“Bigottismo scientifico” e OGM

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Anche per parlare della questione degli OGM prendiamo spunto dalle considerazioni del Prof. Formenti nel suo articolo del 27/08/2011:

Non posso fermarmi qui, dopo aver letto l’intervento del prof.E.Pennetta del21/8/11. W.Arber è considerato da tutti competente anche in biotecnologie (ha ottenuto il Nobel per gli enzimi di restrizione, strumenti fondamentali per l’analisi del genoma). Non vorrei che ANCHE la sua prefazione al volume 27, fasc.5 della rivista New Biotechnology del Novembre 2010, che pubblica gli atti del convegno “Transgenic Plants for Food Security in the Context of Development” tenutosi all’Accademia Pontificia nel 2009, potesse creargli qualche problema, se un giorno che avesse tempo e fosse a Roma chiedesse di andare a spiegare, ai corsi per docenti cattolici di scienze organizzati per le scuole del vicariato di Roma, non solo la biologia neodarwiniana ma pure alcune sue applicazioni utili, come l’uso delle biotecnologie negli aiuti allo sviluppo, su cui da tempo è noto il favore vaticano.

Rispondo alle obiezioni sopra riportate facendo notare che il fatto il problema non è se le sementi OGM possano davvero fornire rese migliori e se invece questi organismi possano essere in qualche modo dannosi per l’ecosistema e/o la salute umana. Non che questi argomenti non siano importanti, quello che intendo dire è che soffermandosi solo su di essi non si affronta quello che veramente è l’aspetto più grave della questione.

Quello che infatti principalmente si contesta all’utilizzo di OGM è la loro strumentalizzazione per alterare non biologicamente, ma economicamente le piantagioni, è infatti lo stato di dipendenza in cui vengono ridotti gli agricoltori a preoccupare, è il monopolio che le grandi compagnie acquisiscono nel mercato delle sementi a costituire una vera minaccia per il futuro degli agricoltori.

Quindi, per rispondere alle considerazioni de Prof. Formenti, termino dicendo che le competenze di grandi uomini di scienza come il Prof. Arber sono importantissime se si vuole affrontare un discorso biotecnologico sugli OGM, ma non sono quelle richieste se si vogliono indagare le politiche che vengono portate avanti da chi controlla il mercato OGM.

Dopo aver riportato un articolo di Vandana Shiva sul nuovo latifondismo, affidiamo sempre ad un suo articolo l’esposizione del problema legato ai brevetti biologici sugli OGM.

 

IL GRANDE FURTO DEI SEMI

DI VANDANA SHIVA

ZSpace

Il seme, la fonte della vita, l’incarnazione della nostra diversità biologica e culturale, il collegamento tra il passato e il futuro dell’evoluzione, la proprietà comune del passato, delle generazioni passate, presenti e future delle comunità agricole che sono state le produttrici di semi, oggi è stata derubata ai contadini e ci viene rivenduta come semi “di proprietà” da multinazionali come Monsanto.

Sotto la pressione dell’Ufficio del Primo Ministro (che a sua volta subisce le pressioni della Casa Bianca a causa della firma dell’Accordo sull’Agricoltura tra U.S.A. e India) gli Stati stanno firmando accordi di intesa con le multinazionali delle sementi per privatizzare il loro ricco e differenziato patrimonio genetico. Il Governo del Rajasthan ha firmato sette accordi con Monsanto, Advanta, DCM-Sriram, Kanchan Jyoti Agro Industries, PHI Seeds Pvt. Ltd, Krishidhan Seeds e J.K. Agri Genetics.

Anche se quella che si è realizzato è il più grande furto di sementi con la supervisione dello Stato, viene chiamata PPP, Partnership tra il Pubblico e il Privato.

Il MOU con Monsanto si concentra su mais, cottone e vegetali (peperoni, cavoli, cetrioli, cavolfiore, cocomero). Affiderà nelle mani di Monsanto millenni di selezione realizzata dai contadini. Lo Stato sussidierà la produzione di Monsanto. Consentirà alla propaganda di Monsanto di avere delle proroghe promuovendo “iniziative per la presa di coscienza grazie a un pacchetto di addestramento “gurukulam” di Monsanto che fa parte del pacchetto di pratiche raccomandate per il Rajasthan”. Le infrastrutture di Stato saranno quindi sfruttate per le attività promozionali di queste aziende. La distribuzione delle sementi delle aziende private sarà basata su una “fornitura dei semi e su accordi di distribuzione che metteranno pressione alle estese reti di proprietà del Governo”. E così le varietà degli agricoltori verranno rimpiazzate incrementando il “Tasso di Sostituzione dei Semi”, che in pratica cancella in una stagione milioni di anni di evoluzioni e migliaia di anni di selezione dei contadini. Invece di produrre e distribuire varietà pubbliche, le università agrarie dello Stato stanno operando al di fuori del proprio mandato e stanno mettendo a repentaglio l’interesse pubblico facilitando la privatizzazione della fornitura delle sementi. Il lavaggio del cervello operato da Monsanto, fondato sulle “relazioni degli esperti globali di Monsanto e degli scienziati”, è stato definito come un “passaggio di conoscenze”. La vendita degli ibridi e poi degli OMG è stata sussidiata usando terreno pubblico per le “fattorie sperimentali per esporre la tecnologia produttiva e le pratiche agronomiche sul terreno messo a disposizione dal Governo del Rajasthan”.

