Spallanzani e la nascita spontanea della vita

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La questione dell’origine della vita e le prove sperimentali, un argomento ancora attuale: cosa avrebbero detto Spallanzani e Voltaire dell’esperimento di Miller?

L’esperienza di Spallanzani tratta da un capitolo del libro “Lazzaro Sapallanzani e Gregor Mendel, alle origini della biologia”

 

Nel 1765 Spallanzani pubblicò un’ opera intitolata Saggio di Osservazioni Microscopiche sul Sistema della Generazione de’ Signori di Needham e Buffon, in cui venivano confutate le teorie sulla generazione spontanea della vita sostenute da due grandi nomi dell’epoca. In particolare ricordiamo quello di Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon, che al momento della pubblicazione del lavoro di Spallanzani veniva ritenuto il più grande naturalista esistente. Buffon infatti, sulla scia del pensiero greco, aveva infatti ipotizzato che la generazione della vita avvenisse spontaneamente per via di una naturale tendenza delle molecole ad aggregarsi secondo determinate forme, esattamente come avviene per i cristalli che spontaneamente assumono la loro forma geometrica. Al riguardo possiamo leggere quanto riportato nella Storia del pensiero filosofico e scientifico di Ludovico Geymonat:

Più convincente per Buffon, appariva invece l’interpretazione di questi fenomeni di rigenerazione ammettendo che gli organismi fossero costituiti da tante unità viventi, quali le molecole organiche, capaci di associarsi e dissociarsi continuamente, come i piccoli elementi cubici di un cristallo di sale.[1]

Le conclusioni a cui era giunto Buffon erano partite dall’osservazione della rigenerazione spontanea degli arti dei gamberi, idee che furono confermate dagli esperimenti del suo collaboratore, John T. Needham, un altro religioso di fede cattolica che nonostante le divergenze di vedute fu sempre legato da una sincera amicizia con Spallanzani. Needham era giunto su posizioni favorevoli alla generazione spontanea, conducendo un esperimento in cui dopo un certo tempo in un infuso (nel caso specifico un brodo di montone) compaiono degli “animaletti” che il microscopista tedesco Ledermuller aveva definito “infusori”. Needham aveva ritenuto di aver sterilizzato definitivamente la soluzione con la bollitura, ma il tempo in cui la sostanza era stata in ebollizione era stato troppo breve e inoltre aveva omesso di chiudere ermeticamente il contenitore con il brodo di montone, trascurando la possibilità che il preparato potesse essere contaminato in un tempo successivo.

Ma Spallanzani, operando analogamente a quanto fatto da Francesco Redi nel 1668 riguardo alla generazione spontanea degli insetti, si cautelò chiudendo le provette contenenti il brodo in modo molto più efficace, fondendo alla fiamma l’estremità aperta e saldandone così in modo del tutto ermetico l’apertura. Isolate in questo modo dall’ambiente circostante, nelle provette non si svilupparono gli “animaletti” e il giovane scienziato riuscì così a confutare in modo chiaro e definitivo l’idea della generazione spontanea. Come si è detto, nonostante la rivalità scientifica, i rapporti tra i due scienziati furono amichevoli, tanto che Needham curò la traduzione in francese dell’opera di Spallanzani per la pubblicazione a Parigi e Londra. Needham volle comunque aggiungere al libro una sua appendice nella quale non rinunciava a difendere le proprie idee.[2]

Ma il confronto tra Needham e Spallanzani era anche un confronto tra due gesuiti, fatto questo che ha un importantissimo risvolto per quanto concerne la questione del rapporto tra fede e scienza. Che tra queste due realtà esista un rapporto conflittuale, se non proprio incompatibilità, come abbiamo visto è stato affermato a partire dalla fine dell’ ‘800 a partire dal saggio di William Draper “Storia del conflitto tra fede e scienza”, ma come abbiamo già anticipato nessuno in precedenza aveva mai segnalato l’esistenza di un tale conflitto. La vicenda della generazione spontanea è una di quelle che consentono di mostrare quale fosse la realtà. Come abbiamo detto Spallanzani e Needham non solo erano entrambi credenti, ma erano sacerdoti e appartenevano all’ordine dei gesuiti, quindi se un pregiudizio avesse dovuto agire, essi si sarebbero trovati sulle medesime posizioni. Come abbiamo visto, invece, mentre Needham propendeva per la generazione spontanea, Spallanzani era sostenitore della tesi opposta. Quel che è maggiormente significativo è il fatto che dal punto di vista delle possibili ricadute teologiche le due ipotesi non erano assolutamente equivalenti. Infatti si riteneva che la generazione spontanea avrebbe fornito argomenti a favore delle posizioni dell’ateismo, cosa che fu lo stesso Voltaire a sottolineare proprio in una sua lettera al marchese di Villevieille:

Credereste che un gesuita irlandese ha finito per dare delle armi in mano alla filosofia atea, sostenendo che gli animali si formano da soli? Questo gesuita è un certo Needham, che, travestito da secolare, presumendo di essere chimico e osservatore, si immagina di aver creato delle anguille con farina e brodo di montone…. Insomma è stato necessario che Spallanzani, il migliore osservatore d’Europa, dimostrasse in modo inequivocabile l’inconsistenza delle esperienze di questo imbecille di Needham… [3]

[1] Ludovico Geymonat- Storia del pensiero filosofico e scientifico, 1981, Vol. III pag. 228

[2] Cfr. Ernesto Capanna.

[3] J. Rostand.

 

Da un capitolo di:

“Lazzaro Sapallanzani e Gregor Mendel, alle origini della biologia”, di Francesco Agnoli ed Enzo Pennetta, ed Cantagalli – 2012

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

53 commenti

  1. Giorgio Masiero on

    Ottimi esempi, Enzo, di come operano bene nel loro campo gli scienziati (in questo caso, due gesuiti), quando non si fanno influenzare dai pregiudizi. E di come operano male certi filosofi (in questo caso, Voltaire: quello che i fossili nelle Alpi li hanno messi i preti, o che il Sole non poteva venire al mondo dopo la luce come dice la Genesi…), quando estrapolano i loro pregiudizi a quello delle scienze naturali.

    • Aggiungerei che abbiamo anche un ottimo esempio di come i due gesuiti non si preoccupassero del fatto che le loro ricerche potessero avere o no ricadute sulla religione, invece Voltaire già ragionava in termini di sostegno o no all’ateismo.
      La polemica, filosoficamente errata, sulla scienza che con le sue scoperte sull’origine della vita e l’evoluzione supporti l’ateismo va dunque retrodatata dai “Liberi pensatori” di fine ottocento alla metà del settecento, ed è interamente un prodotto dell’illuminismo.

    • Giusta osservazione, Voltaire era teista, fatta questa precisazione resta la considerazione su come la preoccupazione che l’esperimento avallasse o no l’ateismo, non fosse nei pensieri né di Spallanzani né di Needham e che fosse invece un’arma nata all’interno dell’illuminismo ateo.

  2. Che personcina il signor Voltaire… molto educato e rispettoso degli altri.

  3. Come al solito un bell’articolo !
    Sarei curioso di sapere cosa ne penserebbe Voltaire di questa continua ricerca della “vita” in altri pianeti, anche extra-solari, se fosse presente ai giorni nostri. Chissà, forse esclamerebbe “che inutile spreco di denaro compiono questi imbecilli scienziati”. Che in fondo è quello che penso anch’io…

    • Io invece penso che i soldi spesi in ciò che concerne il cosmo siano un ottimo investimento, sicuramente più intelligente di quanto s’impieghi in armamento o nel mantenimento dei privilegi dei soliti noti. Il suo commento l’ho sentito comunque molte volte e molto spesso in riferimento alla ricerca di vita dello spazio e non sull’osservazione di altri fenomeni. Per me è l’ennesima dimostrazione di come l’idea del superamento dell’antropocentrismo causi problemi concettuali e logici a non poche persone.

      • Mi domando dove sia l’investimento…
        100 miliardi di dollari per avere… cosa? Il velcro? la penna che scrive all’insu’?
        E’ come dire che abbiamo avuto bisogno della guerra per avere i coltelli.
        Tutti sanno che le missioni spaziali servivano alle due superpotenze per fare vedere all’altro “quanto ce l’aveva lungo” e quando fossero precisi affidabili e distruttivi i propri sistemi di lancio.
        E investire poi su cosa??
        Anche se li trovassimo a 1000 anni luce, me l’immagino la conversazione:
        “ciao!”
        1000 anni dopo (se va bene)
        “come?”
        1000 anni dopo
        “ho detto ciao!”

