Covid-19: la tesi che cambia tutto

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Finora smentita, data per scientificamente confutata, la tesi dell’origine artificiale appare più forte che mai.

Era appena il febbraio 2020 e ai primi accenni ad un’ipotesi di origine artificiale del virus Sars Cov 2, che è l’agente patogeno dell’epidemia Covid-19, la stampa mainstream si scagliava con grande ferocia contro chi la proponesse.

Veniva detto che era stata scientificamente confutata ogni possibilità che il virus fosse stato ingegnerizzato, chi parlava di questa ipotesi veniva sottoposto alla gogna mediatica, colpito attraverso la sua carriera se un universitario e il video rimosso da Youtube, un caso su tutti la trasmissione del canale “Il vaso di Pandora” in cui si parla di questo e la conseguente aggressiva reazione da parte della “voce del padrone”, la testata “Open”.
Il video di «Il vaso di Pandora» e la tesi di complotto del coronavirus come arma biologica – Il video

Ricordiamo anche l’accusa di far parte di una rete internazionale, meglio ancora se fascista, fatta su Report a chi nell’agosto 2020 aveva ritrovato e lanciato il video di TG Leonardo del 2015 su un virus ingegnerizzato proprio in Cina, ricordiamo anche la sentenza di Burioni: ‘È l’ultima scemenza che venga da un laboratorio ‘, seguito dalla virologa Capua:’Virus deriva da un serbatoio selvatico’.

Eppure un libro “La chimera che ha cambiato il mondo”, scritto da Joseph Tritto e pubblicato qui in Italia da uno degli editori più coraggiosi, Cantagalli, spiegava con grande attenzione ai particolari come e perché il virus poteva essere molto probabilmente di origine artificiale.

Nel libro si cita uno dei massimi esperti di ingegnerizzazione, il ricercatore che ha insegnato ai cinesi le tecniche usate a Wuhan per produrre virus artificiale e che proprio nel 2015 contribuì alla realizzazione del virus di cui parlava il celebre TG Leonardo, il Prof. Ralph Baric, colui che nel 2002 aveva messo a punto la tecnica denominata “gain of function”.
Lo stesso Baric aveva poi collaborato con la dottoressa Shi Zhengli-Li a realizzare il virus chimera di cui parlava il TG Leonardo e la cui realizzazione è documentata da uno studio pubblicato su Nature.

E proprio Baric aveva smentito in un’intervista a “Presa diretta” del 14 settembre 2020 che un virus artificiale debba necessariamente avere degli elementi per essere identificato smentendo tutti gli articoli precedenti che avevano “dimostrato” definitivamente l’origine naturale del Sars Cov 2, tra questi spicca uno studio pubblicato su Nature il 17 marzo 2020 nel quale il riferimento all’origine per selezione naturale del Sars Cov 2 viene ribadito dieci volte.

Adesso, il 14 maggio 2021, su Science è comparsa una lettera firmata da 17 nomi di rilievo della ricerca tra cui, fatto importantissimo, spicca lo stesso Ralph Baric, lettera con la quale si chiede l’apertura di una vera indagine sulla possibile origine artificiale del virus. Non può non colpire quanto l’arrogante sicurezza con la quale era stata liquidata la questione appaia oggi frutto di un giudizio politico obbligato dalle esigenze del momento, i commenti di Burioni, della Capua e dello stesso articolo su Nature mostrano lo stato penoso nel quale versa il dibattito scientifico quando tratta di temi sensibili.

Una lettera che non casualmente viene pubblicata nell’imminenza del Global Health Summit tenutosi a Roma il 22 maggio, e della World Health Assembly che si terrà dal 24 maggio al 1 giugno, eventi preceduti anche da un preoccupante comunicato redatto per la UE in occasione del convegno di Roma da parte di un comitato di 20 esperti che annunciano che “il mondo sta probabilmente entrando in un’era di pandemie“.

E’ evidente come un tale allarme sia legato necessariamente alla premessa che il Sars Cov 2 sia un virus di origine naturale e che anche solo l’ipotesi che esso sia invece il frutto di un processo di ingegnerizzazione non solo farebbe cadere l’allarme dei 20 scienziati ma porrebbe sotto accusa tutti coloro che hanno parlato a nome della scienza abusando della sua autorevolezza ostacolando la ricerca della verità.

Cadrebbe l’allarme per un futuro di epidemie senza fine e delle relative emergenze continue, si aprirebbe un processo non solo alle autorità cinesi con conseguente terremoto finanziario legato ai risarcimenti e verrebbe messa sotto accusa la stessa WHO legata ai laboratori di Wuhan e responsabile della fallimentare gestione dell’intera vicenda Covid a partire dai mancati controlli dei laboratori cinesi e dai protocolli diffusi fin dall’inizio dell’emergenza che non hanno impedito il picco di decessi registrato nell’intera vicenda pandemica, per quanto ci riguarda ricordiamo che causa di quelle indicazioni poteva essere diramata la circolare n. 15280 del 2 maggio 2020 del Ministero della salute che sconsigliando le importantissime autopsie affermava:
“Per l’intero periodo della fase emergenziale non si dovrebbe procedere all’esecuzione di autopsie o riscontri diagnostici nei casi conclamati di COVID-19, sia se deceduti in corso di ricovero presso un reparto ospedaliero sia se deceduti presso il proprio domicilio”.

Sappiamo quanto fossero invece necessarie quelle autopsie e quante vittime sono dovute al non averle eseguite.

La questione dell’origine artificiale anche solo con il suo restare aperta costituisce un forte ostacolo alle politiche di emergenza continua con le relative restrizioni delle libertà fondamentali e del soffocamento delle classi intermedie imposto in nome della stessa emergenza.

Ma è proprio l’indimostrabiità del caso, che è alla base della teoria dell’evoluzione darwiniana, che non permetterà mai di dimostrare definitivamente l’origine naturale mentre elementi di tipo investigativo potrebbero al contrario provare un’origine artificiale, anche se una commissione d’inchiesta non dovesse approdare a nulla l’ipotesi della manipolazione di laboratorio dovrebbe continuare ad essere scientificamente considerata prima di parlare di un’era di pandemie inevitabili.

