Omosessualità: nessuna prova che sia di origine genetica

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Dopo che era stata perfino dichiarata favorita dalla selezione darwiniana, Giuseppe Novelli uno dei più importanti genetisti italiani, manifesta forti dubbi sull’origine genetica dell’omosessualità. 

 

 

 “I gay aiutano la selezione darwiniana“, con questo titolo apparso il 19 giugno 2008 su Gay.tv , si annunciava il risultato di uno studio dell’Università di Padova, guidato da Andrea Camperio Ciani psicologo del comportamento, che individuava nella correlazione tra omosessualità maschile e maggiore fecondità femminile il motivo per cui in modo contro intuitivo la natura avrebbe premiato una caratteristica che rendendo quasi impossibile la riproduzione avrebbe dovuto essere eliminata dalla selezione naturale.

Ma la teoria era solo supportata da un modello matematico, qualcosa di un po’ deboluccio che oggettivamente non giustificava il titolo di Gay.tv che proponeva invece una certezza acquisita.

 Ecco dunque che a distanza di 4 anni Andrea Camperio Ciani ci riprova, lasciando da parte i matematici e associandosi ad una ONLUS, la Aps GEA Onlus, che nella persona di Elena Pellizzari ha collaborato alla ricerca di nuove prove a sostegno della giustificazione darwiniana dell’omosessualità maschile.

 La nuova ricerca è stata pubblicata ancora una volta dalla prestigiosa PLOS one il 5 dicembre 2012 con il titolo Fecundity of Paternal and Maternal Non-Parental Female Relatives of Homosexual and Heterosexual Men.

Prontamente il sito Pikaia, il portale dell’evoluzione, ha riportato la notizia dell’ennesima conferma dei meccanismi darwiniani pubblicando il 14 dicembre 2012 l’articolo Omosessualità maschile: zie e nonne materne più feconde salvano l’estinzione, che nel dichiarare salva la teoria darwiniana anche davanti al paradosso dell’omosessualità, non salvava la sintassi proponendo un titolo dal quale emerge il fatto che le zie e le nonne “salvano l’estinzione“, cioè la favoriscono!

 Come riferito su Pikaia alcune vecchie ipotesi sulla giustificazione darwiniana dell’omosessualità sono decadute:

Andrea Camperio Ciani, docente del Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova, in collaborazione con Elena Pellizzari, Aps GEA Onlus, ha evidenziato come non vi siano dati che giustifichino la presenza di una selezione di parentela (ovvero che gli omosessuali aiutino i parenti stretti a produrre piu’ figli).  

Inoltre hanno rilevato che  i noti effetti materni (ovvero che ad ogni figlio maschio in più che la donna concepisce, aumenterebbe via via la probabilita’  che il figlio sviluppi omosessualita’  a causa di una progressiva immunizzazione ai fattori del cromosoma Y)  da soli, non possono spiegare la bassa frequenza ma universale presenza degli omosessuali e la stabilità della loro distribuzione nelle popolazioni.

 

Ecco allora che si è rivolta l’attenzione verso un’altra possibilità, quella appunto che il il carattere dell’omosessualità maschile sia collegato ad una maggiore fecondità delle femmine:

 La ricerca ha mostrato come le nonne e le zie materne, esattamente come le madri, degli omosessuali siano significativamente più feconde rispetto alle nonne e zie materne degli eterosessuali. Inoltre la fecondità totale delle femmine si è dimostrata essere in maniera evidente più alta negli omosessuali che negli eterosessuali.

 Però, sfortunatamente per Gay.tv e per Pikaia, proprio l’editor dello studio pubblicato su PLOS one, il prof. Giuseppe Novelli, che insegna genetica medica presso la Facoltà di medicina e chirurgia dell’Università di Roma “Tor Vergata”, ed è Adjunct Professor presso la University of Arkansas for Medical Sciences, Little Rock, (USA) e che fa inoltre parte del consiglio direttivo dell’ANVUR e dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA), ha pubblicato il 7 gennaio scorso su Le Scienze l’articolo L’orientamento sessuale tra genetica ed epigenetica, nel quale vengono passate in rassegna le varie ipotesi su una possibile causa genetica o epigenetica dell’omosessualità mostrando come nessuna di esse sia scientificamente provata.

La conclusione del prof. Novelli è la seguente:

Come si può vedere, i modelli proposti sono ancora lontani dall’essere conclusivi e lasciano ancora aperto il paradosso darwiniano associato all’omosessualità maschile che certamente l’epigenetica non aiuta ancora a risolvere. 

 

Aspettiamo dunque di leggere le dovute rettifiche su Gay.tv  e Pikaia. Ma non ci facciamo troppe illusioni.

 

 

 

 

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Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

55 commenti

  1. “[…]una caratteristica che rendendo quasi impossibile la riproduzione avrebbe dovuto essere eliminata dalla selezione naturale.”

    Beh..direi di andarci con le pinze..un omosessuale,donna o uomo,non è sterile,ovvero può esserlo o non esserlo come un eterosessuale.
    Ci sono molti gay che hanno avuto figli e ce ne sono potenzialmente altri non dichiarati,e poi in tempi meno recenti dove sicuramente c’era un “outing” quasi inesistente matrimoni di copertura con figli ci sono stati.In epoche più lontane dove era presente una forma di omosessualità,ovvero presso antica grecia o antica roma etc..era un qualcosa radicalmente diverso da come si intende oggi e non c’era assolutamente qualcosa che colleggasse relazioni gay a non avere figli.In un ipotesi neodarwinista poi con ominidi animaleschi antenati dell’uomo moderno..l’omosessualità non avrebbe dato nessun problema,si sarebber accoppiati indiscriminatamente anche per procreare a sufficienza in una popolazione.
    Come altre cose anche questa con l’evoluzione non c’entra un fico secco.Come sempre le solite cose a casaccio ..sicuramente non scientifiche e come background chissà perchè c’è sempre il neodarwinismo..
    Sergey Gavrilets e colleghi inoltre in verità con le loro condizioni sull’eventuale causa epigenetica dell’omosessualità in un certo qual modo ne conferiscono lo stato di errore,cosa che non credo farebbe comunque tanto piacere a quelli di gay.tv..Come spiega Novelli comunque l’epigenetica in questo evidentemente non porta a nulla.
    Però non si scosta molto dalla selezione antagonista dawkinsiana sarebbe invece la più accreditata sul fronte genetico invece,li proprio in ottica neodarwinista pura.
    Ora nell’articolo si dice che Novelli smentirebbe Pikaia e Gay.tv..in verità non è così,di fatto sembrerebbe propenso proprio ,dovendo scegliere, a ritenere più valida fra tutte le ipotesi la selezione antagonista proprio copme dice Pikaia!
    Però..lo fa con molta cautela e spiegando bene infatti scrive:
    “Solo il modello di selezione sessualmente antagonista sembra al momento avere maggiori sostegni statistici di genetica formale, sebbene alcune critiche a questo modello sono state mosse dal metodo di calcolo impiegato, basato essenzialmente su interviste verbali e dichiarazioni, e mai su dati biologici o clinici.”
    Insomma è l’ennesimo tentativo di strumentalizzazione ideologica del neodarwinismo e la presentazione di just so stories..nonchè l’ennesima occasione sprecata per Pikaia di non pubblicare notizie deficienti e pubblicarne magari di intelligenti..ma visto l’ultimo libro di Pievani non è si possa pretendere troppo..

  2. Probabilmente la notevole fecondità in famiglia della donne da parte di madre, più che essere una conseguenza è la causa dell’omosessualità. Più elementi in famiglia si traduce in una maggiore progenie e quindi un maggior numero di possibilità di avere una persona omosessuale in famiglia. Se prendiamo un gruppo di 10 persone le possibilità che ci sia un omosessuale tra loro sono basse ma se esaminiamo un gruppo di 100 persone le possibilità di trovare omosessuali saranno più alte. Il fatto che le donne in famiglia da parte di padre siano meno riproduttive o comunque nella norma potrebbe essere dovuto ad un dfetto nella ricerca. Mi viene da pensare al fatto che le gestazioni maschili siano maggiormente debilitanti di conseguenza tale esprienza tende ad inibire altre gravidanza. Una nonna depressa dopo la gravidanza di un maschio probabilmente farà meno figli, quindi mezo zie e meno nipoti ed una famigia meno numerosa con meno possibilità di avere casi di omosessualità. Così è come la vedo io.

    Io francamente non ho mai capito il motivo per cui l’omosessualità non debba essere vista come una malattia, psicologica o meno. Esistono molti problemi ben più seri ed accettati per quelli che sono. La cosa è evidente quando si manifesta soprattutto in persone adulte, alcune delle quali perfino sposate e con figli. Il problema credo stia nella società che difidene a spada tratta diritti che sono in realtà sintomi di un disturbo. Per quanto riguarda i darwinisti loro cercano solo di alimentare la rabbia e la partecipazione degli omosessuali alle loro cause.

    • “più che essere una conseguenza è la causa dell’omosessualità”

      Sempre cercando di’ prendere le cose con le pinze’..ora, la “causa” non direi..al più vorrai dire una maggior probabilità statistica.Nel senso ovviamente prendo 100 persone a caso e ne prendo 3,avrò più probabilità di aver trovato un omosessuale nella prima selezione.
      E’ un po’ banale e di per se non vuol dire nulla e dubito seriament,fra l’altro, che gli omosessuali provengano fra l’altro principalmente da famiglie numerose.

      Altra cosa.
      “Io francamente non ho mai capito il motivo per cui l’omosessualità non debba essere vista come una malattia, psicologica o meno”

      Intanto mi dissocio subito da questa considerazione e ne prendo le dovute distanze.
      Detto questo mi riaggancio a quanto detto qua:
      http://www.enzopennetta.it/2012/09/lavvento-della-societa-homo-foba/#comment-7872
      E quindi quanto a diritti,nella fattispecie quello di contrarre matrimonio,però soi va fuori dal tema dell’articolo,è allo stato dei fatti assolutamente legittimo a livello di società ed è ipocrita non riconoscere questa cosa per chiunque di qualsiasi fede.ideologia o sessualità sia.Per la società il matrimonio è banalmente un contratto fra due persone che comporta obblighi e diritti.Ovviamente a livello di fede o a livello personale è ben altro.
      Viene riconosciuto poi l’ormai famoso disturbo dell’identità di genere che è in buona sostanza un disturbo dell’autoidentificazione del sé,per cui chi avesse tale disturbo ,quindi avendo un disagio potrebbe giovare da una terapia ed uscirne comunque sempre gay o eterosessuale ma non più disturbato con raggiunta autoidentificazione di sè.
      Nessuno sa quale sia la “causa” dell’omosessualità maschile e femminile,sicuramente non è “scientificamente” corretto parlare di malattia psichiatrica o psicologica o di altra natura.

