Alberoni: darwinismo e ideologia anglosassone

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In un articolo dell’11 giugno il sociologo Francesco Alberoni parla della civiltà anglosassone basata sull’egoismo e così estranea a quella europea.

 

Il darwinismo e l’inglese scientifico ne costituiscono indispensabili strumenti di penetrazione.

 

L’articolo intitolato “Quegli anglosassoni così poco altruisti” è stato pubblicato su Il Giornale l’11 giugno e in poche righe costituisce un’efficacissima sintesi di alcuni importanti aspetti della cultura anglosassone che ha generato il darwinismo e che poi se ne è servita per esportare la propria ideologia nel mondo. Alberoni esordisce così:

Il mondo anglosassone – Inghilterra, Stati Uniti, Canada, Australia- costituisce una civiltà totalmente diversa da quella europea continentale. Fino al 1600 non c’era questa separazione. Ha inizio in Inghilterra con Hobbes e Locke, secondo cui lo Stato non sorge dal desiderio di realizzare valori più alti, ma come strumento per garantire ai cittadini la pace e la proprietà. Il sovrano non deve additare al popolo nobili mete, ma solo curarne gli interessi pratici. In seguito Adam Smith mostrerà che la ricchezza delle nazioni è prodotta da chi persegue fini egoistici. Bentham che anche quello che sembra altruismo è in realtà egoismo mascherato. Darwin che nell’evoluzione sopravvive chi ha un vantaggio competitivo sugli altri. Come in economia, dove vince chi sa fare meglio concorrenza.

Quest’analisi della diversità della visione antropologica e conseguentemente politica viene seguita dalla constatazione che è l’egemonia culturale, e specificamente scientifica, del mondo anglosassone a garantire che tale visione del mondo sia veicolata come assolutamente vera e applicabile a tutti:

Nel Medioevo la gente considerava scientifico solo ciò che era scritto in latino ed aveva l’imprimatur della Chiesa. Gli anglosassoni molto semplicemente leggono solo quello che è scritto in inglese e che è pubblicato da loro. Negli ultimi decenni hanno imposto questo loro modo di pensare anche in Europa. Oggi anche da noi nessuna idea viene considerata scientifica se non è scritta in inglese e approvata dall’accademia anglosassone.

Ecco che con poche parole viene fotografata la realtà culturale in cui viviamo, una realtà in cui è vero solo ciò che trova conferma nel mondo scientifico, e dove il mondo scientifico è quello anglosassone.

L’analisi del prof. Alberoni è di fatto corroborante di quella fatta in “Inchiesta sul darwinismo” in cui si evidenzia come il darwinsmo sia frutto della rottura consumata nell’Inghilterra del ‘600 nei confronti della tradizione precedente e di come esso sia stato il mezzo per imporre come scientifica tale visione del mondo. Dalla quarta di copertina di Inchiesta sul darwinismo:

Questo stato di cose ebbe inizio nel ‘600 quando in Inghilterra si fece strada l’idea di uno Stato legittimato da una classe di scienziati: fu Francis Bacon a proporlo nella Nuova Atlantide.
Da quell’idea nacque la Royal Society, la “casta sacerdotale” di scienziati che avrebbe supportato l’Impero Britannico. Tuttavia fu ben presto evidente che quella casta aveva bisogno di un testo di riferimento, di una nuova “Bibbia” capace di offrire una nuova visione del mondo: l’occasione buona sarebbe giunta nel 1859 quando Charles Darwin pubblicò l’Origine delle specie.

L’articolo di Alberoni è però interessante anche per il giudizio che viene dato su questo modo di vedere il mondo, secondo il sociologo la visione anglosassone è infatti profondamente errata, l’uomo non è quello descritto da Hobbes e dal darwinismo, e chi volesse fare i propri calcoli e progetti su quei presupposti sarebbe sul lungo termine condannato al fallimento. L’uomo non è solo calcolo egoista:

Per spiegare come nasce una formazione sociale gli anglosassoni immaginano sempre che la gente si riunisca in vista di un vantaggio, faccia un calcolo dei costi benefici. Non è vero! Le chiese, i partiti, i sindacati, le nazioni si sono tutti formati attraverso movimenti collettivi a cui la gente ha aderito per una spinta ideale, mossa dalla fede. Pensiamo alla nascita del Cristianesimo,dell’Islam,al Risorgimento italiano, alla Resistenza.