Questa è l’importanza della battaglia per l’accertamento delle responsabilità sull’origine dell’emergenza Covid-19, ma solo pochi, oltre chi da questo ha tutto da temere, sembrano accorgersene.

Video su Rumble:

https://rumble.com/vhja01-covid19-la-tesi-che-cambia-tutto.html

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

40 commenti

  1. Che il virus sia naturale oppure artificiale è quasi (dunque non del tutto) irrilevante. Ciò che è invece determinante e discriminate è l’uso evidentissimamente politico che ne è stato fatto.
    Caso 1, in linea del tutto congetturale, potrebbe trattarsi sì di un virus artificiale, e scappato chissà come da un laboratorio (fatto sempre grave ma accidentale). Se non se ne fosse fatto un uso politico la faccenda rimarrebbe come una delle tante gravi scemenze di un Potere gestito da mezze calzette.
    Caso 2, il virus è artificiale, e per giunta gestito con politiche genocide.
    Caso 3, il virus è naturale, ma è gestito con politiche genocide.
    E’ ovvio che il caso più grave è il 2, mentre il 3 è appena meno grave. Pertanto, il vero punto non concerne tanto l’origine del virus, ma il suo uso. La promessa di un’epoca di pandemie, sempre più minacciosa, ci riporta al nocciolo. Importa più se il veleno con cui Tizio ha avvelenato Caio è naturale o artificiale, oppure il fatto in sé, ossia che Caio è stato avvelenato da Tizio?
    Chiudo. Elementi sempre più probanti portano verso una congettura via via più fondata: il virus è stato ingegnerizzato da menti malate. Elementi di certezza assoluta ci mettono sotto gli occhi che quelle menti malate stanno utilizzando il virus per creare un bel mondo nuovo.

    • Enzo Pennetta on

      Come ho detto nell’articolo la questione artificiale o naturale è invece molto rilevante.
      Avendo già detto perché non lo ripeto.
      Qui non si sono affrontate le conseguenze politiche ma solo quelle epidemiologiche.

      • Scusa, Enzo, qualcosa necessariamente mi sfugge: perché l’origine del virus è più rilevante del suo uso politico? Come può essere che l’origine di un’arma ha più peso politico delle conseguenze penali (e in questo caso anche politiche) del suo uso? A me pare evidente che siamo davanti a livelli completamente diversi e non commensurabili di responsabilità.
        A che servono le decine di laboratori che CIA e Pentagono hanno offshore (giacché a casa loro è proibito fare ciò che fanno a casa altrui), se non a ingegnerizzare virus a batteri? Dove starebbe la novità? I virus e i batteri sono armi, e il limite di utilizzo di un’arma non è dato dall’etica, ma dalla possibilità dell’auto annientamento, E’ solo per questo che, finora, non si è arrivati all’uso strategico di armi nucleari. Mentre l’uso di virus e batteri è, secondo questi malati, più flessibile e controllabile. Si arrivasse mai alla prova certa ed inconfutabile dell’origine artificiale, in ogni caso e sicuramente, non pagherebbero i mandanti, e la responsabilità sfumerebbe in un enorme bolla di fuffa mediatica. Mentre, al contrario, non vedo come i responsabili politici potrebbero cavarsela davanti alla prova certa ed inconfutabile dell’uso politico, ove la prova certa ed inconfutabile fosse.
        Il fatto è che tale prova, anzi tali prove, esistono; di cosa si parla (per rimanere nel nostro minimo) su questo blog da 15 mesi? La faccenda è che per trasformare prove documentali e logiche in fatti politici occorre una forte azione mediatica e giudiziaria; giacché questa è la sola capace di avere un impatto nella polis, nel forum delle coscienze, che oggi si sono addormentate nella nuova religione. Di tale azione non si vede l’ombra.

        • Il perchè è molto semplice : un qualcosa di naturale si può sfruttare o meno , mentre la creazione artificiale implica sempre lo sfruttamento che sia nel bene o nel male . Nel caso del virus Sars COV 2 è proprio il suo sfruttamento a livello politico globale a indicarne la sicura origine artificiale. Troppe coincidenze , troppe decisioni politico economiche illogiche (a dir poco) , troppa propaganda . troppa censura , troppe simulazioni pre 2020 troppo Bill Gates ovunque

  2. Se il virus è artificiale si arriverà sicuramente a scoprirlo. Siamo in 7 miliardi, non tutti inquadrati, ci sarà pur qualcheduno che sa e che parlerà!? Un segreto tale, così grande, non può che avere gambe corte…
    Io penso a un caso 4: virus naturale gestito molto male per incapacità a diversi livelli. Alla prossima pandemia spillover forse avremo le idee più chiare.

    • Enzo Pennetta on

      Purtroppo non è così, di quei 7 miliardi solo poche decine di persone ben inquadrate militarmente sono al corrente di cosa si faceva a Wuhan.

      • Io sono convinto, Enzo, che se qualcuno sa, avrà confidato il “segreto” a qualcuno di cui si fida dicendo di non parlarne a nessuno… Ma, si sa, ognuno ha qualcuno di cui si fida, e alla lunga la catena di chi saprà la cosa sarà tanto lunga che il segreto non potrà che emergere. Se non emergerà sarà dolo perché il virus è naturale.

        • Non c’è nessun segreto da confidare. A Wuhan vi era uno dei più importanti laboratori militari “cino-americano” gestiti da organizzazioni collegate alla Cia e da alcune case farmaceutiche produttrici di vaccino (come la Johnson & Johnson). In quel laboratorio si sperimentavano mutazioni del Coronavirus. Fin qui si tratta di dati ufficiali e documentati. Così facili da trovare che le pietre lo sanno tutte, anche gli alberi, e se si ascolta bene lo ripete pure il vento. Se qualcuno vuole il filmato in diretta di quando hanno prodotto il Covid, confesso, però, di non averlo, ma sono sicuro che se lo avessi, anche con una perizia certificata che attestasse che non è un falso e la confessione giurata dei responsabili, vi sarebbe ancora qualcuno che non ci crederebbe, almeno fino a che non lo dicesse anche per due volte di seguito il telegiornale in prima serata.

          https://www.youtube.com/watch?v=GIg–Wkv6Bs

          https://www.youtube.com/watch?v=-znk38FZugI

          • Credo comunque che sia molto diverso il caso di un incidente di percorso ( là dove si sperimentava, e magari lo si fa da decenni) dal caso di una deliberata messa a punto di un virus per dare il via a una pandemia pilotata… A questa seconda ipotesi attribuivo l’appellativo di segreto che non durerebbe. Personalmente abbino il virus artificiale al fatto grave solo se viene creato come arma (a questo mi riferivo con il termine artificiale nel mio primo intervento su Pennetta) e lo distinguo dal virus artificiale creato per sperimentare vaccini o cure che è scappato via.
            E in ogni caso mi lasci il dubbio ancora di un origine naturale. Di spillover nei decenni passati ce ne sono stati così tanti da rendere plausibile anche questo. Fino a prova contraria dimostrata.

