Marx e Darwin: critica alla critica di “DuFer” al libro di Gabriele Zuppa

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Una diretta su Youtube mostra i luoghi comuni e gli errori diffusi tra i sostenitori del darwinismo

Eccone una breve analisi

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Torniamo a parlare del libro di Gabriele Zuppa di cui ci siamo giò occupati su CS in Gli strani casi del Dr. Darwin e di Mr. Marx e in Come si fa scienza oggi? Per sentito dire, questa volt lo spunto viene dall’attenzione che gli è stata dedicata su un canale Youtube dedicato alla filosofia denominato Rick DuFer dal nome dell’ideatore Riccardo Dal Ferro definito su Repubblica “filosofo pop“.

La puntata intitolata “Recensione de “Gli strani casi del dr. Darwin e di mr. Marx” di Gabriele Zuppa” è del 17 gennaio 2016:

Riccardo Dal Ferro premette subito che il video è un “chiarissimo e limpido” invito alla “non lettura” del libro, affermazione in sé molto discutibile in quanto i libri vanno letti sempre, a maggior ragione quelli che sostengono tesi con le quali non siamo d’accordo altrimenti si fa solo apologia del pregiudizio.  Dal Ferro spiega poi che si tratta di una “live” che avrebbe voluto non fare perché in genere ignora le critiche al darwinismo (vecchia abitudine dei darwinisti non parlare mai delle critiche), ma che si è deciso a realizzare perché dopo aver scritto del libro su Facebook molti sono intervenuti in difesa del lavoro di Zuppa, a suo dire, insultandolo. Purtroppo non è possibile constatare di persona il tipo di confronto di cui parla in quanto Dal Ferro ha rimosso la pagina perché “indecorosa”.

Successivamente lo stesso Dal Ferro ha scritto anche alcune righe di critica al libro di Zuppa su Bufale.net lamentando nella live che anche qui si è avuta una “caterva di critiche inutili e insulti”.

L’articolo è consultabile sulla pagina di Bufale.net ma la “caterva” di commenti e insulti si riduce a solo 4 interventi di cui due sono risposte dell’autore dell’articolo e di cui una su un refuso, come è possibile constatare dal seguente screenshot:

La “caterva” di insulti lamentata appare dunque un’invenzione, cosa che lascia perplessi.

Dal Ferro riferisce anche di critiche a lui mosse (non insulti) che non compaiono su Bufale.net e a questo punto non trovandone traccia non resta che pensare ad una rimozione dei commenti stessi, operazione in ogni caso scorretta per un sito serio.

Detto questo, Dal Ferro informa che alla live era stato invitato lo stesso Gabriele Zuppa che però ha in un secondo tempo declinato l’invito motivando tale decisione con la sensazione che lo stesso Dal Ferro cercasse lo scontro. Ma Dal Ferro è di un’altra opinione, secondo lui Zuppa avrebbe evitato di partecipare perché senza argomenti.

Ma perché mai Zuppa avrebbe dovuto sospettare che Dal Ferro avrebbe cercato lo scontro? Non so chi lo abbia consigliato in tal senso, ma a giudicare da un video pubblicato dallo stesso Dal Ferro una settimana dopo, il 21 gennaio, Zuppa aveva le sue buone ragioni. Nel video in questione si fa riferimento alla registrazione del 17 sul libro di Zuppa nonché al libro del filosofo Thomas Nagel “Mente e cosmo” e la parola insistita fino al parossismo per argomentare al riguardo è “stronzate“.  Se questo è il modo con il quale da Dal Ferro vengono apostrofate le idee degli altri, tra cui quelle di un filosofo di rilevanza mondiale come Thomas Nagel, sembra proprio che Zuppa ci abbia visto bene ad evitare di presentarsi sul canale per la live. (Qui di seguito la “Storia universale delle stronzate”):

https://youtu.be/rlM0xEzU8e0

“Le stronzate sono ovunque, invasive, onnipotenti, onnipresenti…” sentenzia Dal Ferro nel video, evidentemente convinto che le sue affermazioni dovrebbero fare eccezione a tale onnipresenza.

