Confronto Telmo Pievani- Enzo Pennetta: era razzista Darwin?

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Francesco Agnoli interviene sul tema dei collegamenti tra razzismo, eugenetica e darwinismo.

 

Vorrei affrontare alcuni punti del confronto tra Enzo Pennetta e Telmo Pievani comparso sui siti Pikaia e Critica scientifica. Scrive ad un certo punto della sua lettera aperta Pievani:

Sostenere che Darwin avrebbe fatto da sponda a razzismo, eugenetica e altre nefandezze è oltremodo errato, glielo assicuro, e va contro i risultati acquisiti dalla storiografia consolidata nel settore. Ne parli con gli storici inglesi che più hanno studiato questa materia. E’ da poco uscito in edizione italiana il nuovo libro dei due maggiori biografi di Darwin, Adrian Desmond e James Moore, “La sacra causa di Darwin” (Cortina, 2012), dedicato alle appassionate battaglie antischiaviste del naturalista inglese a favore dell’unità e della fratellanza del genere umano: mostra come una corretta interpretazione storica della sua teoria sia esattamente la confutazione di qualsiasi razzismo scientifico”.

 

Rispondo riportando un piccolo brano dal mio “Perché non possiamo essere atei” (Piemme; titolo provocatorio scelto dall’editore):

 

Si discute molto se Galton (padre riconosciuto dell’eugenetica, parente e amico di Darwin) abbia o meno preso spunto da Charles Darwin, ma sembra che sia piuttosto difficile negarlo, nonostante poi Galton sia andato ben al di là delle più estreme ipotesi del cugino. Certo è che alcune sue idee erano già in nuce nello stesso Darwin, il quale citava spesso e volentieri, e non per contraddirlo, ma per elogiarlo, il suo bizzarro parente.

Scriveva Darwin:

Noi uomini civilizzati facciamo di tutto per arrestare il processo di eliminazione; costruiamo asili per pazzi, storpi e malati; istituiamo leggi per i poveri ed i nostri medici esercitano al massimo la loro abilità per salvare la vita di chiunque all’ultimo momento. Vi è motivo per credere che la vaccinazione abbia salvato un gran numero di quelli che per la loro debole costituzione un tempo non avrebbero retto al vaiolo. Così i membri deboli delle società civilizzate propagano il loro genere. Nessuno di quelli che si sono dedicati all’allevamento degli animali domestici dubiterà che questo può essere altamente pericoloso per la razza umana…Dobbiamo quindi sopportare l’effetto, indubbiamente cattivo, del fatto che i deboli sopravvivano e propaghino il loro genere, ma si dovrebbe almeno arrestarne l’azione costante, impedendo ai membri più deboli e inferiori di sposarsi liberamente come i sani.”[1].

 

Si vede chiaramente in queste frasi come Darwin stigmatizzasse la vaccinazione, ma anche le “leggi per  i poveri”, e il lavoro dei medici, quando tutto ciò fosse servito a mantenere in vita e propagare “membri più deboli e inferiori” della razza umana. Scriveva ancora:

Greg e Galton hanno molto insistito sull’ostacolo più importante, esistente nei paesi civilizzati, contro l’incremento di numero degli uomini di classe superiore, cioè sul fatto che i più poveri e negligenti, che sono spesso degradati dal vizio, quasi invariabilmente si sposano per primi, mentre i prudenti e frugali, che sono generalmente virtuosi anche in altri modi, si sposano in tarda età…Ovvero, come scrive Greg: ‘L’Irlandese imprevidente, squallido, senza ambizioni, si moltiplica come i conigli; lo scozzese frugale, previdente, pieno di autorispetto…trascorre i suoi migliori anni nella lotta e nel celibato… Nell’eterna lotta per l’esistenza è la razza inferiore e meno favorita che ha prevalso ed ha prevalso non ad opera delle sue buone qualità ma dei suoi difetti‘”[2].

 

Alla fine dell’ “Origine dell’uomo”, nell’ultima pagina, concludeva: 

L’uomo investiga scrupolosamente il carattere e il pedigree dei suoi cavalli e dei suoi cani prima di accoppiarli. Ma quando si tratta del proprio matrimonio, raramente, o mai, si prende questa cura… Tuttavia con la selezione egli potrebbe agire in qualche modo non solo sulla struttura fisica e l’ossatura della sua prole, ma sulle loro qualità morali e intellettuali…L’avanzamento del benessere del genere umano è il problema più complesso: tutti coloro che non possono evitare la povertà per i propri figli dovrebbero evitare il matrimonio: infatti la povertà non è solo un grande male, ma tende al proprio incremento portando alla sconsideratezza del matrimonio. D’altra parte Galton ha osservato che, se il prudente evita il matrimonio mentre l’incauto si sposa, i membri inferiori tendono a soppiantare i membri superiori della società“.