      Detto questo tornando all’articolo dimenticavo di fare i complimenti a Pikai per “salvano l’estinzione”.
      😀

      E cosa più importante…non serve aver vinto un nobel per sapere che fino a pochi anni fa le donne sfornavano figlioli finchè non usciva almeno un maschio,nonchè venivano anche incolpate di non partorire maschi tanto da sentirsi anche in colpa.
      Sono abbastanza certo che se si andassero a vedere i dati raccolti da quest’indagine si troverebbe che i maschi non erano fra i primogeniti in quelle famiglie.
      Inoltre :
      ” La ricerca ha mostrato come le nonne e le zie materne, esattamente come le madri, degli omosessuali siano significativamente più feconde rispetto alle nonne e zie materne degli eterosessuali.”
      E fin qui si è detto però poi scrivono:
      “Inoltre la fecondità totale delle femmine si è dimostrata essere in maniera evidente più alta negli omosessuali che negli eterosessuali.”
      Che accidenti vuole dire?
      Cioè le femmine omosessuali sarebbero /sarebbero state più feconde delle femmine eterossuali?E anche fosse cosa caspita comporterebbe?
      A me pare che oltretutto l’articolo Pikaia l’abbia scritto anche con i piedi..
      Veramente più leggo quest’articolo più mi sembra l’ennesima Pikaiata.
      E ricordiamo che non dissero neanche una parola dell’incontro di Tor Vergata di Kauffman…
      Beh si sa chi sta con lo zoppo impara a zoppicare e evolve or die,spaghetto volante,ocasapiens sono compagnie di un certo tipo…

      • Sempre cercando di’ prendere le cose con le pinze’..ora, la “causa” non direi..al più vorrai dire una maggior probabilità statistica.Nel senso ovviamente prendo 100 persone a caso e ne prendo 3,avrò più probabilità di aver trovato un omosessuale nella prima selezione.
        E’ un po’ banale e di per se non vuol dire nulla e dubito seriament,fra l’altro, che gli omosessuali provengano fra l’altro principalmente da famiglie numerose.

        Magari è banale come dici tu ma è la ricerca stessa ad orientarsi in questa direzione sottolineando una maggiore fecondità da parte di un ramo della famiglia. Se le famiglie degli omosessuali da parte materna sono più numerose e non è un caso allora è solo una questione di probabilità.

        Nessuno sa quale sia la “causa” dell’omosessualità maschile e femminile,sicuramente non è “scientificamente” corretto parlare di malattia psichiatrica o psicologica o di altra natura.

        Non è una questione mentale ne genetica, cosa sarebbe dunque? Un’abitudine, una scelta di vita? Ovviamente è solo la mia opinione e mi dispiace essere brusco ma non vedo altre opzioni.

        • Beh.. quando le cause di un certo fenomeno sono complesse, sfaccettate,non definite nonn comprese, ognuno si può formare una sua ipotesi,è legittimo.
          Da un punto di vista scientifico l’omosessualità si suppone qualcosa frutto di una mescolanza di fattori genetici e “ambientali”,alcuni individuano nel genetico una componente maggiore,alcuni vi vedono una possibilità che necessita comunque della compresenza anche dei fattori ambientali.
          Va inoltre precisato che la parola “omosessualità” da sola è riduttiva,spesso vaga, la materia da un punto di vista medico-scientifico è molto più complessa. Si può distinguere fra identità di genere, orientamento sessuale etc. etc..
          La pista Freudiana è stata scartata e non v’è ragione di pensare diversamente.
          Malattia psichiatrica e disturbo psicologico parrebbero solidamente estranei dall’omosessualità,possono e sottolineo possono riguardare un disturbo dell’identità di genere o dell’orientamento sessuale,disturbi riconosciuti in ambito clinico con i quali però non va fatta di tutt’erba un fascio con l’omosessualità.
          Essa rappresenta uno stato considerato normale orientamento sessuale qualora non arrechi disturbo all’autoindetificazione del sè del soggetto.Non è socialmente aberrante e appunto qualora non crei disturbo alla persona non può rappresentare in alcun modo nè un disturbo nè una malattia.
          Spero di aver chiarito il concetto riguardo alla “malattia”.
          Un conto è esser bruschi un conto è essere altre cose.
          E quindi come detto sopra giacchè si considera una persona non disturbata,in possesso delle sue facoltà mentali,capace di intendere e di volere,nell’età del consenso per certe cose e maggiorenne per altre non vi è ragione per negargli diritti che la socieetà riconosce a tutte le persone che fanno parete di essa.A meno di non risultare ipocriti.

          Per quanto riguarda le probabilità ,Okam docet,parrebbe siano plausibili molte soluzioni più semplici e come riporta Noveli in certe considerazioni c’è assai poco di scientifico.

          Cito testualmente:
          “Le ricerche, durate oltre cinque anni, hanno portato all’evidenza di un numero significativamente più basso di problemi riproduttivi e di un minor numero di complicanze o aborti spontanei nelle madri e nelle zie materne dei maschi gay. Il profilo riproduttivo più efficiente, inoltre, comporterebbe anche una maggiore serenità nel vivere gli atti sessuali, possibile spiegazione della maggior percentuale di separate e divorziate riscontrate nel campione preso in esame.”

          “Le donne che hanno in famiglia un maschio gay godrebbero di una maggiore fertilità, probabilmente atta a bilanciare la ridotta fecondità di quest’ultimi. È quanto sostiene uno studio condotto da alcuni ricercatori delle Università di Padova e Trento, guidati dal professor Andrea Camperio Ciani.”

          Questo ciarpame non è scienza..è roba da ‘Chi’,siamo al livello della cacofonia darwiniana..
          Poi l’apporto della madre Natura mista al gene egoista di Dawkins che bilancia le cose ,fra l’altro presente l’impronta new age in questa cosa,ma lasciamola perdere al momento,è veramente stupenda…

          Come si vede comunque,come ho detto su si vede il meglio nella selezione antagonista
          http://www.upi.com/Health_News/2012/06/16/Genetic-factors-linked-to-gay-men/UPI-38061339821190/
          che Noveli pur “abbracciando” in parte cestina scientificamente con corretta onestà.

          Fra l’altro scrivendo cose come:
          “A two-step statistical analysis found mothers and maternal aunts of homosexual men had fewer gynecological disorders; fewer complicated pregnancies; less interest in having children; less emphasis on romantic love; placed less importance on their social life; showed reduced family stability; were more extraverted; and were divorced or separated from their spouses more frequently.”

          Si danno mezza zappa sui piedi creando possibili spiragli a chi rrimanesse agganciato all’idea dell’omosessualità come disturbo dovuto a situazioni familiari non troppo felici..

          Ma che ciarpame è fra lo studio di Padova-Trento e l’articolo di Pikaia?

          • E quindi come detto sopra giacchè si considera una persona non disturbata,in possesso delle sue facoltà mentali,capace di intendere e di volere,nell’età del consenso per certe cose e maggiorenne per altre non vi è ragione per negargli diritti che la socieetà riconosce a tutte le persone che fanno parete di essa.A meno di non risultare ipocriti.

            Non mi pare di aver detto che gli omosessuali non siano capaci di intendere e volere. Tanta gente va dallo psicanalista e nessuno gli ha mai negato alcun diritto. Mi sembra che tu stia dilagando e di parecchio.

            Per quanto riguarda le probabilità ,Okam docet,parrebbe siano plausibili molte soluzioni più semplici e come riporta Noveli in certe considerazioni c’è assai poco di scientifico.

            Su questo siamo d’accordo o non avrei commentato questo articolo. Il mio discorso era incentrato su come potesse essere interpretata la maggiore fecondità degli elementi della famiglia di un omosessuale di cui parla lo studio.

          • Wikipedia lo definisce:

            Una malattia mentale, o disturbo mentale (in inglese: mental disorder), è un’affezione che colpisce il pensiero, i sentimenti o il comportamento di una persona in modo sufficientemente forte da rendere la sua integrazione sociale problematica, o da causargli sofferenza personale.

            http://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_mentale

          • Qualora l’omosessualità fosse ancora considerata malattia psichiatrica ,come era,ripeto come era, ciò renderebbe impossibile contrarre matrimonio.
            Se ti pare che abbia dilagato ti sembra male.
            L’omosessualità un tempo era senza dubbio vista da tutti come patologia psichiatrica o non poi, recentemente, prima la società americana di psichiatria e dopo la organizzazione mondiale della sanità, l’hanno cancellata indicando quello che è comunque una reale patologia.
            Ed anche non considerandola psichiatrica l’unione in matrimonio omosessuale sarebbe stata facilmente negata come frutto di una patologia come si identifica l’incesto regolamentato dal codice penale che fra l’altro può venire considerato anche socialmente aberrante e dannoso per terzi.
            Non c’entra nulla l’andare dallo psicanalista…così come non c’entra un eventuale disturbo dell’autoidentificazione di sè o dell’orientamento sessuale con l’omosessualità.
            Come peraltro ho già detto.
            http://www.enzopennetta.it/2013/01/omosessualita-sconfessata-la-teoria-che-sia-di-origine-genetica/#comment-10338
            Non mi sembra sia mancato di chiarezza su questi punti.

            Quanto alla famiglia con omosessuali feconda come ho detto è qualcosa di semplicemente ridicolo.
            Quantomeno dal punto di vista scientifico.
            La frase che ho riportato rivela tutto quanto:
            “Le donne che hanno in famiglia un maschio gay godrebbero di una maggiore fertilità, probabilmente atta a bilanciare la ridotta fecondità di quest’ultimi. È quanto sostiene uno studio condotto da alcuni ricercatori delle Università di Padova e Trento, guidati dal professor Andrea Camperio Ciani.”

            Probabilmente?Questo è misticismo..non scienza..è una just so stories neodarwinista..
            5 anni per una ricerca che francamente è una ciofeca.
            Non ho visto i dati sul campione in esame e non posso pertante dare un giudizio preciso ma da quel che pare sembra proprio il voler farsi tornare delle cose più che indagare su delle cose.

          • Leonetto continui a ripetere che il mio discorso non centra con l’omosessualità ma finisci per tirar fuori dal baule la sua storia medica americana, il matrimonio tra gay ed il disturbo dell’autoidentificazione, che non ha nulla a che fare con la definizione tratta da wikipedia. Tutti argomenti che non ho minimamente affrontato. Non ti convince la mia opinione al riguardo? È un tuo problema, non assillarmi con monologhi contorti. La ricerca sulla fecondità è una stupidaggine? Ho già detto che la penso allo stesso modo. Fine.

          • Ma vedi Adriano mi ripeterò perchè evidentemente da come rispondi c’è da rispondere nel medesimo modo.
            Semplifico.
            Sei partito ed hai proseguito facendo mescolanze e confusione su disturbi,malattie etc ed omosessualità ,ma sono cose distinte.Altrimenti dimostra il contrario.Io son pronto a ricredermi.
            L’omosessualità è un comportamento non riconducibile ad un disturbo.Pertanto non può essere tale,così come non può essere una malattia che è un’alterazione dello stato fisiologico e psicologico dell’organismo, capace di ridurre o modificare negativamente le funzionalità normali del corpo.Cosa che non è chiaramente identificabile in un omosessuale.
            Non è possibile,al di la del politically correct, del quale me ne può anche calar poco o nulla,mescolare tutto.
            Altrimenti si scende a livello di Pontifex Roma.
            E non c’entra la “Medicina Americana”.