Oltre alla consegna di semi e di terra, “Monsanto verrà aiutata per realizzare infrastrutture per il raggiungimento degli obbiettivi di collaborazione sopra specificati tramite l’accesso a rilevanti sussidi di capitale e altre iniziative del Governo del Rajasthan”.

E mentre le risorse pubbliche verranno messe a disposizione di Monsanto sotto forma di sussidi, “la strumentazione di Monsanto, le tecniche, la tecnologia, il knowhow e i diritti di proprietà intellettuale per tutti i raccolti rimarranno di proprietà di Monsanto pur se utilizzati in una qualsiasi delle attività abbozzate nel MOU.”

Si tratta chiaramente di un MOU per la privatizzazione dei nostri semi e della ricchezza genetica, e una violazione dei diritti degli agricoltori. La fornitura delle sementi che le università agrarie stanno affidando a Monsanto non sono di proprietà dello Stato, e neppure di Monsanto. Sono una proprietà comune delle comunità agricole.

Mentre il Governo del Rajasthan ha firmato sette accordi di intesa, alla fine dei conti saranno le MNC che controlleranno le sementi comprando le aziende locali o imprigionandole in accordi per le licenze.. Questo è esattamente quello che è successo nel settore dei semi del cotone. Sessanta aziende sementiere indiane hanno stipulato accordi con Monsanto che ha la proprietà intellettuale del Bt. Cotton. In conclusione, non si sta parlando di tecnologia, ma di monopolio delle sementi..

Il Governo ha dichiarato che questi MOU introdurranno gli ibridi in Rajasthan. Comunque, “i processi come le ibridazioni sono i sistemi tecnologici che impediscono ai semi di riprodursi. Questo garantisce ritorni grazie a un sistema incredibilmente efficace per aggirare i limiti naturali alla commercializzazione del seme. Le varietà di ibridi non producono i soliti semi, e gli agricoltori devono ritornare ogni anno dal produttore per una nuova fornitura di sementi.

Per usare la descrizione di Jack Kloppenburg di questi semi: è sia un mezzo di produzione che un prodotto. Visto che sono persone del posto che si occupano di modificare le proprie pratiche agricole, piantando il raccolto di ogni anno gli agricoltori riproducono anche l’elemento necessario ai loro mezzi di produzione. Il seme quindi rappresenta per il capitale un semplice ostacolo biologico: date le condizioni opportune, si riproduce da sé e si moltiplica. La produzione delle piante moderne è stato innanzitutto un tentativo di rimuovere quest’ostacolo biologico, e le biotecnologie sono l’ultimo strumento per trasformare quello che è simultaneamente un mezzo di produzione e un prodotto in una semplice materia prima.

L’ibridazione del seme è stata un’invasione nel seme stesso. Come Kloppenburg ha affermato, ha rotto l’unità del seme come grano alimentare e come mezzo di produzione. Facendo questo, ha aperto il campo per l’accumulazione del capitale che l’industria privata aveva bisogno per controllare la produzione delle piante e dei semi commerciali. Ed è diventata una fonte di sconvolgimento ecologico con la trasformazione di un processo auto-rigenerante in un flusso interrotto di fornitura di semi come materia prima e poi di un flusso di semi come prodotto. Il disaccoppiamento del seme dal grano ha anche mutato lo status del seme.

Il seme commercializzato è ecologicamente incompleto e lacerato su due livelli: intanto, non si riproduce da solo, mentre, per definizione, il seme è una risorsa che si rigenera. Le risorse genetiche sono, di conseguenza, attraverso la tecnologia, trasformate da una risorsa rinnovabile a una non rinnovabile. In secondo luogo, non fornisce prodotto da solo: ha bisogno dell’aiuto di altre sostanze acquistate. And, quando le aziende delle sementi e quelle chimiche si uniranno, la dipendenza di questi input aumenterà. Se una sostanza chimica viene aggiunta esternamente o internamente, rimane un inserimento esterno nel ciclo ecologico della riproduzione del seme. È questo passaggio da un processo di produzione ecologico attraverso la rigenerazione verso processi tecnologici di produzione non rigenerativa che è alla base dell’espropriazione dei contadini e della drastica riduzione di biodiversità in agricoltura. È alla radice della creazione della povertà e della non sostenibilità in agricoltura.

