Come si fa scienza oggi? Per sentito dire.

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oikamarx

Pikaia si occupa di un libro critico della teoria darwiniana e lo fa secondo il suo stile.

Nessuna osservazione nel merito, nessuno studio del testo, Pikaia non trova niente di meglio che affidarsi al sito Bufale.net.

Di Gabriele Zuppa

Chi ha seguito i primi mesi di vita del mio testo Gli strani casi del Dr. Darwin e di Mr. Marx – dove, tra l’altro, si mette in discussione il potenziale esplicativo dell’apparato concettuale darwiniano – si è inevitabilmente imbattuto nell’ironia o nella ferocia verbale con il quale è stato accolto. Si capisce come il racconto darwiniano dell’evoluzione sia parte delle nostre vite e come ci si debba scomporre quando qualcuno abbia la pretesa di indicaci come ciò in cui abbiamo sempre creduto sia una fantasticheria concettuale.

Capiamo sia inverosimile che quello a cui tutti credono sia “un coacervo di contraddizioni”, un giro di concetti (selezione naturale, sopravvivenza del più adatto, lotta per l’esistenza, ecc.) che si annullano e non sanno dire niente più che “le specie trasmutano”.

Sappiamo anche come chi dovrebbe essere consapevole del processo scientifico spesso e volentieri, contro la sua più buona volontà, lo sclerotizzi in un dogmatismo ascientifico. A causa dell’accademismo stolto – con il quale oggi noi, malauguratamente, così frequentemente abbiamo a che fare – Aristotele, per citare un caso noto, da simbolo del libero pensiero contro la sclerotizzazione della teologia, divenne il simbolo del dogmatismo che si opponeva alla ricerca scientifica  tra il XVI e il XVII secolo.

Non ignoriamo neppure che è normale e di buon senso il riferimento nella nostra quotidianità all’autorità riconosciuta: è impossibile verificare qualsiasi notizia che ci giunga; per poterlo fare dovremmo diventare scienziati onniscienti.

Ma se siamo un sito che si occupa di Bufale (Bufale.net), possiamo accusare di disinformazione un testo solo perché propone una tesi non riconosciuta, quando essa sia argomentata? Bisognerà rispondere alle argomentazioni o saltarle a piè pari perché, argomentando una tesi non riconosciuta, esse debbono di necessità essere disinformazione? Pazienza se quasi tutti scelgono la seconda opzione, anche i sedicenti smascheratori di bufale. Ma cosa dire se ad attuare il medesimo procedimento pregiudizievole, dogmatico, antidemocratico e antiscientifico è Pikaia.eu, “Il portale dell’evoluzione” diretto da Telmo Pievani? Certamente si può credere inverosimile che qualcuno di esterno all’entourage evoluzionista possa aver rilevato delle contraddizioni mai tematizzate in precedenza da chi se ve ne occupa quotidianamente. E legittimamente si può ignorarlo, in nome di un principio di economia: mica possiamo dar retta agli infiniti improvvisati esperti che pretendono di cantarci il loro sapere a buon mercato. Cosa spinge però la serietà di uno studioso di scienza, che dovrebbe essergli propria, a prendere in considerazione quel testo per denigrarlo basandosi sul titolo, sulla quarta di copertina e su quanto riporta proprio Bufale.net, cioè su un qualcosa di inventato che col testo non c’entra nulla e che testimonia soltanto che il testo non è stato manco sfogliato?

Non c’è contenuto scientifico, non c’è scienza al di fuori dell’atteggiamento scientifico, dal processo che protegge la verità dal divenire dogma, la prospettiva dal divenire fazione, le proprie ragioni dal divenire la propria presunzione.

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Dottorato di ricerca in filosofia teoretica all'Università di Trento, docente di filosofia. E' stato Presidente dell'associazione culturale AttivaMente con cui ha dato via alla Società Internazionale per lo studio di Gomez Davila. Ideatore della collana animAMundi.

42 commenti

  1. Giuseppe Cipriani on

    Sono d’accordo con te, Zuppa. La “recensione” su bufale.it è incasinata al massimo, confusionaria, mi pare che si faccia ancora confusione tra “evoluzione” e “teoria dell’evoluzione”, un pasticcio, insomma…
    Lo dico fuori dei denti: Pikaia non dovrebbe sputtanarsi in questo modo, e spero che qualcuno lo ammetta. Amen.

