Le regole di una critica scientifica

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Nel mondo scientifico esistono purtroppo molte persone che usano in modo indebito la scienza per supportare il proprio ateismo o scetticismo, facendo credere che la propria visione filosofica derivi dai dati sperimentali.

Esistono persone che compiono l’errore opposto, cioè che usano in modo scorretto la scienza per dare prova della propria fede religiosa?

Anche questo caso a volte si realizza e gli esempi che mi vengono in mente sono il Creazionismo scientifico e l’Intelligent Design: nel primo caso si nega l’evoluzione in sé sostenendo che la Terra esista solo da 6000 anni (e non da circa 4,5 miliardi di anni) e che tutte le principali forme di vita apparvero già formate per miracolo; nel secondo caso invece si crede nell’evoluzione ma la s’immagina guidata da una forza intelligente e consapevole delle sue azioni che abbia progettato i cambiamenti delle forme di vita.

Entrambe queste teorie pseudoscientifiche sono state già criticate su questo sito in varie occasioni, per cui non mi venivano in mente altri casi analoghi finché un giorno ho letto questo: “Come venne insabbiato l’esperimento che dimostrava il Geocentrismo“.

Ebbene sì, in questo articolo di un certo Giorgio M. Ghergon Locatelli si vuole sostenere nientedimeno che il geocentrismo, l’idea che sia la Terra a trovarsi al centro del sistema solare  e non il Sole! L’articolo è in pratica spazzatura, direte voi, però non l’ho ignorato ma l’ho letto tutto perché, personalmente, quanto più una tesi la trovo assurda tanto più mi si accende la curiosità sulle argomentazioni usate per sostenerla, perché, detto ironicamente, sono in genere queste le cose più belle e infatti sono crepato dalle risate quando lessi questo articolo la prima volta. Siccome oltra alle risate vorrei provocare anche delle riflessioni, potremmo usare questo articolo come un “modello in negativo” di come si debba fare in realtà una corretta critica scientifica.

Pariamo quindi dall’incipit:

 

In questo breve articolo faremo degli accenni di astronomia, di fisica e di cattolicesimo. Si potrà non concordare, alcune voci si leveranno, ma una cosa è certa: chi ama la verità, non dovrebbe adagiarsi così semplicemente sulla parola dell’ uomo: la Terra come mero “granello di polvere” del tutto marginale in un oceano di semi-infiniti pianeti e Soli più importanti di lei, è un non senso logico, in contrasto con la Verità Rivelata.

 

Siamo costretti a dover richiamare subito la

Prima regola di una critica scientifica: Mai confondere Scienza, Filosofia e Religione.

Non c’è niente di male a voler affrontare argomenti così diversi, anzi, a livello giornalistico, è normale spaziare in vari campi per rendere la lettura più interessante rivolgendola a più persone e a più aspetti del sentire umano. Il problema nasce quando si vuole far credere che una posizione filosofica-religiosa sia figlia dei dati sperimentali, o al contrario che possa esistere un contrasto tra il risultato di un esperimento e una verità filosofico-religiosa. Invece il nostro autore parte subito in quinta con l’idea che un dato scientifico possa andare contro la Verità Rivelata, quasi come se il criterio di giudizio sia quest’ultima e non la corrispondenza ipotesi-dati sperimentali.

L’articolo prosegue con una clamorosa serie di strafalcioni, poco dopo l’incipit viene infatti detto che “La Fisica Classica funziona bene e spiega a dovere le leggi del nostro quotidiano”. Un mare di obiezioni mi vengono in mente, ma rendiamo le cose sistematiche ed enunciamo la

Seconda regola di una critica scientifica: Nella Scienza il Principio di Autorità non esiste ma sono necessarie la conoscenza e la competenza nel campo di cui si sta parlando.

Essere ultra-specializzati in una cosa sola, non so voi, non lo vedo un grande risultato, sebbene oggi la scienza sia diventata sconfinata e si aggiorna (quasi) ogni giorno, è giusto essere informati almeno sulle linee essenziali di molte discipline, soprattutto perché non si può criticare ciò che non si conosce. Ecco allora una breve lista di cose che magari non fanno parte del quotidiano (di uno zappatore dell’ Ottocento) ma che sono inspiegabili tramite la Fisica classica: il problema del corpo nero, l’interferenza di un fascio di elettroni, la superconduttività, la superfluidità, l’esperimento di Rutherford eccetera.

Tralasciando il resto della predica con cui prosegue l’articolo e un primo cenno all’esperimento di Michelson e Morley (1887), si giunge ad una spiegazione sorprendentemente corretta e chiara di quest’importante esperimento:

In sintesi, l’esperimento del 1887 consistette nella misura, per mezzo di un interferometro progettato dallo stesso Michelson, delle frange di interferenza di due raggi di luce misurati prima in direzione del movimento rotorivolvuente della Terra e poi in direzione contraria [cioè perpendicolare]. L’esperimento si prefiggeva di misurare la “composizione” (addizione o sottrazione) della velocità della luce nell’etere con la velocità dell’osservatore. La meccanica razionale, la classica relatività Galileiana, ci dice infatti che le velocità degli oggetti in movimento si sommano e si sottraggono a seconda del caso. Un esempio : se da un treno in corsa a 30 Km/h lanciamo dal finestrino un’oggetto con velocità pari a 20 km/h in direzione del moto, le 2 velocità treno+oggetto andranno a sommarsi e l’oggetto, prima di perdere velocità, viaggerà a 50 km/h. L’oggetto lanciato invece in direzione contraria al moto del treno, raggiungerà in sottrazione la velocità di soli 10 km/h.

 

Poco dopo viene ricordato che la velocità della luce nel vuoto è di circa 300’000 km/s mentre quella di rivoluzione della Terra è di “soli” 30 km/s, ma benché ci sia tale sproporzione tra le due velocità, l’esperimento era costruito per essere così preciso da formare frange di interferenza dovute alla piccolissima differenza di velocità che avrebbe dovuto avere la luce nelle due direzioni considerate. La sorpresa che ebbero i due scienziati fu che non si formavano le frange d’interferenza; la conclusione attuale è che per la luce non vale la legge di composizione delle velocità, cioè che, come dice uno dei principi della Relatività Ristretta, la velocità della luce nel vuoto è la stessa in tutti i sistemi di riferimento.

Ecco invece la strabiliante conclusione avanzata dal nostro autore:

Se il raggio era chiaramente “partito” e in moto, non si poteva più dire altrettanto della Terra che risultava immobile. 10+10 deve risultare 20. Da questa lapalissiana evidenza, non si sfugge.

 

Quindi la spiegazione più “semplice” sarebbe che in realtà la Terra è ferma rispetto al Sole! Dire che si sbaglia è dire poco, ma il “meglio” deve ancora arrivare per cui preferisco proseguire, dopo aver fatto una precisazione non banalissima: è vero che in matematica 10+10=20, ma le grandezze fisiche, anche se sono “cose associate ad un numero” (detto in modo rozzo e in realtà impreciso, perché una grandezza fisica può essere uno scalare, un vettore, un tensore, un operatore eccetera) non è automaticamente detto che per esse valga l’additività, a rigore è una cosa che va dimostrata sperimentalmente.

Un certo dottor. Nourissat spiega che “questa soluzione semplice – il geocentrismo – fu rifiutata per ragioni filosofiche: l’opinione sapiente dell’epoca si rifiutava di concepire l’intervento di un Essere intelligente che, a dispetto del “caso”, avrebbe disposto la nostra terra in un luogo privilegiato dell’universo”. Risponderei che in un Universo che sia grande almeno 13,4 miliardi di anni luce cambia poco (anzi nulla) se la Terra stia al centro del Sistema solare oppure no; ma questo sarebbe niente rispetto alle due “perle” che leggerete adesso. Vado con la prima:

 

“Einstein dichiarò…che l’etere non esisteva […] L’etere è il quarto stato della materia, quell’energia sottesa ed onnipresente che fornisce il moto a tutto – vedere ad esempio gli studi di Marco Todeschini, “teoria delle apparenze” ma anche di molti altri- che consentirebbe di “pescare” gratuitamente energia gratuita ed ”infinita” solo posizionando una semplice antenna in giardino, come dimostrò uno dei più grandi geni della storia, Nikola Tesla. Naturalmente il concetto di etere, fondamento della fisica classica e di qualunque fisica seria, venne fatto “saltare” e sparire da Einstein, in contemporanea con la nascita delle lobby energetiche e petrolifere che forniscono energia a pagamento.

Se avete capito bene quanto appena letto, capirete che articoli così non vanno condannati, ma apprezzati per la loro capacità di trasportarci in un mondo di fantasia che stimola l’immaginazione e ci regala emozioni! Infatti sembra che per avere energia basta prenderne un po’, grazie ad un’antenna, dall’etere presente nello spazio, ma tale scoperta scientifica viene tenuta nascosta dalle lobby energetiche!

