Cambiamenti climatici ed evoluzione

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L’archeologo Chris Henshilwood al lavoro nella grotta di Blombos.


In questi ultimi tempi si stanno moltiplicando i riferimenti alle connessioni tra evoluzione umana e cambiamenti climatici.

Sembrerebbe però un collegamento un po’ forzato.

 

 

Non è certamente da oggi che si sente parlare dei possibili effetti dei cambiamenti climatici sull’evoluzione umana, in questi ultimi tempi sembrerebbe però che venga posta una maggiore enfasi su questo argomento. Ma è sempre giustificata?

Come dicevamo non è una novità che si cerchi di capire le possibili correlazioni tra le variazioni del clima e le conseguenze sull’evoluzione umana, con una breve ricerca è ad esempio possibile trovare un riferimento nel 2007, quando sul sito darwinitalia apparve un articolo intitolato “Cambiamenti climatici ed evoluzione umana“. Un articolo dal cui inizio però è già possibile intravedere qualcosa di strano:

L’evoluzione umana sarebbe stata fortemente influenzata dai drastici cambiamenti climatici che si verificarono tra 135.000 e 75.000 anni fa.

I cambiamenti climatici avrebbero dunque influenzato l’evoluzione umana tra i 135.000 e i 75.000 anni fa. Andiamo allora a vedere una “timeline” per renderci conto della situazione:

Da questa “timeline” dello Smithsonian Museum, possiamo vedere come i cambiamenti climatici occorsi tra i 135.000 e i 75anni fa possono aver influito sull’Homo neanderthalensis o sull’Homo floresensis, (o denisova) presenti in quel periodo ma non giunti sino ad oggi. Ma Homo sapiens era presente da prima (200.000 anni fa), come può quello che è avvenuto tra i 135.000 e i 75.000 anni fa, aver influito sull’evoluzione di Homo sapiens?

E infatti poco dopo l’articolo prosegue così:

…sarebbe stata questa stabilita’ unita ad un clima piu’ umido, secondo i ricercatori, la molla che ha fatto aumentare notevolmente la popolazione umana, e che ha poi determinato la necessita’ di colonizzare nuove terre, spingendo Homo sapiens ad espandersi nei territori dell’Africa Orientale, per poi uscire dal continente africano.

Come vediamo infatti si parla di migrazioni, non di evoluzione.

Ma come dicevamo del rapporto tra clima ed evoluzione si è ripreso a parlare con insistenza in questi giorni, il 15 febbraio su Nature è apparso un articolo intitolato Human evolution: Cultural roots. Il sottotitolo è: Un archeologo sudafricano scava nel suo passato per cercare le connessioni tra cambiamenti climatici e sviluppo umano. Come vediamo tra il titolo e il sottotitolo è già scomparso il riferimento all’evoluzione, e infatti si parla al massimo di evoluzione culturale, chiarendo quel che il titolo lasciava incerto, e come si può vedere dal grafico allegato:

 

 

Successivamente, il 17 febbraio 2012, appariva un articolo su Science Daily, intitolato “Linking Human Evolution and Climate Change“.

Verso la fine dell’articolo è possibile leggere:

 

Collard può collegare le sue scoperte al pensiero corrente circa l’impatto del cambiamento climatico sulla dispersione degli esseri umani moderni a livello mondiale e l’evoluzione delle loro culture durante l’ultimo paio di centinaia di migliaia di anni. La nostra specie, Homo sapiens, si è evoluta nel corso di tale periodo di tempo.

Ancora una volta sembra che si leghi con troppa disinvoltura la parola “evoluzione” con i cambiamenti culturali, un accostamento che induce in errore chi legge il titolo.

Ma perché tanta insistenza nell’accostare l’evoluzione umana ai cambiamenti climatici? Un possibile risposta potrebbe venire dalla parte finale dell’articolo:

L’enigma: mentre l’evoluzione ha permesso agli ominidi ancestrali (gli umani) di adattarsi bene alle diverse nicchie ecologiche, gli esseri umani moderni stanno ora trasformando gli ecosistemi locali e il clima globale a rischio della propria esistenza.

Se i cambiamenti climatici naturali hanno dunque causato drammatici cambiamenti nel passato, quelli di origine umana (AGW) potranno produrre altrettanto drammatici cambiamenti adesso.

