo quanto riferisce Nature, è un ibrido di un virus influenzale umano (H1N1, il responsabile della suina del 2009) e dell’aviaria H5N1 ed è stato creato a fini sperimentali per capire come l’influenza aviaria (la più temuta) potrebbe passare all’uomo e divenire pandemica.

Quanto è stato realizzato ha sollevato numerose polemiche, cosa già accaduta anche nel novembre scorso e riportatata dallo stesso Corriere della Sera: Creato il virus che può uccidere la metà della popolazione mondiale Polemiche infuocate nel mondo scientifico sulla pubblicazione dello studio. «Arma chimica». «No, aiuta a prepararsi alla pandemia».

Oggi, sempre dall’articolo del Corriere, apprendiamo che il nuovo virus è stato ottenuto inducendo 4 mutazioni (e con una ibridazione):

L’ibrido contiene il gene dell’emoagglutinina (HA) di H5N1 modificato in 4 punti (4 mutazioni), e i geni di H1N1. Creata dal super-esperto di influenza Yoshihiro Kawaoka della University of Wisconsin-Madison, la chimera dimostra che bastano 4 mutazioni su HA dell’aviaria per renderla trasmissibile da uomo a uomo attraverso goccioline e quindi per innescare una potenziale pandemia.

Le mutazioni e l’ibridazione hanno modificato quanto basta il virus per renderlo maggiormente trasmissibile per via aerea, e adesso è più facile il contagio attraverso goccioline d’acqua.

L’operazione è stata giustificata con il pretesto di anticipare una possibile evoluzione in natura dello stesso virus.

Ma a giudicare dalla maggioranza dei commenti inseriti dai lettori del Corriere della Sera la vicenda non solo non convince molto, ma ha creato un’ondata di accuse nei confronti di questo tipo di ricerca scientifica.

I motivi per essere diffidenti sono molti, è già successo in passato, nel 1976, che si diffondesse un ingiustificato allarmismo per promuovere una campagna di vaccinazione di massa proprio per l’influenza suina:

 

E come sappiamo è successo anche molto più recentemente, nel 2009, che l’allarmismo sulle possibili conseguenze della “suina” portasse ad una vaccinazione di massa risultata poi ampiamente ingiustificata.

Non essendo riusciti a segnalare un vero pericolo degno di questo nome negli ultimi decenni, il CDC (Center of Disease Control degli USA) è giunto a scomodare improbabili invasioni di zombies e perfino Hollywood si è mobilitata per ridare credibilità ai moderni profeti di sventura CSDopo l’Aviaria e l’H1N1… prepariamoci agli ZombiPandemie: propaganda in azione.

Adesso si è fatto decisamente di meglio, vista l’incapacità della natura a creare autentici virus pericolosi e vista la scarsa efficacia della fiction, il pericolo tanto temuto è stato realizzato in laboratorio.

Ma stiamo tranquilli: gli scienziati troveranno certamente un vaccino. Meno male che ci sono loro…

 

 

 

 

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

10 commenti

  1. Matteo Dellanoce on

    Caro Professor Pennetta,
    siamo allo scientismo creazionista! Solo che al posto di creare distrugge! Cosa dire di quel monito contenuto nella Bibbia? Non mangiare del frutto ecc ecc … ecco! Appunto!Profetico? Direi decisamente qualche cosa di più visto l’epoca in cui è stato scritto!
    Direi che questa notizia oggi sancisce almeno un 1 a 0 nella sfida tra credenti ed ateisti totu court!
    Matteo Dellanoce

    • Gentile Matteo,
      certamente una mentalità scientista induce più facilmente a ritenere che tutto ciò che è tecnicamente possibile possa essere poi realizzato, ma a mio parere la possibilità di utilizzare bene o male le conoscenze è un rischio che possono correre tutti.
      Magari bastasse essere credenti per scegliere bene!

