L’orologiaio confuso

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Nella rubrica “L’orologiao miope” su National Geographic, un articolo sull’omossessualità nel mondo animale dimostra solo tanta confusione.

Più che miope, un orologiaio confuso.

 

“Sembra che ultimamente il desiderio dell’11% degli Italiani di non avere un vicino di casa “diverso” (Secondo il Word Values Survey) si sia momentaneamente spostato dal razzismo all’omofobia e sempre piu’ spesso si sentono frasi come “nessun animale e’ omosessuale”, “l’omosessualita’ e’ una malattia da curare”, “l’omosessualita’ e’ contro natura”. Sono tutte e tre affermazioni false, e penso sia arrivato il momento di chiarire una volta per tutte perche’.

Così inizia un articolo dal titolo “Cosa e’ veramente contro natura?” pubblicato il 23 novembre scorso su National Geographic. L’autrice si propone di dimostrare la falsità delle tre affermazioni “una volta per tutte”, un proposito davvero ambizioso che avrebbe dovuto essere preceduto da una doverosa premessa: quello che vale in altre specie non necessariamente diventa metro per valutare la “natura umana”. Mi spiego, ad esempio il fatto che gli elefanti possano bere con la proboscide non implica che se domani vedo qualcuno bere mettendo il naso nel bicchiere questo comportamento debba essere considerato per tale ragione “secondo natura”.

 

Spiegare che quindi è semplicemente errata la ragione che sta dietro all’uso della frase “nessun animale e’ omosessuale” avrebbe reso superfluo il discorso sviluppato in seguito e di cui riprendiamo alcuni tratti:

Rospi, puzzole, leoni, delfini, scimmie, giraffe, koala, lucertole, pinguini, avvoltoi e tanti, tanti altri, incluse le umili cimici dei materassi, si accoppiano con individui dello stesso sesso, in natura. I pesci pagliaccio cambiano addirittura sesso dopo una certa eta’, quindi il papa’ di Nemo presto diventera’ la sua mamma.

Dopo aver letto l’elenco degli animali presi ad esempio possiamo però dire che i rospi, le puzzole e tutto il resto della compagnia possono tranquillamente fare quello che vogliono senza che dal loro comportamento si possa trarre qualche conclusione per la specie umana, se così non fosse potremmo adeguarci anche ad altri comportamenti come passare la giornata in uno stagno o reagire emettendo puzze se disturbati e ritenerli “secondo natura”. E se poi anche il disneyano Nemo diventerà un trans, non per questo noi potremo adottare dei suoi comportamenti e facendo il bagno ci nasconderemo tra i tentacoli urticanti di un’anemone di mare che (conoscendo bene la differenza tra noi e Nemo) ci procurerà bruciori e dolori lancinanti sconosciuti al fratello pesce pagliaccio.

Ma una notizia davvero fresca risulta molto imbarazzante per chi volesse sostenere che i comportamenti degli animali possano fungere da riferimento per stabilire cosa sia “secondo natura” per gli umani, è proprio di questi giorni infatti la scoperta che tra le otarie è crescente l’abitudine di sodomizzare i pinguini, come segnalato sul Corriere della Sera del 19 Novembre scorso in “L’otaria che ama (davvero) il pinguino “:

Almeno quattro casi documentati di rapporti sessuali tra giovani maschi del pinnipede con esemplari di pinguino reale, di cui uno poi ucciso e divorato

La prima volta che è stato osservato nel 2006 nell’isola Marion, sperduto avamposto nell’oceano Indiano meridionale a 1.800 km a sud-est dal Sudafrica, gli scienziati hanno pensato che fosse il comportamento di un’otaria maschio frustrata e con scarsa esperienza sessuale. Oppure un atto aggressivo e predatorio (forse anche per gioco) che poi si è trasformato in un vero e proprio stupro. Ma quando si sono visti altri tre atti sessuali tra maschi di otaria orsina antartica (Arctocephalus gazella) ed esemplari di pinguino reale (Aptenodytes patagonicus) è sorto un dubbio: questo comportamento sta diventando diffuso tra le otarie dell’isola Marion.

Quello che sarebbe interessante sapere da Lisa Signorile, l’autrice dell’articolo su Nat Geo, è se in base a questa scoperta la zoofilia con annesso stupro, ed eventuale uccisione della vittima, debba essere ritenuta un comportamento “secondo natura”, insomma, se domani andando al Bioparco dovessi vedere un tizio stuprare un pinguino, cosa devo fare? Devo soffermarmi ad ammirare lo spettacolo della natura, secondo le linee indicate su Nat Geo, o devo invece chiamare un guardiano? Per favore sciolga questo dubbio…

Nell’intento di dimostrare che l’omosessualità non è una malattia da curare si giunge poi a ipotizzare l’esatto contrario:

Nei topi l’eliminazione del gene dall’evocativo nome “FucM” porta le femmine a cambiare orientamento sessuale e preferire altre femmine. Nell’uomo non c’e’ ancora niente di dimostrato, ma i gemelli identici tendono ad avere lo stesso orientamento sessuale.

Se una base genetica venisse confermata anche per l’uomo, come e’ probabile, si tratterebbe quindi di semplice diversita’ genetica, la stessa che porta ad avere alti e bassi, biondi e bruni, e che e’ stata positivamente selezionata dall’evoluzione per motivi che ancora non comprendiamo a fondo.

