Panebianco e i crimini dell’Europa

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panebianco

Grande indignazione per la contestazione al prof. Panebianco. 

Ma ha detto la verità, questa Europa nasce sul sangue.

 

Dal Corriere della Sera, sul quale scrive, a Repubblica all’Huffington Post, non c’è testata che non abbia dato ampio spazio alla contestazione subita il 22 e il 23 gennaio scorsi da Angelo Panebianco all’università di Bologna presso la quale insegna.

Quello che veniva contestato a Panebianco erano delle sue affermazioni sul progettato intervento militare il Libia:

“Ciò che accade intorno a noi, dovrebbe convincerci di quanto inconsistenti siano le giaculatorie sulla necessità di una «Europa politica», la quale, come è noto, viene sempre evocata solo quando si parla di euro e di banche. Si dimentica che le unificazioni politiche non si fanno col burro ma con i cannoni. Sono sempre state guerre e minacce geopolitiche a innescarle.” (Corriere della Sera “Noi in Libia saremo mai pronti?”)

Per una ironia della sorte Panebianco viene punito per aver detto la verità, gli studenti anziché contestare la politica condotta negli ultimi decenni se la sono presa con l’unico che, anche se non per volontà di denuncia, ha detto come stanno le cose.

L’italia, insieme agli altri paesi europei sotto la guida USA, ha fatto la guerra del Kosovo del 1999 senza mandato dell’ONU e senza autorizzazione del Parlamento. Ma per cosa? Il sostegno fu dato a:

…bande armate irregolari addestrate da mercenari americani e considerate fino a pochi mesi prima “organizzazioni terroristiche e criminali sostenute da Osama bin Laden…” (Fabio Mini – Perché siamo così ipocriti sulla guerra – Chiarelettere 2012)

Da quella prima guerra immotivata si è passati poi alla guerra in Afghanistan del 2001 fatta anch’essa senza capire esattamente per quale motivo, a quella in Iraq del 2003 fatta con la falsa motivazione delle armi di distruzione di massa, a quella in Libia condotta precipitosamente nel 2011, a quella progettata adesso nel 2016, ancora in Libia, e oggetto dell’articolo di Panebianco. Negli ultimi diciassette anni ‘Europa, raccolta sotto la bandiera atlantista della NATO, ha partecipato unita ad una serie di crimini contro paesi e popolazioni civili che non costituivano per essa alcuna minaccia.

Ha detto la verità Panebianco, ma incredibilmente la contestazione che a partire almeno dal 1999 avrebbe dovuto muoversi contro tutti i governi di destra e sinistra indistintamente (qualunque cosa vogliano dire oggi questi termini) che hanno appoggiato le operazioni di aggressione internazionale che si sono succedute, si è risvegliata solo per zittire chi ha rotto il silenzio.

libia

Questa Europa e questo Occidente sono neocoloniali, questi governi sostenitori dei “diritti” e della “democrazia” sono neocoloniali, ma contro questo non contesta nessuno.

I paesi europei sono più divisi che uniti dalla moneta unica, sono divisi sulle politiche economiche e sull’immigrazione, sono divisi su quasi tutto.

Ma sono uniti dal sangue sparso insieme, un patto che li cementa in modo indissolubile, come avveniva tra i protagonisti dei “Demoni” di Dostoewskij.

Panebianco ha solo commesso l’ingenuità di dirlo.

 

 

 

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

46 commenti

  1. stò cò frati e zappo l'orto on

    Guardati bene intorno.Guardiamo le carta politica del mediterraneo.
    Ti ricorda Mare Nostrum ?
    Chi detiene il predominio militare del mediterraneo è padrone perpetuo dell’occidente.
    Il mediterraneo diviene una lago per le flotte americane.Frena la rinascita militare Russa.
    Toglie ai Russi(o cerca di farlo)antichi alleati(Siria)ed ex fiancheggiatori(Libia).
    L’America in questo modo può controllare a suo piacimento tutto il flusso della importantissima economia europea.Leggi le nuove proposte Usa in materia di accordi commerciali.
    Il vero nemico Usa è la Rinascita Russa e tutto quello che era sovietico deve essere occupato prima che l’Orso si risvegli del tutto(Afganistan per esempio).Mentre la Cina è troppo occupata a far soldi(conosciamo bene i cinesi?)per scontrarsi con gli amerikani.Dico cose di una banalità incredibile ma che sicuramente corrispondono alla realtà.

    • Stò, sempre più le cose banali c’è bisogno di dirle.
      La voracità USA è un pericolo per tutti, la Cina è utile come contrappeso ma la loro visione antropolgica è da incubo.
      Sempre più convinto che il vero Occidente sta rinascendo in Russia.

