Covid-19#4: “Virus Act”

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In uno stato di emergenza vengono presi provvedimenti eccezionali.
Che poi diventano la nuova normalità.

Era il 26 ottobre 2001 quando il Congresso USA approvò il Patriot Act, acronimo di Uniting and Strengthening America by Providing Appropriate Tools Required to Intercept and Obstruct Terrorism , un provvedimento che in nome della lotta al terrorismo eliminava le tutele personali in materia di riservatezza della posta, perquisizioni di alloggi, intercettazioni telefoniche, acquisizione di dati personali.

La legge fu presentata il 23 ottobre e votata alla Camera il 24, al Senato il 25 e firmata dal Presidente J.W. Bush il 26, solamente tre giorni dopo la presentazione sotto l’urgenza seguita all’atto terroristico dell’11 settembre.
Ma non solo, le misure eccezionali vennero prese con una funzione parlamentare limitata dall’emergenza bioterrorismo conseguente al caso delle buste all’Antrace, un batterio impiegato come arma, e recapitate il giorno 18 settembre ai senatori Tom Daschle e Patrick Leahy, episodio per il quale cinque persone rimasero uccise.

Ma l’emergenza terrorismo non è mai terminata e il Patriot Act è stato successivamente confermato nel 2015 e poi ancora nel 2019.
Lo stato di emergenza si è rivelato un’emergenza senza fine, come le guerre seguite all’11 settembre, ma del resto il nome che Bush aveva dato alle guerre al terrorismo che ne erano conseguite fu “Infinite Justice“, un nome subito cambiato per le proteste del mondo islamico. Dalla giustizia infinita si pass molto più prosaicamente alla guerra infinita, una guerra fatta per non essere vinta ma per essere uno strumento di azione a tempo indeterminato.

All’emergenza terrorismo si è aggiunta in seguito quella climatica e adesso quella epidemiologica, gli allarmi coesistono e si susseguono non lasciando spazio ad un tempo normale, quando uno scende l’altro cresce, il 27 febbraio abbiamo avuto i trojan nei cellulari, e adesso diventano accettabili le app che tracciano ogni attività, poi a distanza di pochi giorni è arrivata la limitazione alla libera circolazione di auto e persone, anche Twitter annuncia di voler controllare quello che viene detto, tutto per motivi giustificati ovviamente, tutto per il nostro bene.

Le tecniche “shock an awe” funzionano così, sotto lo stato di stordimento che segue un evento traumatico la vittima accetta qualunque cosa, si sente minacciata diventando sottomessa e psicologicamente fragile, l’undici settembre con il terrorismo sempre pronto a riaccendersi, la catastrofe ambientale con i suoi isterismi, il terrore dell’epidemia radicato nell’inconscio collettivo della peste nera e nelle troppe pellicole di Hollywood hanno in comune l’effetto shock.

Il Coronavirus girerà ancora per molto tempo, il terrorismo islamico ci accompagna da decenni e la crisi climatica è il nuovo millenarismo apocalittico, non c’è spazio nel modo degli anni ’20 del XXI secolo per la normalità, è uno stato di emergenza permanente e chi non lo vuol capire è il nemico pubblico da denunciare con la delazione e il disprezzo.
Le abitudini sono stravolte bruscamente, i comportamenti di prima diventano presto il racconto mitologico di un’epoca che non c’è più.
Abbiamo poco tempo per riprenderci la normalità e la libertà, il bene che in ogni epoca è stato ritenuto superiore alla vita stessa.
Nessuna emergenza può essere illimitata, nessun prezzo può essere troppo alto per la libertà.

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

29 commenti

  1. FRANCESCOM on

    Grazie Enzo.
    Testimoniare, resistere, pregare, fare tutto ciò che ci è dato, ciascuno coi propri mezzi.
    La cosa tremendamente più difficile è non perdere la speranza.
    Sempre più, in questi giorni di tenebre, mi rimbombano nelle orecchie le parole di un personaggio di una delle saghe più belle e profonde di sempre:
    “E’ così che muore la libertà, tra scroscianti applausi”. (Regina Padmé Amidala)

    • Enzo Pennetta on

      Grazie a te Francescom, mi sento sempre molto vicino alle tue riflessioni.