E’ evidente, leggendo questi pensieri, che Darwin fu talora portato ad abbracciare una visione per nulla lontana da quella dell’eugenetica, che contemplava l’esistenza di “membri superiori” e “membri inferiori”, matrimoni da impedire, e un certo disprezzo per le classi meno abbienti. E’ anche vero, però, come scrive Cristian Fuschetto, citando Pichot, che “ ‘Darwin aveva l’abitudine di scrivere su un argomento tutto ed il suo contrario’, tant’è che tra i suoi numerosi lavori è possibile trovarne sia alcuni caratterizzati da un certo ‘umanismo’ sia altri ‘più favorevoli a Galton’ ”.

Pichot aggiunge che “Darwin sembra essere stato in buon accordo con suo cugino Galton, e se non ha parlato propriamente di eugenetica è stato verosimilmente perché l’eugenetica è stata teorizzata dopo la sua morte”. Continua Fuschetto: “Premesso che sull’idea dell’ereditarietà delle facoltà mentali Darwin aveva posto pensiero già a partire dalla fine degli anni ’40, c’è da dire che poi, quando anche Galton cominciò ad occuparsi (più sistematicamente ed approfonditamente di lui) di questi problemi, di riferimenti e concessioni all’opera galtoniana ce ne furono (come si è visto, ndr) di espliciti, sino agli ultimi anni di vita.

 

Alfred Russell Wallace (co-scopritore dell’evoluzione per selezione naturale) raccontò che in una delle sue ultime discussioni con Darwin, costui, in perfetto accordo col cugino, “si mostrò davvero molto preoccupato per il futuro dell’umanità, per il fatto che nella moderna civiltà la selezione naturale non ha gioco e perciò i più adatti non sopravvivono”.

 

“L’affinità tra Galton e Darwin, conclude Fuschetto, emerge chiaramente anche da una lettera che il grande naturalista scrive al cugino in risposta alla richiesta di un parere su Hereditary Genius, dove Galton (in ossequio al dogma sociobiologico) pensa di aver dimostrato l’ereditarietà delle facoltà mentali: ‘…non credo di aver mai letto in tutta la mia vita qualcosa di più interessante ed originale… mi congratulo con te e ti esorto a continuare il tuo lavoro, convinto che sarà memorabile’ ”[3].

 

Del resto è innegabile che Darwin si rifacesse da una parte al pensiero di Thomas Malthus, e dall’altra stimasse l’operato dell’amico e sostenitore Ernst Haeckel (1834-1919).

Malthus era stato un pastore anglicano, illuminista, autore, nel 1798, di un famoso “Saggio sulla popolazione” in cui tra le altre cose si biasimavano le riforme sociali, ritenute “dannose per la società, perché il miglioramento economico delle classi più povere avrebbe stimolato l’incremento demografico, cioè il peggiore dei mali”[4]. Ogni politica a favore del benessere dei poveri era per Malthus un errore politico ed economico innegabile.

Ernst Haeckel, come si è già visto, era invece uno zoologo tedesco grande sostenitore dell’evoluzione darwiniana, però all’interno di una sua visione filosofica monista e materialista. Il pensiero, per lui, non era altro che un prodotto dell’attività fisiologica e chimica del cervello. Haeckel era anche convinto della superiorità della razza indogermanica e della bontà del modello spartano. A Sparta, come si sa, i bambini malformati, i malati, i deboli, venivano eliminati, perché poco idonei all’arte della guerra. Tale selezione artificiale, spiegava Haeckel, aveva avuto il grande merito di favorire lo sviluppo di un popolo forte ed eroico.

Affermare dunque una certa somiglianza e alcune contiguità tra determinate posizioni di Darwin e l’eugenetica di Galton, non vuole certamente dire buttare a mare le intuizioni che vi furono nella sua speculazione di naturalista, quanto notare come i cedimenti di Darwin ad un pensiero materialista, ideologico, e non scientifico, in certi momenti, lo portarono prima a non riconoscere l’unicità dell’uomo, riducendolo, nell’ “Origine dell’uomo”, ad un semplice animale, solo quantitativamente e non qualitativamente diverso dagli altri, e poi, coerentemente, a posizioni evidentemente disumane.