Torniamo un attimo seri: l’etere era un materiale che si pensava fosse il mezzo in cui si propagassero le onde luminose, visto che ogni onda, si pensava all’epoca, necessitasse di un mezzo materiale in cui propagarsi. La velocità della luce nel vuoto si sarebbe dovuta chiamare quindi “velocità della luce nell’etere”, ma tale materiale avrebbe dovuto avere caratteristiche contradditorie. L’etere doveva infatti essere tanto consistente da provocare l’altissima velocità della luce (la velocità di un’onda sonora, per esempio, è maggiore nei solidi che nei liquidi e nei liquidi più dei gas, per cui doveva succedere lo stesso anche per la luce, la cui velocità infatti cambia in base al mezzo in cui si propaga); allo stesso tempo l’etere, dal momento che nessuno lo percepisce, doveva essere impalpabile più dell’aria.

L’esperimento di Michelson e Morley diede il colpo di grazia alla teoria dell’etere con la conseguenza strana ma vera di ammettere che le onde elettromagnetiche possano viaggiare nel vuoto. Ancora oggi questo dato resta, almeno per me, davvero sorprendente e anti-intuitivo, per cui non è facile come sembra rispondere all’obiezione del nostro autore quando scrive che “la luce, pensata come un’ “onda”, si propagherebbe senza mezzo vibrante; essa diviene come un’onda senz’acqua, o un suono senz’aria, pura entità matematica per i calcoli del fisico allorché i fenomeni luminosi sono ben reali”.

Da fisico mi verrebbe da dire che in realtà tutte le grandezze fisiche sono “pure entità matematiche”, perché ciò che il fisico studia sono i numeri che gli fornisce il suo strumento di laboratorio e non gli enti in sé (cioè la loro essenza sul loro piano ontologico), detto con degli esempi: il campo gravitazionale è “concreto” o è un artificio matematico? Il momento angolare è “concreto” o è solo qualcosa che si misura?

Meglio abbassare di nuovo il livello del mio articolo perché ora giunge la seconda “perla” che vi avevo annunciato:

Orbene, il raggio della luce che attraversa un vetro è rallentato dal vetro che è più rifrangente dell’aria, ma riprende subito la sua velocità dall’altra parte del vetro (da dove gli viene l’energia necessaria per questa accelerazione?)

 

Altro che esperimenti multidisciplinari, la prova dell’esistenza dell’etere ce l’abbiamo a portata di mano! Un fascio di luce è infatti più lento nel vetro rispetto al vuoto, ma riprende la velocità massima quando torna nel vuoto. Locatelli, con apparente coerenza, immagina che ci debba essere per forza qualcosa che ridia la velocità iniziale al fascio di luce che riemerge dal vetro, e questa cosa è l’etere. Dovrebbe bastare la fisica che si studia al liceo per confutare tale ”affermazione” (il sostantivo adatto per descriverla lo troverà Pennetta nella Posta che ha subito spam, al suo indirizzo e-mail), basta dire che l’energia di un fotone è dato dalla formula E = hν, dove h è la costante di Planck (la quale, se divisa per 2π, è pari alla costante a cui fa riferimento il mio nickname, h-tagliato) e ν è la frequenza dell’onda elettromagnetica corrispondente a quel fotone (quindi l’energia non dipende dalla velocità del fotone). Molto più interessante sarebbe, secondo me, capire come si sia potuto commettere un tale errore (oltre la semplice ignoranza). La mia ipotesi è che tutto parta da un problema didattico: cosa viene in mente a tutti i non-fisici quando pensano ad un fotone? Siamo onesti, la risposta è “una pallina gialla”, perché è questo quello che si trova sui libri di scuola; dopotutto, se il fotone è una particella, allora come tutte le particelle il libro userà una pallina per rappresentarla, siccome poi è la particella della luce e la luce (nei disegnini) è gialla, allora si ha la “pallina gialla” (analogamente, qualche anno prima, lo studente ha dovuto studiare i moti delle “palline marroni”, perché si comincia con i punti materiali: la materia fa pensare alla terra, la quale è marrone, da cui “palline marroni”). Lo studente che studia la Fisica per la prima volta, a fine anno avrà imparato a memoria che le palline marroni hanno energia cinetica data da “ECIN = ½ mv2” dove m è la massa delle palline e v la loro velocità. Passano le vacanze estive e ci si ritrova davanti queste palline gialle, le quali però non hanno massa e seguono leggi diverse; passano molte altre vacanze estive e ciò che resta è che le palline quanto più sono veloci tanto più hanno energia cinetica, quindi se la velocità aumenta, qualcuno le ha dato energia. Se Einstein non si è accorto di questa fondamentale verità, forse non se l’è meritato il premio Nobel!

Saltiamo ancora altre prediche e ripetizioni di concetti già espressi nell’articolo per giungere a questo racconto dei “fatti storici nascosti”:

Ci furono proteste di tanti valenti fisici, ma il sistema venne imposto immediatamente e senza appello. Difatti con dichiarazioni “terroristiche” simili – “La teoria della relatività…la teoria che solo un paio di uomini al mondo sono in grado di capire”! – così veniva presentata all’epoca dai “media” il costrutto Einsteniano – lo scienziato che non voleva passare per ottuso, volente o nolente, doveva accettare. Chi non lo fece venne letteralmente emarginato dalle accademie.

 

Quest’accusa che la Fisica sia stata manovrata dall’esterno e dall’interno contro le evidenze sperimentali per supportare un’ideologia ci porta alla

Terza regola di una critica scientifica: A meno che non se ne abbia prove inconfutabili, mai ricorrere ai complotti.

Quando si pensa ad un complotto, si è soliti immaginare la tetra circostanza di un gruppo di persone potenti o influenti che si riuniscono di nascosto e decidono contro ogni etica, democrazia e trasparenza ciò che deve accadere e ciò che la gente deve sapere, usando tutti i mezzi a disposizione. Il complotto quindi dovrebbe provocare sentimenti di paura, di angoscia e d’impotenza; in sintesi una visione pessimistica della realtà.

Oserò lanciare una provocazione: credo che i complotti siano in realtà legati ad una visione ottimistica della realtà. Il complotto si basa sull’idea quasi sempre ingenua che ciò che stia alla base di un grande male o di una grande disinformazione sia qualcosa di altrettanto grande (uomini potenti che si riuniscono) ma allo stesso tempo di indimostrabile (i complotti sono segreti e chi li scopre è messo a tacere). L’ingenuo di turno sta quindi assumendo che un grande effetto sia spiegabile sempre con una grande causa: spero che non sia così ingenuo da buttare una cicca di sigaretta ancora accesa in direzione delle foglie cadute alla base di un albero in una foresta.

Ciò che l’ingenuo trascura è che purtroppo la realtà è ancora più tragica perché ancora più semplice di come mostrata nei complotti, perché il cuore dell’uomo è capace di una vasta gamma di errori che tutti si possono permettere e c’è solo l’imbarazzo della scelta. Un’informazione falsa può essere ritenuta vera dalla stragrande maggioranza della popolazione per le seguenti “giustificazioni”: il sentito dire ritenuto per vero; il “non è il mio campo quindi devo crederci e basta”;  “l’ha detto Lui” (il Gran Tizio, l’autorità di turno che se la contraddici stai sicuramente nel torto); l’assenza totale di un’opinione in merito che di fatto avalla quella della maggioranza; la confusione tra argomenti distinti, per cui una cosa certamente scorretta viene confusa con quella dubitabile; l’etichettatura di un’opinione (“è la tipica opinione cattolica/atea/fascista/comunista…”); la moda, l’anticonformismo “conformista” (è il modo in cui chiamo il ritenere vera una cosa perché ti dà l’aria dell’anticonformista, benché di fatto sei in compagnia della maggioranza assoluta della popolazione) eccetera eccetera…

Tornando a noi, meglio evitare i complotti e dare sempre la priorità al perché si ritiene falsa una certa idea, a prescindere dai motivi per cui l’altro non se ne accorga.

Tornando al nostro articolo, è chiaro il perché uno scienziato che non creda nella Relatività venga ignorato dal mondo accademico, perché la teoria è attualmente estremamente corroborata. Da non dimenticare però che in realtà, in linea di principio, un modo per confutarla esiste, cioè realizzando un esperimento che la falsifichi (rileggere la Seconda Regola).

