Sesso con la mascherina

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Il sesso senza baci, qualcosa di impensabile e relegato nell’ambito della prostituzione viene indicato come parte della nuova normalità.

Il coronavirus come un evento ‘shock and awe’ ha cambiato repentinamente comportamenti e modi di vivere che sembravano immutabili, ha stravolto con la forza della paura e con il timore ancestrale delle malattie, la vita di milioni di persone. La medicalizzazione della vita sessuale iniziata nell’800 e descritta da Michel Foucault ha così raggiunto un nuovo livello, la separazione tra la funzione riproduttiva e quella erotica era iniziata in quell’epoca come pratica eugenetica, le pulsioni dovevano essere sottomesse a rigide regole affinché la discendenza fosse geneticamente perfetta. La separazione tra affettività e sessualità si manifesta adesso fortemente con la mascherina, il corpo divenuto portatore di malattie e simbolo di imperfezione va censurato, nessuna relazione gioiosa, nessun affetto, l’asetticità della clinica rimanda a rapporti malati tra corpi imperfetti, l’eugenetica ottocentesca appare nuovamente come la soluzione desiderabile, la medicina è la nuova normalità in attesa che il transumanesimo con la manipolazione dei corpi diventi la soluzione per il futuro.

Il coronavirus come un evento ‘shock and awe’ ha cambiato repentinamente comportamenti e modi di vivere che sembravano immutabili, ha stravolto con la forza della paura e con il timore ancestrale delle malattie, la vita di milioni di persone. La medicalizzazione della vita sessuale iniziata nell’800 e descritta da Michel Foucault ha così raggiunto un nuovo livello, la separazione tra la funzione riproduttiva e quella erotica era iniziata in quell’epoca come pratica eugenetica, le pulsioni dovevano essere sottomesse a rigide regole affinché la discendenza fosse geneticamente perfetta. La separazione tra affettività e sessualità si manifesta adesso fortemente con la mascherina, il corpo divenuto portatore di malattie e simbolo di imperfezione va censurato, nessuna relazione gioiosa, nessun affetto, l’asetticità della clinica rimanda a rapporti malati tra corpi imperfetti, l’eugenetica ottocentesca appare nuovamente come la soluzione desiderabile, la medicina è la nuova normalità in attesa che il transumanesimo con la manipolazione dei corpi diventi la soluzione per il futuro.

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Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

3 commenti

  1. Rag. Giovanni Diabolik on

    Probabilmente hanno intenzione di inaugurare una nuova perversione sessuale, accanto al fetish, al bondage, al BDSM ecc.
    Scommetto che nei siti di settore avranno già inaugurato la categoria masked, accannto alle altre 🙂

  2. Funzione della maschera, a partire dall’uso fattone nel teatro greco e nel No giapponese, è la cancellazione dell’identità individuale, in favore di un utilizzo archetipo. Nel teatro napoletano e nella commedia dell’arte, invece, l’utilizzo è allegorico, simbolico, o magari caricaturale, come nelle maschere carnevalesche. C’è poi la maschera di tipo sanitario (tralasciando quelle militari), che ha senso e funzione soltanto in presenza di conclamate condizioni di emergenza.

    Qui, noi italiani, non siamo a teatro, non è Carnevale, non siamo in guerra, non esiste alcuna condizione di emergenza sanitaria. I reparti di terapia intensiva sono vuoti da tempo, il virus che fu ha fatto il suo corso ed è andato a spegnersi con l’arrivo della calura. Medici di altissima fama, ma con l’enorme ed insuperabile demerito non essere al libro paga delle Case farmaceutiche e dei venditori di vaccini, come, un caso per tutti, il professor Alberto Zangrillo, primario dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Generale e Cardio-Toraco-Vascolare, presso il San Raffaele di Milano, dichiarano spenti i focolai di epidemia. Eppure, oltretutto in spregio all’R.D. 18 giugno 1931, n. 773, all’art. 85, che vieta di comparire mascherati in luogo pubblico, agli italiani è fatto obbligo indossare una maschera per comparire nei luoghi pubblici. Agli italiani, cosa unico al mondo, è anche imposta l’umiliazione di seguire percorsi direzionali e spesso numerati, per muoversi all’interno di negozi, o enti pubblici; oltretutto, districandosi attraverso una selva di barriere di plexiglass e schermature.

    Ovviamente, lo scopo di questa grottesca messa in scena non è certo la tutela della salute pubblica; anche se la scusa è che, in ogni caso, non si sa mai. Ed invece si sa! Sì sa che i virus ci sono sempre stati, e che sempre ci saranno; così come si sa che questo Covid non sarebbe stato più pericoloso di altri della famiglia “Corona”, se, di proposito o per totale inettitudine, si fosse imposto un protocollo di cura non solo errato, ma che addirittura favoriva i decessi. Nessuno mai pagherà per le centinaia o migliaia di morti ammazzati dai folli protocolli imposti; nessuno mai sarà chiamato a rispondere del pazzesco divieto di non fare le autopsie alle prime salme, autopsie che avrebbero mostrato da subito l’erroneità dei protocolli di cura imposti al Governo da un’organizzazione privata, ossia OMS. Non pagherà nessuno. Perché i responsabili sono protetti da chi davvero gestisce il Potere.

    Chiedevo, ma allora perché ancora l’obbligo di mascheramento? Lo scopo è duplice:
    1°, come detto in apertura, azzeramento delle singolarità, delle individualità; giacché il singolare, l’individuale è d’ostacolo all’avvento dell’uomo terminale: la monade sociale della società ultraliberista.

    2°, l’altro scopo ha a che fare con la libidine, una specie tutta malata di lascivia dei bassifondi. Obbligare qualcuno a fare qualcosa di assurdo, e di essere costretto ad obbedire sotto minaccia di sanzioni o di privazione della libertà. Mi viene in mente, tra molti modi di dire, una locuzione siciliana, che esprime la totale gratuità di un comando, nel modo che segue: “… ‘pi malantrineria e sucu ‘ri mafia…”. Ossia, io ti comando di far questo, non perché farlo abbia un senso, ma perché sono io ad ordinatelo, “… per malandrineria e sugo di mafia…”.
    Ecco nelle mani di chi siamo.

    Il sesso, poi, segue la disumanizzazione di tutto il resto. Le società che gestiscono l’industria dalla pornografia, ma tu guarda la combinazione!!!, hanno registrato utili da capogiro da quando Giuseppi e i suoi sodali hanno messo in atto la più colossale e capillare campagna di controllo sociale della storia umana. Era noto come i principali soggetti multinazionali avessero moltiplicato i guadagni (mentre la massa rinchiusa si impoveriva), ma non ho sentito alcuno parlare del boom della pornografia. Ci sarà pure un aumento della cecità?

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