Informazione: il punto di catastrofe

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Dalla fake news sull’aggressione razzista a Daisy Osakue alla schedatura di Byoblu, dalla fake sui 1500 tweet  russi all’attacco concentrico alla presidenza RAI di Foa, la vera notizia è che tutto si muove in un’unica direzione: un punto di catastrofe dell’informazione.

La teoria matematica delle “catastrofi” proposta negli anni ’70 dal francese René Thom prevede tra le altre cose che certi fenomeni si spostino lentamente verso un cambiamento ma che poi questo avvenga bruscamente. Verso questo punto detto di “catastrofe” ci si può avvicinare in vari modi ma poi se si supera un certo limite il cambiamento avviene in modo repentino.

Quello che sta accadendo oggi nel mondo dell’informazione è analizzabile in questo modo, la situazione di partenza era quella di una prevalenza assoluta, o quasi, di fonti controllate da grandi gruppi finanziari o da partiti politici che potremo definire ‘globalisti’, i sostenitori del tatcheriano TINA (There Is Not Alternative) che proponevano il neoliberismo globalista come unica possibilità, dall’altra singole e sparute voci che sul web facevano contro analisi e informazione indipendente. Ma poiché la narrazione mainstream ha mostrato inevitabilmente di non corrispondere alla realtà, sempre più persone hanno cominciato a diffidare e a rivolgere l’attenzione verso l’informazione libera che inaspettatamente ha assunto un ruolo crescente, fino al punto di risultare determinante nelle consultazioni elettorali.

La vittoria di movimenti cosiddetti populisti ha seguito proprio l’andamento dei fenomeni catastrofici, è stata inaspettata e improvvisa, nonostante la narrazione dei media a loro ostile dicesse che era una possibilità remota, adesso lo stesso fenomeno si sta riproponendo proprio a livello di informazione.

L’informazione dei grandi gruppi editoriali è giunta ad una così bassa capacità di persuasione e ad una così bassa credibilità che basterebbe un singolo ma significativo cambiamento, come ad esempio la nomina di un giornalista come Marcello Foa alla presidenza della RAI, per raggiungere il temuto punto di catastrofe. Ma un innesco può esser costituito anche dalla diffusione di interviste e notizie che provengono dalle fonti di alternative, quelle che finora hanno prodotto pressoché tutte le informazioni nascoste dal mainstream. Così si spiega la fibrillazione con cui è stata trattata la proposta della presidenza Foa e l’attacco intimidatorio portato a Byoblu con l’annuncio di un minaccioso e voluminoso “dossier” depositato presso il Quirinale, come riportato nell’articolo sul Corriere:

Questo è accaduto negli stessi giorni di una disastrosa campagna di disinformazione volta ad imporre un frame anti sovranista con il pretesto di un’emergenza razzista basata su notizie false o manipolate. Sono state prima rilanciate all’inverosimile delle fake news sull’aggressione a sfondo razziale a Daisy Osakue, un allarme razzismo poi fallito nel modo indecoroso che sappiamo, in seguito è stata la volta del rinnovato allarme dei troll russi smascherato da una testata normalmente non proprio filo populista come Wired “Qualcosa non torna nella storia dei tweet russi a favore di Lega e M5S“.

Sono fbrillazioni di un sistema che riteneva di essere inattaccabile e adesso incredulo si sente minacciato nella sua posizione dominante, un sistema che se potesse parlare userebbe la parole della Botteri “cosa ci stiamo a fare noi giornalisti? (se non riusciamo ad orientare l’opinione pubblica?)”. Fibrillazioni che però producono passi falsi che spingono il sistema sempre più vicino al punto di catastrofe.

Aspettiamoci sempre più aggressività e altre notizie false, ma guardiamo tutto dalla prospettiva della teoria delle catastrofi, sono segni che un cambiamento sostanziale è possibile ed è più vicino di quanto si possa pensare. La conservazione dello stato attuale ha come opzione il tentativo di uno strappo, di una notizia clamorosa che inverta la tendenza, chi invece vuole proseguire nella nuova direzione intrapresa deve cercare l’esatto contrario, in poche parole gli altri cercheranno la provocazione, noi dobbiamo evitarla.

