Tanto per chiarire (Repetita iuvant-bis)

14

Tizio e Caio, i due amici che credono nella scienza, si incontrano di nuovo


Tizio:   Buongiorno, Caio, finalmente ci si rivede! Sai, da qualche tempo mi frullavano per la testa dei pensieri fastidiosi… speravo proprio che tu potessi aiutarmi a chiarire un po’ le idee.

Caio:   Spero di poterti dare una mano, amico mio! Dimmi pure.

Tizio:   Dunque, il punto è questo. Quando ci incontrammo l’ultima volta, riuscisti a convincermi del fatto che non c’è alcuna contraddizione tra scienza e fede. Te ne rammenti, vero?

Caio:   Certo. Sinceramente mi era sembrato che tu avessi riacquistato una certa fiducia nella scienza. Qual è il problema, allora?

Tizio:   Il problema è che ho incontrato Sempronio, quello che al liceo se ne stava fisso nell’ultima fila e usava interrompere qualunque discorso con le sue saccenterie. Ebbene, ti assicuro che non ha perso il vizio.

Caio:   Sì, eh?

Tizio:   Proprio. Pensa che ora fa l’agente di cambio. Mi ha riempito la testa di chiacchiere su spread, tassi e titoli tossici per un’ora buona; poi ha parlato per mezz’ora delle costose  diavolerie elettroniche che gli permettono di rimanere “sempre connesso”; da lì è passato a tessere gli elogi della scienza e della tecnica, che (dice lui) “sono infinitamente superiori a ogni fumoso discorso filosofico o letterario”. Non si è fermato un secondo! Ero ferocemente combattuto tra mandarlo a farsi una girata e procurarmi un attacco di narcolessia, quando a un certo punto se n’è uscito con questa sparata: “Certo, bisogna essere proprio degli stupidi per continuare a credere in Dio. Insomma, la scienza ha ormai dimostrato in maniera in-con-fu-ta-bi-le [lo ha proprio detto staccando le sillabe!]che non esiste. Quindi, chi si dichiara credente o è in malafede, o è un cretino, o è un povero fallito in cerca di consolazione. Non ci sono alternative”. Credimi, Caio, ci sono rimasto talmente male che, lì per lì, non sono riuscito a rispondergli sensatamente. Tu, che gli avresti detto?

Caio:   Povero Sempronio. Me lo ricordavo un po’ presuntuoso, ma non fino a questo punto: si permette di parlare di scienza, quando ne conosce ben poca. Guarda, Tizio, sarebbe bastato semplicemente riferirgli quello che ci siamo detti l’ultima volta – facendogli magari capire che dovrebbe informarsi assai meglio, prima di parlare a vanvera.

Tizio:   D’accordo, l’avevo pensato anch’io. Però, sai, la sua affermazione finale un po’ mi ha spiazzato e (quasi quasi) turbato. Ho cominciato a chiedermi se non fosse in fondo vero che chi crede è come minimo disinformato – voglio dire, se mi guardo intorno vedo moltissima ignoranza e superficialità, e tante volte le manifestazioni religiose mi sembrano più delle forme di superstizione e di idolatria che di fede. Allora ho pensato: “Forse ha ragione lui, chi crede nella scienza non può credere in Dio”…

Caio:   Ma no, amico mio! Non cadere anche tu in questa trappola logica. Lo sai quanti scienziati sono credenti? Non te lo dico, perché ti basta un minimo di ricerca su internet per fartene un’idea da solo. Certo, esiste una piccola schiera di divulgatori che si affanna a proclamare, con voce altisonante e attraverso una quantità di mezzi di comunicazione, la tesi sostenuta da Sempronio. È un’opinione rispettabile, per carità. Tuttavia, non è una verità assoluta, e non andrebbe fatta passare per tale.

Tizio:   Capisco. Non potrebbe essere, però, che gli scienziati credenti siano, in fin dei conti, solo quelli “più scarsi”? Voglio dire, non potrebbe essere che la loro intelligenza sia limitata alla ristretta area della scienza che li interessa, e che esclusivamente per quel motivo siano riusciti a conciliare la fede con la ragione? Magari, che so, se potessero avere uno sguardo d’insieme su tutte le discipline scientifiche arriverebbero a non credere più.

