Asino d’oro 1: Odifreddi e l’evoluzione

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La notizia è del 2009, ma nell’interessantissimo blog del fisico Andrea Macco il dibattito è ancora in corso. La colpa però è davvero tutta dell’impertinente Piergiorgio?

La motivazione del “premio” è nel titolo di un articolo apparso su Le Scienze dedicato alla formula di Hardy Weinberg e intitolato: La formula dell’evoluzione.

 

Una delle cose che più colpisce nel sito di Andrea Macco è il dibattito di altissimo livello che vi si svolge, qualcosa che non è facile trovare in giro. Infatti i protagonisti, oltre al titolare del blog, il fisico Andrea Macco, sono lo stesso Piergiorgio Odifreddi, il Prof. Paolo Diodati dell’Università di Perugia e altri docenti universitari.

Ma in questo interminabile confronto che va avanti dal 2009, ciò che colpisce di più è che nella quasi totalità degli interventi non viene affrontato l’argomento che ha dato origine alla disputa: perché la formula di Hardy Weinberg non può essere definita la formula dell’evoluzione?

Per coloro che non sono degli addetti ai lavori o dei biologi, riporto la formula in questione: p2 + 2pqq2 = 1

O, se vogliamo, l’equivalente: (pq)2 = 1

Nella formula p e q rappresentano le frequenze alleliche dei due alleli per un dato gene nella popolazione, nel caso classico di Mendel sarebbero ad es. il colore giallo o verde del seme.

Dalla legge di H-W segue che una popolazione è in equilibrio se si verificano le seguenti condizioni:

  1. Non devono verificarsi mutazioni;
  2. Non deve verificarsi un flusso di geni tra popolazioni, cioè non deve esserci una migrazione netta di alleli verso l´interno della popolazione (immigrazione) o verso l´esterno (emigrazione);
  3. La popolazione deve essere ampia (teoricamente infinita);
  4. Non si deve verificare selezione naturale, vale a dire tutti i genotipi devono possedere le stesse capacità adattative e riproduttive.
  5. Panmissia: incroci casuali.

Soddisfatte queste condizioni, le frequenze alleliche entro una popolazione rimarranno costanti per un periodo di tempo indefinito.

Tale equilibrio è proprio quello espresso dalla equazione di H-W.

Si tratta dunque di vedere se la formula in questione può essere esplicativa del fenomeno dell’evoluzione. A detta di quasi tutti gli intervenuti tale definizione non può effettivamente essere accettata. Cercheremo adesso di mostrare perché essa non può essere definita formula dell’evoluzione.

Per aiutarci sarà utile vedere un grafico cartesiano della stessa:

Come vediamo le distribuzioni di aa;  Aa;  AA sono comprese tra i valori estremi zero e uno (frequenza allelica sull’asse orizzontale e genotipica su quello verticale): se non c’è la comparsa di un nuovo allele quelli esistenti possono variare dalla composizione “aa” a quella “aA” a quella “AA“.

Restando nell’esempio di Mendel, i semi possono essere o gialli (AA e aA) o verdi (aa):

Ma si può parlare di evoluzione solo se nella specie compare un nuovo allele che nel grafico non è presente. Se cioè tra i semi dell’esempio comparisse un nuovo allele, per un seme che fosse ad es. marrone.

Sarebbe dunque la comparsa di un allele nuovo, che potremmo chiamare “alfa“, ad innescare un processo evolutivo.

Dire quindi che la formula di H-W è la formula dell’evoluzione è come dire che l’evoluzione non c’è quando non c’è, e c’è quando c’è. In poche parole è un’ovvietà che non spiega niente.

Ma forse non è tutta colpa del Prof. Odifreddi, di qualche altro e ben più importante “Asino d’oro” si parlerà nella seconda parte di questo articolo.

 

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2016 ha pubblicato "L'Ultimo uomo" . .

15 commenti

  1. Complimenti per l’articolo Professor Pennetta, ma mi dica: saprebbe indicarmi degli articoli scientifici o dei libri dove si spiega bene il funzionamento della formula Hardy Weinberg?

  2. Caro Riccardo, grazie per il suo commento, riguardo agli articoli in cui si spiega bene la formula H-W, se conosce abbastanza bene l’inglese, si può trovare qualcosa di interessante su Wikipedia.org:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Hardy%E2%80%93Weinberg_principle

    Ma si trova anche un’interessante spiegazione in Power point sul sito dell’università di Roma “Tor Vergata”:

    http://www.google.com/url?sa=t&source=web&cd=9&ved=0CGsQFjAI&url=http%3A%2F%2Fwww.uniroma2.it%2Fdidattica%2FBCM_GENPOP%2Fdeposito%2FEquilibrio_Hardy-Weinberg.ppt&rct=j&q=hardy%20weinberg&ei=YLCdTojYO9DKtAbM2P2PCQ&usg=AFQjCNHhwYyx4ynvEdsb5NJOXmuxoHAeEQ

