Gotti Tedeschi: il neomalthusianesimo è all’origine della crisi

46

gotti

Ne avevamo parlato solo due giorni fa su CS, adesso un articolo di Gotti Tedeschi conferma che nel neomalthusianesimo è l’origine della crisi economica.

 

A qualcuno era sembrata lontana l’ideologia neomalthusiana dalle difficoltà economiche attuali, eppure le dinamiche dei bassi salari unite alla riduzione del welfare e la disoccupazione volutamente alta sono politiche neomalthusiane. Cosa impedisce di vedere l’humus sul quale crescono politiche economiche e provvedimenti dell’UE facendo concentrare l’attenzione su livelli causali più bassi?

In un modo che non poteva essere più imprevedibile, solo due giorni dopo l’economista e banchiere Ettore Gotti Tedeschi ha pubblicato un articolo che propone a sua volta il malthusianesimo come causa della crisi attuale, ma non si tratta di una ripetizione di quanto scritto qui su CS, bensì di un ampliamento che mostra un differente e ancor più strategico livello al quale il malthusianesimo agisce.

Data la pertinenza col dibattito qui iniziato e la complementarietà degli argomenti proposti, e stato ritenuto opportuno riproporre integralmente l’articolo pubblicato in data 28 maggio 2015 sulla Bussola Quotidiana. Lo spunto è una lettera aperta rivolta al Papa sulle politiche che vorrebbero essere imposte da un certo tipo di ambientalismo: “Caro Papa, non può insegnarci la morale chi ha provocato la crisi ambientale“. Di particolare importanza è anche il fatto che viene evidenziato il collegamento tra un ambientalismo che trova le sue radici nella fondazione negli anni ’60 del neomalthusiano Club di Roma, e le politiche economiche.

E di particolare importanza è anche la corrispondenza con le idee espresse da Antonio Monda sulle conseguenze della scienza che si fa Dio, e quindi religione, come afferma Gotti Tedeschi riguardo l’ambientalismo.

Una visione quella malthusiana che permea il pensiero occidentale, a partire dalla visione economica originale di Thomas Robert Malthus (inizio ‘800), a quella dei rapporti tra specie e all’interno in cui venne inserito da Darwin – Wallace (1859), a quella ecologista del Club di Roma (1968). Come sorprendersi che le persone non si accorgano della presenza pervasiva del malthusianesimo? Un antropologo del secolo scorso, Ralph Linton, affermava che così come i pesci non si accorgono dell’acqua, così noi non ci accorgiamo della cultura in cui viviamo. E così, allo stesso modo, ci sarà sempre qualcuno che non vedrà il neomalthusianesimo.


Beatissimo Santo Padre,

mi permetta di rivolgermi direttamente a Lei dopo aver seguito il dibattito e tante dichiarazioni – anche di uomini di Chiesa – riguardo alle tematiche ambientali e dello sviluppo.

Credo sia importante fugare ogni ambiguità e dire con chiarezza che la vera responsabilità degli squilibri socioeconomici che hanno prodotto povertà diffusa e la conclamata crisi ambientale, si trova nelle tesi dei cosiddetti neomalthusiani e affini, che oggi sembrano venir proposti per contribuire persino a dare indirizzi morali per affrontare il problema ambientale ed economico. Poiché sappiamo bene che se una diagnosi è sbagliata o falsata, la prognosi sarà altrettanto sbagliata.

La crisi economica in corso e gli squilibri ambientali verificatisi negli ultimi decenni, sono stati originati dalla applicazione delle teorie neomalthusiane (divulgate all’inizio in più università americane negli anni 1970-80) che hanno ispirato e “forzato” il crollo delle nascite nel mondo occidentale.

Ma come può crescere realmente e sostenibilmente il Pil (Prodotto interno lordo), se la popolazione non cresce? In realtà (illusioni a parte) può accadere solo facendo crescere i consumi individuali. Perciò per correggere e compensare i rischi del conseguente crollo della crescita del Pil, fu adottato il cosiddetto “modello consumistico”. In una società matura e con morale relativizzata (nichilista) non è stato difficile proporre all’uomo occidentale, quale vera e principale soddisfazione, quella materiale–consumistica. Ma per soddisfare l’esigenza di consumismo diffuso, si sono anche creati i presupposti di povertà e di sfruttamento dell’ambiente. Ciò è avvenuto deindustrializzando i paesi occidentali, troppo costosi produttivamente, e delocalizzando: trasferendo cioè produzioni in paesi a basso costo di mano d’opera, ancora impreparati alla tecnologia protettiva dell’ambiente.

Per far consumare di più si è anche stimolata la trasformazione del risparmio in consumo, sottraendo al sistema bancario una base monetaria per il credito e soprattutto privando le famiglie di autoprotezione. La crescita zero della popolazione, auspicata dai neomalthusiani (due figli a coppia) ha poi determinato il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione, con conseguente crescita dei costi fissi (sanità e pensioni) compensati da equivalente crescita delle tasse, che han prodotto riduzione dei redditi, degli investimenti e crescita del debito.