    • Gentile Giuseppe, La ringrazio. Sì, quella “recensione” è ridicola perché pretende di parlare di qualcosa di cui non ha idea; ma pure le categorie che impiega per il suo siparietto lasciano alquanto perplessi. Le contraddizioni “non invalidano una teoria, ma la falsificano”? “Invalidare una teoria significa confondere la teoria con l’ipotesi”? E lì non si sono spinti tanto oltre: altrove hanno pure scritto che quella di Darwin non è una teoria, ma un fatto. Comunque sia, costoro li avevo ormai digeriti e dimenticati. Ci voleva però – perché lo sconcerto non mancasse di niente – la riesumazione in grande stile da parte dei super scienziati scientifici di Pikaia.

  2. Leggendo l`articolo-recensione non sono riuscito a capire ne` il punto del libro ne` quali siano le eventuali controargomentazioni: ci si limita ad attaccare la frase sulle contraddizioni presenti nella teoria di Darwin, senza peraltro entrare nel dettaglio, o spiegare perche` queste siano addirittura ritenute quasi necessarie.
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    Poi non capisco questa frase:
    “Sarebbe forse troppo banale far notare che nonostante i propellenti le zanzare ci sono ogni anno”
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    Forse che un nuovo metodo di bonifica delle zone malariche prevede di mandare questi dannosi insetti fuori dall`atmosfera terrestre ? 😉

    • La persistenza delle zanzare in teoria si spiega affermando che le zanzare si evolvono, cioè avviene qualche mutazione per cui alcune zanzare sopravvivono ai repellenti…oppure qualcuna sopravvive perché le differenziazioni preesistenti garantiscono una certa percentuale di zanzare resistenti…insomma, è come con gli spinarelli, tutto si basa sulla definizione ultra-generale di evoluzione.

      • Adesso ho capito: c`e` stato un divertente refuso tra “repellente” e “propellente”.

      • muggeridge on

        …e sul non distinguere tra micro-evoluzione, osservata di continuo, e macro-evoluzione con la speciazione che invece non è mai stata osservata, nemmeno negli organismi più piccoli e più semplici.
        Probabilmente parlare di “evoluzione” per la “micro” è stata la furbata maggiore per sostenere che l’evoluzione non è una teoria ma un fatto. Si fosse parlato solo di mutazione o variazione tutti avrebbero mandato costoro a quel paese, perché questa, più che ordinaria, risulta scontata (i figli uguali ai padri o alle madri sono un’eccezione…).

        • Giuseppe Cipriani on

          Più che una furbata, parlare di evoluzione per la microevoluzione mi pare una cosa accertata e accettata anche qui su CS.

          • Cerchiamo almeno qui di uscire fuori da questo trucchetto linguistico di vole confondere micro e macro evoluzione.
            Abbiamo già detto fino allo sfinimento che la microevoluzione è una realtà di cui si è capito tutto ma che non va confusa con la macroevoluzione.
            Legare i due termini è fuorviante propongo di non usare più il termine microevoluzione ma un altro meno ambiguo come “variazione intraspecifica” e per i casi di perdita di interfecondità “speciazione non evolutiva”.
            Poi finalmente potremo passare ad occuparci di evoluzione per davvero.

          • Perché il termine “evoluzione” dovrebbe essere riservato solo alla comparsa di caratteri nuovi e non alla variazione di quelli già presenti.
            Ripeto, serve sgombrare il campo da giochetti verbali.

          • Grazie. Pensavo che quando c’è speciazione c’è evoluzione, sempre e comunque.
            Riguardo ai nuovi caratteri. Stavo leggendo della cooptazione genica. https://it.m.wikipedia.org/wiki/Biologia_evolutiva_dello_sviluppo
            Lo so è wikipedia.. per questo chiedo a lei..
            Stesso gene che sviluppa diverse funzioni in diverse specie.. se ho ben compreso. Quindi un qualcosa di preesistente che, riarrangiato, da luogo a una novità (ipotizzando che ad esempio la figura di occhio sulle ali della farfalla sia venuto dopo le zampe dell’insetto). Cooptazione genica e nuovi caratteri. Cosa non ho capito? Come stanno le cose?

          • Come dicevamo la speciazione è la separazione riproduttiva di due popolazioni, non è necessario che siano comparsi nuovi caratteri, pensiamo ad asino e cavallo.
            Sul secondo punto è evidente che l’evoluzione non può essere solo un riarrangiamento e una cooptazione dell’esistente, se così fosse tutte le specie avrebbero gli stessi geni ma rimescolati. E invece non è così.