  2. FRANCESCOM on

    Gentile Enzo,
    un mio conoscente mi ha fatto pervenire il link allegato, ove il Dott.Thomas Cowan (persona gradevolissima, come vedrai) parla di una correlazione non casuale tra il 5G e il coronavirus; ma, più in generale, tra l’origine dei virus e una qualche forma di alterazione dell’equilibrio delle cellule. Cowan propone come primo propugnatore di tale congettura Rudolph Steiner. In effetti, Steiner, pur se (quasi) sconosciuto al di fuori di taluni circoli – all’interno dei quali è considerato una specie di profeta – non è uno scribacchino qualsiasi; ed anzi, taluni aspetti del suo pensiero, oltre che interessanti sono geniali. Ma questa è altra storia che qui non sfioro neppure; essendo sia Steiner come persona, che come autore, tema molto complesso.
    Ecco, essendo la questione in oggetto fuori dai mlei campi di competenza, ma dentro quelli tuoi, se trovi un momento di tempo, ti chiederei la cortesia di visionare il video, e dirmi cosa ne pensi; segnatamente, sulla parte riguardante la genesi dei virus .
    Grazie in anticipo.

    https://www.youtube.com/watch?v=UmNWqD792po

    • Enzo Pennetta on

      Ciao Francescom, la teoria sui virus come espulsione di tossine dalle cellule avvelenate non ho un fondamento, sappiamo che i virus entrano nelle cellule moltiplicando il proprio DNA, che senso avrebbe un’espulsone che finisce con l’amplificare il problema?
      E poi perché il DAN o l’RNA dovrebbe essere espulsi in seguito ad un’intossicazione?
      Anche le correlazioni temporali con i nuovi strumenti elettromagnetici sono senza prova, come spiegare la peste di Atene, quella del Trecento o dei Promessi sposi?

    • Salve, ho visto il video linkato.
      A me pare che se le cose stessero come afferma Dowen, dovremmo rilevare l’insorgere della malattia anche in una certa percentuale di persone che sono al “confino”, sottratte ai contatto sociale in ragione delle misure restrittive vigenti. Eppure, guardando alla Cina, sembrerebbe davvero che le cose non stiano così e che, anzi, l’emergenza stia gradualmente rientrando. Dunque se ne dovrebbe evincere che, al netto di dietrologie varie ed eventuali, ciò che afferma Dowen non ha fondamento. Saluti.

  3. FRANCESCOM on

    @SIGIERI
    Non trovo utile congetturare, men che mai in ambiti molto lontani da quelli che studio da decenni. Per questo, in tali occorrenze, chiedo sempre lumi a chi, nel nostro caso il Prof. Pennetta, ha tutto da insegnarmi.
    Resta curiosa, come che sia, l’esatta coincidenza temporale tra l’avvento delle varie fasi dell’elettromagnetizzazione del pianeta, e l’insorgere di epidemie. Ovviamente, questo non prova nulla, chi pensa il contrario commette un grave errore di inferenza. Tuttavia, lascia un ronzio nelle orecchie curiose.
    Una cosa è certa oltre ogni dubbio, un dato di fatto non congetturale: viviamo immersi in un oceano caotico di elettrofrequenze, e non credo occorra una prova d’alcun genere per darsi certi che nessun organismo è fatto/progettato/creato/sbucato.fuori.dal.nulla per nuotarvi dentro. O qualcuno pensa il contrario?

    • Ignoro quanto e in che termini l’organismo umano possa tollerare questo “oceano caotico di elettrofrequenze”. Non ho evidenze al riguardo e ciò perché non conosco la materia, ragione per cui, dato che anche io “non trovo utile congetturare”, non congetturerò nulla circa la possibilità per l’uomo di “nuotarvi dentro” senza venirne danneggiato. Prendo invece atto da quello che scrive che lei al riguardo ha una certezza che non necessita di prove. E potrebbe pur sempre avere ragione.
      Comunque, io ho solo provato a rispondere a quanto detto da Cowen nel video linkato. Risposta che per inciso ho dato usando giusto un filo di logica, ripeto di non avere conoscenze scientifiche al riguardo. Da quanto ha scritto Enzo Pennetta, però, evinco che nemmeno Cowen deve essere poi molto ferrato…

  4. Alessandro2 on

    Trovo molto più pregnante, come ho già avuto modo di segnalare altrove, il nesso con le vaccinazioni antinfluenzali, che a Bergamo e Brescia in particolare hanno avuto un gran successo lo scorso autunno, specialmente fra gli anziani:

    https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31607599

    “Receiving influenza vaccination may increase the risk of other respiratory viruses, a phenomenon known as virus interference”.
    […]
    “Vaccine derived virus interference was significantly associated with coronavirus and human metapneumovirus”.

