Covid19: l’emergenza che non doveva esistere

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La negazione delle cure domiciliari ha generato il disastro Covid-19

Uno studio ancora in fase di pre print nel quale figura anche la firma del prof. Remuzzi dimostra che cure domiciliari precoci del Covid19, a base di comuni anti infiammatori, sono in grado di evitare l’aggravarsi della malattia e quindi di prevenire ospedalizzazione, ceraie intensive e decessi.
Questo significa che l’emergenza Covid19 dovrebbe essere dichiarata terminata da oggi e che ogni ulteriore misura di limitazione delle libertà civili è da considerarsi ingiustificata.


Ma questo significa anche che le direttive del Ministero della Salute e ancor prima dell’OMS, nonché in Italia quelle dell’AIFA, contro le cure precoci domiciliari sono state la vera causa di centinaia di migliaia di morti, si tratta della più grande catastrofe provocata non in condizioni di guerra, una strage di cui si dovranno individuare tutte le responsabilità e perseguire gli artefici fino al livello locale.
Si tratta di un evento senza precedenti e da questa consapevolezza non si torna indietro.

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

16 commenti

    • Le diverse possibili cure del covid vanno avanti in ordine sparso, purtroppo. E senza il supporto di una ricerca che sarebbe doverosa e necessaria per trasformarle in certezze. Ci arriveremo, io credo. Colpevolmente tardi, ma ci arriveremo. Personalmente ho fiducia più nella prevenzione naturale che di quella farmacologica. Viva la quercetina e viva la propoli. Grazie per il link.

      • Il video dimostra che c’è una precisa volontà a che le cure non vengano sviluppate.

        Perché avvenga quanto Lei prevede ed auspica, si tratta di sapere se il buon senso e la capacità critica degli uomini, attraverso gli elementi ancora relativamente sani della società e delle istituzioni, riusciranno ad imporre la tutela del vero interesse delle collettività umane.

        • “…Il video dimostra che c’è una precisa volontà a che le cure non vengano sviluppate…”.

          E’ esattamente questo il nocciolo della questione, e tale intento, è provato oltre ogni possibile dubbio. La minima connivenza con questa classe politica, che va da Conte a Draghi, con tutti i loro sodali, e persino l’indifferenza, equivale a concorso in genocidio. La ragione per la quale le cure vengono negate sta nel fatto che il ricorso a farmaci sperimentali è concesso solo ed esclusivamente se per una data malattia non esistono cure. Per questo Speranza ha fatto ricorso contro il Consiglio Di Stato che, arrendendosi all’evidenza aveva “concesso” (pazzesco!!!) le cure ordinarie, che funzionano, curano e guariscono. Ma Speranza, intoccabile ed inamovibile, doveva portare a termine il suo compito di pusher vaccinista, lui ed AIFA hanno fatto ricorso ed hanno vinto! Come si chiama nel nostro dizionario chi nega le cure ai malati, allo scopo di imporre farmaci sperimentali, la cui sola certezza è che fanno la fortuna di chi li produce?
          Per me, la parola giusta è boia, e dato che tale boia opera su vasta scala, proporrei genocida.

          Mazzucco, assieme a pochissimi altri, è uno dei rari giornalisti d’inchiesta rimasti. Mi vengono in mente Amodeo e Blondet; peccato che quest’ultimo sia penalizzato da una concezione piuttosto ingessata del cristianesimo. Ce ne sono certamente altri, se qualcuno vuole allungare la lista sarebbe cosa buona.