      • stò cò frati e zappo l'orto on

        Praticamente nessuno riuscirà mai a cambiare la Cina.Penso del tutto inutile qualsiasi tentativo.E francamente nel passato,poi non troppo lontano,l’ingerenza di Sacre Alleanze(es.Giappone,USA,Gb,Germania ecc. alleati) ha solo prodotto una reazione uguale e contraria.
        L’Europa è invece in libertà vigilata,dopo la doppia serie di guerre mondiali(1a e 2a).
        Per la Russia,leggevo pochissimi giorni orsono un articolo online(sinceramente con non troppa attenzione,perchè sono decenni che si possono leggere racconti di questo livello)su una rivista Russa, sulla possibilità non troppo remota di una “guerra Nato-Russia”.Mi domando se i Generali siano bravi in matematica e sappiano contare quante testate atomiche(e non soltanto)Mosca dispone.
        Che l’occidente stia rinascendo in Russia mi ultra meraviglia ogni giorno,quando leggo articoli di amici russi(sto studiando la lingua russa….ma preferisco ancora leggere questi articoli in italiano….provvisoriamente).

  2. E’ una realtà. Gli Europei stanno bene uniti solo perché consci che rimanendo insieme si difendono meglio nella guerra economica che imperversa ormai globalmente sul nostro pianeta. L’unione politica, a breve-medio termine, non può che essere una chimera, indipendentemente da possibili potenziali catalizzatori che la possano concretizzare. Troppa differenza nelle società, culture, storie, lingue, modo di vivere. Già dentro l’Italia siamo diversi che basta….; figurarsi se ci mettiamo a confrontare il tedesco medio, col francese medio, con lo spagnolo medio, con lo slavo medio o peggio ancora con la cultura del nord-europeo medio. Per non parlare dell’anglosassone medio. Unica nota “positiva” (in senso ironico) in questa mezza banale considerazione a sfondo antropologico é l’ “italiano medio” (semmai “compiuto” vien da dire…) ormai destinato a sparire ed essere assorbito dall’altrui entità culturale ed etica (anglosassone, tedesca, nordeuropea… non si sa); forse in poche generazioni, con buona pace (e poco rispetto…) di chi é passato prima di noi in queste terre e che comunque é riuscito a fare cose anche grandiose.

    • Beppino, a ben vedere gli europei + USA fanno guerra al resto del mondo con le bombe e poi si fanno guerra tra di loro a colpi di finanza manipolata e manovre commerciali.
      E’ una guerra di tutti contro tutti, bande malavitose dove conta solo chi è più forte e chi se lo fa amico.
      Uno dei punti più bassi della civilizzazione occidentale e uno dei più alti dell’ipocrisia di tutti i tempi.

  3. Beh, prof., un po’ se lo meritano.
    Quando successe a Pansa, con il suo “Il sangue dei vinti”, tutti zitti,
    Quando succede a Salvini, tutti zitti,
    Quando succedeva a chiunque emetteva un “ma” o un “ba” contro questa enorme cazzata che e’ l’UE, tutti zitti.
    Adesso tocca a loro e frignano…
    E’ sempre valido questo:
    Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare

    • Ciao Piero, francamente per Panebianco non mi dispiace neanche un po’, sottolineavo più che altro la stupidità dei contestatori che stanno zitti davanti a tre lustri di crimini e si svegliano solo per le parole del loro prof.
      Alla lista di quelli per i quali non si indigna nessuno aggiungo Mario Adinolfi al quale solo un paio di giorni prima del caso Panebianco si voleva impedire di parlare a Bari.
      Ma quell’episodio non se l’è filato nessuno, quello è normale…

      • Anche Ferrara preso a uova in faccia dalle femministe quando presentò il suo partirono se è per questo

        • la cosa ancora piu’ ridicola e, allo stesso tempo, piu’ preoccupante, e’ che la “satira”, che una volta era lo strumento del popolino per prendere in giro i potenti, sia politici che economici, si sia involgarita e abbassata a tal punto da mettersi al servizio dei potentati economici che in teoria dovrebbe combattere (vedi Crozza/Littizzeto e molti altri).
          Ancora peggio quelli che si professerebero di “sinistra” (ma col portafogli a destra) che perculano coloro i quali vogliono difendere i piu’ indifesi dalle grinfie del turbocapitalismo e dei suoi reggicoda sciocchi.

