CS intervista Antonio Monda

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Ota Benga, il pigmeo che fu messo in uno zoo come anello di congiunzione tra l’uomo e la scimmia.

Antonio Monda: quando la scienza si fa Dio.

 

Antonio Monda scrittore, docente presso la Tisch School of the Arts di New York e da poco nominato direttore artistico del Festival del film di Roma, ha pubblicato recentemente il libro “Ota Benga” sulla vicenda di un uomo che all’inizio del ‘900 fu posto in una gabbia del Giardino zoologico del Bronx come esemplare dell’anello di congiunzione tra l’uomo e la scimmia.

Lo abbiamo contattato per farci dire cosa emerge da quell’episodio a più di un secolo di distanza. Pur essendo impegnatissimo siamo riusciti ad intercettarlo di passaggio in Italia e, grazie alla sua grandissimo disponibilità, a porgli delle domande per CS, non è stato possibile incontrarci di persona ma anche al telefono si percepisce la personalità aperta e cordiale del Prof. Monda.

Per prima cosa ho domandato al professor Monda, se a suo parere l’interesse intorno a questo aspetto della teoria di Darwin era solo scientifico o vi erano anche risvolti socio-politici ed antropologici.

Le due cose insieme” ha risposto senza esitazione, proseguendo con il constatare che “quando la scienza si fa Dio genera mostruosità”.

Quindi ho portato il discorso sul perché una teoria scientifica abbia finito per avere delle implicazioni sociali, domandando al Professore se suo parere dalla vicenda narrata è possibile giungere alla conclusione che la teoria scientifica sia stata strumentalizzata per sostenere una visione razzista e se eventualmente questo pericolo sia ancora presente.

Questo tipo di situazioni sono nate dalle iniziative di epigoni di Darwin e la strumentalizzazione della scienza è un rischio ancora attuale. In questo caso ha agito la paura dell’altro, del diverso, fattore da sempre presente e,  forse, destinato a permanere anche in futuro“.

Nel libro di Monda viene raccontato anche dell’incontro da questi avuto con il capo pellerossa Geronimo, allora ho domandato se proprio questo episodio può essere indicativo di un razzismo preesistente che cercava legittimazione nella scienza. “Si trattava di un razzismo preesistente, di particolare interesse è il fatto che anche da parte della comunità afroamericana vi fu una presa di distanze nei confronti di Ota Benga che veniva visto anche da loro come appartenente ad una razza inferiore”.

A questo punto non ho potuto fare a meno di pensare alle pagine razziste presenti nei testi scolastici di scienze adottati negli USA all’inizio del ‘900 (il riferimento in particolare è al libro “A Civic Biology” del professor George William Hunter), dove si sostenevano sia principi di eugenetica che la superiorità della razza bianca sulle altre, allora ho domandato se alla luce di questo fatto si può ritenere che la vicenda di Ota Benga sia stato un casuale incidente di percorso della scienza e quanto invece che fosse parte di un clima culturale consolidato e diffuso.

L’episodio di Ota Benga è stato solo la punta dell’iceberg, la fine del XIX secolo era stata caratterizzata dal fiorire di numerose iniziative nelle quali venivano mostrate delle persone definite pervia di caratteristiche fisiche insolite”, i classici fenomeni da baraccone penso io, ma subito il Prof. Prosegue “La novità di Ota Benga rispetto a quelle esibizioni era l’elemento scientifico”.

Non posso che concordare. Se è vero che le esibizioni di persone singole o di gruppi etnici come “fenomeni da baraccone” era una moda diffusa da tempo, con Ota Benga per la prima volta è la scienza che legittima un’esibizione del genere.

Un ultima domanda prima che il Prof inizi una riunione di lavoro: “Qual è stato il messaggio che maggiormente è passato con la pubblicazione del suo libro?”.

Il rischio che si corre quando la scienza si fa Dio”.

Solo il tempo per i ringraziamenti e per un cordiale saluto prima che la riunione inizi, quando il telefono è ormai chiuso altre domande mi vengono in mente, altri punti che avrei voluto toccare, ma le cose più importanti sono state dette, risposte chiare e concise trascritte su un foglio davanti a me.

