Finalmente un caso di evoluzione: il “salmone rosa” è diventato un… “salmone rosa”

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Il salmone rosa prima dell’evoluzione (in alto) e dopo l’evoluzione (in basso)

La notizia è stata pubblicata nientemeno che su Nature l’11 luglio scorso, è poi stata prontamente ripresa sul sito del prof. Formenti e infine è approdata su Pikaia con il titolo “partenza anticipata”.

 

Ma sarebbe stato più adatto il titolo: “falsa partenza”.

 

Sembra proprio che stavolta la tanto attesa prova dell’evoluzione sia arrivata, come dice il prof. Formenti nel suo articolo ripreso su Pikaia col titolo Partenza anticipata si tratta di:

…un caso evidente di evoluzione, come si legge in ogni testo di biologia delle superiori.

Vediamo dunque in cosa consiste questo “caso evidente” di evoluzione:

Si è scoperto che i salmoni oggi risalgono la corrente per deporre le uova con due settimane di anticipo rispetto a 40 anni prima, e che il fiume ha una temperatura maggiore di più di 1 grado rispetto a 40 anni prima. Grazie al marcatore genetico si è potuto verificare che che non si trattava di plasticità fenotipica (come avviene per il fenomeno del secular trend che ha portato, ad esempio in Italia, ad un aumento medio della statura di 10 cm in un secolo, 2,5 cm per generazione), ma proprio di un adattamento genetico, con un sempre maggior successo riproduttivo, e quindi una maggior frequenza delle forme che risalgono prima il fiume.

Come immaginavamo non c’è stata dunque nessuna comparsa di un nuovo carattere, è solamente aumentata la “frequenza” delle forme che risalgono prima il fiume. Ma allora si tratta di qualcosa che già esisteva prima e che adesso è solo aumentata percentualmente.

Siamo alle solite dunque, si tratta della vecchia storia della Biston betularia che viene spacciata per evoluzione, e l’argomento che nell’articolo viene portato a supporto della presunta evoluzione è invece un’aggravante: “..un caso evidente di evoluzione, come si legge in ogni testo di biologia delle superiori.” è infatti una vera e propria opera di disinformazione scientifica (e peggio ancora un errore logico) utilizzare la definizione a cui si fa riferimento nell’articolo, riportiamo quindi la frase completa:

Si tratta quindi, essendo un cambiamento di frequenze alleliche, di un caso evidente di evoluzione, come si legge in ogni testo di biologia delle superiori.

Come può un semplice cambiamento nelle preesistenti frequenze alleliche senza l’introduzione di un nuovo carattere essere considerato “evoluzione”? L’argomento era stato esposto nell’ottobre 2011 nell’articolo CS-Asino d’oro 2: i testi scolastici, nel quale si vede come l’attuale definizione di “evoluzione” sia un autentico insulto alla ragione.

Ma se invece la ragione la si vuole usare si capisce perché una così insoddisfacente definizione si stata adottata.

Si tratta di un caso di adeguamento della definizione ai risultati, un espediente che consente di dichiarare come raggiunto un target in realtà fallito, manipolando la definizione in modo da far sembrare raggiunti gli obiettivi. Un esempio potrà meglio chiarire il metodo, si tratta di un caso realmente accaduto e denunciato sulla BBC in un documentario intitolato “The trap” del giornalista Adam Curtis.

Nel documentario viene infatti riportato il caso di un ospedale inglese nel quale era stato prefissato l’obiettivo di non avere più pazienti ricoverati in corsia e di averli invece tutti sistemati nelle stanze. Vista l’inutilità degli sforzi e il perdurare della presenza dei degenti nei corridoi (ebbene sì, succede anche a loro…) da parte delle autorità dell’ospedale si pensò dunque di escogitare un “trucco” manipolando la definizione per adeguarla alla realtà: le sedie a rotelle e le lettighe vennero ridefinite come “posti letto”, e all’improvviso il “target” fu raggiunto.

La stessa cosa avviene dunque anche nel caso dell’evoluzionismo, poiché nonostante un’innumerevole serie di tentativi effettuati inducendo una mutazione genetica in batteri e moscerini, questi ultimi si ostinano a rimanere “batteri” e “moscerini”, si è deciso quindi di modificare la definizione di evoluzione adattandola ai miseri risultati raggiunti. Ecco dunque come si approda a: “un cambiamento di frequenze alleliche“, che come ricordato da Giorgio Tarditi Spagnoli è:

…là fuori nella realtà (e non nelle ideologie) è molto più probabile che l’evoluzione avvenga piuttosto che non avvenga: per una popolazione di organismi qualsiasi, la condizione nota come equilibrio di Hardy-Weinberg è l’unico caso in cui questa popolazione non presenterebbe evoluzione. Ciò si verificherebbe quando in una popolazione la frequenza degli alleli e dei genotipi fosse perfettamente all’equilibrio. Ma la presenza di fattori di disturbo, quali mutazioni, crossover cromosomico, deriva genetica e selezione naturale o sessuale che sia, manda all’aria questo equilibrio – squisitamente teorico.