L’articolo alimenta ancor di più il complottismo citando un fantomatico esperimento “bomba” di Michelson che però sarebbe “riuscito”, quindi ricalca ancora idee già espresse fino ad arrivare all’autogol sul caso Galileo:

La conoscenza di questo fatto [la veridicità del geocentrismo] non si è diffusa perché esso conferma l’esattezza dell’insegnamento della Chiesa concernente la posizione unica della terra al centro dell’universo e ci insegna che, malgrado più di 250 anni di credenza contraria, la Chiesa aveva ragione a condannare la tesi eliocentrica di Galileo.

 

Dando per ovvia la condanna morale di quanto fatto dalla Chiesa, il problema vero non fu il fatto di credere nella teoria eliocentrica ma il credere in tale teoria tramite una scorretta dimostrazione di essa, come fece Galilei, e quindi procedendo con una prematura reinterpretazione della Bibbia.

Dopo aver accusato gli scienziati di operare un “pregiudizio anti-biblico”, viene fatto un riferimento alla Meccanica Quantistica, accusandola di essere ancor più della relatività “simile alla fiaba di Alice in Wonderland”. Premesso che la MQ non ha per scopo l’imposizione di una visione spiritualistica (o peggio ancora New Age) della realtà, stavolta comprendo lo scetticismo di Locatelli perché effettivamente la MQ è davvero molto anti-intuitiva, però finora risulta corroborata e per comprendere meglio perché tutte le sue stranezze sono comunque da ritenersi “scientificamente vere”, servirebbe un articolo a parte: forse un giorno potrei occuparmene io o Giorgio Masiero.

L’articolo si conclude col controverso brano di Giosuè 10 in cui il successore di Mosè prega Dio di fermare il Sole sopra la città di Gabaon, in modo da rendere più lungo il giorno di guerra. Oggigiorno il brano viene interpretato nel suo senso comune, cioè che, per chi crede in tale miracolo, Dio ha fatto in modo che il giorno si prolungasse, perché era questa la vera intenzione di Giosuè, a prescindere dal geocentrismo e dall’eliocentrismo. A rigore, è vero che il Sole ruota intorno alla Terra…in un sistema di riferimento solidale alla Terra!

Concludo facendo un appello a Locatelli nell’eventualità un giorno dovesse leggere questo mio articolo. I nostri obbiettivi sono simili, lei scrive che “noi cattolici rimaniamo in Cristo e nelle prove scientifiche che Dio ci ha donato con semplicità”, noi invece al più potremmo dire che “noi cattolici rimaniamo in Cristo e nel metodo scientifico che Galileo ci ha donato con semplicità”. Nella nostra opera di critica scientifica ci siamo dati delle regole, le quali partono dal presupposto che le nostre opinioni circa il neodarwinismo, l’AGW, la Teoria del Gender e altre teorie di questo tipo possano essere abbracciate da chiunque senza che ciò ne cambi la sua fede o la sua assenza di fede. Per noi ciò è qualcosa che non riteniamo una limitazione della fede cristiana ma al contrario un pregio, una necessità intellettuale nei confronti della “laicità della scienza”. Spero che ci capisca e che abbia l’opportunità di apprezzare il nostro modo di operare. Le chiedo scusa se le sono parso troppo irriverente e in segno di rispetto della sua persona (che non è l’oggetto di critica dell’articolo che ho scritto) userò la sua stessa chiusura: Ad Majorem Dei Gloria!

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"htagliato", Fisico della Materia. Vive a Napoli.

55 commenti

  1. Buongiorno, htagliato, e grazie per tale articolo gradevole ed esemplare.
    Vorrei solo fare una domanda (chiedendo scusa per la mia ignoranza al riguardo): in che modo l’interpretazione galileiana delle Sacre Scritture può considerarsi errata (di primo impatto, non mi pare che dia una cattiva interpretazione della natura e del ruolo dei testi)?
    Grazie dell’attenzione, e ovviamente buon proseguimento delle vacanze estive.

    • Grazie per i complimenti, Alio Alij.
      L’intrepretazione che fece Galilei era sbagliata nel senso di prematura: la vera prova sperimentale dell’eliocentrismo ci fu dopo la sua morte e, a rigore, fino a quel momento non c’erano problemi a ritenere che in quel passo di Giosuè Dio avesse letteralmente fermato il sole. Solo una volta confermato l’eliocentrismo, allora un credente deve ritenere che il miracolo sia consistito in un rallentamento del ciclo giorno-notte, che in ogni caso era quello che voleva Giosuè.

      • Grazie della risposta.
        Detto così, non posso che concordare. Tuttavia, sapevo anche che Galileo non ritenesse che la Bibbia si dovesse interpretare letteralmente; il famoso passo di Giosuè, per Galileo, non sarebbe che un’immagine intuitiva (il sole che, girando, poi si ferma) di facile comprensione per la gente: la Bibbia è nota in effetti per la semplicità delle sue immagini, congiuntamente alla profondità del messaggio (in un certo senso, non faceva altro che parlare dei famosi magisteri separati, ma non in conflitto fra loro).

      • MenteLibera65 on

        Htagliato, posso porle, pur nel caldo, alcune domande , tra il teologico, lo psicologico e lo scientifico ?
        1) Per quale motivo un credente dovrebbe fondare la sua fede sull’avvenimento di Giosuè ?
        2) Se pure Galileo non era in grado di dimostrare sperimentalmente l’eliocentrismo, quale prova sperimentale era stata data del Geocentrismo ai suoi tempi ?
        3) Come si può definire sbagliata una interpretazione non provata ma che poi si è rivelata giusta? L’ipotesi di Galileo, pur in mancanza di prove, era per l’epoca la più credibile o c’erano ipotesi più scientificamente credibili ?
        Nel 1846 Ignác Semmelweis scopri sperimentalmente che facendo lavare, agli studenti in medicina che visitavano le partorienti, le mani con una soluzione di cloruro di calce , l’incidenza della febbre puerperale e morte delle partorienti stesse era crollata. Non capi esattamente il nesso, ma di certo identifico’ in qualche sostanza che era sulle mani degli studenti la causa delle morti (ed aveva ragione, perchè gli studenti stessi oltre a non lavarle a volte venivano dall’aver esaminato cadaveri). Non poteva provare il tutto scientificamente in modo esatto, ed i germi verranno scoperti da Pasteur solo dopo la sua morte.
        Si può dire che egli fece una interpretazione sbagliata perchè prematura ? Oppure si può dire che ebbe una straordinaria intuizione fondata in parte su dati scientifici ed in parte sulla propria sensibilità medica ? Chi aveva ragione , all’epoca , tra lui ed i suoi detrattori appartenenti alle maggiori cattedre mediche europei, che lo calunniarono ed escluderono dal consesso scientifico ? Forse che costoro avevano una risposta più adeguata di lui per la causa delle febbri puerpuerali ?
        La risposta a questa ultima domanda è per me ovviamente no. Ma avevano però da difendere un potere. Ed una ideologia. Ed una tradizione. Non ci legge nessuna similitudine nel caso Galileo ?
        Buona Domenica.

        • Buona Domenica, Mentelibera65, può farmi tutte le domande che vuole, purché non siano intime. Ora risponderò alle tre che mi ha posto e commenterò la presunta analogia Galileo-Semmelweis.
          1) Un credente non deve fondare la sua fede sull’avvenimento di Giosuè, o meglio, se è cristiano, la cosa più importante è che creda nel Nuovo Testamento, ma il Vecchio resta comunque importante e va creduto in quanto propedeutico alla fede in Cristo. Per un cristiano è una cosa “normale” che Dio avesse esaudito la preghiera di Giosuè allungando la giornata per lui, a prescindere dal “modo esatto”. La questione delle interpretazioni prima e dopo l’affermazione dell’eliocentrismo riguarda la corretta ricostruzione dei fatti storici, non è necessariamente un fatto di apologetica.
          2) Il Geocentrismo era più coerente e direttamente collegato a ciò che si osserva dalla Terra, assunta essa come sistema di riferimento. Senza la prova dell’eliocentrismo e senza l’affermarsi del principio di inerzia (che all’epoca era molto anti-intuitivo) era naturale ritenere che la Terra fosse ferma. L’eliocentrismo era (ed è) il fenomeno reale ma ciò non significava che gli scienziati dell’epoca non avessero bisogno di forti prove a favore, migliori di quelle portate da Galileo. L’eliocentrismo non è facile da dimostrare con le sole osservazioni dalla Terra.
          3) L’eliocentrismo all’epoca di Galileo era provato male per cui, in quel contesto, era legittimo dubitarne. Dal momento che, in quel contesto, c’era l’ipotesi ma non la prova, non era ancora un’ipotesi “corretta” e chi non ci credeva non aveva colpe. Dal momento che il Geocentrismo era più intuitivo e inoltre le previsioni dei moti celesti, anche se con metodi complicati (veda gli epicicli), era fornite correttamente, all’epoca era più credibile. L’ipotesi del Sole al centro invece era più semplice matematicamente, ma la semplicità in Scienza non basta, occorrono le evidenze.
          Venendo all’aneddoto che mi ha raccontato, la mia risposta è che non vi leggo nessuna analogia col caso Galileo. Il motivo è che Semmelweis aveva scoperto quella che in fisica viene detta una “legge empirica”, cioè una legge che funziona, che però riguarda un solo determinato fenomeno e che non è (ancora) inserita in una teoria più grande, con dei principi da cui far derivare quella legge. Il metodo di Semmelweis funzionava, dava “previsioni controllabili” corroborate, l’unico problema era una spiegazione generale del perché funzionasse. Non c’entra col caso Galileo, perché è vero che l’eliocentrismo spiegava i moti celesti anche in modo più semplice del geocentrismo, ma quando Galieleo era ancora in vita mancava la prova ufficiale. Non è la stessa cosa.