  4. Scusate l’OT, ma si può far in modo di ripristinare lo scorrimento delle pagine? Qualsiasi numero si clicchi ci si ritrova sempre alla prima!

  5. Che nostalgia degli anni 50 e 60, per i cinquanta mi riferisco ai film naturalmente, ero troppo piccolo, quando i francesi erano francesi gli italiani erano terroni o polentoni o del terzo tipo (i tirolesi), i tedeschi tedeschi, gli inglesi inglesi.
    Ve li ricordate quei film di altri europei a vivere la boheme in Francia o a passare delle vacanze romane in italia?
    E’ triste veder omogeneizzato tutto questo in un concetto di Europa che non ha senso perchè è principalmente un genocidio culturale.
    Per Panebianco, che ha perfettamente ragione, quoto Piero in toto, per i contestatori di turno non posso che dire che sono il frutto, mai maturato e già marcito di questo genocidio culturale

    • Questa Europa non farà più le produzioni degli anni ’50 e ’60, tutto quello che era identità è stato declassato a “passato” in nome di un “progresso” che altro non era se non omogeneizzazione ad un modello indifferenziato e nichilista.
      Non più cultura ma “mode” che soffiano portando desideri e capricci, i Longobardi fecero meno danni.
      Concordo, anche i contestatori sono un frutto nato marcio, non riescono neanche a capire cosa devono contestare.

  6. Giuseppe Cipriani on

    Forse c’è qualcuno qui che rimpiange l’Europa della guerra fredda? Io dico che eravamo più in pericolo (anche per le libertà) allora di oggi. Mi sbaglio?

  7. Non facciamo confusione per favore, non rimpiango la guerra fredda ma rimpiango la differenza culturale vera e cosciente che esisteva fra i vari paesi e le varie genti all’internodell’Europa.
    Ormai questa differenza culturale non esiste più come dipinto originale ma si è ridotta ad un copia di scarso valore, ad una caricatura dove solo gli stereotipi vengono in evidenza a dare una pseudo-originalità ad una massa informe senza storia e senza progetti.
    Rimpiango le battaglie e il fermento di quegli anni, rimpiango cioè la tensione ideale generalizzata per i diritti, quelli veri e fondamentali, il lavoro, la salute, la dignità, la libertà, che ora vengono compressi mentre il pubblico plaudente viene distratto da supposti nuovi diritti.
    Rimpiango la rete di solidarietà delle comunità, dalle parrocchie ai sindacati ai collettivi vari ed infine alle famiglie allargate ed ai quartieri.
    Rimpiango il senso di appartenenza storica forte, rimpiango la coscienza, il rispetto e la buona educazione.
    Ovviamente non tutto era buono o era portato avanti per buoni fini ed anche allora da certe organizzazioni che personalmente mi hanno trovato sempre sull’altra sponda, e spesso non è stato facile, però c’è molto da rimpiangere guardando il tessuto sociale lacerato e informe di oggi.

    Per quanto riguarda la guerra fredda, non la rimpiango di certo, se la osserviamo isolatamente era certo una cosa brutta e pericolosa,
    Nonostante questo giudizio negativo, se la osserviamo confrontandola alla situazione di oggi, non sono afatto d’accordo che l’insicurezza di allora fosse maggiore di quella di oggi, anzi, allora la sicurezza si basava su una situazione di stallo, oggi qualcuno pensa di avere accumulato un vantaggio e tenta il copo gobbo, il rischio di guerra è infinitamente superiore oggi rispetto ad allora; si stanno creando situazioni che rischiano di divenire esche per una deflagrazione totale in troppe aree mondiali. La crisi di Cuba ha comportato un rischio di molto inferiore rispetto a quello rappresentato dalla destabilizzazione continua (Iraq, Bosnia, Somalia, Afghanistan, Iraq 2, Nord Africa, Georgia, Siria, Ucraina, Mar cinese meridionale.
    Mai si era verificato un accumulo di truppe e mezzi sui confini orientali europei come ora dalla II guerra mondiale, tutto sommato la guerra fredda era una guerra di spie perchè non esistevano alternative a ciò che non comportassero l’apocalisse e chi governava, da una parte e dall’altra ne aveva coscienza.
    Oggi si è persa questa coscienza; la lacerazione del continuum storico-culturale sta dando i suoi frutti in questa xorsa verso la peggiore forma di vassallaggio medievale o in alternativa la reductio ad cinerem di tutto, una versione moderna di “muoia Sansone con tutti i Filistei”.