Per evitare il collasso conseguente nella crescita economica si è forzata sempre di più la crescita dei consumi, e sempre più a debito. Ma si è forzata anche la crescita della produzione delocalizzata, meno attenta allo sfruttamento dell’ambiente. L’origine della crisi economica, della povertà incombente e degli squilibri ambientali, sono conseguenza di questa dottrina neomalthusiana.

Come potrebbe essere ora questa stessa dottrina a risolvere i problemi che ha creato? Il rischio è che questa si preoccupi invece di far mancare il sostegno alla vera crescita economica: quello alla famiglia e alla crescita equilibrata e consapevole del numero di figli. Così mancheranno ancor più le risorse per riequilibrare le strategie produttive globali e investire in tecnologia pro-ambiente. Mancheranno sempre più le risorse per mantenere i vecchi, creare lavoro per i giovani e proteggere i più deboli.

Ma come si può pensare che una cultura neomalthusiana e abortista che nega la sacralità della vita umana e considera l’uomo animale intelligente, frutto dell’evoluzione di un bacillo, ma cancro della natura e orientato solo a consumare, possa elaborare progetti per l’ambiente e per l’uomo? Come si può pensare di riferirsi a soluzioni per l’ambiente proposte da chi vede una pseudo soluzione ambientale-economica prioritaria verso la vera soluzione di consapevolizzazione morale dell’uomo attraverso una maturazione spirituale ed intellettuale?

Ciò che in più stiamo rischiando, tollerando soluzioni malthusiano-ambientaliste, è permettere all’ambientalismo di affermarsi quale religione universale nel mondo globale dove coesistono diverse culture religiose. Questo ambientalismo malthusiano rischierà di creare maggiore povertà, maggiori squilibri socioeconomici e minor tutela vera dell’ambiente.

San Francesco amava le creature e l’ambiente, quali opere del suo amato Creatore, secondo il fine da Lui previsto.

Perciò confido in Lei, Beatissimo Padre, con filiale devozione.

Ettore Gotti Tedeschi

.

.

.

Share.

About Author

46 commenti

  1. Grazie Prof. Pennetta.
    “noi non ci accorgiamo della cultura in cui viviamo”
    Secondo me sta proprio qui il punto.
    Cioè non è questione di complotti neomalthusiani studiati a tavolino da chicchessia (come qualcuno ha pensato che Lei stesse denunciando dandoLe implicitamente del complottista) ma è un problema di forma mentis della quale siamo imbevuti senza che ce ne rendiamo conto. Volente o nolente ognuno è figlio del proprio tempo e inconsciamente o meno agisce in base a ciò. Che sia un economista, un governante o un privato che sfrutta l’ing Giovanni. Spero di non esser stato inopportuno Professore.

  2. Giuseppe Cipriani on

    Qui parla l’economista ma soprattutto il devoto… E quel che davvero meraviglia è che tutti gli sconquassi denunciati siano avvenuti in una società capitalistica e consumistica (di cui il nostro denunciante ha fatto parte in pieno con grandi poteri) a forte impronta cristiano-cattolica… Se davvero tutto questo è avvenuto, noi c’eravamo e siamo complici.

    • La nostra società ha un’impronta cristiano cattolica?!!? 😯
      Ma ne è proprio convinto?
      O forse per caso chi scrive è un viaggiatore del tempo che proviene direttamente dal XVIII secolo…
      I grandi poteri comunque è da un pezzo che non sono più in Italia e nessuno dei nostri esponenti ha più deciso nulla da decenni.

  3. Quindi la soluzione alla crisi sarebbe fare più figli?
    Non so se mettermi a ridere o a piangere.
    Buon appetito con il Soylent Green.

    • @LucaM
      davvero non intendo la sua domanda? Se davvero è un austriaco saprebbe che un aumento della popolazione è sempre visto come positivo, poichè aumenta l’informazione a disposizione e aumenta la divisione del lavoro. In un ipotetico mondo futuro in cui una malattia avesse sterminato l’umanità riducendola a 100 individui, tra questi fortunati ci mettiamo lei, senza la distruzione di alcun bene materiale; ebbene lei sarebbe più ricco o più povero?
      La risposta è che sarebbe INFINITAMENTE PIU’ POVERO, poichè non può più usufruire della divisione del lavoro coi suoi simili, per tutti i vostri bisogni adesso dovete vedervela fra voi 100; inoltre ha perso una marea di informazione giacchè non stava nel cervello di ognuno a carpirne il processo creativo-imprenditoriale.
      L’unica cosa che rimprovero all’analisi di Gotti Tedeschi è di vedere metà problema. Alla spesa a deficit infatti fa solo un accenno, mentre in realtà sul versante economico della crisi è LA causa. Mi pare intuitivo infatti che se anche domani tutte le famiglie portassero da 2 a 8 il bilancio dei figli, tutto quello che otterremmo sarebbe una massa di disoccupati welfare dipendenti. La soluzione malthusiana è togliere i figli, la mia è togliere lo stato, le tasse e lasciate ciascuno libero di interagire e costruirsi un futuro.

