Lo squalo pinna nera è “evoluzione in azione”? (non è una provocazione)

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shark diversity over geologic time

Le prime tracce dell’esistenza degli squali appartengono all’Ordovicano, nel Devoniano si hanno le prime prove certe.

Il 10 gennaio il sito Greenreport, su segnalazione di Climate Monitor, ha rettificato la notizia che indicava il Global Warming come causa dell’incrocio di due specie di squalo “pinna nera” in Australia.

Potremo mai vedere la smentita al fatto che tale incrocio rappresenti un caso di “evoluzione in azione”?

 

L’8 gennaio avevamo parlato su CS di quella strana notizia dell’ibridazione degli squali “pinna nera” che sarebbero stati spinti dal riscaldamento ad accoppiarsi con altri “pinna nera” di una specie differente. Su Climate Monitor del 10 gennaio è stato pubblicato uno spiritoso articolo del meteorologo Guido Guidi nel quale meglio di qualunque biologo si sottolineava quanto la notizia fosse al limite del ridicolo:

…le temperature di superficie cambiano anche di 5°C con le oscillazioni dell’ENSO, vale a dire nell’arco di pochi mesi. Per uno scienziato diventa quindi difficile vendere la notizia che una variazione pari alla decima parte di questa oscillazione occorsa in venti anni ma fermatasi dieci anni fa possa aver innescato la corsa al sesso selvaggio degli squali pinna nera!

Nello stesso articolo però è stato comunicato il fatto che, avendo riscontrato che gli studiosi australiani non hanno detto che la causa dell’incrocio fosse da attribuire al riscaldamento globale, Guido Guidi ha scritto a due testate chiedendo che venisse pubblicata la rettifica:

Avendo constatato che il comunicato ufficiale dell’università del Queensland non faceva alcun riferimento né al GW né ai cambiamenti climatici e dopo aver letto una smentita ufficiale di una ricercatrice che ha partecipato al programma di studio, abbiamo chiesto a corriere.it e greenreport.it se non fosse il caso di rettificare la notizia.

Il corriere ci ha ignorati, si vede che hanno troppo da fare. Greenreport no, e di questo ringrazio moltissimo la loro redazione, dimostratasi efficiente e disponibile al confronto.

 

Purtroppo la testata con la maggiore visibilità a livello nazionale non ha pubblicato la rettifica, e così nei lettori resterà un’ennesima falsa notizia scientifica che andrà a costituire quel substrato culturale che di fatto orienta anche le opinioni e le scelte politiche.

Ma che dire della notizia che si tratta di “evoluzione in atto”?

A differenza però dell’affermazione sulla causa meteorologica dell’ibridazione tra squali, che non era mai stata pronunciata, quella sull’evoluzione corrisponde a quanto detto dagli scienziati.

Credo che però sarebbe comunque nell’interesse della correttezza scientifica, e non di una fazione, stabilire se tale frase sia corretta dal punto di vista della teoria dell’evoluzione neodarwiniana. Ed eccoci giunti allo scopo di questo articolo: cosa ne pensano gli evoluzionisti più accreditati al riguardo?

Non è una provocazione, come qualcuno potrebbe pensare, è una domanda seria:

Nel caso degli squali pinna nera, è corretto parlare di “evoluzione in azione”?

Si tratta di evoluzione o semplicemente di un fenomeno, per quanto inconsueto, da ricondurre alle normali dinamiche tra specie?

Si tratterebbe di due possibilità degne della massima attenzione, ma è prima necessario capire cosa abbiamo davanti. Un po’ quello che viene detto alla fine dell’articolo su Climate Monitor:

Concludo volentieri rinnovando la nostra gratitudine alla redazione di Greenreport che, pur non convincendoci ancora, ha effettivamente riportato il discorso su temi più specificatamente ambientali e non climatici.

Per carità, entrambi leggittimi, purché siano però supportati dai fatti. Nella fattispecie, di fatti accertati ci sono solo eventi come quelli nell’immagine in calce a questo post: squali che fanno baldoria.

 

Vorremmo sapere solo questo, ci si perdoni la battuta: si tratta di evoluzione o di “squali che fanno baldoria”?

 

 

 

 

 

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

7 commenti

  1. Oggi i detrattori della teoria evolutiva come lei, professore, fanno notare determinati fenomeni biologici che essa non riesce a spiegare, ma ciò non dimostra necessariamente l’infondatezza della teoria scientifica.
    Per esempio,benchè il moto di tre masse che interagiscono per l’attrazione gravitazionale reciproca sia talmente complicato da sfuggire al calcolo analitico,ciò non significa che la teoria della gravità sia errata.
    La nostra conoscenza mostra sempre delle carenze e sono molti i fenomeni che non riusciamo a spiegare, ma l’unico modo per cambiare questa situazione e adottare il pensiero critico e la verifica sperimentale delle prove.