    Ci sono dei pazzi a condurre il gioco e il caos impera ma non è la causa, la vera causa è la menzogna. Tutto ormai si basa sulla menzogna, dalla politica all’iformazione, dalla scuola ai rapporti nei luoghi di lavoro. Abbiamo abbandonato il sentiero pur tortuoso e pieno di insidie e accidenti di un percorso storico unitario e continuo che si snodava su un substrato, se non di verità, di ricerca della verità per iniziare a percorrere una bella strada tapezzata di petali di rosa artificiali odoranti di aromi artificiali ben illuminata da una piacevole luce artificiale per accorgerci che dopo qualche curva e qualche bivio e crocicchio ognuno dinoi si ritrova su quella che si è trasformata in selva oscura di rovi infestata da belve feroci , solo, senza riferimenti pronto ad accettare qualsiasi menzogna gli venga spacciata per verità dal sistema pur di sopravvivere ed incapace di tornare indietro. Incapace persino di formulare un pensiero strutturato che ci possa far pianificare un ritorno perchè anche il linguaggio è stato infarcito di menzogna politicamente corretta.
    Ognuno di noi da solo, non può tornare indietro, il ritorno è una cosa collettiva (che parolaccia!) o non è ma niente è più visto nell’ottica della comunità, tutto è “io” e “io” è tutto ed in ogni caso anche se una fiammata di coscienza dovesse prendere qualcuno, non sarebbe in grado di comunicare correttamente il proprio sentire in questa neolingua orwelliana.
    La coscienza è morta.

    Non venitemi quindi a dire che il periodo della guerra fredda sia stato peggiore di questo che viviamo, in effetti era migliore se non altro perchè la coscienza era viva.

    • Giuseppe Cipriani on

      La coscienza è sempre viva, basta saper riconoscerla…
      .
      Questa tua analisi quasi a senso unico andrebbe riequilibrata… Le molte critiche al poco di buono vanno spalmate a ogni storia, e il buono che rilevi e attribuisci al passato, in una sorta di cappio che impone la nostalgia canaglia, andrebbe identificato anche nell’oggi. Lo farà di certo qualcun altro fra qualche decennio, quando disprezzando il suo presente troverà in questo nostro tempo positività perdute… Nulla di nuovo sotto il sole, lo dico sempre ai superanziani che esaltano il bel tempo di gioventù, quando i giovani pieni di speranze erano mandati al macello dai generali in ghingheri figli di un regime con la mannaia…

    • E’ vero.
      Io sono stato molto piu’ fortunato di altri miei compagni di classe. Avevo tutto, mio padre non mi faceva mancare nulla (per quanto era nulla rispetto agli standard odierni dei bambini capricciosi)
      Eppure, quando andavo a casa degli altri miei compagni, certamente non ci sara’ mai stata l’aragosta o i gamberoni, ma ALMENO pasta e ceci ogni giorno c’era.
      Adesso manco piu’ quella.
      Negli anni ’50-’60 la derivata dell’ottimismo e della fiducia nel futuro era positiva (per quanto si pativa la fame e le necessita’ improrogabili molto piu’ di adesso).
      Il primo effetto di questa crisi costruita sul nulla e’ stato proprio quella di fiaccare l’animo e la fiducia dei normali cittadini. Quanto e’ importante la “guerra psicologica” eh?
      Per quanto riguarda la Guerra Fredda, e’ anche questo verissimo, ti quoto in pieno.
      L’arma atomica e ancor di piu’ qualla a fusione nucleare ha questo di “bello”: che non esiste il domani. Paradossalmente se non ci fosse stato un “equilibrio del terrore” forse oggi saremmo stati distrutti tutti.
      Non riesco a credere che OGGI ci sarebbe la capacita’ di critica, di giudizio, la visione, anche soltanto la speranza di quell’eroe di ufficiale sovietico che non diede l’allarme e l’ordine di un contrattacco per un abbaglio del satellite.
      Oggi gli “SCIENTISTI” si sarebbero autodistrutti perche’ “il satellite non puo’ sbagliare“.
      E chissa’ quanti altri episodi ci sono stati al limite dell’olocausto nucleare, sventati all’ultimo da uomini, da ambo le parti, con un residuo di coscienza e di fiducia nel futuro.

  8. E’ vero che i bei tempi andata sono stati il mito di ogni epoca, su questo non ci piove ed è anche vero che in nome dei bei tempi andati si sono spesso commesse nefandezze, già dai tempi di Mario e Silla.

    Quello che noto io è che comunque le fazioni si combattevano in un quadro di valori condivisi, la nuova generazione tentava di strappare come è giusto che i giovani facciano ma erano strappi di poco conto che più che lacerare dilatavano la tela.