      • E dato che piace fare ragionamenti per assurdo, cambiamo dello stesso ordine di grandezza verso l’alto. Se anziche’ 7*10^9 persone saremmo 49*10^16 persone su questo pianeta (quasi 500 milioni di miliardi) Luca sarebbe piu’ povero o piu’ ricco?

        Senza andare agli estremi, crede che sarebbe una Terra piu’ equilibrata con 1 miliardo di persone o con 50 miliardi? Forse i 10 circa attuali verso cui siamo diretti non sono cosi’ male, vero?

        PS: grazie mille Paolo, non so come mai non riesco a replicare al tuo commento, mi ero anche dilungato in una risposta…

        • Giuseppe Cipriani on

          Il problema non sarebbe il numero ma l’invecchiamento della popolazione. Ai nostri livelli di natalità di questo passo in occidente si diverrebbe un ospizio a cielo aperto in poco tempo…
          Per fortuna stiamo già assistendo a un ricambio/incremento generazionale non necessariamente autoctono, e ben venga!

          • Che esagerato Cipriani.
            In Italia (e Germania) siam messi malino (meno di 1.5 figli per donna), ma molti paesi “occidentali” hanno tassi di natalita’ piu’ che sostenibili. Francia e USA hanno 2.0, UK 1.9, e i paesi nordici navigano attorno a 1.8 (a dimostrazione che il welfare puo’ aiutare la natalita’).

            L’unione Europea e’ bassina a 1.6, ma considerando il periodo economico e la stagnazione di alcuni grossi stati membri non e’ cosi’ da apocalisse demografica.

            E che l’immigrazione sia una risorsa demografica e’ ovvio, e va benissimo cosi’, lo e’ sempre stato (basta guardare alla fondazione degli stati del continenti americani).

            Insomma se c’e’ un gran piano neo-malthusiano di contenimento demografico per l’occidente non mi sembra funzionare particolarmente bene.

        • Sarebbe assolutamente più ricco! Quello che manca al suo ragionamento è che suppone che l’utilizzo delle risorse scarse rimanga il medesimo di oggi cosa che chiaramente non è detta e che lei prende per certa tout court. L’età della pietra non è finita perchè è finita la pietra è finita perchè si è trovata una risposta più idonea (i metalli) al bisogno di utensili. similmente qualunque azione umana si muove nel tempo e nello spazio e migliora. Ancora un esempio mi auguro non troppo lontano; oggi utilizziamo il petrolio per produrre energia e derivati che generalmente diremo plastica; è chiaro che se si realizzasse la fusione nucleare questo liberebbe una quantità enorme di petrolio, che non sarà più utilizzato a fini energetici, esistendo una fonte energetica più efficiente e a basso prezzo, e potrà essere impiegato per la produzione di una maggior quantità di plastica a un prezzo inferiore soddisfacendo un maggior numero di persone.
          Il punto del ragionamento però qual è? Il punto è L’UOMO è l’essere umano che scopre (per me RI-scopre ma lascio tra parentesi questa nota metafisica) l’informazione e la organizza in un processo creativo-imprenditoriale sempre più efficente. La fusione non si fa da sola (stelle a parte) così la plastica, o gli aratri o il libri etc… etc… Lei non può sapere se sta per mettere al mondo il prossimo Einstein o un altro piccolo borghese; il suo errore è pensare una umanità inerte ferma. Il nipote uguale al prozio, uguale al trisavolo, all’avo, un umanità per me non-umana; ed ecco perchè ti viene facile pensare politiche di controllo delle nascite, perchè nella tua mente sotto sotto le applichi a non-umani, io invece mi chiedo quanti Einstein, Socrate, Rothbard, Monet, Debussy, Gershwin il mondo ha perso e allora la cosa cambia.

          • Anche pensando un’umanita’ in movimento, le risorse sono finite e limitate. E’ ovvio che si generano di nuove, ma esattamente come una terra con 100 individui ritornerebbe in breve tempo all’eta’ della pietra in un paio di generazioni, una Terra con 10^17 individui lo farebbe.

            Non so se si rende conto che praticamente non ci sono abbastanza atomi di carbonio sul pianeta per creare 5*10^17 uomini.

            Va bene avere fiducia nel futuro, ma bisogna essere realisti. Anche un’esplosione demografica ha conseguenze non positive, per quanti Einstein si possano mettere al mondo possono risultare soffocati dal peso dei problemi che devono cercare di risolvere.