            Poi avevo contestato anche l’uso fuori luogo di ciò che ipotizzavi come possibile “causa” quasi sembrando dar credito a una che apppare come una gran fesseria.Concordo che non sia una conseguenza ma neanche può essere una causa al limite è una circostanza,ma nemmeno poi ..Noveli l’ha detto chiaro e tondo in fondo.
            Che poi non si capisce bene neanche se Pikaia,Noveli e i ricercatori di Padova e Trento parlino delle stesse cose..ad un certo punto vien fuori anche l’estinzione..ma di che periodo ,circostanza vanno parlando?
            Poi ha riguardo ho già detto e non mi ripeto..non si parla di infertilità ma di omosessualità a volte sembrano fonderli..

            Sai cos’è Adriano è che questo come la cacofonia darwiniana mi disturbano molto più di una santificazione di Darwin o dei giochetti stile telefono senza fili etc..vedere spreco di risorse,fondi tempo menti e interesse divulgativo dietro simili fesserie ,spacciarle per qualcosa di scientifico che neanche va quasi bene per Focus e poi strumentalizzarle pure..

          • Esiste anche una tipologia di omosessualità, quella egodistonica, che tutt’oggi è considerata come un disturbo mentale a tutti gli effetti e coloro che ne soffrono desiderano essere curati. Ciò che ti ostini a sostenere, ovvero che l’omosessualità non è un disturbo mentale o una malattia, è giusto solo su carta. Anche se ufficialmente tale stato d’essere non è considerato più una patologia, siccome non ne conosciamo la causa, sono liberissimo di mantenere un’opinione personale divergente da quella generale.

            Riguardo lo studio ho solo fornito una spiegazione plausibile per la fecondità delle donne nelle famiglie di un omosssuale. La selezione li favorisce? Probabilmente è solo il numero di elementi in famiglia a giustificare la loro presenza statisticamente significativa in situazioni di parentele numerose. Perchè solo da parte di madre? Ho già risposto, le gravidanze maschili sono difficoltose e debilitanti, più traumatiche e con maggiori consegunze. Le famiglie con molti figli maschi sono meno numerose.

          • La possibilità che lo studio sul collegamento tra omosessualità e fecondità sia falsato da qualche errore di progettazione o di interpretazione mi sembra plausibile, al riguardo è significativo proprio l’articolo di oggi sui neuroni specchio.

          • “Esiste anche una tipologia di omosessualità, quella egodistonica”

            No..
            Allora si dice egodistonico qualunque comportamento o idea che non sia in armonia con i bisogni dell’io, o specificatamente coerente con l’immagine e la percezione di sé che ha il soggetto.
            Come ho scritto proprio mentre ti rispondevo in rime battute ho proposto già io questa cosa.
            Ma ti dico allra che un omosessuale egodistonico potrebbe uscire dalla cura come omosessuale egosintonico..non necessariamente come eterosessuale,così come un eterosessuale egodistonico potrebbe diventare un omosessuale egosintonico,il problema ,il disturbo è la non corretta autoidentificazione di sè non l’omosessualità..capisci Adriano?
            Non è vero solo su carta è una realtà dei fatti.
            Come ho ormai fin troppo estrapolato non è possibile ricondurre l’omosessualità a nessuna malattia,patologia o disturbo psicologico.
            Vi possono al limite essere correlati dei disturbi o patologie ma un omosessuale egosintonico così come un eterosessuale egosintonico non possono considerarsi,quantomeno relativamente a quella sfera,soggetti a nessuna particolare patologia o malattia o disturbo.
            Scusa non avevo visto questo tuo commento di risposta.

          • “La possibilità che lo studio sul collegamento tra omosessualità e fecondità sia falsato da qualche errore di progettazione o di interpretazione mi sembra plausibile”

            Francamente ci metterei la mano sul fuoco.
            E non dico con che parte del corpo sembra esser fatto questo studio perchè sembrerebbe una battuttaccia sull’argomento in questione.
            Senza conoscere più o meno nel dettaglio come è stato effettuiato lo studio in quei 5 anni è si praticamente impossibile sbilanciarsi troppo ma in tantissimi altri studi simili vengono forniti molti più dettagli,il fatto che in questo caso vengan tralasciati non ne depone a favore..
            Ci sarebbero molte cose che se fossero presenti nell’indagine butterebbero nel cestino lo studio ed è estremamente probabile che vi siano.
            E poi ripeto,anche fosse,le conclusioni sono più mistico -new age che scientifiche.
            Interessante l’articlo sui neuroni a specchio e sempre sconcertante comunque come si tirino fuori sedicenti conclusioni scientifiche da mere congetture.

          • L’egodistonico non è solo un “comportamento o idea che non sia in armonia con i bisogni dell’io”, ma un disturbo mentale riconosciuto.

            http://en.wikipedia.org/wiki/Ego-dystonic_sexual_orientation

            Tra l’altro non vedo come possa esistere un eterosessuale egodistonico, tale malessere si riscontra solo tra omosessuali.

            Leonetto l’omosessualità ha una causa, quale sia non lo sa ancora nessuno per cui potrebbe benissimo avere nun’origine mentale come anche un’origine genetica. La mia opinione è che si tratti di un errore genetico a cui segue una condizione mentale di accettazione ingiustificata come modo d’essere piuttosto che la constatazione di una disfunzione fisiologica. Hai letto il mio commento sull’organo vomeronasale?

          • La mia opinione è che si tratti di un errore genetico a cui segue una condizione mentale di accettazione ingiustificata come modo d’essere piuttosto che la constatazione di una disfunzione fisiologica.

            Ovviamente con ciò mi riferivo specificatamente all’omosessualità che si verifica precocemente, fin dalla pubertà o perfino prima. Se una persona sposata cambia genere a metà della propria vita allora è solo una questione mentale. Anche i bisessuali che non nascono in tal modo ma lo diventano nel tempo sono solo persone viziose e sicuramente sane fisicamente.

          • “ego-dystonic homosexuality,
            a psychosexual disorder characterized by discomfort with one’s sexuality and a persistent desire to change sexual orientation to heterosexuality.

            Omosessualità ego-distonica, un disturbo psicosessuale caratterizzata da disagio con la propria sessualità e il desiderio persistente di cambiare l’orientamento sessuale all’eterosessualità.”

            No…
            Anche questa definizione non è proprio perfetta a voler essere pignoli, è volendo sicuramente valida, esatta,ma non contrasta minimamente ciò che ho detto.
            Il disagio di quelle persone con la loro sessualità,l’egodistonia è caratterizzato dal loro rapposrtarsi con la società,la famiglia etc etc.questo per definizione delle egodistonie.
            E’ normale per come spesso e volentieri vengono trattati dalla società e famiglie o per come magari si trovino in confusione per quella che è la loro condizione e la loro fede,che gli omosessuali possano avvertire tale disagio e voler essere “accettati”.Chi vive serenamente in pace con sé stesso, per estensione, può esser definito egosintonico.L’egodistonico, per contro, non è sereno.
            Il terapeuta in quel caso non deve effettuare una conversione,deve analizzare e trovare la radice del problema fino a che il paziente non raggiunga un egosintonia.
            Non vuol dire che questo si traduca nel uscirne eterosessuale,nient’affatto.Una sana applicazione della morale esterna deve permettere al singolo di effettuare una propria personale rielaborazione in merito senza appannare la sua capacità di giudizio vita natural durante..
            Il soggetto,il paziente resta egosintonico fintanto che,per una ragione esterna dovuta al confronto fra il suo sé e la società non lo porta a un sempre maggior disagio che lo svilisce e lo fa sentire inadeguato.
            Tali desisderi di inadeguatezza che possono essere paragonabili a chi si lava costantemente le mani per paura di essere infetto, costituiscono certamente un problema, ma non è che per curarlo gli fai indossare guanti asettici,gli tagli le mani o gli dai un kit per la pulizia che può attivare quando loi desidera in qualsiasi situazione.
            Quindi ripeto un omosessuale egodistonico senza disagio può trovarsi omosessuale egosintonico.
            Se un terapeuta cercasse di forzare mirando ad un eterosessualità egosintonica farebbe qualcosa di sicuramente non deontologicamente adeguato.
            E questo è quanto.

          • Un omosessuale egodistonico può diventare omosessuale egositonico, ciò non toglie che pur divenendo per etichetta sano di mente, senza disturbi, il mio parere è che l’omosessualità in generale (quindi anche quella egosintonica) sia frutto di una devianza mentale, una patologia che può essere fisica e mentale o solo mentale. Mi sembra più lucido e vicino alla realtà dei fatti un egodistonico che vuol diventare etero (e questo si verifica nella maggior parte dei casi) piuttosto che un altro che si da pace divenendo egosintonico. Per l’ultima volta, non conosciamo la causa dell’omosessualità, per cui potrebbe essere riconducibile ad una disfunzione organica a cui segue una visione deviata delle cose. Da anni l’omosessualità non è più considerata un disturbo mentale ma ciò è sbagliato esattamente come proclamarla disturbo mentale. Non puoi dire cosa sia e cosa non sia se prima non ne scopri la causa.

      • Nessuno sa quale sia la “causa” dell’omosessualità maschile e femminile,sicuramente non è “scientificamente” corretto parlare di malattia psichiatrica o psicologica o di altra natura.

        Mi chiedo se l’organo vomeronasale, quasi da tutti considerato come vestigiale nell’uomo, abbia qualche ruolo nell’omosessualità.

        I recettori steroidei presenti nel vomeronasale influenzano una buona varietà di aree ipotalamiche, modificando il grado di eccitazione ed il comportamento sessuale. – Organi vestigiali: una funzione per tutto

        Una sua disfunzione potrebbe invertire il comportamento sessuale normale. In questo caso si potrebbe classificare tale stato come conseguenza di una malattia genetica.

        • Giancarlo mi pare inutile discutere ulteriormente a riguardo,come detto quello che c’era da dire l’ho detto,non mi sembra peraltro che tu riesca,non so per quali ragioni,né mi interessa molto,a mantenere una certa razionalità e lucidità o self control.
          Con tali presupposti qualsiasi discussione è inutile.
          Ripeto solo che nessuno,io compreso,sa da cosa derivi l’omosessualità.
          L’idea che sia un vizio o una depravazione è un qualcosa fra l’obsoleto e il non sostenibile e,ad ogni modo fossi in te se non vuoi aprire il portafogli o peggio eviterei di dare pubblicamente nella tua vita a qualche omosessuale del depravato si può finire nell’ingiuria.
          E’ evidente se ci sono persone di questo tipo ,come te Giancarlo che qualcuno maturi un egodistonia.
          Se uno vivesse col terrore di essere picchiato,sputato,schernito,deriso direi che è più che normale se diventa disturbato.Questo sicuramente non vorrei assolutamente per mio figlio/a.