        Posto che esseri intelligenti e sezienti sono rarissimi, li andiamo a trovare nel “giardino di casa”?
        E non vale neppure la solita scusa che viene tirata fuori dagli scientisti ” fino ad oggi le missioni spaziali sono costate soltanto 10$ ad ogni cittadino”.
        Posto che con 10$ di ogni cittadino potremmo sfamare tutta l’africa, e mi sembra sia un obiettivo molto piu’ concreto e alla portata di mano, e da’ molte piu’ soddisfazioni.
        Ma si sa’, pur di negare la specificita’ dell’uomo non si esita a distruggerlo!

        • Mi accosto al commento di Piero. Aggiungo solo che non sono contro la ricerca nello spazio, per carità. Anzi, sono un appassionato di astronomia – per quanto poco ne sappia – e planetologia, ma questo voler fare tredici con due dadi è inutile a mio avviso.

      • alessandro giuliani on

        Come fa un uomo a non essere antropocentrico ? Perché antropocentrico è una brutta parola ?

    • Ciao Salvo, da quel che ho letto Voltaire la vita nello “spazio” la immaginava ma in senso esoterico, basta guardare ai riferimenti del suo celebre Micromega, racconto pieno di miti alchemici.
      Riguardo all’esplorazione dello spazio io ne sono un sostenitore, è una cosa che mi porto dietro da quando negli anni ’70 non mi perdevo una missione spaziale alla TV e sui giornali.
      La conquista dello spazio oltre a corrispondere ad una naturale tendenza umana ad esplorare porta d una serie ingente di ricadute tecnologiche per tutti.
      Detto questo, la ricerca quasi ossessiva di vita extraterrestre mi sembra più una questione ideologica che, al contrario di quanto affermato da Flavio, dimostra la volontà di negare, contro le leggi del darwinsmo stesso (Monod docet), l’eccezionalità umana, cosa che comunque invece resterebbe anche se si trovassero altre forme di vita intelligente.

  4. Caro Enzo, al trovare altre forme di vita autocosciente disseminate nello spazio, l’eccezionalità umana verrebbe meno ed in maggior modo qualora dovessimo osservare che diverse specie con queste prerogative possono alternarsi all’interno di uno stesso processo evolutivo. Un unico fiore esistente in natura sarebbe da considerarsi un’eccezionalità, ma milioni di tipi di fiori diversi no.
    Buon primo maggio.

    • Caro Flavio, trovare altre forme di vita intelligente avrebbe come primo e più significativo effetto quello di contraddire in modo irreversibile l’idea che la biologia sia guidata dal caso e dalla necessità.
      Trovare altre forme di vita intelligente poi sarebbe quasi la prova che esiste un fine nell’universo, e allora l’umanità rientrerebbe in questo fine confermando la sua posizione centrale, magari insieme ad altre forme di vita intelligente, mi sa che vi conviene tifare che non si trovi nulla.
      Buon primo maggio a lei

      • Giuseppe Cipriani on

        Cosa riesce a inventarsi l’arte dell’apologeta!?
        .
        Altra vita extraterrestre confermerebbe la centralità dell’umanità? Se questa me la spiega le sarò grato.

        • Come ho detto sopra la scoperta di altra vita intelligente deporrebbe fortemente a favore di un universo finalizzato a produrre vita e intelligenza.
          E se quindi l’universo avesse questo fine noi saremmo il fine, più centrali di così…
          Il fatto che possano esistere altre forme di vita intelligente, come ha ottimamente ricordato muggeridge, è da sempre nelle visione cristiana, e l’esistenza degli angeli non ha mai posto problemi.
          Se esistessero forme di vita intelligente oltre all’Uomo sarebbe come scoprire che in una famiglia esistono fratelli e cugini, ciascuno con la sua bellissima unicità e insostituibilità.

          • Giuseppe Cipriani on

            Resterebbe SOLO da ri-collocare tutta la storia cristiana come ce l’hanno raccontata dal Genesi all’Apocalisse… Un’inezia!