          • Aggiungerei Margherita Furlan, Franco Fracassi, Fulvio Grimaldi, Manlio Dinucci, Alberto Negri, per citare solo gli italiani. Anche Pietro Ratto, Gianluca Marletta e lo stesso Enzo Pennetta, che hanno scritto più saggi storici che di inchiesta, hanno però svolto un eccellente lavoro anche in questo campo, Ce ne sono sicuramente ancora diversi altri. Il problema non è tanto la mancanza di veri giornalisti di inchiesta, e forse nemmeno quella di canali in cui essi possano esprimersi al riparo dalla censura. Byoblu di Messora, Visione TV di Toscano, La Casa del Sole TV e Contro TV, sono fra questi ed anche qui la lista potrebbe allungarsi. Il vero problema è che c’è una gran quantità di gente che ha perso totalmente l’idea che si possa cercare in proprio di farsi una convinzione o che ci possano essere cose nascoste e non conosciute, diverse da quelle facilmente reperibili nei canali main stream, che sono visti oramai come una specie di libretto di istruzioni veloce del Mondo, da cui venire a sapere in modo del tutto passivo, come stanno le cose su qualsiasi argomento.
            Di fronte a questa passività ed inerzia, non c’è alcun rimedio.

  1. Beh, Enzo Pennetta non si discute, e certamente non per una passata di violino… Ben oltre la qualità dei suoi scritti e delle sue conferenze (di grande levatura), apprezzo in lui il coraggio di essersi messo contro la chiesa evoluzionista, che è di una spietatezza cha fa il paio con quella degli autodafé; per quanto usi mezzi di coercizione e punizione diversi. Scrissi tempo fa a Greylines di provare a dichiararsi anti evoluzionista in una Università. E vedere l’effetto che fa. Da lì in poi il confronto prese una piega surreale.

    E comunque, il nostro ospite è saggista e conferenziere, non giornalista d’inchiesta, come, tra quelli da lei citati, sono Dinucci e Grimaldi. Ma anche la Furlan, che ebbe come mentore e maestro Giulietto Chiesa, altro grande fegataccio, cui ho persino perdonato la sua apologia Andropov.
    Grande coraggio e preparazione anche Ratto, per quanto certe sue posizioni storiografiche non mostrano il discernimento dovuto.
    Marletta è quello più vicino alla prospettiva che ritengo corretta, alcuni articoli e interventi nel suo sito sono di livello davvero alto. Ma neppure lui fa giornalismo d’inchiesta. Magari sarà puerile, ma pagherei il giusto per assistere a un dibattito tra lui e Blondet su … Guénon.

    A proposito di ciò che scrive sulla passività delle persone, oggi mi è accaduto di sentire, dopo diverso tempo, una mia parente. Donna caratteriale e intelligentissima, grande medico, già primario in un reparto di prestigio di un ospedale di prestigio. Guardi, faccio fatica a trovare le parole; al di fuori del suo campo di competenza, era come parlare a un’adolescente di 16 anni. Questa donna faceva fatica a capire di che stessi parlando; o era disinformata, oppure informata non lo era affatto. E non stiamo parlando di una coviddarina qualsiasi (ovviamente era del tutto contraria ai sieri genici), o di una casuale passante. Semplicemente, NON SAPEVA. A fine conversazione era molto perplessa, su molti punti fu costretta a darmi ragione; ma la scintilla della santa curiosità non scattò. Ecco perché stanno vincendo!
    P.s.
    Alberto Negri è quello del Sole 24 Ore? Se sì, cosa c’entra col gruppetto di sopra?

  2. Credo che il maggiore investimento, i gruppi di potere che dirigono quello che sta accadendo, lo stanno facendo proprio sull’uso della tecnologia digitale massiccio, particolarmente sui giovani. Abituarsi a pensare di vedere ogni cosa attraverso il filtro di uno schermo è uno dei fattori in grado di cambiare (in peggio) in modo significativo il rapporto con la realtà.

    Alberto Negri è uno di quei casi curiosi in cui un giornalista possa rimanere rispettabile anche se scrive per giornali main stream. Un altro potrebbe essere Massimo Fini. Non ho idea di come la pensi sulle questioni del covid ed ho l’impressione che, se ha potuto, ha evitato accuratamente di esprimersi. Tuttavia, l’ho inserito nella lista per via di un suo libro (in parte storico, in parte d’inchiesta) sugli alawiti (Il Mussulmano errante) e di alcune conferenze sul Medio Oriente, dove, al di là di alcuni limiti (abbastanza ovvi) di comprensione su aspetti che sono al di fuori della portata degli occidentali moderni, ha mostrato, a mio parere, quella onesta e capacità di dire le cose come stanno che è assolutamente tabù per la gran parte dei suoi colleghi mai stream.