Ma va anche detto che già dall’800 con Comte era stato chiaro il fatto che un’ideologia per affermarsi deve avere i connotati di una fede, e quindi con la consapevolezza dell’indispensabile ruolo della fede, lo stesso darwinismo e l’economicismo sono stati trasformati in “fede”. Si capisce allora come i confronti con i sostenitori del darwinismo assumano la connotazione del confronto con gli eretici.

E adesso gli eretici siamo noi. Noi che sosteniamo la falsità degli argomenti fondanti della neo religione darwinista.

Siamo noi gli eretici, quelli che il Consiglio d’Europa ha condannato al “rogo” come nemici dell’umanità (CS– Avvertimenti “mafiosi” 1: il darwinismo è la nostra ideologia).

E chi meglio di chi nella cultura anglosassone era cresciuto poteva capire e rendere pubblico questo stato di cose? Il riferimento è a G.K. Chesterton e al suo attualissimo libro del 1905: “Eretici”.

Se ne consiglia la lettura.

 

 

 

 

 

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Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

37 commenti

  1. Tutto corretto, per carita’, ma questa volta non mi trova del tutto d’accordo…

    Sara’pure vero che In seguito Adam Smith mostrerà che la ricchezza delle nazioni è prodotta da chi persegue fini egoistici. Bentham che anche quello che sembra altruismo è in realtà egoismo mascherato. Darwin che nell’evoluzione sopravvive chi ha un vantaggio competitivo sugli altri. Come in economia, dove vince chi sa fare meglio concorrenza.
    pero’ qui, in Italia, con la scusa dell’assistenza paternalistica dello Stato in TUTTE le attivita’ umane, dalla culla alla tomba, si e’ prodotto il debito pubblico che sappiamo, si e’ lasciata una buona meta’ del Paese, coccolato nell’assistenzialismo piu’ deteriore, al livello dello Stato Sabaudo, prodotta corruzione, poverta’, ignavia, “schiavitu'” clientelare, e tutti i mali che conosciamo di questa povera Italia.
    Non mi va che, per qualsiasi cosa io voglia fare, debba chiedere il permesso allo stato mediante una “domandina”, regolarmente autenticata e vidimata dalla casta sacerdotale della burocrazia elefantiaca italiana, che qualsiasi sottocircolare di qualsivoglia direttore di dipartimento possa stravolgere, fino a capovolgerne il significato, una legge dello stato, che sia permesso fare solo cio’ che impone la “circolare ministeriale” o il lasciapassare A38, che per dichiarare quanto guadagno debba scervellarmi e richiedere l’intervento di un laureato, per mettere su un’attivita’ (piccola) imprenditoriale io debba essere considerato un evasore ed un imbroglione a prescindere, che mi si debba tassare la casa solo per mantenere uno stuolo di burosauri sulla loro calda poltrona fatta di pelle umana.

    • Enzo Pennetta on

      Piero, sono io ad essere del tutto d’accordo con te!

      L’alternativa all’egoismo di cui si parla nell’articolo di Alberoni non può essere quella caricatura di Stato che conosciamo in tutti quegli aspetti che hai indicato (concordo pure sul fatto che quello che si indica come burocrazia borbonica sia in realtà un’eredità sabauda).

      L’alternativa, la tradizione a cui mi riferivo è quella che ha permesso che da noi nel medioevo si inventassero gli ospedali, l’assistenza ai poveri, le università e si costruissero le cattedrali.