          • Enrico Lutman on

            @ Pennetta

            L’anima razionale o spirituale è direttamente creata da Dio e non deriva dall’evoluzione della materia.
            Non può sorgere dalla materia per la teologia cattolica

            .www.vatican.va/archive/catechism_it/p1s2c1p6_it.htm

        • Come se l’apologetica fosse solo appannaggio dei “credenti”.
          Anzi, quelli che ne fanno maggior uso sono proprio gli scientisti (senza capirci un’acca) come te…

        • Ma cosa vuoi che ci sia da spiegare? E cosa ti ostini ad indagare?
          .
          Se ci sono altre forme di vita intelligente, allora l’universo è fatto apposta per la vita e l’intelligenza, dunque per noi. Dunque siamo centrali. Dunque nessuna casualità (qualsiasi cosa significhi). Dunque abbasso i darwinisti atei e viva la Chiesa Cattolica.
          .
          Se NON ci sono altre forme di vita intelligente, allora l’universo è fatto apposta per la vita e l’intelligenza, dunque per noi. Dunque siamo centrali. Dunque nessuna casualità (qualsiasi cosa significhi). Dunque abbasso i darwinisti atei e viva la Chiesa Cattolica.
          .
          Anche se trovassimo un pianeta abitato da carciofi amanti dei reality show, significherebbe che l’universo è fatto apposta per la vita e l’intelligenza, dunque per noi. Dunque siamo centrali. Dunque nessuna casualità (qualsiasi cosa significhi). Dunque abbasso i darwinisti atei e viva la Chiesa Cattolica.
          .
          Ma soprattutto, abbasso i darwinisti e viva la Chiesa Cattolica. Ogni evidenza empirica, qualunque evidenza empirica, è per l’apologeta prova dell’esistenza di Dio. Sarà suo compito collocare quelle evidenze in un tessuto più o meno coerente che supporti il suo credo.
          .
          Se non ti convince, sei un darwinista ateo, sciocco e apolegeta.
          .
          Caro Giuseppe, il blog di Enzo è un blog politico, teso a sostenere una certa agenda (quella dei conservatori cattolici di destra). Discutere è pressoché inutile.

          • Gvdr, questo tuo intervento è una caduta di stile, almeno per l’idea che mi ero fatto di te.
            E dire che si spendono parole su parole per argomentare razionalmente sugli argomenti proposti, le frasi che hai scritto sono una caricatura del sito che mi sarei aspettato di vedere nell’aia di basso livello dell’oca ma che non rende giustizia alla realtà.
            .
            Chi non è in grado di argomentare può anche astenersi dall’intervenire.
            Per me destra e sinistra sono dinosauri estinti, immagino che se mi esprimo in questi termini potrai capire, chi oggi ragiona ancora in questi termini è solo un gonzo che merita la società in cui stiamo vivendo.
            Inoltre quel “cattolico” vedo che è usato come un’arma, come se io parlando di altri non facessi che definire “l’ateo” Gvdr, l’ateo Dawkins ecc… ma non lo faccio mai e vado ad analizzare i concetti espressi.
            .
            Discutere per te è inutile perché evidentemente dal tuo punto di vista si discute solo per dimostrare agli altri la superiorità scientificamente dimostrabile del proprio pensiero, ti piace il totalitarismo insomma, se gli altri non cambiano idea inutile discutere.

          • Blog politico ? Questa mi è nuova. Ma d’altronde c’è d’aspettarselo, quando non si sa argomentare si punta il dito subito contro la chiesa cattolica a prescindere, imputandole ogni male odierno che si possa immaginare. Forse semplicemente perché alcuni – o meglio molti – si sentono castrati dai “paletti” che il cattolicesimo “impone”…

          • enrico lutman on

            @ GVDR

            GVDR, io non sono d’accordo con Pennetta.
            La teologia cattolica definisce l’anima spirituale come direttamente creata da Dio, dunque per la teologia cattolica non può emergere dall’evoluzione della materia.
            Dunque resterei perplesso se esistesse altra vita “intelligente” termine improprio, perchè il punto non è l’intelligenza, bensi la possibilità di scelta in una azione morale, fra cui ovviamente la possibilità di scegliere o rifiutare di corrispondere all’amore del Creatore.
            Dunque non mi pare compatibile la possibilità di altra vita intelligente, e con questo intendo libera, in altri pianeti, con la teologia cattolica.
            Non conta ciò che pensa sia plausibile il singolo cattolico, ma ciò che viene definito dal Magistero, che non si occupa di vita su altri pianeti, ma dell’azione diretta e libera di Dio nel chiamare all’esistenza l’anima spirituale di ogni uomo nel momento del concepimento.