Come è però evidente a tutti, il verificarsi di mutazioni, crossover cromosomico, deriva genetica e selezione naturale o sessuale, non è proprio garanzia di evoluzione, anzi, solo le mutazioni potrebbero teoricamente portare nuove informazioni favorevoli (ma nessuno l’ha mai visto accadere) e quindi permettere la vera evoluzione (per intenderci quella che fa passare ad es. da pesci a rettili).

E quindi i salmoni rosa sono rimasti dei salmoni rosa, Linneo, che era una persona seria, non si sarebbe mai sognato di dire che una specie già esistente solo perché “selezionata” fosse diventata un’altra specie.

E ci permettiamo di essere certi che anche il prof. Formenti e Tarditi Spagnoli, se sedendosi al ristorante chiedessero del pesce e gli portassero due salmoni perfettamente uguali, proponendoli come specie diverse, si sentirebbero presi in giro.

Ma pretendono che nella stessa situazione gli altri siano così gonzi da esultare di meraviglia davanti allo stesso “piatto” che i sostenitori del neodarwinismo vogliono proporci.


Ricordiamo a questo punto il motto del blog:

Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità.

Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero.

Senza offesa s’intende…

 

 

 

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

9 commenti

  1. Il cambiamento della temperatura del fiume ha portato i salmoni a risalirlo prima, un semplice caso di adattamento alle differenti condizioni climatiche. Poi, non vorrei essere indiscreto, ma il fatto di risalire prima la corrente può essere dovuto ai geni o è solo un comportamento relativo la temperatura dell’acqua? Questo ridurre tutto il comportamento ai geni mi sembra un po’ abusivo.

    • Mah, di fatto sono aumentati i salmoni con il marcatore per certi geni, poi la correlazione col comportamento forse sarebbe da verificare meglio.

      Certo che esiste una tendenza a sopravvalutare certi geni soprattutto quando di mezzo ci sono comportamenti e non la semplice produzione di proteine.

  2. Michele Forastiere on

    By the way: nell’Abstract dell’articolo sui salmoni (http://rspb.royalsocietypublishing.org/content/early/2012/07/03/rspb.2012.1158) si legge che “These results demonstrate that there has been rapid microevolution for earlier migration timing in this population.”
    Questa dichiarazione vale ad attestare, io credo, l’onestà scientifica degli autori: la ricerca effettuata, infatti, non dimostra altro che questo tipo di evoluzione (il cambiamento della frequenza allelica). Che poi qualcuno – come fa Wikipedia: http://en.wikipedia.org/wiki/Microevolution – sostenga che la differenza con la macroevoluzione sia solo di carattere quantitativo, è una faccenda di interpretazione filosofica, non scientifica. Non penso, infatti, che esistano prove scientifiche dell’affermazione lapidaria della citata pagina di Wikipedia: “Macroevolution can be seen as the sum of long periods of microevolution, and thus the two are qualitatively identical while being quantitatively different” (in effetti non vi sono riferimenti bibliografici…).

    • Caro proff.Forastiere avrà certamente visto:
      http://www.pikaia.eu/EasyNe2/Notizie/Esiste_realmente_una_distinzione_tra_microevoluzione_e_macroevoluzione.aspx
      Nonchè la discussione che è stata fatta(anche)qua:
      http://www.enzopennetta.it/wordpress/2012/07/requiem-darwiniano/#comment-6381

      Altro che Wikipedia…altro che “qualcuno”….altro che..

      Quello grossomodo,può apparire in forma più o meno differente è qualcosa che è un “punto fermo” di tutto il neodarwinismo,o per lo meno non mi sembra di aver ancora visto esponenti dello stesso che ne scostino.
      Del resto come potrebbero?
      Si tratta infatti di comprendere cosa possa ricadere sotto “variazioni”,ovvero esito di un processo o un evento genetico che provochi in individui appartenenti a determinati tipi o specie la presenza di caratteristiche che li contraddistinguono dagli altri.
      Ma le variazioni non costituiscono ne una prova ne un caso di evoluzione neodarwiniana ,in quanto non sono altro che il risultato di differenti espressioni,combinazioni etc di informazioni genetiche già esistenti, a cui non aggiungono alcuna nuova caratteristica.
      Le variazioni avvengono entro i limiti dell’informazione genetica,nel “pool genetico”, o “fondo comune di geni”.Tutte queste caratteristiche di una specie possono apparire in vari modi per variazione.Poi possono avvenire tutta una serie di ibridazioni,speciazioni,incroci,chimere,mutazioni intra-specie(robertsonian fusion,tandem fusion etc..),trasposizioni,adattamenti all’ambiente propri di certe specie(metaprogrammazione,borrowed information),simbiosi etc..
      Ma senza la nuova informazione si arriva ad una biodiversità di cui diventa difficile stabilire i limiti,ma esistono,sono dei limiti ,per così dire,della “forma”.
      Vengono messe a “scaletta”,a albero tante specie distinte che si somigliano per qualche cosa,che hanno omologie e si dice che esse dovrebbero rappresntare “tappe”,”nodi”(per dirla brutalmente)fra una specie ed un’altra.
      Così si hanno oranghi,australopitecne,scimpanzè ed uomini per esempio e si hanno Artiodattili,anfibi,cetacei etc etc..tutti distinti.Congiunti dall’ipotesi fideistica.
      Poi ci sono specie come l’ornitorinco,che si riscontrano nella documentazione fossile,perchè non ci fù solo quello così..
      E non c’entran nulla gradualismi più o meno marcati,equilibri puntegggiati,disposizione filogenetica,il succo è sempre quello.Tutte creature di specie distinte con tante varietà.Nessun “link” che le colleghi.
      Solo congetture.

