Greta: l’ultima rivoluzione colorata

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Il fenomeno Greta è facilmente inquadrabile in una linea mediatica che è la stessa delle rivoluzioni colorate di cui è l’ultimo episodio.
E probabilmente anche quello finale.

Se ha la stessa preparazione mediatica delle rivoluzioni colorate, lo stesso modus operandi fatto di accuse generiche, lo stesso fine di muovere delle masse e si identifica con un colore, allora è una rivoluzione colorata.

Il testimonial della rivoluzione, l’adolescente Greta Thunberg, è manifestamente non credibile nella sua pretesa spontaneità, ma a farlo notare si va incontro all’accusa certa di negazionismo e “hate speech”, anche se di parole ad personam non si pronunciano.

Il 18 giugno 2018 su CS in “Global warming antropico: la fine di un fenomeno mediatico e di spin?” segnalavo un articolo del Wall Street Journal in cui si dichiarava mediaticamente fallito il tentativo di porre l’emergenza climatica all’attenzione dell’opinione pubblica e dell’agenda politica, dopo circa due mesi la risposta giungeva con il lancio del personaggio Greta. Come commento nel video “chi ci vuol credere ci creda”, ma di questo si tratta, di creduloneria da una parte e di un credo dall’altra, l’ambientalismo è una fede e già si vedono numerosi i suoi fanatici.

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2016 ha pubblicato "L'Ultimo uomo" . .

17 commenti

  1. Giuseppe Cipriani on

    Un bel calderone, Enzo. In pochi minuti sei riuscito a paventare uno scenario apicalittico a cui mancava solo il pianto, il tono inquietante da “vedrete che fine faremo” c’è tutto…
    Da uomo della strada noto che il fenomeno Greta ha per molti versi le parvenze di una teatralità che inquieta, falsa, e anche a me dà fastidio che si parli di futuro rubato a vanvera, quando il vero futuro rubato è, concordo, altro. Ma sono convinto che la reazione tutta contraria sia a sua volta molto finta, figlia di un’ideologia che potrebbe addirittura rappresentare l’altra faccia della medaglia del fenomeno che vorrebbe denunciare.
    Io vorrei salvare molti dei contenuti del messaggio di Greta, non la forma. Nel campo mio, quello agricolo, si può per esempio fare molto per risparmiare risorse, produrre più sano, inquinando molto meno.
    Rigettando tutto come fai tu, o dai l’impressione di fare tu, non si corre l’atroce rischio di gettare via il bambino con l’acqua sporca?

    • Quali sarebbero i contenuti da salvare del gretismo? Tale ideologia si basa su un fulcro che é il dogma che il diossido di carbonio sarebbe responsabile del riscaldamento globale, tesi tutt’altro che dimostrata, anzi piú volte falsificata dal fallimento di tutti i modelli predittivi che si basavano su questa ipotesi.
      Dato il supporto panmediatico e istituzionale di cui il gretismo dispone e il linguaggio fortemente retorico e privo di significati profondi utilizzato, mi pare ovvio che si tratti dell’ennesima operazione di indottrinamento effettuata sulle masse. Gli obiettivi di tale operazione si possono facilmente intuire: da una parte una parte l’aumento delle tasse, dall’altro una riduzione allo sviluppo che entrambe portano a quello che é il punto centrale di molte se non quasi tutte le ideologie diffuse nel nostro tempo, ovvero la riduzione delle nascite e della popolazione mondiale. Obiettivo da sempre perseguito dalle elite massoniche.
      Quindi piú che di bambino parlerei di mostriciattolo da annegare alla prima occasione. Inoltre no, rifiutare totalmente una pura ideologia non rende automaticamente ideologizzati, bisogna vedere la pars costruens di chi si lotta contro l’ideologia. In questo caso mi pare che il prof. Pennetta proponga un approccio basato sul sereno e imparziale dibattito scientifico, scevro di dogmatismi e catastrofismi che non gli appartengono. I toni foschi sono perfettamente adeguati allo scenario odierno

      • Giuseppe Cipriani on

        Noi, il popolo, ce ne freghiamo dell’ambiente. Non fa parte delle nostre priorità fare bene la differenziata, cercare di non sprecate le risorse (per esempio l’acqua), provare a non inquinare rinunciando al mezzo a motore ogni volta che fosse possibile, ma anche riducendo l’uso di agrofarmaci altamente tossici per ambiente, falde freatiche e insetti pronubi preziosissimi, e l’uso dei concimj chimici al posto di quelli organici, per creare un’agricoltura più sostenibile che va sotto il nome di agroecologia… Questo messaggio scritto tra le righe del tutto che teatralmente sostiene Greta io leggo e salverei… Si è scagliata contro i potenti del mondo, i paesi ricchi, puntando al bersaglio grosso ma ha smosso la coscienza dei piccoli, lo spero! Tutto il resto, fanatismo di un colore e controfanatismo di altra tonalità sono quisquilie che abbagliano e ci mettono l’uno contro l’altro quando magari abbiamo, si spera, la stessa sensibilità ambientalista. Questo salverei e scusate se è poco.