    Non ci pioveva che c’erano alcuni punti fermi comuni che erano il buon senso maturato e maturando in un percorso storico continuo, una cosa un po’ lamarkiana,

    Oggi invece c’è una frattura, anzi tante fratture, tante quanto gli individui, la società granulare.

    Seconso me è un’errore guardare a ciò che succede oggi come ad un normale confronto generazionale.
    Questi tempi sono il frutto maturo di quel processo iniziato con l’illuminismo, che io ritengo una grande occasione mancata, e che ritengo appunto già marcio.

    Ciò che differenzia questi tempi dal normale conflitto generazionale è appunto la grande perdita di un linguaggio comune, di un linguaggio comune, di eredità conosciuta e condivisa e di speranza, nichilismo puro.

    Per questo non si riesce nemmeno più a riconoscere la storia come cosa propria ne’ ad accettare le verità scomode in essa racchiuse e si contesta ogni voce che tenti di illuminare il quadro.

    Come animali in batteria, ognuno di noi è concentrato sul proprio mezzo metro quadrato di gabbietta ed il cibo che ci viene distribuito, una specie di sindrome di Stoccolma ripetuta all’infinito per ogni individuo che individua le sbarre della propria prigione come “sicurezza”.

    Non si contesta il fatto storico in sè stesso ma il fatto che qualcuno perturbi la vulgata rischiando di mettere a repentaglio la sicurezza delle nostre prigioni.

    • Giuseppe Cipriani on

      Un quadro desolante…
      .
      Io sono di quelli che non ha perso la speranza di un mondo migliore, senza utopie.
      Credo nell’uomo,
      quello che non ha futuro oltre la vita fisica,
      e che proprio per questo vi si aggrappa tenacemente.
      Dicono che non faccia rumore una foresta che cresce, forse per questo si notano meno le persone che ancora operano per il bene comune.
      Ma ci sono
      e sono convinto che il filo sottile che le unisce
      sia più forte dell’acciaio
      ed esse non resteranno mai sole.
      Nessun uomo è un’isola, diceva il grande Merton, e aveva ragioni da vendere.
      Io intanto, a onta dei pessimisti di sventura, vedo assieme agli uomini di buona volontà, che ci sono, il bicchiere mezzo pieno; e non credo proprio che sia il bicchiere mezzo pieno del nostro orticello personale,
      semmai di quello che condividiamo. Amen

      • Credo nell’uomo,
        quello che non ha futuro oltre la vita fisica,
        e che proprio per questo vi si aggrappa tenacemente.
        Dicono che non faccia rumore una foresta che cresce, forse per questo si notano meno le persone che ancora operano per il bene comune.

        Che sciocchezza…

        Ma se non c’e’ futuro “oltre la vista fisica”, chi glielo fa fare ad uno di sacrificarsi, di dare piu’ di quanto riceve? ti sei dato l’ennesima zappa sui piedi, Simplicio de’ noantri

        • Giuseppe Cipriani on

          Il solito sempliciotto di ritorno… Come potevi intuire lo spessore che sta dietro l’impegno senza il premiuccio dell’aldilà?
          .
          Quelli come te, Piero, senza polemica, solo per quel premiuccio si danno da fare, eh?
          Beati e contenti, vi dico, ma lasciate almeno che anche coloro che non ci credono o non ci sperano si diano da fare, per favore. Non vorrete mica l’esclusiva dei due mondi, vero?

      • stò cò frati e zappo l'orto on

        Però Giuseppe.
        La fine della vita fisica è per tutti.
        Per chi crede che “la vita continuii”e per chi crede “in un grande eterno sonno ristoratore”.
        Noi credenti della prima ipotesi o come te o altri della seconda non ci portiamo “dietro”niente.
        Siamo uguali di fronte alla morte(come diceva anche il grande comico Totò).
        ps.Se ci leggesse il Prof.Masiero potrebbe ricordarci che il Cristianesimo ha abbondantemente parlato della Resurrezione ! Ho altri della Reincarnazione….e via dicendo.Comunque in ogni caso odiarci,come è avvenuto in passato è di quanto più inutile ci sia.

        • Giuseppe Cipriani on

          Giusto sto, a me dà solo fastidio che ci sia ancora qualcuno che si definisce credente (cristiano?) e tira fuori la storiella del chi ce lo fa fare (a noi agnostici, per esempio) di essere “buoni” se non crediamo nel premiuccio… Tutto lì.