Se l’omosessualità dei topi femmina viene provocata dall’eliminazione di un gene (FucM… dei veri burloni a volte gli scienziati!) la conclusione dovrebbe essere che tale omosessualità è una malattia. Non è una presa di posizione, è solo una conseguenza logica del caso esposto su National Geographic. E se conseguentemente la diversità genetica fosse da attribuire ad una mutazione di questo tipo anche il fatto di trovare (eventualmente) tale mutazione in molti individui non renderebbe il carattere associato “normale”. Per capire il concetto basterebbe domandare ad un emofiliaco o a un daltonico se ritiene che la sua non sia una malattia. Insomma siamo di fronte ad una latro argomento “zappa sui piedi”.

Per sostenete la propria tesi l’autrice fa inoltre riferimento alle civiltà classiche o esotiche:

“L’omosessualita’ e’ contro natura”. Chi dice che l’omosessualita’ ha una base sociale ha parzialmente ragione. Non l’omosessualita’ in se’, ma l’accettazione sociale della stessa. La nostra societa’ ha le sue radici nella societa’ dell’antica Grecia dove l’omosessualita’ non era solo accettata, ma anche incoraggiata. I tempi cambiano, e ora si scende in piazza negando anche queste radici che ci hanno regalato la filosofia di Socrate e le poesie di Saffo.

Altri gruppi umani accettano e incoraggiano l’omosessualita’, come gli Etoro della Nuova Guinea, dove gli adolescenti hanno un rapporto “particolare” con un “tutor” prima di sposarsi e come gli abitanti delle isole Samoa, dove i Fa’afafine, gli ‘uomini femminili’, sono parte integrante della societa’, e allevano i nipoti senza problemi per nessuno. 

Il riferimento all’antica Grecia se preso alla lettera dovrebbe indurci a riconsiderare anche le nostre idee sulla schiavitù e sul ruolo subalterno della donna caratteristici di quella civiltà, e allora che si fa, prendiamo tutto in blocco? E già che ci siamo perché non spostarci nell’antica Roma e riconsiderare gli spettacoli con i gladiatori?

Riguardo invece ai simpatici Etoro e  Fa’afafine con le loro usanze sessuali, perché non unire alla comitiva anche i NiamNiam o Asandè, i Mangbetu, varie tribù dell’Ubanghi i Fan del Congo francese con molte altre dell’Australia della Melanesia (Nuova Guinea, Arcipelago di Bismarck, Isole Salomone, Nuove Ebridi, Nuova Caledonia, Figi), alcuni distretti dell’Indonesia (Batta di Sumatra, Daiachi di Borneo) e della Polinesia (Maori, Nukahiva, le Isole Bow, Marchesi) del sudamerica con i Caribi, Arawak e Tupi che hanno la divertente abitudine di cibarsi di carne umana? Anche il cannibalismo sembra non essere “contro natura”.

No, semplicemente dobbiamo giungere alla conclusione che neanche la presenza di determinate usanze in altre epoche e altre popolazioni è un buon argomento per valutare un comportamento.

Infine viene citato anche il rapporto Kinsey con quel dato di un’omosessualità maschile umana del 10% , un dato che è francamente un po’ poco credibile per non dire che venne ottenuto con metodi largamente inattendibili. Se vogliamo contrastare le mistificazioni della scienza citare Kinsey come fonte attendibile è grottesco.

In conclusione viene affermato che un comportamento non riscontrabile in altri animali non può essere considerato “contro natura” in quanto anche la scienza e la religione se valutate con questo metodo sarebbero “contro natura”. Caspita, qui sono d’accordo!

Ma allora, se quello che fanno o no gli animali non può essere impiegato come strumento per valutare il comportamento umano, perché non dirlo semplicemente dall’inizio e risparmiarci tutta la serie di esempi addotti?

Se veramente dobbiamo trarre delle conclusioni logiche dall’articolo apparso su National Geographic, queste indicano che ciò che ci caratterizza sono le cose che facciamo differentemente dagli animali, quindi le 1.500 specie osservate che hanno comportamenti omosessuali non li rendono affatto per tale motivo “secondo natura” per gli esseri umani.

Un articolo che in definitiva non solo non riesce a dimostrare la tesi di partenza ma che dimostra il più delle volte quella contraria e finisce col lasciare solo una grande confusione.

Alla fine si dichiara che l’articolo è stato scritto per contrastare le mistificazioni della scienza, sono assolutamente certo della buona fede che sta dietro questa dichiarazione, ma di fatto la scienza è stata ancora una volta mistificata, proprio nello stesso articolo in cui doveva essere difesa.

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Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

61 commenti

  1. Quegli esempi tratti dall’articolo sono stati ottimi spunti di riflessione, grazie Enzo. Incredibile il danno che si sta infliggendo alla scienza, natura e umanità. Una confusione… che neanche Babele!

  2. Giorgio Masiero on

    Se dovessimo andare a studiare il mondo animale per capire quali debbano essere i fondamenti della morale che presiede alla natura umana, è ovvio che – dal batterio alle scimmie – troveremmo tutto e il contrario di tutto, in ogni classe comportamentale. Questi divulgatori sono alla frutta. Sarà che sono pagati poco (alla nostra Lisa tocca insegnare per pagare le bollette, racconta; brr, se penso ai discenti di questa prof così entusiasta…) e quindi non s’impegnano abbastanza.
    Per fortuna che la tecno-scienza è un’altra cosa. E l’etica un’altra ancora.

  3. Per la civiltà greca classica ci sarebbe anche l’apologia della schiavitù da parte di Aristotele.

    Che facciamo, la ripristiniamo?

  4. Ottimo articolo! D’altro canto già il titolo della rubrica (L’orologiaio miope) chiarisce i suoi contenuti eminentemente ideologici. Un altro triste caso di manipolazione della scienza, usata per imbellettare quella che è solo cattiva filosofia.