        • Rag. Giovanni Diabolik on

          Mio fratello, cittadino U.S.A., lavora a diversi progetti militari ovviamente coperti dal massimo segreto…. dubito fortemente che se, il prox. Giugno quando finalmente lo rivedrò di persona, mi metterà al corrente dei suoi progetti nel caso dovessi chiederglieli.
          Insomma credo che anche chi lavora a Wuhan sia perfettamente in grado di tenere dei segreti, anche a riguardo dei loro familiari.

          • Caro ragioniere, accetti una provocazione: immagino che neanche che sta lavorando a diversi progetti militari coperti dal massimo segreto avrebbe dovuto dirle, suo fratello…

          • Rag. Giovanni Diabolik on

            @Giuseppe: è esattamente quanto gli disse il sottoscritto, in tono scherzoso, quando me lo riferì su FaceTime: “Adesso che me lo hai detto, che segreto è?”.
            Parlando seriamente, dubito che mi abbia riferito più di quanto sia stato autorizzato a dire in pubblico.

          • Paolo da Genova on

            Per carità, anche un mio parente lavorava e un mio amico lavora ad applicazioni militari, ma alla fine erano e sono semplici impiegati, competentissimi in un settore tecnico molto piccolo e specifico, strategico in sé stesso, ma utile solo insieme ad altri numerosi settori piccoli e specifici di cui il singolo dipendente nulla conosce. Questo per dire che in grossi progetti, tipo il laboratorio di Wuhan, anche volendo, un singolo dipendente difficilmente può fare rivelazioni clamorose al grande pubblico, ma solo rivelare aspetti tecnici comprensibili a pochissimi, e che quindi possono essere oggetto di contestazioni, come sempre succede in ambito tecnico e scientifico quando ci sono controversie. E che il livello superiore, il dirigente, riveli il progetto che conosce, lui sì, e di cui è responsabile, è molto difficile, perché nessuno sega il ramo su cui è seduto. L’immagine dello scienziato che svela al mondo segreti clamorosi e inconfessabili è molto cinematografica, ma poco reale.

  3. Importantissima notizia a conferma di tante altre precedenti. Ma soprattutto ottima impostazione del problema sulla rilevanza dellorigine. Non è tanto il problema di distinguere o separare l’aspetto scientifico da quello politico, quanto piuttosto focalizzarsi sullautorevolezza delle istituzioni, politiche o scientifiche, che hanno governato ab origine l’evento: se non ci possiamo fidare di chi ci ha informaro dall’inizio, negando ogni tesi contraria o contrastante, cade la fiducia su ogni sviluppo della gestione. L’alfa e l’omega sono intimamente connessi. Ogni legittimità, ogni autorevolezza cade di conseguenza, e si è autorizzati a fare fronte di resistenza

  4. Il termine “prova” ha significati diversi a seconda del contesto. Salvo che in matematica e in logica,
    “prova” non significa quello che ordinariamente si crede. Vale così la fondamentale distinzione formulata da Leibniz tra verità di “ragione” e verità di fatto. In breve, le verità di ragione sono necessarie ed il loro opposto è impossibile, quelle di fatto sono contingenti ed il loro opposto è possibile. Venendo al nostro discorso, serve tenere presente questa differenza, soprattutto con riguardo a quella categoria di fatti contingenti di difficile verificabilità. Tutt’al più, si può parlare di vari gradi di verosimiglianza. Per raggiungere la massima approssimazione possibile con una prova (quasi) assoluta, il procedimento è sempre stato quello di elaborare logicamente la maggior quantità di fatti connotati dal maggior grado possibile di verosimiglianza.
    Premesso ciò, il ragionamento diventa inattaccabile; giacché, con piena soddisfazione della precedente premessa, possiamo serenamente affermare sia che il virus è stato ingegnerizzato, sia e soprattutto, che è stato utilizzato come una bio arma. E a questo punto torno alla questione: atteso che la ragion d’essere delle strutture militari e dei Servizi è quella di fare la guerra;
    che per fare la guerra occorrono armi il cui scopo è massimizzare la distruzione e la morte;
    che di tali strutture (soprattutto gli USA) hanno appestato il mondo;
    (ciò atteso) dove sta la notizia? O ci si aspettava che a WuHan (ed in decine di posti simili) giocassero a Mah Jong?
    La sola vera notizia è la guerra mossa ai popoli. Ed è una pessima notizia, perché la guerra è dolore, sofferenza, pazzia e stupidità.

    • Mi scusi ma da profano, vorrei fare una considerazione. L’ipotesi di Bio Arma – secondo me – non sta in piedi per due semplici ragioni.
      1) La Cina che interesse avrebbe avuto a creare una pandemia che ha messo in ginocchio il mondo intero sul piano economico. Gli stessi affari della Cina, ne sarebbero stati compromessi. La Cina fa affari con gli USA e con tutto il mondo ma durante la pandemia, tali affari, sono di fatto compromessi.
      2) Un’arma per essere tale deve essere controllabile, altrimenti non penso si possa parlare di arma.
      Se a lungo andare mi si ritorce contro a me sembra più un bumerang che un’arma.
      L’ipotesi dell’incidente di laboratorio su virus ingegnerizzato e quella di origine naturale, sono entrambe plausibili.
      In ogni caso, non si arriverà mai a scoprire la verità perché nel primo dell’incidente, ammetterlo avrebbe conseguenze geopolitiche immense.