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Ma veniamo alla critica che viene fatta specificamente al libro di Zuppa nella puntata del 17 gennaio, quando al minuto 11,00 circa Dal Ferro contesta la quarta di copertina del libro di Zuppa in cui si afferma:

La teoria dell’evoluzione di Darwin è un coacervo di contraddizioni che la invalidano.

Secondo Dal Ferro questa frase posta nella quarta di copertina che dovrebbe essere una “captatio benevolentia” (sic) anziché “benevolentiae”, errore ripetuto due volte, sarebbe un pugno nello stomaco per una persona che conosca un po’ di epistemologia. La cosa viene così motivata:

“il fatto che una teoria scientifica abbia delle contraddizioni non significa che essa non sia valida perché dire questo significa non aver letto o non conoscere, o far finta di non conoscere tutta l’epistemologia del ‘900 perché se noi leggiamo Kuhn, Popper, Feyerabend, potrei citarne altri cento, ci accorgiamo che una teoria è scientifica in virtù delle contraddizioni che vi sono al suo interno perché altrimenti dovremmo rigettare tutta la fisica quantistica e una serie di teorie che vivono delle contraddizioni in quanto le contraddizioni sono il luogo in cui altri contributi possono innestarsi per far progredire il discorso…”

Questo passaggio di Del Ferro appare davvero sorprendente, a suo parere una teoria è scientifica perché ha delle contraddizioni, il che equivale a dire che in assenza di contraddizioni non si ha teoria scientifica. Ma una contraddizione sarebbe in realtà fatale per una teoria che non può affermare contemporaneamente A = B e A ≠ B, infatti il citato Karl Popper pone come requisito per la “scientificità” di una teoria il criterio di falsificabilità, cioè il poter stabilire un fatto che se verificato possa contraddire e quindi invalidare la teoria stessa. Quindi il criterio di falsificabilità di Popper altro non è che una fatto che possa “contraddire” la teoria stessa e quindi non solo non è vero, come afferma Dal Ferro, che una teoria “è scientifica in virtù delle contraddizioni che vi sono al suo interno” ma semmai è vero il contrario,  che cioè una teoria scientifica viene invalidata nel momento in cui si verifica un fatto che la contraddice.

Successivamente Dal Ferro torna sul rifiuto di Zuppa ad entrare nella diretta contestandogli di essere uno che usa toni polemici (evidentemente definire ossessivamente “stronzate” gli argomenti altrui non viene ritenuto polemico). Viene a questo punto da lui posta una seconda domanda a Gabriele Zuppa sull’affermazione che il libro sarebbe la prima vera critica concettuale alla teoria che ne farebbe un “fallimento di successo”. Da notare che la domanda che viene posta, dopo tale e non pertinente premessa, non è sul contenuto del libro ma inaspettatamente sul fatto che Gabriele Zuppa compaia nel Comitato direttivo della casa editrice del proprio libro. Ovviamente Zuppa è assolutamente libero di stampare un libro per una collana (animAMundi) della quale è nel Comitato direttivo, quindi cosa intende dire Dal Ferro? Quel che Dal Ferro vuol dire è:

“io mi chiedo, le riviste scientifiche, cioè coloro che si occupano di evoluzionismo, di biologia, di tutti gli argomenti che compongono il discorso sull’evoluzione non aspetterebbero altro che di avere qualcuno che abbia realmente l’intuizione che permette alla teoria dell’evoluzione, o a qualsiasi altra teoria scientifica, di fare un passo avanti, di venir criticata, falsificata…”

L’obiezione ancora una volta non è sui contenuti ma su aspetti inutilmente polemici, Dal Ferro non contesta le affermazioni di Zuppa ma fa un attacco ad personam.