    Riguardo a Marletta, concordo con il Suo giudizio. Ogni tanto, lascio qualche commento sul suo blog che mi sembra sempre molto interessante. Blondet, mi sembra una persona tendenzialmente sincera, ma ha subito le nefaste influenze di alcuni personaggi che definire oscuri è ampiamente eufemistico e, quel che è peggio, temo possa trasmetterle in qualche misura anche allo stesso Marletta, con il quale ha avuto diversi contatti di tipo professionale e forse anche personale.

    • qualche refuso:

      Credo che il maggiore investimento, i gruppi di potere che dirigono quello che sta accadendo, lo stiano…

      quella onestà, mancava l’accento…

      A volte mi dimentico di rileggere quello che scrivo e questi sono gli effetti …

  3. Ero quasi certo avesse concordato su Marletta, le fondamenta del cui pensiero mi sembrano saldamente ancorate a ciò che di perenne (nel finito) e di atemporale (nell’Infinito) può darsi agli umani. Non sono un grande conoscitore della Rete, ma per quello che mi consta, il sito di Marletta è il più equilibrato tra quelli di quest’area; in effetti, talvolta vi si sono sviluppati, con profondità e competenza, temi di grande rilevanza.
    Tempo fa fui tentato di intervenire, poi mi trattenni; in effetti, salvo che per le poche opportunità di aggancio alla cronaca, tutto ciò che in quell’ambito poteva essere detto è stato detto ben prima di me.
    Semmai, mi spiace sempre e tanto assistere ad un uso egoico dell’ingiustizia e della malevolenza nei confronti della gigantesca figura di Guénon. Giusto premettere che smisi di essere guénoniano quando compresi che solo presso un completo fraintendimento del suo pensiero lo si può essere. Dichiararsi guénoniani, infatti, equivale ad auto certificare di non aver capito nulla della sua opera. E tuttavia, fare le pulci ad un gigante, temo, aiuta alcuni ad aggiungere qualche centimetro ai propri tacchi. Come si possono ignorare, se non per mala fede, gli immensi meriti della sua opera? Ne basterebbe (tra moltissimi) uno ed uno soltanto; ma talmente eccelso da consegnare la figura del francese alla Storia profonda: aver riportato alla luce, dopo l’opera di inumazione portata a termine da Kant quasi due secoli prima, il concetto di Metafisica; proprio nell’epoca in cui se ne stava dando l’ennesima contraffazione ad opera di Heidegger.
    Ecco, mi chiedo come si possa ignorare una cosa simile, e, di conseguenza, mi chiedo quali punti in comune Marletta possa avere con Blondet. E tutto ciò, sorvolando sul fatto che spesso Blondet cita Guénon come autorità di supporto alle sue tesi! Magari, su tutto ciò lei ne sa più di me, e mentre ci sono le confesso che mi ha messo curiosità circa l’identità di questi “…personaggi che definire oscuri è ampiamente eufemistico…”. Cribbio, sì, mi ha messo curiosità.