      • Esattamente ciò che penso anch’io, professor Pennetta ! Se venisse trovata anche una sola altra forma di vita questa sarebbe la prova decisiva che un Creatore, Progettista o un Dio esiste davvero, dato che secondo l’evoluzione la vita si sia generata così, “per caso”.
        Ps. Sa perché non ricevo mai email di notifica ad ogni commento ? Ogni volta mi tocca salvare la pagina per poter seguire i commenti.

        • Proprio così, me l’immagino, alla prima traccia di batterio uguale ai nostri quelli dell’ID si metteranno a stappare Champagne… 🙂
          Riguardo ai commenti e alle email non so che dire, che io sappia arrivano solo agli autori, dovrebbe esserci però il servizio rss ma non so dire di più.

  5. muggeridge on

    La lezione dei due scienziati sacerdoti Spallanzani e Needham, secondo me, va applicata anche per la vita extraterrestre, ossia nulla cambia a livello teologico se la si trovasse o non la si trovasse. Certamente va sempre ricordato che la vita extraterrestre è verità per il cristiano, ben prima degli esseri viventi sulla Terra, sono infatti stati creati gli angeli che sono “più delle stelle del cielo” e pure divisi in diversi ordini (serafini, cherubini, troni – dominazioni, virtù, potestà – principati, arcangeli e semplici angeli). Sono creature spirituali, ma non terrestri, in questo senso non c’è nulla di veramente nuovo da scoprire, almeno per chi è credente.
    P.S: l’uomo è “poco meno degli angeli” quindi anche la consunta accusa di antropocentrismo mossa al cristianesimo e al giudaismo si dimostra, come sempre, poco fondata.

    • Giorgio Masiero on

      Già, Muggeridge… Elementare. Anche questo di altri mondi è un vecchio problema risolto ancora ai tempi del vescovo Tempier.
      Piuttosto, come Si spiega che tante persone, anche istruite, si ostinino ad attribuire alla teologia e alla metafisica cristiane, che non conoscono, le loro fantasie?

      • Giuseppe Cipriani on

        Non c’è bisogno di aggiungere altre fantasie alla teologia e alla metafisica cristiane… Li dentro ci sta tutto, ma proprio tutto quello che uno può immaginare. Del resto si tratta pur sempre di alta teologia che va a cozzare con altra alta teologia se, come sembra, confessioni cristiane riescono a non intendersi da secoli su questioni all’apparenza banali… Ma so che la quadra del cerchio arriverà, non ci sono falsificazioni possibili in agguato.

        • Impressionante come alcuni ce l’abbiano a morte col cristianesimo. Una tale avversione non la leggo contro nessun’altra religione.
          A lei personalmente, toglie qualcosa se una persona è credente ? O è solo presunta superiorità intellettuale la sua ?

          • Giuseppe Cipriani on

            Il problema, l’aria che respiro qui su CS da sempre, è semmai che sembra che a chi crede diano fastidio coloro che non credono… Provi a invertire il punto di vista qualche volta e a porsi onestamente davanti alla questione… Non le pare che qui, spesso, passi il messaggio che chi crede ha marce in più, è più sensibile e completo, ama il suo prossimo e, soprattutto, ha un altissima considerazione della teologia che, sola, eleva gli eletti che, soli, hanno la verità in tasca…

          • Niente affatto. Non noto assolutamente l’aria che nota lei, cioè di superiorità del credente nei confronti del non credente. E’ proprio il contrario quello che noto io, e quando qualcosa non quadra iniziate (gli atei in generale) ad insultare ed offendere, proprio come ha fatto lei poco fa alludendo “Non c’è bisogno di aggiungere altre fantasie alla teologia e alla metafisica cristiane… Li dentro ci sta tutto, ma proprio tutto quello che uno può immaginare”.
            Io personalmente rispetto chi – magari ancora – non crede, dopo tutto ero scettico anch’io. Per esempio, ho grande rispetto e stima per il professor Pennetta, nonostante lui stesso abbia affermato di non essere credente. Mi sembra nell’ultimo convegno sull’evoluzione.