  5. Certo che Darwin è sempre presente nel quotidiano della società umana;e come? Per esempio leggendo l’interessantissimo articolo del Prof. tutto sommato sostanziale, che riporta anche alla realtà questo “nuovo mondo”recente:la Cina e il suo emergere economico-sociale.Mentre per il cittadino comune,relativamente a Darwin vengono riservati articoli di sicura “scientificità”come ad esempio quello su “tech.everyeye.it.Darwin aveva ragione:Nuove conferme dimostrano le sue teorie”direi dunque contrapposto a:”ma è propio l’indimostrabilità del caso,che è alla base della teoria dell’evoluzione darwiniana,che non permetterà mai di dimostrare definitivamente l’origine naturale….”.Parole di un peso enorme.

  6. Youtube, uno dei più potenti terminali della voce del p(l)adrone censura un tale, perché diffusore di “false informazioni” in ambito scientifico. Il suo nome è Luc Montagnier, colpevole di un reato abietto: dissentire dalla versione ufficiale imposta dal Regime globale circa l’origine e la natura del vayrus.
    Chi diffonde notizie contrastanti la verità unica e definitiva, quella di cui sono depositari i padroni del discorso, dei mezzi di produzione d distribuzione, dell’emissione monetaria, della comunicazione e della “cultura”, dell’industria militare e sanitaria, ossia, i padroni di tutto, costoro, che mantengono autonomia di pensiero sono i nuovi impuri, i reietti, gli esecrandi.

    https://www.youtube.com/watch?v=WxXrf_yPpQE

    • Su internet Luc Montagnier,che si è “permesso” di dubitare sull’origine naturale, in modo e con toni comunque chiari, è stato vilipeso come un comune pazzo criminale.Se fosse accertato che le sue parole corrispondono a Verità chi gli porgerà le dovute scuse ?

  7. Cari amici di penna, anche se spesso non la pensiamo allo stesso modo mi sento parte di una comunità che si confronta in fondo con i toni alti del rispetto. Adesso parlano di pass per i vaccinati, di un passaporto che consenta di fare cose e partecipare a matrimoni e bla bla. Che ne pensate? Possibile che vada in porto?

    • Paolo da Genova on

      Il “bel clima” della comunità è effetto del “bel tono” degli articoli, dove si giudica sulla base dei fatti noti, non sulla base dei pregiudizi. Dell’origine artificiale del coronavirus su queste pagine si discuteva già un anno fa, i giornaloni ci arrivano con un anno di ritardo e solo dopo che l’hanno deciso i padroni del pensiero unico.

  8. Il Pentagono è considerato la più grossa azienda del Pianeta; impiega direttamente 3,2 milioni di persone, considerati i vari livelli di indotto, si stima dia lavoro a circa 10.000.000 di persone. Se si considera che in Italia lavorano (ma non tutti a tempo pieno) circa 23.000.000 di persone, si può avere l’idea della colossale quantità di risorse di cui dispone questa struttura/industria; la quale, essendo di tipo militare, non è soggetta agli indefiniti vincoli di una Nazione ancora formalmente democratica (che in Italia la democrazia è morta lo sappiamo).
    Pfizer sanno tutti, cioè, veramente, il contrario, non tutti e anzi pochi (tra questi i frequentatori del blog) sanno cos’è. Magari, un’altra volta, vedremo come Pfizer e Pentagono hanno un rapporto di parentela molto stretto.
    E ora uniamo i puntini: il Pentagono dà incarico a Pfizer di ripensare l’idea e lo sviluppo di vaccini
    https://www.fiercepharma.com/r-d/pentagon-tasks-pfizer-radically-rethinking-vaccine-development

    Ora, stamane, senza ombra di preavviso, sono stato colto da un attacco di ingenuite, così da tornare fanciullo. E pertanto, qualcuno, tra il colto pubblico e l’inclita guarnigione dei presenti, mi spiegherebbe perché nel 2013 il più grosso complesso militare e industriale del mondo dà mandato a Pfizer (ossia a Big Pharma) di sviluppare vaccini a RNA messaggero? “Ripensare, radicalmente, lo sviluppo di vaccini”, questo il mandato! Perché?
    Rispondete numerosi, attendo lumi (in attesa che, finita l’ingenuite, si riaccendano i miei).

  9. Rag. Giovanni Diabolik on

    Gentile Prof. Pennetta,
    Come nota a piè di pagina, vorrei segnalare alcune ‘chicche’ dei “Professionisti dell’Informazione”.
    In questo primo link (https://www.newsweek.com/scientists-react-joe-biden-china-covid-origin-report-1595483?%20utm_source=pushnami&utm_medium=Push_Notifications&utm_campaign=automatic&UTM=1622143107906) un articolo di News Week che riporta la notizia che il Presidente Biden ha ordinato un’indagine in merito all’origine del virus, nel secondo un articolo di Repubblica (https://www.repubblica.it/protagonisti/Luc_Montagnier) pubblicato lo scorso anno pieno di insulti al Nobel Montagnier per il solo fatto di aver posto in dubbio l’ipotesi dell’origine naturale del virus.

  10. Due fatti di spicciola vita quotidiana mi hanno portato alla (definitiva?) persuasione che non è possibile recuperare, salvare, riformare, niente. Come ho scritto non molto tempo fa, il vero trionfo dei sulfurei cavalieri dell’antimondo non sta tanto nella perfetta riuscita dell’Operazione Covid, nemmeno dall’avere completamente svuotato la Chiesa Cattolica, e neppure nel successo nell’imposizione di tutto il contronatura dell’ideologia gender e woke.

    Ciò che mi porta a credere che finirà con uno schianto è che si sono completamente presi almeno le ultime due generazioni, bambini e giovani. Vedo che resto il solo a porre l’accento su questo punto, e mi pare impossibile non si comprenda che è il più rilevante di tutti. Vero è che è dal almeno tre a quattro cicli che il patto generazionale si è cominciato ad allentare; con un’accelerazione a partire dal ’68; ma, più o meno, fino agli anni ’90 non si era del tutto rotto. Adesso, chi viene al mondo atterra su una tabula rasa, dove i padroni delle menti posso scrivere tutto ciò che vogliono.