Per avvicinarsi ulteriormente al punto di svolta bisogna solo fare una cosa, continuare a fare informazione di qualità, come finora si è sempre fatto.

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2016 ha pubblicato "L'Ultimo uomo" . .

5 commenti

  1. Sono d’accordo, le provocazioni aumenteranno in numero e pesantezza. Il caso delle uova è paradigmatico, ormai tutto fa brodo, parlate, parlate, qualcosa resterà. Il caso è stato smascherato e ridicolizzato ma possiamo stare certi che qualcuno che è ancora convinto si sia trattato di un episodio di razzismo nonostante i fatti c’è.
    Usano la tecnica delle armi antimissile navali, grande cadenza di tiro in modo di produrre una nuvola di proiettili, sperando che almeno uno colpisca il missile.
    Stando così le cose che la notizia sia vera, falsa, reale o inventata, riferita correttamente o distorta non è molto importante, l’importante è fare numero, costruire la nuvola che più densa è più difficile da dipanare diventa in una struttura che dispone di una resilienza propria.
    In quella nuvola possono essere sparate notizie ad hoc funzionali agli interessi del potere che essendo mimetizzate all’interno della nuvola, rischiano di passare inosservate.
    Non possiamo escludere che notizie chiassose e spesso evidentemente non plausibili o addirittura totalmente ed evidentemente false siano costruite ad arte, o sfruttate ad arte per distrarre la pubblica opinione da quelle che contano veramente.
    Purtroppo devo notare che molte persone anche intelligenti e acculturate, sono sempre meno capaci di analisi basate sui fatti e di produzione di un pensiero proprio, questo già nelle generazioni contigue alla nostra, quelle che “L’ Erasmus non l’ho fatto ma quasi” per motivi temporali, questi già dimostrano di scegliere la narrazione preconfezionata piuttosto che faticare per analizzare i fatti.
    Se questi pre-Erasmus sono così, come saranno mai quelli della generazione Erasmus?
    Attenzione che non li sto accusando di infingardaggine ma proprio di incapacità di pensare in modo originale, ed incapacità di analisi dei fatti e di ricavare conclusioni dall’analisi stessa, i gradi di questa malattia che per me si configura come una “impotenza cognitiva” sono vari ma più ci si allontana dalla nostra generazione più la malattia si aggrava.
    E’ evidente che il sistema è in panico, però è altrettanto evidente che anni di innocente propaganda apparentemente neutra e di manomissione del linguaggio hanno portato frutti.
    Forse non è il caso che il potere entri in modalità panico perchè hanno già vinto ed il voler strafare potrebbe far perdere loro una medaglia già assegnata.
    Tifiamo quindi per il panico che produce caos perchè, se riusciamo a restare calmi e freddi, è la nostra arma migliore.
    Il rischio che corriamo noi, parimenti al rischio che corrono loro è quello di un fatto non previsto, improvviso e che può sparigliare le carte facendo precipitare la situazione in un verso o nell’altro; credo che non ci sia modo di prevederlo.

  2. GIUSEPPE CACIOPPO on

    Una situazione strana e straordinaria !
    Si è instaurato progressivamente negli ultimi cinquanta anni, con data di manifestazione iniziale il 1968, un processo di convergenza del pensiero corrente su alcuni punti largamente condivisi.
    Demolizione del concetto di famiglia, irrisione di quello di patria, negazione dei valori delle società occidentali !
    La base di tutto l’ attacco, la corrente sommersa da cui emerge tutto ciò è una avversione profonda, direi un odio arcestrale nei confronti del cristianesimo, su cui volenti o nolenti si sono fondate le nostre società.
    Non a caso questa convergenza comprende un rivalutazione e promozione dell’ Islam, i cui valori sono specularmente antitetici al cristianesimo!
    Questa straordinaria convergenza di pensiero non ha quasi trovato opposizione e, come un onda anomala, ha appiattito e uniformato il panorama dell’ informazione.
    Lo sradicamento familiare, quello delle nazioni e dei popoli, tramite l’ immigrazionismo, è funzionale ad un indebolimento della coscienza e dei diritti dell’ individuo.
    Anche questo valore centrale del cristianesimo !