Origine della vita: cronache marziane…

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Con un’incredibile sintonia sembra che gli studiosi dell’origine della vita si siano coordinati per rilanciare la moda marziana.

 

Il denominatore comune è però l’inconsistenza degli argomenti.

 

 “Cronache marziane” si intitolava una famosa raccolta di fantascienza di Ray Bradbury degli anni ’50, una  serie di 28 racconti sulla futura colonizzazione di Marte. In una specie di “Cronache marziane” al contrario, assistiamo adesso ad una raccolta di racconti su diverse versioni di come la vita sarebbe apparsa su Marte per poi colonizzare la Terra. Siamo già arrivati a due racconti in pochi giorni, speriamo che non ne seguano altri 26.

Infatti  solo pochi giorni dopo il sorprendente annuncio del prof. Steven Benner del The Westheimer Insitute for Science and Technology, Usa (vedi CS-Origine della vita: i veri marziani sono tra noi), che ha dichiarato che la vita viene da Marte per via dell’abbondanza di molibdeno ossidato, che a suo parere sarebbe stato un precursore importante della vita, adesso anche uno studio intitolato “Readily available phosphate from minerals in early aqueous environments on Mars” pubblicato su Nature Geoscience indica in Marte il probabile luogo d’origine della vita.

Come si legge nel titolo anziché la presenza di molibdeno, in questo caso sarebbe la presenza di fosfati a candidare Marte a probabile luogo d’origine della vita che successivamente sarebbe giunta sulla Terra. La notizia è stata riportata su Le Scienze in “Vita primordiale? Forse fu più facile su Marte” che spiega in modo sintetico il ragionamento di C. T. Adcock, E. M. Hausrath & P. M. Forster, gli autori dello studio pubblicato su Nature:

In una sperimentazione in laboratorio, Adcock e colleghi hanno dimostrato che la dissoluzione della cloroapatite avviene circa 45 volte più rapidamente rispetto alla fluoroapatite, rilasciando inoltre più fosfato, che si può rendere disponibile nel terreno in una concentrazione doppia.

Questo implica che le interazioni tra acqua e roccia sulla superficie primordiale di Marte avevano probabilmente abbastanza fosfato per dare inizio alla vita…

Insomma, in una sperimentazione di laboratorio si è giunti a stabilire che su Marte vi era maggiore abbondanza di fosfato, sostanza presente in molecole fondamentali come il DNA,  l’ATP e i fosfolipidi della membrana cellulare, da questo si è giunti alla conclusione che forse il pianeta rosso è stato il luogo d’origine della vita.

E perché allora non supporre che su Marte si siano formati anticamente dei detersivi anch’essi a base di fosfati, o degli schermi televisivi i cui tubi catodici che necessitavano fosforo in abbondanza? La realtà è che il salto tra la presenza di determinate sostanze e l’origine della vita è troppo forte per stabilire una ragionevole ipotesi al riguardo.

Anche stavolta, come del resto è avvenuto per le dichiarazioni del prof. Brenner, qualcuno ha giustamente frenato gli entusiasmi invitando alla cautela, come riferito sempre su Le Scienze:

…occorre fare alcuni distinguo, esposti in un articolo di commento apparso sullo stesso numero di “Nature Geoscience” e firmato da Matthew Pasek, del Dipartimento di Geologia dell’Università della South Florida a Tampa…

Ciò significa che le congetture di Adcock e colleghi andrebbero presentate in forma più cauta…

 

E così anche in questo caso come in quello della congettura del. prof. Brenner fortunatamente c’è qualcuno che invita alla prudenza.

Resta il fatto che con in modo troppo disinvolto si presentano congetture praticamente infondate sull’origine marziana della vita.

Un specie di moda del momento. 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

14 commenti

  1. Giorgio Masiero on

    Una moda del momento…, o un intelligente supporto all’azione di lobbying della Nasa (e della sonda marziana Curiosity, in particolare, di cui è stato festeggiato pochi giorni fa il primo anniversario) in vista del budget 2014 in discussione al Congresso. Perché, cari contribuenti americani, dato il sol dell’avvenire che Marte promette con i suoi segreti da disvelare, non allentate un po’ di più i cordoni della borsa?

