L’ “E-Cat” e il metodo scientifico

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La società Defkalion-green technologies commercializzerà entro ottobre il reattore E-Cat

 

Una vicenda sta movimentando negli ultimi tempi il campo della Fisica nucleare e delle risorse energetiche, stiamo parlando del dispositivo E-Cat (Energy Catalyzer) di Andrea Rossi e del Prof. Sergio Focardi.

Come alcuni già sapranno, si tratta di un dispositivo ispirato a quello che nel 1989 venne proposto dai Proff. Martin Fleischman e Stanley Pons, dell’Università di Salt Lake City nello Utah.

Da allora la fusione fredda è stata oggetto di diffidenza e di critiche da parte della maggior parte del mondo scientifico, ciononostante sono in seguito giunte delle conferme da parte del Prof. Giuliano Preparata, docente di fisica nucleare dell’università di Milano (scomparso nel 2000) e, nel 2008, dal fisico giapponese Yoshiaki Arata che ad Osaka ha mostrato un reattore funzionate al palladio.

Il dispositivo di Andrea Rossi è stato recentemente visionato dall’inviato dell’Accademia di Svezia, Sven Kullander, il quale ha affermato: “Se davvero funziona vale il Nobel”.

Le prime verifiche hanno dato un risultato positivo, in attesa di ulteriori riscontri si è espresso positivamente anche il Nobel per la fisica del 1973, il Prof. Brian Josephson.

Ma c’è anche chi scommette ingenti somme sull’efficacia dell’E-Cat, si tratta delle società greca Defkalion green technologies, che nel mese di ottobre prevede addirittura di mettere sul mercato i primi esemplari.

Si tratta di una vicenda che, comunque vada, tiene col fiato sospeso tutti coloro che la stanno seguendo. Tutti, tranne i maggiori media e il mondo della scienza.

Riguardo ai media va fatta un’eccezione per il mensile Focus, che in questa occasione si è distinto dal resto della carta stampata, e per Rainews-24 che ha dedicato alla vicenda un bel servizio di Maurizio Torrealta, intitolato: La magia del signor Rossi (il video è disponibile sul sito di Rainews).

Tutte le persone di buonsenso sperano vivamente che le promesse vengano mantenute, che veramente nel reattore E-Cat si verifichi un tipo di reazione nucleare di tipo nuovo, perché questo significherebbe una rivoluzione energetica dalle ricadute incalcolabili, tali certamente da risolvere molte situazioni di sottosviluppo e da disinnescare tensioni internazionali legate alle fonti energetiche.

Possiamo provare a giustificare il silenzio della maggior parte dei media con il timore di generare grandi speranze che rischierebbero di andare deluse. Ma se l’E-Cat che verrà commercializzato dovesse davvero funzionare, allora ci troveremmo di fronte ad un evento superiore alla prima rivoluzione industriale. Allora tutti coloro che nonostante l’evidenza contraria sostengono ancora politiche neomalthusiane nei confronti del Terzo mondo, dovranno rassegnarsi all’idea che anche gli africani potranno finalmente avere l’energia elettrica e svilupparsi economicamente e socialmente, inoltre le Cassandre del Global Warming Antropico dovranno cercare altri argomenti per frenare lo sviluppo dei paesi emergenti e immaginare invasioni militari di “Caschi Verdi” in nome dei cambiamenti climatici.

Ma forse tutto questo sarebbe troppo per essere vero.

Comunque il bello del metodo scientifico è che qualunque teoria deve essere sottoposta a verifica, non c’è spazio per le tifoserie e le opinioni: o l’E-Cat produrrà presto energia, e allora tutti potremo veramente tirare un sospiro di sollievo, o le previsioni non saranno rispettate e i reattori greci non funzioneranno, e allora non ci occuperemo più dell’E-Cat.

Ma, volendo essere un po’ maliziosi, non ci sorprenderebbe se qualcuno che amministra gli immensi fondi destinati alla fusione calda tifasse per il fallimento dell’esperimento, e se alcuni silenzi dei media fossero dovuti allo stesso motivo.

 

 

 

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

2 commenti

  1. Alessandro Giuliani on

    Un tifo sfegatato a favore di questa meravigliosa impresa che se riuscisse, oltre ovviamente agli incalcolabili effetti in campo sociale, provocherebbe una rinascita da zero della nostra tronfia e un pochino annoiata scienza costringendo a ripartire dai fondamenti..

    • Fa veramente piacere sentire uno scienziato che “tifa” per l’E-cat!
      Condivido il parere che non solo sarebbe una rivoluzione energetica, ma servirebe a vivacizzare un po’ la ricerca scientifica, quella vera, non quella di cui parlo in “Falsa/cattiva scienza”.