            Piccola nota. Devo alla presunta “evoluzione” il mio cambio di visione.

          • @Salvo, c’è un un “misunderstanding””
            Nel convegno a cui si fa riferimento io sono stato dichiarato ateo implicitamente dal rappresentante creazionista in quanto a suo parere non si può essere credenti e sostenere l’evoluzione.
            Poi nel video ho scherzato su questo fatto facendo notare che per i darwinisti sono un credente creazionista e per i creazionisti sono un ateo evoluzionista.
            La verità è che sono un credente evoluzionista.
            Equivoco chiarito…

          • O.O Professor Pennetta mi ha sconvolto… Da quando la leggo/seguo ho sempre creduto che fosse ateo, il quale però non sosteneva in toto l’evoluzione. Insomma un thirdwayista.
            Ad essere sincero io la penso come il signor Fratus, non trovo il filo conduttore che collega l’antropocentrismo – in chiave teologica – con l’evoluzione…

          • Enrico Lutman on

            @ Salvo

            Dove sarebbe il problema tra “antropocentrismo”, ovvero che l’uomo è fatto a immagine e somiglianza di Dio ( cioè libero e persona) ed evoluzione?

          • Anch’io non vedo incompatibilità tra antropocentrismo ed evoluzione, abbiamo un corpo animale con o senza evoluzione, è altro che fa la differenza.

          • Con antropocentrismo, nel reale senso del termine, intendo la concezione secondo la quale l’uomo è al centro dell’universo, al contrario dell’evoluzione che lo vede come un essere – seppur più intelligente – al pari delle altre specie.
            Spero di aver reso chiara la mia idea.

          • Salvo, è il darwinismo quello che con il gradualismo ci vede al pari delle altre specie, l’evoluzione però non è graduale e tra noi e le altre specie esiste un divario incolmabile.
            Confondere darwinismo con evoluzione è uno degli errori più comuni che cerchiamo di evidenziare qui.

  6. muggeridge on

    Dietro alla Chiesa, non c’è solo “alta teologia”, c’è perlomeno la Tradizione (si noti con la “t” maiuscola, ossia quello che è stato tramandato direttamente da Cristo, dagli Apostoli e dai primi discepoli), quindi per quanto riguarda il cristianesimo non si possono mettere sullo stesso piano il cattolicesimo con la riforma dello stesso.
    Ad ogni modo su queste cose non mi pare che ci siano conflitti e questo non solo tra confessioni cristiane, ma anche tra cristianesimo e giudaismo, quindi la quadra del cerchio c’è già, non bisogna aspettarla e quando le “fantasie” sono così unanimi e diffuse l’uomo che segue la ragione e magari si vanta di utilizzare il dubbio metodico, dovrebbe dubitare per prima cosa che si tratti davvero di “fantasie”.

    • Giuseppe Cipriani on

      Scusa, Muggeridge, ma se solo fate fatica a intendervi tra cattolici del primo e del secondo concilio?!… E no su questioni secondarie, guarda un po’ anche la Tradizione scricchiola a questo riguardo… Che storia ci vuoi raccontare?

  7. muggeridge on

    Quali sarebbero i cattolici del primo e del secondo Concilio ? Si riferisce ai Lefevriani ? Non le sembra di non avere il senso delle proporzioni ? Come pensavo, non sa cosa sia la Tradizione (e il bello è che l’ho scritto sopra che era con la “t” maiuscola, quindi non è quello che tutti pensano…). Si parlava di angeli comunque e non mi pare che qui ci siano divergenze, nemmeno con i riformati. Quindi di cosa sta parlando ? Forse l’unica risorsa quando si arriva alle strette è quella di inveire contro la Chiesa e buttarla in caciara, perché funziona quasi sempre (con me però non funziona).