Caio:   Decisamente, no, caro Tizio. In tutti i settori esistono scienziati credenti; così come in tutti i settori esistono scienziati non credenti. Chi è più intelligente, allora, tra i due gruppi? Del resto, considera che il fenomeno delle conversioni (in un senso e nell’altro) non è affatto trascurabile: se uno era intelligente prima, rimane intelligente dopo; se era stupido prima, rimane stupido dopo. Perciò io penso, molto semplicemente, che la fede sia qualcosa di  indipendente dal quoziente intellettivo di una persona. Insomma, se un Sempronio qualsiasi è convinto che le cose non stiano così, liberissimo; però, ripeto, non dovrebbe andare in giro a spacciare le sue idee per oro colato! Anche perché c’è il rischio che qualcuno si accorga che le sue argomentazioni, a ben vedere, si riducano unicamente a questo smagliante ragionamento circolare: “Io e altre persone – intelligenti come me – siamo convinti di una certa cosa; di conseguenza, chiunque non la pensi così non può essere intelligente, dato che secondo noi la condizione necessaria per essere intelligenti consiste nell’essere convinti di quella cosa”.

Tizio:   Buona, questa! Mi ricorda tanto i litigi dei bambini, quando dicono: “Ho ragione io, perché tu sei stupido e basta”…

Caio:   Proprio così!

Tizio:   Grazie, Caio, mi hai fatto ridere e riflettere. Mi sento più sollevato.

Caio:   Sono contento di averti chiarito le idee. Ora, però, scusami: devo scappare. Mi raccomando, saluta Sempronio da parte mia. Ciao, alla prossima!

Tizio:   Non mancherò. A presto!

 

Michele Forastiere

michele.forastiere@gmail.com

 


Share.

MICHELE FORASTIERE - michele.forastiere@gmail.com - Dopo la laurea in fisica, ha svolto per alcuni anni attività di ricerca nel campo dell’ottica integrata prima di intraprendere la carriera di insegnante. Attualmente è docente di matematica e fisica in un liceo scientifico. Ha pubblicato “Evoluzionismo e cosmologia. Ovvero: Cosa c’entra Darwin con la vita, l’Universo e tutto quanto?” (Cantagalli 2011).

14 commenti

  1. Leonardo Macrobio on

    Il dialogo tra Tizio, Caio e Sempronio mi riporta alla mente la stupenda domanda di Dostoevskij: “Un uomo colto, un europeo dei nostri giorni, può credere, credere proprio, alla divinità del figlio di Dio, Gesù Cristo?”.

  2. Bhè, tra i fisici ed i matematici esistono molti scienziati cristiani, ma solo perchè sono ignoranti sulla struttura umana che non può essere compatibile con la visione del mondo cristiana, non a caso la stragrande maggioranza dei biologi è atea od agnostica.

    • Michele Forastiere on

      Ma la “struttura umana” è pur sempre costituita di particelle elementari… 😉 Lei sta dunque affermando, mi pare di capire, che le leggi della biologia trascendono in qualche modo quelle della fisica? Lo sa che, in tal caso, lei starebbe sottoscrivendo una concezione del mondo alquanto anti-riduzionista? Attenzione, ché l’anti-riduzionismo può aprire la strada al finalismo, al deismo e forse addirittura al teismo… 🙂
      Un caro saluto!

  3. Come avviene con i sequel,di solito si preferisce l’originale.
    Comuque ripete un concetto che è semplice,la distinzione fra storia naturale e scienza galileiana(semplice ma fatca nonostante i repetita a essere colto,il che indica un non volerlo cogliere,o il fatto che faccia comodo non ‘sentirlo’),ma fa di più ,permette,volendo,di iniziare a riflettere,qualora non lo si abbia mai fatto, sulla diveristà fra ateismo e l’esser ateo,e dell’eventuale influenza dannosa che il primo possa avere sulla scienza,idem fra chi crede,chi ha fede, e chi invece ha un indottrinamnto dogmatico,cosicchè egli non sia mosso dalla sua mente e dal suo cuore ‘a salire’ a Dio,ma riceva invece un vero indottrinamento andando eventualmente anche in questo caso a fare danno alla scienza.
    Dostoevskij aveva ,così pare,molta fede in Cristo,certo quella domanda può tornare ad essere più volte attuale,l’ateista che ‘combatte’ la fede in Dio è solito domandarsi quali prove si abbiano che esiste Dio…
    (Insomma, la scienza ha ormai dimostrato in maniera in-con-fu-ta-bi-le -dice Sempronio)(“Pensano tra sé gli incoscienti: ‘Ma dov’è Dio?”Salmo 14:1-Poiché in lui stesso viviamo, ci muoviamo e siamo, come persino alcuni dei vostri poeti hanno detto: “Poiché siamo anche sua progenie”-Atti 17:28)
    Ma poi valuta davvero le “prove” che potrebbero far pensare ad un Creatore,o si sofferma solo su quelle banalmente confutabili,che fra l’altro il più delle volte vanno a confutare doti,qualità,l’essere che attribuiscono ad un Dio,di stampo filosofico-teista, che identificano, creano infondo loro stessi, non si sa in base a cosa?
    Una cosa poi, qui, non traspare, in questo dialogo ,ma molti che non credono all’esistenza di Dio sono spesso indotti a fare ciò proprio da una qualche religione.Da come si pone,da come è fatta apparire etc..Certamente la cosa che qui preme far notare è fare della scienza uno strumento contro la fede in Dio,quando è cosa non solo deprecabile,ma impossibile,poichè si mescolano campi che non si incontrano nel modo in cui vogliono far credere.
    L”ateista’,sullo stile di Sempronio,qui menzionato,fa questo ragionamento ,fra i vari,:
    “Vabbeh, è un ‘tappa-buchi’,ciò che la scienza non sa o non sa ancora spiegare,e quindi oggetto di indeterminazione,di mistero,di dubbio, lo si spiega con Dio,è fazioso..tante cose che in antichità venivano pensate essere frutto della divinità, con l’astronmia, la biologia la fisica,la chimica, son diventate determinabili da vari fenomeni fisici,chimici che posso escludere Dio..così il bisogno di un Dio,usato prima per spiegare quasi tutto, si è andato via via restringendo ad occupare solo i vuoti disponibili,quello che c’è è il Dio dei vuoti”
    Allora si potrebbe dire,ritornando all’argomento,se la fede escluda o meno l’indagine e il rigore scientifico.
    Io credo che queste parole su questo dicano molto:

    “Ciò che si può conoscere di Dio è visibile a tutti: Dio stesso l’ha rivelato agli uomini. Infatti, fin da quando Dio ha creato il mondo, gli uomini con la loro intelligenza possono vedere nelle cose che egli ha fatto le sue qualità invisibili, ossia la sua eterna potenza e la sua qualità divina. Perciò gli uomini non hanno nessuna scusa”.
    – Lettera ai romani 1:19,20-

    “Il primo sorso dal calice della scienza rende atei ma, in fondo al calice, Dio aspetta.”
    (Werner Heisenberg, 1901-1976,fisico tedesco)

    “La scelta del campo – quello della fede o quello ateo – non dipende in alcun modo dalla scienza o da prove scientifiche. E non influisce assolutamente sulla qualità del lavoro scientifico. Gli scienziati creazionisti non sono per nulla inferiori nella qualità del lavoro di ricerca, professionale e didattico, rispetto agli scienziati atei. Svolgono, o hanno svolto il loro lavoro con benefici per i loro colleghi, datori di lavoro, studenti e pubblico, nella massima correttezza e rispetto delle idee altrui. Hanno scoperto leggi fondamentali della natura, inventato, progettato e realizzato apparecchiature di alta tecnologia nel sono tra i massimi esponenti dell’ingegneria genetica, hanno fatto scoperte nel campo aerospaziale e della medicina, l’ingegneria genetica, per non parlare dell’astronomia, la fisica, la matematica la medicina. L’ostilità nei loro confronti non è motivata da considerazioni inerenti alla loro attività di scienziati, ma alla loro scelta di campo della fede.”

    Mihael Georgiev

    La fede non spegne la mente,non è antitetica alla scienza,tutt’altro,e il fatto che un uomo di scienza,che chiunque ,abia fede in Dio,in Cristo non vuol dire affatto che poi faccia cattiva scienza,o che sia ignorante in questo campo.
    Lo stesso vale anche per chi non ha fede.
    Finchè ci si comporta come sta scritto lassù nell’alto del Blog firmato da anonimo ogni credo personale è rispettabile.
    La fede può tranquillamente essere ammessa e non contraddetta dalla scienza,e nel mostrarlo non c’è nulla di male ne di sbagliato,ne si fa cattiva scienza,non si fa scienza,si parla di fede,i fatti conosciuti sono interpretabili in modi diversi,e quindi il farlo,con mente aperta,non precludendo per preconcetto o pregiudizio,lo studiare interpretazioni non materialistiche,non ha in se nulla di sbagliato,non vi è proprietà commutativa,fare l’inverso sarebbe brutta teologia o brutta scienza,o entrambe ma così è perfettamente legittimo,ognuno sta nel suo campo e non è fatto nulla da generare quell’astio..il proprio credo,sia ateo o altro(l’ateismo è un credo) non impedisce l’ essere buoni scienziati,neanche l’interpretare la storia del mondo in chiave creazionista oppure atea lo impedisce..
    Lo impedirebbe solo e soltanto il non rispetto delle leggi naturali o fare di una qualche ideologia scienza.

    • Complimenti, chiarissimo e preciso.
      Anche le citazioni sono molto ben scelte.