  2. Fresca fresca di mattinata:Tozzi alla tv(3o canale) e la sue parole ovvero “loro(greta and company) stanno ampliando quello che da tanto tempo gli scienziati dicono.”Dovremmo invece,noi scienziati, manifestare in piazza…al loro posto”…

  3. Tra i cambiamenti straordinari
    richiesti da Greta Thunberg
    entro la data-limite del 2030
    vi è una riduzione del 50% dell’anidride carbonica.

    Ora, la classifica degli Stati per emissioni di CO2,*
    dovute esclusivamente alla combustione di combustibili fossili,
    corrispondenti, si badi, alle emissioni del 2004
    (dati raccolti nel 2018 per le Nazioni Unite)
    vedevano
    al primo posto gli U.S.A. col 22,2%
    al secondo posto Cina e Taiwan col 18.4% del totale
    . . .
    Ora domandiamoci
    quanto è aumentata la domanda di petrolio in Cina negli ultimi 15 anni ?

    ma allora
    non è possibile
    che le lobby che si celano dietro queste manifestazioni ‘ambientaliste’
    mirino a colpire non solo l’economia reale Usa, cioè Trump,
    ma anche quella cinese
    cercando di ’s c a l z a r l e’ mediante la loro finanza globale ?(1) …
    Cosa ne pensate ?

    *Stati per emissioni di CO2 – Wikipedia
    https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_per_emissioni_di_CO2

    (1) Un attore chiave
    nel collegamento
    delle istituzioni finanziarie mondiali
    con l’Agenda verde
    è Mark Carney,
    capo uscente della Banca d’Inghilterra.
    Ma la Banca d’Inghilterra
    non è pressoché interamente controllata
    dai Rothschild ?

    Lo stesso Governatore della Banca d’Inghilterra,
    Mark Carney,
    ha peraltro presentato al FMI una proposta
    per cambiare le regole del gioco
    e costruire una nuova valuta internazionale
    al posto del dollaro …

    Sarebbe interessante pertanto
    approfondire la correlazione esistente
    tra questo New Global Monetary System
    e il cosiddetto Green New Deal.

  4. Nelle premesse della tesi di Enzo Pennetta non c’è nulla di arbitrario; esse sono vere, coincidono coi fatti, non v’è alcuna commistione di elementi ideologici. Se talvolta i fatti sono sgradevoli (o sgraditi a chi se ne dispiace), non mi pare corretto né dialetticamente costruttivo imprestare intenzioni ideologiche a chi quei fatti premette come materiale di sviluppo alla propria tesi.
    Questi fatti mostrano, con evidenza brutale quanto sconcertante, che il fenomeno legato alla figura di questa ragazzina svedese, è la più massiva prova sul campo di manipolazione di massa della Storia.
    Questi fatti mostrano che le coscienze dei gretolatri sono state trattate (con tecniche basicamente riconducibili alla PNL, ma non solo) con tale raffinatezza, da non far rendere conto che l’oggetto contro cui si rivolgeva la protesta era lo stesso soggetto che aveva provocato i danni (veri per l’inquinamento, falsi per il CO2) di cui ci si lamentava. In breve, come se un corteo di persone protestasse contro la pratica della tortura, senza vedere (o NON potere/volere vedere) che gli organizzatori del corteo sono sadici professionisti. Questi sono fatti, cosa c’è ideologico?
    Per risparmiare tempo, accludo due link, parimenti interessanti, anche se il secondo ha il merito di produrre una documentazione che mai si troverà nei canali dei Sistema; e che mette una definitiva pietra tombale su questa vicenda.

    Di mio aggiungo questo: il caso Greta proietta un’ombra sinistra sulla nostra specie, o almeno sulle etnie euro-americane. Mostra che agli esseri umani, o almeno ad una significativamente cospicua parte di essi, è possibile far credere e far fare tutto ciò che si vuole. E intendo proprio tutto e il suo esatto contrario. I gestori del Potere, se volessero (ma ovvio che vogliono solo quanto loro giova) potrebbero portare le stesse masse che urlano per un futuro “rubato”, ad abbracciare qualsiasi fede, o credo. Qualsiasi! Dal culto degli dei Sumeri, a quello di Mefistofele, a quello di Padre Pio. Indifferentemente.
    L’avviso è stato recapitato con la rivoluzione francese, il primo tentativo su larga scala di imporre una religione capovolta, con a capo una naif dea ragione. All’oggi ci si è raffinati; l’ultima stazione sarà la fondazione e l’imposizione, ope legis, di una religione completamente laica (Bergoglio ci sta lavorando alacremente), tutta amore, accoglienza, fotti fotti, e tasse. Vedo turbe di conversioni.
    E’ difficile da dire, ma potrebbe darsi che l’uomo sia una causa persa.
    P.S.
    Con Enzo dissento su un solo punto: questa non è ancora la stazione d’arrivo. Al di là delle nostre tasche, i signori delle mosche vogliono il potere ultimo, il dominio totale. Vogliono le nostre anime. I gretolatri gliela hanno consegnata. Tutti contenti.