    • Spencer e Smith(marcata l’ideologia darwinista)come ha mostrato Nash (Dinamiche dominanti)e come è confermato dallo stato dei fatti sbagliavano,o per meglio dire erano “incompleti”.
      Se si ricerca la soluzione a un sistema erroneo negandolo in toto non è detto si giunga ad un risultato migliore o mahgari neanche diverso,semplicemente si passa da un’altra via..
      L’assistenza,politica per Welfar,svluppo del pubblico sono cose importanti,come lo è il liberalismo.
      Logicamente però sia perseguendo un degenerativo modello capitalistico,sia un altrettanto controproducente strutturalismo(ma anche un mix doe non vi è una simbiosi dei due ma una convivenza forzata) ,come avviene per le specie,si arriva all’estinzione di molti e all’auge di pochi,sempre più pochi a scapito di molti estinti..
      Concordo quindi pertanto assolutamente col concetto espresso da Matteo in basso,anche relativamente al fatto che,che si dica bianco nero rosso o verde,se il modo di amministrare è così fallce,così inadeguato,così antiprodutttivo,se il modo di legiferare è quello,se la cura dell’attività economica di un Paese è quella i risultati non possono essere che quelli attuali,anzi forse la situazione è anche troppo rosea viste le premesse…dopo tutti i vari nepotismi,vabbeh,concessioni pro-tasca,fare interessi di certi a discapito completo del tutto porta ad avere leggi al limite del folle,una burocratizzazione incredibile e anche molto costosa etc etc etc..E come dici giustamente Piero così si arriva ad una situazione tragicomica alla fantozzi…

      P.S.
      Asterix!
      http://www.youtube.com/watch?v=V-SxO8ZgH3o

  2. Matteo Dellanoce on

    Io penso che oggi dobbiamo difendere lo stato in quanto tale da due cancri:
    1) quello capitalista che lo ha ridotto a strumento di potere e di vessazione per i propri interessi.
    2) Quello neo-comunista che lo vuole come strumento in mano ad un gruppo di ideologi che fanno dell’utopia antropologica dell’uomo perfetto la via per eliminare la persona e la comunità.
    Ieri sera c’erano Cipolletta e Diliberto due estremi opposti che dicevano le stesse identiche cose: alziamo le tasse, facciamo la patrimoniale. L’unico che diceva il contrario era Storace.
    Da rimanere allibiti!
    Matteo Dellanoce

  3. salve prof.
    eccoun link divertente…

    http://it.notizie.yahoo.com/blog/foto-blog/l-uomo-discende-dagli-squali-144810066.html?nc

    la cosa bella e’ che si continua a insistere con una tesi palesemente falsa,ma che ad un’ analisi superficiale puo’ sembrare verosimile. la natura delle ossa ci garantisce un antenato comune. non considerando l’evidenza macroscopica che condividere uno stesso sistema non significa avere un’ origine comune. come se tutti i bipedi avessero un antenato comune solo perche camminano su due zampe. anche il polpo ha occhi simili , molto simili ai nostri , ma cio non vuol dire che discendiamo da loro o che condividiamo i bisnonni.
    l’evidenza e’ che ci sono sistemi e principi che la “natura” utilizza per piu’ specie perche’ funzionali alle finalita’ di differenti forme di vita. la carlinga di un aereo e lo scafo di una nave sono simili perche devono presentare caratteristiche simili di leggerezza e resistenza e devono poter navigare uno in acqua e l’altro in aria, ma non vicecersa. cosi’ fa la “natura”, utilizza gli stessi principi costruttivi anche per specie molto diverse che nemmeno condividono lo stesso habitat.
    e poi ipotizzare che un pesce sia uscito dall’acqua e sia sopravvissuto e’ come ipotizzare di poter cambiare atmosfera e vivere, come andare su marte e provare a respirare.

    l’ideologia scientifica si e’ sostituta all’ideologia politica.
    questo perche’ la scienza si fregia di essere super partes(e quando e’ verace e non allineata lo e’) , la politica al contrario e’ partigiana.

    i gruppi di potere hanno capito che l’ideologia politica presentava troppe “spigolosita”…ne andava elaborata una piu’ politicamente corretta in linea col futuro progressista-liberista-illuminato, apparentemente non violento e umanista.

