Alieni, un mito moderno?

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Vita extraterrestre: parliamone seriamente.

Miti e teorie scientifiche analizzate da Leonetto.

Ancora una volta si torna a parlare di un argomento già trattato parzialmente ,cercando di svilupparne i possibili collegamenti. Si torna a parlare di forme di vita extraterrestri ,di alieni,di ufo, di mito, storia, religione e metodo scientifico. Questa e’ senza dubbio una buona occasione per rimandare ancora una volta alla lettura di”Extraterrestri- Le radici occulte di un mito moderno“, scritto a quattro mani da E.Pennetta e G.Marletta. Ora, fondamentalmente si possono individuare due “categorie di ufologi”, quelli che perseguono una ricerca di forme di vita aliene con metodologie scientifiche e quelli che, magari intraprendono anche la stessa via per un certo momento o almeno all’apparenza, ma che poi danno spazio a fanta-archeologia, fanta-storia dell’arte, contattismo e avvistamenti rigorosamente non documentati, materiale audio, video, fotografico di qualità tale da lasciar ampio spazio alle più fervide fantasie,  teorie complottiste e chi più ne ha più ce ne metta. Con la prima categoria si intende quindi sia la ricerca del SETi (il progetto SETI “Search for extra terrestrial intelligence” ricerca segnali radio intelligenti dal 1984) e similia, che analizzano segnali “di comunicazione” provenienti dallo spazio, sia la ricerca in missioni spaziali di ogni possibile forma di vita sviluppatasi fuori dalla Terra tramite l’analisi dei materiali ( esobiologia, bioastronomia) e l’identificazione di molecole organiche complesse nella materia celeste.

La nascita ufficiale di questa nuova scienza si può far coincidere con l’istituzione, nel 1982, di un’apposita commissione da parte dell’Unione astronomica internazionale. Le ricerche sulla vita extraterrestre coinvolgono varie discipline scientifiche e possono avere un approccio diretto, con l’esplorazione del Sistema Solare e il tentativo di raccogliere segnali di vita provenienti da altri mondi, o indiretto, con l’individuazione di pianeti extrasolari sui quali le condizioni ambientali siano simili a quelle terrestri. Va però sottolineato che fino ad oggi nessuno è mai riuscito a raccogliere nessuna prova certa di vita aliena, ma dalla metà del 20° sec. le conoscenze su questo problema sono cresciute rapidamente. Importanti sono stati i contributi derivati da esperimenti, dalle missioni Apollo, dai robot scesi su Marte e su altri corpi del Sistema Solare e dall’osservazione di stelle e nebulose con telescopi e radiotelescopi, però ribadiamolo tutto è sempre finito con un buco nell’acqua. Da tempo sono stati osservati segnali che possono essere definiti anche interessani, strani, particolari, ma non persistenti, all’istituto SETI, e circa la persistenza viene inoltre chiarito che se i segnali non sono persistenti, se non durano cioè giorni o settimane, allora non si può ritenere dimostrata la loro origine aliena e per sicurezza il SETI li classifica come prodotti dalla civiltà umana. Ed in effetti anche il famoso segnale del 2010 non è più stato rilevato nonostante diversi tentativi durati più di due settimane e quindi non si può essere sicuri che non sia stato creato da qualche trasmettitore presente sulla Terra, e così come nell’ormai lontano 1977, forse siamo sempre noi umani a fornirci degli stimoli che poi cerchiamo di interpretare o ci possono essere segnali provenienti dallo spazio però assolutamente scollegati da qualsivoglia forma di vita.

Correlato a questa ricerca c’è l’eco di notizie su continue scoperte di pianeti “simili” alla Terra, gemelli della Terra, pianeti su cui trasferirsi etc etc.. tramite scansioni di satelliti. Quelli appartenenti a questa categoria (tranquillamente li si trova anche nel Cicap) sostengono quindi che l’astronomia stia portando conferme di un numero immenso di pianeti nella nostra galassia, di centinaia di miliardi, e di galassie “come” la nostra tanto da rendere scientificamente plausibile, a loro dire, l’idea di avere ‘n’ possibili pianeti su cui sia presente vita. Ribadendo però che da qui a dire che veniamo visitati dagli extraterrestri senza che lascino mai prove chiare della loro presenza, il passo per la scienza e per il buon senso è molto lungo. Inoltre esistono decine di migliaia di pagine di documenti “ufficiali” inerenti consultabili da un qualunque paese del mondo, senza particolare burocrazia che avrebbero dovuto essere una manna per gli appassionati di ufologia, spesso influenzati da discorsi complottistici sul nascondimento della “verità” da parte dei Governi.