          • MenteLibera65 on

            Delle sue spiegazioni accetto prevalentemente il suo nascosto ma evidente invito a sfuggire la polemica in questa calda giornata estiva….:-)
            Resterà comunque per me sempre un mistero il motivo per il quale alcune persone di indubbia cultura ed intelligenza si ostinino a giustificare ed a minimizzare ed a circoscrivere a tutti i costi i comportamenti e le idee della chiesa nei secoli quando la stessa aveva un enorme potere temporale diretto o indiretto.
            Eppure a nessuno sfugge come il potere corrompa l’uomo, e come la conservazione dello stesso , attraverso imposizioni fisiche, culturali ed ideologiche, sia stata nella storia la fonte maggiore di ingiustizie e delitti.
            Buona Domenica!

          • Non mi preoccupano le polemiche, Mentelibera65, ho risposto con quello che ritengo sia vero.
            Ognuno reagisce a modo suo di fronte ad una certa opinione, per esempio per me resta un mistero perché persone di indubbia cultura e intelligenza si ostinino ad alimentare le leggende nere e le semplificazioni storiche che demonizzano la Chiesa che oggi NON ha più alcun potere temporale diretto o indiretto. In pratica, secondo me combattono il nemico sbagliato, non si indignano con chi comanda veramente, con chi passa sopra, sul serio, alle democrazie ufficiali.
            Le consiglio di restare sempre nel merito di una questione, perché lei mi ha posto varie domande, io le ho dato le mie risposte, ma lei 1) ha commentato gli inviti “nascosti ma evidenti” delle mie risposte e 2) si chiede cosa faccia agire in un certo modo alcune persone che compiono un po’ di revisionismo storico, anziché valutare se e quanto hanno torto o no.

          • MenteLibera65 on

            Come avrà capito io sono più interessato al senso generale delle cose , piuttosto che al singolo particolare.
            E’ vero che la Chiesa non ha più potere temporale, ma ha ancora un forte potere economico e di orientamento, sia sulle persone sia, purtroppo e sopratutto, sulla politica. E questo è un fatto indiscutibile , almeno in Italia.
            Per quanto riguarda il passato della Chiesa, abbiamo idee profondamente diverse, e non saranno presunti chiarimenti su alcuni singoli episodi a cambiare un giudizio storico su alcuni personaggi ed alcuni periodi, che non è solo mio ma è condiviso da una parte predominante degli studiosi.
            E’ un tentativo revisionista che pur giustificato da autentico zelo e desiderio di verità, rischia di far dimenticare che per secoli la chiesa ha esercitato un potere temporale contrario, per natura intrinseca, agli insegnamenti di Cristo. Una sola offesa, un solo giorno di privazione della libertà, una sola coercizione passata da un qualunque essere umano a motivo del suo pensiero contrario agli insegnamenti della chiesa , in quel periodo, sono più che sufficienti a tenere vive le critiche e le attenzioni negative su quei tempi, dove io e lei per le sole opinioni espresse su questo blog, che peraltro sarebbe stato chiuso in 30 secondi, avremmo passato guai seri.
            Chi si presenta a parlare ed agire a nome di Cristo non può in alcun modo esercitare la violenza contro un modo di pensare diverso dal suo. Mai.
            Se poi il suo tentativo è , nel tempo, quello di voler smontare pezzo dopo pezzo ogni atto coercitivo e violento commesso dalla chiesa, nell’esercizio del suo potere temporale, allora le consiglio di cominciare dando fuoco all’archivio segreto (e non ) vaticano, dove con molta trasparenza e sincerità la chiesa stessa ha conservato copie di sentenze, processi, condanne, bolle, etc etc .
            Come vede del processo Galileo mi interessa il giusto. Molto più importanti, alla mia vista, le migliaia di sconosciute vittime di un modo di pensare ed esercitare il potere che era molto simile a quello dei re ed imperatori pagani.
            Salve

          • Credo che le sue preoccupazioni siano anacronistiche, Mentelibera65, perché la Chiesa è così “influente” che in Italia NON ha impedito: il divorzio, l’aborto, il divorzio breve e la fecondazione artificiale. Fin qui in Italia, se poi vogliamo passare ad altri stati, allora come “lobby” fa pena, non ha impedito nemmeno i matrimoni gay in Spagna, Francia e Irlanda. Mi sa che farebbe meglio ad attaccare altre organizzazioni.

          • MenteLibera65 on

            Non le ha impedite (ma lo avrebbe fatto volentieri) perchè dal punto di vista morale ha perso credibilità. Penso che questo argomento meriti un articolo a parte , e insieme ad altri sarebbe interessante fare una analisi seria del perchè su alcuni argomenti la chiesa ha perso la fiducia morale delle persone. Forse, la butto li, se invece di scagliarsi contro i tutti i diritti civili degli adulti consenzienti (Divorzio dai matrimoni civili, Unioni Civili, etc etc ), si fosse concentrata solo sugli argomenti veramente etici e cristiani (Aborto , fecondazione, adozione coppie gay o single ), dove quindi c’è un “terzo” coinvolto, sarebbe riuscita
            a risvegliare i cristiani sopiti e non, che invece ancora adesso si chiedono che cosa gliene importi alla Chiesa dei liberi contratti tra persone adulte, e ne restano confusi.
            Cmq….sull’argomento perdita di credibilità presso i cristiani della chiesa, si potrebbe aprire un post…

          • Quindi avevo ragione (a prescindere dai motivi) nel nostro secolo la Chiesa non è influente. Di conseguenza quelli che ora comandano sono altri: meglio “prendersela” con loro per quanto riguarda alcuni problemi politico-economici attuali.
            Della credibilità della Chiesa se ne può discutere su un sito cattolico.

          • MenteLibera65 on

            Non ho detto che non è influente, ma che ha perso credibilità su alcuni argomenti tra le persone normali. Tra i politici invece ha credibilità massima, infatti fanno a gara per sabotare la legge sulle unioni civili. Ma io penso che lo facciano per tutto meno che per fede. Buona Serata 😉

  2. Come al solito complimenti per l’articolo, ben scritto e ben argomentato. Vorrei però porre una critica al modo di fare critica, secondo me troppo schematizzato.
    Anche volendo ridurre la scienza alla sola fenomenologia, c’è comunque bisogno di un interpretazione filosofica in grado di inquadrare la vastità dei fenomeni descritti in un quadro razionale. In tal sneso, se bene non bisogna confondere la scienza con la filosofia, non si può pensare di fare scienza senza essere guidati da idee filosofiche, altrimenti i dati sperimentali sono solo numeri su carta. Cosa deve allora spingere una buona critica scientifica? a mio parere il semplice buon senso. So benissimo che il buon senso non è rigoroso e che spesso trae in inganno, a volte l’essere troppo addentro ad un campo addirittura inibisce la percezione dei problemi di quest’ultimo, oppure a farlo sono le credenze religiose, ma è inutile costruire regole precise. Quando si fa critica bisogna pensare alle strategie, non alle tattiche.
    Non sei d’accordo?

    • Grazie per i complimenti, Koala.
      Purtroppo non sono d’accordo con le tue osservazioni: confondi l’interpretazione scientifica dei dati sperimentali con quella filosofica della natura. Faccio un esempio: se prendo un uomo alto 1,70 e che pesa 100kg, allora ho due dati, se dico che quest’uomo è obeso ho compiuto un’interpretazione scientifica dei dati, se dico che probabilmente ha commesso peccati di gola, faccio un’interpretazione religiosa e così via.
      Sebbene la terza regola che enuncio nel mio articolo di fatto si basa sul “buon senso”, le prime due sono più razionali ma indispensabili: se neghi la prima, una critica scientifica oggettiva sarà impossibile mentre se neghi la seconda introduci il buon senso in un campo che invece dovrebbe essere sinonimo di rigore, quello della scienza sperimentale.