Quando i mezzi tecnologici non riescono a impedire agli agricoltori di riprodurre i propri semi, vengono così fatte valere le disposizioni per i diritti di proprietà intellettuale e i relativi brevetti. I brevetti sono centrali nella colonizzazione della rigenerazione delle piante e, come nel caso dei terreni, si basano sui concetti di possesso e di proprietà. Come affermato da vicepresidente di Genentech, “quando hai la possibilità di operare in un settore vergine, ci sono poche obiezioni, perché lo standard a cui sei paragonato è lo stato dell’arte, e in biotecnologia non ce n’è molto.” La dichiarazione di possesso e di proprietà hanno come oggetto risorse viventi, ma la precedente custodia e l’utilizzo di queste risorse da parte degli agricoltori non è il motivo contro cui la licenza viene introdotta. Piuttosto, si tratta dell’intervento della tecnologia che pretende il loro utilizzo esclusivo. Il possesso tecnologico, quindi, diventa la motivazione per la proprietà da parte delle multinazionali e per la simultanea spoliazione e privazione dei diritti dei contadini.

È sufficiente considerare la fornitura delle sementi del cotone per capire in cosa consista il sequestro delle sementi da parte delle corporations. Monsanto ora controlla il 95% del mercato dei semi del cotone. Controlla sessanta aziende sementiere indiane con accordi per le licenze. Ha spinto il prezzo dei semi da 7 rupie al chilo fino a 3600 rupie al chilo, metà delle quali sono per il pagamento dei diritti. Stava riscuotendo dagli agricoltori indiani 10 miliardi di rupie all’anno comeroyalty prima che l’Andhra Pradesh gli ha fatto causa nella commissione MRTP. Duecentomila agricoltori si sono suicidati in India da quando la presa di potere delle multinazionali è diventato il risultato primario della globalizzazione.

Il Rajasthan è un’area ecologicamente fragile. I contadini del Rajasthan sono ancora vulnerabili. È un crimine aumentare la loro vulnerabilità consentendo a queste aziende di depredare il loro patrimonio genetico per poi venderlo semi brevettati e geneticamente modificati. Dobbiamo difendere i semi come bene comune. Dobbiamo proteggere i semi della vita dai semi del suicidio.

Il futuro del seme, il futuro del cibo, il futuro dei contadini si basa sulla conservazione della biodiversità dei semi. Contrariamente ai miti secondo cui dobbiamo affidarci alle forniture delle multinazionali per incrementare la produzione di cibo, le varietà degli agricoltori, quando vengono usate nei sistemi agro-ecologici, secondo le Nazioni Unite hanno la possibilità di raddoppiare la produzione di cibo in dieci anni.

La ricerca di Navdanya mostra inoltre che la biodiversity based ecological agricoltura produce più cibo rispetto alle monoculture.

Nelle zone aride del Rajasthan gli agricoltori introducono raccolti singoli non per i maggiori ritorni economici, ma perché non hanno scelta a causa dei capricci della natura. Si è visto che gli introiti derivanti dalla monocoltura del miglio sono stati pari a 3280 rupie nette. Della cifra incassata dai contadini, il 60% è stato speso solo per le sostanze aggiunte. Al contrario, adottando un sistema agricolo misto è stato registrato un guadagno totale di 12.045 rupie per il quale le spese sostenute erano solo del 19%. I raccolti misti sono stati oggetto di una ricerca che ha preso in considerazione il miglio, il fagiolo tepari e il sesamo coltivati insieme nello stesso lotto di terra. Alcuni studi successivi hanno analizzato le varietà più comunemente mescolate, in cui il miglio viene seminato con i fagioli verdi. È stato osservato che un sistema misto offre maggiori ritorni (69%) rispetto a un sistema monocolturale. L’aumento delle rese per i raccolti misti è attribuito alla minore quantità di erbe infestanti e alla riduzione dei pesticidi per l’uso attento degli interstizi. Inoltre, a volte, il raccolto misto ottiene un prezzo più altro dei raccolti fissi. È stato realizzato anche uno studio simile per i raccolti misti in cui fu analizzato un confronto tra le monoculture di mais e raccolti misti di mais e fagioli con l’occhio. Il risultato era analogo alle scoperte delle due ricerche summenzionate. il raccolto combinato di mais e di fagiolo con l’occhio ha registrato il 31% di resa in più rispetto alle monocolture.

La sovranità dei semi è la base della sovranità alimentare. La libertà dei semi è la base per la libertà alimentare.

Il grande saccheggio dei semi le minaccia entrambe. Questo è il motivo per cui va fermato.