Il problema è che comunque il passo è lungo anche da ciò che reputano tanto plausibile a ciò che indica la scienza. Ovvero, che l’Universo “sia stato”(si passi il verbo) finemente sintonizzato per permettere la vita e l’uomo e’ un FATTO valido per tutti. Infatti dalla scoperta del fine tuning la cosmologia scientifica non ha trovato altra strada del multiverso, per restare in ambito di cause seconde materiali, sfociando ahimè un po’ nella fantascienza, un po’ nella metafisica. Bè, in realtà non solo questa via è stata utilizzata, se e il fine tuning non fosse però una combinanzione accordata a misura di forma di vita (intelligente) di più variabili, ma solo una variabile unica esso stesso (o un sottoinsieme di quelle individuate) le cose cambierebbero, di fatto da fine tuning si passerebbe ad un fine tuning apparente. C’è chi ipotizza più dimensioni, chi altro. Del resto ciò che si studia sono cause seconde. Ad ogni modo l’argomento più di forza, che vede sempre nel fine tuning una cosa più apparente che reale è quello di stampo neodarwiniano per cui visto che c’erano quei valori la vita si è sviluppata in quel modo, fosse stato diversamente si sarebbe sviluppata in modo del tutto diverso. Sostengono infatti che non si può sapere cosa sarebbe successo in altre circostanze (a parte che la vita che conosciamo non avrebbe potuto esistere). Della serie se mia nonna avesse avuto le ruote sarebbe stata un carretto…

Però, senza tirare in ballo quelle che sono delle interpretazioni filosofiche,dei credo e quanto e perché sia corretto risolvere il fine tuning introducendo una Mente Personale Trascendente, semplicemente si può dire che ciò che rendeva eventualmente possibile ritenere plausibili pianeti abitati erano cose ormai obsolete unite al darwinismo. La vecchia idea del brodo primordiale, gli esperimenti di Miller et al. facevano ritenere che, essendo abbastanza plausibile l’idea di ottenere vita casualmente e che il meccanismo di caso e necessità potesse portare a far sviluppare forme di vita adatte al pianeta, fosse possibile trovare forme di vita aliene. Ma le cose non stanno così. Infatti se una fetta di darwinisti e non, da Hoyle a Dawkins ritiene l’evento dell’origine della vita un evento tanto fortuito che nell’Universo non può essere accaduto che una volta, e qui visto che lo constatiamo. Eventualmente quindi aprono a multiversi vari così come a più dimensioni. Per esempio riguardo la quarta dimensione,su un’introduzione all’idea matematica e scientifica di questa è possibile leggere il libro di Rudy Rucker “la quarta dimensione”. Quì , in un racconto abbastanza accessibile Rucker spazia dal celebre racconto di Flatlandia ad altre opere sia di matematici otto-novecenteschi fino ai romanzi e storie di fantascienza, dando l’idea di cosa accadrebbe se lo spazio avesse due sole dimensioni oppure quattro invece di tre, se esseri bi- o quadridimensionali apparissero nel nostro mondo tridimensionale o se, viceversa, uno di noi si facesse una passeggiatina nella quarta dimensione;  ma non solo infatti si può anche avere dalla lettura del libro un’idea della natura dello spazio e quella del tempo e delle loro “possibili” mutazioni. Ipotesi,congetture, certo, ma come detto sono da sostegno a ipotesi, a dei credo, ma riescono anche ad essere assorbite da alcuni pensieri new age. Infatti, come era evidentemente ovvio, se il libro di Pennetta e Marletta è stato oggetto di critiche dal mondo degli “ufologi”, sono arrivate anche critiche new age. Parte di questi neanche conscia di quanto le proprie idee fossero dense di new age, voleva criticare i due autori di non aver considerato che se una civiltà aliena, dopo aver toccato il culmine del “progresso tecnologico”, abbandonasse la tecnica per procedere lungo la via dei “poteri psichici”, del dominio della materia e dello spazio-tempo attraverso il pensiero si potrebbe aprire la mente verso l’idea di un mondo sovradimensionale etc etc.