      • E se invece di essere obeso è palestrato? i dati sperimentali sono numeri, vanno sempre interpretati sulla base di un pensiero filosofico e di tanto buon senso. Il buon senso racchiude in se tutte e tre le regole e all’occorrenza sa essere flessibile.

        • È vero, potrebbe essere un palestrato, ma stiamo sempre sul piano scientifico perché ti attieni a dei criteri dati da una teoria scientifica (in questo caso la valutazione medica dello stato di salute) e non filosofica.

          • Esatto, per interpretare in modo scientifico dei dati così “banali”, devi ricorrere a teorie scientifiche più complesse. Non si possono chiudere in compartimenti stagni tutti gli sviluppi del sapere umano, se è un errore confondere le cose è anche un errore non riconoscere lo stesso problema presentato in due contesti differenti. La scienza ha bisogno della filosofia, e la filosofia ha bisogno della scienza, perchè in ultima analisi la differenza fra le due è puramente convenzionale. Ripeto, non dico che “sono la stessa cosa”, e sono d’accordo con te quando dici che non vanno confuse, se l’uomo le ha separata una ragione c’era ed era valida. Ma una interpretazione scientifica dei dati, in particolare quando parliamo di tanti dati, ad esempio tutti gli esperimenti fatti nell’ambito della meccanica quantistica, devono essere inquadrati in un quadro anche filosofico. Saranno il buon senso e il tempo a dirci quali sono “giusti” e sopratutto fino a che punto.

          • Giorgio Masiero on

            Il problema è, Koala, che per ogni teoria scientifica ci sono molte interpretazioni filosofiche diverse, e anche opposte. Quindi, alla fine, resta una differenza fondamentale: una teoria scientifica può essere solo corroborata e falsificata dal confronto tra le sue predizioni e l’esperimento, mentre ogni sua interpretazione filosofica elude ogni controllo sperimentale (e dal punto di vista tecnologico è equivalente).

  3. Carissimo htagliato, per fortuna c’è ancora qualcuno che lavora nonostante il caldo! 🙂
    Davvero un articolo ben fatto che merita di diventare un riferimento ‘evergreen’ nell’informazione e il debunking sull’argomento.

  4. Faccio bene a passare di qui per vedere se ci sono novità anche nel periodo di chiusura…:-) Infatti questo articolo è molto bello, grazie Htagliato.
    Ottimo elencare gli obiettivi e i metodi di CS perché alle volte si perdono di vista nei dibattiti che finiscono sempre per avere come oggetto questioni ideologiche, filosofiche, religiose e a volte anche politiche.
    Personalmente resto sempre “dissenziente” sul ID, ossia, magari l’ID come è propugnato e proposto non è corretto, ma alla fine un credente a cosa deve credere se non a un “disegno intelligente” (con le minuscole) ? Possiamo dire che ci siamo fatti rubare una bella definizione e che ora non la possiamo più usare, non dico per dimostrare e per argomentare, ma almeno per credere e sperare ? Credo che il creatore non sia morto che il suo “progetto” sia “sensato” e che sia presente qui a fianco a noi e possa dirigerlo e cambiarlo (magari anche ascoltando le nostre preghiere più sincere). So che non si potrà mai dimostrare questo, ma non si potrà nemmeno dimostrare il contrario, forse qui sta la differenza con quelli dell’ID. Posso solo dire a chi vuole dimostrare il contrario che non ci siamo proprio e che le loro tentate dimostrazioni non sono corrette. Però per me le intuizioni e le analogie valgono eccome per andare oltre i dati e la loro interpretazione contingente, così se una curva tende a infinito posso dire che va decisamente in quella direzione e non in quella opposta e che non tende a zero, al nulla (così l’evoluzione osservata ha una direzione verso la vita, l’intelligenza e oltre questa verso l’amore, nel senso della Carità).

    • Grazie a te, Muggeridge.
      Sei libero di credere, in linea generale, ad in un disegno intelligente, basta che non pretendi che lo si possa osservare nello stesso senso con cui in scienza si dice di “osservare una particella elementare”, per fare un esempio. Io la vedo così: Dio non muove le cose fisicamente, ma metafisicamente Sì.

    • Giorgio Masiero on

      Il difetto maggiore dell’ID, muggeridge, è di pretendere di essere una teoria scientifica! Stiamo freschi: se di fronte ad ogni fenomeno inspiegato si dovesse ricorrere ad un “disegno intelligente” saremmo all’esatto opposto, cioè alla morte della scienza!
      Il suo pregio maggiore è quello di ridicolizzare il sistematico ricorso al caso del darwinismo, che esattamente come per il ricorso all’intelligenza, è la morte della ricerca scientifica, che è fondata sulla determinazione delle cause di classi di fenomeni simili.
      Quanto agli attributi della Causa Prima, allora entriamo nella metafisica. Questo l’ID non lo capisce.

  5. MenteLibera65 on

    Articolo molto bello che ha il pregio, lasciatemelo dire per una volta, di fare un esempio di scorrettezza scientifica messa in campo da un sostenitore di una tesi cara ad alcuni cattolici, e non il contrario.
    Apprezzo più di tutti la critica al complottismo , che trovo azzeccatissima (invito tutti a leggere su Wikipedia la definizione completa di complottismo, che amplia i concetti espressi da Htagliato).
    Per rispondere a Muggeridge, dal cui commento traspare un po il disagio del cattolico desideroso di trovare prove scientifiche in sostegno alla sua fede, posso dire che forse dovremmo a volte dare più importanza al senso generale della venuta di Gesu’ Cristo figlio di Dio sulla terra e sull’enorme eredità che ci ha lasciato circa il modo di vivere la nostra singola vita e di amare gli altri, invece di insistere su particolari biblici , tempi, battaglie, personaggi, che nulla aggiungono al nostro essere cristiani e che anzi, se confutati, rischiano di disorientarci.
    Faccio un esempio : se un giorno emergesse un prova certa inconfutabile che Gesù è morto e risorto dopo 11 giorni invece di 3, o che la Madre di Gesù non sia ascesa al cielo, o che Gesù all’ultima cena ha spezzato solo il pane e non ha distribuito il vino, noi non saremmo più Cristiani ? O la sostanza di quello che Gesù ha comunque detto e fatto e il suo stesso essere figlio di Dio sono comunque sufficienti a renderci cristiani ? Io direi certamente che resterei cristiano , e lo stesso penso di voi. Eppure dietro a particolari molto più piccoli di quelli da me detti ci sono state guerre e morte e divisione, e ancora oggi persone che tentano in tutti i modi di dimostrare la veridicità totale di un libro scritto migliaia di anni fa, e fanno di questo la base della propria fede, invece di basarla su un incontro personale con Cristo nella propria vita di tutti i giorni.

    • Grazie Mentelibera65, sono contento che le sia piaciuto l’articolo (ma già prima di pubblicarlo intuivo che sarebbe successo). Un cristiano che crede ancora che la Terra stia al centro del Sistema Solare: è scorretto, paradossale, di fatto divertente e andava criticato, ma diciamoci la verità, è una mosca bianca. I nemici della Scienza non sono i Locatelli e non credo che provengano dalla Chiesa. Ne riparleremo certamente dopo le vacanze; per ora, visto che siamo tutti bisognosi di ventilatori, condizionatori e bagni a mare, eviterò temi troppo…caldi!

    • Nessun disagio, Mentelibera, perché sono convinto da sempre che non è possibile dimostrare scientificamente la fondatezza della fede, altrimenti che fede sarebbe ? Dico solo che le intuizioni e le analogie che irrobustiscono la mia fede e quella di molti altri credenti sono indizi che non costituiscono una prova, ma che possono mettere in corto circuito logico chi si oppone alla nostra fede.
      Peraltro ho accennato alla preghiera, per la maggior parte dei credenti questa è essenziale, ma se Dio non può far nulla a livello fisico perché si prega ? La preghiera non è un dogma, ma è l’essenza della fede, quindi se la togliamo di mezzo si fa peggio che contestare un dogma alla luce di eventuali nuove scoperte scientifiche. Tutti i santi e i beati che hanno pregato e pregano di continuo sarebbero quindi solo dei poveri pazzi ? Non me la sento di dire questo degli uomini e delle donne che considero la manifestazione più elevata dell’umanità (altro che gli scienziati, ammirare uno scienziato è come ammirare la bellezza, tutto gli è stato donato, quale sarebbe il merito dell’ammirato ?).
      Quanto alle guerre e alle morti e alle divisioni l’attualità mi porta invece a pensare senza tema di essere smentito ( anche se è politicamente scorrettissimo) che se tutto il mondo avesse radici cristiane sarebbe un luogo di gran lunga migliore anche se un po’ di strada se ne dovrebbe ancora fare per far sparire guerre e violenze. Voglio dire, c’è chi vuole convertire a un credo con la conquista e la violenza intere nazioni che non vogliono certo andare incontro a questo mesto destino, ma non sarebbe meglio per tutti il contrario, ossia che si occidentalizzino gli altri, a livello globale non si vivrebbe un po’ meglio e magari un po’ più in pace ? Quanta efferatezze dobbiamo ancora vedere e sentire per capire che le radici cristiane sono un seme che rende nel tempo migliore l’umanità ?