 

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Fonte: http://www.zcommunications.org/the-great-seed-robbery-by-vandana-shiva

27.07.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

25 commenti

  1. Lei prima di scrivere si documenti!!! ,a bene!
    Parlando di semi, già ora con i semi “convenzionali” il 100% riperto il 100% degli agricoltori ricorre alle case sementiere! Per avere delle annate costanti e redditizie bisogna ricorrere agli “ibridi” ovvero a dei semi che provengono da due ceppi varietali uno maschio e l’altro femmina. Per produrre questi ibridi serve conoscenza, risorse e una vastissima banca varietale che solo ed esclusivamente le case sementiere si possono permettere, lo fanno di mestiere e lo fanno bene!
    Dove stà il probelema dei semi allora???? se già oggi con i “convenzionali” ci si rivolge alle case produttrici, che oltretutto sono svariate migliaia!! Voi oltre a non conoscere la materia state facendo un grave danno al vostro paese, agli agricoltori ed ai vostri figli!! Si ricordi che il prodotto OGM è scientificamente testato, …ed è considerato da scienziati di indubbia intregrità morale e scientifica, sono considerati dei “salvavita”. Il prodotto biologico invece è controllato solo nel protocollo di produzione e non nel prodotto finale!! ed è per questo che più di 40 persone sono morte in nord europa, e più di 900 sono dializzate a vita!! parli anche di questo se vuol essere superpartes!

    • già ora con i semi “convenzionali” il 100% riperto il 100% degli agricoltori ricorre alle case sementiere!

      questo vale solo per gli hibridi
      per le altre colture è perfettamente legale e di norma usare seme autoprodotto.in Italia e nel resto d’Europa

      Salamini ,anche lei prima di scrivere si documenti meglio.

  2. Gentile FRANCESCOPD,
    nel momento in cui lei afferma che gli agricoltori ricorrono agli ibridi “Per avere delle annate costanti e redditizie”, riconosce che se il costo delle sementi livitasse troppo si potrebbero comunque ottenere dei raccolti, seppur con annate meno “costanti e redditizie”.
    Le sementi OGM, come affermato nell’articolo di Vandana Shiva (non mio!), sono invece sterili, e quindi instaurano una dipendenza totale dell’agricoltore dalla società fornitrice.
    Fa una bella differenza, non crede?

    Che poi gli OGM siano addirittura dei “salvavita” è una novità,sicuramente lo sono per le società che li commercializzano.

    Infine, legare il caso dell’E.Coli agli OGM è un’autentica “acrobazia”!
    Vuol farci credere che si annaffiassero gli OGM con acqua contaminata con lo stesso E.Coli la gente non si ammalerebbe?

  3. le sementi ogm non sono sterili: se no non si porrebbe il problema delle contaminazioni.
    A livello economico invece nessuno costringe gli agricoltori a comprare sementi, semplicemente pare che convenga, non spiegherebbe altrimenti questa crescita di aziende che ogni anno scelgono di seminare gm sopratutto nei paesi in ia di sviluppo. E stiamo parlando di piccoli agricoltori non di grossi latifondisti.
    Anche le sementi tradizionali sono tutelate e se si vuole acquistare semente certificata non la si può riseminare (entro certi limiti).
    Quello del costo della semnte è un falso problema, ognuno è libero di riseminare il proprio raccolto, certo non può pretendere di usare la semente migliore del mercato (se tutelata) e non potrà aspettarsi raccolti paragonabili a quelli di chi usa sementi certificate, è solo un conto economico dell’agricoltore! Ricordando sempre che se le rese sono cresciute in modo esponenziale negli ultimi 60 anni è anche grazie al miglioramento varietale operato dall’industria sementiera che impiegando anni per sviluppare una nuova varietà vuole vedere anche remunerato il proprio lavoro ed investimento.

    Vandana Shiva invece non meriterebbe neanche una riga di commento, una persona che ha costruito la sua fortuna economica (i libri e i convegni per il mondo secondo voi sono gratis?) su suicidi indiani che, come dimostrato da diverese ricerche, nulla hanno a che vedere con gli ogm (anzi nelle aree rurali dove si coltiva cotone Bt questi sono addirittura in calo). Insomma ognuno può pensarla come vuole ma sfruttare una tragedia per piegare il lettore alle proprie tesi lo trovo estremamente scorretto e la squalifica come persona ed esperta.
    Saluti

  4. aggiungo anche che in nessun paese del mondo si possono brevettare organismi viventi, al limite tratti genetici di interesse industriale: se creo un nuovo tratto genico capace di far produrre ad un batterio insulina umana posso brevettarlo (è già stato fatto, chiedere ad un diabetico allergico all’insulina animale) se prendo un ipotetico batterio che già è in grado di fare ciò allora non posso certo porre un brevetto su ciò che esiste già.
    Analogamente se prendo una semente già selezionata negli anni dagli agricoltori e la miglioro (con tecniche tradizionali o gm poco importa) posso tutelare il mio investimento per tot anni, gli agricoltori potrano scegliere se comprare la mia varietà migliorata ad un prezzo più alto, se comprare la vecchia semente non migliorata ma certificata in purezza e contro le malattie pagando un po’ meno ripsetto alla varietà migliorata o se seminarsi il proprio raccolto con inevitabili rischi di disomogeeità del raccolto, scarsa purezza e rischio di infezioni latenti presenti nei semi.
    Ricordando a tutti che agricoltore non vuol dire scemo, lascerei a loro la facoltà di decidere cosa seminare e come, in base alle proprie esigenze (caratteristiche del terreno, disponibilità finanziaria, previsioni di guadagno, spese vive preventivate etc…)

    • Gentile Stefano, è proprio perché non è possibile brevettare un organismo che le sementi sono rese sterili!
      Questo è infatti l’unico modo che hanno le società per impedire che il loro lavoro sia disponibile gratuitamente a tutti, è un principio analogo a quello con cui si impedisce la duplicazione dei film nei DVD.

