Ma se i gradi percepiti per me sono 100, vuol dire che posso buttare la pasta?

10

Ormai esistono due servizi meteorologici, quello che indica i valori delle temperatura misurati dagli strumenti e quello che propone i valori “percepiti”, che sono immancabilmente molto più alti per catturare click sulle pagine dei quotidiani online.

Quest’abitudine potrebbe sembrare solo una curiosità ma è rivelatrice di un’alterazione del modo di pensare per cui non conta più la verità oggettivama quella soggettiva.
In passato bastava sapere quanto indicava il termometro e il grado di umidità poi ciascuno sapeva quanto soggettivamente avrebbe avvertito quelle condizioni affermando “io soffro molto il caldo” o “io amo il caldo”, adesso sembra prevalere il principio per il quale si parte direttamente dalla sensazione soggettiva cadendo però in un corto circuito logico per il quale se una sensazione è soggettiva non posso indicarla come uguale per tutti.
Allora i 55° percepiti in Campania come possono essere indicati come oggettivi se sono soggettivi?
Un corto circuito logico appunto, figlio di un tempo in cui deve prevalere il soggettivo sull’oggettivo.
Del resto se qualcuno con i cromosomi XY e i genitali maschili può reclamare il diritto ad essere femmina solo perché quello è il suo sesso percepito, perché non dovrebbe chiunque reclamare una sua temperatura percepita rispetto a quella misurata?
E allora perché limitarsi ai 55°, ciascuno reclami la sua temperatura percepita, magari anche zero gradi e si metta cappotto e sciarpa.
Ma la realtà esiste, ostinatamente resiste e si presenta nella sua oggettività nonostante i nostri diritti reclamati, e così se anche io mi percepisco femmina non posso essere fecondato ma posso fecondare, e se percepisco 100° e butto gli spaghetti la pasta non si cuoce…

 

 

.

.

.

Share.

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

10 commenti

  1. Fabio Vomiero on

    Oggi sono a casa per caso, o meglio per scelta, in quanto nel pieno di una vacanza a Lignano Sabbiadoro e di una eccezionale ondata di calore, abbiamo deciso (io e la mia famiglia) di ritornare per un paio di giorni a rifugiarci sotto l’ala protettrice del condizionatore di casa, sperando nel cambiamento della massa d’aria che dovrebbe intervenire da domani segnatamente al nord Italia. Io non so quanti siano stati i gradi percepiti a Lignano, e a dir la verità poco mi interessa, ma so quanti erano quelli reali, dai 35 ai 37 e devo dire che, periodicamente, va così oramai da un po’ di anni a questa parte, quando invece la media da quelle parti è (era) di 28-29 gradi. Umidità serale intorno al 65% quindi con diffuso disagio da afa e temperatura del mare di quasi 30 gradi, tale da annullare quasi del tutto l’effetto mitigatrice della brezza di mare. Devo dire che, fortunatamente, la maggior parte delle persone si rendeva conto della significatività della situazione meteoclimatica fortemente anomala, ma naturalmente c’erano sempre i soliti burloni antiscientifici a ricordarci che “d’estate è normale che faccia caldo” o che “a me piace il caldo” o ancora che “il clima è sempre cambiato quindi tutto torna” eccetera. Questo anche per dire che sono pienamente d’accordo con la riflessione del prof.Pennetta, per evitare fraintendimenti meglio sempre dare i valori oggettivi corretti e separati di temperatura e umidità (sono questi poi che fanno le medie climatiche), meglio ancora se corredati di condizioni al contorno tipo quelle poc’anzi descritte, poi ognuno decida, in base alla propria fisiologia o più ancora alla propria ideologia, se mettersi la sciarpa o buttare la pasta.

    • Enzo Pennetta on

      Caro Fabio, pensando che lo scorso inverno abbiamo visto le fontane di Roma immobilizzate da zampilli ghiacciati potremmo forse convenire sul fatto che siamo in un anno di fenomeni estremi.
      Unito nell’attesa della massa d’aria più fresca la saluto cordialmente.

  2. Magari potessi percepire 30°C anche in inverno! 😀
    Cmq questa storia della temperatura percepita va in giro da almeno una decina d’anni, non è una novità di questa estate. Magari adesso staranno calcando un po’ di più la mano.

    • Enzo Pennetta on

      Quest’anno proprio non si parla più della temperatura reale, si sono accorti che fa fare molti più click quella percepita della quale nessuno sa il modo in cui si ricava. Il che dimostra che non è il caso di usare quel tipo di indicatore.

      • Ma questa cosa varrà anche per la temperatura corporea? E’ possibile dire che si percepisce di avere 40 di febbre e quindi non andare a lavorare o a scuola? 😀

      • Al netto dell’ignoranza dei giornalisti (in italia sono letterati
        ignoranti di scienza), la temperatura percepita è una cosa seria. Il
        corpo umano opera a circa 37 gradi, e quando la temperatura li supera
        per disperdere il calore in eccesso può solo usare metodi di riserva
        come la sudorazione, la cui efficienza dipende dall’umidità ed altri
        fattori

  3. Bruno Cordani on

    Casualmente l’altro giorno ho scoperto che cosa si intende per “temperatura percepita”. Esiste una formuletta numerica (inventata da chi? e su che base?) che restituisce la grandezza in questione in funzione della temperatura reale e della umidità relativa. La “temperatura percepita” è quindi una grandezza definita in maniera convenzionale ed arbitraria. Ma la cosa più demenziale è che temperatura reale e percepita coincidono in pratica solo quando l’umidità è nulla, cioè mai. Inoltre, come avranno constatato i più attenti, a parità di temperatura percepita la situazione con umidità relativa più bassa è sempre preferibile.

  4. Michele Bellone on

    È vero, “temperatura percepita” è un termine assurdo, usato impropriamente da molti giornalisti e siti meteo. Su Il Post (http://www.ilpost.it/2017/08/04/temperatura-percepita/) c’è una bella spiegazione di quali siano i diversi indicatori usati per calcolare alcuni indici bioclimatici, indicatori impropriamente citati come temperatura percepita. Peccato che la temperatura sia una sola.

  5. È vero, “temperatura percepita” è un termine assurdo, usato impropriamente da molti giornalisti e siti meteo. Su Il Post (http://www.ilpost.it/2017/08/04/temperatura-percepita/) c’è una bella spiegazione di quali siano i diversi indicatori usati per calcolare alcuni indici bioclimatici, indicatori impropriamente citati come temperatura percepita. Peccato che la temperatura sia una sola.

Exit mobile version