I musei d’Italia e le madrasse evoluzionistiche

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Norwalk Museum

Terminato il breve tour attraverso i musei sull’evoluzione della penisola di Max,  l’inviato speciale di CS,  in un articolo conclusivo tira le somme di questa esperienza.

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Vediamo di fare in fretta. Ombrellone e secchielli per le bambine son già pronti. Il tempo di onorare le promessa di scrivere qualche impressione sul tour museale e poi si parte.

Innanzitutto ho notato che tutti i musei parlano di evoluzione. Evoluzione, evoluzione. Poi quando vai a chiedere qualcosa di specifico su qualcosa sull’evoluzione, è raro trovare qualcuno che ti sappia indirizzare. Sembra ci sia un rumore di fondo che parli di evoluzione ma quando si prova ad isolare il segnale, sembra rimanga niente o quasi. E’ molto presente un’idea di evoluzione, ma le prove che ho avuto sotto gli occhi avevano vita nella misura in cui provavano quell’idea. Non brillavano di luce propria, ma venivano ‘illuminate’ dall’evoluzione. Il trascendente (la teoria) era più importante del contingente (le prove). E, per chi si fosse messo in ascolto solo nelle ultime due righe, ribadisco che stiamo parlando della pretesa neodarwinista di fare scienza. No, perché sembra di descrivere qualche concetto di teologia, mi rendo conto.

L’idea che mi sono fatto dai pannelli e dai reperti mostrati nei musei del Nord, mi porta a credere che il personale museale voglia più spiegarti quale sia la verità cui conformarsi, piuttosto che mostrare le cosiddette prove che vanno sottoposte al giudizio critico di ciascuno.
Molto mi ha colpito la contraddizione rinvenuta a Padova:

Questa locandina è affissa presso una bacheca del dipartimento di Biologia di Padova. Invita gli studenti ad un corso dove il tema è la storia evolutiva dei vertebrati. Nella sest’ultima riga (credetemi, perché non si legge) c’è scritto : “Sviluppando nello studente …. un approccio critico alle scoperte”. Il corso viene fatto in collaborazione col Museo dove su Internet viene sbandierato l’Archaeopteryx. Capite? Dicono di promuovere il senso critico per poi parlarti di prove che sono ormai state confutate da anni. Senso critico? In che senso?!

Da questo atteggiamento ambivalente (dire di promuovere il senso critico e poi far conformare a idee predigerite) trae forza l’insistenza con cui si vuole trasmettere ai bambini l’idea di base: l’evoluzionismo è un dato di fatto e di prove ne abbiamo a bizzeffe. Ricordate il museo di Roma? Promosso a pieni voti. Eppure uno dei luoghi dove trovammo – tanto per cambiare – l’Archaeopteryx fu proprio nella sala didattica per bambini di quel museo. Per non parlare di Milano, il peggiore fra quelli visitati, e di Bologna dove vi ho mostrato le sedioline, pronte per essere usate da scolaresche della primaria, con tanto di pannelli scimmiesco-evolutivi pronti per essere mandati a memoria. Perché?

Va bene, arrivo. E’ la moglie che mi chiede di caricare le valigie. Abbiamo litigato selvaggiamente i primi sei anni di matrimonio per decidere chi fa i bagagli e chi li carica. Ora ognuno ha il suo ruolo, il peggio è passato.

Poi son convinto che ci sia un grosso equivoco su cosa si intende per evoluzione e cosa si intende per evoluzione darwiniana. Molti, ammettendo un concetto di buon senso il primo, accettano acriticamente il secondo. Sono convinto che molti neolaureati non abbiano compreso fino in fondo le tesi neodarwiniste. Ma accettando un ritrovamento di fossili che suggerisce un’evoluzione, questa si traduce in un ingoiare il pacchetto completo della teoria neodarwiniana. Perche? Augurandomi di ricevere le vostre risposte, provo a rispondere anche io con un esempio.
Io vendo materiale per biologia molecolare. Un articolo è la provettina da 2 ml (e di altri volumi):