    Episodio 1, tre giorni fa.
    Circa le 13, gironzolo in bicicletta sul lungomare assolato e semideserto. Vedo un giovane seduto su un bastioncino, smanetta col cellulare, ed ha il volto completamente coperto, da sotto gli occhi al pomo di adamo. Non resisto, mi avvicino, e con molta cortesia gli chiedo perché porta una maschera. Ci mette un po’ a capire; nel mentre, gli faccio presente che per una persona della sua età, in quelle condizioni ambientali, è più probabile essere travolto da un maremoto che subire un contagio. Tituba, poi, forse per non passare completamente per scemo (nel frattempo mi ha informato che studia ingegneria), ammette che forse potrebbe anche essere così. E allora, visto che studia ingegneria, gli chiedo se, approssimativamente, sa quanto sono grandi le maglie del tessuto che indossa, e quali sono le dimensioni di un virus. Tituba nuovamente, si guarda attorno, fa qualcosa col cellulare, poi mi guarda e tace. Gli chiedo se conosce la differenza tra micro e nano, e a quel punto capisco che deve essere un giovane di buona famiglia, giacché, per quanto si capisce che gli sto sule sfere, mantiene la forma.
    Gli faccio una sintesi: stanti le circostanze, è più probabile un collasso gravitazionale, che un contagio. La ridicola maschera che indossa, con 30 gradi di temperatura, non lo protegge da nulla. Fa il terzo anno di ingegneria, e non sa rispondere a delle domande elementari. Dunque? Questa è la risposta: “lei non tiene conto del rispetto”.
    Lo ringrazio e lo saluto

    Episodio 2, oggi.
    Piazzetta del paese. Tra ragazzi ed una ragazza hanno allestito una specie di banchetto; già a distanza si capisce sono “volontari” di una delle innumerevoli associazioni finalizzate a praticare la carità pelosa, e a far sentire buoni e giusti i praticanti. La ragazza mi ferma, e, alla lettera, mi chiede: “Posso farti qualche domanda”. FarTI, mi può venire figlia, e azzardando magari nipote, e mi dà del tu!!! Guardate io comprendo che oggi non si comprende l’importanza sostanziale della forma, e che, per giunta si ignori del tutto, che l’abbattimento del ruolo della forma (fatta passare per qualcosa di “fascista”), è una delle tappe più importanti del processo della distruzione identitaria.
    Chiedo alla ragazza se per caso ci conosciamo, se siamo parenti, se ho un momento di amnesia. Lei proprio non comprende, non ci arriva. Certe categorie, per questa giovane barbara, non hanno davvero significato. Alla fine, dopo un pensa e ripensa, deve essersi fatta l’idea di trovarsi davanti a un reperto archeologico, e dato che lo scopo era spillarmi del denaro, accetta il fascistissimo lei.

    Mi chiede, dando per scontato lo sappia, cos’è Telethon. Lo so, ma mento; esterrefatta mi dice che è una cosa della televisione. Le rispondo che non guardo la televisione da prima che lei nascesse (qui non mento). Questo è troppo! Non le riesce di trattenersi dallo scambiare un’occhiata coi suoi sodali, che sono dei perfetti rappresentanti di questa genia di ex umani cui accennavo. Non sono maschi, neppure femmine, non sono neppure omosessuali, al più sono ”maschietti” woke, sono “fiocchi di neve/snowflakes”. Si capisce che è lei che comanda, ed è pronta, risoluta, ha imparato la lezione alla perfezione; sa di avere dalla sua la forza del “bene”. Cambia registro: “Lei sicuramente è una persona sensibile…”, e mi mostra un catalogo con foto di bambini deformi.
    (Parentesi. A quel punto, dietro l’inganno, vedo chiaramente l’Ingannatore. Colui che si nutre di menzogna, ed ancor peggio di contraffazione. E davanti a me ho la perfetta contraffazione del bene. Più di una volta, qui sul blog, ho rimandato alle vertiginose riflessioni di Vladimir Sergeevic Soloviev sull’Anticristo. Che il russo, con oltre un secolo di anticipo, vede con gli stessi miei occhi di oggi mattina; e che descrive come “… una persona davvero perbene, un convinto spiritualista, un ammirevole filantropo, un pacifista impegnato e solerte, un vegetariano osservante, un animalista determinato e attivo”. Ah, sarà anche “…ecumenista, e capace di dialogare con parole piene di dolcezza saggezza ed eloquenza…”. Ovviamente, non credo che la poveretta di stamattina fosse un demonio; era soltanto un guscio vuoto, attraverso cui agiva il contraffattore del bene. Io credo che Soloviev, ossia tutta la sua teologia, sia talmente al di sopra del pensiero medio, ma anche di quello così detto alto, da essere una delle personalità più incomprese di sempre. Qualcuno lo ha accostato a Tommaso, e secondo me non si è sbagliato).
    Insomma, arriviamo al punto. In sintesi, e sorvolando sui dettagli, le dico.

    “… Sacrosanto occuparsi di una nobile causa come la loro: raccogliere fondi per la ricerca sulle malattie rare! Ma anziché cercare di spillare quattrini a gente come questa che ci sta attorno, metà della quale già ridotta alla fame, come mai non vi chiedete neppure un momento perché chi ha come ragion d’essere proprio la ricerca per limitare le sofferenze dei più sfortunati (ossia entità statuali e pubbliche), anziché farlo, ha prosciugato ogni risorsa disponibile, e per sovrammercato ha distrutto quel po’ che rimaneva? Perché non vi posizionate fuori dai cancelli dei colossi farmaceutici che, anziché produrre farmaci che curano, investono immani risorse per realizzare farmaci che cronicizzano le malattie, e zero risorse per le malattie rare!!! Zero! Come mai non vi chiedete come mai i Governi, tutti, trovano sempre i soldi per “sanare” i bilanci delle banche, e hanno ridotto una sanità che fu di eccellenza a qualcosa di sudamericano?
    Come mai non vi passa per la testa di mettere i vostri banchetti appena davanti ad una delle sedi di Big Pharma, ma state qui a sondare la “sensibilità” di poveracci che fanno difficoltà a mettere assieme il pranzo con la cena(*)?…” Ecc…

    Per non farla lunga, ad un certo punto, con piglio inquisitorio, la giovane marescialla mi interrompe e mi chiede: “Ma lei ha fatto il vaccino? No, perché vedo che gira senza mascherina” Capito? La marescialla ha fatto un punto supremo di sintesi con “Ma lei ha fatto il vaccino? No, perché vedo che gira senza mascherina”.
    E’ irrilevante ciò che ho risposto. Invito chi legge a non passare come irrilevante ciò che ho scritto.