  2. Mi ero ripromesso di non importunarla più, ma volevo chiarire solo questo particolare.

    Buona Giornata, Professore.

  3. Buongiorno Mimmo,

    l’osservazione che lei fa, portando ad esempio il problema dei tre corpi di cui si occupò in particolare Poincaré, è interessante.

    Direi che però risulta fuorviante, in quanto il problema dei tre corpi è relativo all’incalcolabilità della posizione futura di tre masse orbitanti date le posizioni iniziali in base alle leggi del moto newtoniane.

    Ricordiamo intanto che l’irrisolvibilità del problema portò alla nascita di una nuova disciplina, quella comunemente nota come teoria del caos.
    E in ogni caso, l’impredicibilità non significa che potrebbe accadere qualunque cosa, ad esempio un pianeta non potrebbe balzare su un’altra orbita.

    I difetti del neodarwinismo non sono paragonabili a quelli della fisica newtoniana nel caso dei tre corpi, il suo limite infatti non è nella incapacità di prevedere con precisione il percorso dell’evoluzione, ma in quella di spiegare il passato (forte discontinuità dei reperti paleontologici, mancanza dei passaggi evolutivi, oltre che nella mancanza di episodi di evoluzione verificata direttamente).

    Insomma il neodarwinismo si trova nella difficoltà che la teoria di Newton avrebbe nello spiegare fatti macroscopici, proprio come quello di un pianeta che balzasse su un’altra orbita.

    • Gentile prof. Pennetta,
      ricorderei che il problema dei tre corpi sotto l’influsso delle mutue attrazioni gravitazonali è irrisolvibile (per ora) in via ANALITICA.
      Per via numerica e’ “risolvibilissimo”, ovviamente con errori sempre crescenti ad ogni step, ma con un errore massimo stabilito. Ovviamente il fatto che le funzioni in gioco non siano lineari ne complica l’applicazione.
      Ma le simulazioni ci sono e si fanno benissimo.
      L’avevo persino fatta io con il mio Commodore 64 (ok, con il simon’s basic, altrimenti ancora starei ad aspettare i risultati!)

  4. Alessandro Giuliani on

    Caro Mimmo,

    ed infatti dal problema dei tre corpi ha preso le mosse un grande filone della ricerca in fisica che studia la complessità, dalle limitazioni intrinseche della meccanica newtoniana si è dovuta liberare la teoria dei campi elettromagnetici che ha modificato l’approccio newtoniano sviluppando il rivoluzionario concetto di ‘campo’ molto diverso dall’interazione a distanza di punti materiali.
    Errata è una procedura matematica se mi porta al risultato di 45 quando l’equazione che cercavo di risolvere aveva come risultato 32, Parziale è invece un modello o una teoria che non riesce a spiegare una fenomenologia rilevante che in una prima formulazione si proponeva di spiegare. Insomma se voglio farti un ritratto fotografico a figura intera e la mia foto ti taglia via dalla cintola in giù è opportuno che te ne scatti un’altra.
    L’evoluzione è un fatto (non vedo dinosauri in giro) l’approccio darwiniano che vede come unica causa dell’evoluzione cambiamenti graduali del materiale ereditario è assolutamente insufficente per spiegare questo fatto, se solo la microevoluzione può essere spiegata in certi casi in questo modo allora la teoria è sicuramente di scarsa utilità.
    Laddove F=ma (meccanica Newtoniana) anche se ha dei limiti ed è sicuramente imprecisa, da un punto di vista pratico è super extra utilissima, pensa che offre addirittura dei buoni modelli per la dinamica molecolare delle proteine !
    Sai Mimmo, qual’è il guaio grosso ? Il guaio grosso è quando una teoria scientifica diventa ideologia..allora sì che sono dolori…

  5. Al di la dell’ovvia differenza fra la teoria della gravità e la teoria dell’evoluzione,non è che se entrambe si defiscono come teorie voglia dire che son sullo stesso livello…
    Nello specifico come sintetizza Piero,basta mostrare che una segue il metodo scientifico l’altra è avulsa da esso..
    Esiste un modello matematico che descriva l’evoluzione?esistono esperimenti che la verifichino,esistono prove che identifichino condizione necessarie e sufficienti da poter renderne ammissibile e non contestabile la veridicità?
    no.
    Detto ciò,sono pienamente d’accordo con quanto espresso da Piero,il proff Pennetta e Alessandro.
    Una cosa anzi due però vorrei aggiungere-ribadire..che poi sono collegate,inizio riprendendo parte del commento del dott.Giuliani:

    “L’evoluzione è un fatto (non vedo dinosauri in giro) l’approccio darwiniano che vede come unica causa dell’evoluzione cambiamenti graduali del materiale ereditario è assolutamente insufficente per spiegare questo fatto, se solo la microevoluzione può essere spiegata in certi casi in questo modo allora la teoria è sicuramente di scarsa utilità.”