          • Per Giuseppe
            “Credo nell’uomo,
            quello che non ha futuro oltre la vita fisica,
            e che proprio per questo vi si aggrappa tenacemente.”
            .
            San Paolo
            “Ora, se si annuncia che Cristo è risorto dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non vi è risurrezione dei morti? Se non vi è risurrezione dei morti, neanche Cristo è risorto! Ma se Cristo non è risorto, vuota allora è la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede. Noi, poi, risultiamo falsi testimoni di Dio, perché contro Dio abbiamo testimoniato che egli ha risuscitato il Cristo mentre di fatto non lo ha risuscitato, se è vero che i morti non risorgono. Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto; ma se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati. Perciò anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti. Se noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto per questa vita, siamo da commiserare più di tutti gli uomini.
            Altrimenti, che cosa faranno quelli che si fanno battezzare per i morti? Se davvero i morti non risorgono, perché si fanno battezzare per loro? E perché noi ci esponiamo al pericolo continuamente? Ogni giorno io vado incontro alla morte, come è vero che voi, fratelli, siete il mio vanto in Cristo Gesù, nostro Signore! Se soltanto per ragioni umane io avessi combattuto a Èfeso contro le belve, a che mi gioverebbe? Se i morti non risorgono, mangiamo e beviamo, perché domani moriremo. Ora, invece, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti.”

          • Per Giuseppe
            “Giusto sto, a me dà solo fastidio che ci sia ancora qualcuno che si definisce credente (cristiano?) e tira fuori la storiella del chi ce lo fa fare (a noi agnostici, per esempio) di essere “buoni” se non crediamo nel premiuccio… Tutto lì.”
            .
            Citazione de “il mastino”, admin di Papalepapale.com
            “Se in questo preciso momento, mentre scrivo, avessi la consapevolezza che il Cristo della storia non è mai esistito e che quindi non è mai risorto e che tutto allora è vano, diventando pure non solo vana ma disumana la morale cattolica, sarei il primo a tornare a fare con grande soddisfazione quel che prima, nel periodo agnostico e liberal, facevo: sesso senza limiti, con chiunque, in ogni contesto, ogni sera; mi darei a ogni orgia, piacere; avido di corpi, libererei dalle catene il macellaio di carne che fu umana che in me c’è. Senza freni, senza pietà, senza decenza. E non basterebbero a frenarmi discorsi altrettanto inutili e oziosi circa la sussistenza della morale sessuale senza fede del tipo “però c’è la lagge naturale, che precede pure Cristo”. Sì, certo, ed era anche dei pagani, e non fu di alcun aiuto mai a nessuno, né rappresenta un limite a niente senza l’idea di Dio e della vita ultraterrena come “premio”.
            “Il resto è moltiplicazione di pani e pesci e spesso di chiacchiere. O più semplicemente è il “come”… si vive cristianamente per ottenere la vita eterna. Ancora una volta il “perché” è la fede, la morale è “come” si vive da cristiani. Senza la fede, ovvero senza il “perché” primordiale, il “come” è solo una grandissima cazzata. La più grande cazzata mai inventata da mente umana. Senza Cristo, e senza la sua resurrezione e sconfitta della morte, la morale cattolica, il preservativo, annessi e connessi, sono una boiata pazzesca.”

          • Giuseppe Cipriani on

            Resterebbe il “dettaglio” che non si farebbe per il premiuccio, ma per qualcosa di più… alto. Spero concordi.

          • Certo, ma il “qualcosa di più alto” è sostanziato proprio dal fatto che tu non sei un vile ammasso di atomi, cellule, carne e sangue, ma un figlio di Dio che possiede un’anima immortale.
            .
            In caso contrario la tensione verso il Bene che anche tu provi non sarebbe altro che un’illusione, magari dettata dall’evoluzione, che favorendo l’empatia garantirebbe la conservazione della specie, ma non ci sarebbe proprio nulla di sostanziale sotto.
            .
            Se l’uomo non fosse altro che “pulvist et umbra” avrebbe ragione San Paolo “mangiamo e beviamo perché domani moriremo”.
            Poi potremmo raccontarcela finché vogliamo, ma la realtà rimarrebbe quella.

          • Giuseppe Cipriani on

            Io dico solo che il mio esistere non è sminuito da una possibile assenza di Dio. E la differenza non la fa la fede nel trascendente, se così fosse non ci sarebbe partita e l’esempio dei credenti porterebbe tutti a credere, ma sappiamo bene che non è proprio così. Del resto, non l’avrebbe detto anche il Cristo quel verranno da oriente… eccetera?