    Nessuno lo dice, nessuno lo scrive sui giornali. Sarebbe interessante vedere quante vittime del CoV e/o pazienti gravi, soprattutto anziani appartenenti alle regioni con più compliance, avevano fatto l’antinfluenzale. Ma non credo lo faranno mai. Non sono no-vax, ma la scienza è scienza per tutti, anche per i pro-vax.

  5. Rag Giovanni Diabolik on

    Come si dice il tempo è sempre il miglior giudice…. tra sei mesi potremmo dire se lei ha ragione o meno; anche se saprei su quale alternativa puntare i miei soldi se qualcuno vorrebbe fare scommesse.
    Non a caso, con mia moglie, parlo di un 09/11 su scala globale.

  6. Menzionerei anche la cosiddetta crisi migratoria. A memoria, ho l’immagine di mia madre che attonita davanti al telegiornale, si chiede come possa la gente andare in vacanza a Lampedusa sapendo che nella cala affianco la marea spiaggia i corpi dei naufraghi africani. Era il ’99.

  7. La cosa più sconfortante dell’ intera vicenda è come la gente si aggrappi alla pura sopravvivenza sacrificando tutto il resto, disposta pure a rinchiudersi sotto una campana di vetro se questo vuol dire prolungare le mere funzioni biologiche.

  8. FRANCESCOM on

    Gentile SIGIERI,
    non sono del tutto sicuro di aver compreso a quale, delle questioni da me poste lei abbia risposto, o quali abbia commentato. Questo potrebbe essere dovuto alla natura unidirezionale e frammentaria delle comunicazioni via blog. Sempre non abbia inteso proprio del tutto male, lei (forse, appunto) troverebbe non fondato qualcosa in ciò che segue (dovessi aver inteso male, mi scuso):

    “Una cosa è certa oltre ogni dubbio, un dato di fatto non congetturale: viviamo immersi in un oceano caotico di elettrofrequenze, e non credo occorra una prova d’alcun genere per darsi certi che nessun organismo è fatto/progettato/creato/sbucato.fuori.dal.nulla per nuotarvi dentro. O qualcuno pensa il contrario?”
    Qui, ho fatto un’asserzione, che credo non necessiti di prove, e dunque non congetturale giacché auto evidente, dalla quale ho fatto derivare una conclusione. Questa l’asserzione: “viviamo immersi in un oceano caotico di elettrofrequenze”. Non è forse così? E’ una congettura? Nell’ ecosistema che ha reso possibile il sorgere e la crescita degli organismi terrestri, con tutta la taratura fine dei parametri bio ingegneristici per cui questi organismi fossero ciò che sono, in diretto rapporto ed interazione con l’ambiente, era presente questo caotico campo elettromagnetico? Domanda retorica e risposta ovvia, non congetturale: no!
    Ora, è congetturale affermare che l’esposizione massiva e prolungata per l’intero ciclo vitale di un organismo a tali campi non può non causare un’alterazione del campo elettromagnetico degli organismi medesimi? Esiste davvero una differenza, come si chiede l’OMS, tra effetto biologico ed effetto sanitario? Ma questa, è una questione epistemologica; ossia, altra discussione.

    • FRANCESCOM on

      Chiedo scusa, nel post precedente, che ho scritto senza correggere, c’è un errore; la “conclusione” arriva (o deriva) alla fine, non nel secondo periodo. Purtroppo il sistema non permette di correggere il testo, una volta inviato. Spero si capisca lo stesso.

    • Quello che io non trovo fondato è il discorso di Cowen relativo a quella che lei chiama “genesi del virus” per la ragione che ho già esposto nel primo commento. Lei poi ha spostato l’attenzione su altro, nel merito del quale mi sembra di aver scritto abbastanza chiaramente che non avendo io competenze necessarie per suscitare in me alcuna certezza, mi sarei astenuto dal fare congetture. Nello specifico, ignoro se il livello di radiazioni elettromagnetiche (dovute a tecnologie d’origine antropica) in cui ci troviamo attualmente immersi sia già così elevato da provocare danni ai viventi. Potrebbe anche essere così, non lo so. Mi sembra però di capire che lei di questa cosa ne ha certezza e io ne prendo atto. Detto questo, dato che non mi piace parlare di cose che non conosco e visto che mi sono introdotto nella discussione altro motivo (muovere una obiezione precisa a Cowen), preferirei tornare su quell’argomento, ammesso che vi sia qualcosa da aggiungere, altrimenti mi fermerei qua.