Grazie ancora per la disponibilità Prof. Monda.

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

45 commenti

  1. …nonché la “scienza che si fa business”, ossia si inserisce nel giro fiorente all’epoca dei fenomeni da baraccone conferendo un presunta impronta di serietà con tanto di marchio scientifico, così magari si può assistere allo spettacolo senza sensi di colpa.
    (La cosa mi riporta alla mente una mia cara professoressa del liceo che facendo riferimento alla “Fenomenologia di Mike Bongiorno” di U. Eco, affermava di seguire i programmi del noto presentatore, ma solo “per studio” 😉 )

      • Giuseppe Cipriani on

        Dai, Enzo, lasciamo perdere questi miseri luoghi comuni… Perché sennò ti dico che a certi livelli di mercato nel tempio non siete secondi a nessuno, e siete inarrivabili. Noi al limite dobbiamo “farsi Dio”, voi invece siete direttamente… businness.

          • Giuseppe Cipriani on

            A pagamento… messe di suffragio (con tariffario), rosari, statuette di padre pio, ceri benedetti, tutto rigorosamente catalogato, pubblicizzato e monetizzato, un’industria di icone e immagini più o meno pregiate, più o meno ufficiali, tutto che ruota attorno al businnes religioso (ci sono anche i rosari con la musica incorporata)… Perché hai bisogno di esempi? Li a Roma ce n’è un campionario vastissimo, basta togliere le fette di salame e aprire gli occhi…
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            Con ciò non dico che sia illegale, solo leggermente… stonato.

          • Ma stiamo scherzando?
            Stonato vendere a prezzi assolutamente contenuti oggetti che le persone richiedono?
            Io stesso ho degli oggetti sacri pagati pochi euro, e dovrei sentirmi sfruttato per questo?
            Allora demonizziamo ogni forma di compenso per beni che non siano alimentari o di prima necessità… ma anche la Corea del nord è più aperta.

          • Giuseppe Cipriani on

            Diciamo che non è nello spirito del fondatore, ma comprendo: businnes is businnes, e se c’è la domanda…
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            Anche al tempio, in fondo, vendevano a giusto prezzo gli animali del sacrificio che la gente richiedeva. Immagina se uno fosse saltato fuori a dire al Cristo: “ma stiamo scherzando!?”

          • Cipriani, lei interpreta il Vangelo con una libertà che Lutero era un dilettante.
            Se va a leggere il passo di Giovanni vedrà che vengono rovesciati i banchi dei cambiavalute, ai venditori di colombe dice solo di andare da un’altra parte.
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            Quindi, posto che la vendita di oggetti non avviene davanti all’altare e che le Messe sono fatte ad offerta libera se uno non ha i 10 o 20 euro consigliati.
            Ma non ha argomenti più consistenti?

          • Giuseppe Cipriani on

            Mi avevi chiesto qualche esempio e te li ho riportati, per me potete continuare a far commercio di cose religiose se vi fa star meglio tutti quanti. Ma non puoi pretendere che la pensi come te al riguardo, che sei disposto a giustificare ogni cosa che sa d’incenso (bella quella di Gesù che ha invitato a vendere le colombe da un’altra parte!?) e magari a stigmatizzare con tanto di richiamo ironico il Presidente della repubblica che fa un’affermazione condivisibile e persino logica.
            Ma così va la vita, e l’ho capito che anche tu sei ideologizzato per bene.

          • Ma insomma, noi diciamo che il farsi Dio della scienza va di pari passo col farsi business e tu porti un contro argomento che non smentisce questa affermazione ma che svia il discorso con un esempio fuori bersaglio.
            Quindi non replichi alla scienza che si fa business ma parli di religione.
            E poi sarei io quello ideologizzato?

          • Giuseppe Cipriani on

            Enzo siamo alle solite… La scienza che si fa Dio è il più insulso luogo comune tipico di chi, come te, sostiene anche la panzana che l’ateo crede in tutto (che l’abbia detta Chesterton o un altro illuminato non importa)… L’ho già detto e lo ripeto. Contestavo quell’affermazione puerile, fatta di pregiudizi e figlia dei luoghi comuni che portate avanti come un mantra.
            Adesso è chiaro che il discorso scivola via su piccole beghe e tu pronto come al solito ritorni a guardare il dito dimenticando la luna. Questa pratica abilissima l’ho già notata mille volte quando ti confronti con chi non è d’accordo con te. Chiaro che su CS funziona così, ma non puoi ogni volta prenderti tutte le ragioni.