          • Giuseppe Cipriani on

            Per questo io dico restiamo umili e non montiamo in cattedra… C’è da spillare nettare prelibato da chiunque, e l’uomo ha risorse nel cuore che non hanno bisogno di sogni che prolunghino la vita oltre quella umile che viviamo ogni giorno.
            Dormivamo (?) e siamo stati chiamati al mondo, poi ci addormenteremo e l’assenza di sogni ci riconsegnerà a quel che nulla in cui eravamo. Amen

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            Anche a te carissimo Giuseppe,dall’alto della tua saggezza “popolare” piace pontificare.
            Un Pontefice(simpaticissimo e sanguigno)!
            Amen.

          • Giuseppe Cipriani on

            Bocca della verità potrei chiamarti, caro sto. Meno male che ci correggiamo fraternamente qui. E ti dico grazie.

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            Un carattere cosi intenso,che non si piega a compromessi.
            Che ascolta gli amici.
            Che ribatte ad ogni contestazione con pacatezza ma anche decisione.
            Che si prepara culturalmente per ogni tema che desidera affrontare.
            Che altro dire.
            Forse si:La partita continua…

          • Non sono d’accordo, Giuseppe. Una vita votata al nulla per me non ha alcun senso, anzi è una mostruosità immane.
            .
            In questo caso la morale e quel che tu chiami “più alto” non sarebbe altro che una puerile invenzione umana.
            Senza contare, parlando da cristiano, tutti quei martiri che hanno sacrificato la loro vita per Cristo, tutto per niente.
            .
            Ripeto: una mostruosità. Se la pensi così davvero sono dispiaciuto per te.
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            Buona Domenica.

          • E’ solo il tentativo mal riuscito di cercare di darsi un’etica “laica” (cosa impossibile per definizione), arrampicandosi sugli specchi di un falso “agnosticismo” (per paura).

          • Concordo, Piero.
            Io rispetto e stimo Giuseppe come persona, ma in una vita votata al nulla l’etica e la morale non avrebbero alcun senso.
            Non più di Paperino o Topolino.
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          • stò cò frati e zappo l'orto on

            Vega e Piero entrambe bellissime persone.
            Votati per degli ideali Superiori.
            Sicuramente preparati.
            Sicuramente saprete anche che ci sono Esseri che “preferirebbero”quello che Voi chiamate il “Nulla”.Pur con questo essi vivono una esistenza del tutto simile alla vostra:Onesta,Corretta(non dico tutti ma come anche chi si definisce Cristiano o altra Religione,può commettere errori).
            Persone come Voi degne di rappresentare gli Ideali cristiani.
            Ma ascoltare-controbattere le istanze degli “altri”è un arricchimento per tutti.E anzi approfondire(CS permettendo)questa meravigliosa e difficoltosa Materia,a sua volta(anche con il contributo di modesti lettori)può arricchire questo sito.

  9. Non vorrei passare per un pessimista, io mi considero semplicemente un realista.
    Anche io credo nell’uomo, nell’uomo che guarda in alto e oltre, anche se non ci vedede nulla continua a guardare, se ci aveva visto qualcosa che ora non vede più continua a guardare, se vede qualcosa lo ammira.
    In questo senso credo nell’uomo ma non posso credere nell’uomo che ha come riferimento sè stesso perchè è una mina vagante nel nulla e verso il nulla.
    Certo ci sono persone naturalmente miti, generose, altruiste anche fra gli atei più coriacei, anche persone piacevoli ma la mia fiducia in loro è nulla perchè nel nulla vivono.
    Io ho come riferimento al mio ottimismo il “non prevalebunt” ma è un ottimismo collocato in là nel tempo che non posso precisare, al momento vedo desolazione.
    Gli uomini di buona volontà per fortuna ci sono ancora, non credenti o credenti che siano, il mio dubbio è ci saranno ancora entrambi dopo?
    Chi vivrà vedrà.
    Meglio non abbattersi troppo, io ho una collezione didisgrazie sulle spalle da far invidia a Giona e sono stanco ma non sfiduciato.
    Ciò che mi da uggia sono i giovani, non tutti ovviamente ma la stragrande maggioranza, loro non sono sfiduciati ma bensì persi in un mondo virtuale costretto fra quelle sbarre di cui parlavo e mi domando, saprebbero mai sopravvivere in un mondo vero? Quale sarebbe il loro comportamento di fronte al disastro? Io credo che la maggioranza cadrebbe nella disperazione.