    P.s.*
    Nel posto in cui mi trovo, che campa di turismo, almeno il 70% delle persone non ha quasi lavorato negli ultimi 16 mesi. Ho visto chiudere una quantità di attività che andavano avanti da generazioni! E i tre fiocchi di neve woke + la marescialla, anziché minimamente pensare a sondare la sensibilità dei trilionari e protestare davanti ai cancelli del Potere, sondavano quella di povera gente che quei trilionari e quel Potere hanno gettato sul lastrico!
    Così giovani e già cosi covidioti!

    • Gentile Francesco, i Suoi esempi, molto interessanti, permettono alcune considerazioni di tipo neurologico.
      Premetto, per non essere frainteso, che io non appartengo affatto a coloro che identificano la mente con il cervello e l’apparato neurocerebrale o con il suo funzionamento. Questo non vuol dire però che le realtà psichiche incorporee che sono presenti nel mentale non abbiano delle tracce e dei punti di caduta corporea in certe zone del sistema nervoso e cerebrale.
      Ciò detto, per precisare, occorre distinguere fra le capacità logiche e cognitive di base che trovano corrispondenza nelle zone dorsali e laterali del lobo frontale del cervello e il conferimento di valore e senso alle cose che trova corrispondenza nel c.d. sistema limbico, in zone come l’ipotalamo, l’amigdala e le aree paralimbiche. Si può dire che le prime sono funzioni di tipo sintattico, mentre le secondo sono quelle di connessione semantica, cioè di contatto con la realtà concreta. Sono le funzioni connesse con il sistema paralimbico anche quelle che riguardano l’etica.
      Ora, sono precisamente queste funzioni che a causa dei condizionamenti ambientali sono state gravemente alterate nella maggior parte della gente e a questo non c’è rimedio, salvo che in casi eccezionali per reazione più o meno spontanea di strutture profonde dell’organismo psicosomatico.
      I giovani sono più esposti semplicemente perché in loro i condizionamenti ambientali più forti operano sin dalla nascita. Occorre non sottovalutare i comportamenti, come gli usi sociali (quello di usare il lei ne è un ottimo esempio) o l’interazione con le macchine. Si tratta di attività che, se ripetute più volte, modificano la compagine psicosomatica, alterando anche la struttura stessa delle reti neuronali, grazie a quella che viene chiamata neuroplasticità.
      Il Grande Reset è stato perciò accuratamente preparato dall’uso diffuso di strumenti come la televisione o lo smartphone che, come aveva giustamente osservato in un’intervista il filosofo Manlio Sgalambro, sono mezzi molto più efficaci della stessa propaganda a modificare le facoltà cognitive reali delle persone.
      Vi sono, in realtà, procedure che possono risvegliare almeno in alcuni la lucidità rispetto alle ordinarie condizioni di coscienza medie attuali, ma si tratta di cose che possono in generale essere efficaci solo se praticate direttamente nel contatto diretto ed in presenza, come si dice oggi.

      • Aggiungo che non è esagerato affermare che l’uso del tu, in luogo del lei, così frequente su internet, è uno dei fattori principali responsabili dell’infantilismo e dell’aggressività incivile che vi regnano sovrani.
        Altri fattori sono la distanza sociale e l’astrattezza…
        Ripetendosi questi usi sono in grado di modificare anche i comportamenti in uso furi dalla rete.

    • Anche io ho sempre visto con sospetto i banchetti organizzati che spillano denaro per cause altissime, soprattutto se i responsabili ti fermano e ti inchiodano con gli occhioni dolci a quel senso di solidarietà che dovresti possedere.
      Per la stessa ragione, però, a uno che non conosco che venisse a disturbarmi per chiedermi perché indosso la mascherina e mi volesse fare il terzo grado riguardo alla sicurezza che credo di avere e non ho, direi senza ombra di dubbio di farsi gli affari suoi e di non importunarmi.

    • Paolo da Genova on

      Sull’episodio 1 voglio pensare bene, tale è l’abitudine contratta, che a tanti capita di non ricordare nemmeno di indossare la mascherina, quando si fa qualcosa che assorbe molto l’attenzione, tipo smanettare col cellulare.
      Sull’episodio 2, purtroppo, la penso anche peggio di lei, nel senso che tutte le descritte modalità di approccio sono a mio giudizio pensate, alla ricerca della massima probabilità di successo. Statisticamente, per convincere un uomo maturo a sborsare una somma di denaro, è certo meglio farlo avvicinare da una giovane donna che gli da del tu, che da chiunque altro che gli dia del lei. Psicologia spicciola, per cui la persona che propone è più importante della proposta stessa. Mi chiedo piuttosto se questi volontari sappiano in cosa consistono le ricerche Telethon, perché queste non sono certo tutte uguali. Una ricerca che miri a curare i malati, a farli stare meglio, è certamente meritoria. Ma una ricerca volta allo screening prenatale dei malati, a non farli proprio nascere, non sarebbe la stessa cosa.

      • Il maggior successo dell’Operazione Covid non è di tipo politico ed economico (in favore dei potentati), è antropologico. L’accettazione volontaria della mascherina, presso la sua totale inutilità sanitaria, da parte di soggetti a zero rischio, in luoghi solitari se non deserti, è un atto di spoliazione (volontario, appunto) dello specifico della dignità umana. Che sia stato così facile conseguire questo successo, mi ha portato a riconsiderare, dalle fondamenta, la mia visione del mondo. Un altro episodio paradigmatico: qui vicino c’è un’area naturale protetta, di non facilissimo accesso. Ho visto coppie di giovani e giovanesse passeggiare, in quasi totale isolamento, a volto del tutto coperto.