            Perche’ gia’ ora esistono diversi Einstein in diverse parti della terra. Il 90% di loro non ha accesso a Istruzione e Internet. Il 50% di loro non ha accesso a sorgenti di cibo a volonta’. Il 30% di loro non ha accesso diretto ad acqua potabile. La vedo difficile fare la nuova teoria della relativita’ in quelle condizioni.

            E generando nuovi bimbi a buffo, dove credi si posizionino nello spettro delle possibilita’? come credi si distribuiscano le risorse a quel punto?

            La demografia e’ una scienza complicata e la ragione per cui la gente fa meno figli non e’ perche’ le eminenze grigie complottano contro la proliferazione del genere umano, ma perche’ si accorgono che un figlio diventa cio’ che tu gli dai, e dopo 2/3 figli diventa piuttosto difficile. Ed inoltre persone emancipate, i famosi Einstein, devono badare anche alla carriera non solo ai figli, che diventa impossibile dopo un certo punto ed e’ necessario che uno dei coniugi si sacrifichi

            Einstein aveva una sola sorella (fra l’altro cresciuta in Italia, finche’ Benito non introdusse le leggi razziali), credi che sarebbe stato cresciuto altrettanto bene e avrebbe avuto le stesse possibilita’ in una famiglia di 12 figli? Sempre Einstein aveva 3 figli, da due mogli, non 12, preferendo quindi alla dispersione del genoma la dispersione della cultura.

          • Paolo Serra on

            “io invece mi chiedo quanti Einstein, Socrate, Rothbard, Monet, Debussy, Gershwin il mondo ha perso e allora la cosa cambia.”

            anche io me lo chiedo… e con un velo di tristezza…
            potrei apparire sentimentale ma vedere così tanti esseri umani scartati per i più svariati motivi più o meno “legittimi” ci resto male.. anche se non dovessero essere dei grandi uomini.. non riesco a vederli come semplici ovuli fecondati..
            forse non sono, spero, del tutto pregno di questa mentalità moderna e post-moderna soffocante…

            “una cultura neomalthusiana e abortista che nega la sacralità della vita umana e considera l’uomo animale intelligente, frutto dell’evoluzione di un bacillo, ma cancro della natura e orientato solo a consumare”

            come dice il Sig Cipriani ne siamo complici. forse sì ma inconsapevoli

        • Paolo Serra on

          Mi perdoni Sig Andrea ma non riesco a capire perché mi ringrazia.. se si potesse avere la sua replica le sarei grato così potrei meglio comprendere. capisco la difficoltà dato che si era dilungato ma se può… almeno un riassunto
          Grazie mille

          • Beh ti ringrazio per aver letto e compreso il mio commento e riportatolo.

            In generale parte di questa intervista soddisfa un po’ di curiosità che avevo espresso prima “Di particolare importanza è anche il fatto che viene evidenziato il collegamento tra un ambientalismo che trova le sue radici nella fondazione negli anni ’60 del neomalthusiano Club di Roma, e le politiche economiche”.

            Però mi sembra che sia necessaria una migliore contestualizzazione, perchè da un lato non so se quando si parla di malthusianesimo si sottointende un determinato sviluppo economico turbo-capitalista o affine, non mi pare, e se così non fosse c’entra solo tangenzialmente col discorso precedente. Dall’altro i “paesi occidentali” si pongono a lati opposti dello spettro sia economico-sociale che conseguentemente demografico.

            In Francia la natalità è più che incentivata e hanno un welfare fortissimo. In Inghilterra la natalità è comunque piuttosto alta e il welfare è piuttosto basso e la competizione capitalistica molto alta.

            Quindi parlare di un occidente che si svende al capitalismo e al malthusianesimo non mi sembra affatto corretto.

            Non so se qualcuno pensa che ci sia un grande piano, a scarso di equivoci l’ho un po’ ridicolizzato e evidenziato come non stia funzionando proprio in modo liscio.

  4. Paolo Serra on

    Scusate se intervengo ancora
    “vera crescita economica: quello alla famiglia e alla crescita EQUILIBRATA e CONSAPEVOLE del numero di figli”
    il maiuscolo solo per sottolineare non per gridare…

    imho
    “tutte le famiglie portassero da 2 a 8 il bilancio dei figli, tutto quello che otterremmo sarebbe una massa di disoccupati” verissimo ma forse solo nel medio periodo (credo).. ma poi.. sino a 8.. basterebbe rimanere sul tasso necessario ad un naturale ricambio generazionale..

    “togliere lo stato, le tasse e lasciate ciascuno libero di interagire e costruirsi un futuro.”
    d’accordissimo

  5. Paolo Serra on

    Gentile Andrea mi scusi se insisto nel commentare pur non avendone titolo
    ma la sua affermazione “eminenze grigie complottano contro la proliferazione del genere umano” non penso venga sostenuta da qualcuno negli articoli di questi giorni.. almeno così ho capito io.
    Non penso che ci siano delle persone che si mettano intorno a un tavolo e complottino intenzionalmente (io avverso qualsiasi tipo di complottismo) ma è anche vero che nella storia sono esistite personalità che con i loro lavori, pensieri, filosofie e quant’altro l’hanno influenzata e pure negativamente. dovrebbe essere il caso di Malthus. Penso che l’intento di questi post su CS vogliano semplicemente far vedere a cosa ci si sta inconsapevolmente affidando per risolvere problemi globali socio-ambientali. cioè ad una teoria negativa e contraria all’essere umano e al creato, il neomalthusianesimo.