          • Cipriani afferma:
            ” La scienza che si fa Dio è il più insulso luogo comune tipico di chi, come te…”
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            Tipico di chi la pensa come me e Antonio Monda, come minimo, ma già dimenticavo, l’autorevolezza di Cipriani adesso ci ha smascherati…

    • Magari ci fosse stata una banale motivazione economica!
      in realtà mi risulta che lo zoo di New York dove è stato esibito Ota Benga avesse una entrata libera cinque giorni su sette. L’alto numero di visitatori veniva visto con fastidio da Hornaday, il direttore, perchè si trattava per lo più di persone povere e spesso immigrate e quindi secondo lui non culturalmente pronte per apprezzare il ‘suo’ parco. No, lo zoo si finanziava con le elargizioni dei ricchi filantropi della città.
      La motivazione di quella esibizione era puramente ideologica e scientifica:
      “There is no question that Benga was placed in the cage to reaffirm for the white viewers that they were superior to the half-naked Pygmy, but he was also put there to show the audience, in those pre-Scopes days, that humans——are primates. William T. Hornaday, declaring “I am a believer in the Darwinian theory,” explained that he was “giving the exhibitions purely as an ethnological exhibit.”
      “The New York Times supported this position: “The reverend colored brother should be told that evolution, in one form or another, is now taught in the text books of all the schools, and that it is no more debatable than the multiplication table. And a letter to the editor the following day praised “the scientific character” of the display and expressed the hope that the zoo’s actions would “help our clergymen to familiarize themselves with the scientific point of view so absolutely foreign to many of them.”
      (Jonathan Peter Spiro, Defending the Master Race: Conservation, Eugenics, and the Legacy of Madison Grant, p. 48)

      Quindi criticare il trattamento di Ota Benga significava criticare la teoria dell’evoluzione ed essere ignoranti di scienza… Argomenti che si sentono spesso.

  2. [OT]: siete riusciti a combinare una intervista con Ida Magli, a proposito dell’ “attualita’”?

  3. [Continuazione dell’OT]: se riuscite a intervistare Ida Magli (con la quale peraltro non concordo su quasi nulla, a cominciare dal giudizio su Giovanni Paolo II), chiedetele come faceva a sapere già negli anni settanta che il grande dramma dopo il duemila sarebbe stato l’islamismo. Posso testimoniare che lo diceva a lezione, perché una mia amica che si laureò con lei me lo raccontava. All’epoca del rapimento di Moro, quando non si parlava d’altro che di guerra fredda, di pericolo nucleare, di Brigate Rosse, di strategia della tensione, lei (molto prima di Oriana Fallaci) già avvertiva i suoi studenti che il vero pericolo era quello che allora era considerato, al massimo, come un problema di palestinesi contro israeliani. Di tutte le profezie che ho sentito in vita mia, è l’unica che si è avverata alla lettera.

    • pero’ non e’ che ci volesse un genio…
      E’ la solita metafora di continuare a dar da mangiare al coccodrillo sperando che ti mangi per ultimo. Oppure come la favola dello scorpione…
      Che sia d’insegnamento pure ai cattolici che sperano, ingenuamente, di trovare una sponda e un alleato nell’islamismo per fare fronte comune contro il laicismo imperante. Illusi!
      Dopo aver sgozzato i laicisti volgeranno i coltelli contro di noi…
      P.S.: ovviamente non concordo neppure io su quello che diceva su Giovanni Paolo II e sulla religione in genere, ma devo dire che sull’ attualita’ (come avevo specificato) ci azzecca molto. Avete letto qualche suo libro?