        Quanto alla giovane marescialla di Telethon, lei e i suoi innumerevoli cloni, sono il prodotto di laboratorio della nuova umanità, altro e ancora più profondo aspetto della mutazione antropologica. Hanno totalmente perso la capacità di analisi critica; sono Macchine di Touring deterministiche, che la materia corporea sia biologica non cambia nulla. Lo stesso Touring diceva che la base fisica delle sue macchine era irrilevante. Confesso che questo fatto genera in me un fortissimo conflitto; giacché faccio una immane fatica a dar per vero quello che vedo, ma, d’altro canto, non posso negare l’evidenza.
        Ecco, questo genere di genocidio è un fatto inedito della Storia; e questa epoca è la più buia di tutte

  11. Grazie dell’interessante contributo, gentile Anonimo.
    Causa la stretta parentela con una neuropsichiatra (con un breve passato da ricercatrice), ebbi modo in passato di approfondire le questioni da lei sollevate. Che nelle condizioni di coscienza ordinaria la mente abbia dei correlati con talune aree cerebrali lo si sapeva da sempre, anche solo da poco ci si è avviati alla definizione di una mappa capace di consentire un orientamento, magari finalizzato alla cura di talune malattie. Salto tutta una lunga filiera i passaggi intermedi, e vedo di arrivare al punto. Queste discussioni periodiche si esaurirono quando divennero finalmente chiari i rispettivi punti di vista.

    La neuropsichiatra (comunque di mente apertissima) era interessata, prevalentemente, all’aspetto nosologico e terapeutico; e, per quanto credente, il suo orientamento era fisicalista e riduzionista.
    Dal mio canto, specificatamente con riguardo alla natura della mente, pur non disdegnando altre prospettive, il mio punto di vista è quello buddista. Ciò perché, per quanto mi concerne, è quello che maggiormente ha reso conto di ciò che comunemente si chiama “Mente”.
    Venendo al dunque, è esclusivamente una questione di calcolo. E’ più conveniente investire tempo e risorse nello studio della neurofisiologia (o delle Scienze Cognitive), oppure nello studio buddista della mente? E ciò, considerando la scarsità della risorsa primaria: il tempo.
    Venendo al dunque del dunque:
    a, se hai successo in neuropsichiatria/neurofisiologia, scopri rimendi per una quantità n di malattie.
    B, se hai successo nell’applicazione delle dottrine buddiste sulla mente (ciò non implica, in automatico, diventare buddista), scopri rimedi per porre definitivamente fine alla sofferenza, ora, e in ogni sempre.
    In cosa conviene investire?

    Ecco, senza questa premessa forse non si capirebbe la mia riluttanza a considerare punti di vista – magari non privi di un certo interesse – così lontani dallo scopo primario della vita. Che mi cambia una volta acquisita l’informazione che, quando provo piacere, nel mio sistema mesocorticolimbico si registrano alti o altissimi livelli di dopamina? Posso sapere questo e molto altro, e rimanere lo stesso una specie di burattino mosso da elementi della cui natura neppure miliardi di anni di neurofisiologia concepirebbero l’esistenza.

    Ciò nondimeno, i rilievi da lei fatti restano interessanti, giacché permettono di gettare una luce appena dietro l’apparenza di taluni processi dati per scontati e/automatici, se non benefici e auspicabili. Tutto, a partire dalla diffusione di massa della radio, e finendo alle ultime diavolerie tecnologiche, è stato finalizzato allo svuotamento di ciò che di specificamente umano è nell’uomo.
    Niente è più importante del comprendere i livelli e le dimensioni del Grande Inganno.

    P.s.
    Dell’uso compulsivo e corrosivo del tu, magari si parla in altra occasione.

    • Sono d’accordo che la dottrina buddista sia senz’altro incomparabilmente più interessante delle neuroscienze, come del resto qualsiasi dottrina tradizionale. Tuttavia, l’interesse specifico negli studi neuroscientifici, come in quelli relativi alla c.d. “intelligenza artificiale”, risiede nel fatto che i veri agenti che stanno dietro l’attuale shock pandemico e le pretese misure di risposta, sembrano seguire da vicino i risultati di questi studi. Ad es., è per lo meno una curiosità il fatto che:

      1) l’ingegnerizzazione sia della Sars – cov2 che dei c.d. vaccini ruota intorno alle proteine di tipo spike;

      2) che questo stesso tipo di proteine giochi un ruolo fondamentale nella trasmissione delle informazioni nelle reti neurali umane;

      3) che coloro che si propongono di creare forme di “intelligenza artificiale” che scimmiottino i processi organici umani stiano ultimamente ispirandosi a quelli indotti dal medesimo tipo di proteine.

      Sarà forse una coincidenza, oppure una circostanza semplicemente dovuta alla continuità fra certi ambienti transumanisti e quelli in cui il covid è stato progettato, ma trovo inquietante questo torneo di avvoltoi intorno al sistema neurocelebrale umano.

  12. Sì certo, su questo suo approccio alla questione concordo appieno; anzi, mi spingo a dire che è la conoscenza dei fatti che lei espone che obbliga a concordare. Qui siamo al punto in cui la relativa arbitrarietà dei punti di vista tende a non avere alcun ruolo; e i fatti sono talmente eloquenti da lasciare poco spazio a intrepretazioni.
    Ma, ma… ciò è evidente per chi vede, i casi (da me resocontati) della giovane marescialla e del giovane aspirante ingegnere, essendo paradigmatici dello stato generale della gioventù, rappresentano un unicum nella Storia della nostra specie. Se ci si fa caso, oggi, il ruolo “dominante” tende prepotentemente ad essere assunto dalla femmina; mentre il maschio è relegato a mansioni sempre più passive e femminee. E questa è prova ulteriore del capovolgimento completo dell’ordine delle cose, della contraffazione dell’armonia immanente; lo Yang che si fa Yin, e viceversa; mentre tale processo di negazione ed inversione viene imposto e categorizzato come il terminus ad quem dell’intera vicenda umana.
    Certo, ci sarebbe da inquietarsi, come lei conclude; oltre al sistema neurocerebrale, questi mostri hanno preso di mira quello immunitario. Francamente, se fossi un capovolto starei facendo esattamente le stesse cose. “Ci sarebbe da inquietarsi”, è comprensibile, ma non si deve! Oggi, il compito è la fermezza, la risolutezza, e una forma di Fede che apra a una Speranza prossima a quella che, presumibilmente, vissero coloro che ebbero l’incommensurabile privilegio di conoscere un Avatara. Tanto è certo che moriremo, e la morte cui andranno incontro coloro che fino alla fine hanno mantenuto la rotta, sarà una buona morte.