    • Paolo, ancora una volta mi sembra che lei abbia centrato una questione importante, quando qualcuno interviene con farsi del tipo “eminenze grigie complottano contro la proliferazione del genere umano” non fa altro che autodenunciarsi di mancanza di argomenti, qui si sta parlando di un’ideologia conosciuta e discussa ad alti livelli della politica sin dall’800, affrontarla con un tentativo di “reductio ad complottismum” proprio non regge.
      E’ come se qualcuno avesse affrontato il comunismo dicendo “eminenze grigie complottano contro la proprietà privata del genere umano”, frase ad effetto ma che non vuol dire niente.

  6. @Andreax
    « Se davvero è un austriaco saprebbe che un aumento della popolazione è sempre visto come positivo»
    Un momento: io trovo l’approccio della Scuola Austriaca davvero esaustivo, tuttavia non la vedo come una religione per cui mi sento libero di dissentire su alcuni punti che non mi convincono affatto. Lei non tiene conto della legge fondamentale dell’ecologia, che regola il processo riproduttivo di ogni specie animale: più cibo significa incremento della popolazione, con conseguente esaurimento delle risorse naturali. Cosa accade se in una foresta – grazie all’elevata disponibilità di cibo e all’assenza di predatori – gli erbivori cominciano a incrementare di numero? Semplice, continuano a riprodursi fino all’esaurimento delle risorse vegetali. E una volta arrivati a questo punto cosa accade? Gli erbivori cominciano a morire, en masse, fino a quando l’equilibrio non viene ristabilito. Tutto questo è accaduto – e sta accadendo – all’umanità. Con la rivoluzione agricola avvenuta dicimila anni fa, l’umanità ha cominciato a incrementare esponenzialmente di numero, perché poteva produrre tutto il cibo che voleva, senza doversi spostare da un luogo all’altro, come aveva fatto per migliaia anni. Pur potendo produrre enormi quantità di cibo, la gente continuava a morire di fame e la soluzione proposta da caporioni quale era? Più cibo, che aumentava ancora la popolazione, a cui serviva ancora più cibo, che aumentava ancora la popolazione e così via e così via fino a giungere al ventesimo secolo, l’epoca oscura in cui l’efficienza nella produzione di cibo aumentò talmente tanto da causare la catastrofica esplosione demografica che vediamo oggi. Il mondo può sostenere dai 500 milioni al miliardo di persone. Se continuiamo a figliare in questo modo, sarà l’apocalisse, con buona pace dei religiosi di tutto il mondo che invitano a fare figli…bleah!

    «Alla spesa a deficit infatti fa solo un accenno, mentre in realtà sul versante economico della crisi è LA causa.»
    Ah, ecco, qui siamo già più d’accordo.

    «la mia è togliere lo stato, le tasse e lasciate ciascuno libero di interagire e costruirsi un futuro»
    Non posso che fare la ola a questo tipo di proposta, il problema è convincere gli idealisti come Pennetta ad abbandonare lo Shdado…

    • @Luca M,
      tutto il suo ragionamento è viziato da un errore di base, lei è fermo all’inizio dell’800 quando la teoria di Malthus veniva proposta (in realtà è purtroppo in larga compagnia…), chiariamo un fatto: la progressione proposta da Malthus è FALSA.
      Qualunque naturalista sa che gli incrementi esponenziali non sono quelli che si verificano nelle popolazioni reali, se non in una fase iniziale.
      La verità è che tutte le popolazioni crescono esponenzialmente quando occupano un nuovo spazio precedentemente libero, oppure quando la mortalità è alta cercando in questo modo di evitare l’estinzione (questo è il caso delle popolazioni del Terzo mondo).
      I tutti gli altri casi la popolazione si stabilizza passando da una crescita esponenziale (curva J) ad una stabilizzazione (curva S).

      Quindi non serve nessuna politica di contenimento della popolazione in quanto questa si stabilizza da sola.
      E infatti avendo applicato politiche per il contenimento delle nascite adesso l’Occidente si trova in un drammatico crollo demografico.

      • lol e come credi si stabilizzi la popolazione? E cosa credi che stia succedendo nel mondo?

        L’equazione di Verlhust appunto aggiunge un termine di decrescita dovuto alla limitazione delle risorse.

        Nessuno, se non in Cina e in Nord Corea, ha imposto dall’alto il numero di figli (e in Cina meno male, altrimenti sarebbero 2 miliardi oggi e difficile avere un vago benessere diffuso). E’ solo una questione sociale.