Per Dal Ferro la pubblicazione su animAMundi nasconderebbe una volontà da parte di Zuppa di non confrontarsi, di non mettersi al servizio di chi nel campo ci lavora veramente. Un vero e proprio argumentum ad personam, niente più. Ancora più ad personam è la seconda ipotesi che Dal Ferro fa, quella sulla scelta della casa editrice, arrivando a tirar fuori il principe dei non-argomenti, il “gomblotto”, termine cacofonico che squalifica più chi lo usa che chi ne dovrebbe essere il destinatario. Dal Ferro riferisce al riguardo che in uno scambio con un utente, Zuppa avrebbe detto che la non pubblicazione su una peer review sarebbe più o meno motivata dal fatto che non esiste un’obiettività su certi argomenti. A questo Dal Ferro oppone ancora due volte la parola “gomblotto”, termine che a questo punto sono inutilmente andato a cercare sul dizionario filosofico.

Nessuna contestazione nel merito delle tesi di Zuppa, ma volendo soffermarci sull’immagine immacolata che Dal Ferro offre delle pubblicazioni peer review corre l’obbligo di far notare come una persona che vuole parlare in modo informato di scienza dovrebbe sapere che le peer review sono legittimamente criticabili. A farlo in modo molto deciso è stato nientemeno che il Nobel per la medicina del 2013  Randy Schekman che, come riportato ad esempio su Wired, ha affermato:

La scienza è a rischio: non è più affidabile perché in mano a una casta chiusa e tutt’altro che indipendente…

Le principali riviste scientifiche internazionali – Nature, Cell e Science – sono paragonate a tiranni: pubblicano in base all’appeal mediatico di uno studio, piuttosto che alla sua reale rilevanza scientifica. Da parte loro, visto il prestigio, i ricercatori sono disposti a tutto, anche a modificare i risultati dei loro lavori, pur di ottenere una pubblicazione.

Argomento difficile da maneggiare quello della scelta di una pubblicazione o meno su una peer review, e soprattutto, si sottolinea, è comunque un argomento ad personam.

La terza domanda giunge finalmente sull’affermazione di Zuppa che la sua critica sarebbe la prima fatta “in questo senso”. A tale affermazione Dal Ferro risponde citando due critiche precedenti, quella di stampo metafisico e quella scientifica. Quella metafisica è il testo di Bergson dei primi del ‘900 che non supporta né il meccanicismo darwiniano né il finalismo, quella scientifica sarebbe nel fatto che tutta la biologia del ‘900 è una critica ai presupposti darwinisti, affermazione troppo vag per affermare effettivamente alcunché.

A questo punto Dal Ferro dice una cosa esatta:

il darwinismo, che è diverso dal neodarwinismo, sono soltanto due prospettive interpretative sulla teoria dell’evoluzione

Questa affermazione viene usata per contestare l’uso fatto da Zuppa come sinonimi di darwinismo, neodarwinismo ed evoluzionismo. Ma se Dal Ferro ha ragione nel distinguere il darwinismo dall’evoluzione, nella pratica i termini vengono spesso presi come sinonimi, un esempio è proprio l’articolo su Bufale.net al quale Dal Ferro ha contribuito e che non ha criticato per la confusione fatta:

Secondo Gabriele Zuppa «La teoria dell’evoluzione di Darwin è un coacervo di contraddizioni che la invalidano» […] Qualcuno potrebbe ripetere alcuni degli esperimenti che abbondano nella letteratura scientifica e tentare di falsificarli, sarebbe molto più convincente di mille bubbole pseudo-filosofiche. Oppure si potrebbe tentare di trovare anche solo un fossile “fuori posto”, che contraddice il modo in cui oggi noi datiamo i fossili, sulla base della loro posizione negli strati della crosta terrestre. Scoprire il fossile di un coniglio negli strati dove ci si aspetterebbe di trovare dei Dinosauri, per esempio, metterebbe KO due secoli di studi.

Il ritrovamento di un coniglio tra i dinosauri  (nello strato del cambriano secondo la citazione originale di J.B.S. Haldane)  di cui si parla nell’articolo di Bufale.net confuterebbe però l’evoluzione, non la teoria darwiniana, che è quello di cui si occupa Zuppa. Anche in uno dei due commenti in coda all’articolo viene affermata l’identità tra teoria dell’evoluzione e la sua spiegazione (che attualmente è il darwinismo):

La teoria dell’evoluzione è la teoria scientifica che spiega l’evoluzione, che è un fatto supportato da miriadi di evidenze…

A tale affermazione l’autore dell’articolo, Giovanni Pili risponde:

Sono rientrato apposta per correggere, perché effettivamente in quel punto faccio confusione. Grazie

Come può constatare Dal Ferro, se vuole correggere qualcuno può farlo subito rivolgendosi ai suoi amici di Bufale.net.

