Il CICAP promuove l’ “Osservatorio apocalittico”. Sarà finalmente smascherata la bufala del Global Warming Antropico?

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L’Osservatorio Apocalittico diventa parte del CICAP, si occupa di teorie catastrofiste, vuoi vedere che è la volta buona che verrà smascherato il falso allarme del Global Warming?

 

La notizia è stata data il 31 luglio scorso con un articolo pubblicato su Query online, la rivista del CICAP, con un articolo dal titolo “L’Osservatorio Apocalittico entra a far parte del CICAP“, dal quale leggiamo:

Fondato da Roberto Paura, giornalista scientifico esperto di fantascienza e immaginario di massa, nonché antenna CICAP per la città di Napoli, l’Osservatorio Apocalittico si è occupato nel corso della sua attività di raccogliere e vagliare le tantissime notizie, dichiarazioni teorie, affermazioni legate al “fenomeno 2012” e più in generale a catastrofi di tipo apocalittico. Un’autentica “sindrome del day-after”, come l’hanno definita gli esperti dell’Osservatorio

Un osservatorio nato dunque per smascherare le notizie che tendono a diffondere un sentimento di catastrofe apocalittica più o meno collocato nel futuro prossimo. Benissimo, lodevole iniziativa, andiamo dunque a vedere di quali notizie si va ad occupare l’osservatorio del CICAP:

A cavallo del 2012 abbiamo assistito a un autentico boom di profezie sulla fine del mondo: da quelle del predicatore americano Harold Camping alle teorie legate alla cometa Elenin, dalle profezie sui tre giorni di buio sulla Terra a quelle sempreverdi di Nostradamus,
sottolinea Roberto Paura.

E già dopo lo scampato pericolo dei Maya, ne sono emerse altre: l’apocalisse zombie, la cometa Ison, e ovviamente la presunta profezia di Malachia sull’ultimo papa.

La sindrome del day-after non conosce crisi.

 

 Possiamo entusiasticamente dare subito una mano per smascherare i responsabili del falso allarme per l’Apocalisse zombie, si tratta di insospettabili, nientemeno che il CDC (Centers for Disease control), più o meno il Ministero della salute USA, come riferito quasi due anni fa su CS: Dopo l’Aviaria e l’H1N1… prepariamoci agli Zombi.

Dopo questo primo contributo di cui possiamo andare orgogliosi mettendosi a guardare dove si dirigono le attenzioni dell’Osservatorio c’è da restare però delusi, sotto il mirino dei cacciatori di false apocalissi troviamo i quasi sconosciuti 3 giorni di buio, l’immancabile Nostradamus e la profezia di Malachia sui Papi, tutta roba classica, ma c’è un vistoso buco: manca la ricorrente profezia sulla catastrofe dovuta alle emissioni di CO2!

 Ma siamo generosi, si può dare al CICAP qualcosa su cui indagare, gli elementi sono stati già forniti in innumerevoli articoli su CS, per motivi di vicinanza temporale si possono segnalare gli ultimi tre: “La vita si libererà di noi”, e  La fine del mondo è in anticipo?,  e infine I mastini del clima e il terrorismo delle estinzioni in arrivo si tratta di casi chiari e clamorosi di allarmismo apocalittico.

Il CICAP e l’Osservatorio apocalittico non possono farsi scappare quest’occasione.

Restiamo in attesa dei risultati.

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Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

37 commenti

  1. Uno dei dieci on

    L’uomo,incoscientemente, può produrre enormi danni ambientali, non ci piove. Coscientemente potrebbe fare anche di peggio, ma non si verificherà, per una forma di autoconservazione insita in ogni specie vivente.

    Alla larga, comunque, da tutte le bufale: quelle ambientali e di ogni altra natura, compresi i complottismi (e gli anticomplottismi) che sono un male che offende le intelligenze.

    Dal mio punto di vista, alla fine, molto alla fine, non resterà traccia di noi, qui sulla Terra, se non nei ricordi di qualche altra specie “intelligente” che ci avrà sopravvanzato… In questo caso non si tratta né di pessimismo cosmico, né di complottismo contro la ns. specie, ma di un’inevitabile sequela, pegno dovuto alla vita (che cos’è, in fondo, se non un demone che ci irride?) che va avanti nonostante tutto.

    • Jacques de Molay on

      Poco male che non rimanga traccia di noi in quanto “Homo Sapiens”, poichè qualsiasi altra specie dotata di Intelletto potrà essere considerata nondimeno Uomo, il quale -da un punto di vista metafisico- è un Animale Razionale.