  5. Mamma mia, quanta confusione.
    Grazie prof, perche’ anche questa volta riesce a mettere i puntini sulle ‘i’.
    Aggiungo un mio piccolo contributo.
    Oggi la neo-lingua sta riscrivendo il significato di tutte le parole.
    Ma torniamo alla radice.
    Natura viene da ‘naturus’, participio futuro del verbo ‘nascor’ = nascere.
    ‘Naturus’ = cio’ che diviene.
    Detto questo, faccio una domanda: cosa nasce da un rapporto omosessuale tra due uomini o due donne? Semplicemente nulla.
    Quindi il rapporto omosessuale e’ “contro natura”, nel senso che ho spiegato sopra.
    La controprova? Ipotizziamo una societa’ fatta di soli individui omosessuali: si estinguerebbe immediatamente secondo il meccanismo darwiniano della seleziona naturale.

    Se poi vogliamo dire che l’uomo e’ piu’ evoluto delle scimmie perche’ e’ capace di farsi i figli in laboratorio…

    • Giuseppe Cipriani on

      A ragionare nello stesso modo sorgono i paradossi… Che ne dici di una società costituita da soli frati o suore che fanno astinenza sessuale? Non ti sembra pure quella destinata a estinguersi? Dunque è anch’essa contro natura?
      Davvero certi ragionamenti lasciano il tempo che trovano…

      • E’ difficile parlare con chi non vuol capire.
        Mi pareva chiaro che qui si stesse parlando di unione sessuale tra persone dello stesso sesso.
        Ogni estrapolazione fatta in senso diverso e’ certamente libera, come lo e’ il pensiero di ciascuno, ma va per un altra strada.
        E siccome su questo sito il confronto dialettico dovrebbe essere fatto su elementi di logica, ti prego di rimanere in questo ambito, altrimenti non avrai piu’ la mia attenzione.

        Grazie.

        • Giuseppe Cipriani on

          Io, da libero pensatore, ragionavo per paradossi, tu secondo logica… Ciascuno giudichi secondo la sua volontà.

          • “libero pensatore”?????
            MUAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!
            Ma dài, Cirpiani, ancora con sti luoghi comuni?

  6. Ciao Enzo, bell’articolo.
    Oltretutto gli animali agiscono istintualmente, per riflessi condizionati, spesso senza sapere neppure cosa fanno, altro che omosessualità come la intendiamo noi umani.
    Volevo aggiungere un aneddoto che mi è capitato in casa di amici:
    Il loro cagnetto maschio ad un certo punto è salito sul divano e con le zampe anteriori ha circondato il mio braccio e poi ha simulato con il posteriore il movimento sessuale. Poco dopo ha fatto lo stesso con la gamba del tavolino…

    • Ciao Frank , mi sembra di aver capito che secondo te l’omosessualità e una scelta , ma questo è un errore grossolano che fanno molti . L’omosessuale non fa altro che, durante la copulatzione, dare accesso alla motilità secondo un bisogno istintivo che non è in grado di gestire.

      • Io ho solo sottolineato che guardare gli animali per sdoganare come “naturali” comportamenti umani è assurdo, appunto perché le bestie agiscono esclusivamente a livello istintuale/irrazionale/riflessocondizionato, a differenza di noi che abbiamo capacità razionali e morali, nonchè di volontà libera.
        Tu cosa vorresti sostenere? Che un omosessuale è incapace di controllarsi? Ti faccio notare che esistono molti omosessuali che riescono a vivere contenendosi nella loro sessualità e pure moltissimi altri che hanno cambiato orientamento vivendo da eterosessuali: dove sarebbe l’istinto insopprimibile? Del resto su questa strada si può scivolare a dover accettare lo stupro di qualche eterosessuale incapace di controllarsi… eh si sa, i bisogni istintivi.

        Quello che emerge dall’osservazione degli animali NON è affatto un comportamento omosessuale, come giustamente fatto notare da Mirko, ma detto piuttosto terra-terra, lo mettono dove capita capita… proprio perché accecati da ormoni o riflessi istintivi irrazionali, andando con maschi/femmine/altre specie.

        Se vogliamo guardare la natura, invece che agli animali che si prestano a comportamenti legati agli istinti irrazionali, guardiamo all’oggettività della biologia: un ano non ha altra funzione che la defecazione. E’ innegabile. Che poi qualcuno lo usi per altro è un altro discorso, come il naso per bere nell’articolo di Enzo.

        • Frank quelli che usano paragonare gli animali per giustificare l’omosessualità , in realtà non fanno altro che prendere una scorciatoia per non affrontare il problema alla radice . Per il resto appoggio quasi tutto di quello che hai scritto . Sta di fatto che io non volevo giustificare nessuno , ma solo sottolineare che l’omosessualità non è una scelta . Che poi se ne possa uscire è un dato di fatto , ma sicuramente non con la repressione degli istinti .

          • Emanuele, ho capito meglio la tua posizione.
            Noterei però due cose:
            -) esistono anche omosessuali per scelta: per ribellione o altro
            -) non è corretto affermare che le loro pulsioni sessuali siano irresistibili e devano per forza essere sfogate. Come ogni persona umana, omo o etero, abbiamo la capacità di autocontrollo e di decisione libera sui bisogni istintivi ed è proprio questo che ci differenzia dagli animali.
            Esiste la forte attrazione sessuale, ma non esiste alcun impulso irresistibile.
            Distinguerei perciò tra attrazione sessuale ed esecuzione materiale della sessualità.