          E poi,sono costretto a ripetermi,levati/evatevi dalla testa che matrimonio sia in tutto e per tutto legato al dare-adottare-crescere figli.
          Chi fa questa cosa,assolutamente troppo poco purtroppo,ma viene già privilegiato come madre e come padre,come genitore.
          Mariti e mogli sono su un altro piano.Ah e dico anche a scanso di equivoci che sono contrarissimo alle ingiuste ed ipocrite,imho,unioni di fatto sia etero che gay.
          Ripeto, quindi, a tuo discorso Giancarlo chi non può avere figli per andropausa,menopausa,per malattie o perchè gli sono magari stati rimossi organoi legati alla riprodzione per tumori o malformazioni non può sposarsi?
          E ricordo che se un uomo-donna cambia sesso può sposarsi con uno di quelli che avevano il suo stesso sesso e può anche adottare…quindi?
          E poi c’è a valle tutto il discorso dell’ipocrisia che già si può riscontrare in quest’ultimo caso che ho portato ma ,anche,nel fatto che di fatto una coppia omosessuale possa in tutto e per tutto vivere come una coppia sposata eterosessuale e che se sborsa gli schei può anche vedersi legittimati i diritti come fosse una coppia eterosessuale.
          Giancarlo abbi pazienza ma a me sentir parlare così come uno di
          http://www.forzanuova.org/
          non ti dico che mi sale…

          • Se fossi su un altro sito e se stessi discutendo con uno sconosciuto, ti risponderei per le rime. Ma per la stima ed il rispetto che ho del prof. Pennetta ed anche per la stima e l’ammirazione che ho verso di te, che sei diventato una colonna portante di CS, per tutti questi motivi, la chiudo qua. Ti faccio solo una domanda, sulla quale dovresti riflettere bene prima di rispondere: saresti felice di avere un figlio omosessuale? Se la risposta è si, allora non abbiamo veramente più niente da dirci sul tema dell’omosessualità. Ma se la risposta è no, come io spero, questo potrebbe essere un buon punto di partenza per una riflessione seria sull’argomento, che però non intendo proseguire qui, avendo già approfittato fin troppo della disponibilità del prof. Pennetta. Ciao.

      • E quindi quanto a diritti,nella fattispecie quello di contrarre matrimonio,però soi va fuori dal tema dell’articolo,è allo stato dei fatti assolutamente legittimo a livello di società ed è ipocrita non riconoscere questa cosa per chiunque di qualsiasi fede.ideologia o sessualità sia.Per la società il matrimonio è banalmente un contratto fra due persone che comporta obblighi e diritti.

        Ma niente affatto!

        Se fosse solo un contratto fra due persone, basterebbe un semplice vincolo giuridico dell’ordinamento civile. Come si fa già ad esempio con le coppie di fatto o altri tipi di regolamentazione anche affettiva fra persone.

        Il matrimonio è invece molto di più, è la forma-base della società fin dai tempi più antichi.
        E’ la tutela della vita nascente e dell’educazione dei futuri abitanti della tribù/paese/Nazione.

        La stessa etimologia del termine, indica l’assoluta incompatibilità del matrimonio con una qualsiasi forma di omosessualità: “mater”+”munus” = compito di madre, anche a indicare la ‘maternità legale’.
        Accademia della Crusca: “nel matrimonio apparisce più l’ uficio d’ esso nella madre, che nel padre, perciò è determinato più dalla madre, che dal padre. Matrimonio, tanto è a dire, come uficio di madre.”

        In sostanza il matrimonio è legato alla formazione della famiglia, che è definibile:
        “La famiglia è l’istituzione fondamentale in ogni società umana, fondata sul matrimonio o la convivenza, con i caratteri della esclusività, della stabilità e della responsabilità, attraverso la quale la società stessa si riproduce e perpetua, sia sul piano biologico, sia su quello culturale. ”
        In qualunque forma se ne parli, sempre si ha a che fare con i figli e la maternità e quindi con il futuro di qualunque società umana.

        Per questo non è possibile includervi qualunque unione omosessuale che per definizione è chiusa alla procreazione.

        Proprio per questo, gli omosessuali non accettano solo la regolamentazione affettiva della loro condizione di singoli -ottenibile come già detto con l’attuale codice civile-, ma si spingono più in là volendo appunto l’adozione dei figli o l’inseminazione artificiale per essere equiparati in tutto alla famiglia uomo-donna del matrimonio.
        E tu invece hai scritto che saresti contrario all’adozione: “Ora,dette queste cose,io ,personalmente,preciso(non che interesserà a qualcuno)non sono favorevole all’adozione da parte di coppie omosessuali”

        Coerentemente con questo si procede al piano di sostituzione delle due parole più importanti nella vita materiale, ma anche spirituale: papà e mamma. Macchè, d’ora in poi si parli solo di genitore1 e genitore2 per rispetto di una minoranza assoluta di gente che è per definizione comportamentale sterile.
        E questo comincia a fare girare un po’ troppo, ma proprio troppo, le @@.
        Questo ti dovrebbe far capire bene come non vogliono solo la regolamentazione dei loro rapporti, ma la cancellazione oggettiva di qualsiasi cosa che li possa diversificare.
        Compresa la cancellazione di realtà oggettive come la funzione e lo scopo biologico di un pene, una vagina e un ano.
        Se non si vede la neolingua orwelliana qui, penso si sia già ciechi.

        Il problema è da inquadrare nell’ottica di un ampio piano più che evidente di distruzione psicofisica dell’uomo partendo dalla famiglia e quindi si deve sgretolare con ogni mezzo l’istituto del matrimonio.
        Vogliono uomini schiavi dei sensi, senza punti di riferimento morali ‘limitanti’, ben duttili a un grande fratello di un mondo materialistico-edonistico, controllabili facilmente.
        Altro che ‘liberazione’ o ‘diritti’ dei singoli: non gliene frega nulla del miglioramento dell’uomo, usano la neolingua per far credere di battersi per cose positive, mentre ottengono la tua stessa distruzione singola e collettiva. Qua bisogna svegliarsi!

        Vi consiglio la visione di un film del 1976: “La fuga di Logan”.
        Ci sono tutti gli ingredienti sognati dai distopici padroni della nostra società come la vorrebbero realizzare (e a cui non siamo così lontani):
        – dominio tecnologico assoluto con grande fratello totale
        – edonismo materialistico e sessuale non riproduttivo ovviamente anche omosessuale
        – ‘vivaio’ di nuovi nati con clonazione
        – eutanasia a 30 anni ovviamente spacciata per ‘rinnovamento’ e acclamata altrettanto ovviamente da tutti
        – repressione con eliminazione di chiunque voglia dissentire

      • Siamo fuori tema, ma non sono io ad essere andato fuori tema.

        Il matrimonio è uno strumento giuridico atto a fortificare e difendere la famiglia. Le coppie omo non sono famiglie e non hanno quindi alcun bisogno di matrimonio. Del resto la parola MATRImonio esclude dal proprio ambito, già nella sua etimologia, l’omosessualità: non ci può essere madre dove c’è omosessualità.

        Evitiamo, in futuro, penosi scivoloni. Grazie.

        • Si va bene luoghi comuni a parte in verita non è così..tant’è che gli omosessuali paganti da notaio possono ottenere i diritti che gli etero hanno gratuitamente contraendo matrimonio.
          Del resto la corte Costituzionale è stata chiara ed ha anche ragione.
          Le coppie omo sono famiglie a meno doi non voler essere ipocriti,poi ognuno pensi quel che gli pare.
          Ho già detto tutto al riguardo il resto sono speculazioni varie..

          • @ Leonetto

            Per il rispetto e la stima che hai saputo conquistarti in anni di collaborazione con CS farò finta di non aver letto le corbellerie che hai detto a proposito delle coppie omo e di presunti diritti che avrebbero gli omosessuali.

            Se sei omosessuale io ti rispetto ugualmente perché, prima di tutto, sei una persona. Ma non provare a dire che omosessualità equivale ad eterosessualità perché questa è una falsità ed io non l’accetterò mai.

          • Premesso che sono eterissimo, fidanzato e in procinto di matrimonio,per amore,cosa che interessa anche relativamente poco o nulla,non ho mai detto che eterosessuali ed omosessuali siano la medesima cosa..è ovvio altrimenti neanche esisterebbero due termini per identificare le due cose.
            Premesso inoltre che sono contrario alle adozioni gay come del resto almeno al momento sancisce la costituzione del resto e come la corte costituzianale ha precisato vi sia distinzione netta fra matrimonio e adozione.
            Non sono cose presunte son proprio ‘fatti’ ed è solo in virtù di questa cosa che me ne son fatto carico.
            Anche perchè in se per se la causa omosessuale in certi aspetti(vedi adozione) non la accetto,per altri mi appare volgare e ridicola per altri non me ne frega praticamente nulla.
            Non vuol dire che non debba riconoscere eventuali ragioni.
            Premesse queste cose credi un po’ quel che meglio ti pare,è solo per mia onestà intelettuale se non posso ,per non essere ipocrita e per accordare il mio pensiero alla realtà dei fatti considerare l’omosessualità per quel che appare e distinguere fra società-stato ed altro.
            Non ci sono affatto scivoloni,almeno non da parte mia e di certo non sono io a lanciarmi in qualche osservazione senza averlòa opportunamente ponderata e approfondita.
            L’etimologia del termine matrimonio, che di certo non ho bisogno di apprendere,c’entra poco o nulla infatti la definizione stessa di matrimonio è strettamente e solidamente vincolata alla cultura al periodo storico, alla società a cui fa riferimento.
            Ripeto bisogna fare attenzione a distinguere varie cose così come varo contesti ed evitare il vero scivolone di cadere ai livelli di Pontifex Roma.
            Ah,per inciso…ci mancherebbe altro che uno non rispettasse un omosessuale come persona

            Questo solo per chiarire.

          • Ah per completezza cito la C.C.:

            “Pertanto, alla luce del principio personalistico che pervade l’intera Carta costituzionale, bisognerebbe individuare il significato delle parole “matrimonio” e “famiglia”, utilizzate nel citato art. 29. Detta norma privilegia la famiglia fondata sul matrimonio. Ad avviso degli esponenti, da ciò deriva che, se nella nostra società anche due persone dello stesso sesso possono formare una famiglia, escluderle dal vincolo matrimoniale non soltanto crea una discriminazione priva di qualsiasi razionalità, ma fa sì che migliaia di cittadini si vedano negate dallo Stato quelle tutele che altrimenti spetterebbero loro in virtù della norma costituzionale.
            La fattispecie non sarebbe assimilabile alle unioni di fatto eterosessuali, che trovano altrove copertura costituzionale (art. 2 Cost.), perché nelle unioni di fatto vi è una chiara scelta delle parti di non rendere giuridico il progetto di vita che lega i conviventi, mentre per le coppie formate da persone dello stesso sesso tale libertà non sussiste nella misura in cui non possono scegliere se sposarsi oppure no”

          • @ Leonetto.

            Mi spiace non avere il tempo per rispondere in modo adeguato. Comunque due o tre cose le posso dire al volo.