    • Dopo tante analisi fantasiose e inverosimili questa è la cosa più sensata che ho letto sulla questione.

      Ed è anche uno spunto per meditare sui condizionamenti di vario genere che possono influenzare gli studi scientifici.

    • Beh, “del momento” non direi… io è da quando sono piccolo che ricordo di queste storie…

      • Effettivamente quella dei marziani, batteri o omini verdi, a partire dalla seconda metà dell’800 è una idea evergreen.
        E quindi, non avendo trovato omini verdi, adesso è il momento dei batteri estinti…

  2. «che ha dichiarato che la vita viene da Marte per via dell’abbondanza di molibdeno ossidato»
    Magari… da quanto si capisce leggendo gli articoli del Corriere e di Repubblica la presenza molibdeno sarebbe solo dedotta dalla presenza di boro rinvenuta su meteroriti marziane.

  3. Scusate, ma com’è possibile che un meteorite venga da Marte? E com’è possibile che la vita arrivi con un meteorite incandescente?

    • L’unica possibilità che un meteorite provenga da Marte è che sia stato a sua volta scagliato nello spazio in seguito all’impatto di un grande meteorite.

      Attualmente esiste un catalogo di meteoriti che si presume provenire da Marte. Ma, come giustamente da te osservato, le probabilità che essendoci effettivamente un microrganismo su un meteorite tale organismo non venga ucciso dal lungo viaggio nello spazio e dal surriscaldamento al momento dell’entrata nell’atmosfera potrebbero essere davvero basse. Del resto noi per sterilizzare gli oggetti li portiamo a temperature molto inferiori a quelle sviluppatesi sui meteoriti.

      Ammettere la provenienza della vita da Marte è davvero un atto di fede che fa concorrenza a quelli delle religioni.

    • Ciao Giancarlo.
      Coincidenza, ho appena finito di vedere questo filmato di Morgan Freeman Science del 2010 che ne parla.
      http://www.youtube.com/watch?v=sKvJdl7c_Bo

      All’inizio (14′) dicono che le comete possono avere portato elementi prebiotici.
      Se l’impatto fosse perpendicolare non sarebbe possibile, mentre con più angolazione avrebbero rilasciato dell’H2O (20%) che non avrebbe raggiunto temperature impossibili alla vita.
      http://www.youtube.com/watch?v=odCM-0FHXLc
      In ogni caso si attaccano al fatto che esistono forme di vita batteriche che resistono ad ambienti di vita estremi sia come temperature che come sostanze (arsenico).

      Ovviamente sostengono anche la presenza nelle comete di aminoacidi.
      Però come con Miller, non dicono chiaramente che quel tipo di aminoacidi non si sono mai legati in qualcosa che potesse lontanamente formare delle proteine.

      Verso la fine parla proprio di rocce da Marte con ipotetici minuscoli organismi.
      http://www.youtube.com/watch?v=FlxgXI9gGVw
      Sostengono che solo la superficie del meteorite si è scaldata enormemente mentre il resto quasi per niente.

      Ne approfitto per chiedere a Enzo una cosa su quel filmato parte 2 al 7′.
      Per spiegare la formazione misteriosa delle membrane delle cellule all’inizio della vita, fanno un esempio di alcuni acidi grassi che, mescolati, produrrebbero una specie di “membrana” che da sola, spontaneamente, si trasformerebbe in un tubicino flessibile riproducendosi.
      Cioè? Avrebbero scoperto la formazione della vita negli acidi grassi? Senza il DNA?
      Poi però aggiungono “Ma per essere davvero vive hanno bisogno di un elemento essenziale, i geni”. Appunto.
      E il passaggio al DNA lo pensano avvenuto da una forma semplificata di RNA.
      John Sutherland dice che ha creato 2 elementi dei 4 dell’RNA. Un po’ come gli esperimenti di Miller?
      All’inizio ne parlano ma anche lì si sono guardati bene dal dire come Miller avesse barato sulla procedura di creazione degli aminoacidi… “Fu una grande scoperta… Fino ad allora gli scienziati avevano cercato di formare dei composti organici simulando l’atmosfera primordiale, ma senza riuscirci” Eh sì, perchè Miller c’è riuscito, vero?? Meglio lasciarlo credere a chi guarda…