    • Giuseppe Cipriani on

      Di signori delle mosche ce ne sono di ogni risma, di ogni colore, di ogni cultura e credo. Sono quelli che giocano a creare la paura più grossa, dalle fiamme dell’inferno all’invasione dei clandestini, dalla chiesa che sta perdendo l’ortodossia al satanismo imperante, dal magna-magna dei politici ai presunti poteri forti che incatenano le masse, all’uomo causa persa (ottimo titolo per un’opera buffa)… Ce n’è per tutti i gusti, signori e signore. E mi chiedo quale meccanismo mentale ci renda prigionieri di tante e tali paure. Forse è su queste chine che davvero ci perdiamo.

  5. Enzo, il sistema mi respinge i link che ho allegato al precedente post, e senza i quali ll post rimane un po’ zoppo. Che posso fare?
    Grazie.

    • Giuseppe Cipriani on

      Una domanda a tutti gli utenti di critica scientifica che rivolgo anche a me stesso: come siamo messi con la raccolta differenziata? Potremmo tutti fare di più, immagino. Ma non è troppo tardi se ci mettiamo d’impegno… Se, per esempio, una città come Roma riuscisse con l’impegno di tutti a fare una differenziata seria quartiere per quartiere, non salirebbe alle cronache con !’annoso problema che tutti conosciamo… Ma noi, il popolo, ce ne freghiamo di queste quisquilie, purtroppo.

    • Enzo Pennetta on

      Non saprei Francesco, prova a mandarmeli per email e vedo se riesco ad inserirli io.

  6. A.s.
    Non riuscendo a postare i link di cui ho parlato nel mio precedente post, li indico in altro modo. Credo non sarà difficile rintracciarli. Il primo lo si trova sul sito “Lafinanzasulweb”, di Arnaldo Vitangeli, è del 28.09.2019, e titola:
    “Il caso “Greta”, immigrazione e redistribuzione e egemonia iraniana”.
    Raccomandatissimo.
    Il secondo è un articolo reperibile sul sito di Maurizio Blondet, data 03.10.2019, titola:
    “Greta, creatura di Enron”.
    Contiene una messe di informazioni impossibili da trovare sul mainstream, e difficili anche altrove. Ritengo questo articolo di Blondet fondamentale.
    —————————————————————————————————

    Sintetizziamo.
    La tesi qui sostenuta da Enzo Pennetta, da tutti gli utenti tranne uno, e dal sottoscritto, è che il movimento Thunberg è connotato da tre elementi:
    1°, non è affatto spontaneo, come racconta, in coro, la cronaca del mainstream unificato;
    2°, è finalizzato all’imposizione planetaria di un credo – non solo economico, quello neo liberista – ma soprattutto di una visione antropologica complessiva che renda irreversibile lo status culturale e sociale acquisito;
    3°, l’aspetto manipolatorio. Io temo che questo terzo punto sia stato molto sottovalutato; anche se, con ogni evidenza, è la condizione per cui gli altri due sono possibili, ed anzi, il primo del tutto realizzato, il secondo, in fase di.
    Ne consegue, purtroppo, che sia stato parecchio trascurato, o forse non del tutto compreso, lo scopo finale, il terminus ad quem, dell’M.T. (Movimento Thunberg), che altro non è se non l’ultimo anello di una catena che si perde lontana nel tempo, e che anzi ha origine nella Meta-Storia (come ben vide Paolo Di Tarso), prima ancora che nella cronaca dei secoli umani. Questo obiettivo è l’eradicazione prima, e il capovolgimento poi, dell’umano per come fu conosciuto (nell’area occidentale) fino alla fine del Medio Evo (con appendici nell’Umanesimo), ed è tutt’ora, almeno in parte, attuale nelle aree extra euro-americane. L’”uomo nuovo” è finalmente a portata di mano: schiavo idolatra delle propria catene. produttore-consumatore-fruitore (senza limiti nell’oggetto fruito)-fedele (senza i turbamenti dell’umano dubbio). L’Impero perfetto, perpetuo.
    Ho definito questo Principio nemico dell’umano “Il signore delle mosche”. Lo si chiami come si vuole, la sua natura si manifesta nelle sue opere; e soprattutto, nella sua insuperabile capacità di mentire e contraffare.
    Nei confronti di chi non lo riconosce, per chi è debole nel correlare le cause con gli effetti; o, molto peggio, scambia gli effetti con le cause (e quindi i carnefici con le vittime), io mi trovo in una penosa condizione di impotenza, che non cessa anche presso il massimo della compassione umana possibile.

