Global Warming: la sindrome di Moby Dick

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Il capitano Achab crede di aver catturato Moby Dick…

Le previsioni dell’IPCC hanno cercato di imbrigliare le temperature globali indicando un’emergenza Global Warming antropico.

 

Ma in realtà le temperature vanno in tutt’altra direzione infischiandosene dell’IPCC.

 

Sul sito del climatologo ed ex scienziato della NASA Roy Spencer, è recentemente comparso un articolo dall’eloquente titolo “95% of Climate Models Agree: The Observations Must be Wrong“.

“Il 95% dei modelli climatici è d’accordo: le osservazioni devono essere sbagliate”, una tagliente ironia che mentre fotografa il fallimento delle previsioni di chi ha sostenuto l’ipotesi della causa antropica dei cambiamenti climatici, propone con grande efficacia l’atteggiamento di chi si ostina a negare l’evidenza dei fatti continuando a sostenere una teoria che ha fallito le previsioni.

Ciò che differenzia le scienze sperimentali da altre branche del sapere è proprio la capacità di fare previsioni verificabili, e quando le previsioni di una teoria non si verificano si deve concludere che la teoria non è valida. Questo nel caso della teoria del riscaldamento globale di origine antropica (AGW) sembra non valere, ecco al momento attuale il confronto tra le previsioni fatte in base alla teoria dell’AGW e le temperature effettivamente misurate:

Confrontando la serie storica delle temperature (HadCRUT4) o i rilevamenti satellitari, si giunge alla stessa conclusione, la teoria va rivista. Ma invece no, si continua ad insistere che i modelli sono corretti, sperando sembra in un colpo di fortuna che alla fine rimetta tutto a posto, come quei tifosi che quando la loro squadra di calcio perde 3 – 0 a dieci minuti dalla fine sperano ancora nell’impresa epica. Oppure si deve giungere alle conclusioni ironiche di Roy Spencer, i modelli hanno ragione e sono i termometri a sbagliare, che poi è una versione rivista e corretta del motto hegeliano “se i fatti non si accordano con la teoria tanto peggio per i fatti”.

Un riferimento quello ad Hegel che non può che far pensare all’ideologizzazione della scienza che emerge dalla vicenda del Global Warming Antropico, ma poiché la scienza non è come la politica dove si può dire tutto e il contrario senza che nessuno se ne sorprenda, per fortuna alla fine qualcuno avrà ragione e altri avranno sbagliato. Al momento i sostenitori dell’AGW (IPCC in testa) somigliano sempre più alla figura del capitano Achab che ossessionato dalla “balena bianca” (in realtà un capodoglio) ci si lega con le funi dei suoi arpioni e convinto di averla catturata ne è invece a sua volta catturato e trascinato a fondo.

Le linee delle previsioni dell’IPCC sono un po’ come le cime che legavano degli arpioni  che pretendevano di aver catturato la balena bianca, così i grafici credevano di aver imbrigliato i cambiamenti climatici ma invece hanno imprigionato l’IPCC legandolo alle proprie previsioni sbagliate e diventando così un impietoso atto di accusa di una teoria fallita per il 95%  e, salvo miracoli, prossima al fallimento totale.

Ma il NCSE (National Center for Science Education), continua a sostenere la teoria dell’AGW indicando come negazionisti coloro che si ostinano a voler ritenere che i fatti debbano prevalere sulle teorie:

Uno strano connubio quello tra teoria neodarwiniana e AGW, un connubio che dovrebbe far porre delle domande. Ma si tratta di un legame che potrebbe rivelarsi un grosso problema per il darwinismo, quando affonderà la teoria dell’AGW il fatto di averle legate insieme metterà in dubbio anche l’altra.

 

 

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Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

15 commenti

  1. “Ciò che differenzia le scienze sperimentali da altre branche del sapere è proprio la capacità di fare previsioni verificabili, e quando le previsioni di una teoria non si verificano si deve concludere che la teoria non è valida.” – Questa è la parte che spesso viene volutamente dimenticata proprio da tanti scienziati, che, accecati dall’ideologia, portano avanti teorie sbagliate, superate o comunque non verificabili. D’altronde, fu emblematica la dichiarazione dell’ultimo Premio Nobel per la Medicina, a cui tu, Enzo, dedicasti un articolo su CS: “la scienza è in mano a delle lobby”. Questa vicenda del Global Warming, così come quella del darwinismo, non fa che confermare palesemente quella dichiarazione.

    • Nicola, i sostenitori dell’AGW dicono che sono le lobby del petrolio a finanziare i “negazionisti”, come se ne esce fuori?