      La limitazione della risemina delle sementi (naturali) certificate è in fatti un limite legale e non biologico, per restare al paragone di prima è come mettere in circolazione dei DVD non protetti dalla copiatura con la sola raccomandazione di non farlo.

      La diffusione massiccia di sementi OGM avrebbe quindi l’effetto finale di rendere totale la dipendenza degli agricoltori da poche multinazionali.
      Altro sarebbe se invece le sementi fossero prodotte e distribuite da istituti come ad esempio università statali senza fine di lucro. Ecco basterebbe questo per risolvere la maggior parte dei problemi legati alla commercializzazione degli OGM.
      Insisto: perché se davvero le sementi OGM possono risolvere grandi problemi alimentari della loro produzione e distribuzione non se ne occupano direttamente le istituzioni statali?

      Mi sembra infine un argomento poco efficace quello degli introiti garantiti dalla vendita di libri e dalle conferenze di Vandana Shiva per screditarla.
      Non crede che sia invece molto più convincente quello degli introiti miliardari (e delle immense potenzialità future) delle multinazionali degli OGM per diffidare di coloro che si spendono in loro difesa?

      • mi spiace caro Enzo (possiamo darci del tu?) la tecnologia del maschiosterile (polline non vitale) non è mai stata applicata, nessuna semente attualmente in commercio è sterile. Tant’è che uno dei tasti su cui gli ambientalisti premono di più è proprio la potenziale contaminazione di campi tradizionali o specie selvatiche interfeconde.
        Detto questo spesso le sementi che vengono vendute sono ibride (se come me compri semi o piantine in primavera avrai forse notato la scritta “ibridi F1”), a volte incrociando due linee pure si ottengono caratteri che non appartengono ne a uno ne all’altro parentale (p1 e p2) spesso con grandi incrementi di raccolto. Purtroppo questi ibridi sono stabili solo alla prima generazione (f1) se li si reincrocia solo una parte della discendenza (f2) sarà uguale a f1 il resto avrà le caratteristiche dei parentali p1 e p2 (mooolto semplificata). Se si risemina la f2 il risultato è la perdita delle caratteristiche di interesse che si manifestavano nella f1 e quindi un danno economico per cui gli agricoltori scelgono all fine di ricomprare le sementi di anno in anno.
        Dove è possibile Monsante (e gli altri) sfruttano già questa caratteristica degli ibridi (che comunque è vantaggiosa anche per l’agricoltore) così da rendere semplicemente non conveniente la risemina del raccolto. Cercherò delle fonti, ora per cena
        Buonaserata
        PS su vandana shiva ribadisco quello che ho detto a prescindere dall’aspetto economico: una persona che mente sulla tragedia dei suicidi (per qualunque ragione lo stia facendo) non merita nessuna considerazione.Qui trovi alcune informazioni, mi riprometto di cercartene altre.
        Di nuovo buonaserata

  5. Ripeto, si documenti e bene!! prima di scrivere!
    l’ OGM non è ripeto NON E’ STERILE, se fosse come dice lei, che senso avrebbe il deposito del brevetto se la varietà non si riproduce, vede che è una contraddizione quello che dice!!
    Altra cosa, ripeto ancora, il 100% delle sementi viene acquistata dalle ditte sementiere, ERGO che differenza passa tra il convenzionale e l’OGM ??!!
    Ripeto, prima di scrivere e diffondere falsità, documentatevi,… l’ignoranza in materia si puàò sempre curare.
    Tutti voi fate sempre riferimento alla Monsanto, ci sono MIGLIAIA di società semtiere e già CENTINAIA stanno producendo OGM, dov’è il monopolio, med lo volete spiegare se ci riuscite??
    Una società sementiera già oggi brevetta (registra) le sue varietà, dov’è il male in questo…,.. me lo voletge spiegare,.. se così non fosse chi è che andrebbe ad investire risorse in ricerca, prove e quant’altro per immettere in commercio una nuova varietà (anche convenzionale) processo che può durare anche 10 anni!!!
    L’ OGM è considerato salvavita assieme al trattamento dei prodotti con i raggi gamma, si informi bene, e non dia tutto per scontato come vedo!
    Nel mio precedente commento non ho mai legato l’ E.COLI all’OGM bensì ai prodotti BIOLOGICI, come è ben noto!… ma evidentemente tutti fanno finta di non vedere..
    Altra falsità, l’OGM produce meno del convenzionale….
    Certo, chi li stà seminando è un masochista secondo voi! Le superficie sono in costante aumento siamo oltre i 160 milioni di ettari nel mondo (solo in Europa diminuisce, grazie alla caccia alle streghe…) ci sarà un motivo perchè chi produce vuole sempre di più semi OGM.