Sono provette che, ovviamente, vengono costruite da molte ditte. La prima ditta che le ha costruite si chiama Eppendorf. Dopo trent’anni, queste provette vengono ancora chiamate Eppendorf. “Mi vendi delle Eppendorf?”, io devo rispondere :”Sì, te le vendo”. Ovviamente io venderò la mia marca, ma il cliente comunica non sapendo di essere ‘succube’ di un lavaggio comunicativo. Ovviamente non vuole una Eppendorf da me (è la concorrenza, io ovviamente non vendo la concorrenza), vuole una provetta.
Oggi non c’è evoluzione che non sia neodarwiniana”. Questo è il mainstream. Non lo dico in senso assoluto, ma da un punto di vista comunicativo le cose, oggi, stanno così. Non c’è concorrenza e se c’è non è conosciuta dal neolaureato, dal professore o dall’uomo comune.
Chi poi non sa scegliere quale sia la provetta migliore, preferisce quella di marca. Nel caso dell’evoluzione, la teoria di marca è ovviamente il neodarwinismo. Quando una cosa è di marca? Quando ha molta pubblicità e un buon marketing. Non è dimostrata la qualità, viene solo promessa una buona qualità. Se vorremo promuovere anche noi una marca, non potremo prescindere da una buona comunicazione. Non solo veritiera, anche efficace. Per me anche occuparsi di questo rientra nella Pars costruens. Contenuto sì, ma anche forma. Si cerca di comunicare il vero, ma senza veicolarlo con il bello non avrà successo.

Infine, soprattutto a Bologna, ho provato cosa significa il concetto di giocare in casa. La più grande paura dell’uomo non è soffrire, ma rimanere solo. Anche lo scienziato è un uomo e per lui le regole son le stesse. L’esercizio critico di ogni scienziato va necessariamente a fare i conti con la sua necessità di rimanere dentro una comunità scientifica. Molti non criticano il neodarwinismo, ma anzi sgomitano per dimostrarlo, anche per avere consensi all’interno della loro piccola comunità (scientifica e non). Tempo fa, un signore di nome Giuseppe Sermonti, non fece calcoli ed espresse con chiarezza e trasparenza i suoi dubbi. Venne isolato e infine escluso dalla comunità scientifica (ovviamente si accanì su di lui più la comunità italiana che quella internazionale). Come lui, altri ne seguirono. Non ultimo il caso di una insegnante, la dr.ssa Crocker, che nel 2004 invitò i suoi alunni ad usare senso critico esaminando le cosiddette prove sull’evoluzionismo. Perse il lavoro [cfr. : Brumfiel G., “Cast out of class”, 434 pp. 1062-65, Nature (28 Aprile 2005)]
Giocare in casa è sapere qual è il mainstream e cavalcarlo. E’ usare le informazioni in modo strumentale per ottenere consenso. Tutt’altro che cercare verità e libertà, che non sono termini scientifici ma sono cifre umane. Ecco, mi pare che in alcuni di questi ambiti, per paura o per interesse, si giochi in casa. Molti hanno paura di essere estromessi. Mors tua vita mea.

Scusate se passo dalle stelle alle stalle, ma il clacson già suona da un po’, mi stanno aspettando e non voglio iniziare le prime due settimane di ferie con una litigata.

 

 

 

 

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Laureato in Biologia tanti anni fa, prima di mettere in piedi una scuola di sopravvivenza va a specializzarsi in terra d'Etiopia per poi tornare e istruire a dovere, insieme a Silvia, 3 piccole amazzoni. Dopo 13 anni in un'azienda di Biotecnologie come Specialist e Line Leader, decide di divertirsi come Direttore Marketing per un noto marchio di gioielli, in attesa di nuove sorprese all'orizzonte.