Senza mancare poi di aprire per l’India vedica e tutte altre cose che, comunque Pennetta nella sua parte di libro cita e spiega, al ché viene da pensare che forse questi personaggi il libro non l’abbiano ben capito o non abbiano voluto capirlo. Quello che si mostra nel libro è proprio il legame, la dualità, la corrispondenza e il passaggio da quelli che erano tutti i fenomeni legati allo spiritismo, alla demonologia etc ottocenteschi a quello che è divenuta l’ufologia moderna. Le corrispondenze e i legami,documentati, sono accessibili a tutti e sono un fatto e ,senza prendere posizioni Pennetta mostra questi legami, poi a chi legge il compito di porsi le domande, fare le sue riflessioni e controllare. C’è poi chi non vuol vedere neanche di fronte alle evidenze, c’è chi crede anche che gli alieni non siano altro che esseri terrestri frutto di esperimenti di laboratorio, chi crede che quelli che son stati avvistati qui siano ibridi. E così, come detto, iniziano le fantasie su reperti antichi. Per esempio riguardo a teschi e mummie, come nel 1930 quando venne ritrovato proprio nello stesso posto dove quel famoso feticcio che viene sbandierato come misteriorsa creatura un uomo identico una “sfortunata anima che è fu scelta per una “riduzione ” full-body piuttosto che solo un restringimento della testa”, vedi  anche qui.

Altri, abbandonato il credo che vi fossero basi aliene su Luna e altri pianeti e satelliti adiacenti, hanno proposto l’idea che la terra fosse abitata nell’interno. Anche questo però deriva da una mala interpretazione di racconti e resoconti del passato. Già anche in Italia non era cosa mai vista che vi fossero popolazioni che abitassero nel sottosuolo. Ma come sappiamo altre teorie bislacche sul centro della Terra son cose da romanzi che la scienza confuta. A fine ’800 Schiaparelli desiderava così tanto vedere la presenza di abitanti su Marte che disegnò canali e strade inesistenti ed ogni epoca ha i suoi Schiaparelli e anche oggi c’è chi vede marziani dove non c’è niente.

Dall’altra parte invece un’altra fetta di neodarwinisti e non ritiene invece possibile, come ho scritto, che in altri contesti si sia potuta originare la vita e possa essersi adattata all’ambiente natio. Pertanto ritengono possibile che l’Universo sia popolato. Gli uni e gli altri però in mano e in tasca non hanno nulla e se dovessimo vedere ciò che ci dice la scienza non avremmo nessun motivo di ritenere l’Universo popolato. Insomma se la vita (che qualcuno ha detto neanche esistere) è estremamente improbabile, poiché siamo quasi totalmente ignoranti di come sia nata, allora potrebbe essere nata anche da altre parti. Il punto a comune è certo quello di separare nettamente fra il “problema” dell’origine della vita da quella del suo sviluppo,dell’evoluzione. Certo è altrettanto chiara l’opposizione ferma e decisa di Pennetta et al. a questa separazione. Si ricorda che comunque non è che “amputando” al neodarwnismo la spiegazione dell’origine della vita questi riesca in modo scientifico e soddisfacente l’origine delle specie. Se vogliamo è un po’ il meccanismo ricordato anche qui.

Se la vita e la sua origine è un vero e proprio “mistero” sulla Terra, non si capisce perché non dovrebbe esserlo anche su altri Pianeti o asteroidi o altro. Tanto più che le condizioni ospitali per la vita, presenti sulla Terra, sono, a detta degli scienziati, più uniche che rare. In qualunque modo la si pensi, certamente la nascita della vita non può essere considerata un fenomeno statistico.

Questo unito al fatto che manca qualsiasi ragione per poter presupporre l’esistenza di forme aliene per induzione,deduzione o adduzione determina che per ragionevolezza la prima ipotesi dovrebbe essere quella di ritenere noi terrestri l’unica forma di vita dell’Universo,magari tenendosi anche aperti ad altre cose ma l’indizio della scienza è questo. Quantomeno se si vuole pressuppore che la vita possa originarsi per una concatenazione di accidenti fortuiti non c’è alcuna ragione di pensare ad un Universo popolato né ora ne in qualche epoca del tempo passato.

