Da oggi liberamente disponibile il PDF di: “Lazzaro Spallanzani e Gregor Mendel alle origini della biologia e della genetica”

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Per rendere disponibile al maggior numero di persone i contenuti del libro “Lazzaro Spallanzani e Gregor Mendel alle origini della biologia e della genetica”, si è scelto di renderlo disponibile gratuitamente.

 

Due grandi uomini di scienza ma anche due uomini di fede e due sacerdoti: questa, in breve, la storia di Lazzaro Spallanzani “il principe dei biologi” – e di Gregor Mendel – il monaco giardiniere, appassionato di meteorologia, di apicoltura, padre della genetica. Compito del libro che si va a proporre è ricostruire la loro vita, le loro radici, il contesto storico in cui vissero, l’ambiente in cui operarono, per fornire un ritratto a tutto tondo, affascinante e curioso al tempo stesso.

Dopo aver pubblicato nei giorni scorsi alcuni brani del libroLazzaro Spallanzani e Gregor Mendel. Alle origini della Biologia e della Genetica“, per mettere a disposizione di tutti il racconto di come questi due grandi personaggi della storia delle Scienze naturali operarono, i due autori, Francesco Agnoli ed Enzo Pennetta, hanno deciso di rendere disponibile gratuitamente il testo integrale in versione PDF il cui download potrà essere liberamente effettuato al seguente link: Lazzaro Spallanzani e Gregor Mendel

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31 commenti

  1. Carissimi Minstrel e V-
    sono io a dire grazie a voi per il lavoro importantissimo che svolgete nei dibattiti che nascono sui temi degli articoli!

    • Figurati.
      Peccato per la scadenza di commenti.
      Stavamo preparando una rispostina a Luigi circa il corvo che, per la scienza, pare abbia “il concetto di utile”… eh va beh, sarà per la prossima volta. 🙂
      Tanto per quanti esperimenti faranno sugli animali, il reale non cambia. E il reale risponde alla massima tomista “agere sequitur esse”.
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      Accidenti… ne approfitto! 😛
      Ogni essenza si caratterizza per una sua differenza specifica la quale si manifesta in operazioni peculiari. Ad esempio l’essenza umana ha caratteristiche precise che la sostanziano: il pensiero a concetti, l’unione di essi in giudizi e il procedimento logico da un giudizio all’altro basato sul modo di essere universale della realtà conosciuta nel pensiero.
      E da qui tutte le altre caratteristiche: il linguaggio (inteso in senso universale), conoscenza di relazioni e conoscenza di oggetti immateriali, astrazione.
      Un animale non ha nulla di tutto ciò.
      E ancora: anche se esistesse un animale che ha un intelletto del tutto pari a quello dell’uomo, significherebbe solo che anche lui ha facoltà intellettive immateriali e non che l’uomo ha facoltà esclusivamente sensibili…
      Semplicemente quell’animale proverebbe di avere l’intelletto paragonabile a quello umano semplicemente con il suo agire. Senza addestramento, senza esperimenti esterni di uomini dai quali GLI UOMINI che sperimentano ASTRAGGONO concetti da comportamenti.
      E dunque sarebbe banalmente una nuova forma umana, non più un semplice animale.

      • “Un animale non ha nulla di tutto ciò.”
        Mi pare un pregiudizio.

        Il video è quello e ci sono tanti video analoghi, in cui i corvi o primati etc… mi sembra proprio dimostrino di avere quella qualità (non parliamo di quantità) di pensiero e non solo immaginazione come erano definite nel tuo link.

        Se la qualità umana è capire che un solido a 1002 facce è diverso da uno da 1000 facce, allora il corvo che utilizza un’asta di 10.5cm anzichè un’asta di 10cm dimostra di capire la stessa cosa.
        Ancora di più quando lo fa per risolvere un problema praticamente astratto: mettere sassolini in una gabbia (trasparente!) e tirare fuori un oggetto nella gabbia, quando mai puoi immaginare una cosa del genere? Se provassi a farlo a mio nipote piccolo lo stesso test, non sono sicuro lo passerebbe! Già ho dei dubbi sulle mie di abilità!

        Ancora più pazzesco è secondo me, quando i corvi (ma tutti gli animali domestici) riconoscono individui e perfino espressioni degli umani. Io mica sono in grado di vedere se un corvo è allegro o no, come fa lui? Non è qualcosa di astratto riconoscere lo stato d’animo, perfino di un altro animale? Quando lo facciamo noi, che appunto sicuramente pensiamo (anche se io ho ancora dei dubbi che la mia qualità di pensiero sia come quella di altre persone che sanno molta matematica), lo facciamo pensando e astraendo. Perchè per un animale che ha un cervello relativamente simile al nostro (non è fatto di silicio, ma sempre di materia grigia e bianca!) dovrebbe essere dissimile?