      • MenteLibera65 on

        Nessuno impedisce di pregare e tramite la preghiera entrare in contatto ed incontro con Dio. Come nessuno impedisce di vivere la propria vita di tutti i giorni nel confronto diretto con quello che Gesù avrebbe detto o fatto di fronte ai fatti pratici. Per fare questo non c’è bisogno che ogni parola della Bibbia sia dimostrata, e neppure che sia credibile o creduta.
        C’è bisogno di avere il cuore aperto a Cristo e agli altri, che è cosa ben più difficile che fare “teoria” della fede.
        Cosa fai se tua moglie ti tradisce ? Cosa fai se il tuo capo ti calunnia e premia sempre un altro al tuo posto? Cosa fai se vedi un rom che ti sta aprendo la macchina col cacciavite ? Fidati che da questo, e non da altro, Dio vedrà dove è il tuo cuore.
        E sono queste le cose che mettono in corto circuito chi si oppone alla nostra fede. Vedere che invece di cacciare tua moglie, la perdoni. Invece di denunciare il capo ufficio, sopporti in silenzio e senza maldicenze. Invece di rincorrere il rom prenderlo a calci e denunciarlo, lo fai andare via magari dandogli qualche moneta e provi a parlarci un po. Questo sconvolgerebbe le persone, e questo le porterebbe a dire “Dio esiste” ed a dare credibilità a quello che dici, perchè davvero sarebbero reazioni soprannaturali.
        In questo mondo iper-scientifico, dove tutti hanno visto che quello che un tempo era ritenuto, pure dalla chiesa talvolta, magico e soprannaturale si è rivelato perfettamente naturale e ripetibile, e dove tutti si aspettano che quello che non si può fare oggi domani sarà possibile, a chi vuoi che importi che alcuni fatti oscuri e lontani non siano oggi spiegabili scientificamente e siano teoricamente riconducibili alla esistenza di Dio? E anche se fosse, la domanda seria è : come incide questo nella mia vita di tutti i giorni ? Mi fa felice ? Mi lascia allo stesso punto ?.
        Se non si cerca e trova Dio nel cuore dell’uomo è impossibile ed anche inutile cercare di trovarlo da altre parti.
        Anzi a volte perdersi nei dettagli storici e teologici diventa un alibi per non affrontare seriamente il proprio rapporto con Dio e con la fede nei comportamenti della vita di tutti i giorni, che è quella da cui , all’ultimo, verremo giudicati : « Alla sera della vita, saremo giudicati sull’amore » (San Giovanni della croce)

        • Questo è un discorso religioso e spirituale su cui concordo pienamente. Sono certo che nessuno impedisca ancora a qualcun altro di pregare, ma stando più sul tema di cui si discute, che non è propriamente spirituale, mi chiedevo come si possa relegare Dio nella metafisica e negarGli qualsiasi azione nella fisica (in questo caso tirato in ballo per primo è Htagliato). Prendiamo appunto Gesù, pregava e ringraziava Dio per averlo ascoltato e aver prodotto nel mondo fisico degli effetti tangibili, diceva anche di pregare e di insistere perché Dio avrebbe alla fine ascoltato l’orante (se le sue richieste fossero state non peccaminose, ma esaudibili). Questo significa che Dio interviene nel mondo fisico, non resta relegato nella metafisica. Per il cristianesimo Dio guida la storia dell’umanità, quindi interviene eccome nel modo fisico. Come si vede nulla di particolarmente spirituale, solo un chiedersi come è possibile e compatibile con il dirsi credenti cristiani quella posizione di Htagliato a nome peraltro di tutta CS.

          • Capisco le sue perplessità Muggeridge, per cui sarò più preciso: “tipicamente” Dio muove le cose metafisicamente ma non fisicamente, cioè se sono uno scienziato e dico che il moto di una particella carica è determinato dalle equazioni di Maxwell, non sto dicendo niente di ateo, semplicemente la natura ha le sue leggi e non c’è niente di ateo nel cercarle; poi da credente so che Dio è il Creatore ed Ordinatore dell’Universo.
            La venuta di Cristo, i miracoli e cose di questo tipo sono certamente eventi anche fisici ma sono eccezioni, non sono una classe di fenomeni con un ramo della Scienza. Insomma, era del rapporto Scienze-Fede che si parlava, non della natura di Dio.
            Se poi vogliamo essere più fini, allora rubo le idee di Giorgio Masiero e aggiungo che non è detto che quelli che noi chiamiamo miracoli siano davvero delle eccezioni alle leggi della natura, perché non dobbiamo dare per scontato che tali leggi le conosciamo veramente (in scienza tutto è vero fino a prova contraria), oppure non le conosciamo con la stessa profondità con cui le conosce Dio!

          • MenteLibera65 on

            MUGGERIDGE, stavolta concordo perfettamente con Htagliato. D’altra parte anche Gesù disse “Beato chi crederà pur non avendo visto” . Ma la nostra natura umana cerca continue conferme esterne, mentre il Signore si tiene nascosto proprio per permetterci di esercitare il nostro libero arbitrio e di seguirlo per fede e per grazia, e non per le opere. L’opera di Dio si vede nel cambiamento del cuore degli uomini , e si deve vedere li, non certo in estemporanee e a volte davvero inverificabili e sospette manifestazioni soprannaturali.
            Che sia stato Dio a fare la storia, attraverso le azioni degli uomini da esso ispirati, è una verità di fede.
            Non si aspetterà mica che esca un libro di storia a firma Dio, con la dedica di Gesù ed il commento di Mosè ? 🙂 (scherzo eh…per alleggerire)

          • Replico qui a me stesso, ma solo perché è un “reply” ancora disponibile, in realtà rispondo ai commenti qui sotto di Htagliato e Mentelibera.
            Se le cose mosse metafisicamente da Dio hanno riflessi sul mondo fisico (e li hanno per forza, altrimenti Dio è una pura astrazione) allora Dio interagisce col mondo fisico.Non è una sola questione di miracoli e fatti eccezionali, la guida di Dio sulla storia umana (per limitarci alla fase finale dell’evoluzione) è costante, salda e attenta anche sui minimi particolari (non si muove foglia che Dio non voglia e non si tratta di eventi eccezionali) eppure rispettosa della libertà umana (questo è il mistero di tipo metafisico che non si può cogliere col senso comune). Altra cosa è dire che se mi occupo di scienza non posso fare riferimento a fattori non pertinenti con la scienza come l’intervento di Dio per spiegare un fenomeno normale. Ma questo lo do per scontato. Qui si bacchetta la metafisica di chi nega Dio avvalendosi della scienza e ovviamente non si può fare l’operazione opposta perché l’errore sarebbe il medesimo. Dio è stato di recente paragonato a un programmatore, io posso benissimo trovare i vari elementi della programmazione, spiegarli e commentarli e anche applicarli, ma è ovvio che questo non mette in dubbio che ci sia stato un programmatore, anche se per convenzione chi si occupa di queste cose dovrebbe astenersi dal far riferimento a questo programmatore sinché si occupa di…informatica e non dei programmatori intesi come persone.
            Comunque se si contrasta l’uso metafisico della scienza a fini scettici, agnostici e ateistici come si fa su CS, si dovrebbe solo concordare sul fatto che non è possibile scientificamente pervenire a convalidare qualcosa di metafisico sinché si sta in campo fisico né in un senso, né nell’altro. Io tuttavia posso farmi un’opinione sugli indizi e le analogie che vanno a rafforzare la mia fede, sopratutto se dall’altra parte si fa di tutto per dimostrare l’inconsistenza della stessa appoggiandosi ad altre argomentazioni.
            @ Mentelibera, mi pare che le tue posizioni siano quelle tipiche del protestantesimo (morente) e che incanalino appunto la religione verso l’estinzione. Isolare quello che ha detto Gesù, disconoscendo la Chiesa da Lui istituita è riduzionismo e va bene per un partito politico o un movimento che si ispiri al suo fondatore, non per seguire Chi ha portato a termine la storia della Rivelazione.
            Contro la Chiesa è stato montato il caso Galileo, ma se gli uomini di Chiesa e di scienza dell’epoca avessero accettato le prove errate di Galileo avrebbero commesso un bell’errore. Cosa avrebbero dovuto fare accettare prove sbagliate per essere “moderni” ? Hanno scientificamente agito in modo ineccepibile.
            La Chiesa ha mantenuto un’autorità morale ed etica di primissimo livello, solo che non tutti la possono cogliere al giorno d’oggi dopo tanto lavaggio del cervello anticattolico. Mi firmo Muggeridge perché questo era il giornalista britannico che scoprì Madre Teresa a Calcutta e si convertì dopo un po’. A dargli la spinta decisiva verso la conversione non fu però Madre Teresa, ma l’impopolarissima posizione di Paolo VI sulla sessualità con la Humanae Vitae. Il Papa si oppose alla contraccezione, nonostante la Commissione apposita avesse dato parere favorevole. Malcom Muggeridge meditò sulla questione (perché merita riflettere profondamente su queste questioni) e si convinse che la Chiesa cattolica era rimasta l’unica voce rilevante ad opporsi alla banalizzazione della sessualità e questo lo portò a farsi cattolico. L’enciclica fece probabilmente perdere milioni di fedeli superficiali e vogliosi di mondanità, ma fece guadagnare alla fede quei pochi che come Muggeridge dopo l’incontro con chi “praticava” il Vangelo come la santa di Calcutta, erano diventati più profondi e spirituali e questo è quello che conta in ottica spirituale e per la Chiesa. Per i partiti politici e i movimenti che bramano il consenso del mondo conta il “grande gregge” e più grande è, più dimostrerebbe al mondo stesso che “hanno ragione” , ma per la Chiesa basta e avanza da sempre il “piccolo gregge” di chi segue Gesù e non le mode passeggere del mondo (“Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo Regno”).