      Purtroppo sembra che molti seguaci del credo ateista includano nel loro credo proprio l’incompatibilità fra fede e scienza, ed essendo questo per l’appunto un dogma della loro fede qualsiasi ragionamento viene rigettato se contraddice il dogma stesso.

  4. Vorrei chiedere una cosa ai frequentatori di questo sito i quali sono senz’altro più preparati di me in biologia: Michael Shermer sostiene in questo sito che Wallace fu un materialista e che non si può parlare di spiritualità nei suoi scritti?
    Quest’affermazione corrisponde al vero, oppure Shermer mistifica la realtà?

    Vi scrivo cosa dice Shermer:
    “Modern Intelligent Design creationists generally (with few exceptions) believe that the designer is God. Nowhere in this paper does Wallace invoke God as the overarching intelligence. In a footnote in the second edition of the volume in which this paper was published, in fact, Wallace upbraids those who accused him of such speculations:

    Some of my critics seem quite to have misunderstood my meaning in this part of the argument. They have accused me of unnecessarily and unphilosophically appealing to “first causes” in order to get over a difficulty — of believing that “our brains are made by God and our lungs by natural selection;” and that, in point of fact, “man is God’s domestic animal.” … Now, in referring to the origin of man, and its possible determining causes, I have used the words “some other power”– “some intelligent power” — “a superior intelligence” — “a controlling intelligence,” and only in reference to the origin of universal forces and laws have I spoken of the will or power of “one Supreme Intelligence.” These are the only expressions I have used in alluding to the power which I believe has acted in the case of man, and they were purposely chosen to show that I reject the hypothesis of “first causes” for any and every special effect in the universe, except in the same sense that the action of man or of any other intelligent being is a first cause. In using such terms I wished to show plainly that I contemplated the possibility that the development of the essentially human portions of man’s structure and intellect may have been determined by the directing influence of some higher intelligent beings, acting through natural and universal laws.
    Clearly Wallace’s heresy had nothing to do with God or any other supernatural force, as these “natural and universal laws” could be fully incorporated into the type of empirical science he practiced. It was not spiritualism, but scientism at work in Wallace’s world-view: “These speculations are usually held to be far beyond the bounds of science; but they appear to me to be more legitimate deductions from the facts of science than those which consist in reducing the whole universe…to matter conceived and defined so as to be philosophically inconceivable.”

    In Wallace’s science there is no supernatural. There is only the natural and unexplained phenomenon yet to be incorporated into the natural sciences. That he left no room in his evolutionary theory for exaptations of early structures for later use is no reflection on his ambitions and abilities as a scientist. It was, in fact, one of Wallace’s career goals to be the scientist who brought more of the apparent supernatural into the realm of the natural, and the remainder of his life was devoted to fleshing out the details of a scientism that encompassed so many different issues and controversies that made him a heretic-scientist.

    If modern Intelligent Design theorists restricted their visage to only natural causes they would, perchance, be taken more seriously by the scientific community, who at present (myself included) sees this movement as nothing more than another species of the genus Homo creationopithicus.

    • A parte che l’Intelligent Design,almeno in teoria,vorrebbe porsi cercando di dire che scientificamente potrebbe essere possibile dire cosa è frutto del caso e cosa di un progetto intelligente.
      La fede verrebbe quindi in secondo piano al limite e comunque riguarderebbe un altro campo,perchè appunto l’ID si prefigerebbe di lavorare in ambito scientifico.
      Wallace più che creazionista era spiritista..non stupisce infatti l’idea in lui della trasmutazione delle specie attraverso la selezione naturale,la sua idea era pressocchè che l’evoluzione umana si inseriva in una concezione finalistica, volta alla creazione da parte di un essere-superiore;in particolare l’evoluzione della coscienza umana sarebbe fruto di forze spirituali.
      Per quanto possa anche avere assonanza con le prime cose dal Vaticano circa l’evoluzionismo darwiniano dopo l’iniziale ‘no-comment’,si è veramente su un altro piano,si è proprio sul piano spiritista-new age,non sembra poter entrrare troppo la figura di Dio..
      In ogni caso scientismo,materialismo,spiritismo..non è che in merito al fenomeno in analisi serva fare troppa distinzione,quando è abbastanza evidente che le idee di fondo sono tutte di stampo di quella che si può definire “new-age”.
      In ogni caso il contestare l’evoluzionismo neo-darwinano non necessita affatto dell’ID.

        • Ma figurati,contento di aver potuto esserti stato d’aiuto nei tuoi dubbi,fra l’altro mi pare di essermi ‘mangiato ‘ qualche verbo o parola,meno male che il messaggio è risultato comunque comprensibile..

Exit mobile version