      A mio giudizio sono filmati piuttosto faciloni nella divulgazione e si sente ogni due minuti come vogliano portare l’ascoltatore alle loro tesi (dubbi su Dio -in altre puntate, sono una 30ina-, vita come probabile in tutto l’universo, vita dallo spazio etc).
      Ciò non toglie che siano realizzati tecnicamente benissimo e questo è ancora di più un handicap! 🙂
      Ottima anche la narrazione che non si fa fatica a seguire. Purtroppo è la sostanza degli argomenti che non torna…
      Ribadisco quello che dicevo mesi fa: questo sarebbe il tipo di divulgazione a cui noi dovremmo tendere.

      • Concordo frank che si tratti di filmati realizzati molto bene.
        E anche sulle altre considerazioni, le membrane realizzate in laboratorio non vanno molto oltre quelle bolle di sapone che vengono mostrate, e dire che la loro divisione è un passo verso la ricostruzione dell’origine della vita è un’esagerazione al apri di quella dell’esperimento di Miller.

        Allora ogni volta che nella vasca da bagno l’acqua che scende dal rubinetto fa aumentare le bolle e crescere la schiuma stiamo realizzando la vita?

        Contenuti seri e utili ad una buona divulgazione si alternano a fughe in avanti e teorie azzardate, un vero peccato, proprio perché si tratta di ottime realizzazioni e quindi di strumenti che possono diffondere altrettanto bene sia conoscenze che racconti troppo fantasiosi.

        Ci tenderemmo pure a questo tipo di divulgazione, ad avere i mezzi di Discovery Science…

        • “Ci tenderemmo pure a questo tipo di divulgazione, ad avere i mezzi di Discovery Science…” :mrgreen:

          Bhè certo, però magari cominciare ad organizzarsi in qualche modo con qualcuno ed esplorare il mondo della video-divulgazione.
          Non è obbligatorio realizzare qualcosa agli stessi livelli di Discovery.
          Poi, credimi, non è tutta questa difficoltà insuperabile. E’ più un blocco psichico iniziale.
          A parte animazioni grafiche 3d che richiedono competenze particolari (in ogni caso anche lì affatto insormontabili) e magari anche qualche altra animazione, il succo è fattibile anche con mezzi modesti.
          Oggi poi che una telecamera da pochi soldi ti permette di registrare con risoluzione full-HD senza artefatti o rumore video…
          Come programma di montaggio, un tempo si era costretti a usare sw costosi, adesso, per dire, il programma professionale di Adobe, Premiere Pro, viene affittato a 36,89€ al mese. Avendo raccolto prima tutti gli elementi che ti servono, con 36€ ti fai il montaggio intero e magari anche quello di altri video già programmati…

          Per assurdo, uno dei video più affascinanti che ho visto sulla MQ, accessibile e nello stesso tempo avvincente, è stato quello con una ripresa statica in poltrona di Sheldon Lee Glashow:
          http://www.youtube.com/watch?v=duHX6Riqzr4
          Che vi consiglio di vedere.
          Non ha usato formule né lavagne né computer eppure ha trasmesso conoscenza di argomenti complessi in modo avvincente.

          Insomma a quel punto, 1-2 buone alogene, una discreta telecamera digitale, un buon microfono, un salotto :mrgreen:, qualche musica scaricata da siti free, magari qualche immagine come quelle che già trovi per i tuoi articoli et voilà.
          Certo ci vuole anche più tempo… ma dopo aver iniziato e vedere i risultati, viene anche la voglia 🙂

          Magari Enzo Pennetta che intervista Giorgio Masiero o Alessandro o Michele o Sermonti o viceversa… 🙂

          Just my 2 cents.

          • frank, hai un’incredibile capacità di segnalare bei video, mi stai arricchendo la videoteca per il prossimo anno scolastico! 🙂

            Hai ragione, si può fare un buon prodotto anche con poco, è uno spunto sul quale vale la pena di riflettere, anzi, al dire il vero sono in contatto con una persona che ha già pensato un’iniziativa del genere, speriamo che si riesca a realizzarla.

          • Jacques de Molay on

            Il campo del montaggio/editing audio-video mi riguarda da vicino, quindi eventualmente… a disposizione!