            Quello che dice la corte costituzionale a me cattolico non me ne frega una beata mazza… a me importa ciò che è giusto e razionale. Il matrimonio, nel corso dei secoli e nelle diverse culture, avrà anche avuto significati diversi e sarà stato strettamente legato al contesto… forse si. Di certo, mai, in nessuna epoca ed in nessuna cultura, è servito per unire coppie omosessuali. D’altronde le coppie omosessuali niente danno allo stato ed alla società; non si vede perchè dovrebbe lo stato riconoscere loro benefici che invece spettano a chi si assume l’onere di mettere al mondo figli, crescerli, formarli preparando la nuova generazione. Posso ben dirlo io che, dipendente statale, con enorme sacrificio e nello spensierato disinteresse di tutti, sto crescendo tre figli con la mia amata moglie a carico. Intendiamoci bene, la mia famiglia è la mia vita e darò con gioia, con mia moglie, fino all’ultima goccia del mio sangue per i miei figli. Nè mi aspetto niente dallo stato. Siamo cristiani, dalla prova usciremo più forti. Però dispiace di sentire, in un sito come questo, parole così stupidamente allineate all’ideologia gay. Un’altra cosa molta stupida mi sembra quella per la quale tu sei favorevole al matrimonio gay, però sei contrario all’adozione. Mi pare evidente che se riconosci alle coppie omo il “diritto” di sposarsi, poi non si vede come tu possa negare loro ciò che è strettamente connesso al matrimonio, e cioè la possibilità di avere figli.

            Dici che sei fidanzato (con una donna, grazie a Dio) e presto ti sposerai. Bene, ti faccio i miei migliori auguri. Prima di fare il grande passo però, ti, anzi, vi invito a riflettere bene su cosa è una famiglia perchè mi pare che tu abbia le idee un po’ confuse.

          • Grazie degli auguri Giancarlo ,quello confuso a mio avviso qua non son certo io.
            Direi che ho già ben spiegato quasi tutto e chi vuol comprendere comprende,di cosa ti importi o non ti importi non è un qualcosa di rilevante.
            Come ho spiegato un conto è la società,un conto è il pensiero personale un conto è la fede etc..
            Ovviamente ci sono cose che evolvono nel tempo e la società è una di esse ,per tutta una serie di accadimenti.
            Ora,se per come si intende malattia e per come si deve intendere malattia e per come si intende e si deve intendere disturbo psicologico l’omosessualità non può e non deve essere considerata come tali come ho già avuto modo di spiegare.Va da se che se fino al 1990,quindi non molto tempo fa,l’omosessualità fosse condiderata una malattia vi fossero delle ripercussioni e certe questioni erano prive di significato.
            Il deficit legato a questo stato è rappresentato dal fatto(mi si perdoni il termine deficit)che il rapporto emotivo-passionale-affettivo-sessuale che “biologicamente” sarebbe normale verso un individuo del sesso opposto diventa qualcosa di forzato se compiuto o di impraticabile mentre diventa qualcosa di naturale,appagante e delle precedentemente dette caratteristiche quello verso l’individuio dello stesso sesso,con il quale può anche decidere e riuscire ad costruire una famiglia. Famiglia che come detto non coincide ne dovrebbe farlo con la concezione cristiana o cattolica ma neanche con altre eventuali presenti sulla Terra.
            Se a te dispiace sentire parole come le mie a me dispiace molto sentire un padre di famiglia dire simili cose.
            Poi l’ideologia gay non c’entra nulla.
            Come detto l’omosessualità viene considerata un normale comportamento o l’attrazione sentimentale e/o sessuale tra individui dello stesso sesso, a livello situazionale o in un’indole duratura,di causa ignota. E,e questo il mio punto,ineccepibilmente non riconducibile nè ad una malattia nè ad un disturbo o ad altre patologie simili.
            Può esserci un omosessuale che ha un disturbo e potrebbe divenire omosessuale una volta ottenuta l’autoidentificazione del sè,ma anche un eterosessuale potrebbe divenire omosessuale per la stessa ragione.Così come sia un eterosessuale o un omosessuale potrebbero mantenere il loro stato risolto il disturbo ma con la loro identità non più danneggiata.
            Inoltre nessuna persona all’interno di una relazione omosessuale viene danneggiato ne tale relazione crea danni a terzi nella società nè provoca pubblico scandalo.
            Ripeto, e chiudo perchè ho già detto quanto avessi da dire su questo argomento,se sostengo tali cose è solo per mia onestà intelettuale e perchè qualora vado a criticare un certo modus operandi vuoi a Oca Sapiens,vuoi a Spaghetto Volante,vuoi a Pikaia,al Cicap ,ad Odifreddi ,alla Hack o a esponenti del new age quando lo seguono e po i andassi io stesso a propormi con il medesimo modus operandi sarei nella situazione di chi guarda la pagliuzza nell’occhio altrui non vedendo la trave che porta seco o quantomeno la stessa pagliuzza che ha.preferisco per correttezza mia e per chi mi legge guardare la pagliuzza ad occhio mio libero.
            E sono prontissimo a ricredermi su tuttose mi viene ragionevolmente argomentato e motivato.
            Questo per concludere il discorso e la mia posizione.
            Grazie e di nuovo anche per gli auguri.
            Ricambio a mia volta a te ed alla tua famiglia.

          • Beh Enzo come putroppo in alcuni articolo “senza firma” di Uccr talvolta compaiono vere e proprie fesserie.
            Equiparare relazione omosessuale a incesto e pederastia ,si legge infatti su Uccr:
            “perché accettare le relazioni omosessuali e non quelle incestuose o poligamiche? O si riconosce e si equipara al matrimonio ogni relazione sentimentale per non discriminare nessuno, oppure il criterio utilizzato è sbagliato.”
            è una cialtronata al pari da ocasapiens.
            Come accennato anche sopra nel mio ultimo commento quelle due che vengono avvicinate da Uccr all’omosessualità costituiscono danni a terzi ,pubblico scandalo e altre varie cose per cui sono su piani nettamente ma nettamente diversi.
            Ci sarebbe da fare un articolo per spiegare perchè un simile accostamento sia una follia.
            Poi,altra cosa,come detto anche dalla corte costituzionale,per buona pace dell’O.Concia che sostiene il contrario,matrimonio ed adozione sono due cose distinte.Così come lo è il matrimonio civile da quello religioso.
            Che poi gli omosessuali vogliano l’uno con la speranza o l’intento di ottenere il secondo è certamente cosa vera ma non vuo dire che sia giusta ne che vi siano motivi per sostenerla.
            Io ribadisco infatti di esserne assolutamente contrario.
            A me pare vi siano forte lacune di basi di diritto.
            Ed è ovvio che allora poi si faccia confusione ecco tutto.

          • Solo due cose che ho dimenticato.

            “D’altronde le coppie omosessuali niente danno allo stato ed alla società; non si vede perchè dovrebbe lo stato riconoscere loro benefici che invece spettano a chi si assume l’onere di mettere al mondo figli, crescerli, formarli preparando la nuova generazione”
            “Mi pare evidente che se riconosci alle coppie omo il “diritto” di sposarsi, poi non si vede come tu possa negare loro ciò che è strettamente connesso al matrimonio, e cioè la possibilità di avere figli.”

            Quindi gli eterosessuali che non vogliono avere figli o non possono avere figli non dovrebbero veder riconosciuto il loro matrimonio.

            Come detto ed è un fatto matrimonio e figli sono due cose distinte,checchè se ne dica.
            Ripeto che anche la Corte Costituzionale ha mostrato che siano due cose separate.
            Si legge infatti:
            sentenza 138/2010 della Corte Costituzionale “L’unico importante diritto, in relazione al quale un contrasto si potrebbe ipotizzare, sarebbe quello, spettante ai figli, di crescere in un ambiente familiare idoneo, diritto corrispondente anche ad un interesse sociale. Tale interesse, tuttavia, potrebbe incidere soltanto sul diritto delle coppie omosessuali coniugate di avere figli adottivi. Si tratterebbe, però, di un diritto distinto rispetto a quello di contrarre matrimonio, tanto che alcuni ordinamenti, pur introducendo il matrimonio tra omosessuali, hanno escluso il diritto di adozione.”
            Ma si legge anche:
            “«Sarebbero prive di fondamento, quindi, le tesi che giustificano l’implicito divieto di matrimonio tra persone dello stesso sesso ricorrendo ad argomenti correlati alla capacità procreativa della coppia ed alla tutela della procreazione. Al riguardo, sarebbe sufficiente sottolineare che la Costituzione e il diritto civile non prevedono la capacità di avere figli come condizione per contrarre matrimonio, ovvero l’assenza di tale capacità come condizione d’invalidità o causa di scioglimento del matrimonio, sicché quest’ultimo e la filiazione sarebbero istituti nettamente distinti».

            «In definitiva, la procreazione sarebbe soltanto un elemento eventuale nel rapporto coniugale e ciò dimostrerebbe quanto lontano sia il concetto di famiglia da accogliere nell’ambito dell’art. 29 Cost. rispetto a quello della tradizione giudaico-cristiana. Il matrimonio sarebbe, senza dubbio, l’unione di due esistenze, i cui fini fondamentali coincidono con i diritti e i doveri che i coniugi assumono al momento della celebrazione in base all’art. 143 cod. civ., fini ai quali è estranea la prospettiva, soltanto eventuale, della procreazione, altrimenti si dovrebbe considerare impossibile la celebrazione di un matrimonio tutte le volte in cui sia naturalisticamente impossibile per i nubendi procreare».”
            C’è poi chi ha figli fuori dal matrimonio e chi ha matrimonio senza figli.
            Non ha nessuna importanza quale fosse la natura dell’istituzione del matrimonio in qualche periodo o società.
            Come detto la definizione del matrimonio,ciò che ovvero una società intende con matrimonio non è qualcosa di statuario,ma è strettamente connesso alla cultura cui fa riferimento,alle conoscenze ed al periodo storico.La legittimazione giuridica, sociale o religiosa di una relazione fra due individui potrebbe non combaciare e potrebbe avenire per legittimare un legame che le parti potrebbero di fatto già aver contratto,ovviamente in una forma di fatto ma non riconosciuta dalla società. Le motivazioni che portano all’ufficializzazione formale di una relazione sono di vario genere,dalle sentimentali e/o sessuali che necessitano di un’approvazione sociale o religiosa, motivazioni economiche, patrimoniali etc etc..
            E non è neanche vero che in parti del mondo dall’antichità ad oggi non siano esistiti esempi di unioni di indivdui dello stesso sesso.

            Per la precisione.
            Ora ho veramente finito.Pardon.

          • Sgombriamo il campo da questioni che, in relazione al matrimonio gay, sono comunque marginali. Mi riferisco alla vera o presunta normalità della condizione omosessuale. Sia ben chiaro, io non penso che l’omosessualità sia un comportamento normale: penso che sia un comportamento deviato; per essere più precisi, moralmente deviato; per essere più schietti, l’omosessualità è un vizio. Sono sicuro che anche tu, in fondo, la pensi così… oppure saresti felice di avere un figlio omosessuale? Non credo. Dunque perché sarebbe preferibile essere eterosessuali, se davvero fosse normale essere omosessuali? …Tuttavia non è questo il nodo centrale. Ciò che a me appare centrale, per una corretta valutazione, attiene alla natura delle relazioni umane. L’uomo è capace di intessere, con i propri simili, una vastissima gamma di relazioni, da quelle fondanti della persona e che sono destinate a durare per sempre, fino a quelle più vaghe e stravaganti, destinate magari a durare lo spazio di un incontro, senza dimenticare le relazioni possibili tramite internet, come la nostra, che pure hanno un loro spessore ed una loro importanza. Ora, in tutta questa vastissima gamma di relazioni possibili, ce n’è una che ha una caratteristica unica, peculiare, di fondamentale importanza per il genere umano e per la singola persona: la relazione eterosessuale che, unica nell’universo possibile delle relazioni, è capace di generare nuove persone. Vorresti, di grazia, riconoscere a questa relazione uno status, un privilegio, un’attenzione, sia giuridica che sociale, che la metta al riparo dalla competizione con altri tipi di relazione che NIENTE hanno a che fare con la procreazione come, ad esempio, la relazione omosessuale? Vogliamo chiamare questo privilegio, da riconoscere alle relazioni eterosessuali, matrimonio? E vogliamo smettere di equiparare chi, con enormi sacrifici etc. etc., rende un servizio INSOSTITUIBILE a tutta la società (cioè le coppie eterosessuali formanti una famiglia), con chi, invece, pensa solo ai cazzi suoi?