      • muggeridge on

        Non sono un tradizionalista….è che mi disegnano così 🙂
        Sono un cattolico come si deve, ossia uno che cerca di seguire l’insegnamento della Chiesa, il suo Magistero, che è quello che dovrebbero fare tutti quelli che si vogliono definire cattolici. Se la Chiesa fosse stata la caricatura che descrivono sui media, sia esagerandone l”‘arretratezza”, sia riducendola a una specie di “organizzazione umanitaria” fondamentalmente buonista, ma mondana, l’avrei lasciata dov’è e non avrei aderito al cattolicesimo, perché al giorno d’oggi non c’è che l’imbarazzo della scelta nell’offerta di questo tipo di organizzazioni, che però non hanno nulla di spirituale e quindi non possono rispondere alla “sete” di spiritualità dell’uomo.
        Comunque il punto è che per la Chiesa nulla dovrebbe cambiare nell’eventuale scoperta di vita extraterrestre, proprio perché le creature spirituali fanno parte della dottrina e non sono mai state tolte di mezzo (per fortuna), neanche dai riformati, e tanto meno ha fatto questo l’ebraismo e pure i musulmani sono allineati su questa questione, Queste creature spirituali sono più numerose degli umani e sono anche superiori a loro, questo con buona pace del supposto antropocentrismo delle religioni monoteiste.
        E’ curioso vedere come per lo scientismo sino a qualche decennio suonasse come una bestemmia credere negli extraterrestri, forse perché, appunto, la loro eventuale presenza, avrebbe segnato un punto a favore delle religioni monoteiste; poi, negli ultimi anni, per molti scientisti gli E.T. sono invece diventati necessari per smentire le stesse religioni….come si diceva un tempo: “contrordine compagni !”, ma le religioni sono rimaste ferme nella loro convinzione, sono gli scientisti che hanno virato di 180°. Quindi se si tratta di fantasie possiamo dare il benvenuto nel “mondo del fantastico” agli amici scientisti che già “sanno” che esistono forme di vita extraterrestri, cosa che i credenti hanno sempre “saputo”.
        A livello di ragionamento io posso solo aggiungere che le forme intelligenti che potremmo scoprire dovrebbero al massimo essere al livello degli uomini primitivi, meno probabile è che siano allo stesso nostro identico livello, mentre se ci fossero superiori di poco ci avrebbero scoperto loro, infine può essere che siano così tanto avanti da averci scoperto senza farsi scoprire da noi, ma in questo caso sarebbero davvero molto simili agli angeli delle religioni. Faccio notare che proprio quest’ultimo caso è quello che va per la maggiore quando si parla di extraterrestri, quindi parlare di angeli è altrettanto legittimo.
        P.S. Salvo, autorizzo il prof. Pennetta a girarle la mia mail e attendo il suo messaggio.

  8. L’Uomo durera’ qualche centinaio d’anni, qualche migliaio, qualche decina di migliaia di anni, “quellochevolete” in termini di durata; ma tenuto conto delle condizioni al contorno fissate dall’universo fisico e misurabile che abbiamo attorno direi che si possa tranquillamente affermare che siamo destinati comunque a finire/esaurirsi prima o dopo. Forse c’era qualcosa di simile all’Uomo molto prima dell’Uomo, forse ci sarà qualcosa simile all’Uomo molto dopo l’Uomo. Detto questo e’ incontrovertibile che per una quantita’ elevata di motivi (curiosita’, capire chi siamo, utilizzare/sfruttare il contesto fisico a noi contiguo, ecc.) l’Uomo necessariamente si muove per andare sempre verso i confini della conoscenza/consapevolezza; confini che si dilatano e continuano a spostarsi sia che si vada verso l’infinitamente grande che verso l’infinitamente piccolo.
    .
    Sia per motivazioni del prima-dopo (cioe’ temporali in senso stretto, in particolar modo riguardo all’ineludibile nostra futura estinzione come esseri consapevoli) sia per motivazioni relative ai rapporti causa-effetto (il continuo spostarsi dei confini della conoscenza e quindi l’ineludibile consapevolezza che non arriveremo mai a capire il tutto – ammesso questo abbia senso – ) penso non si posa che concludere che quello che veramente conta e’ la piena attuazione delle nostre potenzialita’ e della nostra capacita’ di acquisire felicita’ nell’essere quello che siamo. Se sono veri questi presupposti (al di la di considerazioni teologiche e religiose che non considero volutamente per non incappare nelle solite inconsistenti e banali accuse di visione “bacchettona”, “claustofobica” e impietosamente “ascientifica” della vita) direi che al punto in cui siamo piu’ che spendere risorse per approfondire la possibile compresenza di esseri senzienti a noi contigui nell’universo (con il conseguente “spreco” di risorse) forse e’ il caso che vengano sistemati i congeniti problemi presenti nella societa’ attuale umana (divisione fra ricchi e poveri=stessa possibilita’ per tutti, fame=stessa sussistenza per tutti, guerre=assenza di prevaricazione del piu’ forte, continuo insorgere di diritti presuntivamente accasabili solo perche’ qualcun altro ci rimette=… e cosi’ via).
    .
    Insomma, tutto questo per dire, che forse e’ il caso, prima di speculare e destinare risorse per scopi importanti ma ineluttabilmente effimeri o inesorabilmente destinati a dare gioia e felicita’ a pochissime persone, sarebbe il caso di lavorare ed agire per annullare discriminazioni, egoismi, diversita’, paure dell’altro, in altri termini dare priorita’ alle attivita’ destinate a concretizzare il bene comune e non il bene di pochi (forse… “anche” in ambito scientifico). In altri termini potremmo dire che prima di pensare all'”esterno” forse e’ il caso di sistemare le cose all'”interno” o almeno dare priorita’ a quest’ultimo aspetto.

