Il Fatto Quotidiano: “Darwin e lo scimpanzé, un ripasso per i razzisti”

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Luca Bellucci

Sul blog di Luca Bellucci sul “Fatto Quotidiano” si parla di razzismo, e come di consueto si finisce per dire che l’approccio darwiniano sarebbe un antidoto ad esso.

E allora, come di consueto, ricordiamo che le cose non stanno esattamente così.

 

Mi ispira un’immediata simpatia Luca Bellucci, paleontologo e  naturalista che ha un blog sul sito de Il Fatto Quotidiano, forse anche perché la fotografia con cui appare mi ricorda un’analoga foto del mio caro amico Stanislao Nievo.

E’ quindi senza nessun intento polemico che riprendo il suo articolo intitolato “Darwin e lo scimpanzé, un ripasso per i razzisti“, un articolo nel quale, volendo giustamente argomentare contro il razzismo, si finisce per utilizzare in tal senso la teoria di Darwin. Si tratta di un argomento che abbiamo già toccato su CS A proposito di razzismo: qualcuno informi Fabio Fazio e Massimo GramellinCari lettori di Pikaia… il vero “negazionismo” è negare la correlazione tra darwinismo e razzismo ).

Nell’articolo Bellucci afferma tra l’altro:

Darwin stesso, nella sua opera “The Descent of Man, and Selection in Relation to Sex” pubblicata nel 1871, s’interrogava sulla questione della razza. Da pochi anni era finita la guerra di secessione americana e il dibattito sul concetto di razza e sulla schiavitù era molto acceso tra gli scienziati europei e nordamericani. Darwin si opponeva infatti ai numerosi sostenitori della teoria secondo cui le razze umane fossero già state create separate e fosse quindi naturale che una razza avesse il predominio sulle altre.

Vero, il brano a cui Bellucci fa riferimento è il seguente:

La questione se il genere umano consista di una o più specie è stata molto discussa negli ultimi anni dagli antropologi, che sono divisi nelle due scuole di monogenisti e poligenismi. Quelli che non ammettono il principio dell’evoluzione devono considerare le specie come creazioni separate o in certo modo come entità distinte……

Quei naturalisti, d’altra parte, che ammettono il principio dell’evoluzione… saranno senza dubbio convinti che tutte le razze umane discendono da un singolo ceppo primitivo.

Ed Tascabili Newton, L’origine dell’uomo cap. VII pag. 145

 

Ma dobbiamo aggiungere che nello stesso libro, qualche pagine prima, Darwin diceva qualcosa di ben diverso:

Nel futuro, non tanto lontano se misurato a secoli, ad un certo punto le razze umane civilizzate avranno quasi certamente sterminato le razze selvagge in tutto il mondo.

Nello stesso periodo le scimmie antropomorfe, come ha osservato il prof. Schaaffhausen, saranno state senza dubbio sterminate.

La frattura fra l’uomo e i suoi più prossimi affini sarà allora ancor più vasta, poiché sarà frattura fra l’uomo, ad uno stadio ancor più civilizzato, speriamo, di quello caucasico, ed alcune scimmie inferiori come il babbuino, invece che tra il negro o australiano e il gorilla.

L’origine dell’uomo cap. VII pag. 132

Non sembra dunque una buona idea quella di utilizzare Darwin per combattere il razzismo, così come non sembra una buona idea quella di utilizzare gli argomenti genetici, anche questi molto diffusi, allo stesso scopo. E anche questi non mancano nell’articolo in questione in cui troviamo i seguenti passaggi:

Come hanno dimostrato nel 1972 due studi separati, condotti dai genetisti e biologi Lewontin e Nei e Roychoudhury, solo il 15% della diversità genetica è dovuto alla “razza” mentre il restante 85% è dovuto al gruppo all’interno del quale l’individuo si è riprodotto.

Seguito poco dopo da questo:

Loscimpanzè, il primate a noi più vicino e con cui condividiamo oltre il 98% del nostro patrimonio genico, non ha certo la pelle scura e labbra carnose. Anzi ha una pelle chiara coperta da una folta peluria e labbra sottili. Siete così sicuri voi, probabilmente di “razza mediterranea” dalle pelle bianca e un pò irsuti, di potervi permettere “buu” scimmieschi?

Non si può fare a meno di notare che se solo il 2% di DNA ci separa dallo scimpanzé, mentre ben il 15% della diversità genetica tra esseri umani è dovuto alla “razza”, questa percentuale potrebbe essere ritenuta elevata e quindi significativa da chi volesse utilizzarla a fini razzisti.

Che la teoria di Darwin non abbia minimamente contribuito a combattere il razzismo e, anzi, sia stata utilizzata per alimentarlo, emerge anche dalle carte del famoso processo Scopes, in cui un libro di testo di scienze, nella sezione dedicata all’evoluzione sosteneva proprio l’esistenza di razze inferiori:

 

In conclusione, ancora una volta, se veramente si vuole contrastare il razzismo, invitiamo a cercare argomenti diversi dall’evoluzione e dalla teoria neo-darwiniana.