27 commenti

  1. ferrari gabriele on

    Max buongiorno non so se rientra nel tuo sapere a proposito di homo sapiens.vorrei chiederti una cosa.Tutti i genetisti dicono che deriviamo da un gruppo di uomini di 200.000 anni fa in africa,detto questo perché nessuno prende l’ipotesi che ci possano essere stati piu’ filoni evolutivi ovvero un evoluzione parallela della nostra specie,cioe’ avranno un motivo valido per escludere questa ipotesi?grazie in anticipo

  2. Eh sì gabriele,
    Hanno un buon motivo.
    Giá ammettere che l’uomo si sia formato per caso una volta è .. Impegnativo.
    Dire che si è formato più volte indipendentemente… Sarebbe , se possibile, ancora più incredibile.
    Ho capito la sua domanda, cosa ne pensa?

    • ferrari gabriele on

      anchio la penso come te caro Max,ma il mio dubbio e’ sorto leggendo su wikipedia l’esistenza di una teoria di evoluzione parallela,ma credo che i genetisti non prendano nemmeno in considerazione che sia accaduto nella nostra specie perché avranno delle spiegazioni assolute

  3. Giorgio Masiero on

    Il Suo giudizio, Max, sulle ragioni del conformismo darwinistico è molto severo. Certo anche gli scienziati sono uomini, aborrono la solitudine e devono mangiare. Però, vorrei aggiungere un paio di altre possibili spiegazioni del conformismo.

    L’ignoranza epistemologica. Mentre in passato gli scienziati avevano una salda cultura umanistica, oggi sono in gran parte solo dei tecnici. Così, non sanno distinguere la filosofia dalla scienza sperimentale. Persino pensano, molti di quelli di Weltanschauung naturalistica, che il darwinismo sia incompatibile con il teismo e così credono di supportare il loro ateismo con il darwinismo “scientifico”.

    La pigrizia mentale. Matteo nei giorni scorsi ha scritto: “Non ci sono ragioni per ritenere che la macroevoluzione sia mossa da fenomeni diversi rispetto alla micro. Se piccoli cambiamenti ambientali in brevi tempi portano ad una distanza genetica X, fenotipicamente poco significativa, grandi cambiamenti ambientali in lunghi tempi possono portare ad una distanza genetica molto maggiore di X, quella tra due specie distinguibili anche con occhio distratto”. Quindi per Matteo la macroevoluzione “può” essere la somma di tante microevoluzioni. Questa credenza “macro = somma di micro” si basa non su “prove” o fatti (che Matteo non ha), ma sull’ignoranza dell’esistenza di “ragioni” contrarie.
    Eppure a Matteo basterebbe leggere l’articolo “A Novel Multi-Scale Modeling Approach to Infer Whole Genome Divergence” dei biologi E. Reuveni e A. Giuliani (http://www.la-press.com/a-novel-multi-scale-modeling-approach-to-infer-whole-genome-divergence-article-a3417-abstract), per imparare che lo spazio topologico di tutte le configurazioni genetiche non è connesso e che quindi non esistono cammini che coprano per piccoli passi la distanza genetica tra una specie di topo e l’altra!

    • Riprendo questa considerazione di Giorgio: “in passato gli scienziati avevano una salda cultura umanistica, oggi sono in gran parte solo dei tecnici. Così, non sanno distinguere la filosofia dalla scienza sperimentale.”

      Notare che la tendenza della scuola è proprio a sfornare tecnici.

      • Concordo, professore. In un piccolo periodo della mia vita, mi è capitato di disdegnare un po’ gli studia humanitatis, per circostanze complesse che non sto a raccontare. Ora mi rendo conto che non solo la compartecipazione fra questi e la scienza sperimentale sia necessaria, ma perfino ovvia, per un retto funzionamento di quest’ultima.

        Mh, penso che anche nel mondo arabo antico, prima che si ripiegasse nel peggio delle filosofie fondamentaliste, le madrase (D-R-S in riferimento all’attività di studio: MaCCaC-h(at) secondo il pattern dei nomina loci) pullulassero di uomini di scienza valentissimi sia nelle lettere che nella falsafa naturale.

        • La scelta di mettere nel titolo un riferimento alle Madrasse è stata mia, con l’occasione chiarisco che l’intenzione era quella di evidenziare l’aspetto dogmatico dell’insegnamento impartito in ceri ambiti, che invece dovrebbero essere aperti al confronto, facendo ricorso ad un termine di sicuro impatto.