    Riguardo invece all’affermazione di Odifreddi, sarebbe interessante sapere come sono stati raccolti quei dati, va comunque detto che però decenni di propaganda alla Dawkins hanno effettivamente diffuso un senso di incompatibilità tra scienza (biologia in particolare) e fede.
    Sulla questione si può trovare un interessante articolo su UCCR:

    http://www.uccronline.it/2011/10/05/ancora-odifreddi-questa-volta-e-smentito-dal-cosmologo-barrow/

    Saluti

  3. Salve a tutti, vorrei segnalare che sul blog di Andrea Macco si è parlato molto della formula di Hardy e Weinberg. La pagina al link segnalato qui sopra non è infatti l’unica relativa all’argomento all’interno dello stesso blog. Per chi volesse conoscere ciò che si è detto sulla formula di H-W e volesse anche saperne di più su tutta la storia del primo e secondo Asino d’Oro ad Odifreddi, segnalo questa serie di link che invito a leggere per intero con tutti i relativi commenti (il grosso del dibattito e le cose più interessanti infatti sono proprio nei commenti):

    http://www.tellusfolio.it/index.php?prec=/index.php&cmd=v&lev=57&id=5118
    http://andreamacco.wordpress.com/2009/03/26/odifreddi-finalmente-licenziato-pronto-il-nuovo-asino-doro/
    http://andreamacco.wordpress.com/2009/03/28/le-sceinze-affaritaliani-e-la-sfida-pubblica-di-odifreddi/
    http://andreamacco.wordpress.com/2010/02/01/votate-per-lasino-doro-2009/
    http://andreamacco.wordpress.com/2010/04/09/asino-doro-2009-comunicato-finale-il-vincitore-e/
    http://andreamacco.wordpress.com/2010/07/20/tra-scienza-e-arte-premiazione-dellasino-doro-2009/

    Infine, visto che Odifreddi di castronerie ne scrive tante, non solo sull’evoluzione, mi permetto di segnalare questo intervento sul mio blog: http://quodlibetales.blogspot.com/2011/10/quando-gli-asini-volano-piu-veloci.html

    • Gentilissimo Francesco Santoni,

      innanzitutto la saluto e le comunico che è veramente molto gradito il suo intervento in questo blog.

      Avevo già avuto occasione di leggere l’articolo sul suo blog Quaestiones quodlibetales: http://quodlibetales.blogspot.com/2011/10/quando-gli-asini-volano-piu-veloci.html
      In realtà più che un intervento possiamo dire che è un autentico mini trattato che soddisfa anche le persone più esigenti.

      E’ verissimo poi che a volte i commenti essendo il “luogo” dove si svolge il dibattito sono la parte in cui emergono le considerazioni più interessanti.
      Mi corregga se sbaglio, in fondo sono un po’ le “Quaestiones quodlibetales” dei tempi nostri.

      Grazie per la segnalazione

  4. Mi piace molto leggere e studiare i suoi libri ed i suoi articoli, anche se per la verità per il momento sono parecchio indeciso se aderire all’evoluzionismo teista od all’ID; in effetti,per il momento sono molto incerto su questo argomento, sebbene da credente quale sono sia comunque convinto ad abbracciare una filosofia che riconosca al Creatore il suo ruolo primario nella creazione e nell’evoluzione della specie umana!

    • Gentile Riccardo,

      grazie per l’attenzione che dedica al mio lavoro e per le sue considerazioni. Se possibile vorrei provare a contribuire con qualche spunto alle sue riflessioni sul tema dell’evoluzione.

      Personalmente non mi sono ancora posto più di tanto il problema di quale spiegazione dare del fatto dell’evoluzione, quello è un passo importantissimo ma che, come credo emerga dai miei articoli, lascio ad una fase successiva.

      Per cercare di capire come siano andate veramente le cose bisognerà infatti prima liberare il discorso sull’evoluzione da quelle posizioni dogmatiche del neodarwinismo che impediscono di vedere con obiettività i veri problemi.

      Solo dopo sarà possibile cercare nuove strade.

      Come avrebbe detto Francis Bacon, bisogna prima demolire gli “Idola” e solo dopo costruire.

      Non ho poi neanche bisogno di pormi la domanda per cosa propendere da credente: cerco solo la verità.
      Certo che, qualunque essa sia, non potrà mai essere un problema per la concezione religiosa.

  5. Certo Professore, credo proprio che abbia ragione, infatti anch’io sono scettico su quel 4% citato da Odifreddi, anche se credo che i Geologi ed i Biologi sono molto più propensi ad essere atei materialisti degli altri scienziati; in effetti ho un cugino che è geologo e lui insieme a tutti i suoi amici geologi è un convinto ateo-marxista!

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