“Burning Man” la neoreligione della Silicon Valley

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burning man at sunset

La rivista Dove lo definisce un ” inno alla libertà e alla creatività”, per Dagospia un “festival psichedelico”, ma cosa è il “Burning Man”?

Qualcosa di antico e nuovo, rito orgiastico e New Age, una forma di pseudoreligiosità che sarebbe piaciuta ad Aldous Huxley.

 

 “È partito il 26 agosto e si chiude il 1° settembre, giorno del Labour Day. Un festival unico al mondo, inno alla libertà e alla creatività e grande esperimento di vita comunitaria che dà vita a una vera città temporanea, nel nulla” Così viene presentato il “Burning Man” sul sito del Corriere della Sera all’interno di uno spazio dedicato alla rivista Dove che titola “Burning Man: in 70mila per l’happening nel deserto del Nevada“. In alto a sinistra sulle foto di accompagnamento un scritta “Ci voglio andare!”, in basso una serie di didascalie che presentano l’evento con frasi dal contenuto molto positivo.

Su Youtube si trova anche questo video di presentazione:

Un inno alla libertà e alla creatività secondo Dove, ma di tutt’altro parere il giudizio apparso su Dagospia che, dato l’argomento, è un sito specializzato molto affidabile.

L’articolo su Dagospia parla infatti di qualcosa di molto diverso:

Il festival annuale Burning Man attrae più di 70.000 persone ogni anno per una settimana di festa nel deserto. Spogliarsi in pubblico, specialmente da parte delle donne, è altamente consigliato, mentre orge, scambi di partner e sesso a tre sono all’ordine del giorno. Il festival nel Nevada è un’enorme mix di arte, musica, costumi e comportamenti scandalosi.

È stato spesso classificato come la risposta americana al Glastonbury festival. Ma questo 28simo anno di celebrazione nella tendopoli nel deserto rende l’orgia annuale di fango, alcol e bande a Somerset, mansueta come un raduno scout. Al Burning Man, le droghe allucinogene sono distribuite ad ogni angolo, la gente balla fino a tarda notte in cima a strani veicoli “mutanti” che assumono le sembianze di alligatori o navi spaziali.

L’inno alla libertà e alla creatività descritto da Dove appare invece un rituale che ricorda i Misteri dionisiaci dell’antica Grecia caratterizzati oltre che da un aspetto orgiastico da uno allucinogeno. Il falò con il quale si conclude il Burning Man deriva da una tradizione nata per festeggiare il Solstizio d’Estate e il giorno in cui termina è quello del Labor Day degli Stati Uniti che è idealmente legato a quello del 1° maggio, ma non mancano i riferimento agli UFO e agli exatraterrestri. Si tratta di qualcosa di più di un “festival”, molto più anche di un festival eccezionale come fu Woodstock che lanciò il New Age, ma mentre in quel caso ci si esprimeva principalmente con la musica, Burning Man è una esplicita forma di religiosità New Age il cui aspetto spirituale non manca di confermare anche Dove:

Ma a quanto pare non si tratta solo di un’evoluzione New Age del fenomeno Hippy degli anni’70, fatto che sarebbe comunque socialmente interessante, il Burning Man rappresenta qualcosa di molto più rilevante, si tratta di un riferimento culturale per molti personaggi che dettano le tendenze alla società americana e, di conseguenza, a tutto l’Occidente. Sempre su Dagospia leggiamo quanto segue:

 Ciò che è più affascinante è che gli hippies che si radunavano qui da anni, sono oggi affiancati da miliardari della Silicon Valley, attori di Hollywood e modelli di New York, che si affollano nel deserto del Nevada per perdere le loro inibizioni…

Nonostante le pretese del festival di essere scrupolosamente anti-materialista – il denaro è praticamente fuori legge – è sempre più frequentato da alcuni dei più grandi capitalisti del mondo.

Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, il capo di Amazon Jeff Bezos e l’ideatore di Google Sergey Brin, hanno tutti frequentato il Burning Man per anni. Elon Musk, il co-fondatore di PayPal, del metodo di pagamento online più diffuso al mondo, ha sostenuto che ‘Burning Man è Silicon Valley’, e che il creatore di una nuova serie TV nel settore delle nuove tecnologie americane non potrebbe capire quel mondo, se non fosse mai stato almeno una volta a quel festival.

Abbiamo dunque la presenza dei personaggi più in vista della Silicon Valley, ma soprattutto personaggi che sono il riferimento per i comportamenti di milioni di persone, si parla dei nomi legati a Facebook, Amazon e Google. Ma è Elon Musk  co-fondatore di Pay Pal a dire la cosa più interessante: “Burning man è Silicon Valley“.