    • Ignoranza epistemologica e pigrizia mentale sono fattori molto correlati. La prima difatti è causa di inerzia all’inferenza logica, che si ritrova nella seconda. Queste due a loro volta sono spesso implicate nelle ragioni socio-psicologiche esplicate dal signor Max. Accade sovente che la gente di buona cultura e/o di giudizio non trovi alcun dispiacere nel meditare in solitudine.

      Mi scusi, a proposito, ma quando clicco sul link all’articolo, mi si richiede di aprirla con un programma del pc. Non si apre automaticamente.
      E’ una negazione dell’applicazione del continuismo nella speciazione, o sbaglio? Perché mi pareva di aver già notizia di una ricerca del genere…

      P.S. auguro buone vacanze al signor Max…

      • Giorgio Masiero on

        Alio, cliccando sul link Le si apre una pagina, da cui Lei puo’ scaricare l’articolo in PDF. Per leggerlo serve il programma Acrobat Reader, che e’ scaricabile gratuitamente.
        Comunque, si’, e’ la negazione del “continuismo nella speciazione”, se col termine s’intende che si possa passare dal DNA di una specie ad un’altra per tante successive micromutazioni nella catena nucleotidica.

    • Prof. Masiero. Come ho fatto a non pensare alla pigrizia mentale?! Mentre l’ignoranza epistemologica.. mi ha fatto riflettere, ha proprio ragione.
      Grazie per aver aperto gli orizzonti.

  4. Si cerca di comunicare il vero, ma senza veicolarlo con il bello non avrà successo.

    Esatto! Grande Max.

    E ora, accetta il consiglio, parti e non aprire più il web per i giorni che sarai via. Goditi tutto quello che capiterà e torna allegro e più solare che mai!

    Buon divertimento! 🙂

    • Baby dance del campeggio appena finita. Il tempo di leggere i commenti. Minstrel, mi godrò il week end.
      Ottimo consiglio! 😉

  5. alessandro giuliani on

    Caro Giorgio intanto grazie della citazione dell’articolo di Eli e mio. Vale la pena ricordare che il tutto si è dovuto mascherare da pura metodologie statistica per poter esserew accettato ma le cose in questi pochi anni sono cambiate molto velocemente e in questi giorni è uscito uno special issue del prestigioso journal of physiology con articoli di Denis Noble e di altri prestigiosi scienziati proprio su questi temi il che fa ben sperare

    • Giorgio Masiero on

      Per fortuna, Alessandro, che il motto della rivista su cui avete pubblicato la vostra ricerca – a mio avviso una tappa miliare della biologia evolutiva scientifica, dopo tante chiacchiere… – per fortuna, dicevo, che il motto e’ “Libertas Academica, Freedom to research”!

  6. Intanto qualcuno dovrebbe chiarire a Sermonti cos’è l’entropia e cosa dice davvero il secondo principio della termodinamica, visto che si contrabbanda ancora l’idiozia secondo la quale questo sia incompatibile con l’evoluzione biologica…

    • Giorgio Masiero on

      Posso chiederLe, Giuseppe, in quali termini Sermonti “contrabbanda” l’idea che l’evoluzione biologica sia contraria al secondo principio della termodinamica? Grazie.

  7. O.T.
    Enzo..ogni tanto butto l’occhio a lato sui Tweet di CS..ma che tocca vedere…
    https://www.youtube.com/watch?v=HUe3CRd7Wo0&list=PLmGWbC-zxGEO-kKBgFO6rtygSuTG2pcW_

    😀

    Eppure stavolta non ci credevo.Ho trovato che ‘pare’ che sia stato proposto come gioco,scherzo,battuta,e che molti abbian lasciato tweet e messaggi di “sdegno” assecondando lo scherzo, ma che poi ,sempre parrebbe,”fortuna volit”, che qualche ‘furbacchione’ abbia scritto certe cose per davvero,trovandosi realmente disturbato dalla foto..

    E poi stiamo a parlare di pigrizia,ignoranza epistemiologica?
    Che a volte sembra di trovarsi in idiocracy..

    • Che video crudele!!!