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17 commenti

  1. Vorrei sapere qual’è la posizione del prof Pennetta riguardo il lavoro di Jacques Vallèe, dato che nel libro “Extraterrestri” compare in bibliografia.

    • Grossomodo i riferimenti ci sono quando Marletta tratta l’ipotesi parafisica degli UFO,collegando Valee a Keel per poi andare appunto a quello che è il tema del saggio,il collegamento fra occultismo-spiritismo-new age ed il fenomeno UFO moderno.

      • Ho una domanda anche per te Leonetto.

        Dalla conclusione dell’articolo mi pare di capire che se si rifiuta il paradigma neodarwinista l’esistenza di vita extraterrestre rientra di nuovo nel novero delle possibilità, giusto?

        • No..
          L’articolo è soprattutto(ma non solo) improntato nel sottolineare che in un modo o nell’altro non esiste alcuna evidenza scientifica,alcun indizio per poter pensare come ipotesi scientifica l’esistenza di vita extraterrestre.Ciò non vuol dire che non sia possibile credere che nell’universo sia esistita,esista o esisterà.
          Oltremodo,come un po’ scritto nell’articolo,una buona fetta di neodarwinisti postula o con certezza la vita aliena o la possibilità della sua esistenza.
          Infatti come la vita terrestre è adatta,per meccanismi neodarwiniani,alla Terra così un’altra vita per esempio basata sul silicio potrebbe esserlo per un Pianeta X.
          E questo è ritenuto possibile anche da non darwinisti.
          Una terra gemella invece sicuramente è più improntata su un neodarwinismo più vecchio stampo.
          Bisogna quindi capire cosa si voglia intendere con “possibilità”. Possibile è un po’ tutto o niente,bisogna vedere come si impronta il discorso,anche il multiverso è “possibile” etc etc..
          Quì il discorso è:
          -La letteratura UFO è una revisione tecnologizzata di mito,folkrore,new age,fenomeni mediatici,fantascienza e occultismo e spiritismo ottocenteschi
          -Da quanto si sa(o non si sa) sulla vita e da quanto raccolto su studi sull’Universo non esiste ad oggi nulla che possa rimandare ad una vita extraterrestre.

          La maggioranza degli scienziati è comunque d’accordo nel ritenere che lo sviluppo della vita terrestre sia un fenomeno talmente complesso e anomalo da risultare difficilmente riproducibile nella stessa maniera su altri corpi celesti,o in maniera “analoga” comunque. Sebbene infatti si possa anche vedere un’ uniformità della distribuzione degli elementi chimici principali del cosmo c’è poi tutta quella serie di fattori e di “contingenze” per cui anche partendo da condizioni simili l”‘evoluzione biologica” possa prendere strade molto differenti con probabili epiloghi negativi.

          Va precisato che comunque sia bisogna scindere l’argomento “ufologico” generale da quello dell’esistenza di forme di vita dell’Universo,capendo cosa vi sia dietro l’uno,dietro l’altro e poi dopo quali sono i punti a comune.

    • @Luca, come ha già detto Leonetto Vallèe viene citato da Marletta riguardo l’ipotesi parafisica. Che a suggerirla sia un laureato in matematica e con un master in astrofisica fa comprendere quanto l’esistenza di visitatori dallo spazio sia improbabile.
      Il nostro libro fa proprie molte sue conclusioni, a partire da quella che vede nel fenomeno UFO la continuazione di vecchi miti e credenze sotto sembianze moderne.

  2. In definitiva, se ho ben capito, noi siamo come una palla sulla punta di un cono; siamo cioé in condizioni di equilibrio, acquisito, ma nel contempo al limite della sua stessa sussistenza. Inoltre le formulazioni matematiche che “descrivono” deterministicamente la realtà comporterebbero precisi valori dei parametri che a loro volta porterebbero a ritenere che lo spazio-tempo necessario ad attuare un paraggio di “contatto” con possibili esseri autocoscienti extraterrestri risulterebbe già da subito “enorme” ma al contempo anche “enormente inferiore” al massimo plausibilmente ipotizzabile. Tutto questo infine é da collegare alla considerazione, probabilisticamente fondata, che la formazione di vita biologica, ancorchè possibile e con raggiunta autocoscienza, é oltremodo improbabile nell’ambito del limitato paraggio a nostra disposizione. Da cui il carico di mitologia che rischia di ammantare qualsiasi speculazione non adeguatamente “ponderata” sulla possibilità di vita extra-terrestre.