      P.P.S.: informati sull’accordo non scritto tra l’ammiraglio di allora dei servizi segreti, al servizio di Moro, e i palestinesi…
      http://www.corriere.it/cronache/08_agosto_14/lodo_moro_sharif_a89227b4-69d2-11dd-af27-00144f02aabc.shtml
      http://www.articolotre.com/2014/08/lodo-moro-quei-patti-inconfessabili-tra-sismi-e-terrorismo-palestinese/

      • I link sono interessanti, ma non contraddicono il quadro generale che dicevo. Tu quanti anni avevi negli anni settanta? per quello che ricordo io (che ero all’Università), allora non ne parlava nessuno, per lo meno sui media italiani. Anche la Fallaci, come ho già detto, si occupava d’altro. Gli intellettuali radical chic di tutta Europa glorificavano la Rivoluzione islamica di Khomeini e appoggiavano i palestinesi contro Israele, ma entrambe le cose – probabilmente – più che altro per antiamericanismo. In chiave internazionale tutto era visto in chiave di USA, URSS e Cina e di come ci si collocava rispetto a questi tre giganti, Sul piano nazionale, si parlava solo di BR, strategia della tensione, servizi deviati (contrapponendosi a seconda delle ideologie, mentre probabilmente tutte queste cose erano altrettanto vere). L’URSS sembrava solidissima, il comunismo anche, e l’idea che avrebbero potuto incontrare il principio della fine in un paese come l’Afghanistan, che neanche si sapeva dove fosse, non credo sia venuta in mente a qualcuno; che dall’Islam sarebbe venuto il vero pericolo per il futuro, non ricordo di averlo mai sentito ipotizzare. tranne dalla mia amica che – appunto – lo aveva appreso dalla Magli e come una certezza, non come un’ipotesi. Certamente ci saranno state altre fonti, che nel clima dell’epoca venivano però completamente trascurate.
        Certo, del terrorismo palestinese si conosceva l’esistenza, anche per l’attentato di Monaco e per quello di Fiumicino, ma era visto come un fenomeno limitato e non inquadrato in un quadro islamico più ampio (e forse, all’epoca, non lo era). Nessuno lo avrebbe visto come il problema maggiore.

        • Io negli anni settanta non ero manco nato, ma leggendo quello che ha fatto la Francia con Komeini, ovviamente in chiave antiamericana, e quello che ha fatto la CIA in Iran contro l’ayatollah, ecc ecc… E quello che hanno fatto i terroristi palestinesi e non…

  4. Giuseppe Cipriani on

    “Che poi adesso molti darwinisti si dicano antirazzisti significa che il bipensiero trionfa e che ci tengono alla poltrona vista la fine che ha fatto Watson a dire quello che pensava.”
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    In soldoni la sparata di Enzo è questa:
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    Io, darwinista, sono antirazzista non perché sto dalla parte dell’uomo e ho una coscienza che mi spinge in tal senso, no! Sono vittima del bipensiero…
    Io, darwinista, sono antirazzista perché tengo alla poltrona che ho sotto il culo e solo a dichiararmi tale posso continuare a tenere la poltrona sotto il culo.
    In realtà io, darwinista, sono razzista ma non lo dico perché, da furbo, tenendo alla poltrona che ho sotto il culo, faccio finta di essere antirazzista, in modo che gli altri darwinisti, che come me sono razzisti ma non lo dicono (per mantenersi la poltrona sotto il culo), continuino a credere che sia antirazzista e mi lascino la poltrona sotto il culo… Eh sì, non sono mica fesso io!
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    Ragazzi, voi che seguite CS senza mai intervenire, vi pare frutto di logica questa sparata di Enzo?

    • Che fa cipriani un sondaggio su di me sito?
      Il termine “sparata” credo che sia più adatto ai suoi interventi, e comunque l’eventuale quesito è se la mia ipotesi sia vera o falsa perché se il punto è che essa sia o meno logica la risposta è che lo è.
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      Ma poi resta il fatto che non ha capito quello che ho detto e come al solito lo deforma rendendolo una sua interpretazione di comodo. L’unico dubbio che ho è se lo fa scientemente o proprio non ce la fa ad analizzare il testo.