    • inoltre l’ideologia darwinista non ammette l’idea di una terra pronta ad accogliere la vita( e a pensarci bene si copisce il perche’), se gli esseri viventi si devono adattare alla terra.

      cosi’ si ammette che ci si potrebbe abituare a marte…..

      non c’e’ tempo per adattarsi , poiche per vivere dobbiamo essere adatti gia dalla nascita altrimenti si muore….

      ma forse le semplici argomentazioni logiche non sono anche necessariamente scientifiche.

      scusate il reprise. 🙂

      • In verità anche su CS in qualche modo si è già parlato delle omologie e del fatto che esista diversità fra il fatto che tali cose non “cozzino” con l’idea di antenati a comune e che invece siano prova di un antenato a comune.
        Difatti le omologie,la somiglianza di genomi denota semplicemente appunto somiglianze fenotipiche e/o funzionalità simili fra vari organismi,come giustamente dici e come di fatto già dicevano molti naturisti contemporanei e antecedenti Darwin..
        Si può vedere anche:
        http://evoluzione.tk/risorse/download/omologia-scienza-o-fantascienza.pdf
        Nello specifico per l'”albero”:
        http://whozoo.org/inverts/animalphylo.htm
        http://whozoo.org/fish/fishtaxa.htm

        Ad ogni modo attenzione circa l’adattamento.
        Tutto giusto eh,ma non c’entra col neodarwinismo…
        Non è che se butti un qualcosa in acqua a quello spuntino pinne e branchie,anche in generazioni,ma non lo dice la teoria neodarwiniana questo..
        Per esempio se si considera l’ipotesi di “rettili” che si evolsero in uccelli..si pensa che esistessero piume o protopiume che avevano altra funzione,ad esempio di isolamento termico e che poi si sarebbero rivelate utili al volo.
        Ma non certo immediatamente.
        Il tutto avviene nel momento in cui una nuova funzionalità di un organismo può essere usata a vantaggio nella lotta per la sopravvivenza e quindi essere man mano selezionata fino alla sua forma “ottimale”.
        Di conseguenza serve questa novità,serve tempo e serve un gradulaismo.
        Deve essere senz’altro affinchè il paradigma neodarwinista funzioni che veramente non esista una macroevoluzione quanto tale,ma che sia solamente un qualca che appare tale ma che si inserisce in un gigantesco processo microevolutivo.
        Altrimenti non può funzionare..
        Pertanto anche nel caso “dall’acqua alla terra” si presuppone l’esistenza di un pesce con un polmone rozzo,un archetipo dei longfish,quindi poi con una sorta di polmone,poi con pinne utili a muoversi sul fondo e a riva etc etc..il tutto ovviamente in lunghi lunghi lassi temporali…
        Non è che il neodarwinismo arrivi e dica che una sorta di cricetino con gambe esili abbia partorito in acqua e siano usciti delfini…
        Comunque ha fatto bene a ricordare l’argomento omologie è importante per comprendere perchè non possono essere queste una prova.

        • ciao leonetto,

          “Il tutto avviene nel momento in cui una nuova funzionalità di un organismo può essere usata a vantaggio nella lotta per la sopravvivenza e quindi essere man mano selezionata fino alla sua forma “ottimale”

          si puo’ dire che gli evoluzionisti(non gli organi!)si sono raffinati?

          si puo’ dire , secondo te, che hanno provato ad aggiustare il tiro?

          ma anche in quel caso allora,credo che si parli di finalita’dell’ organo.

          cioe’ mi chiedo quanto sia diversa la nuova teoria dalla vecchia, anche a livello ideologico .

          per esmpio si sono osservati oggi fenomeni del genere con certezza?

          cioe’ quali sono oggi gli esempi di organi usati con successo al di fuori della loro specifica funzione?

          sono domande che mi vengono da lettore profano che non conosce approfonditamente il neo-darvinismo, leggendo il tuo piu’ che giusto commento.

          sull’adattamento credo infatti che siamo d’accordo, non volevo intendere un micro-adattamento(mi si passi il termine), cioe’ miglioramento delle condizioni di vita di partenza, ma un macro-adattamento
          di un essere ad un habitat che in nessun modo gli permetterebbe la vita….il pesce for d’acqua!! ma allora come dici tu stavo infatti confondendo neo e veterodarvinismo, nei quali pero’ trovo di principio le stesse difficolta’ di argomentazione.

          che dici?