          • Frank ti ripeto che secondo il mio punto vista l’omosessualità non è ne una scelta ne tanto meno un capriccio . Le pulsioni che io definisco irresistibili , lo sono in una certa condizione psichica che si desta a funzionare in un certo modo , ma non sono irreversibili . La permanenza delle pulsioni può essere reversibile ma a priori di un determinato lavoro introspettivo . Scusa la risposta in ritardo ma ho visto solo ora la tua.

  7. Tipico articolo ideologico che va in aiuto del vincitore, ossia del pensiero dominante che provano ripetutamente ad imporre. Chi ha letto anche il Gould di “Mismeasure of man” ricorderà le “evoluzioni” della scienza ufficiale delle varie epoche per sottoscrivere gli impianti ideologici dominanti. Diciamocelo chiaramente, la scienza ufficiale sino agli anni ’50 del secolo scorso era fermamente razzista (seguendo il darwinismo peraltro), solo da allora in poi è diventata antirazzista (nel senso stretto del termine, ossia ha accertato che l’uomo non si divide in razze, ma al massimo segue “gradienti genici”, per dirla con Cavalli Sforza).
    Ora si deve sdoganare l’omosessualità, ma i fatti parlano chiaro: nel 1973 l’OMS ha smesso di annoverare la stessa tra le “malattie”…su pressione delle prime organizzazioni di omosessuali (USA), quindi non in base a dati scientifici.
    Lo studio sui gemelli omozigoti è poi un “autogol” perché, quello che ho presente io, mostra una correlazione del solo 50%, che scende al 25% nei gemelli dizigoti e si abbassa al 12% nei semplici fratelli e quindi conferma l’importanza dell'”ambiente” nelle scelte sessuali. Che è poi è quello su cui lavora con successo da anni il famoso psicologo newyorkese Joseph Nicolosi “curando” molti omosessuali che non sono affatto “gay” , ossia felici e fieri di esserlo, ma sentendosi a disagio, si rivolgono a lui e ad altri suoi colleghi per poter diventare eterosessuali.
    Inutile ricordare come il lavoro di questi psicologi sia stato denigrato, boicottato e “silenziato” perché mette in crisi l’assunto dell’omosessualità come tendenza naturale, assunto che è diventato una colonna portante del pensiero dominante.

  8. ma la signora sa cosa avviene tra gli Etoro?
    Se non lo sa glielo facciamo sapere:

    “The Etoro believe that young boys must ingest the semen of their elders daily from the age of 7 until they turn 17 to achieve adult male status and to properly mature and grow strong.”
    http://en.wikipedia.org/wiki/Etoro_people

    Come fa la signora a scrivere di ‘adolescenti’ se queste pratiche iniziano a 7 anni?
    Cosa c’entra questo con l’omosessualità? assolutamente nulla ovviamente.
    Sono pratiche magiche e rituali accompagnate da una evidente misogenia che vede nel sesso con le donne un elemento indebolente per l’uomo (misogenia e pratiche omosessuali si trovano associate poi anche nella Grecia classica).

  9. Allora, secondo l’autrice dell’articolo, se un domani una moglie dovesse uccidere e nutrirsi del marito dopo un amplesso, quest’ultima potrebbe difendersi in tribunale adducendo che non è un atteggiamento “contro natura”, dato che le mantidi religiose fanno proprio così ?

  10. Schrodingerscat on

    L’articolo su NG è una risposta ai ***** che dicono che l’omosessualità non esiste in natura. Questo non implica i giudizi morali(stici) che state spargendo a piene mani. Per essere un sito di CRitica Scientifica avete un occhio di riguardo per la critica, ma pochissimo per la scienza.
    Vediamo se stavolta il commento passa la ferrea moderazione. Nessun commento contrario, etticredo!!!

    • 1- L’articolo su NG è una riposta sbagliata ad un’affermazione sbagliata che bastava spiegare come ho fatto io all’inizio di questo articolo.
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      2- Non c’è bisogno di apostrofare in alcun modo (anche usando degli asterischi) chi eventualmente fa affermazioni errate.
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      3- L’articolo non contiene alcun giudizio moralistico ma solo di merito nel modo in cui è stato costruito l’articolo di NG, e anche la maggior parte degli interventi non sono moralistici, ma a lei conviene dire così perché evidentemente vuol proporre una visione preconcetta di chi la pensa diversamente. CS e i suoi commentatori hanno anche in questo caso fatto fondamentalmente informazione scientifica, cosa che NG non ha fatto.
      .
      4- Il suo precedente e unico commento non l’ho passato semplicemente perché non era un commento.
      Vede, se un utente posta un link in uno spazio bianco non lo prendo nemmeno in considerazione.
      Se vuole intervenire faccia la fatica di digitare un testo in cui esprime un pensiero, non sono graditi atteggiamenti del tipo “ecco qui la verità vattela studiare”, se anche si posta un link va spiegato e ripetuto il contenuto che si vuole indicare. Nessuna censura, solo il corretto modo di intervenire in una discussione.

    • Forse sei tu, Schrodingerscat, che hai problemi di comprensione. Infatti l’articolo di NG non vuole tanto dimostrare che l’omosessualità “esiste in natura”, come tu dici, ma piuttosto che “l’omosessualità non è contro la natura” UMANA, e questo si fa prendendo come esempio vari animali. Chiaro adesso che, a prescindere da ogni giudizio sull’omosessualità, LA DIMOSTRAZIONE NON VALE?

      • Schrodingerscat on

        WIL, come ha detto il prof. Pennetta, non bisogna apostrofare chi fa affermazioni errate. Mi scuso per averlo fatto e ti chiedo di fare altrettanto.