            Ti sarei profondamente grato qualora tu decidessi di smettere di prendere lucciole per lanterne. Ciao.

  3. Il problema credo stia nella società che difidene a spada tratta diritti che sono in realtà sintomi di un disturbo.
    Infatti. Il fatto è che l’omosessualità è funzionale a un disegno portato avanti proprio da chi gestisce questo tipo di società.
    E quindi non solo va rispettata, ma il più possibile propagandata e diffusa in modo che accresca a dismisura: è l’ideale dell’edonismo con sesso libero non riproduttivo anche in chiave denatalista.
    Eh, come non ricordare l’illuminato parere di Veronesi nel definirla con un amore più puro e perfetto che non quello eterosessuale.
    Per loro, magari fossero tutti omosessuali!
    E se bisogna guardare al successo delle manipolazioni mediatiche del passato e vedere come siamo ridotti oggi grazie a quelle, direi che c’è da preoccuparsi già da oggi per il futuro anche su questo tema.

  4. Poiché stiamo toccando un argomento del politicamente corretto ancora più delicato dell’evoluzione stessa, rimango cauto al riguardo.

    Tuttavia vorrei condividere con il prof. e tutti voi un commento che avevo rintracciato qualche tempo fa su NewScientist, e che chiaramente rappresenta ciò che per me è uno degli effetti collaterali della divulgazione scientifica, cioè le “risposte fai-da-te”.

    http://www.newscientist.com/article/dn13674-evolution-myths-natural-selection-cannot-explain-homosexuality.html

    la pagina ha l’obiettivo di mostrare l’inconsistenza delle critiche mosse alla teoria dell’evoluzione; in questo caso l’articolista si muove su terreni a dir poco ipotetici, tuttavia il massimo dell’obiettività (sic!) si raggiunge con il commento dell’utente Defjam la dice lunga su quanto diffusa sia la cultura delle ‘just so stories’:

    “Common Sense

    Thu Jan 20 13:17:19 GMT 2011 by Defjam

    Not that gay couples don’t have children or shouldn’t, but perhaps homosexuality evolved to help stem the tide of overpopulation.”

    A questo brillante commento ne seguiva uno che purtroppo è stato cancellato, ma era ancora più acuto: L’utente riteneva che se fosse stato gay e avesse avuto in vita sua rapporti con centinaia di uomini, ma avesse casualmente avuto DUE rapporti con donne, e sempre accidentalmente causato DUE gravidanze, il carattere omosessuale sarebbe stato al sicuro (diceva proprio così, “SAFE”… evidentemente il gene gay non solo esiste, ma costituisce persino un allele dominante)…

    Scienza allo stato puro, insomma. Quando la politica si intreccia con la scienza, soprattutto a livello elementare, venono fuori questi discorsi… che sconforto.

  5. L’argomento “omosessualità” è di quelli scottanti, al riguardo mi sembra che ci siano diversi punti di vista e diverse sensibilità che emergono sull’aspetto etico e su quello psicologico.

    La discussione è certamente interessante e al riguardo anch’io ho le mie idee che però non espongo perché tale aspetto esula dal contenuto dell’articolo.

    Mi sembra anche che sull’inconsistenza scientifica di queste ricerche, tendenti ad individuare presunti geni dell’omosessualità o spiegazioni pseudo-darwiniane, siamo tutti d’accordo.

    E tanto basta.

    • “Mi sembra anche che sull’inconsistenza scientifica di queste ricerche, tendenti ad individuare presunti geni dell’omosessualità o spiegazioni pseudo-darwiniane, siamo tutti d’accordo.

      E tanto basta.”

      Concordo.

      Relativamente all’argomento vorrei ricordare e far riflettere su un esperimento condotto da :
      http://fr.wikipedia.org/wiki/Henri_Laborit
      In particolar modo da come si potrebbe veder trasposto nella nostra società.
      Nell’esperimento un topo da laboratorio veniva messo in una gabbietta sul pavimento della quale arrivava di tanto in tanto una scossetta .Il topo sviluppava ansia,il pelo era tutto ispido,brutto e sviluppava anche malattie.
      Se si inserivano invewce 2 topi nella gabbia ecco che al sopraggiungere della scossa questi si azzuffavano l’un l’altro ,il loro pelo era bello e lucido,non sviluppavano malattie ne ansie.

  6. Vi ho seguito per un pò ,poi data la mia ignoranza genetica , ho mollato.Ma prendere in esame il peccato originale come causa di tante nostre deviazioni dalla retta Via ?…… Vedi peccati vari, mi sembra che voler dimostrare scientificamente la natura più o meno genetica, per esempio dell’invidia, sia per me che mi ripeto, sono ignorante, abbastanza conseguente col cercare la scusante genetica,per quanto riguarda omossessualità,pedofilia, con tutte le varie estensioni e variazioni all’interno della stessa sostanza. Il dominio della nostra Persona su nostri istinti meno rispettosi dell’Altro, a questo mi sembra siamo chiamati tutti, ognuno con la propria croce. Lascio a Voi il resto, grazie.

  7. Vorresti, di grazia, riconoscere a questa relazione uno status, un privilegio, un’attenzione, sia giuridica che sociale, che la metta al riparo dalla competizione con altri tipi di relazione che NIENTE hanno a che fare con la procreazione come, ad esempio, la relazione omosessuale? Vogliamo chiamare questo privilegio, da riconoscere alle relazioni eterosessuali, matrimonio? E vogliamo smettere di equiparare chi, con enormi sacrifici etc. etc., rende un servizio INSOSTITUIBILE a tutta la società (cioè le coppie eterosessuali formanti una famiglia), con chi, invece, pensa solo ai cazzi suoi?
    Bravo Giancarlo.
    Ed è proprio per questo che gli omosessuali vogliono il diritto all’adozione. Considerano il loro ‘amore’ un progetto di vita uguale all’eterosessuale. Altro che la contraddizione matrimonio-sì, adozione-no di Leonetto. Quello che conta è quello che vogliono e chiedono loro, non quello che tu pensi giusto, e loro vogliono la completa equiparazione delle ‘unioni’, come già detto più sopra.

    Non ho tempo di sviluppare di più, perciò indico solamente alcuni punti:

    -) “viene considerata un normale comportamento o l’attrazione sentimentale e/o sessuale tra individui dello stesso sesso”
    E un’unione sessuale tra maschi -risparmiatemi la descrizione dei dettagli anatomici, ma fa bene visualizzarli per capirsi- sarebbe un *normale* comportamento? Magari solo perché lo fanno anche alcuni animali? Ma la biologia ha ancora un senso?
    Come in molti altri settori, l’ideologia prende il sopravvento sui fatti, come insegna Hegel: se i fatti non si accordano con la teoria, tanto peggio per i fatti.

    -) citare oggi l’OMS per validare una realtà medica è particolarmente deleterio, vista la connivenza con lobby farmaceutiche e molte altre.
    L’andazzo di manipolare definizioni e valori-limite delle malattie e inventare di sana pianta -specialmente in tema psichiatrico- nuove malattie a scopo di consumo di farmaci, oggi, purtroppo, squalifica pesantemente questo ente dominato dagli interessi di pochi (come ormai qualunque ente particolarmente globalista).

    -) la tecnica di lasciare termini vecchi e attribuire significati diversi per non dire opposti, è indubbiamente diabolica e purtroppo molto efficace su tutti. La neolingua è la più grande invenzione rivoluzionario-distruttiva dell’ordine sociale che potessero applicare.
    Oggi poche cose sono rimaste col loro significato originale. Rientra anche in questo la tattica fabiana dei piccoli passi, o mali minori: gradualmente e insensibilmente si sprofonda sempre maggiormente, fino ad arrivare all’obiettivo voluto. Diabolico ma geniale.

    -) Considerare la poligamia come ” danni a terzi ,pubblico scandalo”. Se le altre donne sono consenzienti, dove sarebbe il danno? Anzi in molti casi sono proprio loro ad esserne felici. Pubblico scandalo per te, ma per loro no. Ridicolo poi citare il pubblico scandalo per la poligamia e non per l’omosessualità. Avanti, qualcuno vuol essere più relativo?
    E perché non la pederastia, ovviamente se i bambini fossero consenzienti? Stai tranquillo che arriveremo alla proposta (anzi i radicali -e non solo- l’avevano già ipotizzata). Dopotutto è ‘amore’.
    Ma anche la famiglia con un animale. Già oggi il cane-gatto ha status di appartenente al nucleo familiare, perché mai un uomo non dovrebbe fare famiglia -e quindi matrimonio- col suo cane tanto amato. Anche sessualmente si intende, come già avviene in alcuni casi nel mondo. Ah che meraviglia la libertà, eh?
    Avanti a chi offre di più. E quello che oggi non si è in grado di accettare, lo si farà dopo aver accettato gli omosessuali, poi gli allargamenti vari e avanti così a piccoli passi e discesa del livello di ‘moralità’ o sentire comune.

    -) arrivare a dover addirittura discutere di temi ovvi come questo, denota il livello di cecità a cui siamo giunti.

  8. Inizio questo intervento premettendo che avrei preferito che il dibattito fosse rimasto un po’ più sull’aspetto della forzatura scientifica da cui siamo partiti, e personalmente avrei anche preferito (ma questa è strettamente una considerazione personale) che parte delle energie profuse nella presente discussione fossero andate ad esempio a commentare la ricerca sui neuroni specchio e sull’autismo su cui ci sarebbe stato molto da dire.

    Fatta questa premessa, data la mia presenza su siti come UCCR e Libertà e Persona, sono in dovere di non lasciare in sospeso la mia opinione sull’argomento. Per il momento lo farò con poche stringate considerazioni, ma se necessario potrò farlo in modo più approfondito in seguito.

    1) Lo stato tutela la famiglia in quanto, come detto nell’articolo su UCCR, essa svolge un ruolo fondamentale per la società crescendo i nuovi cittadini. Se poi una famiglia resta senza figli per qualsiasi motivo, essa è da considerarsi un’eccezione e non la regola.
    Questo implica ad esempio, che non è possibile riconoscere la reversibilità della pensione ad un coniuge di coppia gay in quanto lo Stato e la società non hanno ricevuto nulla in cambio.
    Accettare la tesi opposta implica che dovremmo accettare la possibilità della reversibilità per qualunque persona a cui “vogliamo bene”, amici, fratelli, personaggi pubblici, e chissà, un giorno cani gatti… e questo è evidentemente assurdo.