Forse neanche lo scrittore Aldous Huxley nel romanzo “Il Mondo Nuovo” del 1932 e nel saggio “Le porte della percezione” del 1954, avrebbe immaginato una realizzazione così spettacolare delle sue distopie. Il Mondo Nuovo descriveva il compimento della civiltà scientista, una società nella quale una forma di religiosità surrogata sarebbe stata assolta da riti orgiastici a base di droga, un’idea confermata nel libro Le porte della percezione, che ispirò la rivoluzione psichedelica degli anni ’60 e ’70.

Non si può capire il nostro mondo se non si sono letti i libri di Aldous Huxley.

E come dice Elon Musk non si può capire la Silicon Valley se non si capisce Burning Man, ma capire la Silicon Valley è capire la futura tendenza per la società occidentale.

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Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

28 commenti

  1. L’uomo di legno presente in molte immagini di presentazione del festival ricorda in modo inquietante il terribile “Uomo di Vimini” descritto da Giulio Cesare nel De bello gallico all’interno del quale i Celti ammassavano animali ed esseri umani per poi dargli fuoco in un rito sacrificale. Negli anni ’70 uscì anche un film con Christopher Lee intitolato appunto The Wicker Man (trad: l’uomo di vimini), dove un poliziotto viene ingannato e sacrificato nel corso di un complesso rituale simbolico officiato da una comunità pagana su un’isolotto al largo della Scozia (mi sembra). Ricordo bene che il poliziotto era profondamente cristiano e quando vide una chiesa diroccata sull’isola domandò al capo di quella comunità (interpretato dal bravissimo Christopher Lee) «Non conoscete Dio?» al che Lee gli rispose «Ha avuto la sua occasione ma ha fallito».

    Interessantissima anche la presenza dei randiani di Silicon Valley al festival. Molte persone non lo sanno ma la maggior parte dei miliardari di Silicon Valley è seguace delle teorie della scrittrice Ayn Rand, fautrice dell’ideologia chiamata oggettivismo, ovvero materialismo ed egoismo allo stato puro, nella convinzione di essere una èlite migliore del resto dell’umanità destinata per questo a dominarla e ad aprire le porte a una nuova era (e te pareva…).

    Alcuni libri della Rand (che, ideologia a parte, era un’ottima scrittrice) che consiglio sono: La Fonte Meravigliosa e la trilogia che comincia con La rivolta di Atlante.

    Se non avete voglia di leggere potete guardare il documentario di Adam Curtis All watched over by machines of loving grace.

    • Caspita Luca, sei una miniera d’informazioni!
      Il tuo è uno di quegli interventi che diventa un articolo correlato, Adesso vado ad approfondire i lavori di Ayn Rand e i randiani…

  2. A me sembrerebbe solo una festa trasgressiva per ricchi annoiati(mi pare di aver letto che l’ingresso minimo costa 400dollari, un prezzo decisamente poco popolare!), incapaci di divertirsi in maniera semplice. Non ci vedo grandi implicazioni etico-religiose, il richiamo spirituale mi sembra solo una “sovrastruttura” per nobilitare quello che in sostanza è solo un’orgia di droga, sesso, abbuffate gastronomiche(ho letto che molti ricconi si portano dietro degli chef personali) e arte moderna!

    • Non siamo così distanti Andrea, leggendo Il Mondo Nuovo con il rito dell’Org- Porgy o vedendo la religiosità acquariana non ci troviamo di fronte ad una religiosità di tipo tradizionale ma come dicevo nell’articolo ad un surrogato.

      • Comunque facendo una ricerca sul sito ufficiale della manifestazione, mi pare qualcosa di molto diverso rispetto a come lo descrivono i giornali.
        Innanzi tutto le condizioni climatiche estreme ed imprevedibili del deserto, richiedono lucidità e presenza mentale per sopravvivere, e da quanto ho letto è richiesta totale autosufficienza ai partecipanti, e chi si comporta in maniera irresponsabile mettendo a rischio l’incolumità altrui, viene espulso. Quindi probabilmente l’abuso di droghe allucinogene è più una leggenda metropolitana che una realtà!
        E i principi che stanno alla base della manifestazione, mi sembrano tutto sommato positivi:
        http://www.burningman.com/whatisburningman/about_burningman/principles.html#.VAO-bvl_uIh

        • Non penso che l’uso di allucinogeni sia incompatibile con la pioggia o con la gestione di una tenda da campeggio.
          Resto della stessa idea, che poi sul sito della manifestazione non venga detto detto che è un’orgia con droga non mi sorprende, anzi, mi avrebbe sorpreso il contrario.

          • Nel deserto ci sono escursioni termiche estreme, ma magari gli allucinogeni non alterano la percezione della temperatura…oppure si organizzano per farne uso a turno, in modo tale che ci siano sempre una buona parte di persone lucide che si prendono cura degli altri.