    Ora,a voler identificare nell’evoluzione il susseguirsi di diverse specie sul nostro pianeta,cosa che evidentemente,come ho mostrato,non è possibile fare(o fare più),non ci sarebbe nulla da dire su ciò.
    Ma poichè con evoluzione di fatto si intende una trasformazione
    qua una “carrellata di definizioni”:
    http://www.enzopennetta.it/wordpress/2011/10/avvertimenti_ideologia/
    Che non vi siano dinosauri in giro da prova che sono estinti,considerando le tesi di Zilmer ma non solo,portate anche da altri,da Bethault,comunque come si può arrivare analizzando i metodi con cui è stato costruito il modello delle ere nonchè considerazioni sulla fisica del nostro pianeta,nonchè constatando diversi errori nelle datazioni a cui si è assistito:
    http://www.enzopennetta.it/wordpress/2011/10/avvertimenti_ideologia/
    non vi è poi così un gran livello di scientificità nell’affermare con questa certezza che ad ogni era corrispondono certe specie e basta,ne addirittura che tale suddivisione in ere sia veritiera in parte o totalmente..

    Ma non è tutto,infatti con qualche rigiro questo articolo sugli squali come quello sugli spinarelli o il Geospiza in riferimento alla notizia sui quali Focus titolava :
    ““E’ stata osservata in natura l’evoluzione di qualche specie”?

    risposta?

    Si.E molte volte”
    http://www.enzopennetta.it/wordpress/2011/12/homo-sapiens-luomo-venuto-dal-nulla/

    Può benissimo esser fatto passare per corretto,in relazione anche a quanto dicevo sulla parte precedente di questo argomento:
    http://www.enzopennetta.it/wordpress/2012/01/gli-squali-pinna-nera-si-stanno-evolvendo-in-squali-pinna-nera-per-causa-del-global-warmingg/
    Si potrebbe andare a sostenere che in base alla definizione di evoluzione e di microevoluzione si stia parlando di una certa cosa plausibile e veritiera..
    Il punto è:Chi legge capisce veramente quello che realmente è successo o interpreta in modo errato?E se si è colpa sua unicamente o di ujn processo di indottrinamento e di un modo di fare notizia in maniera non troppo corretta?

    Infine,non è che se vi fosse stato scritto che invece dell’evoluzione si sta assistendo alla nascita di una nuova specie mi sarebbe piaciuto di più.
    Per esempio :
    http://www.repubblica.it/ambiente/2011/09/20/news/scoperta_passeri-21938815/
    non è che mi sembra molto bella anche questa,nello specifico specie è sempre indicata secondola definizione classica o riveduta di Mayr del ’40,secondo la definizione biologica della stessa ed ovviamente le notizie in cui si parla di specie sono legati a fenomeni di speciazione.
    Il punto è che usando il termine generico specie ed utilizzandolo poi a proposito della teoria dell’evoluzione,dove tale definizione è inapplicabile,le idee si confondono nel lettore.
    Di fatto la convinzione creata nelle masse che l’evoluzione darwiniana sia un fatto è fatto attraverso un collegamento non legittimo con la microevoluzione,come se rappresentasse una microevoluzione su larga scala,cosa che di certo non è possibile affermare.
    Quindi non ho problemi se a proposito di squali passeri delfini fringuelli o altro si identifica un progressivo ed ininterrotto accumularsi di modificazioni successive, fino a manifestare, in un arco di tempo una trasformazione in una data specie come una evoluzione.
    Ho problemi se poi si collega questo concetto di evoluzione a un teropode che ‘spicca il volo’ o a un presunto ominide che si trasforma in uomo.
    C’è invero un grande,ma veramente grande problema di vocaboli,e cosa peggiore è il fatto che evidentemente (non dico sia il caso degli articolisti di Greenreport)si speculi su di essi mostrando lucciole per lanterne.
    Questo è un problema.