    • Sulla questione che Lei pone, è stato sollevato un recente dibattito, grazie al libro dello scrittore Eric Zenmour, Le Premier Sexe, che parla senza mezzi termini di “feminisation de la societé”. Nonostante le inevitabili polemiche che questo testo, molto politicamente scorretto, ha suscitato, è indubbio che un processo di assunzione unipolare dei soli aspetti valoriali normalmente legati alla femminilità è in atto ormai da molto tempo e non si può negare anche che esso sia oggetto di una precisa campagna di “promozione” ed ingegneria sociale. Credo che sia una conseguenza di ciò la dominanza femminile che Lei descrive, e che in effetti emerge in una gran parte delle manifestazioni comportamentali comuni, senza peraltro impedire che, nel medesimo tempo, le donne possano continuare ad essere sfruttate, maltrattate e fatte oggetto di violenza, tutte le volte in cui rimangono soggetti deboli o vorrebbero esprimere i bisogni più legittimi e naturali del loro sesso, come quello di essere madri. Mi sembra, peraltro, che più che in una tendenza comportamentale femminile, essa si sostanzi nella totale incapacità di entrambi i sessi di gestire i propri ruoli ed anche più semplicemente di comprendere quali potrebbero o dovrebbero essere.
      In una certa misura, si tratta anche di una deviazione connessa alle condizioni di particolare oscurità di quest’epoca: le donne e la femminilità rappresentano il lato delle potenzialità e, ad un livello più profondo, esprimono simbolicamente, il che vuol dire nella realtà profonda delle cose, le possibilità stesse per gli esseri. E’ chiaro allora che le condizioni generali del nostro tempo, in cui la ruota cosmica sta per arrestarsi, corrispondono ad un esaurimento e ad una progressiva sterilità di tutto ciò che è femminile e correlativamente ad una passività nullificante di tutto ciò che è maschile. E’ questo il senso profondo di ciò che viene detto nei Puranna quando si afferma che, nell’ultima fase del Kali Yuga, le donne saranno molto malvage, affermazione che non sarebbe giusto prendere alla lettera, ma che significa propriamente l’avarizia delle potenzialità della Natura che lasciano sempre meno spazio ed apertura alla vita. Si tratta d’altronde solo di un aspetto della questione, perché Kali, che esprime questa “crudeltà” o, se si vuole, questo “rigore” della Natura ed è legata specialmente al Kali Yuga ed alla sua ultima fase, è, in quanto Parvati, anche Mataji, Venerabile Madre, che apre le pure possibilità del ciclo futuro.

  13. E a proposito, vediamo quanto manca perché i sacerdoti woke facciano causa a Lao Tze, Fondatore di una Via spirituale che ha come pietra d’angolo il Principio di Polarità, che i woke vedono come il nocciolo duro del male.
    Alla fine, tutto ciò è un già visto, seppure le modalità e la globalizzante pervasività del fenomeno sono del tutto nuove. Mi riferisco alla Rivoluzione Francese, coi suoi grotteschi cerimioniali da religione laica. La differenza con allora sta nell’esperienza che i mostri hanno da allora accumulato (e di cui hanno fatto tesoro), e l’apparizione, nello scenario delle cose umane, della tecnologia.
    Si potrebbe forse definire la presente fase “giacobinismo tecnologico”; che ha portato gli ideali massoni di allora al moderno approdo transumanesimo.
    Non vinceranno, ma lascieranno di sicuro una sulfurea scia di morte.

  14. FRANCESCOM on

    Ho appena finito di ascoltare il video di Visione Tv, con la partecipazione del nostro Prof. Pennetta, Fulvio Grimaldi e Franco Fracassi. La tesi di Grimaldi (circa la secondaria rilevanza dell’origine de virus) è perfettamente sovrapponibile a quella che da subito, mi pare in solitudine, ho sostenuto sul blog. Dove starebbe la notizia, quando è arcinoto che le centinaia di laboratori analoghi a Wu Han sparsi per il mondo servono per armare virus e studiare i rispettivi antidoti? Quello che non sapevo (e che poco mi sorprende, data la servile condizione della nostra Nazione) è che uno di questi laboratori di morte si trova a Sigonella, che sta alle porte di Catania, tra agrumeti e profumo di zagara.

  15. Mettiamo insieme questi tre fatti:

    1) Adesso si ammette ufficialmente che il covid può essere stato diffuso a partire dal laboratorio di Wuhan;

    2) Un laboratorio del medesimo tipo lavora ancora oggi indisturbato a Sigonella;

    3) Continuano ad affliggerci con misure improbabili e ridicole come quella della mascherine ed i coprifuoco, mentre continuano a tollerare un pericolo come quello di cui al punto 2) (a prescindere anche dalle evidenti intenzioni malvage di chi il laboratorio lo fa andare avanti).

    Se qualcuno è ancora in grado di sostenere che in tutto questo non vi sia la più chiara malafede, a mio avviso, o è completamente suonato, oppure è in malafede lui stesso.

  16. Mi scuso per essere un po’ troppo presente in questo periodo, ma alcune notizie vanno date:

    ecco che quello che sembrava follia e fake news (ma solo a coloro che non sono più abituati a pensare da soli) incomincia ad emergere, anche nei suoi aspetti di voluto depistaggio. Non riesco a recuperare l’intero articolo perché non sono abbonato. ma un dettaglio si può trovare sulla rassegna stampa di Visione TV di oggi:

    https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/03/virus-creato-a-wuhan-le-impronte-digitali/6218535/

    Speriamo che questo serva da lezione, almeno a coloro che se si sono fatti ingannare, sono ancora in grado di ragionare, per essere un po’ più diffidenti delle versioni ufficiali, la prossima volta…