    2) La funzione fondamentale degli organi riproduttivi è la riproduzione, cioè l’accoppiamento maschio-femmina, una scelta che renda come opzione fondamentale, o ancor più assoluta, la deviazione da questa funzione, non può essere ritenuta equivalente a quella naturale.

    3) Tutto il chiasso che si solleva sulla questione gay è inquadrabile nell’ottica dell’imposizione di una società con una visione antropologica del tipo di quella indicata ad es. da Aldous Huxley in “Il mondo nuovo”, una società che ho sempre contrastato,a partire dai miei libri, e sulla quale non ho cambiato idea.

    Detto questo ciascuno ha il diritto di avere le proprie idee, e ci mancherebbe altro che non possano essere in contrasto con le mie.

    La differente posizione espressa dai diversi intervenuti su queste pagine arricchisce quindi il dibattito e non è certo un problema.

    • “Accettare la tesi opposta implica che dovremmo accettare la possibilità della reversibilità per qualunque persona a cui “vogliamo bene”, amici, fratelli, personaggi pubblici, e chissà, un giorno cani gatti… e questo è evidentemente assurdo.”

      Fuorviante,bisognerebbe che tali categorie rapresentassero un coniuge cosa impossibile per varie ragioni.Nel caso dell’amico possibile ma deve essere contratto matrimonio.
      E fra l’altro a dirla tutta ,e putroppo ce ne sono,alcuni fratelli sorelle hanno diritto alla pensione di reversibilità qualora siano in particolari condizioni etc.. e si trovassero a carico del fratello defunto..idem per altri parenti nelle medesiime condizioni.
      Quindi tale implicazione non sussisate affatto.E’ necessario contrarre,salvo casi particolari,matrimonio che è un impegno oltre che una legittimazione del proprio stato all’interno della società.Come riportato sopra di fatto e versando schei una coppia omo diventa ,”giuridicamente” parlando in tutto e per tutto equiparabile ad una etero.
      E’ ovvio il punto 2 e nessuno lo nega,o comunque non certo io,ripeto, in prima istanza se un uomo /donna si opera cambiando sesso diventa in tutto e per tutto donna/uomo e può avere famiglia,figli,coniuge etc..è ‘naturale’?
      E ripeto,natura,fede,ideologie sono una cosa ,una società è un’altra,questo piaccia non piaccia..è così.
      E riripeto,non essendo possibile accostare,definire,spiegare l’omosessualità come malattia,patologia,disturbo psicologico bisogna relazionarsi di conseguenza.
      Famiglia naturale non deriva assolutamente dalla natura biologica delle cose
      La parola naturale indica un qualcosa di ,per così dire, pregiuridico, di qualcosa che precede lo Stato ed esiste indipendentemente da esso e dalle sue leggi. Con questa accezione si vuole il più delle volte rendere chiaro che fonte del diritto non è esclusivamente lo Stato, e che le leggi hanno una loro fonte di legittimazione antecedente, per cui ad esempio sarebbe giusto e doveroso condannare e combattere lo Stato che decretasse la liceità del furto o dell’omicidio. Se tutti gli esseri umani aspirano «naturalmente» a costruirsi una famiglia ed a trovarsi un compagno e tale cosa non è frutto di malattie psichiatriche ad esempio o non cagiona danni a terzi non può che non venire accettato.rappresenta una società forte di vincoli maggiori di quelli di una relazione temporanea ,sia pur affettiva o legata ad interessi,fra due persone.
      E lo Stato non deve concedere come una graziosa concessione lo status di famiglia ad una coppia che vuole sposarsi, ma deve semplicemente riconoscerglielo perché sono cose preesistenti alla sua organizzazione.
      Quando si afferma che la famiglia è una “società naturale”, si intende qualcosa di più di riconoscere i diritti naturali alla famiglia, ma di riconoscere la famiglia come società naturale, la quale abbia le sue leggi e i suoi diritti di fronte ai quali lo Stato, nella sua attività legislativa, si deve inchinare.Non è correlato a qualcosa di zoologico nè di sacramentale.
      Quindi o si ritorna agli anni ’90 e si mostra perchè e percome l’omosessualità sia una malattia psichiatrica,un disordine,una perversione etc etc..oppure è necessario prendere coscienza del fatto che siano presenti cittadini di quel tipo e trattarli come qualsiasi altro membro della società.
      Poi sul ppiano zoologico e sacramentale il discorso cambia considerevolmente.
      Tornando a cui sopra,è ovvio che biologicamente uomo e donna si trovano accoppiati al fine riproduttivo,ma tolto che questo non ha implicazioni nella società,così come è ovvio che un omosessuale si trova in una condizione in cui,per una non nota ragione,ripeto non in alcun modo identificabile con malattia,depravazione,disturbo psicologico ,quello che dovrebbe essere la normalità del suo stato biologico gli si presewnta come aberrazione o forzatura o disagio.
      Il punto è che però è così e c’erano un tempo come oggi,prima dell’istituzione della società stessa.
      E se non possiamo identificarla come malattia,patologia varia non possiamo trattare gli omosessuali come malati psichiatrici,disturbati etc etc..ma con persone che,allo stato dei fatti hanno un normale(giuridicamente parlando) comportamento sessuale.
      A voler essere razionali non c’è scampo.
      Ripeto è per mia onestà intellettuale,non per ideologie,non per legami affettivi,di parentela o altro con omosessuali( che fra l’altro casualmente non ho),per motivi politici o altro,sia ben chiaro questo.
      Pur qualcuno potrebbe pensare diversamente,Enzo sono assolutamente concorde col punto 3,ma anche col punto 2,stato che non va comunque in contrasto con quanto ho fin ora asserito.

      • “Fuorviante,bisognerebbe che tali categorie rapresentassero un coniuge cosa impossibile per varie ragioni”

        E’ proprio questo il punto, se può diventare coniuge una persona dello stesso sesso, perché non dovrebbe una sorella o un fratello, o addirittura una madre e un figlio o, come avviene in certe culture, un animale?

        Poi:
        “Famiglia naturale non deriva assolutamente dalla natura biologica delle cose
        La parola naturale indica un qualcosa di ,per così dire, pregiuridico, di qualcosa che precede lo Stato ed esiste indipendentemente da esso e dalle sue leggi”

        La parola naturale indica il riferimento all’oggettività delle cose, si basa su quell'”adaequatio intellectus et rei” che si contrappone alla pretesa di un io “costruttore di mondi” cioè di una realtà soggettiva sganciata da quella oggettiva, si tratta del confronto di un mondo riconosciuto con delle sue leggi rispetto ad uno in cui tutto è possibile, “basta che lo decida la maggioranza”.

        In ballo c’è molto di più di una questione di etica, c’è un intera visione del mondo.

        • “E’ proprio questo il punto, se può diventare coniuge una persona dello stesso sesso, perché non dovrebbe una sorella o un fratello, o addirittura una madre e un figlio o, come avviene in certe culture, un animale?”

          E’ una domanda retorica?
          Per tutta una serie di ragioni più che ovvie.
          L’incesto è illegale.
          Ma vorrei procedere per gradi se me lo concedi.
          Inizamo col dire che esistono molti(quantomeno diversi) diritti,nel nostro ordinamento o in un ordinamento generale.
          Alla vita,alla privacy etc etc..Tali diritti non sono mai assoluti (ad eccezione del diritto alla vita ,ma evitiamo per cortesia di parlare di aborto è solo un esempio necessario altrimenti si va ben più che fuori tema) ma sono sempre collegati l’uno con l’altro.Il diritto ad informare viene meno davanti al diritto alla privacy di un privato cittadino (a meno non sa esso pubblico).
          Fra un diritto ed un altro c’è una linea di confine che vengono,quantomeno in generale,qui in Italia, dalle interpretazioni date dalla Corte di Cassazione con le sue sentenze. Nel caso dell’incesto(che metti nell’elenco)la Corte di Cassazione (sent. 494 del 28 novembre 2002) rileva come il divieto del riconoscimento dei rapporti incestuosi si fondi su due argomenti:
          (1) L’ordine pubblico familiare
          (2) I diritti dei membri della famiglia legittima.
          Per il primo caso il divieto «varrebbe a tutela della concezione costituzionale stessa della famiglia, esigente che fatti tanto gravi come quelli di endogamia, dalla coscienza sociale considerati alla stregua di attentati all’ordine naturale dei rapporti interpersonali e, a certe condizioni, puniti come reato, restino fuori dell’ordine giuridico. Per il secondo caso prevalgono – al diritto eventuale di un padre ed una figlia di avviare una relazione affettiva – i diritti dei membri della famiglia legittima, che sarebbero turbati dall’ingresso nella vita familiare di figli nati da genitori incestuosi.Similmente nel caso dei fratelli.

          Per essere riconosciuti come coppia basta avere una relazione romantica e consensuale per essere riconosciuti però bisogna considerare se esistano altri diritti che limitino il diritto ad avere un riconoscimento giuridico.
          In buona sostanza ci deve essere consensualità,entrambi devono essere pienamente coscienti(una relazione frutto di malattia psichiatrica cadrebbe) e la relazione non deve ledere diritti altrui..
          E’ necessario spendere parole nel caso di animali?Davvero?
          Fra l’altro la Corte costituzionale ripeto con la sentenza 138 del 13 aprile 2010 afferma che “l’unico importante diritto, in relazione al quale un contrasto si potrebbe ipotizzare, sarebbe quello, spettante ai figli, di crescere in un ambiente familiare idoneo, diritto corrispondente anche ad un interesse sociale. Tale interesse, tuttavia, potrebbe incidere soltanto sul diritto delle coppie omosessuali coniugate di avere figli adottivi. Si tratterebbe, però, di un diritto distinto rispetto a quello di contrarre matrimonio, tanto che alcuni ordinamenti, pur introducendo il matrimonio tra omosessuali, hanno escluso il diritto di adozione”
          Chiarissimo ed ineccepibile.
          Quindi esistono altri diritti che vietano il riconoscimento del rapporto affettivo incestuoso ma non esistono altri diritti che vietano il riconoscimento di quello omosessuale :questo vale per la Corte di Cassazione e la Corte Costituzionale./
          Per il nostro codice penale (art. 609 quater) è punibile con la reclusione da cinque ai dieci anni chiunque compia atti sessuali con una persona che non ha ancora compiuto 14 anni(età del consenso che per me è vergognosamente bassa in Italia).
          La base di questo reato è molto semplice. Un minore di 14 anni viene considerato – per legge – incapace di dare un consenso informato a comportamenti regolati dalla legge, in particolare i rapporti sessuali.In sintesi un minore di 14 anni non ha la maturità necessaria per capire l’importanza di un atto importante come l’atto sessuale e quindi oggettivamente non può esprimere il proprio consenso: per questo motivo è punito il maggiorenne (comunemente detto pedofilo) che ha un rapporto sessuale con un minore di 14 anni che non può essere consenziente.
          Le relazioni omosessuali avvengono tra adulti consenzienti e non ledono altri diritti,esattamente come quelle eterosessuali, nella pedofilia manca il consenso mentre l’incesto lede i diritti della famiglia d’origine.Con l’amico non ci sono vincoli ma non c’è desiderio a sposarsi,con l’animale valgono sia le considerazioni dell’incesto ,di un eventuale poligamia che di pederastia
          E poi allora se mi metti come priorità la procreazione allora su quella scia che vai legittimando pedofilia e incesto..attenzione..attenzione..
          Ricordo ancora che sempre per la Corte Costituzionale spiega che la procreazione “sarebbe soltanto un elemento eventuale nel rapporto coniugale” e ciò dimostrerebbe quanto lontano sia il concetto di famiglia da accogliere nell’ambito dell’art. 29 Cost. rispetto a quello legato a qualche tradizione o legato alla fede o ad altro.Nessuno sta parlando di matrimonio come sacramento qui,in questo caso. Il matrimonio sarebbe, senza dubbio, l’unione di due esistenze, i cui fini fondamentali coincidono con i diritti e i doveri che i coniugi assumono al momento della celebrazione in base all’art. 143 cod. civ., fini ai quali è estranea la prospettiva, soltanto eventuale, della procreazione, altrimenti si dovrebbe considerare impossibile la celebrazione di un matrimonio tutte le volte in cui sia naturalisticamente impossibile per i nubendi procreare.Devo tornare a ricordare ancora che chi cambia sesso poi di fatto ha tutti i diritti del nuovo sesso.E non mi si parli di normalità e naturalità in questo ssendo a monte un intervento “artificiale”.Ma anche matrimoni fra sterili coscienti di questo stato o fra persone già in andro-meno-pausa etc etc.
          Inoltre – per rilevare che procreazione e matrimonio siano aspetti totalmente separati tra di loro – bisogna evidenziare che tutte le forze politiche presenti in Parlamento hanno approvato un disegno di legge (che aveva tra i suoi proponenti anche la cattolica Paola Binetti) che ha eliminato le differenze ancora esistenti tra figli legittimi (ossia nati da una coppia sposata) e figli naturali (nati da una coppia non sposata: attualmente sono il 25% sul totale dei nati): ora non esiste più neanche questa differenza terminologica e si parlerà solo di figli.
          Infatti allora sono moltissime le coppie che procreano senza contrarre matrimonio.Queste?
          Una cosa è il rapporto fra marito e moglie l’altra è fra madre e padre e figli.
          Esiste anche il diritto a divoziare eh…disconoscere un figlio è una cosa un po’ più complicata che divorziare dal coniuge,per fortuna..
          Se ancora ora non è chiaro io veramente non so cosa dire..