        A me sembra chiaro, dopo aver letto l’articolo di NG, che si tratta di una risposta ad affermazioni sbagliate. In questo sono d’accordo con Pennetta. Dove non sono d’accordo, invece è dove si dice che qui il post di Pennetta ed i commenti non sono moralistici. affermazioni come quella fatta da Bonifax si riferisce alla trasposizione di concetti morali alla natura e viceversa. Nessuno ha chiesto di giustificare l’omosessualità o l’uxoricidio sulla base del fatto che entrambi avvengono in natura. Si è semplicemente preso atto del fatto che chi afferma che non esistono animali omosessuali sbaglia, così come sbaglierebbe chi sostenesse che non esistono animali uxoricidi.

        Mi scuso con Pennetta anche per aver equivocato la censura del mio post precedente. Ero di fretta e ho messo soltanto il link. Non importa, sarà per un’altra volta.

        • Io non ti ho “apostrofato”, Schrodingerscat, e quindi non mi devo scusare. Ho solo detto che hai capito male, perché l’articolo vorrebbe derivare che l’omosessualità umana è un fenomeno coerente con la natura umana dall’osservazione che alcuni animali copulano con lo stesso sesso talvolta. E questo è un sofisma.

        • @ Schroedingerscat
          Cerco di spiegarmi meglio: il mio commento non è stato un attacco moralistico, è semplicemente un parallelismo logico-razionale: se per giustificare ed accettare l’esistenza di A (per l’essere umano) si porta come motivazione l’esistenza di A anche nel mondo animale, allora si può giustificare ed accettare l’esistenza di B (per l’essere umano) dicendo che esiste B anche nel mondo animale.
          Ribadisco, la mia domanda nel mio commento precedente non significava mettere sullo stesso piano A e B dal punto di vista morale (ovviamente abissalmente distanti), ma era il cercar di spiegare che secondo me è errata l’impostazione logica sull’argomento, fatta dall’autrice dell’articolo.

  11. Giuseppe Cipriani on

    No, non relegherei solo alla sfera morale le problematiche davvero enormi che riguardano l’identità sessuale e l’identità di genere che si palesano geneticamente, e ribadisco geneticamente, nella nostra specie.
    Io dico che se c’è un campo in cui la scienza ha cominciato (per fortuna) ad approfondire e a voler capire le questioni (fino a oggi sempre trattate grossolanamente) è proprio questo…
    Sorvolo sul fatto che a partire da una semplice (e anche divertente) analisi del prof. Pennetta su alcuni spunti poco significativi e discutibili dell’articolo, si arriva nel grosso dei commenti a proporre il solito cliché omofobo, che spazia dalla fin troppo facile (e inutile) ironia fin alla convinta certezza che in questo campo (minato) si interviene curando… Brrr!

    P.s.: a chiarire un po’ le idee a chi è confuso, ma ha la buona volontà di cominciare a capire, basterebbe:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Identit%C3%A0_di_genere

    • Ma dài, Cipriani, qua si discute di cose serie, e ci vieni a proporre nientemeno che Wikipedia?
      Ma un po’ di piu’ sano “Non ci sono piu’ le mezze stagioni”, “Una volta si lasciava la porta aperta”, “Venezia e’ bella ma non so se ci vivrei” no?

    • C’è chi corre al pronto soccorso per farsi prescrivere la pillola del giorno dopo: evidentemente alcuni considerano la gravidanza una malattia da curare.. Brrr!

    • ho letto l’articolo di WP ma mi sembra che dica l’opposto di quanto tu affermi sulla componente genetica.

    • Cipriani, penna rossa.
      Si interviene curando? Dove e quando? La sua è un’affermazione che non ha riscontro nella realtà italiana.

      Mentre è vero il contrario: si interviene rieducando! Rieducando coloro che non sono d’accordo con la gender theory. Incominciando dai bambini che ancora non sanno niente, fino agli adolescenti. E qui di date e luoghi dove è già successo, a volte anche all’insaputa dei genitori, ne ho tantissime. Il motto di CS, ci piace parlare di fatti.
      Si interviene curando? Frottole ideologiche.

      • Giuseppe Cipriani on

        Caro Max, rispedisco al mittente l’accusa di frottole ideologiche…
        Forse ha letto in fretta quel che scrivevo… Chiaramente parlavo di “solito cliché omofobo, che spazia dalla fin troppo facile (e inutile) ironia fin alla convinta certezza che in questo campo (minato) si interviene curando…”, convinta certezza di molti che ciò lo credono davvero.
        Ma le pare che proprio io possa andare a sostenere che l’omosessualità è una malattia che si cura?
        Questo è ciò che ricavo (purtroppo) dalla lettura di molti siti cattolici che propongono le “cure”, le “terapie” (lei le chiama “rieducazioni”, ma per me, vecchio del mestiere di scrivere e dei mille cavilli che è possibile celare nelle parole, nulla cambia nella sostanza di ciò che biasimavo).

        • Ho capito quello che ha detto, diamoci del lei allora, non ho frainteso. Dire, come fa lei, che fa rabbrividire il pensiero di curare (forzosamente) qualcuno dall’omosessualità è una rappresentazione di qualcosa che non esiste in Italia. Dico forzosamente perche se un omosessuale vuole e pensa di poter essere curato, chi è lei per giudicare? Se uno vuole fare l’operazione può anche all’opposto pensare di scegliersi di curare. Dove la parola curare non la uso io, ma chi si sottopone deliberatamente e liberamente a sedute di questo tipo.
          In Italia nessuno forza nessuno a farsi curare, Dirlo è una frottola ideologica.
          Mentre non è una frottola forzare bambini e ragazzi a vedere in classe due omosessuali che si baciano, vedere filmati omosessuali erotici sempre in classe, ecco, questi invece sono fatti.
          Con la solita simpatia, la saluto. Evidentemente il tempo per scrivere lo ha, ma lo usa diversamente. Liberissimo.