  4. Nei primi anni ’90, Blondet stava lavorando ad un particolare libro d’inchiesta. Nell’intenzione dell’autore, questo libro avrebbe dovuto essere una ricostruzione dell’influenza avuta da alcuni gruppi di potere finanziario, particolarmente quelli legati alla Banca Commerciale Italiana, su certi ambienti culturali collocati politicamente “a sinistra” e sui programmi editoriali di alcune case editrici. Una parte almeno dell’intento originario dell’autore, avrebbe voluto ispirarsi alle dottrine di René Guénon, sulla cui comprensione, da parte di Blondet, si devono peraltro fare profonde riserve. In ogni caso, per la pubblicazione di questo libro, Blondet fece capo alla casa editrice Ares che in effetti ne pubblico la prima edizione, nel 1994. Questa casa editrice è fortemente legata all’Opus Dei, di cui il suo direttore, Cesare Cavalleri, è, tra l’altro, numerario fin dal 1958. Non sono in grado di dire se il libro sia stato un’iniziativa di Blondet o se fu in qualche modo commissionato dalla stessa Ares o da ambienti Opus Dei. In ogni caso, è con tutta probabilità per il tramite di Cavalleri che Blondet venne in contatto con un enigmatico “informatore” di cui parla negli ultimi capitoli del libro. Fu questo “informatore” che, nonostante Blondet affermi il contrario, lo spinse a trasformare sostanzialmente il senso del libro che divenne soprattutto un violento e subdolo attacco a R. Guénon e a tutta la sua Opera, verso la quale L’informatore nutriva il più profondo e viscerale odio. Un altro “inflencer” di Blondet sembra essere il collaboratore della rivista “Studi Cattolici” (sempre della Ares il direttore della rivista è lo stesso Cesare Cavalleri) che si cela sotto lo pseudonimo di Angelo Vigna. Nuovamente si tratta di un autore violentemente avverso a Guénon e soprattutto a Ciò che questi ha legittimamente rappresentato.
    Le influenze di questi “ispiratori”, si mostrano chiaramente tutt’ora, sia in Blondet che in altri autori che potremmo collocare nel “tradizionalismo cristiano”, ad es. in una strana confusione fra gnosticismo e Gnosi ed in una generale avversione verso qualsiasi tradizione sapienziale, contro la quale viene proposto un cristianesimo di tipo sostanzialmente ottocentesco o di primo novecento, di tipo sostanzialmente letteralista ed esclusivista. Si tratta precisamente di quel “tradizionalismo” verso il quale R. Guénon metteva in guardia in uno degli ultimi capitoli del “Regno della Quantità”. Chi conosce ed apprezza la sua Opera e ne ha avuto una reale, per quanto parziale, comprensione, farebbe molto bene a riflettere sul perché tale “messa in guardia” si trovi proprio in quel libro e proprio nel punto in cui si inizia a parlare dell’ultima fase del processo che vi è decritto.
    Quanto ai legami di Marletta con Blondet, essi risultano da vari elementi, ma soprattutto da uno dei suoi ultimi libri, La Guerra del Tempio, di cui Blondet ha scritto una prefazione. Quello che lascia pensare che non si tratti di legami occasionali o di natura solo professionale è il fatto che lo stesso Marletta ringrazia all’inizio del libro Blondet, collocandolo all’interno di una lista di “fratelli e Confratelli”. Si potrebbe forse pensare che si tratti di un riferimento alla comune fede cristiana, ma, benché la cosa sarebbe in linea di principio possibile e legittima, è alquanto improbabile, se non altro perché, a tale stregua, Marletta dovrebbe chiamare così tutte le persone di fede cattolica, cosa che oltre che essere desueta, non sembra venga da lui fatta.
    Concordo perfettamente con Lei, infine, sulla questione dei “guenoniani” ed apprezzo molto quello che scrive al riguardo: l’Opera di R. Guénon è semplicemente l’esposizione corretta della Dottrina tradizionale nella prospettiva universale che è propria di ogni ambito sufficientemente interiore e profondo, in qualsiasi tradizione veramente ortodossa. Non è pertanto legittimo riferirsi al pensiero da lui esposto, come a quello di un singolo pensatore individuale, fosse anche di livello molto elevato.