  3. Non mi soffermerò invece sul ridicolo accostamento tra teoria di Darwin e marxismo perché una simile sparata non merita il mio tempo.
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    Wie Darwin das Gesetz der Entwicklung der organischen Natur, so entdeckte Marx das Entwicklungsgesetz der menschlichen Geschichte
    (Come Darwin ha scoperto la legge dell`evoluzione della natura organica, Marx ha scoperto la legge evolutiva della storia umana).
    Friedrich Engels.

    • Bravo Lovinski, inoltre dovrà pur esserci una ragione se Marx dedicò Il Capitale a Darwin.

      • Entrambi poi consideravano Aristotele come il loro Maestro: uno per la distinzione del filosofo greco dell`economia dalla crematistica; l`altro per una citazione nella Fisica che pare prefigurare l`evoluzionismo afinalistico (che in realta` era di Empedocle, qui Darwin prese una topica madornale).

  4. Giorgio Masiero on

    Condivido il discorso del dott. Zuppa, di cui spero di leggere ancora le intense riflessioni qui in CS.
    Solo il titolo (“Come si fa scienza oggi? Per sentito dire”) non condivido: Pikaia infatti non “fa scienza”, non l’ha mai fatta né in particolare l’ha fatta recensendo il libro di Zuppa, ma fa solo “divulgazione” scientifica. Chi fa davvero scienza, oggi lo fa ancora seriamente in gran parte parte, accettando volentieri la critica e ancor più volentieri di essere falsificato!
    Pikaia fa divulgazione con nessuna originalità, seguendo il main stream occidentale, cioè identificando la tecno-scienza con il naturalismo filosofico nella sua interpretazione di moda (il nichilismo). In questa visione “Einstein si può criticare, Darwin no” (Boncinelli), come sanno in tanti a loro spese, da Piattelli Palmarini a Nagel fino a Zuppa… e a noi stessi nel nostro piccolo!
    L’ironia è che i divulgatori di Pikaia, proprio negando la possibilità di criticare Darwin, proprio assegnandogli uno status di infallibililità, fanno il peggior servizio possibile alla sua teoria, che viene trasformata in un dogma e, peggio, in una ideologia. E dimostrando così la tesi di Zuppa che volevano negare!

    • Giuseppe Cipriani on

      Mi pare esagerato nella sua critica, prof. Masiero.
      Sul sito di Pikaia si trova molto di buono.
      Quel che serve è lo spirito critico giusto, serve là come qui su CS, per non farci mai “ingannare” da prese di posizione solo di parte e preconcette.
      Facile a dirsi ma difficile da mettere in pratica, perché spesso noi per primi non siamo in grado di giudicare correttamente.

        • Ma il vero nocciolo pastafariano, condivisibile o meno, è: perché credere in un uomo dalla lunga barba bianca e non in un essere dai lunghi spaghetti, quando non> ci sono prove né pro né contro entrambi?

          Questo articolo e` interessante: inanzitutto si vede un pregiudizio, piu` che antireligioso, anticristiano – iconografia dell`uomo con la barba bianca – e questo conferma la natura parassitaria e non universale di questa “goliardata”; in secondo luogo si rivela ancora una volta l`ignoranza spaventosa di teologia, visto che il Dio cristiano non ha la barba bianca (Somma teologica):
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          Si deve negare assolutamente che Dio sia un corpo

          È impossibile che in Dio ci sia la materia.
          Primo, perché la materia è potenzialità, mentre Dio, come si è provato , è atto puro, non avente in sé potenzialità alcuna. Quindi è impossibile che Dio sia composto di materia e di forma.


          Si prova in più modi che Dio è del tutto semplice:
          Primo, in base a quanto si è detto sopra . Infatti, dato che in Dio non vi è composizione alcuna non quella di parti quantitative, non essendo egli un corpo; né quella di forma e materia; né distinzione tra natura e supposito; né tra essenza ed essere; né composizione di genere e differenza; né di soggetto e di accidente —, è chiaro che Dio non è composto in alcun modo, ma è del tutto semplice.