      Si veda nache qua:
      http://whozoo.org/mammals/Primates/primatephylogeny.htm

      Senza una corroborazione questa affermazione e cquelle che ad essa collimano:
      “Il processo di origine di nuove specie è la speciazione (da lei stesso inclusa nella microevoluzione), che il darwinismo è in grado di spiegare. Non la macroevoluzione. Per quanto riguarda micro- e macroevoluzione, l’unica differenza fra di loro sta nella scala, ma i processi sono gli stessi”

      Non voglion dire nulla.
      Come dice:

      “è una faccenda di interpretazione filosofica, non scientifica”

      Ma proff.Forastiere la invito a leggere qui(unibo):

      http://www.sma.unibo.it/erbario/c21.html
      “La teoria secondo la quale la macroevoluzione altro non è che la microevoluzione estesa nel tempo, e quindi i meccanismi che la spiegano sono i medesimi, viene chiamata “neo-darwinismo”, od anche “teoria sintetica dell’evoluzione”

      Credo che, proff.Forastiere, questo sia veramente uno dei nodi centrali di tutta la discussione sul neo-darwinismo,un qualcosa di importante e centrale.

      • Giorgio Masiero on

        Come risulta a me, ma anche (credo) a Enzo e Michele, un gruppo di ricercatori ha dimostrato “matematicamente” la differenza insuperabile diacronicamente tra micro- e macro-evoluzione. Ho avuto l’onore di vedere il paper in anteprima e non ho trovato errori di calcolo: se gli input sperimentali e le definizioni sono quelle, le conseguenze sono quelle. Ora, data la rilevanza “storica” della scoperta se confermata, da alcune settimane un team interdisciplinare di 4 scienziati-revisori, sta valutando per conto di una delle principali riviste scientifiche mondiali, se pubblicare o no la ricerca. Aspettiamo fiduciosi!

        • Giorgio, diciamolo chiaramente, se questa ricerca verrà confermata potremo finalmente mandare in soffitta il neodarwinismo e vivere una rivoluzione scientifica.

          Ma mi aspetto delle resistenze fortissime, anche contro l’evidenza.
          (Come del resto è accaduto finora)

          • “Giorgio, diciamolo chiaramente, se questa ricerca verrà confermata potremo finalmente mandare in soffitta il neodarwinismo e vivere una rivoluzione scientifica”

            Se fosse confermata e “corretta” sarebbe la lapide del neodarwinismo inoppugnabilmente.
            Come ho cercato di rispiegare,di ricordare col commento su ,infatti,dietro quella “fantasia”,ipotesi,congettura,come pare, sta il cuore del neodarwinismo.
            Come si può dire che non si vede l’ora di vederla?
            In buona sostanza quello dovrebbe essere un criterio di falsificabilità,non lo è anche perchè non si pensava si potesse dimostrare l’impossibilità di quel paradigma in alcun modo.
            Se quel team ce l’ha fatta,tanto di cappello.
            Passeranno alla storia.
            Ad ogni modo se ,per qualche ragione sconosciuta,e quei calcoli si rilevassero in qualche modo “insufficienti”,e le cose restassero come sono adesso,non vorrebbe dire comunque che il neodarwinismo sia vero o che tale idea sia credibile.
            Ne che sia scientifico.
            Continua a mancare qualsiasi corroborazioe di tutto ciò..

            Comunque Proff.Masiero io,ricordavo che aveva parlato di questo lavoro,ma con la risposta di cui sopra volevo solo appunto sottolineare questo aspetto e soprattutto focalizzare l’attenzione sul fatto che non è solo un’affermazione di qualcuno o di wikipedia essendo parte centrale del neodarwinismo.
            E non vorrei che si pensasse che stessi a difendere quella cosa o cose simili anche perchè mi pare di averla spiegata e ribadita più volte.

            Esattamente concorde su tutto quanto hai detto Enzo

            P.s.
            “Ma mi aspetto delle resistenze fortissime, anche contro l’evidenza.
            (Come del resto è accaduto finora)”

            Sicuro anche questo ma, come detto,se sarà quanto promesso sarà impossibile speculare a quel punto..

  3. «Trasformando la nostra spiegazione in una definizione che possa essere spiegata, noi non esprimiamo ipotesi scientifiche ma credenze. Siamo così sicuri che la nostra spiegazione sia vera che non abbiamo più la necessità di distinguerla dalla situazione che stavamo cercando di spiegare. Sforzi dogmatici di questo tipo alla fine devono lasciare il campo della scienza»

    Ronald Brady – 1985

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