  5. Se mi si consente, casco dalle nubi. Ignoravo tutto di ciò di cui mi ha messo a parte; di questo la ringrazio, anche se quanto appreso è piuttosto deprimente, con persino qualcosa di triviale.
    Mi tocca ringraziare l’angelo che mi ha sempre sussurrato di stare alla larga da qualsiasi genere di conventicola (pseudo) spiritualeggiante; e non immagino che fondo di barile debba essere una cosa come l’Opus Dei.
    Grazie del suo interessantissimo intervento.
    Poche osservazioni.
    Mi trova del tutto concorde la definizione del genere di spirito religioso invalso negli ambienti di certo tradizionalismo cattolico, indissolubilmente legato alla mentalità vetero borghese dell’epoca d’oro della borghesia” illuminata”. Costoro sono l’incarnazione del borghese cattolico per come viene immaginato nelle caricature anticlericali. Su quanto ci sia di autenticamente cristiano in queste persone, in tutta sincerità, non saprei; e siccome davvero non so, taccio.

    Non torna, comunque, il punto della contraddittorietà del rapporto tra Blondet e Marletta; e oltretutto, non sapevo la storia della prefazione. Nel sito di Marletta, ma anche in alcuni suoi interventi in video, si trovano cose che dovrebbero fare gridare allo scandalo Blondet, altro che violini e prefazioni! E viceversa. E qui mi limito a citare l’autentica mania di Blondet per le cosiddette “profezie” di taluni veggenti; alcune delle quali connotate da una giusta miscela di elementi di puerile catastrofismo e mancanza di senso del ridicolo. Come può ignorare, Marletta, che il ciclo delle profezie si è chiuso con le ultime appendici della Rivelazione, e che, quando la Chiesa era ancora Chiesa, non teneva in alcun conto le “visioni” di alcuno? E dunque, qualcosa non torna. Se Marletta legge Pennetta (rima baciata), magari può rispondere.

    Infine, molto interessante ed importante la questione (da lei sollevata) della puntuale confusione tra gnosi, gnosticismo (sterminato mare magnum), ed eresia gnostica. Mi sono sempre chiesto come, in area cattolica, su questo tema ci cascano tutti. E’ successo anche su questo blog, in margine a discorsi a proposito del libro scritto dal nostro Enzo Pennetta e il Prof. Ettore Gotti Tedeschi. Senza fallo, senza saltarne una, Gotti Tedeschi considera sinonimi gnosi, gnosticismo, ed eresia gnostica. E così tutti!!! Tanto che, in area cattolica, “gnosi” è diventato un insulto, o lemma di disvalore assoluto, esattamente come “fascista” è in area liberal. (Mi creda, questa è la prima volta che mi imbatto in qualcuno (lei) che non commette questo marchiamo errore).
    In quell’occasione, riflettei a lungo se puntualizzare o meno, se lasciar correre, oppure sollevare la discussione. Per ragioni che qui tralascio, decisi di soprassedere. Lei mi ha offerto lo spunto per tornarci sopra, e l’ho fatto. In effetti, mi rendo conto che, date le condizioni, non è una questione semplice; ma tale è (non semplice) proprio per le osservazioni da lei fatte; ossia, che i cattolici di cui stiamo parlando non sono né Tommaso, né Eckhart, né Cusano! E concludo: malgrado certe sue gravi incomprensioni dell’essenza cristianesimo, su questo punto Guénon vide chiaro e lungo. Vide ed anzi previde l’ineluttabile deriva che avrebbe portato all’anti chiesa del prete argentino. Ovvio che lo odino, di comune accordo, conservatori e progressisti.

    • Credo anche di potere indovinare di quale associazione si tratti, visto che Blondet e Marletta continuano a palleggiarsi dei post di un “Sodalitium Deiparae Miseris Succurrentis”.

