Origine della vita: i veri marziani sono tra noi

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Uno studio suggerisce l’idea che la vita sulla Terra sia arrivata da Marte.

 

Una cosa è certa, i marziani esistono e si aggirano in alcune università.

 

E avvenuto nel corso dei lavori del Goldschmidt 2013 a Firenze che il prof. Steven Benner del The Westheimer Insitute for Science and Technology (Usa) , ha dato il clamoroso annuncio: i marziani siamo noi.

La notizia comprensibilmente è stata ripresa da quasi tutti gli organi d’informazione che l’hanno a loro volta veicolata a quasi tutti coloro che oggi hanno letto un quotidiano. Qualcuno l’ha data per certa, come il Corriere della Sera che ha titolato:”La vita sulla Terra è arrivata da Marte“, come a dire “è un fatto assodato”, fine del discorso:

«La vita sulla Terra è arrivata da Marte, quindi noi siamo marziani». A questa conclusione è giunto il professor Steven Benner del «The Westheimer Insitute for Science and Technology» (Usa) analizzando la presenza del molibdeno ossidato ritenuto presente su Marte. Il risultato frutto del suo gruppo di ricerca è stato presentato alla conferenza mondiale di geochimica «Goldschmidt 2013», in corso a Firenze e che riunisce quattromila scienziati. «Questo elemento quando viene ossidato – spiega Benner – è in grado di influenzare la nascita delle prime forme di vita».

Altri sono stati più cauti, come Repubblica che ha titolato più prudentemente “Lo studio, potremmo essere tutti marziani.La vita arrivata da Marte con un meteorite“:

Secondo nuove prove emerse dalla conferenza Goldsmith2013 che si sta tenendo a Firenze, la vita sulla Terra potrebbe essere partita dal pianeta rosso. A sostenerlo è il geochimico Steven Brenner e il suo team di ricercatori del The Westheimer Institute for Science and Technology. All’origine di tutto una forma minerale ossidata di molibdeno

Quello che è certo è che il prof. Benner attribuisce alla presenza di molibdeno ossidato la certezza dell’origine della vita. Ma va detto che si tratta solo di una teoria assolutamente lontana dall’essere dimostrata, a tutt’oggi nessuno sa come sia nata la vita. E quindi la dichiarazione fatta a Firenze suona purtroppo come una specie di trovata per attirare l’attenzione da una tribuna in vista, qualcosa che non fa molto bene alla scienza.

Un dato confortante in tutto questo è la grande serietà di alcuni studiosi italiani, evidentemente più con i piedi per terra del collega d’oltre oceano, che hanno prontamente ridimensionato la portata dello studio, come riferito sullo stesso articolo apparso su Repubblica:

Critici gli esperti italiani del settore: l’ipotesi “sposta il problema dell’origine della vita invece di risolverlo”, ha osservato John Robert Brucato, dell’Osservatorio di Arcetri dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e segretario della Società internazionale per lo studio dell’origine della vita (Issol). “Non vedo perché – ha aggiunto – concentrarsi intorno a un elemento raro come il molibdeno quando ci sono anche altri elementi che sintetizzano e proteggono le molecole della vita”.

 E ancora:

Anche per Raffaele Saladino, dell’università della Tuscia, la vita “è collegata a tanti elementi chimici”, come ferro, magnesio, cobalto, non solo al molibdeno. Quanto all’acqua, “è vero che crea una certa instabilità a Dna e Rna” ma “è anche vero che l’acqua si trova nelle cellule, quindi non si può asserire che l’acqua ostacoli l’origine della vita”.

 

Quanta più serietà in queste dichiarazioni, e fa piacere che siano venute da nostri ricercatori che mostrano così che nel nostro paese esistono una cultura scientifica e una realtà accademica che sanno essere più serie di altre.

Ma ancora una volta il danno è stato ormai fatto, moltissime persone avranno chiuso il giornale convinte che sicuramente la vita è venuta da Marte.

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

7 commenti

  1. Giorgio Masiero on

    All’asilo e a scuola elementare, da bambino ragionavo da bambino. Alla scuola media, da più grandicello, mi hanno iniziato al ragionamento logico, soprattutto con lo studio della geometria euclidea. E la prima lezione del mio prof, lo ricorderò sempre, è stata la differenza tra condizioni necessarie e condizioni sufficienti.
    Questa storia se la vita discenda dal molibdeno (perché senza molibdeno non si dà vita), o dall’acqua (per lo stesso motivo), o, dico io, perché no dall’aria?, è quanto di più illogico e lontano dalla scienza di possa immaginare. Perchè? Perché la presenza di tutte le condizioni “necessarie” per la comparsa della vita (come sono il molibdeno, l’acqua, l’ossigeno, e centomila altre sostanze e condizioni chimiche) non sono “sufficienti”, allo stesso modo che tutto il ferro, il silicio e la plastica di questo mondo non “bastano” a costruire un pc. Elementare, Watson!