      Comunque davvero sembra che al di là di chi si è prestato allo scherzo qualcuno pigro, ignorante, isterico e quant’altro ci sia davvero, riporto un pezzo dell’articolo sul Corriere:
      “No, il popolarissimo regista e produttore americano non ha ucciso un dinosauro durante una battuta di caccia e poi posato per uno scatto davanti alla preda. Non è poi così difficile capire il perché: i dinosauri si sono estinti 65 milioni di anni fa. Ma in tanti sui social network la pensano diversamente…”

      Ma chissà, forse un po’ di colpa ce l’hanno anche quelli che hanno parlato di pollosauri e cose simili…

      • Ciao,
        C’è ancora da chiarire il perchè, se i dinosauri si sono estinti 65 milioni di anni fa, hanno trovato tessuti molli all’interno di un tirannosauro..

        “Mary H. Schweitzer, “Soft-Tissue Vessels and Cellular Preservation in Tyrannosaurus rex”, Science : Vol. 307 no. 5717 pp. 1952-1955 (25 Marzo 2005)”

        • Beh ci sono problemi anche riguardo chi è scomparso quando(dinosauri etc..)
          http://www.sciencevsevolution.org/Holzschuh.htm
          e chi è comparso quando(insetti)..
          La spiegazione fornita per il collagene è un effetto formaldeide dato da radicali liberi…
          http://www.livescience.com/41537-t-rex-soft-tissue.html
          Altri hanno spesso avanzato ipotesi che il materiale non provenga dal dinosauro ma da colonie di batteri..anche se gli esami condotti non hanno riportato srutture comparabili con questo..però non è possibile fare un raffronto col DNA,che ovviamente è per forza di cose “a pezzi”..
          Alla fine le risposte sono negare l’attendibilità dei fatti…vabbèh..
          Così di fatto ci potrebbero essere problemi sulla bontà delle o di alcuen datazioni,ma diciamo c’è sicuramente prima l’elefante nella stanza su cui posare l’occhio.

  8. A proposito di educazione infantile, cosa ne pensate dell’idea della Svizzera di anticipare la scuola dell’obbligo ai 4 anni? L’ho saputo Giovedì sera vedendo Superquark. La Svizzera vuole risolvere il problema dei troppi ragazzi che non sanno ricavare delle informazioni a richiesta da un testo anche semplice. Il team di Superquark si è mostrato favorevole a tale idea.

    • Ciao Acca,
      Dipende dal programma previsto per i 4 anni.
      E facciamoli giocare ‘sti bambini.
      Viva la scuola dell’infanzia. Stimolante finchè vuoi, ma dell’infanzia.
      C’è tempo, dopo, per studiare.

    • “La Svizzera vuole risolvere il problema dei troppi ragazzi che non sanno ricavare delle informazioni a richiesta da un testo anche semplice”

      http://www.enzopennetta.it/2013/05/analfabetismo-funzionale/

      Son ben altri i problemi che due anni in più(se non 1 per alcuni..).
      Messa così sembra poi che i bambinoi siano più “scemi” oggi e che gli serva più tempo per capire le cose..
      In Italia c’è anche un “pascolo buoi” che è la scuola media.
      Poi ad ogni modo un ragazzino di 13-14 anni o di 18 anni di ora non è il ragazzo della stessa età di 10anni fà o 20 anni e non è quello di 30 anni fà..
      Sicuramente alcune cose andrebbero riviste,dalla scuola al sociale(si è sicuri che un 18enne di oggi sia assolutamente in grado di votare ed avere una macchina?)ma ciò che manca è un criterio,una condotta,la scuola è divenuta un bricolage mettendo mano quì e là per mettersi in linea con alcune cose dell’altra Europa con risultati non molto felici.
      Un voto di maturità che alle università non interessa più nulla,test di ammissione alle stesse università durante l’anno scolastico,tscuole medie divenute un pascolo,elementari che spesso non danno più quella “base” forte fondamenta di tutto il percorso di studi,promozioni impegnative come raccogliere neve al polo,insegnanti che rischian di brutto a dare un brutto voto ad un alunno..
      mah..

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