          Invece la divinita` del pf. ha un corpo, di questo possiamo essere certi, non puo` quindi essere Atto Puro, viene percio` degradata a divinita` di “secondo livello”, dio o demone pagano, o demiurgo platonico, tutti enti subordinati all`Atto Puro: non e` possibile allora nessun confronto sullo stesso piano.

          • Ma il vero nocciolo pastafariano, condivisibile o meno, è: perché credere in un uomo dalla lunga barba bianca e non in un essere dai lunghi spaghetti, quando non> ci sono prove né pro né contro entrambi?

            Alla luce di quello che ho scritto sopra la domanda non sarebbe “perche` credere alla divinita` A e non a quella (analoga) B ?” ma “perche` credere alla divinita`A (per sua natura creatrice di tutto, anche potenzialmente di B) e non alla divinita` B ?”

            Messa cosi` assume tutto un altro significato: se credo in B – e questo vale per tutte le cose che credo esistenti, cioe` quelle cose attualizzate nel potenziale – devo credere logicamente in A (Atto Puro).
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            Non vale pero` il contrario: credere in A (Atto Puro) non implica il credere in B.

        • Per me questa goliardata e` al livello dei filmati sottotitolati con Hitler che diventa commentatore di qualsiasi argomento: possono essere divertenti solo per gli ignoranti, da un lato di tedesco, dall`altro di filosofia/teologia; altrimenti sono percepibili come volgarita` di cattivo gusto.

  5. Pikaia si è scomodata a denigrare il lavoro di Gabriele Zuppa, che saluto calorosamente, perché sanno quanto pericoloso possa essere.
    La teoria darwiniana può sopravvivere finché non viene mostrata nelle sua connessione con la politica e l’ideologia non dichiarata che affondando le radici nell’Ottocento si estende fino ad oggi con risultati drammatici.
    Le competenze in biologia, fisica e filosofia su cui possiamo fare affidamento sono sempre maggiori e la sinergia non mancherà di dare dei risultati.
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    Con l’occasione segnalo la seguitissima pagina Facebook di Gabriele Zuppa:
    Società e Politica

  6. Signor Pennetta
    salve e complimenti per il sito.
    Volevo chiederle se ha mai pensato di realizzare una recensione critica di alcuni libri a favore dell’evoluzionismo come “Al di là di ogni ragionevole dubbio” e “Infinite forme bellissime” di Sean B. Carroll o gli esperimenti sulla Escherichia coli.
    Ogni volta che discuto con degli evoluzionisti in rete citano spesso questi libri. Personalmente non ho le competenze per comprendere dove si sbagliano e cosa c’è di falso nelle prove che riportano.
    Credo che una confutazione con dati alla mano e prove scientifiche che smontino tutte queste prove sia l’arma migliore (e definitiva?) per contrastare certa deriva evoluzionistica.
    La ringrazio nel caso volesse prendere in considerazione questa mia richiesta (ma la ringrazio comunque 🙂 ) e buon lavoro.
    Federico

    • Buonasera Federico,
      e grazie per le parole di apprezzamento.
      La sua proposta è molto sensata e merita assolutamente di essere presa in considerazione, sono infatti pienamente d’accordo sul fatto che per confrontarsi bisogna conoscere gli argomenti dell’altro oltre ai propri.
      Se però non si riesce a fare tutto il lavoro necessario è per motivi di limiti delle risorse in persone e tempo.
      I testi e le affermazioni alle quali controbattere sono proposti dalle nostre controparti in maniera davvero troppo generosa e non riusciamo sempre a stargli dietro…

    • Giuseppe Cipriani on

      @Federico
      Deriva evoluzionistica… In che senso?
      Ritieni , forse, che non c’è evoluzione?
      Sei un creazionista?
      Per evoluzionismo intendi il darwinismo?

  7. Enrico Lutman on

    Va tenuto conto che sul sito “Pikaia” nella tematica “antievoluzionismo” si ritrovano anche articoli come questo:

    “E’ ufficiale: Il Pastafarianesimo diventa in Olanda una religione riconosciuta”

  8. Vogliamo poi parlare di un altro uomo barbuto, tale Luigi Ruscello-di-fuoco ? Non affermava forse che la religione e` das Opium des Volkes ?
    Gli stessi intellighenti, che hanno scaricato l`ormai esausto Marx, ora hanno scaricato pure l`altro filosofo ateo per eccellenza; e quindi oggi non solo la religione e` sdoganata ma pure l`oppio stesso, nella forma piu` politicamente corretta della mariguana.

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