    Di primo acchito mi vien da prendere atto, a questo punto, di una conclusione “probabilisticamente sensata”: se tutti i parametri materico-spazio-temporali tendono a valori assolutamente inconcigliabili con le “possibilità” a disposizione della civiltà umana (supereremo, ad esempio, i 50.000 anni di esistenza?) di fatto non possiamo che prendere atto che siamo stati, siamo e saremo (finchè ci saremo) inesorabilmente soli. Terribile…

  3. Già leggere “ufologi” e “Seti” nello stesso paragrafo ti fa passare la voglia di continuare…

    • Bah direi che l’esobiologia e la bioastronomia così come la ricerca di segnali di vita intelligente extratewrrestre ne escono chiare dall’articolo.. inpiù ufologi nel punto che riporti è virgolettato.
      In senso generale l’ufologia indica qualunque studio su ‘oggetti’ non identificati in cielo o spazio e in sé per sé è scientifico.
      Poi se l’ufologia mediaticamente è passata come termine per indicare i vari cultori di grigi,raheliani è un altro discorso..
      Non sta scritto né si evince che il SETI sia portato avanti da fanatici di avvistamenti UFO né cose simili..
      Tanto più il SETI si “occupa” anche di certi discorsi:
      http://www.seti.org/seti-institute/project/details/zookeepers-alien-visitors-or-simple-life

        • Ah, non so di cosa dovrei preoccuparmi,ma se scrivi cose che necessitano di una qualche risposta la posto,che abbia letto o meno l’articolo poi ,fino ad un certo punto, mi è indifferente

          • Infatti non dovrebbe preoccuparsi di me, ma della coerenza logica di ciò che scrive.

          • Se avrai qualcosa di sensato e preciso da dire /obiettare risponderò in merito,per quel che posso dire la coerenza logica di ciò che scrivo c’è.

      • Giorgio Masiero on

        Ho letto questo articolo SETI linkato da Leonetto: è un capolavoro di imparzialità – come dovrebbe essere l’atteggiamento di chi fa scienza empirica e quindi deve dubitare di tutto, anche delle cose apparentemente più ovvie -, ma solo finta, ipocrita. Quando Fermi pose la sua famosa domanda sugli alieni (“Dove sono tutti quanti?!”), non intendeva porre un “paradosso”, come lo chiamano al SETI, ma dimostrare l’implausibilità della loro esistenza!
        Per SETI il ragionamento di Fermi diventa un paradosso: chi afferma l’esistenza degli alieni dice solo apparentemente il falso, ma in sostanza dice il vero.
        E pensare che in un’altra stanza della Nasa, dirimpetto agli astronomi “ottimisti” del SETI, c’è un’altra specie di astronomi, i “pessimisti”, che invece devono tirare in ballo 10^500 universi paralleli al nostro per giustificare il solo uomo terrestre…

    • Visto che,ad ogni modo,qualcuno potrebbe esserne interessato propongo anche di far caso all’apertura di Drake,”padre” del SETI.
      http://rense.com/general62/eev.htm

      In verità ,stando molto sul generale,anche per summa precauzione usando il virgolettato,a parte new ager duri e puri e ufologi del tipo raeliani o complottisti alla visitors,un pablo ayo o un ricercatore seti in fondo son sulla stessa barca,cercano entrambi prove della stessa cosa,con approcci e con campi di ricerca differenti,partendo anche da ipotesi differenti ma la grande barca è la stessa,così come identici sono i risultati.
      E questo chi ha letto l’articolo dovrebbe averlo recepito.
      Chiunque poi in questo campo è anche nell’ottica di batter cassa,in buona fede(per avere finanziamenti onde migliorare la qualità della ricerca) o in malafede,come può esserlo un Biglino che vende cose smentibili in due secondi anche solo procurandosi un ausilio di consulenza ebraica,o facendo brevi considerazioni come propone Enzo in trasmissione,sia come possono esserlo i vari D,Icke e compagnia bella…

      Il nocciolo del discorso però è far notare come l’idea generale di forme di vita aliene intelligenti è una fusione di mito,folkrore,new age,occultismo con il “secondo” darwinismo.
      E partendo da questo avere già una base quando si vanno a leggere cose in merito o si sentono carlatani vender fumo..

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