      • Uno dei dieci on

        Animale (razionale?!), appunto.

        Che la futura specie “intelligente” sia ancora da considerarsi uomo lo sapremo noi, possiamo solo supporlo, ma è un rigurgito di presunzione immensa.

        Dal mio punto di vista, molto più modestamente, annovererei l’umana specie nel mucchio di quelle estinte (i cari estinti), che non per questo possono vantare minor gloria. Il tutto in barba, per me, al finalismo supponente di chi ci considera al centro dell’Universo per metafisico pensiero, stroncato alla fine da un altro metafisico pensiero, che porrà al centro dell’Universo l’intelligente di turno. Avanti il prossimo.

        • Jacques de Molay on

          Non è rigurgito di nessuna presunzione, ma di speculazione metafisica ed in questo senso l’Uomo è un animale dotato di ragione e, meglio ancora, di Intelletto, inteso come facoltà di afferrare concetti astratti, metterli assieme in pensieri completi e ragionare da un pensiero all’altro in accordo con le leggi della logica.
          Che poi al momento il concetto di Uomo si sovrapponga a quello di Homo Sapiens è un fatto, ma nonostante questo l’Essere Umano, in quanto categoria metafisica, potrebbe -in linea teorica- anche non avere i tratti genetici e fenotipici che lo contraddistinguono come Homo Sapiens, per quanto ritenga che sia richiesta una complessità biologica “minima sindacale” tale da poter supportare le capacità intellettive che gli sono proprie e che lo rendono quindi anche “razionale”.
          Lei ha ammesso la possibilità che -in futuro- un’altra specie (e quindi “animale”) possa essere dotata di intelletto, motivo per cui avremo altresì un altro “animale razionale” e pertanto un Uomo.

          • Uno dei dieci on

            Credo che l’intervento di Pennetta qui sotto risponda anche a te, almeno così mi pare.

          • Jacques de Molay on

            No, direi che non è una risposta a quanto ho sostenuto: io non ho disquisito di morte ed immortalità, ho trattato solo di ciò che si debba/possa intendere per Uomo e se sia possibile continuare a parlare di Essere Umano anche dopo l’eventuale scomparsa di Homo Sapiens, rimpiazzato da altra creatura di differente specie dotata di intelletto.

          • Concordo che si tratta di due questioni distinte, collegabili se vogliamo, ma distinte.

            Non so se una specie futura dotata di autocoscienza sarebbe ancora Uomo o qualcosa di diverso, del resto in assenza di un oggetto reale da studiare si resta nela speculazione filosofica.

          • Jacques de Molay on

            Esatto prof, rimaniamo nell’ambito della speculazione filosofica in quanto non ci è dato conoscere se una specie futura sarà realmente dotata di Intelletto, per come lo ho definito molto sommariamente nel post precedente. Infatti l’ipotizzare una specie che sia in grado di “ricordarsi di noi”, come ha detto 1/10, non è sinonimo di Intelletto (nemmeno la consapevolezza di sè se è per questo). Anche l’elefante ricorda, e pure bene sembrerebbe, così come alcuni animali hanno mostrato d’avere consapevolezza di sè, non per questo però possiamo ritenerli dotati di ragione.

    • Da persona di scienza sono certo che prima o poi la specie umana scomparirà così come è apparsa.

      Da credente penso che tra la morte di un singolo e quella dell’intera specie la differenza è quantitativa e non qualitativa, in poche parole se per me non è uno scandalo la morte (inevitabile) di una singola persona cosa dovrebbe cambiare quando essa si estendesse a tutti?

      Non sono i credenti che cercano l’immortalità della specie, quelli sono i transumanisti…

      • Uno dei dieci on

        Allora, riferendomi alla sua prima osservazione, sono una persona di scienza anch’io.

        Secondo aspetto (enorme come implicazioni): da ex credente e quindi oggi non credente, ritengo anch’io, guarda caso, che la morte (inevitabile) sia, come diceva qualcuno semplificando su CS tempo fa, lo stesso “sonno” che c’era prima di nascere: dal sonno si passa alla vita e dalla vita si passa al sonno. Semplice, inevitabile, rasserenante e appagante.

        Anche i non credenti non cercano immortalità di sorta, almeno così sento che la pensano i non credenti che ho conosciuto; e, al contrario dei credenti, non cercano neanche l’eternità.