      • Giuseppe Cipriani on

        Allora per te, Enzo, un darwinista che si dichiara antirazzista lo fa per tenersi la poltrona ben aderente al culo. Non ti viene minimamente il dubbio che sia, invece, perché è antirazzista convinto?
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        Riguardo alla logica… Mi riferivo al fatto che se la tua ipotesi (ah, adesso è diventata ipotesi? come quelle belle idee meravigliose sui vaccini sterilizzanti), se la tua ipotesi scricchiola (e scricchiola parecchio), allora non può essere logica.
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        Resta aperto il sondaggio sopra lanciato per chi desiderasse dire la sua, immagino.

        • Ma insomma la parte sul bipensiero proprio non riesci a vederla?
          Si tratta del fatto che la teoria che proponi è intrinsecamente razzista e tu invece pensi che possa non esserlo solo perché ritieni che il razzismo sia (giustamente) un errore.
          Ma no, ti soffermi solo su una parte di quello che ho detto perché fa comodo alle tue sparate.

          • Giuseppe Cipriani on

            Enzo, rispondi a questo, se ti va: dato per scontato il fatto evoluzione, un’eventuale teoria alternativa della stessa (la più perfetta teoria che tu possa immaginare) sarebbe intrinsecamente razzista o no?

          • Giuseppe Cipriani on

            Forse perché l’evoluzione avverrebbe in modo diverso, senza selezione? Cioè come?

          • Non so se sia una forma di bipensiero ma studiando la vicenda di Ota Benga ho scoperto che l’antropologo Franz Boas, uno dei campioni dell’antirazzismo americano anzi uno dei pochi scienziati del tempo che si opponevano al razzismo scientifico e al movimento eugenetico, organizzava fiere con ‘esposizioni antropologiche’ di eschimesi, nativi americani, ainu ed in una, quella di Saint Louis del 1904, c’era pure Ota Benga.
            Tutto ovviamente in nome della scienza antropologica.

        • Riguardo ai vaccini sterilizzanti stai sparando cartucce a salve, parli come se qualcuno avesse dimostrato che non era vero.
          Cipriani, su quella faccenda la verità non verrà mai a galla, resterà la parola dell’uno contro quella dell’altro, se non hai argomenti migliori da usare stai messo proprio male.

          • Giuseppe Cipriani on

            Questo a mio avviso è invece un argomento fondamentale… Adesso ci si para sul fatto che la verità non verrà mai a galla, quando sai benissimo che la campagna di vaccinazioni sta andando avanti perché non è sortito nulla di quel che paventavano i vescovi e i movimenti cattolici. Diciamo, Enzo, che adesso ti fa comodo dire così, perché quelli che dovevano dimostrare qualcosa sono quelli come te che avevano lanciato accuse gravissime rivelatesi per quel che sono: fondate sul nulla o al massimo su un’idea (preconcetta).

          • Allora parliamoci chiaro:
            primo- io sono convintissimo che le accuse fossero fondate.
            secondo- lei non può provare il contrario.
            .
            Che la campagna vada avanti cosa dimostrerebbe?
            Andare avanti su questa storia che di fatto non verrà mai chiarita, mi sembra che attesti solo una sua fissazione.

          • Giuseppe Cipriani on

            Chiarissimo che hai lanciato il sasso e nascosto la mano… Mi pare chiaro che non esistono le prove provate delle accuse che venivano lanciate qualche tempo fa… E lasciamo giudicare i lettori di CS…
            Se mi sono fissato (sulle fissazioni ho un buon maestro qui su CS) è per un senso di giustizia, detesto il modo di dare le notizie di questo tipo, come ha fatto la rivista Tempi che adesso se ne sta zitta zitta sull’argomento. E tu sarai pure convinto, ma il fatto che tu sia convinto di una cosa non ha alcun significato rispetto alla realtà dei fatti.
            E poi, Enzo, deciditi a darmi del lei o del tu, il continuo altalenare tra l’uno e l’altro mi dà il senso di un Enzo dalla personalità differente in base allo stato emotivo del momento.