        Il linguaggio (umano, perchè lui comunica con gli altri corvi in altro modo) non ha alcuna rilevanza in questo ed è solo un pregiudizio soggettivo.
        Come se io pensassi che tu non vai in bagno, perchè non ti ho mai visto andare in bagno. O se tu pensassi che io non sono umano perchè faccio cose diverse da te.

        Mi sembra che l’interpretazione di quel tizio a cui piace ritorno al futuro, nel caso che la sua tesi (che però non ho letto) sia che solo gli uomini pensano e gli animali immaginano, sia decisamente alle corde considerato tutto questo.
        Uno poi può usare i paroloni che desidera, ma sempre di qualcosa che non esiste sta parlando.

        • Non è un pregiudizio, è il reale che parla.
          Un corvo è umano? Che agisca come uomo fa, in tutto e per tutto e non è un problema!
          1 – Dia prova di saper concettualizzare enti reali ed ideali (!) e non di compiere azioni che uno che sa concettualizzare – leggasi uomo – può interpretare personalmente – lui e lui solo – come concettualizzazioni.
          2 – Dia prova di formulare quindi giudizi sopra questi concetti di enti reali da una parte e ideali (!) dall’altra, in modo uguale a quello umano.
          3 – Dia quindi prova di collegare giudizi diversi su concetti reali ed ideali mediante una modalità che i tomisti ritengono universale della realtà conosciuta nel pensiero che si chiama logica.
          Come possa “darne prova” un corvo non lo so poiché ogni prova raccolta dagli scienziati passa dal loro naturale concettualizzare tale prova. Questa concettualizzazione è pregiudizievole di critica epistemologica. Quella si è pregiudizio immotivato filosoficamente.
          Ma ammettiamo che il corvo dia prova semplicemente inventandosi un linguaggio che possa essere compreso da noi uomini. Quindi?
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          Quindi: bravo corvo! O meglio… bravo chi l’ha creato umano.
          A quel punto, tanto di cappello, potremo dire che quel corvo (quello! perché finora altri non hanno avuto tanto ardire) significherebbe solo che anche lui ha facoltà intellettive immateriali, non che (come sembra pretendere il tuo materialismo contradditorio) tutto dipenda dalla materia con la quale è “fatto” il cervello.
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          Tant’è che in un prossimo futuro la pretesa atta a sminuire l’uomo (perché questa a me appare) non sarà più sugli animali (tanto oramai è inutile), ma sulla AI della deriva transumanista. La creazione di un robot che illude in modo grandioso l’intelletto tomisticamente inteso dell’essere umano è considerabile “animata”?
          E si potrà “spegnerla” semplicemente staccando la corrente?
          E potrà ricevere i sacramenti se lei li chiederà?
          Wow, belle domande.
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          Nel frattempo godiamoci questo film davvero niente male
          http://it.wikipedia.org/wiki/Lei_%28film_2013%29
          E questo capolavoro di steven wilson (che Dio lo benedica).
          https://www.youtube.com/watch?v=n8sLcvWG1M4
          Lasciamo che i corvi non cantino a questo punto!
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          Anyway stiamo infangando il thread. La finisco qui. 🙂

          • Vuoi una prova impossibile, ma che nulla dice a proposito di come pensa il corvo e se il corvo o no sappia pensare. E mi sembra proprio che anche se mi levassi la maschera e scoprissi che io sono un gorilla danzerino, non ti basterebbe come prova e addurresti qualche altra stampalata filosoferia…
            Si diceva che la prova sarebbe dimostrare il distinguere 1000 da 1002, e il corvo lo fa, ora ce lo si rimangia e si sposta la definizione? E’ un budino scivoloso in cui l’unica cosa fissa sono i pre-giudizi, mica una discussione questa!

            Secondo la definizione di pensiero che avevi linkato, è ovvio che il corvo pensi, anche senza inventarsi di parlare (ci sono uccelli che parlano linguaggio vocale, e gorilla che parlano linguaggio dei segni), è meno ovvio che un infante pensi.

            Non consideriamo l’infante umano perchè non soddisfa, nè uno nè due nè tre di quello che tu reputi necessario per definire l’umano? E gli autistici pure loro, non avendo nè uno nè due nè tre non sono umani?

            Mi sembra davvero molto, molto limitato. Molto vicino al nazismo.