E finalmente, dopo quasi mezz’ora di monologo di Dal Ferro, si entra nel dibattito con i due esperti invitati, gli youtuber Dottor Wow e Zoosparkle.

(Continua…)

 

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Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

43 commenti

  1. Ho visto i primi 20 minuti del video. Verso la fine dice che, nell’Evoluzione creatrice, Bergson rafforzerebbe l’impianto concettuale darwiniano. No. Bergson lo critica e basta.

    • Ciao Valerio, se c’è una cosa che ho imparato in questi anni è che per un darwinista qualunque cosa rafforza in qualche modo il darwinismo.
      Del resto quando si arriva a dire che una teoria è scientifica in virtù delle proprie contraddizioni nulla potrà smentirla.

      • In virtù! in virtù!!!
        C’è da sperare che volesse intendere altro e sia un errore altrimenti… il mio balcone è “meno fuori”.

        • “In virtù”, afferma DuFer… è vero, se fosse stato detto almeno “nonostante” già si poteva ragionare, ma così proprio non c’è appiglio.

      • Paolo Magris on

        L’infalsificabilità del darwinismo, ma dello stesso evoluzionismo, è lo strumento con cui, a prezzo altissimo , riesce ancora a conservarsi come icona della scienza moderna:

        – Innanzitutto è infalsificabile perchè manca del tutto la teoria scientifica vera e propria, se la si cerca, non la si trova, limitandosi, con perenne circualr reasoning, a spiegare tutto solo a posteriori. I darwinisti ci dicono, per spiegare l’evoluzione dei dinosauri in uccelli, che “evidentemente ci sono state tutte le mutazioni e le selezioni necessarie per far evolvere i dinosauri in uccelli”, tautologia che non spiega nulla di scientifico. Sarebbe come se un medico si presentasse a un convegno sulla sclerosi multipla, e dicesse di averne scoperto la causa affermando che ” un uomo si ammala di sclerosi quando si verificano tutte le condizioni perchè si sviluppi la sclerosi ” …
        – non esiste esperimento , nè dato obiettivo, che lo possa falsificare. Se gli animali si evolvono è confermato, se si estinguono è confermato, se , come i ii dipnoi, sono uguali da 400 milioni di anni, è confermato lo stesso, nonostante l’agghiacciante problema di come, a fronte di drammatici cambiamenti ambientali, un essere vivente possa non andare incontro a evoluzione secondo il classico schema mutazioni- selezione naturale.
        – interrogati sulla falsificabilità, di solito i darwinisti rispondono ” se trovate un mammifero nel devoriano , il darwinismo è falsificato” : trattasi un semplice trucco semantico. Innanzitutto non si fa altro che trovare fossili che smentiscono le previsioni evoluzioniste, e in questo caso la risposta è sempre quella di dire ” Evidentemente questo animale si è evoluto più tardi ( o prima ) di quanto pensavamo”..come dire… l’evoluzione è salva comunque.. In secondo luogo è una ennesima petizione di principio : prima arrangiano i fossili secondo lo schema da loro scelto, poi, una volta elaborato l’albero della vita , lo presentano come un fatto che avvalora l’evoluzione…. se non si trova un mammifero nel devoriano , la tengono come prova a favore, se non si trova una sola forma di transizione verso i trilobiti vuol dire che siamo sfortunati e non li abbiamo ancora trovati…
        – Infine la infalsificabilità è nascosta nel fatto che l’evoluzione, tutta da provare, viene sempre data per scontata. Praticamente tutta la lettura evoluzionista ci mostra esperimenti o scoperte che spiegano “come e con quali meccanismi potrebbe essere avvenuta l’evoluzione ” mai , o quasi mai, se questa è avvenuta.
        Un pò come nel processo in cui il pubblico ministero chiede all’imputato ” Lei ha smesso di picchiare sua moglie ? dica si o no!”….