 

L’errore di fondo, giova ripeterlo, sta nella volontà di Darwin, in alcuni momenti della sua vita, di identificare tutto l’uomo (si badi bene, tutto) nella sua animalità, dimenticando l’altra dimensione, non animale, e cioè l’esistenza dell’anima, e riducendo così l’idea di Dio, il senso morale, la capacità di astrazione, la libertà, la volontà…, a facoltà sì umane, ma anche, e solo in minor grado, animali. Così facendo Darwin riteneva di applicare modalità di indagine scientifiche a tutto l’uomo, come se pensiero, volontà, libertà ecc. fossero entità misurabili e studiabili scientificamente.

L’errore, per dirla con altre parole, errore gravido di conseguenze filosofiche, che mai volle contrastare nell’opera del cugino, fu di voler rinchiudere il mistero dell’uomo nella sua teoria, che può al massimo spiegare l’origine fisica, essa sì animale, dell’uomo, ma non certo la sua totalità, la sua essenza spirituale.

In un modo o nell’altro, certo anche per l’appoggio concesso a Galton dal celebre zio, e da personaggi assai noti, come il matematico Bertrand Russell, il padre dell’ateologia moderna, e George Bernard Shaw, l’eugenetica si diffuse in breve, ad opera di biologi, medici, psichiatri e politici, ben prima dell’ascesa del nazismo, in molti paesi: Inghilterra, Usa, Francia, Belgio, Svizzera, Svezia, Olanda e alcune nazioni dell’America latina… In Germania, addirittura, gli studi eugenetici ebbero un forte impulso già sotto la Repubblica di Weimar, col finanziamento americano, e col sostegno di politici socialisti e di alcuni scienziati ebrei.

 

Galton, che, come scrive S.J. Gould, era considerato all’epoca “uno dei massimi intelletti del suo tempo”, e che voleva dimostrare scientificamente la naturale e incolmabile inferiorità dei neri, e la superiorità su tutte della razza anglosassone, raggiunse il vertice della sua fama al Primo Congresso Internazionale di Eugenetica del 1912, allorché divenne un vero scienziato vate: le riviste più prestigiose, da “Nature”, al “Times”, si contendevano i suoi articoli, le sue disquisizioni sulla necessità di sostituire il vecchio libero arbitrio col più “aggiornato” determinismo.

 

Nel 1902 ricevette la “Darwin Medal of the Royal Society (a ennesima dimostrazione del fatto che i più autorevoli scienziati inglesi non vedevano conflitto tra alcune posizioni filosofiche di Darwin e quelle del cugino); nel 1908 partecipò alla “Darwin-Wallace Celebration” della Linnean Society, e nel 1910, per i suoi scritti sulla eugenetica, ottenne la “Copley Medal of the Royal Society” che però, a causa della sua salute inferma, fu ritirata per suo conto da Sir George Darwin, figlio del padre dell’evoluzionismo ed eugenista convinto, come del resto anche Leonard Darwin, anch’egli figlio del celebre naturalista, e presidente della britannica “Eugenics Education Society”…” (http://www.edizpiemme.it/libri/perche-non-possiamo-essere-atei-0).

 

Articolo apparso sul sito Libertà e Persona.

 

 


[1] C. Darwin, op. cit., p.628.

[2] Idem, p. 631.

[3] Cristian Fuschetto, op. cit., p.32-51. Dello stesso avviso, tra gli altri, anche il grande storico del razzismo, il già citato Poliakov, per il quale “la divisione del genere umano in razze inferiori e razze superiori era per lui (Darwin, ndr) un fatto incontestabile”. Poliakov ricorda anche come Darwin fosse un estimatore del “chirurgo Robert Knox, a cui Ph. D. Curtin dà la qualifica di ‘fondatore del razzismo britannico’ ”.

[4] Antonio Gaspari, op. cit., p.68.

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7 commenti

  1. alessandro giuliani on

    Caro Francesco,
    che dire più di così, se non che il razzismo ha una chiara radice illuminista nelle oper di Voltaire, ma di nuovo questo così evidente negli scritti dell’illuminista francese,è fortemente negato da chi lo ha eletto ‘padre della tolleranza’.