        • Giorgio Masiero on

          @ 1/10
          1) Non è vero che “i” non credenti non cercano l’immortalità. Oltre a quelli che non la cercano, come Lei, ci sono quelli che nemmeno si pongono il problema e ce ne sono che invece la cercano, per es. con l’ibernazione o col transumanesimo, come ricordava Pennetta.
          2) Prima della nostra nascita, nessuno di noi “dormiva”. Quindi, per piacere, esprimiamoci – se possiamo – scientificamente, e non parliamo di “sonno”!
          Il problema vero è: donde proviene il nostro Io, che affiora alla nascita? dove va dopo la morte?
          3) Qualcuno ha una risposta “scientifica” alle precedenti domande?

          • Uno dei dieci on

            Giusto Masiero: quella “i” fa la differenza, effettivamente. Non era mia intenzione generalizzare.
            Potrei anche affermare che nemmeno “i” credenti sono tutti d’un pezzo e a voler cercarne ne troveremmo di certo tra quelli in lista di ibernazione e tra quelli convinti del transumanesimo (della serie “il Paradiso può attendere”).
            Mi rimproverava di non saper distinguere di metafisica: diciamo che si tratta di un “sonno” metafisico, sonno senza sogni, metafora di uno stato che io vedo come tale. Le parrà assurdo, ma tra il sonno senza sogni e l’inesistenza io trovo un’analogia calzante.

            Belle domande, impegnative domande: porsele è già darsi una mezza risposta. Per non sbagliarmi non me le pongo o, meglio, me le ponevo ma non riuscivo a trovare la mezza risposta che mancava. Penso che anche lei, credente, si trovi nella stessa situazione.

            Considerato i profondi articoli che ha scritto qui su CS, sarebbe interessante avere una sua risposta o, meglio, quella che lei ritiene una risposta: in 20 righe? Senza tirare in ballo Dio?

          • Giorgio Masiero on

            La scienza non sa dare una risposta all’origine di un batterio unicellulare, immaginarsi se puo’ rispondere a quella dell’Io! Ma non e’ grave, del resto la scienza non sa nulla per certo. Per fortuna noi uomini abbiamo strumenti piu’ certi di conoscenza, come l’introspezione, la metafisica e la logica.
            Il mio Io esiste, ed e’ cio’ di cui sono piu’ certo al mondo. Accetto il principio metafisico che esiste una realta’ fuori di me (Dirac), compresi molti altri Io (l’Altro).
            Nessun Io e’ necessario, tutti sono contingenti, cioe’ hanno origine in seguito alla decisione di altri Io.
            Quindi l’esistenza certa degli Io contingenti mi rinvia logicamente alla necessita’ dell’esistenza di un Io necessario, Assoluto. Dell’esistenza dell’Assoluto sono logicamente certo quanto introspettivamente di Me.
            Lei, 1/10, mi ha dato solo 20 righe. Quindi mi fermo qui, non senza di dirLe che, sull’argomento (l’Io e il suo destino) si potrebbe razionalmente aggiungere molto altro.

  2. L’effetto serra, che poi sarebbe il principale responsabile del riscaldamento globale, è dovuto , come tutti sanno, da un INSIEME di gas, alcuni di origine naturale, altri derivanti dalle attività dell’uomo, tra cui l’ormai celeberrima anidride carbonica (CO2). La CO2 è ormai ufficialmente riconosciuta come la principale responsabile dell’effetto serra; questo perché costituisce il 99,4% dei “gas serra” e contribuisce all’effetto serra per il 72,4% . Quello che invece si tende a non dire è che solo il 2,33% di questo 72,4% dovuto alla Co2 è di origine antropica. Ma il dato più clamoroso che si tende a nascondere da parte dei fautori dell’AGW è che il 95% dei gas serra (i due terzi, secondo altre fonti) è costituito da vapore acqueo. Ribadisco il concetto: l’anidride carbonica costituisce il 99,4% dei gas serra e contribuisce per il 72,4% all’effetto serra, a patto che non si tenga conto del vapore acqueo! Se invece, nelle valutazione delle percentuali costituenti L’INSIEME dei vari gas serra, si tiene conto anche del vapore acqueo, allora la percentuale di contributo all’effetto serra dovuta all’anidride carbonica scende ad un misero 3,5%. E di questo 3,5% solo un ridicolo 2,33% e di origine antropica. Riepilogando: l’uomo contribuisce all’effetto serra, mediante emissioni di anidride carbonica, per una percentuale pari al 2,33% del 3,5% del totale dell’effetto serra.

    http://daltonsminima.wordpress.com/2009/03/18/quanta-parte-dell%E2%80%99effetto-serra-e-di-origine-antropica/

    … ma di cosa stiamo parlando? Ah già: di bufale.