  9. Caro Enzo, innanzitutto non riesco a capire come il trovare altre forme di vita intelligente contraddirrebbe l’idea che la biologia sia guidata dal caso e dalla necessità. Lei dice poi che questa scoperta deporrebbe “fortemente” a favore di un universo finalizzato a produrre vita e intelligenza. Benissimo, e una volta che sappiamo che nel processo naturale la vita comincia dalle forme più semplici di organismi unicellulari e prosegue fino a forme più complesse di animali dotati di autocoscienza, cosa ne deduciamo? Semplicemente che l’intelligenza è una delle tante caratteristiche presenti in natura: i cani hanno un olfatto e un udito diecimila volte superiore al nostro e noi un uso del cervello diecimila volte superiore al loro. Non vedo quindi dove sia tutta questa eccezionalità.

    • Scusi se mi intrometto. L’unica forma complessa di “animale” dotato di autocoscienza é l’uomo e non si dovrebbe confondere la autocoscienza (o consapevolezza…) con l’intelligenza; la prima é caratteristica solo dell’uomo che riesce la speculare indipendentemente dalla sensorialità mentre la seconda accomuna, oltre agli uomini, tanti altri animali.
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      Secondo me trovare/incontrare altre forme di vita “consapevoli” non dovrebbe cambiare niente in riferimento ad una visione basata sul fatto che la realtà abbia comunque una causa prima (il Soggetto creatore). La cosa nuova e’ forse il fatto che ci troveremmo in buona compagnia a parlare di metafisica ed in genere del perche’ della realta’… 🙂 .

  10. alessandro giuliani on

    Vediamo se riesco a fare un poco di chiarezza dubito ma ci provo
    1. Un cattolico che si considerasse a ragione della sua fede migliore di un ateo commetterebbe un grave peccato se uno ha la fede è solo per Grazia tradotto in termini immanenti ha avuto culo.
    2. Solo Dio è buono noi siamo tutti peccatori e se non si conosce il proprio peccato vuol dire che si è messi maluccio.
    3. Una Chiesa è l’unico luogo dove non conta se si sono letti un milione di libri o nessuno.
    L’unIco vantaggio che nel dibattito culturale offre la fede è paradossalmente lo scetticismo avendo già un Dio non si ha bisogno di prendere troppo seriamente le teorie umane che per quanto belle e affascinanti sono vanitas vanitatum…tutto qui per cui destra sinistra e simili sono fuori tema ..

  11. muggeridge on

    1- migliore di un ateo per l’utilizzo della ragione, diciamo che forse non può considerarsi molto migliore di un agnostico, solo un pochino (mi rifaccio al Catechismo quando recita “La Chiesa insegna che Dio, principio e fine di tutte le cose può essere conosciuto con certezza per mezzo del lume naturale della ragione umana partendo dalle cose create (CCC, n. 36).”

    2- però esistono santi e beati e i peccatori non finiscono tutti nello stesso identico posto post-mortem….

    3 – il Vangelo però è meglio averlo bene in mente a costo di leggere questo stesso libro un milione di volte…

    Il vantaggio della fede nel dibattito culturale è quello di avere un punto di riferimento fisso, solido e assoluto, la famosa casa costruita sulla roccia (il non credente molto spesso è uno “sradicato” che fluttua nell’aria e gira e rigira come una banderuola).