Ecco dunque una possibile causa di tanta insistenza: un’associazione tra termini continuamente ripetuti. Una sinergia tra temi che si vorrebbero al di sopra di ogni controversia ma che non fanno che alimentarne.

In poche parole, un’operazione di marketing.

 

 

 

 

 

 

 

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Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

11 commenti

  1. Carissimi,
    il fatto è che se oggi un ricercatore volesse avere più probabilità di ottenere finanziamenti dovrebbe inserire i “cambiamenti” climatici nella sua richiesta, ad es. “la vita sessuale delle marmotte… in relazione ai cambiamenti climatici”!

    P.S.
    Piero, se ci pensa un po’ sopra vedrà che qualche collegamento tra la caduta del vasetto della marmellata e il clima salterà fuori…

  2. Al di la poi che sull’origine Africana ci sarebbe da dire a riguardo…
    Tracciare della storia con così tanta certezza come si trattasse di storia di4-5000 anni fa mi sembra comunque un po’ avventato..
    L’homo Jinniushan non è datato + di 280000 anni per esempio?
    D’accordo la deriva dei continenti e i mutamenti continentali ma quanto è grande st’Africa?
    In Israele a Skhul/Qafzeh,Quesem,in vari siti sono stati rinvenuti fossili datati fra i 120000-400000…
    E poui ci sono i fossili delle Filippine,Borneo,Giava,India…
    Dal momento che anche la nascita delle civiltà sembra riconducibile ad un area medio-orientale,non è che forse sia un po’ troppo audace il pretendere di fornire la vecchia storia dell’uomo che dall’Africa colonizza il mondo?Fra l’altro credo sia un po’ retrò come idea,non volevan fare tutti ‘i moderni’?Eppure si ricorderà la frase dello studente alla mostra homo sapiens:

    http://www.enzopennetta.it/wordpress/2011/12/homo-sapiens-luomo-venuto-dal-nulla/

    A me sembra che nella realtà dei fatti le cose siano piuttosto sull’ipotetico,lungi dall’esser ‘storia’,e comunque discutibili.

    ==================================================================
    http://www.enzopennetta.it/wordpress/2012/01/domanda-da-25-milioni-di-e-5-000-preistorici-causarono-un-global-warming/

    • Tracciare della storia con così tanta certezza come si trattasse di storia di4-5000 anni fa mi sembra comunque un po’ avventato..

      E’ la stessa sfrontatezza con cui dicono che temperatura fara’ e a quanti Km/h soffiera’il vento tra 150 anni, ma non sanno che tempo fara’ questo fine settimana.
      La Dea Scienza idolatrata senza ritegno, come gli ebrei nel deserto che adoravano il Vitello d’oro… Sono il solo a percepire questa somiglianza?

    • Proprio oggi sono andato con due classi alla mostra Homo Sapiens (è la terza volta che la visito…!) e ho ancora negli occhi i grandi tabelloni con le frecce sulle migrazioni: centinaia di migliaia di anni ricostruiti con pochi scheletri.

      Francamente non mi sono soffermato su questo problema… ne avevo già sollevati abbastanza in altre sale della mostra!

      A un certo punto una brava e giovane guida spiegava la mostra ad una classe delle elementari, mi sono soffermato un po’, quel tanto che è bastato a sentire che raccontava come dall’originario gruppo africano si siano formate le varie etnie, di come “piano piano, con la minore esposizione al sole la pelle si sia schiarita”.
      Alla faccia della teoria neodarwiniana.

      Una favola per i bambini delle elementari, e anche raccontata bene.
      Solo che torneranno a casa pensando che sia scienza.

      • Una favola per i bambini delle elementari, e anche raccontata bene.
        Solo che torneranno a casa pensando che sia scienza.

        Non so,i bambini ci crederanno davvero?
        E fra l’altro non ha un che di lamarkismo?

        • Mah, secondo me sì, l’importante è che veniva raccontata bene, sinceramente mi complimento con la guida.

          La domanda però è questa, trattandosi di evidente lamarckismo (come giustamente fatto notare da Leonetto) è questo che è stato detto di spiegare alle guide della mostra?

          E gli organizzatori, è questo che hanno lasciato nelle indicazioni?

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