          • Mah..diciamo che intanto Darwin,così come Lamarck,seppur magari in modo più o meno diverso,credeva nell’ereditarietà dei caratteri acquisiti.
            Questo assieme ad altre cose.Per le quali rimando alla lettura dell’Origine delle specie e la discesa dell’uomo..
            http://www.liberliber.it/libri/d/darwin/index.htm
            Ora però bisogna in qualche modo mettere da parte il darwinismo,altrimenti 90% si rischia di commettere errore,specie se magari non si è approfondita la cosa in un certo modo..
            Infatti il neodarwinismo rappresenta il “compromesso” tra darwinismo e genetica, dopo la scoperta della genetica mendeliana e la dimostrazione dell’intrasmissibilità dei caratteri acquisiti.Postula una “evoluzione” graduale per accumulo di variazioni vantaggiose dovute all’azione di due meccanismi ciechi: le mutazioni genetiche casuali e la selezione naturale (il caso e la necessità).Il tutto in presenza di aleatorie,fortuite importanti contingenze.
            Il finalismo va eliminato.Non lo postula il neodarwinismo.Lo tira fuori in molte delle varie “storie proprio così” ma non lo postula e,ad ogni modo non c’entra nulla nessuna finalità dell’organo.
            Ovvero..il procedere verso la forma ottimale ,stabile che consente di godere appieno del vantaggio partendo da una rozza a vantaggio minimo non rappresenta una finalità in nessun modo,anche se forse a primo acchito può apparire così,rappresenta una normale conseguenza della lotta alla sopravvivenza del più adatto..
            Non si crea un polmone da altro per respirare fuori dall’acqua,ma si respira fuori dall’acqua perchè si è formato un proto-polmone…questo è un assunto neodarwinista..(sempre anche circa il “pesce fuor d’acqua”)
            Perciò ,anche per rispondere all’altra tua domanda,non è che hanno “aggiustato” il tiro,hanno fatto una cosa ovvia in ambito scientifico,la teoria cadeva per nuove scoperte,e viene cambiata..
            Con la scoperta del Dna ed a seguire però si sarebbero verificate cose per le quali semplici “ritocchi” sembrano totalmente insufficienti…

            Pertanto come avrai capito il problema sta nella mancanza di corroborazioni dirette o indirette e nell’assenza di un criterio di falsificabilità.

            Più precisamente non vi è risposta alla domanda:

            “Un esempio di una mutazione genetica o di un processo evolutivo in cui si possa vedere un incremento di informazioni nel genoma?”

            e non vi è testimonianza ne modo di dimostrare come in quest’ipotesi neodarwiniana non esista la macroevoluzione,e come l’origine delle specie sia inscrivibile in un gargantuesco processo microevolutivo..

            Perciò Rocco come avrà capito,non esistono prove,esistono i vari processi microevolutivi(intra-specie),con simbiosi,ibridazioni,mutazioni,adattamenti etc..connessi…esistono tante ipotesi,tante supposizioni,tante storie proprio così,tante cose che semplicemente non contraddicono il paradigma neodarwinista ma che non lo provano..ma non esiste nessuna cosa che possa corroborare la Sintesi Moderna..

            A livello odeologico si potrebbero dire diverse cose,ma come si è visto il “cuore” è sempre lo stesso..

            Non so se ho risposto a ciò che ti interessava sapere..

    • Ciao Rocco, e così adesso si sono aggiunti anche gli squali, certo che è molto più intrigante discendere dagli squali che dalle scimmie…

      Chissà che l’idea di discendere dagli squali non sia nata vedendo quello che fa la finanza internazionale e le banche!

      A parte gli scherzi, nulla da eccepire sulle tue considerazioni.

      • “Chissà che l’idea di discendere dagli squali non sia nata vedendo quello che fa la finanza internazionale e le banche!”

        hi hi hi hi hi….mentre leggevo l’articolo ho pensato la stessa cosa!!!

  4. Vorrei chiederle, come è il rapporto tra egoismo e anglicanesimo e fra darwinismo e anglicanesimo?
    Grazie.

    • Sinteticamente direi che l’anglicanesimo non è una confessione che abbia alimentato l’egoismo, come diceva Chesterton è una religiosità da brave persone.

      L’anglicanesimo ha inizialmente contrastato il darwinismo, come testimonia il confronto Huxley Wilberforce, cosa che non hanno invece fatto invece i cattolici, per poi allinearsi totalmente sulle sue affermazioni.