        • Buonasera Sig. Magris, nel suo intervento ha fatto un’efficace sintesi della questione dell’infalsificabilità del darwinismo.
          L’argomento del mammifero nel devoniano o di una delle altre possibili varianti del coniglio nel cambriano, confermo che falsificherebbe il fatto che ci sia stata una successione di specie nel tempo, e falsificherebbe quindi il fatto che sia mai avvenuta un’evoluzione, che è il fenomeno che il darwinismo intende spiegare.

          • Paolo Magris on

            concordo prof. Pennetta, e aggiungo che la semplice successione nel tempo di specie non è comunque sufficiente a provare la loro evoluzione una dall’altra, in quanto i fatti , nella scienza, non basta correrarli tra loro per arrivare a delle conclusioni ,ma vanno spiegati con precisi meccanismi causali, dimostrabili, sperimentabili e testabili in laboratorio o al computer, altrimenti basta dire che , dato che esiste la vita ora, e 6 miliardi di anni fa no, allora l’evoluzione è per forza vera, ma questa non sarebbe una spiegazione scientifica.

          • Personalmente ritengo l’evoluzione come la spiegazione più ragionevole della complessità dei viventi, anche se è vero che una dimostrazione non è possibile in quanto studiamo il passato.
            Accettata questa premessa pretendo una teoria vera e non una spiegazione che richieda una immensa dose di “fede” nei meccanismi proposti e non verificati.

  2. muggeridge on

    E’ veramente autorevole questo DuFer ? A me pare piuttosto un “orecchiante”, non so quanto chi si occupa di queste cose seriamente possa essere contento di venir rappresentato da un “dilettante allo sbaraglio” che non è al corrente dell dibattito di alto livello su questi temi che è in corso da alcuni decenni. Credo che di tipi del genere sia piena la rete, se questa fosse la voce anche solo semi-ufficiale del darwinismo nostrano, direi che il darwinismo è proprio alla frutta ed è al momento impresentabile.

    • Ciao Muggeridge, non mi sarei dedicato ad analizzare e commentare questo video se non fosse per il seguito che DuFer sembra avere.
      Lui non è specializzato in evoluzione, parla di filosofia, ma francamente da come ha trattato Nagel e dagli errori grosslan che ho evidenziato in questa prima parte, il suo pubblico, che li accetta senza batter ciglio, non mi sembra molto preparato e più che altro applaude alle affermazioni che rinforzano i suoi pregiudizi.

  3. Ciao,
    nei commenti all’ articolo di bufale.net l’ utente Lanodd corregge e fa una distinzione fra Legge e Teoria, affermando, secondo il link da lui postato di Wikipedia, che la teoria dell’ evoluzione è tale perchè trova riscontro nelle “Peculiarità delle teorie scientifiche”.
    Onestamente degli otto punti proposti non saprei dire se la teoria dell’ evoluzione risponde anche solo a uno.
    Non vi pare una lampante contraddizione?

    • La modificabilità e l’incertezza a dire il vero le soddisfa, anche troppo!
      Comunque la conclusione di wikipedia sembra fatta su misura per il darwinismo:
      “Solitamente, una teoria che non soddisfi tutti questi criteri non rientra nell’ambito della scienza.”
      Solitamente… 😀

  4. Mi sono fermato alla frenologia di Cesare Lombroso,si sai in effetti non c’entra niente la teleologia con un paradigma della metaetica materialista postulata sui tratti anatomici,partendo dai postulati positivisti materialisti:se infatti si postula un riduzionismo materialista positivista proprio dell’epoca del Lombroso,allora anche le categorie etiche vengono derivate dalle strutture anatomiche,fisiologiche chimiche del cervello,e quindi delle sudette “pseudoteorie” si ringraziano i positivisti materialisti riduzionisti,dell’epoca,e tuttavia mi sembra che si contesti che cosa di Nagel,l’antiriduzionismo?
    E dunque non ho capito:cattivo Nagel non e’ riduzionista,cattivo Lombroso fu riduzionista…l’arte dei dissoi logoi mi e’ sempre meno chiara.