  3. Io sulle prime pensavo è la prima volta che sento parlare di “Burning Man”,che giustapunto ricorda come dice luca il Wiki man,cioè un fantoccio che si brucia,fra l’altro è un fenomeno ricorrente nei vari carnevali del mondo ed è ispirato a simbolismo pagano.Sulle prime anche a me è venuta in mente di associare tale fenomeno nè più nè meno a un comune Rave party,invece questo ha differenza di un rave (che non ha simbolismi,le persone vanno li solo in cerca dello “sballo”) ha un certo simbolismo in cui la colletivita partecipa trasformandosi in un “rito”,chi lo ha organizza vedendo le immagini,al di la dei partecipanti che indubbiamente vanno li alla ricerca di orgie,droga,alcolismo conosce il simbolismo occultista.Perfino la disposizione delle persone è un simbolo,e quindi si differenzia da un comune rave proprio perchè nel primo non sono presenti tutte queste simbologie.Per esempio l’uomo di vimini citatao da Luca è un simbolismo che si trova anche nei vari carnivali,dove si brucia un fantoccio,che simboleggerebbe la fine dei festeggiamenti,mentre in in alcune parti rappresenta un rito propiziatorio,l’origine comunque del wiki man è pagana, alcuni ci vedono il rito del “capro espiatorio”,si bruciava un fantocio come offerta a una qualche divinità in cambio di richieste propiziatorie.Non è quindi una questione di creatività,come dicono i giornali,ma un rito simbolico preciso,e dalle foto che ho visto specialmente da cio che viene costruito,non è l’unico.E dunque un commisto di superstizione e nuove forme religiose,tipo il raelianesimo.Francamente mi sembra il trionfo dell’animalità umana sulla razionalità o del mero istinto animale naturale sull’intelletto.

    • Su questo concordo, ribadisco comunque che la particolarità di questa manifestazione è nella penetrazione che ha tra i “best and bright” che poi diventano riferimenti culturali.

    • Sì, c’è tutto quello che hai descritto, poi se uno ci vuole vedere solo un rave o un festa per gente in cerca di sesso allora dovrebbe pensare la stessa cosa dei Misteri dell’Antica Grecia, ma francamente mi sembra fuori luogo.

  4. I rituali collettivi sono tutti inquietanti. Non vedo grandi differenze tra dare fuoco ad uno spaventapasseri gigante e portare a spasso una enorme statua di Madonna piuttosto che flagellarsi lungo una via di paese…

    • L’uno è la ricerca del piacere,l’altro è il simbolo della sopressione del piacere dal quale nascerebbe il peccatto,entrambi hanno senso simbolico,ma sono concretamente inutili e superstiziosi:sono solo credenze popolari.Basate su un rapporto con il trascendente e il divino superstizioso spesso mischaite con la propria fantasia.Quella della flagellazione vorrebbe ricordare la flagellazione di Cristo,ma nessun Cristo li ha mai detto di flagellarsi,ne nessun Cristo si è autoflagellato è stato flagellato,quindi e la credenza popolare che è inquietante,anche quando ridefinisce secondo i propri schemi psicologici la stessa divinità cristiana.

      • Scusa Danilo, ma non vedo cosa ci sia di superstizioso in una processione, forse bisognerebbe prima capire cosa veramente dovrebbe essere prima di giudicare.
        Se poi vogliamo parlare di degenerazioni allora a questo mondo tutto può essere negativo.

        • E io non ho infatti parlato di una processione,ma di autoflagellarsi che non implicherebbe che la processione è superstziosa,ma che autoflagellarsi per fare una processione o fuori da essa,tra le mura di un convento è una superstizione.Mi spiego:

          Perchè autoflagellarsi se proprio quel modello che viene preso a riferimento non ha mai detto di farlo?
          Perchè mai pensare che l’autoinfliggersi dolore fisico sia un modo di espiare le proprie colpe?

          Per me infatti non c’è nessuna ragione se non una propria convinzione psicologica eretta tale.Concretamente non c’è ragione per autoflagellarsi,poichè:

          a)Se fosse un’imitazione di qualcuno allora non sarebbe necessaria l’autoflagellazione.
          b)Se il dolore fisico diminuisce la colpa di qualcuno allora quel qualcuno rimane nella colpa di aver odiato se stesso,infligersi dolore infatti per chiedere un qualche perdono alla Divinità è una superstizione propria,non si vede bene cosa se ne farebbe tale Divinità del proprio autolesionismo.