    • Evidentemente le scuole che preparano i ricercatori che poi se escono con queste affermazioni sono molto diverse da quelle in cui si insegna (insegnava?) la logica.

      E’ davvero preoccupante vedere simili errori compiuti da chi viene considerato ad un alto livello accademico.

  2. Ho letto gli articoli del Corriere e di Repubblica e sono rimasto impressionato dal livello di contradditorietà logica e SEMANTICA in essi presente…

    Da umilissimo ignorante, leggendo quell’articolo e basandomi sull’utilizzo dei soli strumenti ai quali posso attigere (la ragione, la logica e, soprattutto, l’ITALIANO) non comprendo cosa possa centrare lo studio di Brenner con L’ORGINE della vita…
    Lo ripeto: con L’ORIGINE.

    O non ho capito niente io oppure sono Caprara (per il Corriere) e l’ignoto di Repubblica a non aver capito niente dello studio di Brenner… oppure, infine, pure Brenner non è molto sveglio (il che non lo escluderei)…

    Dunque riassumendo e mettendo insieme i tasselli comprensibili dalla lettura degli articoli:
    – Su Marte ci sarebbe il molibdeno, dedotto dalla presenza di boro in un meteorite marziano
    – 3 miliardi di anni fa su Marte c’era tanto ossigeno mentre sulla Terra no
    – Ossigeno + molibdeno = molibdeno ossidato che, da quanto si capisce leggendo l’articolo, sarebbe «in grado di influenzare la nascita delle prime forme di vita»
    – Il molibdeno e il boro sarebbero indispensabili per annullare «la propensione dei materiali organici a diventare sostanze catramose»

    Insomma elementi come il boro e il molibdeno sarebbero «determinanti nell’innescare evoluzioni biologiche»

    Se ho capito bene quindi la sequenza cronologica degli avvenimenti sarebbe la seguente:
    molibdeno ossidato + “materiali organici” -> evoluzioni biologiche

    Se è così quindi l’ovvia domanda che porrei, dato che di ORIGINE della vita si parla, è:
    MA I “MATERIALI ORGANICI” DA COMBINARE CON IL MOLIBDENO OSSIDATO DA DOVE SALTANO FUORI???

    Insomma: in che modo tutto ciò ci servirebbe a comprendere L’ORIGINE della vita???

    Infine concludo con un’opinione personale: non sono d’accordo che l’articolo del Corriere sia «più cauto» di quello di Repubblica il quale invece mi sembra decisamente il più ardito ed arrogante dei due.

    Caprara (Corriere) infatti, citando Brenner, parla di vita «arrivata», di «influenzare la nascita delle prime forme di vita», di «innescare evoluzioni biologiche» (assumento quindi la pre-esistenza della vita), anche se poi alla fine cade in una contraddizione sematica affermando che lo studio di Brenner « apre un’altra via per le indagini [sulla][…] nascita della vita sulla Terra»…

    Repubblica invece parla di vita «partita dal pianeta rosso» nel senso di «origine di tutto» di «prove a sostegno della teoria secondo cui la vita sarebbe nata su Marte», di «origine della vita».

    Tutto questo poi senza contare l’arroganza di Brenner che è convinto che sappiamo con certezza quali fossero le originali condizioni ambientali della Terra…
    Oltre a questo vanno ad aggiungersi le giustissime critiche descritte nella parte finale dell’articolo di Repubblica che ne rivelano ulteriormente l’arroganza…

    -_-

    • Tommy, hai sviluppato correttamente i punti critici delle affermazioni di Brenner alle quali si sono poi sommati i resoconti contraddittori degli articoli presi in esame.
      Argomenti fallaci sotto tutti i punti di vista, da notare poi l’atteggiamento passivo della divulgazione scientifica che solo nel caso di Repubblica e solo per la presa di posizione dei due ricercatori italiani ha infine fatto cenno a quello che non va nella questione.

      Ci vorrebbero decine di siti che trattano criticamente la scienza, e con moli più mezzi di CS.

      Intanto ti ringrazio, con la presenza dei tuoi interventi ci siamo arricchiti di un contributo tecnicamente valido e con indipendenza di giudizio.