          • @Cipriani
            secondo lei quindi le notizie non vanno date se non hanno la vidimazione del minculpop, mi spiace per questo ci sono già i media mainstream.
            La vicenda dei vaccini abortivi in Kenya è di una gravità estrema e sono convinto (so) che sia stata messa a tacere con l’intimidazione, ma poiché questo non lo posso provare devo tacere.
            Lei invece è preso dal sacro fuoco della verità di una Chiesa cattiva e oscurantista che vuole far morire gli abitanti del Kenya di tetano… ma che cavolo va pensando, ma non si vergogna?
            .
            I cattolici del Kenya hanno pagato con 147 morti all’Università (si legga bene Cipriani UNIVERSITA’, perché questo fa la Chiesa in Kenya) il loro essere cattolici, e quella Chiesa non merita di essere ricoperta di merda da un Cipriani seduto col culo al caldo come sta facendo lei da giorni.
            .
            Sì le sto dando del lei per aumentare le distanze perché ultimamente sta manifestando una vera fissazione nei suoi interventi e ha iniziato ad usare dei toni aggressivi (ha iniziato lei ad usare il turpiloqio ad esempio) che la pongono al limite del troll, adesso se vuole si dia una calmata e argomenti con uno stile consono o lasci perdere.

          • non entro nella questione del Kenya ma diciamo che gli africani hanno molte ragioni ad essere sospettosi verso certe pratiche mediche.
            http://www.nytimes.com/2007/07/31/opinion/31washington.html?_r=0

            Da cui traggo:
            “The distrust of Western medical workers has had direct consequences. Since 2003, for example, polio has been on the rise in Nigeria, Chad and Burkina Faso because many people avoid vaccinations, believing that the vaccines are contaminated with H.I.V. or are actually sterilization agents in disguise. This would sound incredible were it not that scientists working for Dr. Basson’s Project Coast reported that one of their chief goals was to find ways to selectively and secretly sterilize Africans. “

          • Giuseppe Cipriani on

            Ecco che Pennetta si sta preparando il terreno per bannarmi… Tattica già vista.
            .
            Tipico anche il suo cambiare discorso, cosa c’entrano quei morti con quanto si sta discutendo? E adesso fa bene a tacere se non sa esattamente, quando poco tempo fa sosteneva da par suo:
            “Sembravano storie complottiste e invece arrivano le prove: una campagna di vaccinazione usata per sterilizzare le donne del Kenya.”
            E concludeva:
            “Se la vicenda sarà invece insabbiata avremo comunque avuto una risposta che non sarà difficile interpretare.”
            .
            In ogni caso la ragione è sua!
            .
            E allora chiedo: chi è che copre di merda chi?

          • @Cipriani
            spettacolo già visto lo dico io, ecco che Cipriani sta preparando il terreno per farsi bannare ed uscire da vittima da un confronto che non sa tenere su un piano razionale e che quindi manda all’aria le carte mettendo in mezzo tutto, dalle sue idiosincrasie al turpiloquio alle insinuazioni.
            .
            Il mio non è un cambiare discorso, ragioni Cipriani, la Chiesa che lei accusa di tentato genocidio mediante rifiuto della vaccinazione antitetanica è quella stessa che si impegna per l’istruzione superiore e che paga con il sangue questa sua opera, capisce la sua contraddizione?
            E’ la stessa Chiesa, la medesima realtà che secondo lei una volta è genocida e oscurantista e l’altra è all’avanguardia portatrice di crescita sociale, ma non lo vede che la sua posizione è contraddittoria?
            Lei ha un’avversione a quello che è cattolico, si faccia qualche domanda.
            .
            Comunque non ho nessuna voglia di continuare a leggere interventi insinuanti, velenosi e che necessitino di “cazzo colpa di Darwin” per esporre il nulla di un pensiero che non sa argomentare.

    • “Io, darwinista, sono antirazzista non perché sto dalla parte dell’uomo e ho una coscienza che mi spinge in tal senso..”

      Ma la tua ‘coscienza’ dipende dal tuo essere darwinista e cos’è la coscienza per un darwinista?

      • Giuseppe Cipriani on

        Domenico, la mia era una frase retorica: significava che sono antirazzista perché sto dalla parte dell’uomo e la mia coscienza mi spinge in tal senso… Non hai inteso che era il verso che facevo a Enzo che con certezza assoluta ha stabilito che un darwinista, per coerenza, dovrebbe essere razzista.
        .
        E con la tua domanda ti poni sul piano del razzista ideologico.