      Oggi mi sembra che comunque esso sia praticamente ridotto ad una religiosità intimistica che non esprime nulla, in un senso o nell’altro, sui grandi temi culturali e antropologici.

      • Un anglicano dottrinalmente si fonda oltre che sulla Bibbia sulla Tradizione(come i cattolici) e sulla ‘Ragione'(la logica filosofica stile appunto Rousseau e Cartesio o Platone),ma la cosa che, secondo loro, è più importante è la volontà di ritrovarsi attorno alla mensa comune dell’eucarestia con la volontà di accogliere, rispettare e ascoltare le altre persone della comunità. Celebrare insieme è il punto centrale per essi,facendo in modo che tutti e tutte si sentano accolti e rispettati anche nelle loro idee. Non c’è nella chiesa anglicana,questo a detta degli stessi anglicani,l’idea che abbiano la vera fede e che gli altri (per esempio come i cristiani e tutte le altre varie religioni:ortodossi,cattolici,avventisti,battisti,evangelici,apostolici etc..) sbagliano. Tutti possono partecipare
        al loro culto indiscriminatamente e tutti possono ricevere la “comunione”, che siano cattolici, divorziati, protestanti,’ omosessuali’, ‘conviventi’… le barriere non hanno senso alcuno per loro, perché credono che non abbiano senso per Dio. Nessuno può essere escluso per loro, tranne chi commette una grave ingiustizia o violenza.
        Forse la differenza più importante tra cattolici e anglicani,per esempio, oggi sta nel modo di confrontarsi con la tradizione, nel senso che per gli anglicani è importante sia il rispetto della tradizione ,sia la libera discussione, sia la possibilità di modificare le proprie abitudini (compresi i sacramenti),una vita dei credenti non statica,ma dinamica….
        La comunità assume molta importanza per loro..così come la carità..e grande apertura al dialogo e all’ecumenismo.
        Questo almeno a detta degli anglicani,poi può essere che fra il dire e il fare ci sia di mezzo il mare..ma non è quello il punto..
        Conseguentemente direi che egoista non la definirei,col (neo)darwinismo ha fatto la “pace”,in virtù di quanto detto prima gli sta bene,e qualora fosse non avranno problemi a ricambiare pensiero..
        La Riforma Inglese fu abbastanza drastica alle sue origini poi man mano si sono rifugiati in un “anglo-cattolicesimo new age”,a detta mia..

        Solidale con Enzo nel dire che l’anglicanesimo non è una confessione che abbia alimentato l’egoismo,quanto sul fatto di esprimersi sui grandi temi culturali e antropologici,beh li vale quanto detto sopra conseguentemente su questo punto è ben diversa da altre confessioni,fedi e religioni..

        • Un anglicano dottrinalmente si fonda oltre che sulla Bibbia sulla Tradizione(come i cattolici) e sulla ‘Ragione’

          Assulutamente no.
          Sola scriptura.

          • Si.. la loro tradizione,la mia?
            I cattolici hanno la “tradizione cattolica”,gli ortodossi hanno la “tradizione ortodossa” loro hanno la tradizione anglicana..da cui dipende la loro dottrina,non a caso ho detto un anglicano “dottrinalmente” si fonda.
            Fra l’altro, non tutti i sedicenti “sola scriptura” hanno realmente tale dottrina..ma questa è un’altra storia…

          • io mi posso inventare qualunque cosa, la chiamo “Tradizione” e poi dico “Anche io mi rifaccio alla Tradizione”.
            Un po’ troppo semplice, nevvero?

          • Senz’altro corretto;certamente dicendo ‘la Tradizione’, senza specificare, si fa riferimento alla cattolica(in buona parte concordata dalla c.Ortodossa),in buona parte la linea di demarcazione fra le “varie Tradizioni” è rappresentata dalla data in cui avviene la biforcazione in occasione dei vari scismi,anche se poi è un po’ più complesso..
            Senza entrare comunque nel tema sulla validità della Tradizione o delle varie tradizioni,che non era mia premura ne desiderio in quel commento,ricordo che intendevo semplicemente dire che la dottrina anglicana oltre che dalla Scrittura viene costrutita su un connubio di Tradizione Anglicana (lungi fare “mescoloni”)e “Ragione Filosofica”.
            Tutto li.
            Giustamente tu, da cattolico, hai fatto bene a specificare.

