Proteste liquide

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Come è stata neutralizzata la protesta di piazza

Dopo le ultime manifestazioni contro le politiche di lockdown emerge con chiarezza l’inutilità di queste iniziative: in una società liquida le manifestazioni di piazza sono inefficaci.
Il punto di fondo da affrontare è il recupero dei corpi solidi, senza un riferimento “solido” la protesta non ha alcuna possibilità di ottenere risultati.


Per capire quale sia il vero pericolo per chi detiene le leve finanziarie e quindi mediatiche bisogna vedere cosa si è voluto demolire nei decenni e il riferimento è a tutto ciò che è riconducibile al concetto di identità.
L’azione di erosione è andata dall’identità sessuale alla famiglia, alla scuola, al sindacato, al partito, alla chiesa e infine al più grande corpo solido che è il concetto di nazione e parlamento nazionale.


A partire dal colpo di stato del ’92 l’antipolitica è stata usata proprio per indebolire e neutralizzare il Parlamento, la reazione deve passare attraverso il recupero e la difesa dei corpi solidi e la riconquista di una rappresentanza parlamentare legittimata, consapevole e formata.
Un percorso inevitabilmente non breve in un momento in cui ogni giorno costa sofferenze ma non esistono alternative.

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

5 commenti

  1. Come non essere d’accordo? Voto al popolo appena possibile. Politici impegnati e onesti. Partiti con programmi chiari e coalizioni eventuali dichiarate in anticipo. E soprattutto una legge elettorale che consenta ai vincitori di governare. Per avere tutti questi punti quanto ci vorrà? Alla luce della situazione odierna tantissimo tempo, e poi quello sarà solo l’inizio…

    • Enzo Pennetta on

      Tantissimo tempo, soprattutto per superare la delegittimazione dell’anti politica e preparare una nuova classe dirigente.

  2. Chi è in grado di dialogare con le forze dell’ordine e/o con membri dell’esercito, dovrebbe adoperasi perché essi comprendano appieno come questo governo, al servizio di banche d’affari e organi sovranazionali al soldo di privati, sia nemico della Patria e della Costituzione che hanno giurato di difendere. La seria minaccia di non poter godere della protezione e dell’apoggio delle divise, ritengo l’unica strada per imporre maggiore prudenza agli uomini (e donne) senza onore, che stanno occupando le nostre istituzioni.

  3. Le forze dell’ordine e l’esercito, non sono nè migliori nè peggiori del resto della società. In gran parte si tratta di persone che condividono il pensiero unico main stream come la maggior parte dei cittadini. Inoltre non bisogna dimenticare che la struttura e la formazione delle nostre forze armate è fortemente influenzata dal suo inserimento nella NATO. Si tratta di un contesto internazionale e geopolitico che non può non condizionare fortemente la collocazione ed il ruolo che l’esercito potrà avere nel corso dello sviluppo della situazione. Quello che soprattutto occorre capire e che il vero agente di tutto questo non è costituito certo dal Governo italiano e dai politici del nostro paese, i quali non sono che i meri esecutori, spesso addirittura parzialmente o totalmente inconsapevoli, di ordini e direttive che operano evidentemente a livello internazionale. Questo non certo da oggi, ma, sia pure in una progressione crescente in intensità, da molto tempo.

    • Ha scritto bene riguardo alla natura che accomuna popolo e istituzioni nell’insieme, nella media. Dagli opposti poli sortisce il medio odierno, mai uguale a se stesso per quanto lo si voglia credere statico, ma solo incaponendosi. Ma chi lo chiama “pensiero unico” forse ignora che questa risultanza, che ritiene a torto una malattia mortale, altro non è che il frutto dell’impollinazione pronuba o del vento del fiore di un albero che potremmo vedere come metafora dell’umanità tutta. Radici comuni, fusto eretto e robusto, chioma ramosa e fogliosa, determinata da innumerevoli gemme da legno, senza dimenticare le più importanti: quelle da fiore che porteranno il necessario frutto, sempre li stesso…
      Digressioni a parte, quale gemma potrebbe sostenere a ragione che le compagne gemme che producono quel frutto sono “pensiero unico”? Nessuna io credo. Essa stessa gemma altro non è che “pensiero unico”, altro non potrebbe essere.
      Aggiungo alla fine di questa pazza analisi che noi come individui siamo un corollario di tutto ciò che adoriamo e fustighiamo, di alti e bassi, di virtù e vizzi (ben nascosti nell’armadio dri nostri inconfessabili segreti), di saggezza e follia… Non per nulla quasi sempre trascorriamo la prima parte dell’esistenza a bruciarci le ali e la restante parte a cauterizzare i tristi monconi.
      Giusta la morte che ci riconsegna all’oblio, al sonno eterno che fa pulizia di tutte ke nostre arroganze.

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