          • Giuseppe Cipriani on

            Max, fermati un po’… Ti ho dato del lei semplicemente perché tu, nel precedente intervento, mi hai dato del lei, quindi per rispetto all’approccio tuo… Ma se vuoi non ci sono problemi, diamoci del tu.
            Stai portando il discorso fuori del contesto iniziale (chi ha mai parlato di cure forzate?), stai ampliando la materia portando altri esempi… E cosa centrano gli esempi ultimi che hai fatto? Se ti dicessi che al riguardo la penso esattamente come te, come la metti?
            Sul tempo che ho per scrivere non l’ho mica capita, sai. Perché fai il piccato? Penso di avere il diritto di usarlo come meglio credo il mio tempo, e se questo ti dà fastidio per qualche ragione tua mi spiace, ma non so che farci…

        • Va bene, faccio un bel respiro e mi fermo. Rabbrividire per il pensiero di alcuni Senza nominare i fatti violenti di altri lo trovo politicamente corretto. Delusione personale, non ci posso fare niente.

  12. Nessuno si è soffermato a specificare che questi fantomatici atti sessuali osservati in 1500 specie (che sono un po’ poche paragonate alle milioni presenti in natura) sono, più che altro, atteggiamenti di animali bisessuali (perché molti animali che non disdegnano il rapporto con il maschio sono stati visti andare anche con le femmine), che quindi non hanno nulla a che vedere con l’omosessualità umana: un gay, secondo quanto dicono, è attratto solo ed esclusivamente dagli uomini.

    Senza contare poi, che nella maggior parte dei casi si tratta solo di semplici episodi di puro e semplice sfogo dettato dall’istinto; al pari del cane che cerca di inchiappettarsi la gamba del padrone, o dell’elefante stracolmo di testosterone che tenta di ingropparsi un rinoceronte.

    Del resto, gli animali sono soliti cimentarsi in atti da noi ritenuti disgustosi, tipo l’incesto, l’infanticidio e il cannibalismo, e perciò non li imitiamo.

  13. Almeno Cipriani è coerente, su Galileo attinge dai programmi che riportano la storia scritta dai “vincitori” seguendo la storiografia illuminista che ha generato il pensiero dominante, senza ascoltare le altre campane dissonanti e sull’omosessualità non può che attingere da Wikipedia che non è certo il tipo di sito che può permettersi di controinformare su una questione così delicata per il “politicamente corretto”.
    Ovviamente in tale contesto l'”Eppur si muove !” di Galileo è stato realmente pronunciato dal grande scienziato credente e non già inventato da Giuseppe Baretti in epoca illuminista e in funzione anticattolica (il che la dice lunga sulla qualità della “vulgata” storica sul “caso Galileo” a cui attingono da secoli i meno informati). Analogamente i “riconvertiti” all’eterosessualità da Nicolosi e altri esistono eccome e già alcuni anni fa assommavano a oltre 4000…; che dire dunque ? Anche se lo si vuole negare e nascondere, davvero in questo caso qualcosa si è mosso e si muove…

    • Giuseppe Cipriani on

      Su Galileo posso rifarmi tranquillamente anche a Giovanni Paolo II, che in un momento di grande generosità ha detto una verità indigesta a tanti… Di quell’eppur si muove, ne risponda chi lo ha strumentalizzato, non certo il sottoscritto, che sa distinguere, per fortuna, le fiabe dalla realtà, la religiosità di facciata dalla spiritualità che arricchisce…
      Sui riconvertiti all’eterosessualità, ognuno è libero di esercitare la sessualità che lo fa più felice… Sempre nel rispetto della dignità dell’altro inteso come persona.

      • Siamo alle comiche finali, come direbbe qualcuno…
        Di quell’eppur si muove, ne risponda chi lo ha strumentalizzato, non certo il sottoscritto,
        MA SE LO HAI APPENA FATTO!
        Ancora una volta si dimostra l’eccezionale razionalita’ di J. Ratzinger che predicava prudenza in quel gesto, che il “passionale” e “spirituale” Giovanni Paolo II ha invece voluto fare, temendo l’incomprensione dei piu’.
        E difatti anche tu non hai capito nulla…

        • Giuseppe Cipriani on

          E un bravo a chi capisce te… Io, davvero, non ce la faccio. Ma sono disposto a impegnarmi: riprova a spiegarti con parole più semplici, per favore.

      • Cipriani ti ricordo che l’omosessualità non è una scelta di vita , non è una moda che posso decidere o no di seguire . Vedo che questo punto viene continuamente trascurato , eppure dovrebbe venire prima di ogni discussione .

        • Giuseppe Cipriani on

          A me lo ricordi? Per me questo è ovvio.
          Ricordalo/spiegalo piuttosto a quelli che non l’anno ancora capito o riconosciuto, per favore.
          Ricordalo a quelli che sostengono che un omosessuale può diventare/tornare eterosessuale attraverso la rieducazione… A quelli ricordalo, non a me.
          P.s.: l’equivoco è nato, forse, perché accettavo che uno potesse sentirsi felice di essere rieducato, ma la intendevo piuttosto come una felicità dovuta alla gratificazione di sentirsi di nuovo accettato dalla società che riconosce l’omosessualtità come deviazione dalla norma… Spero di aver chiarito.