    • Enzo Pennetta scrive:
      8 agosto 2013 alle 13:14 (Modifica)
      Grazie Giancarlo, riporto una parte del tuo intervento che fornisce un’informazione che non conosceva e che mi sembra rilevante:

      “Se invece, nelle valutazione delle percentuali costituenti L’INSIEME dei vari gas serra, si tiene conto anche del vapore acqueo, allora la percentuale di contributo all’effetto serra dovuta all’anidride carbonica scende ad un misero 3,5%. E di questo 3,5% solo un ridicolo 2,33% e di origine antropica. Riepilogando: l’uomo contribuisce all’effetto serra, mediante emissioni di anidride carbonica, per una percentuale pari al 2,33% del 3,5% del totale dell’effetto serra.”

      E mi associo al commento finale!

      PS se lei è lo stesso Giancarlo intervenuto sul blog di ocasapiens le faccio i miei complimenti.

      http://ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it/2013/08/01/creation-science/

      Rispondi a questo commento »

      • Si, sono sempre io professore, ma non mi faccia complimenti che non merito, sono solo un brocco… che cerca di imparare qualcosa seguendola.

        Buona strada professore.

        • E invece all’apprezzamento precedente devo anche aggiungere il riconoscimento della sua modestia! 🙂

          Il suo augurio mi è molto piaciuto, è confortante sapere che su questa strada che si percorre ci sono compagni di viaggio come lei.

    • Uno dei dieci on

      Detto questo, di cui prendo atto con fiducia immensa (ne traggo allora la conclusione che quel misero 2,33% del 3,5% è ininfluente), da cosa deriverebbe tanto accanimento in questa materia? Sarebbe interessante avere, oltre che i dati sopra esposti, anche una spiegazione del perché da parte dei più si dice il contrario.

        • Uno dei dieci on

          Ho letto e medito.

          Solo constato: il Terzo Mondo produrrà gli uomini di domani e dopodomani, in barba all’occidente che invecchia e che (si dice) vorrebbe annientare i miseri. Semplificando: non saranno il nostro denaro e la nostra opulenza ad aver la meglio, ma la vita che va avanti aggrappandosi coi denti a ogni sostentamento.

          Non so se ricordate quel che diceva padre Zanotelli dal Kenia ai tempi di “mucca pazza”?

          Più o meno: “se avete paura che quella carne vi uccida tra vent’anni, datela a noi che di fame moriamo domani”.

    • Grazie mille Giancarlo, estremamente utile l’articolo postato, ancor di più l’originale inglese:
      http://www.geocraft.com/WVFossils/greenhouse_data.html

      Ma direi che il dato ancora più impressionante sia quello relativo alle percentuali quando si include anche il vapore acqueo tra i gas che contribuiscono all’effetto serra. (e perchè mai non lo si dovrebbe includere… se non per malafede??)

      I dati diventerebbero così:
      Il contributo antropico totale all’effetto serra diventa dello 0,28%
      e quello relativo alla sola CO2: 0,117%

      Qualcosa di totalmente incredibile. E nonostante questi dati reali, sono riusciti a realizzare una tale macchina di propaganda terroristica a livello mondiale!
      Per mentire bisogna proprio sapere spararle grosse, ma molto grosse.

        • Jacques de Molay on

          Scusate, ma a questo punto la domanda sorge spontanea: i sostenitori dell’AGW come interpretano questi dati?!

          Non voglio credere che si limitino soltanto a tacerli…

  3. Uno dei dieci on

    @Masiero

    “Lei, 1/10, mi ha dato solo 20 righe. Quindi mi fermo qui, non senza di dirLe che, sull’argomento (l’Io e il suo destino) si potrebbe razionalmente aggiungere molto altro.”

    Noto che spiegare da dove viene il nostro Io, anche solo metafisicamente, senza tirare in ballo Dio (l’Assoluto) le risulta impossibile. Io adesso magari, nel mio piccolo mondo ormai materialista, tiro in ballo la casualità e la banalità di un atto, io esisto per caso, avrei potuto non esistere mai come è successo per quei “mezzi patrimoni genetici” che hanno corso insieme verso l’ovulo di mia madre e non ci sono mai arrivati, disperdendosi nell’abisso del nulla (anche questo un destino, in fondo)…

    • Uno dei dieci on

      Alfonso, il mio amico down, mi suggerisce di aggiungere che lui esiste, ed è felice, perché sua mamma lo ama.