      • Il mondo è bello perché vario professore. D’altra parte lei stesso sopporta la mia presenza fastidiosa sul suo blog… 🙂

        • Il mondo è bello perché vario, stavolta sono d’accordo, riguardo la seconda parte… cosa sarebbe un sito senza un suo Giuseppe? 🙂

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  6. Buongiorno, professore.
    Le dirò: non so cosa pensare. Da un lato, si è portati a pensare come sia grande la differenza fra un antico rituale celtico ed una blanda manifestazione dell’Occidente decadente. Dalla’altro, non potrei escludere che ogni rituale abbia in sé un elemento di inquietudine: inquietudine per il futuro, l’inquietudine manovrata da una casta di druidi, politicanti o chicchessia, pianificatori del proprio eterno auto-assolvimento (non escluderei completamente il parere dell’utente Giuseppe, dunque). Del resto, ogni manifestazione umana è deputata alla corruzione (es. la corruzione del Cristianesimo nell’adorazione materialistica dei Santi); tuttavia non si andrebbe errando asserendo che la sostanza del Cristianesimo fosse molto positiva, se confrontata con quella di molti riti politeistici della fine del I millennio a.C. (ma anche gli odierni riti New Age), ormai privi di qualunque elemento spirituale e razionale; tuttavia voglio anche credere che razionalità e vera spiritualità non siano a priori esclusi nei credi politeistici (si pensi a i Veda), e ciò è ancor più vero considerando qualsiasi tipo di religione.

    • Professore scusi, sotto il mio commento si dice “Your comment is awaiting moderation”.
      E’ un malfunzionamento della censura, o qualcos’altro?

  7. …mah… in fondo non e’ poi male. Si fanno i fatti loro, non si vestono (mi pare) di particolari ideologie, non raccontano che gli scopi della collettivita’ (la nostra, non la loro) sono piu’ facilmente perseguiti con questi mezzi.
    In questo caso almeno non trovo lo squallore di certe azioni dimostrative dove si usa il nudo come unico linguaggio. Vedere qui: gente di greenpeace che si… spoglia… per… i ghiacciai….
    https://www.youtube.com/watch?v=0RVp8Q6H9e0
    Beh il video non l’ho mai visto, mi sono sempre fermato all’inizio quando il tipo si lamenta dicendo “it seems hard but it’s not”. Ehmmmmm?… ahahah. Ok chiedo scusa 🙂
    O andare a tette di fuori “contro la guerra”.
    Ecco in questi casi mi sento insultato, non per il nudo ma per il patetico giochino di usare il mezzo come messaggio.
    Pero’ qui nel burning man…. bo… lontano da tutti, si’ ok si massacrano di acidi e si convincono di qualche concetto assurdo. Ma mi pare che sia nella loro piena liberta’.

    Certo che quel “spogliarsi, specie da parte delle donne”…. bah.. mi pare tanto rivelatore… ma non lo chiamerei maschilismo, anzi quasi il contrario, mi pare piu’ derivare da una concezione aulica della donna, tipica della nostra povera Nazione. Tutte Madonne.

    • Fabio, il senso dell’articolo era un altro.
      La gente faccia quello che vuole a letto, fuori dal letto o dove gli pare, ciò che segnalo è la realizzazione di una diversa forma di società tipica di una dittatura ‘dolce’.
      Poi, per me, la povera nazione è quella senza concezione dignitosa delle donne.

      • Gia’, e invece di usare il “soma”, usano direttamente gli acidi.
        Per me quasi ogni dottrina cela in realta’ come minimo una intenzione di ingegneria sociale, se non appunto dittatura, dolce o meno dolce.
        Su tutto questo sono certamente d’accordo.
        Pero’… tenendo in mente la Democrazia e la libera scelta, che si puo’ fare altro se non dire “basta che non disturbate le liberta’ altrui”…? La domanda e’ sincera…
        Concordo con la dignita’ per tutti, senza iperboli come a mio avviso sta accadendo in questo periodo storico, per alcune sezioni di cittadini.

    • La libertà apparente o libertà reale?

      Il guaio è che si valuta sempre la scelta per la scelta,non la scelta anche per le possibili conseguenze,e se la libertà non fosse tanto nella scelta o solo nella scelta, ma anche valutabile nelle conseguenze delle proprie scelte?Ora si potrebbe dire che se non si può scegliere allora non si è liberi,già, ma anche scegliendo non è detto che si potrebbe passare dalla libertà alla schiavitù .In particolare nella libertà apparente spsso “si sceglie per smettere di scegliere” nella libertà reale spesso”si sceglie per continuare a scegliere.”

      La droga non è una libertà è un’apparenza illusoria,non è tanto per moralismo,ma perchè spesso alcuni hanno la paura di essere liberi,un po come nella caverna di Platone.

      Certo chi usa stupefacenti sceglie per cui spesso dopo non riesce più a scegliere.

      Ma forse libero e anche chi trova l’equilibrio tra scelta e conseguenza.

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