  9. FRANCESCOM on

    Di biologia so pochissimo, per questo, nel merito chiedo a chi so ne sa più di me (in questo caso, al prof. Enzo Pennetta). Fatto questo, una volta appresi i dati, nella fondata credenza che siano veri (per averne la certezza dovrei studiare la materia per decenni), sapendo come collegare i dati, ossia come creare una rete di inferenze, traggo conclusioni. E’ quello che, più o meno, fanno tutti coloro che sanno come funziona l’induzione e la deduzione, ossia, sanno ragionare.

    Quanto a Cowen, posso solo dire che la probabilità che il Prof. Pennetta mi abbia dato una risposta falsa, per me sono tanto basse da essere senza significato; oltretutto, ciò che afferma è sensato. Pertanto, risolta la parte riguardante la genesi virale.

    Non ho ancora risposte soddisfacenti su due questioni:
    1°, al netto, appunto, della genesi dei virus, rimane notevole la coincidenza temporale tra l’immissione nell’ambiente di campi elettromagnetici, e l’insorgere di epidemie. I diagrammi dei due processi sono pressoché sovrapponibili. Su questo punto, gradirei chiarimenti da chiunque in grado di motivarli, a partire da dati e con argomenti.

    2°, quanto all’elettrosmog, non essendo un ingegnere, parimenti, seguo il metodo sopra illustrato: raccolta dati, cernita, elaborazione. Il link qui allegato, mi pare sostenga tesi davvero molto ben supportate, e porti a conclusioni cogenti. Il relatore sa parlare chiaro. Le cose che afferma, ossia i dati nudi e crudi, sono tutti verificabili, alcuni noti anche a profani come me. Le conclusioni, essendo vere le premesse, e coerente la correlazione dei dati, sono ineluttabili.

    In generale, l’idea di poter avere qualcosa in cambio di niente, come mi insegnò tempo addietro mio nonno, è da sciocchi. Aveva la terza elementare, ed io credo di non avere un terzo della sua saggezza.

    https://www.youtube.com/watch?v=TFp8W5lUfOU

    • Mi scusi, francescom, lei ritiene un argomento valido quello del mio primo intervento? Se no, perché?

  10. Gentile Prof. Pennetta. Complimenti per questo pezzo che condivido molto e per il blog.
    In merito alle origini del Covid-19 ho da sottoporle un articolo pubblicato su Nature Medicine una settimana fa.

    https://www.nature.com/articles/s41591-020-0820-9?fbclid=IwAR20-VYqTttSLZWc7PV8Ox1EHONk35Kbo5dxVepJmFzx32vXKvvMdjJ9Ruo#ref-CR8

    Premetto che non sono esperto della materia ma trovo la confutazione dell’origine artificiale alquanto striminzita. Qual è il suo pensiero al riguardo?

  11. FRANCESCOM on

    Sig. SIGIERI, sempre che abbia compreso bene (diversamente, torno chiedere scusa in anticipo), in quel post lei afferma di non ritenere opportuno parlare di argomenti che non si conoscono. Su questo, mi pare ovvio che non potrei essere più d’accordo.
    Diverso, come che sia, è il caso delle liceità e fondatezza del discutere – anche di argomenti che eccedono gli ambiti di propria competenza – PURCHE’ si abbiano sufficienti informazioni sul tema, e la materia prima della questione (i dati) sia ragionevolmente vera o almeno verosimile, e, soprattutto, come ho già sottolineato, si conoscano bene le regole di inferenza. Se non si conoscono tali regole, si può magari partire da premesse vere, dati veri, ma si arriva a conclusioni false; cosa che accade ad alcuni “specialisti, più spesso di quanto si crede. Parlo in generale, ovviamente, non posso riferirmi a lei, che mi pare si è astenuto dall’entrare nel merito, salvo che per la congettura di Cowen sulla genesi virale.

    • Mi riferivo al commento in cui ho scritto:

      “A me pare che se le cose stessero come afferma Dowen, dovremmo rilevare l’insorgere della malattia anche in una certa percentuale di persone che sono al “confino”, sottratte ai contatto sociale in ragione delle misure restrittive vigenti. Eppure, guardando alla Cina, sembrerebbe davvero che le cose non stiano così e che, anzi, l’emergenza stia gradualmente rientrando. Dunque se ne dovrebbe evincere che, al netto di dietrologie varie ed eventuali, ciò che afferma Dowen non ha fondamento.”