    • Grazie Muggeridge, un articolo che davvero offre spunti interessanti e, aggiungo, molto in linea con quello che diciamo qui.
      Chissà se DuFer leggendolo commenterebbe “Str*****e!”

  5. Per altro il tuo beniamino Hume sembra avallasse proprio l’inferiorita dei negri sulla base del fatto che quelle civilta’ non avevano concetti e nozioni scientifiche avanzate come quelle occidentali dell’epoca,in effetti,le avevano avanzate nello stesso modo in cui le aveva hume in merito.Proprio Hume doveva citare in merito?Va bene che non si passa da descrizioni a prescrizioni,anche se non trovo una ragione per non usare una bomba H contro i humiani senza che uno scienziato e gli ingegneri mi descrivano il suo funzionamento per concluderne che forse sarebbe un gesto da incosciente non basarmi anche sulle loro descrizioni per emanare un giudizio etico in merito.

  6. Io ho provato a seguire il filmato, ma mi sembra che non si arrivi mai nel merito della questione; in una recensione di un saggio mi aspettereri che venissero riportate le argomentazioni controverse del libro per smontarle, non partire dalla premessa che una teoria, dopo il ‘900, e` scientifica proprio perche` contraddittoria (?), tipo la meccanica quantistica (??); se le contraddizioni vengono in tal modo e preventivamente riassorbite, come puo` sostenersi un dibattito ? E infatti di cosa si parla in quelle due ore ? Quali sono i punti sollevati dal libro che sono stati analizzati e contrastati ? Io non sono riuscito a capirlo.
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    L`unico punto che sono riuscito a scorgere forse e` la teoria degli “equilibri punteggiati”, che e` stata tirata in ballo per rimediare al mancato gradualismo; a questo proposito pero` mi chiedo, visto che nel video e` stato detto che l`evoluzionismo porterebbe una maggiore conoscenza del mondo: quale maggiore conoscenza mi da` questa teoria ?
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    Mi spiego con un esempio: volendo avere maggiori informazioni sugli orari di partenza dei treni, informazioni utili e non meramente nozionistiche, posso andare in stazione e chiedere all`ufficio apposito; ma se l`addetto mi risponde che le partenze e gli arrivi sono assolutamente casuali, e non c`e` modo di prevederli, a cosa mi serve questo di conoscenza ? E se dovesse dirmi che i treni arrivano senza nessun tipo di periodicita` prevedibile, ma arrivano tutti insieme, ho forse raccolto maggiori informazioni utili, ad esempio per organizzare un viaggio ?

    • Come sarà confermato nel seguito di questa analisi, hai colto un punto caratterizzante del dibattito sul libro di Zuppa: si parla di tutt’altro.
      Il video è solo una difesa d’ufficio del darwinismo, e aggiungo, pure fatta male.

  7. Giorgio Masiero on

    “Una teoria è scientifica in virtù delle sue contraddizioni”: non ho mai sentito una cretinata più grande di questa del sig. Dufour, autonominatosi avvocato del darwinismo.
    Tutta la mia solidarietà agli amici darwinisti, che non meritano cotanto tutore.

    • Caro Giorgio, questo è davvero un caso di eterogenesi dei fini: di poter leggere un giorno che esprimi solidarietà ai darwinisti non me lo sarei mai aspettato! 😀

    • D’accordissimo con Giorgio, non ho altro da aggiungere se non che è questo tipo di discorsi che fa allontanare molti dalla “filosofia”, quando è usata male e da esercizio di pensiero diventa gioco di parole, un gioco per di più snob perché nessuno nella vita normale si sogna di dire “bene, che bello, quel discorso è contraddittorio! Voi non conoscete l’epistemologia e quindi non potete capire”.

  8. Ti ringrazio, Enzo, per la brillante analisi critica qui condotta. Non vedo l’ora di gustarmi la seconda parte!

    Per farsi quattro ulteriori risate sulla serietà dell’approccio di DuFer si trova qualche informazione in più sulla storiella precedente alla live su un mio articoletto di gennaio in cui spiegavo le ragioni del rifiuto all’invito: http://bit.ly/235h8oo.