  2. Matteo Dellanoce on

    Egregio professore,
    mi sento di affermare che l’utilizzo è un conto,l’ammissione che c’è una conoscenza è altro.
    A mio modo di vedere, suffragato da pensatori e scienziati cui io non sono degno di allacciare i sandali, il problema è nella negazione del reale. Con tutte le sue conseguenze! O le res sunt! ( per dirla con Gilson) o le Res non sunt! Vie di mezzo non sono possibili anche se il criticismo realista della scuola di Lovanio di Mercier e certo teologismo e misticismo che va da Mancuso a Bianchi continuano a tentare sinistesi (in senso hegeliano) tra ciò che è incommensurabile ( Gilzon; McIntyre; Livi).
    Ammesso che le Res Sunt e che dalla partecipazione alle Res ( intelletto) l’uomo può tarrre il vero ed il falso (ragione inferente)entriamo nella questione della responsabilità e della libertà. E qui riflettiamo sul problema della coscienza! Ma solo a questo punto: non prima ne dopo.
    La coscienza viene dopo la conoscenza e non prima. Come la conoscenza viene dopo la Verità. Altrimenti il libero arbitrio va a farsi benedire.
    Per questo, ritengo, che esperimenti come quello descritto nel suo articolo sono non-coscenti e quindi negatori del reale cioè negatori dell’intelletto e della ragione. Non è quindi una questione di uso ( che diventando il fondamento elimina il problema del bene e del male) ma di negazione dell’autentico fondamento e quindi della conoscenza.
    Tutto qui! E quanto è bello quell’aforisma che si trova nel libro del Siracide (14,22) che dice “beato l’uomo che ragiona con l’intelligenza”. Quanto di più efficace per testiomoniare la vera scienza somma di intelligenza ( ammissione di una datità) e di ragione ( capacità di giudizio) !… e parliamo di un testo scritto prima della nascita della scienza!
    Mi sembra che in questa maniera vada letto il suo articolo … ma posso sbagliarmi! Ho solo la certezza dell’umiltà di dover ammettere di “sapere di non sapere” ma ciò non implica la negazione dell’intelligenza.
    Tutto qui!
    Matteo Dellanoce

    • Gentile Matteo,
      per essere uno che “sa di non sapere” devo dire che ne sa molto!

      Comunque, fermo restando che per poter scegliere bene o male, bisogna prima conoscere la verità e che la verità è possibile solo come adaequatio rei et intellectus, credo che in casi come questo dove l’ “errore” è motivato dalle buone intenzioni (studiare un vaccino) la linea di demarcazione si fa più sottile e il vero punto sta nel capire se invece non sia una questione di buona fede o malafede.

      • Matteo Dellanoce on

        Non ricordo chi lo disse. Ma suona così. La buonafede non è la Verità! Quindi consapevole o inconsapevole è sempre malafede … fiducia mal riposta (ignoranza) o volontà di potere.
        Matteo Dellanoce

    • Altro che coincidenza!

      Se non sbaglio la serie sembra essere del ’77, l’anno dopo la suina negli USA.

      La fiction è sempre pronta a cogliere gli stati d’animo e le tendenze, e anche adesso, come abbiamo visto, le cose vanno così.

      Grazie per la segnalazione molto interessante.

  3. La serie è del 1975, fu trasmessa dalla Rai nel 1979.
    Ero ragazzino e ricordo ancora l’angoscia che trasmetteva questa serie dove veniva descritto accuratamente un mondo in cui ogni tecnologia e ogni coesione sociale erano state distrutte da un’influenza che aveva sterminato la maggior parte – il 95% – e della popolazione mondiale. Un mondo tornato rapidamente alla condizione preindustriale ma con abitanti assolutamente inesperti a viverlo.
    http://it.wikipedia.org/wiki/I_sopravvissuti
    http://www.imdb.com/title/tt0072572/

    • Il fatto che la fiction abbia preceduto la realtà farebbe pensare dunque che, contrariamente a quanto pensavo, la campagna di vaccinazione per la suina, vista l’efficacia, si sia ispirata alla serie televisiva.

      Certo il fatto che nella fiction si trattasse di un virus ottenuto con l’ingegneria genetica non è tranquillizzante!

      • Matteo Dellanoce on

        Canzone degli U2 … sunday bloody Sunday “… when fact is fiction and tv is reality…”
        Matteo Dellanoce