          • Prof anche se la popolazione si stabilizzasse (mah…) a, diciamo, dieci miliardi di individui, il loro impatto pro-capite sarebbe devastante (di fatto È già devastante a sette miliardi).
            Il problema non è tanto nel numero degli individui, ma nella quantità di risorse che consumano.
            La famosa bomba demografica è già scoppiata da un bel pezzo e noi siamo in piena deflagrazione.

          • Non vedo nessuna bomba demografica, tu dove le vedi tutte queste conseguenze?
            NB non sto parlando delle industrie inquinanti, i cattivi impianti inquinano sia che lavorino per 1000 persone che per un milione, parlo del presunto impatto di un’economia attenta ai processi che impiega.
            Comunque, se proprio vogliamo cominciare a ridurre quelli che consumano più risorse l’ONU dovrebbe spingere per un pesantissimo piano di birth control negli USA e lasciare in pace il Terzo mondo.

          • «Non vedo nessuna bomba demografica, tu dove le vedi tutte queste conseguenze?»
            Un antropologo del secolo scorso, Ralph Linton, affermava che così come i pesci non si accorgono dell’acqua, così noi non ci accorgiamo della cultura in cui viviamo. E così, allo stesso modo, ci sarà sempre qualcuno che non vedrà l’abisso in cui il mondo è diretto.
            Lei non vede perché non vuol vedere.

          • Spontaneamente vuol dire tutto e vuol dire niente. Perchè può anche succedere (ed è quello che succede nel regno animale) che la popolazione si stabilizzi spontaneamente in una situazione poco simpatica di lotta per la vita, in cui “non tutti ce la fanno”.

            Non mi piacerebbe se gli uomini si muovessero verso un equilibrio determinato nello stesso modo.

            Noi uomini siamo abbastanza furbi da inventare un computo automatico delle risorse, e regolarci di conseguenza, ed è appunto quello che sta succedendo, cioè che ci stiamo muovendo verso il secondo ginocchio del sigmoide spontaneamente. Perchè a me non pare che “nel mondo occidentale” nessuno abbia imposto a nessun altro di fare meno figli. Ma “spontaneamente” una coppia decide, in base alle risorse a disposizione.

          • @Andrea
            in Italia abbiamo cominciato a fare meno figli spontaneamente, anzi in tutto l’Occidente, da quando si è raggiunto un certo benessere.
            Come vede niente di traumatico, ma mi sembra che alla fine su questo non la pensiamo molto diversamente.
            Sono le politiche malthusiane che ci hanno spinto oltre facendoci cadere in un crollo di cui paghiamo e pagheremo le conseguenze.

          • Aspetti prof facciamo un passo indietro.
            Secondo lei aumento della disponibilità di cibo e crescita demografica sono collegati?
            Io dico di si.

          • Il benessere in generale, che non è solo cibo, porta a fare meno figli.
            Lo sperimentiamo da anni personalmente, è una delle cose più certe che ci siano, lei vede intorno a sé famiglie numerose?

  7. Beh, l’apocalisse dovrebbe essere prevista dai religiosi di questo mondo (bleah), almeno da quelli cristiani 🙂
    Alle volte si pensa di spaventare i credenti parlando di “fini del mondo” per cause fisico-astronomiche-ecologiche-etc., ma il vero credente non aspetta altro e se non lo aspetta è perché si è dimenticato di cosa dovrebbe credere e attendere. Ovviamente questo non significa che il credente voglia provocare la fine del mondo, così come non dovrebbe volersi suicidare, ma sicuramente sa che la Storia è nelle mani di Dio e non è una passeggiata (la fede non dovrebbe essere roba per tranquilli borghesi).
    Precisato questo, mi ripeto, ma l’esperimento su regolazione della popolazione e sviluppo è già stato fatto da tempo su un campione significativo perché molto numeroso (parliamo di milioni di individui) e su una popolazione omogenea per origine, cultura e tradizione e posizionamento geografico, si tratta della Corea e dei coreani. Nella corea del Nord si sono regolate le nascite e si muore di fame, in quella del Sud ci si è riprodotti liberamente e il paese è diventato uno dei più avanzati e ricchi del mondo. Stanno forse un po’ più stretti a Sud, ma a Nord (a parte qualche ns. politico “pagliaccesco”) non ci vorrebbe stare nessuno.
    Il mondo a cui pensa Gotti Tedeschi assomiglia sicuramente alla Corea del Sud, un fazzoletto di terra, quindi fatti i dovuti calcoli, c’è veramente ancora tanto spazio a questo mondo per andare verso lo sviluppo e non verso il regresso dell’umanità.

