Attali, il troll che non usa twitter

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Le pressioni di Jacques Attali per bloccare la candidatura Foa alla presidenza RAI sono solo l’ultimo episodio della guerra italo francese.

Le ingerenze non avvengono via twitter ma con telefonate e tradimenti.

L’Europa sarà anche unita ma tra Italia e Francia dalla fine del secondo conflitto mondiale, tra aiuti alle Brigate Rosse, abbattimenti di aerei civili sopra Ustica e distruzione della Libia, tanto per dirne alcune, la guerra non è mai finita, lo ricordavo giusto un anno fa in un articolo su CS ringraziando ironicamente Macron per avercelo mostrato senza ipocrisie. E solo nel marzo scorso su Scenari Economici è comparso un articolo che sollevava la questione dei politici italiani insigniti dell’onoreficenza della Legion d’Onore, perché quello che su Wikipedia non si trova è che si tratta di un’onorificenza conferita a cittadini non francesi solo nel caso che abbiano reso un servizio alla Francia o difeso la sua causa nazionale. Ora è certamente da approfondire quanto sia lecito per un deputato eletto a rappresentare gli interessi del popolo italiano l’aver servito quelli della Francia, anche se le motivazioni sono fatte in modo da risultare non così compromettenti.

Sta di fatto che tra gli insigniti troviamo nomi come Enrico Letta, Emma Bonino, Massimo D’Alema, Franco Frattini, Giuliano Pisapia, Romano Prodi e altri. Ma come dicevamo ultimamente gli attriti con la Francia stanno emergendo in modo più palese, molti hanno ancora nelle orecchie le invettive di Macron contro l’Italia nel caso delle prime iniziative sul traffico del migranti del governo Conte quando per bocca del suo portavoce definì il nostro paese “vomitevole” e in seguito ci accusò di infettare l’Europa con la “lebbra” del populismo.

Ma il vero scontro è sul fronte africano, quello riaperto in modo virulento con la spietata operazione franco inglese in Libia. Quelli erano tempi in cui la Francia di Sarkozy si sentiva spalleggiata dall’America di Obama e Hillary Clinton, adesso con un impensabile ribaltamento di posizioni l’America di Trump si è messa di traverso conferendo all’Italia il compito di controllare quella Libia nella quale i transalpini hanno messo piede.

la notizia apparsa ieri, sette agosto 2018, su Gli Occhi della guerra di una missione italiana in Niger costituisce un vero sfregio per la Francia che da sempre difende l’esclusiva su quella regione e su tutta l’Africa sub sahariana che tiene sottomessa con la violenza neocoloniale della moneta imposta e cioè del Franco della Comunità Finanziaria Africana, in precedenza denominato Franco delle Colonie Francesi d’Africa, e indicato con l’acronimo FCFA. In poche parole si tratta di mettere in discussione le politiche neocoloniali e neoliberiste francesi che in larga parte sono all’origine del fenomeno migratorio che sono state trattate da Ilaria Bifarini nel suo I coloni dell’austerity.

In questo contesto appare la denuncia su La Verità del 7 agosto dell’intervento per bloccare la presidenza Foa della Rai, fatto da Jacques Attali telefonando al Pesidente emerito Giorgio Napolitano. Attali èuna figura che da molti anni consiglia e ispira i Presidenti francesi (ne parlai qui su CS nel 2013, alla carrellata mancava ovviamente Macron che addirittura ne è una creatura). Ebbene Attali sarebbe intervenuto presso il Presidente Emerito Napolitano che avrebbe poi interessato della  cosa il Presidente del parlamento europeo nonché braccio destro di Berlusconi, Antonio Tajani, un’iniziativa che si configura come un atto ostile contro il nostro paese.

Nessun account twitter è stato creato in quest’occasione, per bloccare Marcello Foa, le vere ingerenze hanno usato il telefono ma non per digitare 280 caratteri, e se questa ricostruzione non sarà smentita in modo convincente sarebbe il caso che qualcuno dei funzionari impegnati a cercare i mitologici troll russi venisse impiegato per accertare le responsabilità di chi era chiamato a rispondere solo agli italiani e ha servito i francesi.

E in ogni caso appare evidente che la candidatura Foa alla presidenza della Rai disturba gli ambienti dietro  Attali e a tutta la galassia che gli ruota intorno. Un motivo in più per sostenerla fino in fondo.

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2016 ha pubblicato "L'Ultimo uomo" . .

7 commenti

  1. E vitale per il governo cambiare la RAI, non si puó governare con le reti nazionali dando da intender e che l´opposizione ha sempre ragione e conta piú dei voti degli italiani.
    Se non c´é alternativa bisogna devono usare i metodi Gramsci a loro favore.

    • Enzo Pennetta on

      La narrazione del razzismo e dell’incombente pericolo fascista si regge solo sull’informazione distorta dei grandi media, una volta che una pedina grande come la Rai cominciasse a dire la verità sarebbero finiti. E lo sanno.

      • PoteriForti on

        Questo e il loro peggior incubo…. perdere il monopolio della narrativa.

  2. Francesco Mandaglio on

    Ho conosciuto Foa quest’inverno in un convegno a Trento in cui trattava il delicato tema degli Spin Doctor e di come funziona l’infarmazione. Queste le mie impressioni:
    1-Persona preparata sulla materia che tratta (basta guardare il curriculum)
    2-Persona assai gentile e cortese (che non guasta mai). Ha salutato e ringraziato tutte le singole persone prima che queste entrassero in sala per la conferenza.

    3-Non sono riuscito a capire da che parte politica tirava (difficile che parli male di qualcuno) anche se notavo una certa distanza dalla deriva ultra-liberista presa dall’Italia
    4-Ha parlato male dei suoi colleghi, peraltro senza mai riferire nomi testate o reti televisive, solo per far comprendere gli errori in buona o cattiva fede che si commettono
    5-Ha riferito, invece, dei sui di errori giornalistici, (ad esempio Colin Power e l’antrace) mostrandosi veramente contrito, oltre che intellettualemnte onesto.

    ..Che dire? La persona giusta, nel posto giusto, nel momento giusto. Se sarà, nulla in Rai sarà più come prima…

  3. gustavs9999 on

    Manca la ciliegina sulla torta: Attali appartiene ale UR Lodges elitiste progressiste in linea Obama Clinton(s)

    • Enzo Pennetta on

      Una conferma più che altro, una cosa che mi ha colpito ma che nessuno ha notato è l’esclusione degli iscritti alla massoneria nel contratto di governo.