            Poi la questione non è se un corvo sia umano, un corvo non lo è a prescindere anche se parli, faccia la matematica e il giudice della corte suprema, perchè un uomo non è solo pensiero, anzi. Le specie sono definite in base al codice genetico mica in base a soggettivi attributi.
            La questione E’ se un corvo pensi, e l’attività di pensiero, intesa come distinguere 1000 da 1002, non c’entra nulla con delle prove che chiedi e coi punti 2 e 3.

            Della pagina non abbiamo molte altre possibilità se chiudono quella prima.

          • Minstrel e Luigi, apprezzo moltissimo la preparazione che dimostrate e la vostra opera di analisi filosofica dei contenuti.
            Avrei voluto anch’io replicare ad un paio di commenti ma il tempo prestabilito è scaduto e non voglio violare io stesso le regole del sito.
            Come avete già detto, sarà per un’altra volta, tanto le occasioni non mancheranno.

          • Stiamo preparando una risposta articolata insieme a V- ai qui pro quo di luigi qui palesati.
            probabilmente la pubblicheremo su croce-via a breve in modo da non sporcare il thread.
            grazie a te Enzo dello spazio che concedi! Come dici tu ci sarà modo di riparlarne anche qui.

          • Comunque come piccolo appunto, grazie per la canzone, non la conoscevo e bel filmato.
            Precisamente che corvi e altri animali vengono investite di caratteristiche magiche e catartiche, oppure con tanta empatia come nel caso delle scimmie su cui è quasi vietato sperimentare e mangiare, un motivo ci deve pur essere.

            Io di filosofia non capisco niente, è solo una questione di evidenza. E ancor prima dell’intelligenza artificiale bisognerebbe capire gli animali, che sono molto più simili a noi e già, come questa discussione dimostra, ci capiamo poco.
            .
            Her poi è un bellissimo film sotto tutti gli aspetti. La sceneggiatura è appunto profonda, e la fotografia carta da zucchero e calze a rete di Van Hoytema di solito mi da fastidio: usata in molti corti pretenziosi che vorrebbero compensare con lo stile ciò che manca di contenuto, ma in questo caso è così azzeccata e in armonia col tema e il tempo. E’ uno dei film che consiglio come icona di stile contemporanea…

          • Why not. 🙂
            Lo sta scrivendo V- alla fine. Una volta pronto si potrebbe fare una pubblicazione contemporanea oppure qui da voi e da noi si linka (visto che è argomento affine al progetto di traduzione dei post di Feser sul mind/body problem avviato da poco). Vediamo. 🙂

    • Irene, questa è una considerazione che mi ha fatto particolarmente piacere.
      Il testo è breve e agile, credo che sia adatto per le esigenze dei ragazzi.
      Magari poi mi faccia sapere…

  2. Spallanzani, Mendel, Darwin… lotta tra ideologie o pura questione scientifica?
    I miei complimeti comunque al prof. Pennetta per rendere il suo testo disponibile a tutti, sono sempre stato un convinto sostenitore dell’open source, anche se so che con un pochino di diritti d’autore pure l’uomo campa…

    • Alla prima considerazione posso solo rispondere che le due cose in questo campo si intrecciano che a noi piaccia o no, allora che almeno ciascuno possa avere il massimo degli elementi per farsi un’idea propria.
      E grazie per la seconda considerazione, anch’io la penso come lei, compatibilmente con le restrizioni imposte dalle case editrici. Per questa volta abbiamo ottenuto il permesso.

    • Come dicevo sopra, per me l’importante è far girare idee e conoscenze, il piccolo volume è a mio avviso ricco di informazioni utili ma non era disponibile presso tutte le librerie e allora abbiamo provato questa strada per la quale l’editore Cantagalli ha dato l’assenso.

  3. Questo e’ davvero un bel gesto! Ringrazio sia Lei che il Dott. Agnoli.
    D’ altra parte la sua grande determinazione nel voler contribuire a difendere la scienza dalle ideologie scientiste traspare gia’ in maniera evidente dal grande lavoro che svolge in questo sito: trovo ammirevole la pazienza e l’equilibrio con cui lei replica a quegli interventi provocatori, cervellotici e prevenuti che fin troppo spesso appaiono nei dibattiti relativi agli articoli che qui vengono pubblicati. Occorre essere persone di un certo livello per non perdere la calma di fronte a certi atteggiamenti e per evitare di far scadere i contenuti del dibattito.
    Grazie ancora per il suo lavoro paziente, ordinato e qualificato che continuo a seguire con grande interesse.

    • Grazie a te Lucio, se davvero quello che hai descritto è quanto si riesce a fare su CS posso essere più che contento.
      A te, come agli altri amici di CS, chiedo di esserci con i vostri commenti per rendere ricchi i confronti.
      Un caro saluto.

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