    Quando successivamente mi son sentito dire che un dialogo in qualsiasi condizione è meglio che niente, allora si è capito che questi manco avessero idea di che sia un dialogo. Che abbiamo chiarito qui, in un pezzo (a mio avviso bellissimo) scritto da Enrico Spanio: http://bit.ly/1SxhEWy.

    • Ciao Gabriele,
      mi sembra giusto riportare dall’articolo da te segnalato un passaggio della tua argomentazione sul perché non hai confermato il confronto con DuFer dopo averlo in un primo tempo accettato:
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      “sto preparando il video in cui lo faccio a pezzi”, in un commento a un suo post che recita: “La fitta sassaiola del non-ho-mai-aperto-un-libro-di-scienza-ma-devo-dire-la-mia-sulla-teoria-dell-evoluzione”. O ancora riferendosi al sottoscritto: “lo demolisco io in un video che esce in settimana. Il libro è una farneticazione”
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      L’articolo di Spanio andrebbe messo come riferimento su CS per capire cosa significa dialogare e perché certe volte, quando un dialogo non è più possibile perché ne vengono a mancare i presupposti, è necessario chiudere la comunicazione.

    • Ciao Alex, mi fa piacere che il prof. Bellelli affermi che il meccanismo di Monod è ancora valido e che è governato dalle leggi del caso e della necessità.
      “L’evoluzione è un processo caotico, che, come aveva spiegato il premio Nobel Jacques Monod, modifica gli organismi obbedendo alle leggi del caso (che governa la comparsa delle mutazioni genetiche) e della necessità, rappresentata dalla selezione naturale. Tutti gli organismi oggi viventi, anche i più semplici possiedono genomi alquanto complessi, modificati da milioni di anni di mutazioni e selezione naturale.”
      .
      Per il resto abbiamo un batterio al quale sono stati eliminati dei geni non ritenuti essenziali ma che non può più vivere nell’ambiente naturale, quindi quei geni una funzione l’avevano e il non essere essenziali è una definizione non una realtà.
      Ciò precisato è comunque un esperimento che ha il suo interesse, ma per favore non parliamo di cellula artificiale…

  9. Giuseppe Cipriani on

    Ringrazio il prof. Masiero che, unico, ha messo in luce che qui sopra s’è criticata la critica dei… e la presunta difesa del darwinismo (e sarebbe ora di comunicare che il termine esatto sarebbe teoria dell’evoluzione), più che la teoria studiata da tutti i punti vista consentiti oggi dalla scienza, che lascia persin spazio alle più diverse opinioni (e controdeduzioni), com’è giusto che sia nel dibattito scientifico.

      • Giuseppe Cipriani on

        Non sorprenderti, Enzo. Da un pezzo sostengo che bisogna cambiare nome… La teoria dell’evoluzione è quello giusto, con tutti gli aggiustamenti necessari, come richiede il metodo scientifico. Sono convinto che saremmo tutti dalla stessa parte della barricata a intendersi su questo, ad accantonare i pregiudizi legati alle idee sul senso o non senso dell’esistenza e si parlasse solo di scienza senza più strumentalizzare il povero Darwin, e senza più demonizzarlo…

        • Mi scusi ma non credo che “Teoria dell’Evoluzione” sia il nome giusto come alternativa al darwinismo o al neodarwinismo perché è come se, quando si scoprirono i fenomeni che mettevano in crisi la Meccanica Classica, avessero chiamato la nuova Meccanica (la Quantistica) “Teoria dei moti”: il punto di partenza è sempre “come si muovono i corpi” così come nell’evoluzione lo è…l’evoluzione.
          Se la chiama “Teoria dell’Evoluzione” perché siamo andati oltre il Neodarwinismo in realtà ammette che non abbiamo una nuova struttura formalmente organica con postulati di partenza precisi ma solo tanti elementi che non può raggruppare se non sotto un nome così generico.

          • Giuseppe Cipriani on

            Prendo atto che la soluzione non ti soddisfa. Io la ritengo invece una soluzione ottima, in grado di far ripartire la ricerca senza più le grane del pregiudizio extrascientifico che ci tiene tutti in ostaggio.