    • «un fazzoletto di terra, quindi fatti i dovuti calcoli, c’è veramente ancora tanto spazio a questo mondo per andare verso lo sviluppo e non verso il regresso dell’umanità.»
      Un’immagine poetica che però cozza contro la realtà dei fatti.
      Guardate che è tutto molto chiaro.
      Più cibo—>più popolazione—>più cibo—>più popolazione e così via, fino all’estinzione totale.
      Comunque la soluzione non sta nel controllo delle nascite ma nella diminuzione della produzione alimentare, man mano che gli individui vecchi muoiono si riduce la produzione di cibo in modo tale da stabilizzare la popolazione e produrne un calo naturale.

      • @luca.m
        non è che il meccanismo sia sbagliato però non siamo gazzelle dai! Così come abbiamo fatto la prima rivoluzione verde ne dovremo fare una seconda che può passare per l’idroponica e secondo me per gli OGM sarà una scelta obbligata al netto di altre tecniche che aumentino le rese. Infine se il punto è esternalizzare mi rendo conto che suona molto fantascientifico ma c’è un intero universo di risorse.

        • «non è che il meccanismo sia sbagliato però non siamo gazzelle dai!»
          E invece sì. Condividere lo stesso pianeta con le gazzelle rende noi stessi “gazzelle”. Se noi distruggiamo l’equilibrio dell’ecosistema, tutto il pianeta ne risentirà, e noi con lui.
          Anche se concordassimo tutti per l’idroponica (magari!) e possedessimo la fusione nucleare (c’è già, ma hanno scaricato Preparata e Del Giudice), il problema sarebbe sempre lo stesso: gli individui consumano troppe risorse.
          L’unica soluzione sarebbe inventare il replicatore di Star Trek, ma non credo sia disponibile…:-)

          «Infine se il punto è esternalizzare mi rendo conto che suona molto fantascientifico ma c’è un intero universo di risorse.»
          Per andare nello spazio serve un nuovo paradigma energetico, finché avremo i carburanti liquidi non andremo proprio da nessuna parte.

  8. Paolo Serra on

    @ Luca M
    per puro apprendimento personale mi potrebbe fornire un po’ di materiale che sostenga l’affermazione da lei fatta?
    “Il mondo può sostenere dai 500 milioni al miliardo di persone”
    Tempo fa lessi che qualcuno aveva fatto dei calcoli e sosteneva che l’intera popolazione mondiale attuale poteva starsene tranquillamente in uno spazio equivalente al Texas e affatto stretti.
    Quale è la “verità”?

    • «Tempo fa lessi che qualcuno aveva fatto dei calcoli e sosteneva che l’intera popolazione mondiale attuale poteva starsene tranquillamente in uno spazio equivalente al Texas e affatto stretti»
      Se tutta la popolazione mondiale venisse concentrata in un’area grande quanto il Texas morirebbe sicuramente di fame. Produrre cibo per sette miliardi di esseri umani necessita di uno spazio ampissimo, il mondo intero, appunto. In uno spazio grande quanto il Texas non ci sarebbe lo spazio sufficiente nè per le coltivazioni nè per l’allevamento di bestiame; in compenso ci sarebbe tanta disponibilità di carne umana.

      • Infatti non si tiene conto che la Corea del Nord è povera per ben altri motivi che quelli demografici, così come la Corea del Sud è ricca per ben altri motivi. E se la Corea del Sud dovesse affidarsi alla produzione interna di cibo, diventerebbe in un baleno più povera della Corea del Nord con una situazione catastrofica.

        Purtroppo non si mangia il metallo dei grattacieli.

        A proposito di calcoli sul possibile sviluppo e lo sviluppo sostenibile, questa è una review classica:
        http://www.nature.com/nature/journal/v486/n7401/full/nature11018.html
        Le Nazioni Unite ci pensano ogni anno riguardo alla gestione di risorse e sostenibilità dello sviluppo demografico:
        http://esa.un.org/wpp/

        Di nuovo è scienza, e anche parecchio complicata. Parlarne alla carlona con gli esempi su quanti umani fisicamente ci stanno in una data area (se li raccogli in concerto tipo Woodstock magari 7 miliardi ci stanno non nel Texas ma in una provincia veneta, peccato che nel metro quadro a te riservato non ti coltivi da mangiare e perfino l’ossigeno probabilmente inizierebbe a scarseggiare) lascia il tempo che trova. Sempre le nazioni Unite non reputano lo sviluppo sostenibile oltre i 20 miliardi con nessuna tecnologia futuribile, e supponendo sia possibile ingegnerizzare OGM per coltivare cibi dall’alto contenuto proteico in aree deserte e ghiacciate (non è affatto detto lo sia).

        Se vogliamo diventare tanti veramente e sfornare bimbi come cattolici è necessario terraformare altri pianeti, operazione che richiede secoli comunque, secoli entro i quali dobbiamo vedere di non sterminarci per un tozzo di pane.