      Grazie al cielo con uno strumento semplicissimo: il termometro e la memoria.
      Il termometro per misurare la temperatura, e la memoria per ricordarci cosa era stato previsto. Allora si saprà finalmente dove stavano le pressioni delle lobby.
      Purtroppo nel caso del darwinismo non esiste nessun termometro, come diciamo da sempre non esiste nessuna misurazione in grado di confutare la teoria, che di fatto non ha i requisiti di scientificità.

      • La teoria Darwinista (o meglio le sue evoluzioni moderne) hanno tanti e tali di quei riscontri da farla ritenere assolutamente valida fino a prova contraria. La prova contraria è sempre possibile, non ovviamente sulla teoria nella sua globalità, ma in tutta una serie di elementi che ne conseguono. Ovviamente applicare il principio di falsificabilità a una teoria complessa come quella dell’evoluzione e della selezione naturale richiede ben più di un termometro, ma si possono individuare specifici esperimenti per verificare, ad esempio, se determinate speciazioni o componenti organiche siano del tutto scollegate da tutte le altre specie. Faccio un esempio, se in un animale si trovasse un organo talmente specifico da non riuscire a trovare alcun precursore o alcun altro organo dal quale si possa essere evoluto, allora potremmo affermare che quell’organo si è formato al di fuori di un processo di selezione naturale, che sia stato “creato” da zero. Al momento però non mi risulta che nessuno ci sia mai riuscito.

    • L’articolo è stato massacrato nei commenti perchè il sondaggio non si riferisce a scienziati in generale, ma a un’associazione di ingegneri e scienziati canadese di uno Stato dove tantissimi lavorano in campo petrolifero.

      Anch’io sono convinto che l’opinione degli scienziati sia molto meno monolitica di quanto si racconta, ma non è questo il modo di parlarne.

      • Giorgio Masiero on

        Mi piacerebbe sapere, renzo, se ci sono scienziati esperti di clima che non abbiano rapporti di qualche tipo con il ciclo dell’industria energetica, delle rinnovabili o delle non rinnovabili!
        Se ne conosce, me li segnali che Le sarò grato per il mio lavoro.
        E’ un po’ come il discorso della stampa “indipendente”, che è l’ossimoro sfacciatamente esibito nella testata di tutti i maggiori quotidiani del mondo: ma “indipendente” anche dal Suo editore, sig. Direttore?
        Caro Epimenide cretese…

        • Me lo dica lei. E’ un po’ scorretto citare cose che si conoscerebbero per via del proprio lavoro nell’industria ma poi non si possono rivelare.

          Comunque sono abbastanza sicuro che la gran parte dei metereologi, per esempio, non abbia nulla a che vedere né con la Shell né con le fabbriche di celle solari. Mi sbaglio?

          E’ un campione non rappresentativo, tutto qui. La scorrettezza è venderlo per qualcosa di diverso, come se fosse un campione di geoscientists in generale.

          Noterà che non ho mai scritto che mentono perché li paga la ditta, o cose simili.

          • Giorgio Masiero on

            Mi sono spiegato male, renzo. Io non accuso nessuno di essere prezzolato, né ho conoscenze segrete; affermo solo che non esistono scienziati del clima “indipendenti”, così da potersi realizzare un campione obiettivo “in generale”, perché ogni modello matematico del fenomeno (complesso e caotico) si basa su una mole di pre-assunzioni incontrollabili, che infine poggiano sui sentimenti più intimi del proponente. Conscio o inconsapevole che sia.
            Anche la Sua reazione appassionata mostra, secondo me, il peso che hanno questi sentimenti profondi in ogni uomo.

      • Come dicevo sopra ogni schieramento accusa di essere prezzolato l’altro, per fortuna saranno i termometri a decretare chi sbaglia.
        Una cosa però mi sento di dirla subito, in linea di massima i meteorologi sono contro la teoria dell’AGW e non posso credere che siano tutti prezzolati e parte di una lobby.
        E proprio il fatto che una categoria competente, anche se non sono tecnicamente climatologi, e che non fa lobby sia contro la teoria dell’AGW dovrebbe far riflettere.

        • Anche io non ho detto che gli intervistati in quel sondaggio mentissero, e neppure che fossero tutti incompetenti (neanche io sono un climatologo, del resto, eppure penso di potermi fare un’opinione sulla questione.)

          La cosa scorretta è presentare quei numeri con un semplice “gli scienziati pensano”, senza nessun aggettivo. Gli scienziati, quali? Quello è un campione particolare.

  2. alessandro barbolini on

    Parlano di clima ma non sanno nemmeno di cosa stanno parlando…le calott crescono ,neve con bufere ovunque tranne che da Verona in giù..i serristi vadano sulle alpi o in USA o in Asia

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