      Riguardo a R. Guénon, comprendo che alcune sue spiegazioni possano apparire lontane dalla forma (anche legittima) che il cristianesimo occidentale ha assunto in tempi relativamente recenti. Avendo però in vista il cristianesimo medioevale, specialmente quello anteriore al XIII sec. oppure quello di autori come Meister Eckart, e comparandolo ad es. con i numerosi capitoli di Simboli della Scienza Sacra che parlano della dottrina cristiana, si capirebbe che non c’è alcuna incomprensione in ciò che dice, ma anzi la chiave per una comprensione realmente metastorica del Cristianesimo stesso.
      Uno degli effetti del tradizionalismo cristiano di fine ottocento ed inizi novecento è stato quello di selezionare le fonti medioevali secondo certi partiti presi. Così, abbiamo l’impressione che tutto il cristianesimo medioevale sia scolastica ed una parte di patristica. Certamente esse ebbero la loro importanza, ma basta spostare l’attenzione su autori come Basilio, Giustino, Gregorio di Nazianzo, Gregorio di Nissa, Origene o Clemente Alessandrino, l’autore che scrive sotto lo ieronimo di Dionigi l’Areopagita, oppure, più tardi, Scoto Eriugena, Bernardo di Chiaravalle, Guglielmo di Saint Thierry, ed in genere gli esponenti della c.d. Teologia Monastica, o ancora Meister Eckart, per capire che quel cristianesimo è decisamente dal lato delle esposizioni di R. Guénon e non da quelle, pur legittime e spesso importanti, degli autori cristiani più conosciuti. La dottrina ha diversi livelli di comprensione e lo stesso R. Guénon, ha più volte affermato che la stragrande maggioranza dei cristiani occidentali, ad es., avrebbe potuto attenersi ai soli contenuti della Chiesa cattolica dei suoi tempi, senza preoccuparsi di altro. Questo non significa che non vi siano livelli di comprensione ulteriori, che non sarebbero però alla portata dei più.

      • solo per chiarezza, “l’autore che scrive sotto lo ieronimo di Dionigi l’Areopagita” è un ulteriore citazione dell’elenco e non è riferito, ovviamente, a Clemente di Alessandria.

  6. Certo che se mi guardo intorno… Sabato pomeriggio nel centro storico della mia città, una citta molto turistica ma ben frequentata anche dai residenti, noto un’aria leggiadra, tantissima gente che frequenta i tavolini esterni di bar, pasticcerie e ristori. La via della passeggiata intasata, risate, allegria, voglia di vivere e un sole estivo che fa mettere le ali. Guardo, ascolto… Sento uno che dice “vogliono vaccinare i neonati, sono degli assassini”, più avanti una signora racconta “ho fratto la prima ed è come non l’avessi fatta, nessun sintomo”. Un signore molto anziano fuma il sigaro e scuote il capo osservando un gruppo di ragazzi che sono scatenati e in molti senza mascherina… I camerieri del centro storico sono in agguato, alla cattura dei clienti nonostante i tavolini siano quasi tutti occupati. Davanti ai negozi non vedo code particolari, ormai si entra ed esce senza patemi. Siamo regine gialla, tra poco bianca. Sta arrivando il libera tutti che ha il gusto di una carotina data ai coniglietti in garenna… Non so che pensare, ma a parte le mascherine che sono il segno del fatto covid, tutto il resto a me sembra del tutto normale… Boh.

    • La vita tende ad emergere ogni volta che può, come l’erba spunta negli interstizi dei marciapiedi. C’è qualcosa di bello in questo. Vedremo però cosa succederà al prossimo allarme … almeno, potrei citare una schiera di “esperti” main stream, in realtà banditori delle intenzioni dei padroni del discorso, che continua in un crescendo ad annunciare l’ “era delle pandemie”. Sarei il primo ad essere contento di constatare che non gli è riuscito. Ma che abbiano intenzione di farlo, questo mi sembra fuori da ogni ragionevole dubbio…

      • Che bello! Continuo la sua metafora vegetale… Quelle che dagli agricoltori vengono definite erbe infestanti sono lottate con tutti i mezzi: diserbanti chimici e naturali, mezzi agronomici come la pacciamatura, addirittura col fuoco con quello che viene definito pirodiserbo o con l’acqua ad alta temperatura di micidiali pompe… Ebbene, da sempre le malerbe risorgono sulle proprie ceneri ed anzi si rafforzano più le si combatte. Così è per il genere umano io penso, abbiamo colonizzato ogni luogo e probabilmente colonizzeremo l’universo, sapranno in che veste quelli che ci saranno.

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