    • Valentino, voglio soffermarmi sulle ultime righe del tuo intervento.
      Condivido tutto, a partire dal dato personale di sentirmi di far invidia a Giona, alla considerazione su ciò che maggiormente mi rattrista, che non sono i problemi personali, ma la condizione dei giovani.
      Sono stati derubati del futuro, non ci sono prospettive di lavorare per costruire qualcosa di bello, sono stati rinchiusi in un presente in cui l’unica cosa che si può fare è cercare distrazioni, e in più una gran parte di loro sono deboli, feriti, incerti.
      Questo è un crimine compiuto in nome del “progresso” da una società che gli ha concesso di tutto privandoli della speranza.
      Progresso, una parola che significa andare avanti, ma in un mondo nichilista dove non esiste una meta progresso non significa niente.

      • Giuseppe Cipriani on

        Mamma mia Enzo, tu e Valentino mi sembrate la combriccola del vedo solo nero… Guarda un po’ se da un agnostico come me c’è da aspettarsi che ricordi la sana gioventù che inneggia alla pace e canta al papa che c’è sempre una speranza…

        • Certo che c’è sempre una speranza Giuseppe, e certamente quando si parla per categorie non esiste l’uniformità al 100%, quelli che descriviamo sono però una grande percentuale, e sono quella che fa tristezza.
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          PS proprio da te devo leggere che questi “mali” non affliggono quei ragazzi che popolano le GMG! 🙂

    • Giuseppe Cipriani on

      Cosa intendi per mondo vero? E cosa è quel disastro che paventi?
      Credo che dovresti rendere omaggio alla tua fede con un sentire che vada a figurare speranza non desolante disperazione… Se questo tuo è solo realismo, allora io ti dico che dovresti un po’ anche dedicarti al sogno…

  10. Giuseppe Cipriani on

    Dopo gli ultimi interventi… Aggiungo che se fossi un giovane che vi legge mi toccherei i maroni e andrei a berci su.

      • Giuseppe Cipriani on

        Parto dal presupposto, Enzo, che non potremo mai eliminare tutte le negatività, e con questo termine intendo tutto ciò che mina la sana convivenza in una società civile e democratica… Se esiste una forma di evoluzione anche per la società umana e la sua organizzazione, sono convinto (spero) che sarà verso una forma sempre più perfezionata, questo mi differenzia dai toni cupi che ho letto sopra e che vedono invece un ritorno alla barbarie… Dimmi se è così, oppure se ho capito male.
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        Aggiungo che conosco diversi giovani che reputo in gamba e soprattutto determinati a impossessarsi di un futuro che deve essere migliore. Non è utopia, ciascuno di noi nel proprio particulare può contribuire in questo, lasciarsi andare invece solo alla cupa disperazione fa il gioco contrario… So che non è sempre facile, ma so anche che le risorse dell’uomo sono innumerevoli e, soprattutto, saltano fuori nel momento del bisogno quasi magicamente, a tamponare ogni negatività, per questo sono ottimista.

        • L’Europa unita esisteva con la cristianità, poi sono arrivati gli stati nazionali che alla fine hanno portato al quadro contemporaneo in cui c’è stata la carneficina provocata dai nazionalismi nei secoli scorsi, in particolare dalla rivoluzione francese in poi. Proprio a dei cattolici (Adenaur, Schuman e De Gasperi) è toccato rimettere assieme i pezzi dell’Europa post bellica, ma questa creatura si è trasformata in altro rispetto agli intenti dei fondatori. Se ha un futuro questo non sta di certo nel ritorno dei nazionalismi e dei particolarismi pre e post-cristiani, ma nel ritorno all’unità dei tempi (molto) antichi recuperando le radici culturali comuni che sono appunto cristiane.
          Quanto agli uomini di buona volontà, più che tra credenti e non, bisognerebbe distinguere tra ottimisti e pessimisti/scaramantici (ci spero, ma non lo dico…). Credo sia offensivo parlare di “premietto” per il credente, ogni uomo ha sete di verità e il “premietto” è proprio il poter conoscere la verità, cosa cui anela anche il non credente, qualsiasi essa sia, fosse anche sapere in modo conclusivo e definitivo che Dio non esiste, ma per saperlo definitivamente occorre comunque sperare in un altro mondo esterno a questo, quindi anche il non credente sotto sotto spera nel “premietto”, ossia in una coscienza e conoscenza post-mortem. Questo anelito verso la verità è particolarmente evidente in chi si occupa e si appassiona di scienza e quindi anche negli scientisti che di solito non credono, sicuramente vorrebbero sapere se ci hanno visto giusto a non credere, ma per questo serve comunque sperare in un “aldilà”. Dibattiamo sempre di queste questioni su questo sito, ma sappiamo bene che non sono definibili nell'”aldiqua”, c’è bisogno di Altro.