  6. una precisazione sui brevetti. ogni paese ha le sue leggi quindi è materia molto complessa ma dove è possibile brevettare tratti genici (in Italia non penso sia possibile), quando questi vengono inseriti in un organismo il brevetto si trasferisce anche all’organismo, a patto che si sfrutti la miglioria insita in quel gene brevettato, in pratica non basta una presenza accidentale ci vuole la volontà di usare a proprio vantaggio quella determinata tecnologia.

    Sul fatto che dovrebbe esserci più ricerca pubblica e non a fini diretti di lucro concordo con te ma attenzione che di ogm umanitari o non di largo interesse economico ne sono stati creati a iosa (due su tutti il golden rice più ricco in vit. A contro la malnutrizione del tero mondo e il pomodoro sammarzano resistente ad una determinata malattia) ma nessuno di questi è mai arrivato sulla tavola di qualcuno, colpa di un’iter burocratico lungo (anche 10 anni)e molto costoso che solo chi ha ingenti fondi può permettersi di sostenere, iter voluto dalle lobbies ambientaliste per fermare le pgm. Oggi sviluppare una pgm richiede poco tempo e soldi, basti pensare che già al secondo anno di università ci facevano esercitare ad inserire plasmidi in cellule di ciliegio ( via A.t.)per modificarle. ma nessuno istituto pubblico può portare avanti le autorizzazioni alla coltivazione in pieno campo, specie in europa.

  7. Caro Stefano, va senz’altro bene darci del tu. Ho apprezzato molto le tue considerazioni perché contribuiscono certamente a fare chiarezza e ad aumentare le informazioni relative all’argomento OGM.

    Quel che mi premeva porre all’attenzione con il post era l’aspetto strettamente economico, (non i risvolti biologici) per non accavallare cose che rischierebbero di aumentare la confusione. Ho quindi inserito l’articolo di Vandana Shiva per sollevare il problema e proprio perché non ritengo di avere personalmente tutte le informazioni necessarie per fare osservazioni complete sui diversi aspetti del problema.

    Se mi dici che l’accordo, di cui V.Shiva parla nel suo articolo, non comporta una cessione di diritti sulle sementi, naturali il discorso al riguardo è praticamente chiuso.
    Così come il discorso è diverso se mi puoi assicurare che gli ibridi venduti non sono sterili (come nel caso del mulo, per intenderci) ma solo “instabili” riguardo certi caratteri.

    Forse se in giro circolasse un po’ più di documentazione a livello accademico sull’argomento, questo aiuterebbe molto.
    Grazie intanto per l’utile contributo.

    Con questo credo di aver risposto anche a gran parte delle contestazioni di FrancescoPD, il cui gradito contributo è forse, solo, un po’ troppo “urlato”!

    Buona serata a voi

  8. …mentre rispondevo Stefano mi ha anticipato fornendo un bel link proprio ad un documento accademico del tipo che auspicavo.

    Grazie, da parte mia e di tutti coloro che vorranno sapere di più.

  9. Devo dire che degli accordi tra India e Monsanto non ne so molto, da quel che ho capito è stato dato all’azienda americana il permesso di usare i database sementieri statali per sviluppare nuove varietà a partire da quelle adizionali indiane. Questo non significa che monsanto acquisisca i diritti sui vecchi semi ma solo che il governo ha preferito usare il know how di un’impresa privata (scelta più o meno discutibile, dipende da come è messa la ricerca pubblica in india) per sviluppare le nuove varietà, sulle quali sarà certamente posta una tutela (se non sono gm non si può parlare di brevetto in senso stretto), se la cosa non sta bene a V.Shiva può sempre prendere le piante coltivate e migliorarsele da sola, sempre che ne sia capace. Che io sappia in nessun paese del mondo è possibile porre diritti intelletuali su organismi che siano già presenti, anche se frutto di selezione umana come le sementi “tradizionali” indiane (naturale non mi sembra un buon termine per definire le melanzane in India).
    Comunque vai a guardare nel primo link che ti ho mandato (BBB) le tabelle che mostrno le differenze di costi/guadagni tra chi semina cotone Bt e gli altri (c’è anche il link allo studio originale), secondo me è quella che meglio spiega il livello di bassezza delle affermazioni della sig.ra Shiva

    • Ho visto il link e ho trovato molto interessante anche il lungo dibattito che ne è seguito.
      Sicuramente tutte le informazioni rese disponibili nei link da te segnalati permettono non solo di sentire anche le ragioni della posizione contraria a quella di V.Shiva, ma di conoscere altre considerazioni relative agli OGM.