        Perchè il problema non è il picco del petrolio, o altre cose. E’ che c’è “tanto così” di Terra e a una certa il “tanto così” non basta (come ho detto i 5*10^17 umani quasi esaurirebbero gli atomi di carbonio presenti sul pianeta). E con una crescita esponenziale e un benessere diffuso (altrimenti che senso ha riprodursi molto?) qualunque cifra mica è così tanto lontana. (Qua un Simulatore Carino http://www.ined.fr/en/everything_about_population/population-games/tomorrow-population/)

        Come dice Luca M., Soylent Green.

  9. Questo Thomas Malthus mi assomiglia, in un certo senso, a Richard Kalergi, in quanto le idee di entrambi le trovo a dir poco diaboliche.

  10. Paolo Serra on

    Perdonatemi se insisto (e magari con pesantezza) ma tenderei a fidarmi più di ‘sti Tizi.. non so se poi abbiano cambiato idea dato che il testo sotto riportato non è recentissimo.. comunque vuole essere solo una proposta di lavoro/dibattito.. se non vi va lasciatemi pure perdere..
    Prof Pennetta se ho esagerato o infranto qualche regola del sito cancelli pure questo commento. Grazie

    “Il prof. Gary Becker, premio Nobel per l’Economia nel 1992 a questo proposito ha spiegato che “La teoria maltusiana non è sostenuta da nessuna prova, anzi si sono verificate alcune circostanze che dimostrerebbero il contrario e cioè che la crescita della popolazione è stata fondamentale per lo sviluppo economico.”

    “il prof. Amartya Sen, premio Nobel per l’economia 1998. Il prof. Sen, padre della rivoluzione agricola dell’India, ha spiegato che contrariamente a quanto sostenuto da Malthus, nonostante l’incredibile crescita della popolazione dell’ultimo secolo, “il cibo, in termini reali, è molto più a buon mercato oggi di quando Malthus scrisse il suo Essay on population”.”

    “Jean Ziegler incaricato dalle Nazioni Unite per i programmi di lotta alla fame che nel libro “La fame del mondo spiegata a mio figlio” (Pratiche editrice 1999) ha scritto: “La teoria di Malthus è falsa e propugna una politica disumana, ma serve a placare la cattiva coscienza”.”

    “Secondo la dott.ssa Jacqueline Kasun docente di Economia all’Humboldt Università dello Stato di California ad Arcata, “Uno dei motivi che ha reso così facile, per i gruppi interessati, convincere i miei studenti – e molte altre persone in tutto il mondo – dell’esistenza di una grave crisi causata dalla sovrappopolazione e dalla distruzione dell’ambiente risiede nel fatto che tutti noi sappiamo di vivere in un ambiente affollato. Eppure con una densità 1.544 persone per Kmquadrato la città di San José (USA) ha un affollamento doppio di quello medio del Bangladesh ”.
    Robert L. Sassone, un altro ricercatore americano ha scritto: “Benché sia vero che la terra ha una spazio circoscritto, molti cittadini che vivono in città credono che il mondo intero sia sovraffollato come le città, ma non sanno che meno dell’1% della superficie terrestre è coperta dalle città. A differenza che nel passato quando l’agricoltura era la maggiore attività produttiva, oggi la mappa della popolazione registra un’accresciuta densità nelle città ed uno spopolamento delle campagne. Oggi, come nel passato, gli esseri umani si riuniscono insieme, non perché manchi lo spazio sul pianeta, ma perché abbiamo bisogno di lavorare in gruppo, acquistare e vendere, fornire e ricevere servizi l’un l’altro. Le nostre città e metropoli sono sempre state congestionate dalla gente e dal traffico; cavalli, somari e cammelli in passato, veicoli a motore oggi ”.
    Secondo semplici calcoli elaborati dalla Kasun “Se tutta Ia popolazione mondiale si trasferisse nel Texas (dove la popolazione è cresciuta dell’80% dal 1960 ad oggi), per ogni persona sarebbe disponibile uno spazio paragonabile a quello della tipica abitazione americana, mentre il resto del mondo rimarrebbe totalmente disabitato ”.
    Il biologo americano Francis P. Felice ha ipotizzato che una popolazione di 6 miliardi di persone potrebbe vivere in una gigantesca megalopoli grande come lo stato del Texas. Ogni nucleo familiare composto da tre persone di media, avrebbe a disposizione un villino di 102 mq e 222 mq di giardino. Un terzo dello spazio di questa gigantesca città sarebbe destinato a parco ed un terzo alle attività produttive.
    La densità di popolazione di questa ipotetica gigantesca metropoli sarebbe di circa 8.104 persone per Kmquadrato. Per avere un termine di paragone basta pensare che Tokyo ha una densità di popolazione di 8.280 persone per Kmq, Mosca di 8.750 persone per Kmq, Seul di 10.610 persone per Kmq . Il centro di Londra ha una densità di 7.722 persone per Kmq, e Brooklyn più di 11.583 persone per kmq .”

    • Andrea lei era stato escluso per delle intemperanze, non è corretto rientrare facendo un nuovo account.
      Quindi confermo la sua esclusione.