    • Giorgio Masiero on

      Appunto, 1/10, Lei non e’ necessario, Lei potrebbe non esistere, come ogni altra cosa di questo mondo. Ma il contingente esiste in Lei, in me, ecc., in Suo padre, nei Suoi avi, ecc. Quindi esiste, direbbe Aristotele, un motore immobile, l’Assoluto.

        • Giorgio Masiero on

          L’esistenza dell’Assoluto. Se Le par poco…, ma si puo’ continuare con la logica e la metafisica.

          • Uno dei dieci on

            Mi pare che affermare “ho dimostrato l’esistenza dell’Assoluto”, nell’accezione classica del termine “dimostrare”, la ponga, Masiero, nel novero degli autori che scrivono libelli del tipo da lei sempre biasimati sulle più diverse “dimostrazioni” dell’inesistenza di Dio. Dov’è che sbaglio?

          • Giorgio Masiero on

            Non Si dolga, 1/10, se ancora una volta Le devo far notare che confonde la scienza sperimentale con la metafisica. Non e’, ovviamente, possibile dimostrare scientificamente l’esistenza o l’inesistenza di Dio. Questo e’ un limite che appartiene al metodo scientifico, che comprende una fase sperimentale, mentre Dio e’ per definizione trascendente. Ma un altro conto e’ la dimostrazione logica e metafisica della Sua esistenza, che come Le ho mostrato sopra c’e’ e, secondo la mia epistemologia, vale infinitamente di piu’ di ogni asserto scientifico, sempre soggetto a falsificabilita’.

          • Jacques de Molay on

            Se posso permettermi, un’aggiunta alle parole del prof. Masiero:

            Il ragionamento metafisico, sig. Russo, è tanto razionale quanto quello matematico, per quanto non sia empirico (lo è solo in parte). Mi spiego: con le scienze empiriche condivide il fatto di partire dall’osservazione di ciò che ci circonda e con la matematica spartisce il fatto che, se il ragionamento risulta essere corretto, si arriverà a delle certezze (chiamiamole anche verità) che dovranno essere accettate come necessarie e non già contingenti.
            Quindi l’eventuale dimostrazione metafisica -RIGOROSA- dell’Assoluto, non ha nulla a che vedere con i libelli da Lei citati, fermo restando che il prof. Masiero, in questa sede, non ha affatto affermato di aver dimostrato alcunchè. Del resto Lei ha imposto il limite delle 20 righe, non avrebbe potuto pretendere molto in effetti!

    • Jacques de Molay on

      Da parte mia vorrei farLe notare che è possibile dare una dimostrazione metafisica riguardo l’immaterialità dell’Intelletto, tanto per ricollegarsi a quanto dicevo prima. Lei capisce però che se la dimostrazione risulta efficace, diverrà impossibile rimanere nell’ambito materialista a Lei caro, dato che la materia non ha nemmeno in principio la potenzialità di generare ciò che materiale non è.

      PS. Evinco che lei 1/10, sia l’utente precedentemente conosciuto come Pellegrino Russo, o sbaglio?

  4. Uno dei dieci on

    @Masiero

    Perché dolermi? Invece la ringrazio perché mi conferma nell’idea che se si incontra Dio null’altro può contraddire la certezza di averlo incontrato, com’è successo, per esempio, a Dino Segre, in arte Pitigrilli (personaggio oggi, a torto, dimenticato), che ha lasciato in merito una testimonianza superba nella sua operetta “La piscina di siloe”, piccola solo nel numero di pagine.
    Al contrario, non incontrarlo, produce l’effetto opposto, che ha una valenza uguale e contraria di medesima portata, che rasserena la vita allo stesso modo, com’è capitato a me.

    P.s.: per onestà, pellegrino russo era solo un omaggio all’esicasmo, che adoro, e non il mio nome e cognome.

    • Giorgio Masiero on

      Non era mia intenzione, 1/10, farLe incontrare Dio, ma solo rispondere alla Sua domanda se c’e’ una risposta scientifica all’origine e al destino dell’anima.
      Ricapitolando, per quanto riguarda l’origine non c’e’ una risposta scientifica, ma una metafisica che rinvia all’Assoluto; per il suo destino, invece, la risposta riguarda solo la fede.

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