          • Non mi pare che S. Giovanni Paolo II fosse uno storico di professione, piuttosto fu un uomo generoso che volle porre fine unilateralmente alle polemiche sulle colpe storiche della Chiesa e come al solito si guarda il dito e non la luna che viene indicata, perché quel gesto ha fatto capire per contrasto che da parte dei numerosi eredi delle varie ideologie che hanno colpe storiche ben maggiori è davvero improbabile che arrivino delle scuse. Una superiorità storica e morale del cattolicesimo che i suoi avversari sfruttano meschinamente “dimenticandosi” delle loro enormi colpe storiche o fingendo di non aver nulla a che fare col passato.
            Quanto a Nicolosi, si è dedicato agli omosessuali perché, prima alla spicciolata, poi sempre più numerosi, hanno chiesto a lui, un professionista (ateo per giunta), di risolvere il loro disagio e questo ha finito per farlo diventare uno specialista in questo campo. Ma alla base c’è la richiesta di aiuto, perché si può nascere con una predisposizione verso l’omosessualità, ma l’ambiente è importante quanto lo sono i geni nel determinare gli orientamenti sessuali definitivi.

          • Giuseppe Cipriani on

            Non sono equiparabili…

            Vedi, la Chiesa, per me, è qualcosa di diverso di un totalitarismo che è morto… La Chiesa è viva e ha travalicato due millenni di storia… I totalitarismi sono per molti versi morti e quelli che ancora rimangono, purtroppo, come possono chiedere scusa? Sarebbe, questo sì, un vero miracolo.
            E poi, chi dovrebbe chiedere scusa a nome di un totalitarismo morto? O di un qualsiasi regime dittatoriale che ha dimenticato di rispettare la dignità umana? Io? Io posso essere perfettamente d’accordo che essi (i totalitarmi) rappresentano le sconfitte di una società umana e mi fermo lì.
            Giovanni Paolo II non è stato uno storico, come non è stato uno scienziato, e quel che ha fatto, l’ho detto io per primo, è stato di una generosità inaudita, frutto più di un ispirazione dell’anima (per chi ci crede) o della coscienza, che di tanti calcoli a tavolino… Non per nulla ha rotto gli schemi rigidi che ancora oggi, guarda caso, vedono in quel gesto un atteggiamento remissivo e poco in sintonia con la realtà storica dei fatti…
            Sul resto, ho già detto la mia e non voglio ripetermi.

          • Cipriani il fatto che all’origine del l’omosessualità ci sia un impulso irresistibile che spinge un individuo ad accoppiarsi con un soggetto dello stesso sesso, non vuole dire che la persona coinvolta da questa divergenza non potra mai liberarsi da questa anomalia attraverso specifici percorsi. Ci sono centinaia di casi a sostegno di quello che dico e fior di dottori specializzati nella cura di questa patologia . Tuttavia hai ragione a dire che non è una scelta l’omosessualità e quindi non va condannata, ma ti sbagli a credere che sia una condizione irreversibile .

  14. Per me ognuno puo’ fare quel che preferisce (nei limiti ok). Ma su una cosa non transigo: io, cittadino, pago le tasse allo Stato. Lo Stato poi REINVESTE quei soldi. Se i miei soldi vanno ad una coppia etero, posso SPERARE di aver fatto un investimento sulla loro POTENZIALITA’ di creare figli, cioe’ RICCHEZZA.
    E’ straordinario come tanti comunisti si castrino mentalmente e rinneghino addirittura il concetto di proletariato.
    Oppure piu’ semplicemente espongono la loro vera natura elitarista. Io non ricordo quando ho conosciuto l’ultimo comunista col senso della carita’.
    Invece conosco molti comunisti che quando tiro in ballo il proletariato circa le coppie etero, ad un tratto si scordano di avere il dono della parola.
    Circa la neo-lingua invece, faccio notare come si cerca di passare impunemente dal “difendere la dignita’ personale” all’invocazione dei suddetti diritti di coppia omosessuale.
    Oh, questo in fondo va a braccetto con la accurata confusione, quando si parla di prostituzione, tra schiavismo e “mestiere antico”. Si vuol sempre fare di tutta l’erba un fascio.
    Turing era omosessuale, un genio ma e’ stato trattato in maniera abominevole. QUESTI sono i problemi da spazzare via. La discussione su eventuali “diritti conformi alle coppie etero” DEVE stare su un altro piano, non puo’ stare sul piano della persona.
    Gradisco poco le liturgie religiose. Gradisco poco quella cattolica. Ma gradisco ancora meno quella comunista, che con la scusa dell’anticlericalismo sta effettivamente creando una neo-lingua dove il nocciolo e’ la confusione e l’impossibilita’ di capirsi (come si fa a discutere con chi per decenni ha storpiato i concetti seguendo i dettami della kultura in cui vive). Chissa’ se e’ un caso. Oppure no… (le societa’ di Orwell sono tutte comuniste eh!).

    • ciao Fabio , tu dici “E’ straordinario come tanti comunisti si castrino mentalmente e rinneghino addirittura il concetto di proletariato.”

      riguardo a questo tuo dubbio posso risponderti così : leggi cosa spiega il Mario Mieli sulla natura del comunismo e il suo programma in questo postcomunismo. “elementi di critica omosessuale” è il manifesto del nuovo comunismo che nei proletari ha visto sempre una classe da sterminare. i proletari sono stati le prime vittime del comunismo.

        • prof , non vedo il commento sul Mieli che ho postato prima del mio ultimo, ma era importante per rispondere a Fabio.

          forse è in spam.
          dicevo : Fabio per rispondere al tuo dubbio sul perchè i comunisti si castrino andando contro al proletariato, ti invito a leggere “elementi di critica omosessuale”

          io lo trovo illuminante sulle dinamiche del nuovo (o forse vero!) comunismo.