          • Temo invece, per esperienza, che tale soluzione impedirebbe ogni critica perché si verrebbe additati come creazionisti non potendo distinguere con due parole diverse il fenomeno dalla descrizione dei suoi meccanismi.

          • viaNegativa on

            “tale soluzione impedirebbe ogni critica”

            Credo che certuni non desiderino altro…

  10. Il fatto che Zuppa si sia rifiutato di parlare del suo libro in una live su YouTube è una cosa ridicola e non giustificabile, tenendo conto che Zuppa dice esplicitamente di se stesso di essere il primo a esporre in modo inequivocabile i motivi per i quali l’evoluzionismo non ha validità, e questo pure è ridicolo, e priva il prossimo della sua partecipazione a un confronto. Se la sua idea fosse buona l’avrebbe mostrata. Ma mi sa che qui manca in generale il senso dell’ironia poiché non riuscite a trovare ridicole neanche le scie chimiche.

    • Ho consultato questo blog e ho notato un articolo sul gender: la tristezza infinita che mi trasmette un omofobo come lei è paragonabile solo al desiderio metaforico di prenderla a calci nel sedere, ovviamente in senso figurato. Mi son pentito persino ad aver scritto su queste pagine. Si faccia curare.

      • Forcaioli eristi da ad personam pagati per asservire la filosofia per quattro spicci,se la filosofia fosse un giardino voi sareste le erbacce,ma dopotutto come le erbacce sono utili per lasciar spazio agli alberi,cosi i sofisti sono utili,do ragione a Platone,a purificarsi dalle vostre argomentazioni fallaci.

    • Gentile Sig. Merluzzo,
      io invece sono contento che lei sia intervenuto perché in poche righe è riuscito a dimostrare che le sue critiche sono frutto di una faziosità che le impedisce di comprendere quello che legge, definire omofobi i miei articoli sul gender senza poter dire dove sarebbero inesatti significa proprio dichiarare di ragionare per slogan.
      Concordo infine con lei, per chi ragiona per slogan non c’è posto qui.
      Ave atque vale.

  11. Non si capisce però come mai il signor Zuppa abbia rifiutato il dialogo: avrebbe dovuto difendere le sue idee anche contro un presunto buffone.

    • Buonasera Stefanix, infatti inizialmente aveva accettato, poi le frasi che sono state sopra riportate hanno cambiato le cose.
      Certamente è sempre possibile confrontarsi con chiunque, ma non si può chiedere ad una persona di andare incontro a qualcuno che dice “sto preparando il video in cui lo faccio a pezzi”, non sentirsela è legittimo.

  12. Ci tengo a ribadire che io non ho rifiutato il dialogo, ma di partecipare alla messa in scena di un commediante.

    Il dialogo è altra cosa. Forse è il caso di chiarire cosa sia un dialogo: http://www.lintellettualedissidente.it/filosofia/la-pretesa-del-dialogo-e-la-moltiplicazione-dei-monologhi.

    Senza queste precondizioni “emozionali” non si dà dialogo.

    Servirebbero inoltre quelle logiche, che DuFer, come Enzo Pennetta a messo così bene in luce, pure non ha mostrato di possedere (nella live). Ma queste ultime in un dialogo (non solamente spacciato come tale) si possono iniziare ad acquisire.

    • A conferma del fatto che Gabriele Zuppa è stato messo nelle condizioni di non poter partecipare al dibattito ecco cosa si stava preparando per lui:

  13. muggeridge on

    Ma questi sono davvero alla frutta , voglio dire, quando non hanno più dove potersi attaccare scatenano gli hackers, oppure fanno interventi per provare a cambiare le carte in tavola. Sono anche scontati e prevedibili, se difendono il darwinismo puoi giurarci che sono anche schierati con l’ideologia Lbgt e gender, insomma si capisce bene da che parte vengono, quella che distorce la scienza facendone una caricatura a proprio uso e consumo per far stare insieme quelle quattro idee che altrimenti farebbero a pugni tra loro.

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