Quando le affermazioni della “scienza” sono parole in libertà

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Che “la scienza” sia un nuovo dogma o forse anche una nuova religione è sempre più evidente, ecco tre casi in pochi giorni dove affermazioni discutibili, errate o addirittura assurde sono sono passate senza destare la seppur minima perplessità.

Se un sito potesse essere paragonato ad un museo oggi ci occuperemmo della critica alle opere esposte nel museo di Pikaia, il portale dell’evoluzione, una mostra dove nell’arco di tre settimane sono state pubblicate tre notizie che meritano una riflessione.

1- Madre Neanderthal, padre Denisova: la ragazza figlia di due specie. (25 agosto)

In pratica si trova un reperto che documenta una “figlia di due specie” poi nell’articolo si afferma tra l’altro che:

Analisi più approfondite del genoma hanno poi rivelato ulteriori informazioni su entrambi i genitori della giovane, fornendo nuove indicazioni circa le interazioni tra neanderthaliani e denisovani. La madre è risultata geneticamente più vicina ai Neanderthal che vissero nell’Europa Occidentale in tempi più recenti piuttosto che a quelli vissuti in tempi più remoti nella regione di Denisova. Ciò suggerisce che neanderthaliani orientali siano migrati in Europa Occidentale in un periodo successivo a 90.000 anni fa o che Neanderthal occidentali siano migrati in Siberia prima di quel periodo, sostituendo parzialmente la popolazione locale.

Il genoma del padre ha invece rivelato la presenza di un antenato neanderthaliano nella sua genealogia, risalente a un periodo molto precedente (circa 300-600 generazioni).

insomma tra denisova e neanderthal c’è stato un rimescolamento continuato per migliaia di anni, ora il punto è che se si ammette che due specie possano avere una discendenza comune fertile, un’affermazione che costituisce una contraddizione in termini, la definizione di specie di Mayr (1983) afferma che: «Una s. è una comunità riproduttiva di popolazioni, riproduttivamente isolata dalle altre, che in natura occupa una nicchia specifica». Quindi o si ridefinisce il concetto di specie (perdendo probabilmente efficacia) o quanto affermato, cioè che siamo in presenza della figlia di due specie è falso.

2- Evoluzione in azione: il caso di Biston betularia (31 agosto)

Qui siamo davanti ad un classico che va avanti dall’Ottocento, la farfalla Biston betularia nelle sue due varietà chiara e scura è stata presa da innumerevoli manuali come esempio di evoluzione documentata secondo i meccanismo darwiniani di caso e selezione. Un errore comune in cui era incappato anche il Nobel Dario Fo nel 2011.  Ecco cosa leggiamo su Pikaia:

Errore, gli esemplari scuri erano già presenti fin dall’inizio, la Biston betularia documenta semmai un caso di selezione naturale, non di evoluzione. A meno che non si adatti anche in questo caso la definizione per far sì che quel che non è vero lo diventi, ad esempio ricorrendo ad una variazione di frequenza degli alleli anziché la comparsa di nuovi. Ma il bello è che per stessa ammissione di Pikaia non esiste una definizione chiara di evoluzione in quanto essa “resta materia controversa“.

3 – LUCA comparve molto prima del previsto. A dircelo è un nuovo orologio molecolare (5 settembre)

Qui siamo di fronte ad un’opera dadaista dove il rifiuto della ragione e della logica trionfano. Si parla di una ricerca che anticipa la nascita dell’organismo predecessore di tutti gli esseri viventi a 4,5 miliardi di anni fa.

Il problema in questo caso è che la comparsa dell’antenato comune di tutti gli esseri viventi sarebbe avvenuta quando la Terra era una palla alquanto incandescente. Quindi o si rimettono in discussione le datazioni o si accetta l’assurdo.

Prevedibilmente ci saranno interventi che sosterranno in qualche modo che le cose sono diverse da quello che sembra, ma consiglierei di fare attenzione alle arrampicate sugli specchi perché da fuori si notano molto.

 

 

 

 

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Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

2 commenti

  1. Fabio Vomiero on

    Niente arrampicate sugli specchi per quanto mi riguarda, penso.
    1. Leggendo l’articolo mi sono venuti gli stessi dubbi.
    2. Ha ragione, si tratta di un caso emblematico di selezione naturale e di evoluzione solo nell’ambito di alcune definizioni dell’evoluzione stessa, ma non di tutte.
    3. La notizia mi lascia alquanto perplesso, primo perchè nutro dei forti dubbi sulla reale capacità analitica affidata così allegramente al metodo dell’orologio molecolare e secondo perchè ciò non collima con una ricostruzione di massima che ho elaborato personalmente nell’articolo di qualche giorno fa sull’origine della vita, che, a mio parere, descrive molto più fedelmente e più solidamente una sintesi dello stato dell’arte effettivo.
    L’unica cosa che non condivido è che comunque la scienza, nonostante tutto e tutti i suoi limiti, per definizione non è nè un dogma, nè una religione. Non facciamoci troppo influenzare da tutta una serie di interpretazioni e di caricature naif di moda, ma del tutto fuorvianti.

    • Enzo Pennetta on

      Concordiamo ampiamente Fabio, ci sono migliaia di ricercatori che non fanno della scienza né un dogma né una religione, il punto è che a livello mediatico e politico, è lì che avvengono le vere caricature, questo è quel che denuncio e ad essere danneggiata è la scienza stessa.
      Il paradosso è che viene accusato di essere nemico della scienza proprio chi cerca di liberarla da questa strumentalizzazione.

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