  5. Matteo Dellanoce on

    Emh!Professore una religiosità intimistica non è una religiosità! Non relega ma separa ergo è egoismo che si può leggere così:
    1) Io sono dio
    2) Solo Io conosco dio e lo tengo per me
    Lutero, Cartesio e Rosseau … i tre riformatori dall’unità all’egoità.
    Matteo Dellanoce

    • Possiamo dire che quella intimista è una religiosità che non nasce con intenzioni egoistiche. Ma nel momento in cui non si propone come presenza attiva verso gli altri, come annuncio, diventa di fatto egoista.

  6. Prof e Leonetto vorrei chiedervi se esiste un’effettiva correlazione : fra lo scontro tra il papa e Enrico VIII (e quindi una sorta di auto-legittimazione del regnante inglese sul potere teologico) e la legittimazione successiva della royal society nel sistema monarchico inglese?
    Insomma la teologia è superata dal potere politico con Enrico VIII e poi quando il medesimo stato elegge una casta di religiosi della Scienza che supera nuovamente la teologia.

    • Ora non sono certo uno storico,e di fatto sulla vicenda circa Enry VIII e lo scisma ci son diverse pagine di storiografia dove c’è chi avvalla una tesi chi un’altra..
      Io posso certamente dire che da che mondo e mondo i regnanti,la corona,gli imperatori,i generalissimi, chi ricopre simili ruoli di potere e chi ha “capacità”(tra virgolette)fa in modo da sfruttare ciò che è più opportuno al fine di legittimare il proprio operato,rafforzare il proprio potere,fare i ‘suoi interessi mantenendo però il più possibile il rispetto del popolo e facendosi quindi anche portatore-difensore dei suoi credo,valori,interessi etc…
      Nel caso dello scisma,su cui mi soffermo pochissimo,di fatto esisteva già una tensione fra la chiesa Anglicana e quella romana,con una sorta di Do ut Des il re ha cavalcato quel dissapore per arrivare fino allo scisma,con buoni guadagni.
      L’avesse fatto così di punto in bianco sarebbe stato più difficoltoso ,forse infattibile,in altri momenti infatti Enrico VIII aveva cercato più volte il consenso e l’appoggio del Vaticano,era stato insignito anche del titolo di Difensor Fidei..
      Mentre invece un po’ di tempo dopo,siamo nel 1660 di fatto avvenne qualcosa di simile.All’interno del Gresham College un ‘pugno’ di scienziati diede origine a quella che poi sarebbe divenuta una delle più prestigiose istituzioni scientifiche del mondo.Ma in quel momento era semplicemente qualcosa di non tanto influente.
      In un momento importante per la scienza,fonda la proprie radici nel fermento culturale che precedette il ritorno al trono degli Stuart,vide in quegli anni il numero dei membri, in poco tempo,nel giro di 2-3 anni, aumentare a dismisura(dopo solo tre anni i soci erano diventati più di 100).A quel punto allora divenne certamente interessante ed ecco allora che la Corona,sempre con una sorta di do ut des concesse il “Royal” alla società emergente,e senza rim etterci una sterlina(dalla Corona non ricevette mai alcun sostegno economico, provvedendo sempre ad autofinanziarsi).
      La cosa più “bizzarra” è che il motto su cui fu fondata la royal society era:”Nullius in verba”.
      In buona sostanza nella Royal Society era bandito il principio di autorità,il dogma,e la sua missione era la ricerca sperimentale nella luce del metodo scientifico.
      Giochi di potere e chiari legami di membri con gruppi ideologici ed organizzazioni furono sicuramente una realtà presente all’interno della Royal Society e sicuramente il motto è stato dimenticato in più di una occasione…

      • Grazie Leonetto per il tuo contributo.
        La mia domanda era più specifica :gli inglesi si costruiscono una propria Verità (Scisma anglicano +Casta sacerdotale scientifica) contro la teologia cattolica romana, o ciò è solo una mia impressione???