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

9 commenti

  1. Dire che le razze umane(che non esistono)non sono state create-comparse all’unisono ma che vi sia tra esse una gerarchia evolutiva non credo aiuti molto il razzismo…ne distolga quelli come “potere bianco” ad usare queste vecchie concezioni derivanti dal darwinismo a fini razzisti..su questo sicuramente cnon ci piove.
    Non aiutano anche le recenti scoperte dopo il sequenziamento del gorilla se applicato a quel sistema di ragionamento,oltre che le percentuali realative allo scimpanzè che giustamente citi(riguardo alla cui cosa torno a chiedermi quanti di coloro che invochino quella percentuale sappiano cosa significhi cosa indichi come sia anche molto approsimativamente calcolata e che comprendano che non è come il 98% di 100 euro..)

    Il punto credo sia exotericamente sicuramente usare uno strumento ‘laico’ contro il razzismo,ma, giustamente per tale scopo basta usare la genetica nuda e cruda..che esclude il concetto di razza..

    Fare invece un discorso del genere,in buona fede,per tutti i buoni scopi che si voglia vuol dire o non conoscere ‘a modo’ il pensiero espresso da Darwin oppure voler presentare una certa immagine,mostrare quanto di buono può esserci da ciò che deriva dal darwinismo.
    Cosa che allora a questo punto trova ragione invece negli scritti Boncinelli e Pievani per esempio..
    Siamo però nel campo della filosofia…
    Non so ..ecco a me questo attacco al razzismo sembra un po’ una sorta di diversivo..per parlare d’altro..

    • Riprendendo quello che dici alla fine del tuo intervento:
      “Non so ..ecco a me questo attacco al razzismo sembra un po’ una sorta di diversivo..per parlare d’altro..”
      la mia impressione è che tutto questo insistere nel legare il darwinismo alla lotta al razzismo serva a mostrare quanto sia “disdicevole” criticare una teoria che tanto bene può fare all’umanità.
      E credo che questo venga fatto spesso in buona fede, come nell’articolo che ho riportato, ecco perché è necessario ricordare a tutti quello che non torna in questo discorso.

      • Beh è esattamente ciò a cui volevo alludere con quelle parole,e credo sia più o meno l’impressione di chiunque sia “informato sui fatti”..
        Ad un certo punto con quel pensiero casi com questo sono quasi giustificabili:
        http://www.enzopennetta.it/wordpress/2011/11/darwinismo-e-razzismo1-chi-conosce-ota-benga/
        Un pigmeo ,un aborigeno può benissimo essere passato come individuo appartenente ad una razza evolutivamente inferiore..
        Ciò che voglio dire è ,che,se si vuole scrivere un articolo,qualsiasi cosa,mostrando come il razzismo sia qualcosa di antitetico anche alla scienza,viene difficile immaginare di prendere ad esempio Darwin,che ,poveretto,era all’oscuro delle leggi di mendel,dna,genetica etc..e che nei suoi scritti senza mezze parole crea considerevoli punti d’appiglio all’eugenetica e alla differenzazine razziale.
        Quindi è ovvio che non si vuole difendere tanto l’uguaglianza degli uomini quanto il darwinismo,mostrare appunto quanto questo possa dare all’umanità..
        Certo si può considerare che chi lo faccia lo faccia in buona fede,ma,è pur vero che, da alcune persone, che dovrebbero aver ben presente il darwinismo,da Darwin alla sintesi moderna,risulta difficile pensare che abbiano un po’ di ignoranza su questi aspetti o che abbiano dei vuoti di memoria sui medesimi..
        Viene da pensare piuttosto che sia una cosa voluta,almeno a me..e ripeto non per voler pensar male o screditarew una controparte o altro,proprio perchè mi suona un po’ strano quando è un paleontologo,biologo genetista o altro a fare simili discorsi.
        Certo il discorso tratto da “L’origine dell’uomo” con una certa lettura può in qualche modo essere coerente con l’idea che si vuole dare ma cotestualizzandolo o comunque capendo cosa vada ad implicare si vede che dice esattamente qualcosa di diverso..

          • Tuttavia molti darwinisti sostengono che quelle frasi siano semplicemente delle “metafore” per criticare il colonialismo inglese.
            Questa argomentazione mi pare assolutamente risibile.

          • Potrei dimostrare che la lotta dovuta alla selezione naturale ha fatto e sta facendo per il progresso della civilizzazione più di quanto sembri propenso ad ammettere. Ricorda il rischio che hanno corso le nazioni, non tanti secoli fa, di essere sopraffatti dai turchi e quanto sia ridicola adesso un’idea simile! La razza cosiddetta bianca, più civilizzata, ha sconfitto i turchi nella lotta all’esistenza. Pensando al mondo tra un paio di anni, chissà quante razze inferiori saranno state eliminate dalle razze più civilizzate in tutto il mondo”
            Darwin F., The Life and Letters of Charles Darwin, Vol. I, Appleton and Company, New York, 1888, pp. 285-286

        • Già, Leonetto, chissà se i darwinisti considerano anche queste delle “metafore”.
          Le loro argomentazioni mi sembrano davvero fuori dal mondo.

  2. Sono d’accordo con Leonetto quando dice che non molti capiscono cosa significhi una percentuale di Dna. Ho visto gente sbraitare contro i “creazionisti” perché il 98% del DNA è in comune con l’uomo, ma non penso che le cose sarebbero state diverse se la percentuale fosse stata semplicemente del 50 o 60 percento.