      In definitiva ritengo che per una vera informazione sia un bene che vengano evidenziate tutte le possibili posizioni critiche e che vengano altrettanto esposte le argomentazioni a difesa dei vari prodotti OGM(perché effettivamente ci sono casi molto differenti tra loro).

      Personalmente (come tutte le persone di buon senso)non posso che essere contento di tutto ciò che può incrementare le rese dei raccolti, l’importante è che esista una seria vigilanza nei confronti di possibili abusi che sono sempre in agguato, e non solo in questo settore, ma ogni volta che si smuovono grandi interessi economici.

      Quando nei “lontani” anni ’80 studiavo per l’esame di botanica all’università La Sapienza di Roma ero affascinato dalle promesse dell’ingegneria genetica e quindi non ho pregiudizi al riguardo.
      Purtroppo nel frattempo ho imparato a diffidare, ma non della scienza,che in quanto “conoscenza” non può che essere buona, ma dei soliti, vecchi, difetti umani!

      Grazie per il tuo utilissimo contributo

  10. Caro Enzo,
    come qualcuno ti ha già fatto notare, Vandana Shiva, è persona non credibile, per tante ragioni. Elenco solo 4 sue grandi bugie tanto per non esagerare

    1) Suicidi. E’ stata dimostrata la non correlazione tra suicidi e uso di OGM in India. Ti hanno già linkato il riferimento.

    2) Sterilità. Gli OGM non sono sterili, in taluni casi sono ibridi, ma mai sterili. Tanto che in Brasile ai tempi del divieto di coltivazione della soia OGM, ne importavano illegalmente a vagonate dall’Argentina. Questa “soia maradona” GM era ottenuta semplicemente preservando il raccolto dell’anno precedente.

    3) Gli OGM non funzionano. E allora come si spiega che più dell’80% dei suoi cotonicoltori connazionali li usano? e che complessivamente i 4/5 della soia MONDIALE sono GM? E la storia della soia maradona ci dice che erano voluti dagli agricoltori ben prima che ci fosse il business di una o più multinazionale dietro. Sul nostro sito se cerchi “madama dorè” troverai un post su questo.

    4) Il golden rice. Vandana Shiva ha da sempre lottato “a priori” contro il golden rice. Prima ancora di vedere i dati. Tanto che finì per fare una figuraccia internazionale. Purtroppo abbiamo una memoria troppo corta per ricordarlo. Sul nostro sito se cerchi “golden rice storia infinita” troverai i riferimenti.

    Concludo con una nota sui brevetti. Prima di parlare del “presunto” scandalo dei brevetti sugli OGM bisognerebbe chiedersi com’è strutturato il settore ed in particolare che tipo di privativa offre l’UPOV . Poi bisogna chiedersi che costi comporta l’autorizzazione di un nuovo OGM in UE e quali soggetti sono in grado di sostenerli. La storia della Amflora insegna e spiega perchè gli OGM sono sempre più un affare delle multinazionali e del perchè è necessario disporre di un sistema di protezione forte per ritornare dagli investimenti. Le cose potrebbero essere molto diverse, ma gli oppositori senza se e senza ma con tutte le loro bugie su suicidi, disastri ecc hanno fatto in modo che finisse così. Sul nostro sito puoi cercare “patata tira” per qualche info in più.

    Se hai domande non esitare a chiedere.
    Ciao

  11. Caro Enzo,
    come qualcuno ti ha già fatto notare, Vandana Shiva, è persona non credibile, per tante ragioni. Elenco solo 4 sue grandi bugie tanto per non esagerare

    1) Suicidi. E’ stata dimostrata la non correlazione tra suicidi e uso di OGM in India. Ti hanno già linkato il riferimento.

    2) Sterilità. Gli OGM non sono sterili, in taluni casi sono ibridi, ma mai sterili. Tanto che in Brasile ai tempi del divieto di coltivazione della soia OGM, ne importavano illegalmente a vagonate dall’Argentina. Questa “soia maradona” GM era ottenuta semplicemente preservando il raccolto dell’anno precedente.

    3) Gli OGM non funzionano. E allora come si spiega che più dell’80% dei suoi cotonicoltori connazionali li usano? e che complessivamente i 4/5 della soia MONDIALE sono GM? E la storia della soia maradona ci dice che erano voluti dagli agricoltori ben prima che ci fosse il business di una o più multinazionale dietro. Sul nostro sito se cerchi “madama dorè” troverai un post su questo.

    4) Il golden rice. Vandana Shiva ha da sempre lottato “a priori” contro il golden rice. Prima ancora di vedere i dati. Tanto che finì per fare una figuraccia internazionale. Purtroppo abbiamo una memoria troppo corta per ricordarlo. Sul nostro sito se cerchi “golden rice storia infinita” troverai i riferimenti.