      PS. Sino ad ora non ho azzeccato nemmeno una volta il cognome del dottore in questione, COWAN. Chiedo scusa.

      • FRANCESCOM on

        Ah, ho capito, adesso! Il suo ragionamento ha un certa consistenza; lo si potrebbe definire, credo, una congettura ben fondata.
        P.s.
        Quanto a termini come dietrologia o complottismo (non mi riferisco a lei, ma parlo in generale) li trovo inadeguati, e in odore di propaganda. Se affermo che un ladro tiene ben nascosti i suoi piani, non faccio complottismo. Ma se affermo che il Potere tutela i propri interessi e non i nostri; che tace e nasconde i suoi obiettivi (che divergono dai nostri); che non è etico, ed anzi ritorce la nostra etica contro noi stessi, ecco, allora faccio del complottismo. Ecco, questo è un esempio di ragionamento alla rovescia, ossia di sragionamento.
        Che poi ci siamo dei pananoici che vedono complotti anche nella disposizione delle nuvole, è altra storia. O quasi; perché la presenza di costoro è utile e funzionale, proprio a chi detiene le leve del Potere. La disinformazione è una Scienza sofisticata…

        • FRANCESCOM on

          Ah ah ah, era paranoici, non pananoici. Tarda è l’ora, e duri i tempi!

        • Da parte mia direi che, più che aver fatto ulteriori supposizioni, mi sono limitato a esplicitare una conseguenza necessaria implicita nelle premesse/congetture di Cowan. Sono contento di essermi infine fatto capire.

  12. Gentile Prof.Pennetta: complimenti per il blog e per il pezzo che condivido molto. Avrei da sottoporre alla Sua attenzione questo articolo apparso su Nature Medicine:

    https://www.nature.com/articles/s41591-020-0820-9

    Non sono esperto della materia ma trovo la confutazione proposta non del tutto convincente. Potrei gentilmente chiedere cosa ne pensa Lei?

  13. FRANCESCOM on

    Recentemente, si è accennato a quella che potrebbe essere definita la seconda dimensione della cronaca e della Storia; e un utente mi ha chiesto un approfondimento. Ho rifiutato, motivando con la censura che grava sempre più pesante in rete, e coi rischi che corre chi si discosta dal lilligruberismo, soprattutto al toccare certi temi. Adesso, non rispondo io direttamente, ma faccio dare una risposta parziale, introduttiva e propedeutica alle risposte vere, da tre studiosi: un ex agente MI6, John Coleman; il giornalista Corrado Guerzoni, il giornalista Giovanni Fasanella.

    Il libro di Coleman non è tradotto, qui allego un link da cui si può scaricare il PDF
    https://www.otvoroci.com/uploads/3/8/0/5/38053843/committee300.pdf
    Lessi questo libro, che mi fu dato in prestito, anni fa. Verificai, a campione, alcuni dei dati e delle fonti offerti da Coleman (ovviamente non tutto) ed effettivamente questo signore sapeva quasi sempre, e con grande accuratezza, di cosa parlava. Ricordo, comunque, che alcune correlazioni erano deboli, ed in alcuni casi troppo forzate. Ma in generale, l’impianto reggeva, chi legge l’inglese può sincerarsene. Ciò che si conclude da tale lettura è che la comune umanità è vista alla stregua di insetti, da parte di una ristrettissima élite entomologi.
    Di Coleman, in rete, circolano alcuni suntini, ne allego uno:
    https://uniticontrounsistemamalato.wordpress.com/2015/01/27/nobilta-nera-veneziana-e-patty/
    Da prendere con le pinze, ma giusto per degruberarsi un cicin.

    Di Guerzoni, per sua fortuna passato a miglior vita, grande e coraggioso giornalista abbiamo, “Aldo Moro”, Ed. Sellerio. Come quello che segue, questo libro, a mio avviso saggisticamente superiore a quello di Coleman, oltre che mostrare dimostra come la vera dimensione dell’accadere sta sempre oltre la vulgata mainstream, ed anzi, quasi sempre, le due dimensioni si negano a vicenda. Guerzoni ci porta fino ad un certo punto, vero, ma quel tratto – tutto documentatissimo e inconfutabile – dischiude la vista ad orizzonti altri.