  6. @ htagliato
    @ Prima regola di una critica scientifica: Mai confondere Scienza, Filosofia e Religione.

    Mi fa piacere che lei scriva questo, ma io da semplice curioso che mi sono affacciato sul vostro sito da poco, ho notato che spesso invece fate confusione (ma non lei) tra scienza e religione, nonostante le dichiarazioni contrarie, ma in alcuni di voi dev’essere più forte dei propositi, che può essere anche comprensibile

    @ Io la vedo così: Dio non muove le cose fisicamente, ma metafisicamente Sì.

    apprezzo la sua frase, che dimostra appunto che lei invece cerca di non fare confusione

    @ la MQ è davvero molto anti-intuitiva, però finora risulta corroborata e per comprendere meglio perché tutte le sue stranezze sono comunque da ritenersi “scientificamente vere”, servirebbe un articolo a parte

    …e a proposito di confusione, ho letto sul vostro sito di affermazioni per cui la MQ sarebbe sbagliata, assurda (nel principio di complementarietà) e confutata dalla TQC.
    Ma io ho letto tanti libri divulgativi, non mi risulta affatto una cosa del genere, ad es. in Fisica quantistica per poeti non risulta affatto, e uno degli autori Lederman Leon è Nobel per la fisica, che non si sia aggiornato neanche lui?
    La verità è che io sto ricavando la stessa impressione di molti altri che si sono affacciati sul vostro sito, cioè che tutte le vostre battaglie o presunte tali siano solo inficiate da motivi ideologici. Continuerò a curiosare dopo l’estate, perché m’interessa il confronto con chi la pensa diversamente, ma dubito che mi farete cambiare idea. Intanto le auguro buone vacanze

    • Giorgio Masiero on

      Se ricordo bene, Carmine, sono l’unico che in CS ha scritto (dimostrandolo) che la MQ (meccanica quantistica) è stata superata dalla TQC (teoria quantistica dei campi). Questa è una cosa molto tecnica, che ogni studente dei corsi avanzati di Fisica conosce. Non ho detto quindi nulla di originale, ma ciò che s’insegna in tutte le università del mondo!
      Purtroppo nella divulgazione la locuzione meccanica quantistica è usata per indicare la teoria quantistica dei campi, e quindi i non esperti possono pensare che chi critica la MQ dica una bestemmia contro la fisica moderna, invece si riferisce soltanto alla “Prima Quantizzazione” dei pionieri Bohr, Heisenberg, Schroedinger, ecc. degli Anni 20-30, che è stata sostituita negli anni 40-50 dalla “Seconda quantizzazione” di Dirac, Feynman, ecc.
      Vuole un esempio facile, che anche un laureato in medicina capisce, di falsificazione della (vecchia) MQ? La creazione e l’annichilazione di particelle, che non è ammessa dall’equazione di Schroedinger!

    • Buonasera Carmine, sono lieto che le sia piaciuto il mio articolo e quel commento. Le confusioni tra Scienza e Fede che lei dice di aver visto negli altri autori io non le ho notate, nel caso volesse fare un esempio potrei provare a chiarire io se gli interessati dovessero essere impegnati.
      La questione MQ vs TQC è stata chiarita perfettamente da Giorgio Masiero, da studente posso confermare che spesso quando i professori parlano di MQ, vi includono anche la TQC, ma a rigore la TQC è il superamento della MQ.

      • @htagliato
        @ spesso quando i professori parlano di MQ, vi includono anche la TQC, ma a rigore la TQC è il superamento della MQ.

        lei dice “a rigore”, allora io capisco che tutto sta a quanto si voglia essere pignoli, se i vostri insegnanti includono la TQC nella MQ, vuol dire che per molti fisici teorici la TQC è solo un’estensione della MQ in certi ambiti, es. per spiegare le particelle virtuali che violano l’equazione E^2=m^2 c^4
        ma attenzione nell’articolo cos’è la materia 2° Masiero dice esplicitamente che la MQ è stata soppiantata, o falsificata o addirittura è assurda in certi principi , io da profano non so se è il caso di usare certi giudizi, e comunque non li ho mai letti da nessun’altra parte

        – sulla promiscuità tra fede e scienza posso citare diversi passi di vostri articolisti biologi, ma non mi sembra il caso di approfondire in piena estate, per cui ne riparliamo più avanti e rinnovo l’augurio a tutti di buone vacanze

        • Giorgio Masiero on

          Ribadisco tutto ciò che ho detto sulla distinzione tecnica tra MQ e TQC e ancor più nettamente ribadisco ciò che a Lei medico suonerà sorprendente, Carmine, cioè che tutto ciò che ho detto a questo proposito non è originale, ma semplicemente banale per un fisico qualsiasi.
          Facciamo così: perché a proposito del mio articolo sulla materia 2, non mi cita la frase precisa che contrasterebbe con le Sue conoscenze di fisica?
          NB. Lei su una cosa ha ragione, Carmine: noi ci battiamo contro le teorie “scientifiche” irreligiose. Noi pensiamo che ogni teoria scientifica sia a-religiosa, e nel momento stesso in cui si propone come ir-religiosa, si neghi come scientifica. Su questa laicità della scienza, su questa sua neutralità, noi ci aspetteremmo di avere alleati tutti gli amanti della scienza, che siano religiosi o meno. Ci aspetteremmo di avere in questa impresa alleata anche una persona come Lei che, in quanto medico, apprezza certamente la preziosità della scienza autentica, rispetto alle promesse mirabolanti dei venditori di fumo.

        • Nel dire “a rigore” non intendevo “volendo essere pignoli” ma “volendo essere corretti”. Sarò ora più preciso, rispondendo con quello che ho imparato all’università.
          La MQ ha tra i suoi principi il fatto che l’evoluzione temporale di una funzione d’onda è data dall’equazione di Schrondinger, per cui, dal momento che essa non contempla il caso di particelle relativistiche, in particolare delle antiparticelle, allora la MQ è fallace in uno dei suoi principi, il che significa che è stata falsificata. La TQC include i fenomeni non relativistici della MQ e descrive anche gli altri, ma il passaggio MQ-> TQC non è stato della stessa portata di quello Meccanica Classica -> MQ: in TQC ci sono tutti i concetti più importanti della MQ, come quello di funzione d’onda, di densità di probabilità, di operatori lineari usati per le grandezze fisiche eccetera.
          In sintesi: la MQ è stata falsificata, superata dalla TQC, ma oggi semplicemente si applica la MQ in regime non relativistico così come oggi si usa ancora la Meccanica Classica in campo macroscopico. La falsificazione è un passaggio “storico” in cui una teoria perde la sua universalità, ma per ciò che riesce a spiegare resta sempre valida.

  7. Giorgio Masiero on

    Mi associo anch’io nel ringraziare h tagliato per questo articolo molto chiaro.
    Solo su un punto non sono d’accordo, là dove h tagliato scrive: “… il neodarwinismo, l’AGW, la Teoria del Gender e altre teorie di questo tipo possano essere abbracciate da chiunque senza che ciò ne cambi la sua fede o la sua assenza di fede“. Ecco, se sono d’accordo per il neodarwinismo e l’Agw che siano teorie neutre rispetto alla fede religiosa di ognuno, non lo sono invece per la teoria del gender. Questa infatti è una teoria meramente filosofica, che mi appare in contrasto con chi condivida una concezione realistica – condivisa da tutta l’umanità fino a ieri – fondata sull’evidenza di due sessi (e in particolare in contrasto con la concezione cristiana, che considera i due sessi della specie umana e la loro relazione d’amore nel matrimonio una copia della relazione trinitaria divina).