    Vedere milioni di gusci vuoti (di qualcosa che un tempo fu umano) correre entusiasti dietro le note dell’ultimo pifferaio, tutti contenti nella loro danza macabra verso l’abisso, sgomenta e mette i brividi.
    Strani tempi, che mai avrei immaginato, quando ancora persone sconosciute, per strada, si dicevano “buon giorno”. Sorridendo.

    • Giuseppe Cipriani on

      Proprio oggi ho bussato alle porte di un convento canossiano. Io, emerito sconosciuto, sono stato accolto da una suorina vecchia assai destinata alla portineria. Le ho detto, sorridendo, che oltre 50 prima, bambinetto, in quel convento con papà e mamma venivo a trovare una mia zia suora… Il sorriso, l’accoglienza della vecchia suorina, mi hanno fatto l’effetto di un balsamo. E balsamo per lei sono state le mie parole quando le ho rivelato il nome della zia suora. Lucidissima, la suorina ha ricordato la zia, ha ricordato tante cose sopite nella lontana memoria che le hanno impresso un’energia insospettabile. E così, semplicemente, da sconosciuti uno all’altra siamo diventati fratello e sorella; è bastato un sorriso, un atto di fiducia, un normalissimo guardarsi negli occhi con lo sguardo aperto di chi nonostante tutto crede ancora nell’uomo e nelle sue potenzialità. Il pessimismo cosmico è una tentazione potente che annichilisce e rende tristi. Si badi bene, qui non di tratta di essere ingenui, in gioco c’è la speranza che deve essere sempre l’unica a morire.

        • Alessandro2 on

          Grazie Giuseppe, per questa sua bella testimonianza. Spesso non concordo affatto con le sue valutazioni, ma voglio aderire al suo appello alla speranza (simpatico il refuso: l’unica a morire!).

          Anche a me è capitato un episodio simile, andando a trovare in un eremo un vecchio sacerdote, ex parroco del mio paesello d’origine. Ancor oggi, a distanza di qualche mese, ripenso a quella giornata serena, nella quale recuperai forze e fiducia nel genere umano. Quel parroco mi parlò di certe ingiuste accuse inerenti la sua cura d’anime nel paese; e come in questo esilio dorato sulle montagne ne soffrisse, chiedendomi di pregare per lui. Ma mi raccontò queste cose con una tenerezza per gli ex parrocchiani e un tono di generale accettazione e di perdono per le malelingue coinvolte, che mi fecero bene al cuore.

          Da allora, con sforzo costante provo anch’io a fare un po’ meno il complottista incazzato col mondo, e a vedere il bello e il buono che nonostante tutto esistono, ignorati sia dai nuovi barbari che dai vecchi brontoloni (noi). Allora Francesco, credo di poter dire: lei ha ragione da vendere, ma non tutto è perduto e non tutti i nostri simili sono bestie senza testa né anima.

      • Grazie della testimonianza, Sig. Cipriani.
        Il sorriso di cui parla, che radica nell’umano profondo (per me sede del Logos incarnato) – molto oltre il clangore della cronaca, e delle divisioni che questo rumore vuole e determina – (quel sorriso) è il nemico irriducibile del Signore delle mosche, e del suo sterminato seguito di signorini e signorine delle zanzare, di attorucoli, di sbandati e avventizi dell’ultima ora.
        Quel sorriso è oggi quasi scomparso, così come il saluto vero, ossia l’augurio sincero alla salute altrui. E’ stato triturato da una cultura che non conosce altro se non la bulimia della materia e più ancora dei simboli di essa, sotto specie di “brand”, marchi, maison, griffe, e via cialtronando.
        Signori e signorini sono riusciti a spegnerlo, quel sorriso, evocando dal basso dei pantani delle possibilità umane quelle più prossime alla Palude Stigia. Ed in cambio, queste perdute generazioni di giovani e 40/50enni mai cresciuti, hanno avuto un mondo allucinato di plastica, metallo, e spazzatura, dove è finalmente possibile copulare, con la benedizione di chi sa e può, con maschi e femmine di qualsiasi specie; dromedari inclusi.
        Il fatto, altrimenti saremmo OT, è che esistono nessi causali diretti tra il M.T. e la perdita di quel sorriso. La cui potenza e bellezza nasce dall’innocenza, che il Signore delle mosche odia più di ogni altra cosa.