    Concludo con una nota sui brevetti. Prima di parlare del “presunto” scandalo dei brevetti sugli OGM bisognerebbe chiedersi com’è strutturato il settore ed in particolare che tipo di privativa offre l’UPOV cos’è l’UPOV. Poi bisogna chiedersi che costi comporta l’autorizzazione di un nuovo OGM in UE e quali soggetti sono in grado di sostenerli. La storia della Amflora insegna e spiega perchè gli OGM sono sempre più un affare delle multinazionali e del perchè è necessario disporre di un sistema di protezione forte per ritornare dagli investimenti. Le cose potrebbero essere molto diverse, ma gli oppositori senza se e senza ma con tutte le loro bugie su suicidi, disastri ecc hanno fatto in modo che finisse così. Sul nostro sito puoi cercare “patata tira” per qualche info in più.

    Se hai domande non esitare a chiedere.
    Ciao

    • Grazie della ricchezza di informazioni contenute in questo intervento.
      Quello che non riesco a comprendere, ma che forse a voi è più chiaro, è perchè, stando così le cose, dei siti che fanno controinformazione prendano così spesso posizioni negative verso l’intero argomento.
      Proprio ieri, 13 settembre, su Comedonchisciotte è apparso un nuovo articolo (non di Vandana Shiva) in cui si affermano tesi diametralmente opposte.

      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8976

      Dato che non mi convince l’idea che la signora Shiva possa portare avanti la sua azione, e in maniera così pubblicizzata, solo per guadagno personale, quali forze si muovono sul versante opposto agli OGM?

      Forse sarebbe interessante portare la discussione proprio su quel post e sentire cosa rispondono i sostenitori della tesi oposta, e veder che dati riengono di avere in loro possesso?
      Che ne dite?

      Ciao

      • Come si fa a rispondere a dei dati del genere? Non c’è uno straccio di fonte!

        Sui suicidi (e sull’incremento della produzione di cotone in India dopo l’arrivo degli OGM) c’è il report dell’IFPRI (che è una stimata organizzazione internazionale).
        http://www.ifpri.cgiar.org/sites/default/files/publications/ifpridp00808.pdf

        L’ISAAA ci dice che il 64% del cotone mondiale è OGM. Com’è che se fa schifo tutti lo vogliono coltivare? Tutti costretti? I dati dicono di no: http://biotecnologiebastabugie.blogspot.com/2010/11/contadino-scarpe-grosse-e-cervello-fino.html
        http://biotecnologiebastabugie.blogspot.com/2010/05/gli-ogm-non-funzionano-nel-16-dei-casi.html

        Sulla qualità non saprei dirti, di sicuro però se il cotone biologico rappresenta meno dell’1% del cotone mondiale non credo sia un caso. Qualche spunto di riflessione l’avevamo dato qui:
        http://biotecnologiebastabugie.blogspot.com/2010/03/il-prezzo-amaro-dellideologia.html

        Ciao

      • Comunque i meccanismi mentali che conducono le persone a propagare il falso (anche in modo a volte consapevole) sono misteriosi.

        I miti della sterilità, del fatto che gli OGM non funzionano, della non convenienza, dei suicidi, sono stati sfatati da anni eppure continuano a vivere.
        Vivono probabilmente perchè funzionali a importanti interessi economici e ideologici.

        Gli OGM dopotutto sono il cattivo perfetto: nessuno li difende. Tutto sommato sono marginali per la nostra quotidianità (cittadina, non rurale, con gli OGM ci facciamo il Grana Padano e il Parma sia chiaro – ma se ti togliessero l’aspirina ti incazzeresti, se non ti permettono di mangiare il mais arrosto, vabbè quando mai l’hai mangiato?). Sono associabili alle cattive e indifendibili multinazionali. Cosa si può voler di più.

        Senza poi contare il business delle analisi sul contenuto di OGM, il business sulle certificazioni, il business dei prodotti OGM-free che costano di più solo perchè tali (pensa solo a Redoro che sottolinea che il suo olio è senza OGM – bella fatica, non esiste l’ulivo OGM!)…

        • Nell’articolo l’avevo notata anche io la mancanza di dati certi, rilasciati da una qualunque fonte identificabile.

          Sulle origini delle campagne anti OGM, che, come abbiamo visto sono fatte in assenza di dati verificabili, pur considerando valide le componenti che avete indicato ho sempre la sensazione che ci siano degli altri fattori in gioco, non è difficile immaginare che possano essere degli interessi economici.

          Per i fattori ideologici mi viene da pensare a circoli vicini a quell’ambientalismo che vede come soluzione per i problemi il ritorno all’età della pietra.
          Non mancherò di approfondire la questione.

          Al momento in cui scrivo al post su CDC non c’è stato alcun commento. La cosa è abbastanza insolita per un quel sito.

          Anche questo è un elemento significativo, più che una mancanza di interesse, potrebbe dimostrare la scarsa conoscenza che esiste sull’argomento.

          A maggior ragione è utile che esista un sito come il vostro.

          Buon lavoro