        • “La parola naturale indica il riferimento all’oggettività delle cose, si basa su quell’”adaequatio intellectus et rei” che si contrappone alla pretesa di un io “costruttore di mondi” cioè di una realtà soggettiva sganciata da quella oggettiva, si tratta del confronto di un mondo riconosciuto con delle sue leggi rispetto ad uno in cui tutto è possibile, “basta che lo decida la maggioranza”

          Cio collima perfettamente con quanto ho detto sul naturale.
          E’ proprio per una “adaequatio intellectus et rei”,proprio per questa.

          “Quando si afferma che la famiglia è una «società naturale», si intende qualche cosa di più dei diritti della famiglia. Non si tratta soltanto di riconoscere i diritti naturali alla famiglia, ma di riconoscere la famiglia come società naturale, la quale abbia le sue leggi e i suoi diritti di fronte ai quali lo Stato, nella sua attività legislativa, si deve inchinare. Vi è naturalmente un potere legiferante dello Stato che opera anche in materia familiare; ma questo potere ha un limite precisamente in questa natura sociale e naturale della famiglia.”

          -Aldo Moro-

          Non c’è dubbio su cosa verta il naturale.

          La zoologia,la procreazione,la tradizione e quant’altro centrano in verità relativamente poco ,per essere eufemisti,in realtà non c’entrano nulla.

          Che la cosa possa venire strumentalizzata a favore di altre cose e per una certa visione del mondo non lo nego,ma non per questo devo andare contro la mia ragione.

          • Bè, francamente mi sembra che Moro non intenda quello che dici tu…

            “…riconoscere la famiglia come società naturale, la quale abbia le sue leggi e i suoi diritti di fronte ai quali lo Stato, nella sua attività legislativa, si deve inchinare

            Lo Stato si deve inchinare davanti alla società naturale, e quella omosessuale proprio non lo è.

            Non credo che il cattolicissimo Moro negli anni ’70 la pensasse diversamente dalla mia interpretazione.

        • Beh purtroppo mostrando le capacità di un macaco chi ci governa continua proponendo cose al limite della follia.
          Certo esser governati da chi probabilmente non sa allacciarsi neanche le scarpe poi porta a queste cose..
          Ovviamente concordo sulla contraddizione dell’incesto,però nella legislazione attuale, ha spiegato Mantovano, il figlio nato da incesto ha già la possibilità di ricevere l’eredità, «la donna vittima della violenza può riconoscere il figlio, mentre l’autore dell’abuso no.
          In teoria comunque il riconoscimento di genitorialità è condizionato dall’autorizzazione del giudice, con i «paletti» dell’interesse del minore e della necessità di evitargli un pregiudizio.
          Io,per mio conto,credo che non sia stato un modo corretto razionale e ben fatto di agire.
          Ad ogni modo in verità questo fatto c’entra poco o nulla con quanto ho detto ,questo lo vorrei evidenziare.
          Il punto era il matrimonio,che ho fin troppo mostrato essetre cosa a parte dall’essere genitori.
          Mi pare che al momento il matrimonio incestuoso sia sempre illegale e crei i problemi di cui ho detto sopra.
          Quanto a Moro:

          «Pur essendo molto caro ai democristiani il concetto del vincolo sacramentale nella famiglia, questo non impedisce di raffigurare anche una famiglia, comunque costituita, […] dotata di una propria consistenza che trascende i vincoli che possono solo temporaneamente tenere unite due persone».

          Aldo Moro, I Sottocommissione per la Costituente, discussione dell’art. 29 (5 novembre 1946)

          Il significato di naturale,imho,e non solo,non può che intendersi per come ho mostrato pertanto anche qualora se ne fosse contrari quella omosessuale non può che esserlo.

          Son ben conscio che si possano scatenare nella popolazione effetti domino,effetti a catena e che la dialettica hegeliana la faccia da padrone.Per quanto riguarda me in quanto io persona singola non c’è nessun rischio del genere e tranquillizzo in questo chi mi legge,anche perchè quello è un fenomeno di massa,che ha effetto sulla massa.Se le persone potessero avere la loro criticità,la loro onestà intelettuale ,il loro credo saldo etc etc..di fatto certi “giochetti” avrebbero veramente scarso effetto.

          Il mio punto sulla questione non è dovuto a nessun indottrinamento,dico senza vergogna che tempo addietro ero,per far comprendere anti-omosessuale,solo il punto giunto approfondendo la cosa e che stando in un certo modo le cose per come la vedo il sostenere alcune cose mi faceva cadere in contraddizioni o in ipocrisie di sorta.Per cui ho aggiustato il pensiero di conseguenza.Non vuol dire che allora debba appunto accettare qualsiasi cosa così come,sia ben chiaro,ben chiaro, non vuol dire che sia un sostenitore della campagna gay…niente affatto,non mi trovo né con la camicia grigia né con la camicia blu le mie sono proprio considerazioni che prescindono la contesa.
          Questo come chiarimento finale.
          Per cui son più che conscio che seppur vi sia il rischio
          “in questo campo una volta presa una certa strada non ci sono più limiti.”
          io son tranquillo per mio conto perchè non mi trovo su quiella strada ne corro il rischio di imboccarla,al limite la mia si è incrociata con quella per proseguire subito avanti sulla sua diversa rotta ….

  9. Comunque giunti a questo punto propongo di applicare lo stesso metodo già usato altre volte: chi ha voluto farsi un’idea ha tutti gli argomenti pro e contro.

    Meglio chiudere qui per non trascinarsi in ripetizioni di concetti.

    • Mi trovi assolutamnente d’accordo.
      Non ho da spendere più parole riguardo a questa discussione,i miei interventi a riguardo finiscono insindacabilmente con questo post.
      Come sempre sostengo quel metodo che trovo sempre uno dei migliori:
      ” chi ha voluto farsi un’idea ha tutti gli argomenti pro e contro.”
      Cosa che questo sito cme sempre offre in maniera unicaz nel suo genere.

      • Usciti dall’argomento vorrei però riportarmi sull’argomento neodarwinismo,riponedo l’attenzione su una cosa importante.
        Non è certo infatti questo l’unicocaso in cui vengono proposte cose come quelle che vanno ad indicare un dato fenomeno come un “escamotage” (genetico,biologico,amboientale o altro) della natura per garantire una qualche cosa.
        Ciò rappresenta quella che viene definita una visione di tutta la biologia come funzione teleologica,tenuta in vita proprio dall’assunto neodarwinista.
        Infatti la funzione di un organo,di uno stato etc.. viene postulata fin dal principio quella per svolgere la quale è stato “selezionato-per”.
        A tal riguardo vorrei riportare alla mente il rompicapo di Hempel(http://it.wikipedia.org/wiki/Carl_Gustav_Hempel )
        “Cosa sta lì a fare il cuore?Sta li per pompare il sangue.Ok.Cosa (se esiste) rende ‘giusta’ questa risposta?”
        Ed è in tale ottica che,proprio con analogia alla selezione artificiale,dove c’è un soggetto senziente umano che agisce con un finalismo ad operare la selezione,così nella selezione naturale più o meno esplicitamente i darwinisti vanno a dare raffigurazione di una Madre Natura(sempre ben affiancata da Padre Tempo).Un primo enigma di Darwin fu quello della coscienza,dovendo adattare il meccanismo artificiale a quello naturale.Quello per cui la selezione(Madre natura)seleziona è ciò che ha in mente quando effettua la selezione..Madre Natura,Orologiaio Cieco,Gene Egoista(fra l’altro salta all’occhio chi ne è un gran divulgatore?)tutti nomi che poi indicano la stessa cosa,una natura antropomorfa e apparentemente viva.
        Ora,darwin non aveva un gran problema poichè egli postulava una sorta di trasmissibilità dei caratteri acquisiti legata all’uso disuso..un adattamento al lamarkismo(che pervade le just so stories neodarwiniste),proprio perchè giunto di fronte al problema,con la sintesi moderna,la sintesi estesa il problema viene invece risolto con quell’entità naturale finalistico-cosciente.
        E faccio un esempio,si legge:
        “gli uomini iniziarono a camminare in stazione eretta perchè vissero in un periodo in cui si diffuse la prateria erbosa, e poichè non potevano vedere attraverso l’erba, iniziarono a stirare le loro gambe e a mettersi sulla punta dei piedi per vedere oltre l’erba… e questo eventualmente portò allo sviluppo della stazione eretta.”
        “specie combinava la deambulazione in posizione eretta alla vita arboricola, stile di vita che si protrasse per alcuni milioni di anni, fino al totale svincolamento dagli alberi e alle conseguenti modificazioni anatomiche che hanno interessato il genere Homo.”
        e
        http://www.pikaia.eu/EasyNe2/Notizie/Alle_radici_del_bipedismo.aspx
        Io vedo finalismo..lamarkismo..quell’Orologiaio,Madre,Gene che fa da Big Brother all’evoluzione neodarwiniana e che non è scientifico proprio per nulla.

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