          • Grazie Rocco. Niente paura, a me non “puzza” nessuna argomentazione (sono le liturgie che mi puzzano). I link sono molto interessanti (bello il chiamare gli anarchici “di destra”). Pero’ un po’ dispersivo, un po’ tanto vasto, poi mi rimane poco in testa.
            Ma, ripeto, grazie, ottima lettura i link. Non ho ancora cercato “elementi di critica omosessuale”.

          • Caro Rocco
            la critica all’anarcocapitalismo, che trovo economicamente affascinante come posizione, è affrontato però in maniera parziale; a titolo d’esempio non si cita neppure una volta nelle note Murray Rothbard, che pure è l’esponente più importante di questa corrente di pensiero. Glielo cito perchè nella critica, che anima l’articolo da lei segnalato, si insiste molto sull’assenza di etica in un contesto liberale, cosa che invece è caratterizzante la scuola austriaca ad esempio nella concezione della moneta (si cita solo Hayek che fu sostenitore di un approccio “irrazionalista”). Poichè è prossimo il Natale mi permetto di suggerirle, se l’argomento la interessa a sufficienza, il libro “La Chiesa e il Mercato” di Thomas Woods Jr; l’autore è un anarcocapitalista, come avrà potuto immaginare, e un cattolico tradizionale. Ecco quest’ultima caratteristica dell’autore credo possa incentivarla alla lettura.
            Le lascio al fine un link se cerca il titolo che le ho indicato nel sito può trovare l’introduzione e parte dei capitoli.

            http://vonmises.it/

            Mi auguro che ciò possa aiutare lei ma in realtà, l’invito è esteso a chiunque sia sufficientemente curioso sull’argomento, a sdoganare l’idea del liberale alla Scrooge .

  15. ho visto l’altro ieri il video delle foche ursine molestatrici … lo stesso autore dello studio si definiva sconcertato , un po perche definiva la cosa brutale, poi spiegandola forse come un atteggiamento di confusione con la caccia o anche solo di sotto missione. comunque l’atto era considerato innaturale.

    • rileggendo ho scritto innaturale, in realta mi pare che dicesse brutale… e in effetti era una vera e propria violenza subita dal pinguino. eppure gia usare la parola violenza secondo me significa applicare agli animali categorie di giudizio umane. un leone che uccide è violento? in natura non esiste violenza se non agli occhi dell’uomo. Addurre atti animali a spiegazione o giustificazione di atti umani e viceversa non serve a nulla.
      inoltre questo mi conferma che condividiamo l’habitat con gli animali, ma che siamo anche altro da tutto il resto delle creature, o meglio il resto degli esseri viventi…così non passo da creazionista!
      la parola creatura implicherebbe un creatore…

  16. Demenziale l’articolo di Nat Geo..
    Anche facendo finta che non abbiano scritto corbellerie(e sia tu Enzo che altri nei commenti l’avete ben sottolineato) va ancora una volta precisato che c’è differenza fra comportamento omosessuale e l’omosessualità,che generalmente si dovrebbe intendere riferita esclusivamente all’uomo (homosexual:sexually attracted to people of the same sex.)
    Quindi possiamo riscontrare comportamenti omosessuali(homosexual behaviour)negli animali ,ma non potremo mai dire con cognitio causae che un animale è omosessuale.
    È sbagliato a priori.Qualunque idea,morale,etica,idea uno abbia.
    (Va da se che un giornalista o altro può usare per visibilità o altro termini come gay o lesbica,comunque virgolettati,usandoli a sproposito,ma poi deve ben specificare altrimenti fa disinformazione o comunque sbaglia)
    A monte c’è sempre Enzo secondo me il solito errore di usare troppo in libertà le parole e in fondo far sì che esse estesse non voglian dire poi molto e peggio che ognuno ,anche non sapendolo,abbia la convinzione di sapere cosa indica uno specifico termine.
    Quindi la frase “nessun animale è omosessuale” è vera,ma senza bisogno di argomentarla,per semplice definizione.

    • Certamente il problema sono proprio le parole in libertà, non ci stupirebbe vedere certi ragionamenti in un commento su un post, vedere però che su Nat Geo possano passare cose del genere lascia davvero perplessi.
      Immagino che esista anche un caporedattore e che quindi anche lui non abbia trovato niente di poco scientifico nell’articolo.

    • Leonetto ha ragione. Ma anche volendo ammettere in linea teorica che possa esistere l’omosessualità negli animali, quale sarebbe l’evidenza empirica di animali che preferiscono comportamenti omosessuali a quelli eterosessuali per tutto l’arco della loro vita? non mi pare che ci sia, si tratta di comportamenti occasionali per dar sfogo agli istinti. Lasciando da parte gli animali che cambiano sesso come i pesci pagliaccio perché non c’entrano proprio niente, evidentemente sono fatti così e comunque omosessualità e transessualità sono cose diverse, omosessuale è un essere umano biologicamente appartenente a un sesso che prova attrazione esclusiva o decisamente prevalente per il proprio stesso sesso. Davvero parole in libertà.

  17. Un articolo demenziale. Ormai la natura da prendere come riferimento è quella animale. Secondo natura è diventato secondo natura animale e questo perché l’animale è diventato più importante dell’essere umano. Non c’è che dire un bel salto di qualità! Dalla scimmia all’uomo e dall’uomo all’otaria, ai rospi, puzzole, leoni, delfini, giraffe, koala, lucertole, pinguini, avvoltoi etc, etc…….

  18. Pingback: L’orologiaio confuso | Il blog di Giorgia Petrini

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