    • Beh Voltaire..non è quello che ha inventato il motto: “predicare bene e razzolare male?”
      No..il famosissimo “Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere”..Zadig, Voltaire che apprezzava Spallanzani,Voltaire contro pena di morte e tortura,Voltaire per il rispetto dell’ambiente e degli animali(pur cadendo benchè lo criticasse in un certo fanatismo ideologicoa riguardo) etc etc..
      Però non si dice che Voltaire fosse deista-panteista(decisamente non cristiano ,probabilmente neanche cattolico seppur aneddoti in fin di vita pur comunque non essendo troppo categorico contro una Provvidenza) e non ateo(mosse contro l’ateismo), decisamente contro idee democratiche,anzi era proprio sbilanciato in una visione “dispotica-razionalista”
      Era un po’ come quelli che dicono di non essere razzisti perchè non manderebbero un tal popolo-etnia al rogo o contro uno sterminio…
      Il razzismo e lo schiavismo era considerato dagli Illuministi come un processo salutare, che acquisiva un ruolo civilizzatore,infatti la tratta avrebbe allontanato dal “Continente Nero” dei pagani primitivi e ignoranti per inserirli in un Occidente progredito… I principi di libertà, fratellanza ed uguaglianza proclamati dai filosofi illuministi e sanciti nel sangue della Rivoluzione francese riguardassero solo la razza bianca occidentale e punto.
      Non mi risulta di trovare i grandi nomi dell’Illuminismo dietro alla Société des amis des Noirs ..chissà perchè..
      http://fr.wikipedia.org/wiki/Soci%C3%A9t%C3%A9_des_amis_des_Noirs
      La visione fisica del mondo divenne rigida. Se ogni causa ha un effetto determinato da meccanismi fisici e derivante da leggi universali e fisse, allora tutto è spiegabile in quest’ottica e i fatti non sono altro che la conseguenza del susseguirsi di azioni e reazioni fisiche e chimiche. La libertà di scelta umana è solo un’illusione data dalla mancanza di conoscenza del quadro generale e dalla limitata visione che l’individuo ha.Il materialismo tipico della scienza illuminista si fuse con la visione etnocentrica europea. Gli illuministi vedono la società come necessario risultato delle leggi naturali e la società europea come massimo livello di sviluppo e modello quindi della “società naturale” sana e giusta. La diversità e l’immoralità vengono considerate malattie, deviazioni dalla naturale forma del comportamento umano. In tale visione, i popoli più “primitivi” vengono considerati come inferiori (malati gli omosessuali..anche questo dovrebbe far riflettere visto che questi si beano degli Illuministi)
      Hume,Diderot, D’Alembert, Voltaire,Locke..chiaramente e tranquillamnete diffondevano principi razzisti.

      Detto questo tronando a Darwin:
      Come è maledettamente possibile che colui che segna il principio del razzismo-scientifico non fosse razzista o non diffondesse e mandasse pensieri e messaggi razzisti?
      Sarebbe come dire che Gesù Cristo fosse ateo…
      Ma se nel libro che santificherebbe Darwin si leggono anche ammissioni del genere:
      http://www.enzopennetta.it/2012/11/darwin-santo-subito/#comment-9199
      Si comprende che è proprio impossibile come balla da rifilare che non ci riescono neanche quelli che la voglion rifilare a dirla tutta…

      • posso far notare una cosa?
        Nel blurb dell’edizione inglese del libro consigliato da Pikaia è scritto:
        “only by acknowledging Darwin’s Christian abolitionist heritage can we fully understand the development of his groundbreaking ideas.”

        Nel blurb dell’edizione italiana si legge:
        “… solo riconoscendo la sua passione abolizionista possiamo comprendere la formazione di un’idea che ha cambiato la nostra concezione del posto dell’uomo nella natura.”

        • l’han tradotto con un software cinese?
          Io tradurrei:
          “Solo riconoscendo il patrimonio cristiano abolizionista di Darwin possiamo pienamente comprendere lo sviluppo di quelle idee innovative etc…”

          comunque all’occhio salta il Christian reciso subito però il fully ha un senso,”groundbreaking” che traduciamo con innotivo pure però magari sfugge la forza della parola che sarebbe “che spacca il terreno” ad indicare il grande impatto delle idee di Darwin.
          Fintanto che la traduzione rovina film,telefilm, è già brutto,ma se poi va distorcendo o rovinando un qualcosa di carattere divulgativo è peggio e potrebbe perfino presentarsi come forma di revisionismo.
          Ad ogni modo se un ragazzo avesse fatto a scuola una traduzione così,la maestra o la professoressa sarebbe stata soddisfatta o comunque non avrebbe segnato nessun errore?

        • alessandro giuliani on

          Mamma mia ragazzi, ma questi proprio non ce la fanno a poter solo pensare che qualcosa di Cristiano sia buono e poi accostare Cristiano a Darwin deve essere sembrato un’eresia…sarebbe divertente se non fosse patetico…quanto odio !

        • Episodi come questo si possono spiegare solamente con la malafede, e tolgono ogni dubbio sull’interpretazione da dare anche ad altre passate uscite, come quella sulla presunta superiorità della concezione filosofica del tempo dei Maya rispetto a quella cristiana, per la quale si poteva quantomeno ipotizzare che si trattasse semplicemente di crassa ignoranza (per quanto la cosa potesse sembrare improbabile per un filosofo della cultura di Pievani).