    • Grazie per il complimento, prof. Masiero. Dal momento che anche io sono d’accordo su ciò che hai scritto sulla Teoria del Gender, allora mi sarò solo espresso male. Volevo dire che se un non-credente si oppone alla Teoria del Gender, non cambierebbe nulla per la sua mancanza di fede perché, come dice lei, tutti fino a ieri avevano una visione realista della distinzione dei sessi.
      Se poi una persona è non credente perché è radicalmente nichilista da snobbare qualsiasi principio naturale, allora è un altro paio di maniche.

  8. Grazie htagliato: ho passato un ottimo momento di buon umore leggendoti.
    Mi ha fatto pensare anche a quell’imam che ha “dimsotrato” che la terra non può girare su stessa perché se fosse il caso gli aerei che vanno da ovest ad est resterebbero sempre sul posto o qualcosa del genere.
    Buone vacanze

    • Prego, Simon, sono contento di averla divertito. Torni una volta al giorno perché ora ci saranno, come sempre, i tre giorni disponibili per i commenti e poi un altro mio articolo.

  9. Buona sera a tutti, e grazie per gli articoli che centellinate anche in periodo di “chiusura per ferie”, sono una vera boccata d’aria fresca ! Vi seguo da molto tempo, ma di solito non commento.

    Oggi lo faccio per presentare una mia richiesta: qualcuno di competente (non mancano certo le figure tra i collaboratori di questo blog) potrebbe “debunkare” il sensazionalismo di cui è stata ammantata la notizia della scoperta del pianeta “gemello” della Terra (Keplero qualcosa, credo)? A naso ho capito che non sta in piedi, ma mi piacerebbe leggere qualcosa di più fondato.

    • Buonasera FabioP e benvenuto.
      Dopo le parole lusinghiere con cui ti sei presentato sarebbe davvero scortese non rispondere alla questione che hai sollevato.
      In tempi non di sospensione avrei dedicato certamente un articolo all’argomento, adesso invece l’ho solo segnalato su twitter e facebook con commenti molto sintetici il 23 luglio:

      Oggi sul Corriere ho trovato una sostanziale conferma a quanto ho detto:
      «La scienza è anche mercato, perciò la Nasa ha venduto la scoperta della Terra 2.0»
      .
      In sintesi si è trattato di un’operazione di marketing della NASA, la scoperta di un esopianeta è vera, tutto il clamore su un presunto gemello della terra è antiscientifico in quanto la somiglianza accertata è solo nel tipo di stella e nella distanza del pianeta dalla stessa. Davvero troppo poco.

    • Giorgio Masiero on

      Se non ci fosse la Luna, non ci sarebbe la vita sulla Terra. Quel pianeta ha una sua luna, dei parametri della nostra?
      E probabilmente nemmeno senza Giove nel sistema solare, con i suoi parametri relativi, ci sarebbe vita sulla Terra. Quel pianeta ha un suo giove?!
      Il fatto è, FabioP, che noi conosciamo alcune condizioni necessarie alla vita (la presenza di acqua, ossigeno, fascia di temperatura, di gravità, ecc.), ma siamo lontanissimi da conoscere tutte le condizioni sufficienti per la comparsa della vita,… a partire da che cosa sia la vita stessa! E, poiché ogni studente di liceo conosce la differenza tra condizione necessaria e condizione sufficiente, si può solo trarre la conclusione che questa (ennesima) dichiarazione della Nasa è solo, come dice Pennetta, un’operazione di marketing per premere sul Congresso Usa alla vigilia dell’approvazione dei bilanci delle agenzie federali.
      Controprova? Queste scoperte di gemelli terrestri sono periodiche, e annunciate ogni estate…

      • Grazie per le risposte celeri ed esaurienti.

        Non ho una formazione scientifica, per cui – visto il livello di discussione su questo blog – ho moltissime remore a intervenire, ma questo spazio di difesa dell’onestà intellettuale è veramente prezioso nel mare magnum di scientismo neo-positivista propinato da mezzi di comunicazione che hanno come unico principio guida il politically correct.

        Continuate così, ne abbiamo bisogno!

        • Caro FabioP, non vedo nessun motivo per avere delle remore, mi auguro che tu continui con i tuoi interventi che arricchiscono la discussione.

    • MenteLibera65 on

      FabioP, sai bene che l’attendibilità scientifica effettiva di quanto viene riportato con grande effetto su TV e Giornali è in genere scarsa.
      Molte notizie sono imbeccate da chi ha un interesse diretto , anche solo pubblicitario.
      Altre invece seguono un autonomo filone sensazionalistico che ormai si è impadronito del mondo dei media, e che spinge a definire i temporali “bombe d’acqua” e qualche presidio di polizia durante una manifestazione come “città sotto assedio” (glielo dico io che vivo a Roma e che mi scopro “blindato” e “sotto assedio” un giorno si e uno no, mentre senza accorgermi di nulla bevo il caffè al bar)
      Peraltro quello di selezionare solo un certo tipo di notizie , ed ingigantirle, è purtroppo un vizio abbastanza diffuso a tutti i livelli informativi, e qualche volta, lo dico con affetto, non ne è esente neppure questo blog 🙂
      Quindi l’unico sistema è vigilare con la propria attenzione critica, cercando di identificare l’eventuale secondo fine nascosto dietro alla notizia o al commento, apparentemente scientifico o obiettivo.

  10. Articolo bello, ben scritto e interessante.
    Htagliato e Giorgio Masiero, io non sono uno scienziato come voi per cui la teoria della relatività non l’ho capita e nemmeno la fisica quantistica e la teoria dei campi, devo dire che non riesco a capire nemmeno la termodinamica classica più di tanto, per cui non mi azzardo a interloquire su questi temi.

    Mi ha però colpito questo passaggio:
    Un’informazione falsa può essere ritenuta vera dalla stragrande maggioranza della popolazione per le seguenti “giustificazioni”: il sentito dire ritenuto per vero; il “non è il mio campo quindi devo crederci e basta”; “l’ha detto Lui” (il Gran Tizio, l’autorità di turno che se la contraddici stai sicuramente nel torto);
    Ma per chi ama il complottismo il Gran Tizio potrebbe essere anche un sig. nessuno che riesce a descrivere in modo suadente e distorto la realtà

    Leggendo l’articolo oggetto di critica, un “non scienziato” potrebbe anche caderci.
    Qualche volta, mio malgrado, devo trovarmi d’accordo con Umberto Eco a proposito di internet e di quello che ci si scrive.

    Grazie per l’articolo, non ha migliorato la situazione climatica ma è stato un vero piacere leggerlo

    • Salve Valentino, grazie per i complimenti! Su internet si trova di tutto, soprattutto immondizia; noi qui cerchiamo di fare un po’ di buona informazione, spesso in toni leggeri. Buone vacanze e torni a controllare eventuali commenti e nuovi articoli.

    • Sto leggendo un libro di Robert Cialdini, psicologo statunitense, esperto in scienza della persuasione.
      Uno degli elementi fondamentali per persuadere qualcuno di una “verità” e’ la cosiddetta “evidenza pubblica”.
      Se si riesce a comunicare qualche cosa facendo credere che quella cosa e’ vera per un gran numero di persone, allora le altre la accetteranno in maniera acritica.

      • MenteLibera65 on

        Grazie Amedeo.
        A dire il vero i sembra talmente ovvio che trovo incredibile che qualcuno ci stia facendo soldi vendendo un libro.
        Peraltro vorrei sapere come però sarebbe possibile sfuggire al meccanismo dell’evidenza pubblica, che non soltanto trasmette le informazioni “volutamente” sbagliate , ma anche quelle vere e reali, e che hanno bisogno di essere trasmesse anche se non direttamente verificabili da tutti.
        L’imposizione di notizie false ma verosimili , poi diventate vere , è vecchia come il mondo ed è stata utilizzata da tutti : Governi , Religioni e grandi entità economiche.

        • Hai ragione che il principio di evidenza pubblica è talmente ovvio che chiunque lo può riconoscere (in realtà questo è solo uno dei sei punti della teoria di Cialdini). Il fatto è però che la maggior parte di noi non ne tiene conto quando formula un giudizio. Una maggior consapevolezza di queste tecniche di persuasione può aiutare ad aprire gli occhi su tutto ciò che ci viene propinato per vero. La scienza è uno di quei campi che dovrebbe essere immune da questi meccanismi. Purtroppo i fatti ci dimostrano il contrario.

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