    Sullo stesso argomento, ma con ulteriori approfondimenti, è il prezioso libro di Fasanella, “Il puzzle Moro”, Ed. Chiarelettere. Grande lavoro di investigazione, che mostra come Storia e cronaca sono altre.

    Storia e cronaca, dunque. Si scrive con carta e penna, che hanno dei proprietari; quanto scritto diventa informazione, solo se si dispone dei mezzi di distribuzione. Senza eccezione alcuna, chi ha il (quasi) monopolio di carta e penna è lo stesso soggetto che possiede i canali di distribuzione. Ecco perché il mainstream mente sempre, ecco perché la sola Storia attendibile è quella revisionista.
    Da cui, con riferimento a Storia e cronaca; utilizzando metaforicamente il linguaggio geometrico, la prima dimensione è la “larghezza”, ossia la ribalta immediata, la raccolta e la narrazione di fatti, eventi, insomma processi, per come appaiono nell’immediato. In effetti, sarebbe davvero un bene fosse proprio così, che è come ci si immagina da bambini, una specie di fotografie “obiettive” dell’accadere. Non credo esista più una sola persona che vede le cronache in questo modo ingenuo, puerile, superficiale. O magari mi sbaglio. Questa concezione, naif, non tiene conto del potere, quasi inimmaginabile, che ogni racconto ha sulla visione del mondo di chi lo ascolta; e siccome chi detiene il Potere questo lo sa benissimo, il passo dalla pubblica informazione alla pubblica disinformazione, è cogente, immediato. In altri termini e semplificando, posto che i media hanno dei padroni, sono gli interessi di questi che i media perseguono e curano, non quelli di chi (di)sinformano.

    Pertanto, come dicevo, se non ci si sposta dalla dimensione della larghezza a quella della profondità, si rimarrà sempre ed ineluttabilmente vittima della menzogna. Ma questo, ai sacerdoti e sacerdotesse, custodi del verbo mainstream, non piace. Vedono l’approfondimento (che può essere, è ovvio, di ottima qualità o delirante, sta a chi legge discernere), come il regno dell’eresia, del peccato, se non dell’orrore.
    Come scrivevo alcuni post fa, cospirazionismo, fake, fuck, hate spicc, e pure staminch, sono solo fumo negli occhi. Molto semplicemente, solo la verità è vera, le bugie sono inventate.

  14. FRANCESCOM on

    @Enzo,
    ho appena ascoltato il tuo ultimo intervento su Byoblu (I confini del potere della Scienza), una sola parola: eccellente!
    P.s.
    Trovo errato il titolo, che avrebbe dovuto essere espresso da una specie di tautologia: ” I confini del potere del Potere”; ma questa imprecisione è a carico di Messora (che Dio lo benedica!).

  15. Sicuramente sarà arrivato anche a voi questo video del 2015 di Leonardo (RAI):
    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-5e3275ba-475c-4cf4-b402-1e27dc47565b.html
    Che getta sospetti sul complotto cinese. La smentita non ha tardato ad arrivare:
    https://www.agi.it/cronaca/news/2020-03-25/coronavirus-tg-leonardo-7861064/
    Al di là di tutto, ciò che mi fa impressione sono i rumors che sto leggendo in rete. Il video di Leonardo sta fomentando un odio stucchevole verso la Cina. Ciò è molto strano visto che i primi sospetti erano sugli americani e tutti giù ad accusare di complottismo. A questo punto la censura programmata potrebbe avere (ahimè) un senso se ciò servisse a non fomentare l’odio.
    Adesso avete capito quando è diabolico il gioco dei burattinai? Per evitare di far scoppiare una guerra vareranno la censura per legge.
    Dunque il piano è abbastanza chiaro, hanno escogitato, come al solito, un metodo soft dove ti diranno: “ciò che dici può essere vero, ma per amore della pace è meglio che tu non lo dica”. E ti mettono il bavaglio.

  16. FRANCESCOM on

    Ho appena ascoltato Byoblu (I confini del potere della Scienza), una sola parola: eccellente! Tutti bravissimi, stavolta è stato davvero inappuntabile anche Gibilisco (che in altre occasioni ho criticato).
    P.s.
    Trovo errato il titolo, che avrebbe dovuto essere espresso da una specie di tautologia: ” I confini del potere del Potere”; ma questo appunto è per Messora (che Dio lo benedica!).