        • Mah..Diciamo inanzitutto che agli inglesi viene riconosciuta in diverse sedi la formazione e lo sviluppo del deismo s’impose sul suolo britannico come una corrente di pensiero largamente condivisa fra i vari intellettuali progressisti nonchè le classi industriose, mercantili e urbanizzate,sulla via dei ‘grandi’ filosofi anglosassoni del Seicento/Settecento,tutti deisti, o formalmente o per convinzione( Hobbes, Shaftesbury, Locke, Toland, Berkeley etc..).
          Cosa che come detto sopra influenza oltre alla tradizione Anglicana la dottrina della Chiesa Anglicana.
          Ora,quindi il corso degli eventi in Inghilterra(che i neodarwinisti vedrebbero favorito dall’isolamento dell’isola :D) ha pertanto favorito una non dispersione e un proliferare di certe ideologie e di certe correnti politico-ideologiche a differenza del vecchio continente…Il deista è un filosofo religioso, non certo un cristiano(ed in più occasioni vicino a vari pensieri New age), e,cosa importante, tenderà a tenere separati Chiesa e Stato(considera proprio a livello di istituzioni), almeno nell’esercizio del potere.Hume,infatti,attribuisce al deismo un significato più etico-politico che religioso..
          Quindi dove voglio arrivare con tutto questo?
          Mentre l’ateismo ,non era che una posizione minoritaria di intellettuali che apparivano estremisti, stravaganti in Inghilterra, il deismo invece aveva la “pretesa”(cosa assolutamente che non avviene ne ami potrebbe avvenire nella realtà)di ereditare il meglio del cristianesimo, trasfigurandolo sul piano della razionalità.
          E’ un po’ un “abbozzo” della “religione” positivista Comtiana.
          Che poi è semplicemete un risvolto di tutto quanto è il calderone new age.
          Pertanto ciò che era ed è obiettivo principale da tutta una ,diciamo così,ideologia è il cristianesimo(che come visto va bene se de-cristianizzato e new-agizzato).
          Quindi almeno di riflesso(magari anche conseguenzialmente,ma diciamo di riflesso), sicuramente, è possibile trovare, allora come oggi,la costruzione di tutto un “insieme” che si oppone anche alla teologia cattolica romana.

          • Lo Stesso Newton era deista … ed è stato il presidente della Royal Society….
            E guarda caso odiava la Chiesa Cattolica Apostolica Romana …
            🙂

          • Errata Corridge:
            Pertanto ciò che era, ed è ,obiettivo principale da tutta una ,diciamo così,ideologia è la distruzione del cristianesimo..

          • Non ho detto, o comunque detto fin troppo indirettamente,che tutto ciò ha tratto forza anche dagli ordini druidici e dagli antichi culti della tradizione britannica,sempre forti nella popolazione.
            Gerald Massey,capo eletto dell’ordine Ancient Order of Druids,era un sedicente egittologo-archeologo che mise in piedi tutto un che ,senza reale fondamento,(usato poi dal movimento teosofico-comunista in salsa new age come fonte)attaccò fortemente il cristianesimocercando di dimostrare che fosse in realtà l’antico culto del Sole…
            Ed aggiungo a quanto sopra che quando uscì di scena Hume, che contribuì a radicalizzare ulteriormente il deismo, sostenendo che religione= superstizione e paura, ormai per la “politica inglese” era assodato e incontrovertibile che le opinioni in materia di religione non potessero essere messe in discussione senonche una particolare confessione, quella anglicana,che sarebbe dovuta restare alle piene dipendenze dello Stato, il quale però si sarebbe guardato bene dal discriminare tutte le altre.
            In questo modo si sarbbe giunti all’ultimo capitolo della costruzione di tutto un sistema che certamente si sviluppa su interessi politici di un Paese,su cambiamenti di chi sta al potere nel tentativo di legittimare il proprio operato,rafforzare il proprio potere,fare i ‘suoi interessi mantenendo però il più possibile il rispetto del popolo e facendosi quindi anche portatore-difensore dei suoi credo,valori,interessi etc…, in relazione a ciò che era più proficuo fare, e che ha come sfondo incursioni contro il cristianesimo e il tentativo di raggiungere una “religione” positivista Comtiana.

        • Ti ringrazio del giudizio positivo,apprezzo,ringrazio e sono più che contento di poter essere utile in qualche modo.

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